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martedì 19 febbraio 2013

Così l'eretico Muller: «il Concilio ha la calligrafia di Benedetto XVI»...

«Alla base di tutti e diciannove gli interventi conciliari dell’arcivescovo di Colonia in cui sono formulate questioni teologico-sistematiche – ha ricordato Müller –, stanno bozze predisposte da Ratzinger». Queste sono le affermazioni dell'eretico Muller sull'operato dell'abdicante Ratzinger sul suo operato durante il Conciliabolo Vaticano II. Noi di questo Blog da tempo affermiamo chiaramente che Ratzinger è uno dei fautori del disastro conciliare, sembra incredibile che chi dice di difendere la Tradizione, che Ratzinger ha contribuito ad annacquare col modernismo, non parli chiaramente su codesto personaggio che ha raggiunto il culmine del suo essere "modernista" abdicando dal ministero Petrino seguendo ciò che gli dice la sua coscienza anzichè seguire "fino alla fine dei suoi giorni" non la sua ma la Volontà di Dio.
Subito sotto le parole inqualificabili dell'innominato Muller riportiamo uno dei tanti Video del Circo davanti a Ratzinger. Una cosa è certa ai tempi della Vera Chiesa Cattolica questi personaggi del Circo, promoter dei diritti dei Gay, non sarebbero mai entrati nemmeno in Piazza San Pietro...
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LA SCELTA DI BENEDETTO XVI
Su quel tesoro la sua firma
Matteo Liut
http://4.bp.blogspot.com/-7D4frQ52g-E/T_afc3dSVJI/AAAAAAAAF6g/eZDJdQy3wiE/s1600/muller+e+papa.png Aveva solo 35 anni al momento dell’apertura del Concilio Vaticano II, eppure il suo fu un prezioso apporto per la formulazione di alcuni dei testi che hanno modellato la Chiesa in questi ultimi 50 anni. E in seguito, nel suo cammino da teologo e pastore, Joseph Ratinger ha compiuto un cammino coerente, che ha avuto la sua massima espressione nel suo magistero da Pontefice. Lo sottolineava alcuni mesi fa l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, nella sua riflessione sul settimo volume dell’«Opera omnia» di Ratzinger dal titolo «L’insegnamento del Concilio: formulazione-trasmissione-interpretazione».
«Joseph Ratzinger, da teologo, ha contribuito a dar forma e ha accompagnato il Concilio in tutte le sue fasi», notava il prefetto. E, poi, «nella fase della ricezione, egli non si stanca di ricordare che il Concilio va valutato e compreso alla luce della sua intenzione autentica. Il Concilio è parte integrante della storia della Chiesa e pertanto lo si può comprendere correttamente solo se viene considerato questo contesto di duemila anni». La partecipazione di Ratzinger al Vaticano II si realizzò nella doppia veste di consigliere teologico dell’arcivescovo di Colonia, Josef Frings, e di perito, collaboratore delle Commissioni che elaborarono gli schemi alla base della «Lumen Gentium» e della «Dei Verbum», partecipando anche alla stesura del decreto «Ad Gentes». Incontrando il clero romano giovedì scorso Ratzinger ha ricordato l’episodio dal quale nacque la collaborazione con Frings, che nel 1961 chiese al giovane docente di Bonn una bozza per un intervento sull’ormai prossimo Concilio da tenere a Genova. Un testo che fu apprezzato dallo stesso Giovanni XXIII e che gli valse la piena fiducia di Frings. «Alla base di tutti e diciannove gli interventi conciliari dell’arcivescovo di Colonia in cui sono formulate questioni teologico-sistematiche – ha ricordato Müller –, stanno bozze predisposte da Ratzinger». Per questi motivi, afferma ancora il prefetto, «il Concilio ha la calligrafia di Benedetto XVI». Negli anni post conciliari, poi, Ratzinger veniva spesso richiesto per conferenze e interviste sul Concilio. Egli, nota ancora Müller, «trasmise per così dire “di prima mano” al lettore i risultati del Concilio, stimolando il dibattito e la ricezione». Tra il 1966 e il 2003, poi, Ratzinger ha prodotto testi di commento ai documenti conciliari, che, secondo l’attuale prefetto della Congregazione della dottrina della fede, «appartengono ai classici della teologia». Un’opera che, secondo Müller, ha sempre posto al suo centro «l’insieme indissolubile tra Sacra Scrittura, la completa e integrale Tradizione e il Magistero» secondo quella «ermeneutica della riforma nella continuità» invocata da Ratzinger nel suo primo discorso natalizio alla Curia Romana del 2005.
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Questi signori del circo sono tra i promotori del GAY CIRCUS. Cosa ci facevano in Vaticano i promotori di codesto scempio?

lunedì 18 febbraio 2013

GLI STRAFALCIONI DEL "PROFESSORE DEL CUGINO DELLO SPIRITO SANTO" SALVATORE MARTINEZ...

Queste, subito sotto, sono le affermazioni di Salvatore Martinez riguardo l'abdicante Ratzinger dal Papato: "Sarà "Pontefice della preghiera". Questi signori continuano ipocritamente a non voler definire l'evento dell'abdicazione Papale nei giusti termini, una resa ed un fallimento della Sua cosidetta linea di pulizia della Chiesa, dicendo addirittura che Ratzinger continuerebbe ad esercitare il Papato nel nascondimento e nella preghiera...

 http://www.rns-italia.it/news/Nomine/MartinezPapa.jpg
Martinez: Benedetto XVI continua il suo ministero nella forma della preghiera
All’Angelus domenicale, Benedetto XVI ha invitato la Chiesa e i fedeli a rinnovarsi spiritualmente e a riorientarsi verso Dio. Un'esortazione che risuona particolarmente forte in un periodo come la Quaresima. Roberta Barbi ha raccolto in proposito la riflessione di Salvatore Martinez, presidente nazionale del "Rinnovamento nello Spirito Santo": 
R. - La Chiesa e il mondo hanno bisogno di rinnovamento. Cosa significa rinnovarsi nello spirito? Significa riordinare e riorientare la propria vita. Nel rapporto tra l’uomo e Dio c’è un "terzo incomodo" - ci ha spiegato il Santo Padre - cioè il male. L’immagine delle tre tentazioni che Gesù vince, indica al cristiano di ogni tempo cosa dobbiamo fare per vincere il male con il bene e per non lasciarci vincere dal male. E mi pare che in questo senso ci sia anche la lettura autentica di questo tempo di Quaresima, e dentro il tempo di Quaresima, della scelta del Santo Padre. Non è la scelta di un Pontefice che si arrende, che si ritira, che abbandona la Barca di Pietro, come qualcuno avrebbe voluto sostenere, o come molti credenti smarriti in questo momento sono portati a pensare. È un Pontefice che in questo dinamismo del combattimento spirituale - come egli ha ricordato nell’Angelus - non si stanca di combattere e sceglie di continuare questo ministero nella forma prima e più pura della preghiera. 
D. - Come sta vivendo il "Rinnovamento nello Spirito Santo" il gesto di Benedetto XVI di rinunciare al ministero petrino?
R. - È una scelta che sorprende, che certamente colpisce, commuove, ma che rientra pienamente nella linearità che Benedetto XVI ci ha consegnato all’inizio del suo Pontificato: ha spiegato che non bastano soltanto le parole, le opere, la preghiera e la sofferenza - sono i quattro requisiti di un Pontificato - ma servono anche il vigore del corpo, dell’animo e la serena coscienza di aver fatto tutto quello che si poteva. Il ritenersi, il definirsi - come egli ha fatto - incapace di proseguire nell’amministrazione del ministero petrino, sono l’espressione della sua grandezza non della sua debolezza. Non è un uomo che si lascia vincere, ma che vince in questo modo. Questa espressione di una stanchezza legata all’avanzare degli anni, non ci deve far pensare a un Pontefice che dinanzi alle difficoltà abbandona il timone della barca.
D. - Il movimento ha indetto un "tempo speciale" di preghiera in sostegno del Papa e della Chiesa che coinvolgerà tutte le diocesi d’Italia: ci saranno iniziative particolari?
R. - Il Papa dice: “Mi ritiro a pregare”. E allora noi ci uniamo a lui nella preghiera. Sarà "Pontefice della preghiera". Noi vogliamo tenere vivo questo ponte nei giorni di preparazione e, poi, nei giorni del Conclave: per quattro settimane, 52 diocesi d’Italia per ogni settimana, ininterrottamente giorno e notte, faranno intercessione con lodi e suppliche per questo tempo, perché l’ascolto dello Spirito sia fecondo. Il primo di questi turni sarà proprio nella parrocchia di Sant’Anna, in Vaticano, così che l’immagine di una sede che rimane vacante a partire da quell’ora, possa essere riempita di attenzioni e di preghiere per tutta la Chiesa.
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Leggiamo ora cosa dice Ravasi, Papabile, " creatore" del cortile dei cretini" agli esercizi spirituali iniziati oggi in Vaticano dagli occupanti modernisti della Santa Sede...
 http://img135.imageshack.us/img135/6038/ravasi1eu9.png
  
Esercizi spirituali. Il cardinale Ravasi: il Papa intercederà come Mosè per il popolo di Dio

Sono, dunque, iniziati stasera, nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano, gli Esercizi spirituali quaresimali per il Papa e la Curia Romana. Gli Esercizi, che termineranno sabato 23, sono predicati dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema “Ars orandi, ars credendi. Il volto di Dio e il volto dell’uomo nella preghiera salmica”. Il servizio di Sergio Centofanti:   

Gli esercizi sono iniziati con l’esposizione eucaristica, seguita dai Secondi Vespri della prima Domenica di Quaresima. Quindi, la prima meditazione del cardinale Ravasi che ha proposto un’immagine biblica per rappresentare il futuro della presenza di Benedetto XVI nella Chiesa, una presenza contemplativa, come quella di Mosè che sale sul monte a pregare per il popolo d'Israele che giù nella valle combatte contro Amalek:

“Questa immagine rappresenta la funzione principale – sua - per la Chiesa, cioè l’intercessione, intercedere: noi rimarremo nella ‘valle’, quella valle dove c’è Amalek, dove c’è la polvere, dove ci sono le paure, i terrori anche, gli incubi, ma anche le speranza, dove lei è rimasto in questi otto anni con noi. D’ora in avanti, però, noi sapremo che, sul monte, c’è la sua intercessione per noi”. 
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E PER TERMINARE QUESTA CARRELLATA DI IPOCRISIE ED ERESIE, VEDIAMO QUESTA BELLA "CELEBRAZIONE" DI SCHORBORN, ALLIEVO DELL'ABDICANTE RATZINGER... 

http://3.bp.blogspot.com/-g_EbR3KVTIo/UD-cX8NmOnI/AAAAAAAAkNs/HXvoT7LraWo/s1600/schonborn%2B5.jpg 

mercoledì 13 febbraio 2013

"Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso". (MC 15)...L'omaggo dell'eretico Kiko Arguello a Benedetto XVI...

La morte di Gesù


Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 


"Il velo del tempio si squarciò in due,
 dall'alto in basso". 
 

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!».(San Marco Capitolo 15)

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L'OMAGGIO DELL'ERETICO PATENTATO KIKO ARGUELLO A BENEDETTO XVI...  
 
La notizia mi ha realmente impressionato e non posso che essere triste. Il Papa ci ama moltissimo, non riesco a smettere di pensare a quanto ci voglia bene! Ricordo ancora il nostro incontro a Tubinga quando era professore in Germania e come ha contribuito a spianare la strada al Cammino Neocatecumenale nella nazione. Ha scritto una lettera bellissima a due parroci suoi amici di Monaco di Baviera che accettarono di aprire il Cammino nelle loro parrocchie.

Anni dopo, ci ha chiesto che le catechesi del Cammino passassero per l’esame da parte della Chiesa, in modo da dare loro un timbro di autenticità.
Ha approvato inoltre gli Statuti e i passaggi di tutto il percorso neocatecumenale. Ha anche inviato in missione moltissime famiglie e le prime 15 comunità in missione nelle parrocchie di Roma più in difficoltà.

Ancora, quando si crearono alcuni problemi con i vescovi del Giappone, mi disse: “Kiko, non aver paura, sono qui per aiutarti”. Convocò, infatti, la Conferenza Episcopale giapponese per riunirsi con lui e alcuni cardinali, ovvero i presidenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Pontificio Consiglio per i Laici e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Il Papa ha fatto una scelta molto umile e coraggiosa. Credo che un segno di speranza sia il fatto che ieri – il giorno in cui ha annunciato la sua decisione – si celebrava l’apparizione della Vergine di Lourdes, l’Immacolata Concezione, a Bernadette. Forse la Vergine sta preparando un nuovo Papa che può portare avanti l’evangelizzazione dell’Asia. Penso che l’Asia e in particolare la Cina e l’India, per l’intera crisi economica mondiale, siano molto importanti. In questo continente ci sono milioni di uomini che non conoscono Gesù Cristo e, quindi, è necessaria un’evangelizzazione.

Per questo, nel Cammino Neocatecumenale, stiamo preparando famiglie e sacerdoti per porsi al servizio del nuovo Papa ed effettuare quella nuova Evangelizzazione di cui ha tanto parlato Benedetto XVI.

lunedì 11 febbraio 2013

PIETRO "QUO VADIS" IO NON HO "ABDICATO" DALLA MIA MISSIONE, MA HO PORTATO LA MIA CROCE SINO ALLA FINE...


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Eccoci qua, dopo aver dormito una notte ed aver digerito l'ultimo gesto del modernista Benedetto XVI, una piccola considerazione è doverosa:
Cosa ha lasciato in eredità uno dei fautori del disastro conciliare? Sicuramente una "Chiesa" più falsamente ecumenica, una Chiesa fautrice in maniera più radicale della "eretica e massonica libertà religiosa", una "Chiesa" ancor più collegiale secondo i dettami del pernicioso conciliabolo Vaticano II, una "Chiesa" che ha  posto la vera Messa Cattolica come forma straordinaria dandogli una collocazione inferiore rispetto al pernicioso Novus Ordo Missae, una "Chiesa" che approva la setta eretica e diabolica neocatecumenale, una "Chiesa" che ha reiterato lo scandalo di Assisi con le false religioni mondiali, ecc... (per "Chiesa" virgolettata si intende "Chiesa Conciliare" e non Chiesa Cattolica)
Sicuramente, in senso positivo, si riconosce in Ratzinger una carattere mite e una certa affabilità nei rapporti umani, ma noi crediamo che questa grave vicenda vada vista con uno sguardo di fede e non sentimentale. La chiesa Conciliare che oggi si è visibilmente insinuata nelle Sacre mura Vaticane non rappresenta assolutamente la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo e di questa contro-Chiesa, Ratzinger, è stato un buon amministratore arrivando al punto di mettere in atto una delle riforme Conciliari, come anche quelle sopra citate: "...Si tratta invece - come lo suggeriscono le parole stesse adoperate, ingravescentem aetatem - della volontà di applicare anche all'ufficio papale quanto già il Vaticano II (col decreto Christus Dominus) e Paolo VI (Motu proprio Ecclesiae Sanctae del 6 agosto 1966; Motu proprio Ingravescentem aetatem del 21 novembre 1970) avevano deciso per i Parroci, i Vescovi e i Cardinali (dimissioni al compimento dei 75 anni; esclusione dal Conclave al compimento degli ottant'anni per i Cardinali (dichiarazione della Mater Boni Consili)". 

C poco da dire, la Chiesa  Cattolica sta evidentemente passando una delle crisi più gravi da quando è stata fondata da Nostro Signore Gesù Cristo. Non si segue nemmeno più il Suo esempio: il Signore, di cui i Pontefici sono i Vicari, durante la Sua Passione è stato ridotto in brandelli e non aveva nemmeno più la forza di respirare, è stato inchiodato alla Croce e non aveva più la possibilità di muoversi liberamente, è stato pesantemente oltraggiato, assieme alla Madonna, sputacchiato, percosso, ma Lui non ha desistito dalla Sua missione di Redenzione per la salvezza delle anime ed è rimasto appeso alla croce sino alla fine, versando tutto il Suo Preziosissimo Sangue. Quante stanchezze ha vissuto il Redentore nel vedere quasi interamente il popolo ebraico rifiutarlo come un malfattore, ma non ha desistito. Quanta stanchezza ha avuto il Redentore nel vedersi tradito da uno dei Suoi Apostoli, ma non ha desistito. Quanta stanchezza ha sopportato il Redentore nel trasportare la Sua Croce sotto gli insulti e le battiture dei Deicidi e dei Romani miscredenti, ma non ha cessato di salire verso il monte Calvario dove avrebbe attuato la Redenzione del genere umano per quelli che l'avrebbero accettato e seguito. Quanta stanchezza ha vissuto il Redentore nel vedere la Sua Santa Madre insultata sotto la Sua amabilissima Croce, ma non ha desistito. 
La motivazione di vecchiaia e stanchezza non ci sembra un motivo sufficiente per lasciare il timone della Chiesa, il Signore non ha abbandonato, la presunta motivazione di complotti e minacce non è un motivo per abdicare, il Signore non ha abdicato.
" A questo infatti siete stati chiamati, poichè anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: [22]egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca, [23]oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. [24]Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; [25]dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime". (1° lettera di San Pietro)
 
Chiaramente non ci uniamo ai ringraziamenti di Monsignor Fellay e la Sua cerchia di "accordisti", in quanto Monsignor Lefebvre ha sempre detto che le sanzioni dategli da "dei condannati", in quanto modernisti, non hanno nessun valore agli occhi di Dio, infine non ci uniamo ai ringraziamenti per aver messo la vera Messa Cattolica in forma straordinaria senza eliminare dalla faccia della terra la "nuova Messa" impiantata nella chiesa Cattolica, dal corrotto Paolo VI.
Infine guardando alla rosa dei candidati "papabili", che sono tutti modernisti, non vediamo niente di buono per il futuro immediato della Chiesa, difatti l'unica speranza è che lo Spirito Santo faccia eleggere qualcuno che sia esterno alla combriccola modernista, degli attuali Cardinali...
Pregheremo sicuramente il Signore affinché Ratzinger abbia la forza di comparire davanti a Dio per rendere conto di tutto quello che ha fatto come Pontefice della "Nuova Chiesa Conciliare"... 

Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, si dimette dal Suo incarico...

 http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d4/COA_sede_vacante_San_Giovanni_in_Laterano_2006-09-07.jpg
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"Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l'eta' avanzata, non sono piu' adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino" 

 http://1.bp.blogspot.com/-sVIg1tQmxqU/TcQu8S19pOI/AAAAAAAAUFI/mRjS_LM0zyU/s1600/b569.jpg

Joseph Ratzinger lascerà il pontificato dal 28 febbraio. L’annuncio in un lancio di agenzia Ansa. Il Papa lo ha annunciato personalmente in latino davanti al Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Si dimetterà per “mancanza di forze”, come ha annunciato ai cardinali. “Dopo una lunga e ponderata riflessione ho capito che devo lasciare il pontificato perché non ho più le forze per portarlo avanti”, avrebbe detto ai cardinali secondo SkyTg24. Joseph Ratzinger ha già 85 anni, e alcune ipotesi di dimissioni erano già trapelate nei mesi scorsi provocando diverse polemiche. Il Papa ha spiegato di sentire il peso dell’incarico di pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione e di averla presa per il bene della Chiesa.Le dimissioni di un papa sono previste dall’articolo 332 del Codice Canonico. Questo è l’articolo:

Il Sommo Pontefice ottiene la potestà piena e suprema sulla Chiesa con l’elezione legittima, da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale. Di conseguenza l’eletto al sommo pontificato che sia già insignito del carattere episcopale ottiene tale potestà dal momento dell’accettazione. Che se l’eletto fosse privo del carattere episcopale, sia immediatamente ordinato Vescovo.
§2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.
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Queste le parole di Ratzinger:

http://www.urloweb.com/images/stories/cronacaroma/IMG_3509.jpg
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.
Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.

Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.
Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti.
Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice.
Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

Radio Vaticana (con il link all'audio del testo in latino del grave annuncio)
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Vedremo, dopo il pontificato modernista di Ratzinger,  in che mani finirà la Chiesa Cattolica...

martedì 1 gennaio 2013

Niente di nuovo sotto il sole. Ratzinger, capo della "nuova Chiesa Conciliare" ribadisce la tesi eterodossa e massonica sulla pestifera libertà religiosa...

Enciclica Mirari Vos di Papa Gregorio XVI, tratta dal benemerito sito "Progetto Barruel":
“Questo è il più contagioso degli errori, che prepara la via per quella assoluta e totalmente illimitata libertà di opinioni che, per la rovina della Chiesa e dello Stato, si diffonde ovunque e che certuni, per eccesso di impudenza, non temono di propugnare come vantaggiosa per la religione. Ah, ‘Qual morte delle anime più disastrosa della libertà di errore’, disse S. Agostino. Nel vedere quindi la rimozione dagli uomini di ogni freno capace di mantenerli sui cammini della verità, portati come già sono alla rovina per naturale inclinazione al male, Noi affermiamo invero che si è aperto il pozzo dell’inferno del quale S. Giovanni descrisse un fumo che oscurava il sole e dal quale emergevano locuste a devastare la terra. Questa è la causa della mancanza di stabilità intellettuale; questa è la causa della corruzione continuamente crescente della gioventù; questo è ciò che causa nel popolo il disprezzo dei sacri diritti, delle leggi e degli oggetti più santi. Questa è la causa, in una parola, del più mortale flagello che possa rovinare gli Stati; poiché l’esperienza prova, e la più remota antichità ci insegna, che per effettuare la distruzione del più ricco, del più potente, del più glorioso, e del più fiorente degli Stati, null’altro è necessario oltre quella illimitata libertà di opinione, quella libertà di pubblica espressione, quella infatuazione della novità.”
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Già nel discorso alla curia Romana Ratzinger ha parlato della libertà religiosa in termini assolutamente inacettabili e non cattolici:

"Nella situazione attuale dell’umanità, il dialogo delle religioni è una condizione necessaria per la pace nel mondo, e pertanto è un dovere per i cristiani come pure per le altre comunità religiose. Questo dialogo delle religioni ha diverse dimensioni. Esso sarà innanzi tutto semplicemente un dialogo della vita, un dialogo della condivisione pratica. In esso non si parlerà dei grandi temi della fede – se Dio sia trinitario o come sia da intendere l’ispirazione delle Sacre Scritture ecc. Si tratta dei problemi concreti della convivenza e della responsabilità comune per la società, per lo Stato, per l’umanità. In ciò bisogna imparare ad accettare l’altro nel suo essere e pensare in modo diverso. A questo scopo è necessario fare della responsabilità comune per la giustizia e per la pace il criterio di fondo del colloquio. Un dialogo in cui si tratta di pace e di giustizia diventa da sé, al di là di ciò che è semplicemente pragmatico, una lotta etica circa la verità e circa l'essere umano; un dialogo circa le valutazioni che sono presupposte al tutto. Così il dialogo, in un primo momento meramente pratico, diventa tuttavia anche una lotta per il giusto modo di essere persona umana. Anche se le scelte di fondo non sono come tali in discussione, gli sforzi intorno a una questione concreta diventano un processo in cui, mediante l’ascolto dell’altro, ambedue le parti possono trovare purificazione e arricchimento. Così questi sforzi possono avere anche il significato di passi comuni verso l’unica verità, senza che le scelte di fondo vengano cambiate. Se ambedue le parti muovono da un’ermeneutica di giustizia e di pace, la differenza di fondo non scomparirà, crescerà tuttavia anche una vicinanza più profonda tra loro.

Per l’essenza del dialogo interreligioso, oggi in genere si considerano fondamentali due regole:

1. Il dialogo non ha di mira la conversione, bensì la comprensione. In questo si distingue dall’evangelizzazione, dalla missione.

2. Conformemente a ciò, in questo dialogo ambedue le parti restano consapevolmente nella loro identità, che, nel dialogo, non mettono in questione né per sé né per gli altri.

Queste regole sono giuste. Penso, tuttavia, che in questa forma siano formulate troppo superficialmente. Sì, il dialogo non ha di mira la conversione,(capito bene? Questo inutile dialogo non ha di mira la conversione, quindi la Chiesa cessa di essere missionaria per impelagarsi in un fantomatico dialogo che puzza tanto di dottrina massonica, di cui sotto metteremo alcuni brani delle loro scellerate tesi che i modernisti Vaticani oramai adottano pubblicamente) ma una migliore comprensione reciproca: ciò è corretto. La ricerca di conoscenza e di comprensione, però, vuole sempre essere anche un avvicinamento alla verità. Così, ambedue le parti, avvicinandosi passo passo alla verità, vanno in avanti e sono in cammino verso una più grande condivisione, che si fonda sull’unità della verità. Per quanto riguarda il restare fedeli alla propria identità: sarebbe troppo poco se il cristiano con la sua decisione per la propria identità interrompesse, per così dire, in base alla sua volontà, la via verso la verità. Allora il suo essere cristiano diventerebbe qualcosa di arbitrario, una scelta semplicemente fattuale. Allora egli, evidentemente, non metterebbe in conto che nella religione si ha a che fare con la verità. Rispetto a questo direi che il cristiano ha la grande fiducia di fondo, anzi, la grande certezza di fondo di poter prendere tranquillamente il largo nel vasto mare della verità, senza dover temere per la sua identità di cristiano. Certo, non siamo noi a possedere la verità, ma è essa a possedere noi: Cristo, che è la Verità, ci ha presi per mano, e sulla via della nostra ricerca appassionata di conoscenza sappiamo che la sua mano ci tiene saldamente. L’essere interiormente sostenuti dalla mano di Cristo ci rende liberi e al tempo stesso sicuri. Liberi: se siamo sostenuti da Lui, possiamo entrare in qualsiasi dialogo apertamente e senza paura. Sicuri, perché Egli non ci lascia, se non siamo noi stessi a staccarci da Lui. Uniti a Lui, siamo nella luce della verità...."


Veniamo ora al cosiddetto "messaggio per la pace", di cui quel trombone modernista di Paolo VI fu il promotore:
 "...La proposta di dedicare alla Pace il primo giorno dell’anno nuovo non intende perciò qualificarsi come esclusivamente nostra, religiosa cioè cattolica; essa vorrebbe incontrare l’adesione di tutti i veri amici della pace, come fosse iniziativa loro propria, ed esprimersi in libere forme, congeniali all’indole particolare di quanti avvertono quanto bella e quanto importante sia la consonanza d’ogni voce nel mondo per l’esaltazione di questo bene primario, che è la pace, nel vario concerto della moderna umanità. La Chiesa cattolica, con intenzione di servizio e di esempio, vuole semplicemente "lanciare l'idea", nella speranza ch'essa raccolga non solo il più largo consenso del mondo civile, ma che tale idea trovi dappertutto promotori molteplici, abili e validi a imprimere nella "Giornata della Pace", da celebrarsi alle calende d'ogni anno nuovo, quel sincero e forte carattere d'umanità cosciente e redenta dai suoi tristi e fatali conflitti bellici, che sappia dare alla storia del mondo un più felice svolgimento ordinato e civile..."

che ribadisce ancora una volta la dottrina eterodossa e massonica della libertà religiosa...
 

" Tra i diritti umani basilari, anche per la vita pacifica dei popoli, vi è quello dei singoli e delle comunità alla libertà religiosa. In questo momento storico, diventa sempre più importante che tale diritto sia promosso non solo dal punto di vista negativo, come libertà da – ad esempio, da obblighi e costrizioni circa la libertà di scegliere la propria religione –, ma anche dal punto di vista positivo, nelle sue varie articolazioni, come libertà di: ad esempio, di testimoniare la propria religione, di annunciare e comunicare il suo insegnamento; di compiere attività educative, di beneficenza e di assistenza che permettono di applicare i precetti religiosi; di esistere e agire come organismi sociali, strutturati secondo i principi dottrinali e i fini istituzionali che sono loro propri. Purtroppo, anche in Paesi di antica tradizione cristiana si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza religiosa, specie nei confronti del cristianesimo e di coloro che semplicemente indossano i segni identitari della propria religione"

Ora vediamo cosa dicono i diabolici e scomunicati massoni:

giovedì 20 dicembre 2012

Anche satana ha i suoi "beati"...Il modernista Ratzinger, in arte "Benedetto XVI", spiana la strada della "beatitudine" al distruttore della Chiesa Cattolica, Montini, in arte "Paolo VI"...

Riconosciute le virtù eroiche di Paolo VI

Promulgazione di decreti della Congregazione delle Cause dei Santi
Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il riconoscimento delle virtù eroiche del servo di Dio Paolo VI. Lo ha fatto nel corso dell’udienza al cardinale prefetto Angelo Amato, ricevuto nella mattina di giovedì 20 dicembre.
Insieme al provvedimento che apre la strada alla beatificazione di Papa Montini, il Pontefice ha firmato altri 23 decreti.
Sono stati riconosciuti i miracoli attribuiti all’intercessione dei beati martiri di Otranto (1480), di due religiose fondatrici beate — la colombiana Laura di Santa Caterina da Siena (1874-1949) e la messicana Maria Guadalupe (1878-1963) — e di cinque venerabili: il vescovo italiano Antonio Franco (1585-1626), il prete argentino Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero (1840-1914), il sacerdote fondatore spagnolo Cristoforo di Santa Cristina (1638-1690) e le religiose fondatrici Sofia Czeska-Maciejowska (1584- 1650), polacca, e Margherita Lucia Szewczyk (1828-1905), ucraina.
Tra i decreti anche quelli che riguardano il riconoscimento del martirio di un sacerdote croato morto nel 1947 e di numerosi religiosi e religiose uccisi in odio alla fede in Spagna tra il 1936 e il 1938.
Il Papa ha infine autorizzato la promulgazione dei decreti che riconoscono le virtù eroiche di dieci servi e serve di Dio: tra questi, oltre a Paolo VI, ci sono un vescovo, due sacerdoti e sei religiose.
 
21 dicembre 2012

sabato 17 novembre 2012

I frutti diabolici del Conciliabolo Vaticano II... Ed uno dei più eminenti promotori, è difensore di questo tristissimo evento della bimillenaria storia della Chiesa Cattolica...


I frutti del Concilio Vaticano II... 

1. A Vic (Catalogna, Spagna), i francescani si accingono a lasciare dopo 800 anni di presenza continua. Il 28 ottobre, una S. Messa Novus Ordo di addio per i francescani è stata celebrata nel Santuario della Madre di Dio.
2. A Dieburg (Assia, Germania), sono stati lasciati solo quattro cappuccini anziani, che se ne andranno in poche settimane e la provincia locale ha deciso di porre fine a 400 anni di presenza in città.
3. A Le Havre (Normandia, Francia), il convento grande e la grande cappella, che ospitava i francescani da  oltre un secolo, sta per essere demolita.  Gli ultimi due frati lasciato qualche mese fa, e la proprietà è stata venduta a degli investitori.
4. E a Copenaghen, la Compagnia di Gesù, ha lasciato una chiesa parrocchiale, dopo 125 anni. Una volta c'erano più di 30 sacerdoti e fratelli laici, ed erano responsabili per le conversioni di diversi membri importanti della società danese. Ora c'è un sacerdote in pensione. 
5. I Gesuiti lasciano Torino, e l'antica chiesa dei SS. Martiri, per "mancanza di fedeli". A Torino la Compagnia di Gesù si congeda da Avventore, Ottavio e Solutore, i più antichi patroni della città, a cui è dedicata la chiesa cinquecentesca di via Garibaldi, la casa madre dei Gesuiti. E’ il rettore, padre Giuseppe Giordano, ad annunciare la triste novella. Fra neanche un anno, il 31 luglio 2013 ironia della sorte: in quella data si celebra Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù -, i sigilli saranno apposti al capolavoro barocco.
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Veniamo ora ad uno dei fautori dello sfascio dottrinale conciliare che ha generato e sta generando la secolarizzazione della Chiesa Cattolica: Ratzinger, oggi Benedetto XVI:

Ratzinger su Rosmini e i Suoi compagni di merenda conciliari:

 

Il cardinale Joseph Ratzinger, il 18 maggio 1985 (quando la questione rosminiana era ancora ben accesa), nell'ambito di una serata organizzata dal Centro Culturale di Lugano, disse:
Nel confronto con le parole classiche della fede che sembrano così lontane da noi, anche il presente diventa più ricco di quanto sarebbe se rimanesse chiuso solo in se stesso. Vi sono naturalmente anche tra i teologi ortodossi molti spiriti poco illuminati e molti ripetitori di ciò che è già stato detto. Ma ciò succede ovunque; del resto la letteratura dozzinale è cresciuta in modo particolarmente rapido proprio là dove si è inneggiato più forte alla cosiddetta creatività. Io stesso per lungo tempo avevo l'impressione che i cosiddetti eretici fossero per una lettura più interessante dei teologi della chiesa, almeno nell'epoca moderna.
Ma se io ora guardo i grandi e fedeli maestri, da Mohler a Newman a Scheeben, da Rosmini a Guardini, o nel nostro tempo de Lubac, Congar, Balthasar - quanto più attuale è la loro parola rispetto a quella di coloro in cui è scomparso il soggetto comunitario della Chiesa.
In loro diventa chiaro anche qualcos'altro: il pluralismo non nasce dal fatto che uno lo cerca, ma proprio dal fatto che uno, con le sue forze e nel suo tempo, non vuole nient'altro che la verità. Per volerla davvero, si esige tuttavia anche che uno non faccia di se stesso il criterio, ma accetti il giudizio più grande, che è dato nella fede della Chiesa, come voce e via della verità.
Del resto io penso che vale la stessa regola anche per le nuove grandi correnti della teologia, che oggi sono ricercate: teologa africana, latinoamericana, asiatica, ecc. La grande teologia francese non è nata per il fatto che si voleva fare qualcosa di francese, ma perché non si presumeva di cercare nient'altro che la verità e di esprimerla più adeguatamente possibile.
E così questa teologia è diventata anche tanto francese quanto universale. La stessa cosa vale per la grande teologia italiana, tedesca, spagnola. Ciò vale sempre. Solo l'assenza di questa intenzione esplicita è fruttuosa. E di fatto non abbiamo davvero raggiunto la cosa più importante se noi ci siamo convalidati da soli, ci siamo accreditati da soli e ci siamo costruiti un monumento per noi stessi.
Abbiamo veramente raggiunto la meta più importante se siamo giunti più vicino alla verità. Essa non è mai noiosa, 
mai uniforme, perché il nostro spirito non la contempla che in rifrazioni parziali; tuttavia essa è nello stesso tempo la forza che ci unisce. E solo il pluralismo, che è rivolto all'unità, è veramente grande.»

Discorso in perfetto stile modernista che riabilita chi è stato condannato dalla Gerarchia, Cattolica, della Chiesa pre-conciliabolo Vaticano II...

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Vediamo ora un serio studio sul pessimo Rosmini, tratto dal benemerito sito PROGETTO BARRUEL...

lunedì 5 novembre 2012

Movimento: "Una cum Papa modernista vostro"...

Prima dell'inizio della celebrazione, nell'unico rito liturgico della Chiesa Santo e lecito, è stato letto un messaggio da parte di "Ratzinger" per mano di "Bertone" all'assemblea facente parte del movimento "Una Cum Papa modernista vostro". Da notare che in questa assemblea erano anche presenti persone appartenenti alla Fraternità San Pio X prima ancora che "l'ignobile" accordo con i modernisti Vaticani sia sigillato, questo fatto è sintomatico per segnalare che oramai in tanti sono usciti dal campo di battaglia per la fede per passare nelle fila dei distruttori della fede che hanno occupato abusivamente, in quanto modernisti e quant'altro, le sacre mura Vaticane dal conciliabolo in poi. Inoltre rimane da chiedersi, come mai Ratzinger non è sceso dalle Sue stanze per celebrare lui stesso il Vero Rito della Chiesa Cattolica Apostolica Romana ma ha semplicemente demandato al Cardinale Bertone un timido messaggio? Forse la risposta stà in ciò che disse Marcel Lefebvre : "hanno, i modernisti, un orrore istintivo al Dogma".

Scrisse Ratzinger, nel suo libro Principes de la théologie catholique, la conferma che il conciliabolo ha operato una rottura dottrinara con la Chiesa prima del nefasto concilio: «La dichiarazione sulla libertà religiosa è un tentativo di riconciliazione ufficiale della Chiesa col mondo come esso è divenuto a partire dal 1789», allora possiamo dire che il concilio Vaticano II è stato la terza guerra mondiale, che oggi deve trovarci in prima linea nella battaglia che cesserà solo con la morte delle idee che questo Concilio ha generato...

Testo del Messaggio scritto dal Segretario di Stato a nome di Ratzinger.
In occasione del pellegrinaggio internazionale organizzato a Roma per il 5° anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, Sua Santità Papa Benedetto XVI indirizza il suo cordiale saluto a tutti i partecipanti, assicurando loro la sua fervente preghiera.
Attraverso questo Motu Proprio, il Santo Padre ha voluto rispondere all'attesa dei fedeli legati alle forme liturgiche precedenti. Infatti, cone ha scritto nella sua lettera ai vescovi per presentare il Motu Proprio, è cosa buona conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa e dar loro il giusto spazio, (e quale sarebbe questo giusto spazio la forma straordinaria "quindi inferiore" rispetto al loro rito anticattolico "Novus Orror Missae"?) riconoscendo tuttavia pienamente il valore e la santità della forma ordinaria del rito romano. (questa è la condizione, data anche a Monsignor Fellay e alla sua cerchia di accordisti,  per la permissione di celebrare il rito vero della Chiesa "Vetus Ordo" in comunine con gli assasini della fede conciliare) In questo Anno della Fede promulgato mentre la Chiesa celebra il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, il Santo Padre invita tutti i fedeli a manifestare in modo particolare la loro unità nella fede;(quale fede quella concilare?) così essi saranno artefici efficaci della nuova evangelizzazione.(che altro non è che l'indottrinamento alle eresie conciliari introdotte nella chiesa da prelati corrotti con la massoneria ebraica e i protestanti) Affidando tutti i partecipanti al pellegrinaggio a Roma alla materna intercessione della Vergine Maria, il Santo Padre impartisce loro di cuore la Benedizione Apostolica. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità...

domenica 4 novembre 2012

Somma apostasia...

Si inaugura a Vienna il 26 novembre il Nuovo centro per il dialogo tra le religioni e le culture..
 http://www.lettera43.it/upload/images/10_2010/l43-101024234155_big.jpg
 Assisi, è un nuovo incontro interreligioso per «rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio alla causa della pace»

Il massone, scomunicato, Armando Corona ha affermato: "Il nostro interconfessionalismo ci ha valso la scomunica ricevuta nel 1738 dal Clemente XI. Ma la Chiesa era certamente nell'errorese è vero che il 27 Ottobre 1986 Giovanni Paolo II ha riunito ad Assisi uomini di tutte le confessioni religiose per pregare assieme per la pace. Cos'altro cercavano i nostri Fratelli quando si riunivano nei templi, se non l'amore tra gli uomini, la tolleranza, la solidarietà, la difesa della dignità della persona umana, considerandosi uguali al di la del loro credo politico, del loro credo religioso edel colore della pelle?" (cfr. discorso del Gran Maestro Armando Corona per l'Eqiunozio di Primavera, in "Hiram", Primavera 1987) Dal giornale FEDE E CULTURA n°59...

Quindi abbiamo dei pontefici che promulgano dottrine massoniche, e da dove attingono queste eresie? Dal documento, massonico ebraico, Nostra Aetate...

"La conoscenza, l’approfondimento e la pratica della propria religione sono dunque essenziali al vero dialogo interreligioso.
 Questo non può cominciare che con la preghiera personale e sincera di colui che desidera dialogare.
Che egli si ritiri nel segreto della sua camera interiore (cfr Mt 6,6) per domandare a Dio la purificazione del ragionamento e la benedizione per il desiderato incontro.
Questa preghiera chiede anche a Dio il dono di
vedere nell’altro un fratello da amare, e nella tradizione che egli vive un riflesso della verità che illumina tutti gli uomini (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Dich. Nostra aetate, 2)".
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  Il prossimo 26 novembre, a Vienna verrà ufficialmente inaugurato il “King Abdullah Bin Abdulaziz International Centre for Interreligious and Intercultural Dialogue” (kaiciid), un'istituzione indipendente, riconosciuta dalle Nazioni Unite, con la finalità -- come dice il nome stesso -- di promuovere il dialogo fra le religioni mondiali e le culture. Situato a Vienna, dove si trovano diverse istituzioni internazionali, il Centro risale all'iniziativa del Re d'Arabia e ha tre “Stati fondatori”: il Regno dell'Arabia Saudita, la Repubblica Austriaca e il Regno di Spagna, che costituiscono il “Council of Parties” del nuovo Centro. Tale “Council” si è riunito il 31 Ottobre a Vienna, con la presenza di alti rappresentanti dei ministri degli Esteri dei tre Stati fondatori. La Santa Sede è stata invitata a partecipare all'iniziativa, e ha accettato di svolgere il ruolo di “Founding Observer - Osservatore fondatore” del Centro. La Chiesa cattolica sarà rappresentata nel “Board of Directors”, che comprende personalità di alto livello delle principali religioni: ebraismo, cristianesimo, islam, induismo e buddismo. Il rappresentante della Chiesa cattolica nel Board sarà il padre Miguel Angel Ayuso Guixot, segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il quale svolgerà anche la funzione di Osservatore nel kaiciid. Come ha affermato lo stesso padre Ayuso Guixot in occasione della recente riunione a Vienna, con la partecipazione a questa nuova iniziativa, la Santa Sede intende dimostrare ancora una volta la sua disponibilità e il suo interesse per il dialogo con tutti quanti si impegnano per le buone relazioni fra le religioni e le culture, in favore della mutua comprensione e collaborazione per il superamento dei conflitti e la pacifica convivenza fra i popoli e la dignità della persona umana. Fra le molte direzioni e sedi in cui si sviluppa l'impegno della Chiesa cattolica nel dialogo interreligioso si aggiunge ora anche il nuovo Centro, riconosciuto dalle Nazioni Unite, con le opportunità che esso può offrire. Il Re d'Arabia, Abdullah Bin Adbulaziz, aveva informato personalmente il Santo Padre del suo progetto in occasione della nota udienza in Vaticano, il 6 novembre 2007.
(©L'Osservatore Romano 4 novembre 2012)

sabato 3 novembre 2012

Le bugie ormai hanno le gambe corte...

 
Il "modernista" Cardinale Cañizares spiega perché ha accettato di presiedere in San Pietro alla Messa di sabato per i fedeli del pellegrinaggio «Una cum Papa nostro». Ora essere Una Cum col Papa è sacrosanto, e secondo la Volontà di Dio, non come fanno gli eretici e scismatici Protestanti e "Ortodossi" che rigettano il Primato Pietrino. Ma se oggi ci ritroviamo un Pontefice, come gli ultimi quattro, che promulga la dottrina eterodossa conciliare, si può essere "Una Cum" con Lui? Assolutamente no, chiunque cambi la dottrina bimillenaria della Chiesa per sostituirla con dottrine precedentemente condannate come eretiche, non è attendibile come Successore degno di Pietro, quindi in definitiva, se si è Cristiani integrali coerenti non si può essere in comunione con chi distrugge la fede.
Si può essere in comunione con chi professa pubblicamente il falso ecumenismo?
Si può essere in comunione con chi professa la falsa libertà religiosa?
Si può essere in comunione con chi professa la dottrina eretica di "Nostra Aetate", documeno redatto e pensato dalla massoneria ebraica?
Si può essere in comunione con chi professa e pratica l'eretica dottrina sulla falsa collegialità?
Si può essere in comunione con chi, volontariamente ha affossato il Messaggio di Fatima, che metteva in guardia proprio dalla deriva della fede, dal 1960 in poi, per causa del conciliabolo, a cui Lui stesso ha contribuito a dare una piega modernista?
Si può essere in comunione con chi difende, approva e manda in giro per il mondo autentiche sette eretiche per la cosidetta "Nuova Evangelizzazione" come il Cammino Neocatecumenale?
Si può essere in comunione con chi ha contribuito alla distruzione del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo?
Infine si può essere in comunione con chi , abitualmente e pubblicamente, celebra il "Novus Orror Missae" che è nato per sopprimere la vera Messa, che è il "Vetus Ordo"?
Chiaramente la risposta è "NON POSSUMUS".
Si può solo pregare affinchè, chi detiene questo potere Divino del successore di Pietro, recuperi il senno e abbracci la vera fede (rigettando la fede "conciliare") da trasmettere a tutti i fedeli che riconoscono e si assogettano, anima e corpo, a Nostro Signore Gesù Cristo come Dio e Signore della Terra e del Cielo.
Nella seguente intervista Il Cardinale, che passa dal pietoso "Novus Ordo Missae" alla cosidetta Messa blasfema ed eretica Neocatecumenale per poi passare al "Vetus Ordo", spiega le motivazioni del Suo presiedere il rito antico: "portare tutti a comprendere ed accettare la Riforma Liturgica del pestifero e diabolico Concilio Vaticano II. E mentendo, come chi sta sopra di Lui, afferma che il "Novus Orror Missae" è uguale al "Vetus Ordo", che è l'unica e lecita Messa Cattolica. Anche un bambino si accorgerebbe che non sono lo stesso rito.
Lo stesso Fidel Castro, che è un assassino miscredente e comunista scomunicato, si è accorto che è un altro rito: "Come è cambiata la liturgia da quando ero giovane!". Ma nonostante che sia facilmente dimostrabile che il "Novus Orror Missae" è totalmente contrario al "Vetus Ordo" questi modernisti, occupanti le sacre mura vaticane vanno in giro scorazzando qua' e là dicendo, mentendo spudoratamrente, che i due riti sono la stessa espressione della Messa Cattolica: "Ho accettato perché è un modo per far comprendere che è normale l’uso del messale del 1962: esistono due forme dello stesso rito, ma è lo stesso rito e dunque è normale usarlo nella celebrazione".
Inoltre per far capire cosa pensi Ratzinger della vera Messa cattolica leggiamo cosa scrisse in uno dei Suoi libri:
Fonte Sito: Crisi della Chiesa...

problemi e risultati del concilio vaticano II - joseph ratzinger
Ecco le pagine riguardanti la Messa tridentina. Le parti più interessanti sono state sottolineate in giallo.

 ratzinger sulla messa tridentina

ratzinger sulla messa tridentina


Se questo è il pensiero di Joseph Ratzinger - un pensiero modernista che il Nostro non ha mai rinnegato - come si può anche solo pensare che ci troviamo di fronte ad un conservatore o ad un «tradizionalista» che restaurerà la Chiesa?
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Prima di leggere questa pietosa intervista al Cardinal Canizares proponiamo un importante Omelia di Monsignor Lefebvre fatta a Torino affinchè chi ha ricevuto da Dio il mandato di salvare il Sacerdozio cattolico, la vera Messa cattolica e l'integrità della fede cattolica non ceda alle lusinghe, firmando un "ignobile accordo pratico" con questi modernisti, bugiardi e assasini della vera fede cattolica, che da 50 anni stanno distruggendo ciò che di cattolico è ancora rimasto nella Chiesa...

Cruccas gianluca
Anna Rita Onofri


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giovedì 11 ottobre 2012

RATZINGER COMMEMORA IL CONCILIABOLO MODERNISTA VATICANO II... Sempre più "NON POSSUMUS"...

 
Oggi il massimo rappresentante della "nuova Chiesa conciliare", Ratzinger, ha aperto le commemorazioni del Conciliabolo Vaticano II, molti diranno che ci stà di strano? Non è forse stato un grande evento per la Chiesa il conciliabolo? come non vi fidate di ciò che dice il "Papa" su questo catastrofico evento?. Ebbene si potrebbe andare avanti per lungo tempo nel porre le domande dei contrari alle sacrosante denuncie delle malefatte degli assasini della fede conciliari. Una cosa penso che sia chiara, chi professa publicamente la dottrina modernista di fatto non è cattolico e scomunicato, San Pio X, quindi non ha nessuna autorità sulle anime, perchè il seguire questa diabolica dottrina modernista porrebbe in letale pericolo chiunque vi si accostasse e, questa sarebbe la seconda causa, mentre la prima è: "puo questa gente, che professa pubblicamente le dottrine moderniste, avere l'autorità Divinamente assistita?". A noi, personalmente e pensiamo anche lecitamente, rimane il dubbio che questi signorotti l'abbiano mai avuta questa Divina autorità.
Ma se ancora ci fosse qualche dubbi su chi sia Ratzinger basta leggere questi due articoli tratti dal Blog papolatra, Amici di  Papa Ratzinger, che quasi quotidianamente mette degli articoli che svelano il volto di questo modernista conclamato:

 

10 ottobre 1962: il Vaticano II non è ancora iniziato, e il giovane teologo Joseph Ratzinger suggerisce ai vescovi tedeschi di riscrivere il documento conciliare, anche per non cadere nelle insidie di una gnosi “tradizionalista”

domenica 7 ottobre 2012

Apertura del sinodo dei Vescovi modernisti sulla falsa evangelizzazione cattolica


Il massimo rappresentante, (col suo vestitino bianco), della falsa chiesa Cattolica ha aperto oggi il sinodo modenista sulla cosidetta "nuova evangelizzazione", che altro non è che l'indottrinamento eretico conciliare di tutte le genti...

Omelia del pontefice della falsa Chiesa cattolica, pronunciata durante la "messa non cattolica del Novus Orror Missae", alla sua combriccola di modernisti.


Venerati Fratelli,
cari fratelli e sorelle!

Con questa solenne concelebrazione inauguriamo la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che ha per tema: La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Questa tematica risponde ad un orientamento programmatico per la vita della Chiesa, di tutti i suoi membri, delle famiglie, delle comunità, delle sue istituzioni. E tale prospettiva viene rafforzata dalla coincidenza con l’inizio dell’Anno della fede, che avverrà giovedì prossimo 11 ottobre, nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Rivolgo il mio cordiale e riconoscente benvenuto a voi, che siete venuti a formare questa Assemblea sinodale, in particolare al Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi e ai suoi collaboratori. Estendo il mio saluto ai Delegati fraterni delle altre Chiese e Comunità Ecclesiali e a tutti i presenti, invitandoli ad accompagnare nella preghiera quotidiana i lavori che svolgeremo nelle prossime tre settimane.
Le Letture bibliche che formano la Liturgia della Parola di questa domenica ci offrono due principali spunti di riflessione: il primo sul matrimonio, che vorrei toccare più avanti; il secondo su Gesù Cristo, che riprendo subito. Non abbiamo il tempo per commentare questo passo della Lettera agli Ebrei, ma dobbiamo, all’inizio di questa Assemblea sinodale, accogliere l’invito a fissare lo sguardo sul Signore Gesù, «coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto» (Eb 2,9). La Parola di Dio ci pone dinanzi al Crocifisso glorioso, così che tutta la nostra vita, e in particolare l’impegno di questa Assise sinodale, si svolgano al cospetto di Lui e nella luce del suo mistero. L’evangelizzazione, in ogni tempo e luogo, ha sempre come punto centrale e terminale Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio (cfr Mc 1,1); e il Crocifisso è per eccellenza il segno distintivo di chi annuncia il Vangelo: segno di amore e di pace, appello alla conversione e alla riconciliazione. Noi per primi, venerati Fratelli, teniamo rivolto a Lui lo sguardo del cuore e lasciamoci purificare dalla sua grazia.
Ora vorrei brevemente riflettere sulla «nuova evangelizzazione», rapportandola con l’evangelizzazione ordinaria e con la missione ad gentes. La Chiesa esiste per evangelizzare. Fedeli al comando del Signore Gesù Cristo, i suoi discepoli sono andati nel mondo intero per annunciare la Buona Notizia, fondando dappertutto le comunità cristiane. Col tempo, esse sono diventate Chiese ben organizzate con numerosi fedeli. In determinati periodi storici, la divina Provvidenza ha suscitato un rinnovato dinamismo dell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Basti pensare all’evangelizzazione dei popoli anglosassoni e di quelli slavi, o alla trasmissione del Vangelo nel continente americano, e poi alle stagioni missionarie verso i popoli dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania. Su questo sfondo dinamico mi piace anche guardare alle due luminose figure che poc’anzi ho proclamato Dottori della Chiesa: San Giovanni d’Avila e Santa Ildegarda di Bingen. Anche nei nostri tempi lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un nuovo slancio per annunciare la Buona Notizia, un dinamismo spirituale e pastorale che ha trovato la sua espressione più universale e il suo impulso più autorevole nel Concilio Ecumenico Vaticano II.