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sabato 28 febbraio 2015

28 FEBBRAIO 2015 SECONDA GIORNATA DELLA MEMORIA PER I TROMBATI DAL MODERNISTA RATZINGER...

http://www.torinofree.it/images/immagini_articoli/dal_02_marzo_2013/papa_benedetto_XXVI.png

CRONISTORIA DI UN ENNESIMA PAGLIACCIATA MODERNISTA:

L'ANNUNCIO DELL'ABDICAZIONE DAL PAPATO, che mai ha avuto in quanto modernista condannato...
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"Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo sommo pontefice. Carissimi fratelli vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la santa chiesa alla cura del suo sommo pastore, nostro Signore Gesù Cristo e imploriamo la sua santa madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i padri cardinali nell'eleggere il nuovo sommo pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la santa chiesa di Dio"
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MENTRE VOLA IN VILLEGGIATURA LASCIA IN EREDITA' BERGOGLIONE.

MA IL MODERNISTA RATZINGER AVEVA NOSTALGIA DELL'ABITO BIANCO ALLORA A DECISO DI INVENTARSI IL PAPATO EMERITO INSOZZANDO ULTERIORMENTE, dato il modernismo imperante, IL PAPATO CATTOLICO.

venerdì 28 giugno 2013

EMERITAMENTE MODERNISTA...

Fonte: Radio Spada...
Il card. J. Ratzinger

Come abbiamo appreso dal precedente studio [1], J. Ratzinger, da cardinale teologo prima e da Papa poi, ritiene che la “Chiesa non deve preoccuparsi per la conversione dei Giudei”, che “i Giudei sono una predica vivente”, che sono “nostri padri nella fede”, che “Israele conserva la propria missione”, che Israele “al tempo giusto sarà salvata interamente”, che “non è necessario conoscere o riconoscere Gesù come Figlio di Dio per essere salvati, se non ci sono ostacoli insormontabili, di cui egli non è colpevole” (Non si cita affatto l’ignoranza invincibile o la pazzia e lo capiamo dal contesto poiché riguardava i ben informati Giudei, i quali conoscono Cristo e i Vangeli). E’ palesemente ovvio che la fede di J. Ratzinger, in questo preciso contesto, non corrisponde alla Fede Cattolica, difatti lo studio [1] lo ha ampiamente dimostrato ed è stato improntato proprio alla comparazione fra i Vangeli, il Magistero universale e le numerose dichiarazioni orali e scritte di J. Ratzinger, con eventuali opposizioni presentate e relative risposte chiarificatrici.
Purtroppo la teologia di J. Ratzinger non si limita “solo” alle questioni su elencate, ma va ben oltre e , come promesso, ad ogni questione sarà dedicato uno studio specifico. Mi scuso sin d’ora, come sempre, per eventuali piccole imprecisioni.
La “chiesa nestoriana” [2], nota anche come “Chiesa assira dell’Oriente” riconosce come validi solamente i primi 2 Concili ecumenici e venera come santo Nestorio. Va detto che la “Chiesa assira dell’Oriente” è scismatica per numerosi motivi e si è sempre ritenuta non ortodossa, almeno fino alla Dichiarazione comune cristologica del 1994 [3], proprio perché la sua cristologia è tipicamente nestoriana e perché esclude che forma, materia ed intenzione concorrano alla validità dell’atto sacramentale.

martedì 7 maggio 2013

Nella falsa Chiesa Conciliare Habemus Papas...

 Fonte: Unavox...
Dalla monarchia alla diarchia… per ora!

di Belvecchio




Città del Vaticano, 2 maggio 2013, il grande gesto è compiuto: HABEMUS PAPAS - abbiamo due papi; ne avevamo già parlato, ma da oggi è ufficiale: la Chiesa cattolica moderna, la Chiesa conciliare ha due papi in Vaticano.

A sentire quelli che ne capiscono, non sarebbe esatto parlare così, poiché, come si vede chiaramente (?) dalla foto, il “Papa in carica” indossa lo zucchetto, la mozzetta e la fascia, mentre il “Papa emerito” indossa solo la talare bianca… dei papi… appunto.
Tolta l'illuminante differenza, resta il fatto che da oggi in Vaticano vi sono due papi: uno che fa il Papa, a modo suo, e uno che non fa il Papa, bontà sua.

La cosa che colpisce è che di questi due, nessuno è veramente Papa, non perché osiamo affermarlo noi, che siamo nessuno, ma per esplicita affermazione di entrambi.

Papa Francesco continua a chiamarsi “vescovo di Roma” e non intende prendere possesso dell'appartamento papale, non intende cioè occupare il posto del Papa, preferendo continuare ad abitare in albergo, al Santa Marta,  come si compete  agli ospiti del Vaticano.
Papa Benedetto ha rinunciato a fare il Papa, perché stanco e affaticato, ma invece di ritirarsi a vita privata, si veste ancora da papa e va ad abitare in Vaticano, alla Mater Ecclesiae, un monastero a due passi dal Santa Marta, dove occuperà … nascosto al mondo… un insieme di locali: per lui, le quattro memores Domini, il segretario, Mons. Georg Gänswein, la segretaria, Birgit Wansing e, quand'è a Roma, il fratello Georg.

C'è qualcosa di talmente scomposto in tutto questo che si arriva al punto che nessuno osa chiedere ragione pubblicamente del perché e dello scopo che impediscono ad un papa rinunciatario di adottare l’elementare delicatezza di tornarsene a casa sua o di ritirarsi in qualche monastero della Baviera… davvero “nascosto al mondo”, come retoricamente da lui dichiarato al tempo della sua rinuncia; e ad un papa da poco eletto, e che ha accettato l'elezione, di assumere il ruolo proprio del suo nuovo “stato”, sia nominalmente, sia formalmente… magari con un po’ di coerenza con i suoi predecessori e con il rispetto dovuto all’Istituzione e alla stessa Chiesa.

Sia come sia, è indubbio che nessuno può negare, tolta la mala fede, che oggi la Chiesa cattolica, come mai in duemila anni, ha due papi “conviventi”. Come nessuno può negare che questa anomalia non può non avere un suo profondo significato, ancorché oscuro per molti di noi… finora.
Nelle cose di Chiesa, non si può parlare di “caso”, né di circostanze accidentali: nulla è fortuito, neanche gli errori degli uomini di Chiesa.

Ciò che salta all’occhio, qui, è la plastica rappresentazione di una diarchia, sia pure solamente apparente: eppure una diarchia che colpisce la percezione dei fedeli, che procura inevitabilmente un insegnamento distorto e che induce a prefigurarsi una sorta di incipiente poliarchia.
È un caso che il nuovo Papa abbia deciso di nominare 8 cardinali per costituire un “gruppo consultivo” che l’aiuti nel governo della Chiesa?

Già Paolo VI, esplicitando il vero Vaticano II, era giunto all’invenzione dei sinodi dei vescovi che avrebbero dovuto aiutare il Papa a governare la Chiesa – erano i vescovi che l’avevano voluto -, adesso ci sarà un organismo permanente che affiancherà la monarchia del Papa come una sorta di “consiglio della corona” – sono i cardinali in conclave che l’hanno voluto -.
Un passo la volta si procede spediti verso quanto “legittimamente richiesto dai tempi”: la direzione collegiale e “democratica” della Chiesa di Cristo riveduta e corretta dalla visione dell’uomo moderno.
Già qualcuno parla di un primo passo verso una nuova concezione della Chiesa: una sorta di super-chiesa entro la quale far rientrare la cattolica e le “chiese sorelle”, con a capo un collegio di papi o, per meglio dire, di patriarchi, compreso il patriarca di Roma.

Papa Francesco ha avuto modo di dire che il Vaticano II dev’essere ancora compreso e applicato, e sembra proprio che lui voglia portare a compimento questo processo.
Lo scetticismo di qualcuno circa queste nostre considerazioni, da certuni già definite di persona come “illazioni gratuite e malevole”, potrà trovare qualche elemento di riflessione dalla considerazione della seguente foto dei “due papi”.



Quando Papa Francesco andò a trovare Papa Benedetto a Castel Gandolfo, il 23 marzo scorso, l’evento venne volutamente reclamizzato dallo stesso Vaticano, con foto e filmati. Memori del gran numero di perplessità suscitate allora, questa volta sono state fatte a circolare solo le foto qui riportate.

mercoledì 10 aprile 2013

COME SCORDARSI DELL'"EMERITO MODERNISTA" CHE E' RATZINGER...Ennesima testimonianza degli usurpatori modernisti che hanno occupato il Vaticano durante il diabolico Conciliabolo Vaticano II...


http://sphotos-a.xx.fbcdn.net/hphotos-ash4/p480x480/484309_280134072119264_1735423577_n.jpg
 L'abdicante "emerito modernista" Ratzinger nell'incontro con il suo compagno di merende, vescovo"Bergoglio"...

Città del Vaticano, 9 apr. "Il concilio Vaticano I ebbe luogo proprio nel momento in cui, al termine della guerra franco-tedesca, sorsero due nuovi grandi stati nazionali: la Germania e l'Italia. Contemporaneamente lo Stato della Chiesa, il potere temporale del papato, scomparve definitivamente dalla carta geografica e dalla nostra storia. In quel momento il Vaticano I mise in luce la veste puramente spirituale, libera da ogni zavorra temporale, del papato, la descrisse nuovamente partendo dalla sequela del Cristo privo di potere terreno anche nella successione, così come anche Pietro, il pescatore, lo aveva seguito, senza alcun potere, fino alla crocifissione a Roma". Così Benedetto XVI in un testo inedito su Concilio vaticano I e Concilio vaticano II pubblicato dall''Osservatore romano'. Il documento è un'omelia pronunciata da Ratzinger il 13 luglio 1997 a Marktl am Inn, suo paese natale, è contenuta nel libro 'L'abc di Joseph Ratzinger' (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2013, pagine 287, euro 15), curato dal presidente dei vescovi tedeschi Rober Zollitsch. "Da tutto questo - prosegue Joseph Ratzinger - possiamo quindi provare un po' di sollievo e di cordoglio riguardo al passato: sollievo per il fatto che è venuto meno molto di quello per cui ci si compiaceva; forse anche cordoglio per qualcosa che si sarebbe voluto conservare. E' importante però che nel momento in cui il principio della nazione celebrò il proprio trionfo, quando la nazione veniva perfino adorata, il Concilio le contrappose il principio dell'unità. La nazione è un valore, non lo si vuole contestare. Ma laddove viene assolutizzata essa diventa pericolosa".

giovedì 28 febbraio 2013

"Ut inimícos Sanctæ Ecclésiæ humiliáre dignéris, te rogámus, áudi nos".

Vacuitatem tuam ploramus o orba iam et inanis cathedra, summa dignitas et doctrina, domini tui lugemus absentiam et tui abdicationem.

La terra taccia, il Successore di Pietro ha tradito ed ha abdicato dal Ministero che il Signore gli ha affidato...

La terra Taccia, la Chiesa di Cristo è senza il Vicario di Nostro Signore...

La terra taccia, una ciurma di modernisti sta per eleggere il Successore del traditore Ratzinger...

La terra taccia, l'eretica "collegialità", promulgata dal diabolico Concilio Vaticano II, ha raggiunto il suo compimento col tradimento di Monsignor Ratzinger (ex Benedetto XVI)...

La terra taccia, la Sposa di Cristo è stata imbrattata da "emeriti" traditori alla stregua di Giuda...
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QUESTO E' IL NOSTRO OMAGGIO ALL'EX PONTEFICE, TRADITORE, BENEDETTO XVI, ORA TORNATO AD ESSERE MONSIGNOR RATZINGER... 

http://i30.photobucket.com/albums/c305/benodette/Q4%2009%20-%20Q1%2010/Q3%2010%20-%20Q4%2010/Oct1310RosenPaulVIReuters.jpg
  
Il massone ebreo David Rosen, rabbino di Gerusalemme negli anni ’70, già rabbino capo d’Irlanda, direttore della sezione israeliana dell’Anti-Defamation League, ramo dell'organizzazione massonica del B'nai B'rith, nominato da Benedetto XVI "cavaliere dell’Ordine pontificio di San Gregorio", ha affermato ciò che gli disse il modernista abdicante Monsignor Ratzinger, ex Benedetto XVI, 5° Pontefice modernista della "Nuova Chiesa Conciliare"

“Mi disse: ‘Se sei fedele alla Torah, allora non c’e’ nulla di falso in te’. E anche: ‘Qualunque cosa abbia importanza religiosa per te, lo ha anche per me … perche’ voi siete le nostre radici’”.
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OGNI COMMENTO E' SUPERFLUO... 

In ogni caso, va ricordato che “quando il pastore si trasforma in lupo, è al gregge che, in primo luogo, tocca difendersi” (Dom Guéranger, +1875). – San Tommaso d’Aquino (+1274) scriveva: “(…) essendoci pericolo prossimo per la fede, i prelati dovranno essere accusati dai sudditi, anche pubblicamente; come San Paolo, che era suddito di San Pietro, lo accusò pubblicamente, in ragione di un pericolo imminente di scandalo per la fede”. – Secondo un grande teologo domenicano, il Cardinale Caietano (+1534), “si deve resistere nei confronti di un Papa che distrugga pubblicamente la Chiesa”. - Un eminente dottore gesuita, Francisco Suarez (+1617), insegna: “Se [il Papa] emanerà un ordine contrario ai buoni costumi, non bisogna obbedirgli; se tenterà di fare qualcosa manifestamente contraria alla giustizia o al bene comune, sarà lecito resistergli; se si imporrà con la forza, potrà essere respinto con la forza, con la moderazione propria della giusta difesa”. – San Roberto Bellarmino (+1621): “(…) come è lecito resistere al Pontefice che aggredisca il corpo, così è anche lecito resistere a quello che aggredisca le anime, o che perturbi l’ordine civile o, soprattutto, che tenti di distruggere la Chiesa; dico che è lecito resistergli non facendo ciò che ordina e impedendo l’esecuzione della sua volontà

I TRADITORI MODERNISTI HANNO DISTRUTTO, UMANAMENTE, IL PAPATO, BISOGNA RESISTERE! IL PREZZO DELLA RESISTENZA E' LA SALVEZZA DELLE ANIME...
 
 

mercoledì 27 febbraio 2013

LE MANOVRE SATANICHE PER IL DIROTTAMENTO DEL CONCLAVE VERSO UN PONTEFICE IN "REGGICALZE"...


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Mentre Ratzinger riceve l'incensazione per l'abdicazione dal Ministero Petrino, riceviamo delle informazioni gravissime da un Prelato, che per ovvie ragioni manteniamo nell'anonimato.
Monsignor Piero Marini si sta adoperando per far eleggere al Papato l'eterodosso Cardinal Ravasi, creatore del Cortile dei..."cretini". Ci viene inoltre riferito che Ravasi, che viene chiamato "Milva" dai suoi amichetti, sarebbe ricattabile in quanto facente parte della "Lobby Gay", presente in Vaticano grazie all'inqualificabile Montini (che fu beccato dodici volte a Milano dalla Polizia in atteggiamenti compromettenti), che li ha fatti entrare nelle Sacre Mura, durante il Suo terribile Pontificato.
Staremo a vedere se il Signore permetterà che un eretico Pontefice venga eletto al Soglio di Pietro.
Per completezza di informazioni propongo, sullo stesso tema, l'articolo del carissimo Baronio dal Suo Blog:



Ci prendiamo la soddisfazione di rompere le uova nel paniere a due personaggi che già in passato sono stati fulminati dai nostri strali. Lo facciamo perché crediamo in coscienza di compiere un dovere morale. 

La congiura per il prossimo papa - con la p minuscola, in questo caso - vede coinvolti Mons. Piero Marini e il Card. Gianfranco Ravasi: il primo come zelatore della causa del sodale e il secondo come aspirante successore di Benedetto XVI. 

L'ex Maestro va promettendo che, se si eleggerà il suo intrinseco, tutto quello che è stato fatto dal predecessore - dal Motu Proprio al decoro liturgico delle celebrazioni papali - verrà cancellato in brevissimo tempo. Ovviamente il Martiranese ha mercanteggiato il suo servilismo pre-Conclave con la futura nomina a Maestro delle Celebrazioni, fors'anche a Prefetto del Culto Divino, sbarazzandosi al contempo del quasi omonimo Mons. Guido Marini, persona degnissima e al di fuori dai maneggi di Curia. 

Immaginatevi Ravasi papa: c'è da far impallidire lo stesso Principe delle Tenebre. Un altro bel soggetto in odore di lobby gay - noto come Milva nell'ambiente - che devasterà la Chiesa Cattolica e quel che non ci metterà di suo dovrà farlo obtorto collo sotto ricatto, dato che anch'egli, come Montini, è noto alle forze dell'ordine ambrosiane per le sue intemperanze ferroviarie. 


Roma diventerà sede dell'Anticristo, diceva la Madonna alla Salette. Ci pensino, le Loro Eminenze Reverendissime. 
  

sabato 23 febbraio 2013

Esorcismo di sua Santità Leone XIII: "Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, vaferrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio"

 http://nuke.sangiuseppeformia.net/Portals/0/Archivio/Anno%202010-2011/Febbraio/madonna_di_lourdes_016.jpg
Maria, Regina del Cielo e della Terra, prega per noi e per la Santa Chiesa...
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Se questi fossero i motivi della rinuncia al Papato da parte del modernista Ratzinger verrebbero confermate alcune cose molto importanti: "1) Dentro le mura del Vaticano agirebbero dei Consacrati corrotti e nessuno in questi anni è risucito a fermarli (probabilmente perchè codesti corrotti, se denunciati, si porterebbero dietro altri insospettabili all'interno del Vaticano). 2) Ratzinger ha dimostrato che non è riuscito a governare la Chiesa di Cristo, ingabbiato dall'eretica "collegialità conciliare" e forse altro. 3) Ratzinger chiese all'inizio del Suo Pontificato, impregnato di modernismo Conciliare, di pregare per Lui affinchè non scappasse dai lupi, ebbene è miseramente scappato lasciando ad altri l'incombenza di rimediare gli scandali all'interno del Vaticano. 4) Le cosidette aperture al mondo Conciliari hanno permesso a satana di infiltrarsi attraverso i suoi adepti all'interno del Vaticano, in primis cambiando la dottrina con le varie eresie nate nella Chiesa, che San Pio X chiamò modernismo, secondo, grazie al cambiamento di dottrina, si è formato dei "consacrati" secondo il suo satanico gusto. 5) La situazione della Chiesa è umanamente quasi compromessa, dato che i nuovi pretendenti al Papato fanno comunque parte della combriccola modernista che in questi 50 anni ha occupato le mura del Vaticano.
Si potrebbe andare ancora avanti ma meglio fermarsi cosi', daltronde noi viviamo di fede quindi ad essa ci affidiamo per stare col Signore Gesù che ci ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno sulla Sua Santa Chiesa.
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Articolo di Concita de Gregorio su La Repubblica.


"In questi 50 anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste, si traduce sempre in peccati personali che possono divenire strutture del peccato. Abbiamo visto che nel campo del Signore c'è sempre la zizzania. Che nella rete di Pietro si trovano i pesci cattivi".

Sesso e carriera, i ricatti in Vaticano dietro la rinuncia di Benedetto XVI
La zizzania. I pesci cattivi. Le "strutture del peccato". È giovedì 11 ottobre, Santa Maria Desolata. È il giorno in cui la Chiesa fa memoria di papa Giovanni XXIII, cinquant'anni dal principio del Concilio. Benedetto XVI si affaccia al balcone e ai ragazzi dell'Azione cattolica raccolti in piazza dice così: "Cinquant'anni fa ero come voi in questa piazza, con gli occhi rivolti verso l'alto a guardare e ascoltare le parole piene di poesia e di bontà del Papa. Eravamo, allora, felici. Pieni di entusiasmo, eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa". Breve pausa. Eravamo felici, al passato. "Oggi la gioia è più sobria, è umile. In cinquant'anni abbiamo imparato che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa". Che c'è la zizzania, ci sono i pesci cattivi.
Nessuno ha capito, in quel pomeriggio di ottobre. I ragazzi in piazza hanno applaudito e pianto il ricordo di papa Giovanni. Nessuno sapeva che due giorni prima Benedetto XVI aveva di nuovo incontrato il cardinale Julian Herranz, 83 anni, lo spagnolo dell'Opus Dei da lui incaricato di presiedere la commissione d'indagine su quello che i giornali chiamano Vatileaks. Il corvo, la fuga di notizie, le carte rubate dall'appartamento del Papa. Herranz ha aggiornato Ratzinger con regolarità. Ogni settimana, in colloquio riservato, da aprile a dicembre. Il Papa ha appreso con crescente apprensione gli sviluppi dell'inchiesta: decine e decine di interviste a prelati, porporati, laici. In Italia e all'estero. Decine e decine di verbali riletti e sottoscritti dagli intervistati. Le stesse domande per tutti, dapprima, poi interviste libere. Controlli incrociati. Verifiche. Un quadro da cui veniva emergendo una rete di lobby che i tre cardinali hanno diviso per provenienza di congregazione religiosa, per origine geografica. I salesiani, i gesuiti. I liguri, i lombardi. Infine, quel giorno di ottobre, il passaggio più scabroso. Una rete trasversale accomunata dall'orientamento sessuale. Per la prima volta la parola omosessualità è stata pronunciata, letta a voce alta da un testo scritto, nell'appartamento di Ratzinger. Per la prima volta è stata scandita, sebbene in latino, la parola ricatto: "influentiam", Sua Santità. Impropriam influentiam.


17 dicembre 2012, San Lazzaro. I tre cardinali consegnano nelle mani del Pontefice il risultato del loro lavoro. Sono due tomi di quasi 300 pagine. Due cartelle rigide rilegate in rosso, senza intestazione. Sotto "segreto pontificio", sono custodite nella cassaforte dell'appartamento di Ratzinger. Le conosce soltanto, oltre a Lui, chi le ha scritte. Contengono una mappa esatta della zizzania e dei pesci cattivi. Le "divisioni nel corpo ecclesiale che deturpano il volto della Chiesa", dirà il Papa quasi due mesi dopo nell'Omelia delle Ceneri. È quel giorno, con quelle carte sul tavolo, che Benedetto XVl prende la decisione tanto a lungo meditata. È in quella settimana che incontra il suo biografo, Peter Seewald, e poche ore dopo aver ricevuto i tre cardinali gli dice "sono anziano, basta ciò che ho fatto". Quasi le stesse parole, in quell'intervista poi pubblicata su Focus, che dirà a febbraio al concistoro per i martiri di Otranto: ""Ingravescente aetate". "Noi siamo un Papa anziano", aveva già allargato le braccia molte volte, negli ultimi mesi, in colloqui riservati.

Dunque nella settimana prima di Natale il Papa prende la sua decisione. Con queste parole la commenta il cardinale Salvatore De Giorgi, un altro dei tre inquisitori che redigono la "Relationem", presente al momento della rinuncia: "Ha fatto un gesto di fortezza, non di debolezza. Lo ha fatto per il bene della Chiesa. Ha dato un messaggio forte a tutti quanti nell'esercizio dell'autorità o del potere si ritengono insostituibili. La Chiesa è fatta di uomini. Il Pontefice ha visto i problemi e li ha affrontati con un'iniziativa tanto inedita quanto lungimirante". Ha assunto su di sé la croce, insomma. Non ne è sceso, al contrario. Ma chi sono "coloro che si ritengono insostituibili?". Riecheggiano le parole dell'Angelus di domenica scorsa: bisogna "smascherare le tentazioni del potere che strumentalizzano Dio per i propri interessi".

La "Relationem" ora è lì. Benedetto XVI la consegnerà nelle mani del prossimo Papa, che dovrà essere abbastanza forte, e giovane, e "santo" - ha auspicato - per affrontare l'immane lavoro che lo attende. È disegnata, in quelle pagine, una geografia di "improprie influenze" che un uomo molto vicino a chi le ha redatte descrive così: "Tutto ruota attorno alla non osservanza del sesto e del settimo comandamento". Non commettere atti impuri. Non rubare. La credibilità della Chiesa uscirebbe distrutta dall'evidenza che i suoi stessi membri violano il dettato originario. Questi due punti, in specie. Vediamo il sesto comandamento, atti impuri. La Relazione è esplicita. Alcuni alti prelati subiscono "l'influenza esterna" - noi diremmo il ricatto - di laici a cui sono legati da vincoli di "natura mondana". Sono quasi le stesse parole che aveva utilizzato monsignor Attilio Nicora, allora ai vertici dello Ior, nella lettera rubata dalle segrete stanze al principio del 2012: quella lettera poi pubblicata colma di omissis a coprire nomi. Molti di quei nomi e di quelle circostanze riaffiorano nella Relazione. Da vicende remote, come quella di monsignor Tommaso Stenico sospeso dopo un'intervista andata in onda su La 7 in cui raccontava di incontri sessuali avvenuti in Vaticano. Riemerge la vicenda dei coristi di cui amava circondarsi il Gentiluomo di sua Santità Angelo Balducci, agli atti di un'inchiesta giudiziaria. I luoghi degli incontri. Una villa fuori Roma. Una sauna al Quarto Miglio. Un centro estetico in centro. Le stanze vaticane stesse. Una residenza universitaria in via di Trasone data in affitto ad un ente privato e reclamata indietro dal Segretario di Stato Bertone, residenza abitualmente utilizzata come domicilio romano da un arcivescovo veronese. Si fa menzione del centro "Priscilla", che persino da ritagli di stampa risulta essere riconducibile a Marco Simeon, il giovane sanremese oggi ai vertici della Rai e già indicato da monsignor Viganò come l'autore delle note anonime a suo carico. Circostanze smentite dai protagonisti sui giornali, ma approfondite e riprese dalla Relazione con dovizia di dettagli.