Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Visualizzazione post con etichetta frutti del concilio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutti del concilio. Mostra tutti i post

mercoledì 13 febbraio 2013

"Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso". (MC 15)...L'omaggo dell'eretico Kiko Arguello a Benedetto XVI...

La morte di Gesù


Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. 


"Il velo del tempio si squarciò in due,
 dall'alto in basso". 
 

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!».(San Marco Capitolo 15)

-----------------------------------------
L'OMAGGIO DELL'ERETICO PATENTATO KIKO ARGUELLO A BENEDETTO XVI...  
 
La notizia mi ha realmente impressionato e non posso che essere triste. Il Papa ci ama moltissimo, non riesco a smettere di pensare a quanto ci voglia bene! Ricordo ancora il nostro incontro a Tubinga quando era professore in Germania e come ha contribuito a spianare la strada al Cammino Neocatecumenale nella nazione. Ha scritto una lettera bellissima a due parroci suoi amici di Monaco di Baviera che accettarono di aprire il Cammino nelle loro parrocchie.

Anni dopo, ci ha chiesto che le catechesi del Cammino passassero per l’esame da parte della Chiesa, in modo da dare loro un timbro di autenticità.
Ha approvato inoltre gli Statuti e i passaggi di tutto il percorso neocatecumenale. Ha anche inviato in missione moltissime famiglie e le prime 15 comunità in missione nelle parrocchie di Roma più in difficoltà.

Ancora, quando si crearono alcuni problemi con i vescovi del Giappone, mi disse: “Kiko, non aver paura, sono qui per aiutarti”. Convocò, infatti, la Conferenza Episcopale giapponese per riunirsi con lui e alcuni cardinali, ovvero i presidenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Pontificio Consiglio per i Laici e della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Il Papa ha fatto una scelta molto umile e coraggiosa. Credo che un segno di speranza sia il fatto che ieri – il giorno in cui ha annunciato la sua decisione – si celebrava l’apparizione della Vergine di Lourdes, l’Immacolata Concezione, a Bernadette. Forse la Vergine sta preparando un nuovo Papa che può portare avanti l’evangelizzazione dell’Asia. Penso che l’Asia e in particolare la Cina e l’India, per l’intera crisi economica mondiale, siano molto importanti. In questo continente ci sono milioni di uomini che non conoscono Gesù Cristo e, quindi, è necessaria un’evangelizzazione.

Per questo, nel Cammino Neocatecumenale, stiamo preparando famiglie e sacerdoti per porsi al servizio del nuovo Papa ed effettuare quella nuova Evangelizzazione di cui ha tanto parlato Benedetto XVI.

venerdì 25 gennaio 2013

Quelli del Vaticano non conoscono le scritture: (San Paolo 1 Tess., II, 15-16), “Gli ebrei hanno ucciso il Signore. Non piacciono a Dio, sono nemici di tutti gli uomini, poiché ci impediscono di predicare ai pagani affinché si salvino”...

Gesù, il nostro Sposo, è oltraggiato, ripariamo! È tradito, serviamolo con una dedizione incondizionata! È lasciato solo sul Calvario, non abbandoniamolo! Gronda sangue, è tutto piagato, agonizzante sulla croce: oh, che il nostro amore ci inchiodi con Lui e imprima le sue divine piaghe nelle nostre anime. Non vi è amore senza sofferenza, non dono totale senza sacrificio, non conformità con il divino Crocifisso, se non ci troviamo nell'agonia e nel dolore. Andiamo a morire con Lui e per Lui.
(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV) 

Fonte: il Blog di Ester Maria Ledda...
Eugenio Pio Zolli, nato Israel Anton Zoller (1881–1956)Il rabbino capo di Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, Israel Zolli, si convertì al cattolicesimo. Scelse di farsi battezzare, nel 1945, col nome di Eugenio Pio, in onore di Pio XII (al secolo Eugenio Pacelli), come segno di gratitudine per tutto quello che il Papa aveva fatto per il popolo ebraico durante la persecuzione nazista. Anche la moglie Emma e la figlia Myriam si convertirono.

Zolli divenne un importante studioso della Sacra Scrittura. Si concentrava soprattutto sullo studio delle profezie anticotestamentarie compiutesi nella persona di Gesù Cristo. Sperava che tutto il suo popolo d’origine avrebbe riconosciuto, finalmente, in Gesù Cristo il messia promesso dal Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Verso i primi anni Cinquanta del secolo scorso – quando i suoi studi divennero famosi in tutto il mondo, ma soprattutto furono osteggiati nel novello stato israeliano –  fu contatto da alcuni pastori protestanti, i quali gli chiesero un incontro privato. Zolli era un po’ perplesso, ma accettò.

I “buoni pastori” protestanti offrirono a Zolli ingenti somme di denaro affinché, con i suoi studi sulla Sacra Scrittura, avesse trovato le prove della falsità del primato di Pietro. Zolli rifiutò con sdegnò e indicò loro la porta. I pastori, prima di lasciare la stanza, gli chiesero perché avesse “scelto” la Chiesa cattolica e non una di quelle protestanti.

Il prof. Zolli, sorridendo, rispose: «Non voglio mettere in imbarazzo nessuno chiedendo: “Perché avete aspettato millecinquecento anni prima di protestare?”. La Chiesa cattolica fu riconosciuta nel mondo cristiano come la vera Chiesa di Cristo per quindici secoli consecutivi. E nessuno può fermarsi alla fine di questi 1500 anni e dire, solo allora, che la Chiesa cattolica non è la Chiesa di Cristo, senza mettersi in un serio imbarazzo. Posso ammettere l’autenticità di una sola Chiesa, quella annunciata a tutte le creature dai miei stessi antenati, i dodici apostoli che, come me, sono usciti dalla Sinagoga».

BIBLIOGRAFIA

“Il Rabbino che si arrese a Cristo”, di Judith Cabaud  (San Paolo, 2002).

 ---------------------------------

 Molti si chiederanno perchè ho iniziato questo articolo, per commentare le inqualificabili parole del modernista patentato di Scola, con la testimonianza del'ex rabbino eugenio Zolli, la risposta è semplice e la riprendo dalle stesse parole di Zolli che rispondeva alla combriccola eretica protestante che aveva chiesto di incontrarlo: "Posso ammettere l’autenticità di una sola Chiesa, quella annunciata a tutte le creature dai miei stessi antenati, i dodici apostoli che, come me, sono usciti dalla Sinagoga". L'unico commento che si può fare alle menzogne moderniste vaticanosecondiste è proporre la testimonianza di chi veramente si è convertito è ha abbandonato l'oramai inutile religione ebraica per passare, autenticamente alla vera fede professata dalla vera Chiesa Cattolica. Sarebbe facile confutare tutti gli strafalcioni di Scola e la sua combriccola (Ratzinger compreso) ma oramai prendiamo atto che queste persone, che abitano a sbaffo ed impropriamente, le stanze Vaticane dal conciliabolo in poi, non hanno la fede cattolica quindi altro non ci resta che mettere in evidenza la loro non fede. Per il resto che seguano i consigli del loro cuore modernista che noi ci teniamo i veri consigli del Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo, che fù insultato, perseguitato e ucciso dalla combriccola ebraica in comunella con i pagani Romani (che hanno meno responsabilità), noi ci teniamo la vera Dottrina della Chiesa pre-Conciliabolo e rigettiamo tutte le "novità" dottrinarie di questo nefasto evento nella storia della Chiesa e che oggi vengono sbandierate come "nuove verità".

Solo una domanda i lettori si dovrebbero fare: da dove arriva questa nuova dottrina sui Deicidi ebrei?.
 
Dal documento massonico Nostra Aetate " È storicamente accertato che la “Nostra aetate” fu preparata da Jules Isaac, ebreo ateo filo-comunista, con l’aiuto del Bené Berìth (la massoneria giudaica) di cui era membro (come ha dichiarato, il 16 novembre 1991, in occasione della premiazione del card. Decourtray, Marc Aron, presidente del “B.B.” francese) e dal card. Agostino Bea coadiuvato da p. Paul Démann, ebreo “convertito” e da p. Jean de Menasce (idem). L’accordo tra Jules Isaac e papa Roncalli fu organizzato dal “B.B.” e da alcuni politici social-comunisti (J. Madiran, “Itineraires” III, settembre 1990, p. 3, nota 2). Un altro artefice di “Nostra aetate” fu Nahum Goldman, presidente del “Congresso Mondiale Ebraico”, che preparò anche la bozza di “Dignitatis humanae” sulla libertà religiosa. I documenti furono presentati dal Goldman assieme a Label Katz (anche lui del “B.B.”) a nome della “Conferenza Mondiale delle Organizzazioni Ebraiche”. Quindi “Nostra aetate” e “Dignitatis humanae” sono state preparate, materialmente, dalla massoneria ebraica. Dulcis in fundo, il rabbino Abraham Heschel, collaborò intensamente con Bea e compagni alla elaborazione di “Nostra aetate”. Tutto ciò è stato svelato dall’israelita Lazare Landau (“Tribune Juive”, n° 903, gennaio 1986 e n° 1001, dicembre 1987), che scrive: “nell’inverno del 1962, i dirigenti ebrei ricevevano in segreto, nel sottosuolo della sinagoga di Strasburgo, p. Yves Congar, incaricato da Bea e Roncalli di chiederci, ciò che ci aspettavamo dalla Chiesa, alla vigilia del concilio (…). La nostra completa riabilitazione, fu la risposta”(j. madiran, “Itineraires”, autunno 1990, III, pp.1-2)".

Quindi questi Signori, travestiti da cattolici, insegnano le dottrine massoniche condannate impietosamente da oltre 550 documenti magisteriali della vera Chiesa Cattolica...
Veniamo ora all'intervento di Scola 
 ----------------------------
Nei primi anni Settanta Ratzinger entra in rapporto con ‘La Comunità Cattolica di Integrazione’, che dal primo dopoguerra aveva avviato una profonda revisione teologica e spirituale del cattolicesimo tedesco, affermò: […]. “Dio può avere due spose [Sinagoga e Chiesa]? Non è forse questa divisione tra sinagoga e ‘ecclesia’, così piena di male, il motivo più profondo di tutte le divisioni che seguirono nella storia della Chiesa? … Non è forse che la Chiesa debba radicarsi nell’ebraismo, per poter essere del tutto cattolica, e cioè universale?”.
Cfr. G. Valente, Ratzinger professore, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2009. 

 

Nell'attuale dialogo tra ebrei e cristiani è fondamentale il ruolo della sacra Scrittura

Il giogo della Torah non può essere portato da soli...

«Il ruolo della Scrittura nel dialogo tra ebrei e cristiani» è il tema della lectio magistralis che il rabbino Giuseppe Laras, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, e il cardinale Arcivescovo di Milano tengono nella serata di oggi, mercoledì 23, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dell'intervento di quest'ultimo pubblichiamo ampi stralci.


di Angelo Scola


La Bibbia (letteralmente «Scritture» [sacre]) è il documento scritto del dialogo che Dio rivolge in primis a Israele e, attraverso Gesù Cristo, estende alla Chiesa, per coinvolgere ogni uomo e l'umanità nella sua totalità. Papa Benedetto XVI nell'esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini sulla sacra Scrittura nella vita della Chiesa afferma: «La novità della rivelazione biblica consiste nel fatto che Dio si fa conoscere nel dialogo che desidera avere con noi. La costituzione dogmatica Dei Verbum aveva esposto questa realtà riconoscendo che “Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé”» (n. 6). E il Suo amore creatore si manifesta nella storia di elezione e nell'alleanza con Israele, suo popolo: «La storia d'amore di Dio con Israele consiste, in profondità, nel fatto che Egli dona la Torah, apre cioè gli occhi a Israele sulla vera natura dell'uomo e gli indica la strada del vero umanesimo» (Deus caritas est, 9).

La risposta dell'uomo al Dio che parla è la fede: «In ciò si evidenzia che “per accogliere la Rivelazione, l'uomo deve aprire la mente e il cuore all'azione dello Spirito Santo che gli fa capire la Parola di Dio presente nelle sacre Scritture”» (Verbum Domini, 25). Si comprende allora perché, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento, il peccato sia spesso descritto come un «non ascoltare» Dio che parla. Proprio alla luce di queste considerazioni si può capire meglio il novum portato da Cristo. Lo stesso Ratzinger lo descrive affermando che Cristo ha aperto lo scrigno dell'universalità dei valori di Israele ai pagani, determinando l'universalizzazione della fede e della speranza di Israele, sempre però sul fondamento delle aspirazioni della Torah, dei salmi e dei profeti.

domenica 18 novembre 2012

Ecco come parla un anticristo vestito di rosso che fa parte della combriccola modernista che ha occupato abusivamente la Chiesa Cattolica, dal conciliabolo in poi...

E questi sarebbero coloro che dirigono la Chiesa di Cristo? Assolutamente no, sono solo degli impostori venduti al nemico per antonomasia di Dio e cioè satana...

Il card. Koch: perdono reciproco con i luterani per il Giubileo della Riforma 

Si è conclusa ieri a Roma la plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani che si è svolta sul tema dell’importanza dell’ecumenismo per la nuova evangelizzazione. Al termine dei lavori, il cardinale Kurt Koch, presidente del dicastero, ha parlato anche del dialogo con le Chiese riformate che stanno preparando le celebrazioni del 2017 per i 500 anni dalla Riforma. A questo proposito ascoltiamo lo stesso cardinale Kurt Koch al microfono di Mario Galgano:

R. – Auf der einen Seite hat Martin Luther sehr viel Positives gebracht. …

Da un lato, Martin Lutero ha introdotto aspetti molto positivi: lui era appassionatamente alla ricerca di Dio, era totalmente dedito a Cristo … Eppure, Martin Lutero non voleva una divisione, ma un rinnovamento dell’intera Chiesa e questo – va detto – non gli è riuscito. In questo senso, il teologo ed ecumenista Wolfhart Pannenberg afferma che la Riforma ha fallito e il risultato di questo fallimento sono state le sanguinose guerre di religione nel XVI e nel XVII secolo. Ora, voler riunire il desiderio positivo di Martin Lutero e le conseguenze terribili della Riforma nella stessa celebrazione festosa, mi sembra molto difficile.

D. – Come celebrare allora quest’evento cercando di curare le ferite?

R. – Das könnte in einem Buβgottesdienst …

Per esempio, con una celebrazione penitenziale comune nella quale riconosciamo insieme le nostre colpe, perché il fatto che la Riforma non abbia raggiunto il suo scopo, e cioè il rinnovamento della Chiesa, ricade nelle responsabilità di entrambe le parti: le ragioni sono di ordine teologico e politico. Riconoscerlo e perdonarsi vicendevolmente per tutto questo, trovo che sarebbe un gran bel gesto.

D. – In effetti, esiste già una forte collaborazione tra la Chiesa cattolica e la Federazione mondiale luterana …

R. – Die internationale Kommission für den Dialog zwischen dem Lutherischen …
La Commissione internazionale per il dialogo tra la Federazione mondiale luterana e il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, quindi con la Chiesa cattolica romana, hanno reso noto, dopo una lunga elaborazione, un documento comune che si chiama “Dal conflitto alla comunione”, e in questo si rivaluta il significato di questi 500 anni di Riforma, ma anche quello che è stato fatto nei 50 anni da quando questa Commissione è stata istituita, e quali punti in comune sono stati riconosciuti. (un punto in comune ce l'hanno di sicuro, sono venduti) Credo che questo titolo – “Dal conflitto alla comunione” – indichi nel migliore dei modi l’orientamento che il documento vuole dare e può rappresentare un ottimo punto di partenza per il cammino del futuro. (un cammino sicuro verso il loro parde che risiede all'inferno e cioeì satana)

D. – Durante la plenaria avete incontrato anche il Papa; c’è da dire che una delle priorità del Pontificato di Benedetto XVI è proprio l’ecumenismo …
R. – Es ist dieses große Interesse, das der Heilige Vater an den ökumenischen …
E’ grande l’interesse che il Santo Padre ha per il dialogo ecumenico: lo rilevo ogni volta che ho occasione di parlare con lui. Il suo è un indubbio impegno per l’ecumenismo, laddove non si tratta di un ecumenismo che si muove su un puro piano filantropico e di rapporti interpersonali, ma ha piuttosto un fondamento cristologico. E’ per questo che il Santo Padre non si stanca di ripetere che l’ecumenismo presuppone da parte nostra l’approfondimento della fede e l’impegno per raggiungere un’unità visibile. Così viene a crearsi anche un profondo collegamento tra il tema principale di questa assemblea plenaria e l’Anno della Fede: infatti, l’ecumenismo e l’unità si ottengono solo sulla base della fede. E il Santo Padre ha espresso, con poche parole, questo concetto in un contesto più ampio, e questo è stato per tutti i membri e consultori del Pontificio Consiglio di grande incoraggiamento.
 -------------------------------------
Cosi' parlava quel satanasso di Lutero, padre dei nuovi anticristi che oggi governano in Vaticano:



Dicono i protestanti: «Lutero è stato uno strumento di Dio per raddrizzare la Chiesa». Vi invito a considerare se un uomo che ha scritto o pronunciato le bestemmie di seguito elencate può essere stato uno «strumento di Dio» per compiere qualcosa di buono. Chi era Martin Lutero? Egli fu il fondatore di una religione senza Sacramenti e priva di una Gerarchia ecclesiastica, un uomo che disprezzò il valore delle buone opere e della penitenza per la nostra salvezza. Lutero fu un monaco apostata che fece asserzioni eretiche a riguardo a dottrina cattolica. Eccone alcune.
 
l Su Dio e su Gesù Cristo
 
Secondo i Discorsi a tavola (Tischreden), le note dei suoi ammiratori pubblicate in forma di libro, Lutero disse di Nostro Signore Gesù Cristo:

    «Cristo commise adulterio prima di tutto con la donna che incontrò al pozzo di Giacobbe, di cui San Giovanni scrisse: "In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: "Che desideri", o "Perché parli con lei"? Dopo di lei fu la volta di Maria Maddalena, e poi venne la donna colta in flagrante adulterio che Cristo congedò così gentilmente. Quindi, anche Cristo, pur essendo così retto, si è reso colpevole di fornicazione prima di morire» 2.

lunedì 5 novembre 2012

Movimento: "Una cum Papa modernista vostro"...

Prima dell'inizio della celebrazione, nell'unico rito liturgico della Chiesa Santo e lecito, è stato letto un messaggio da parte di "Ratzinger" per mano di "Bertone" all'assemblea facente parte del movimento "Una Cum Papa modernista vostro". Da notare che in questa assemblea erano anche presenti persone appartenenti alla Fraternità San Pio X prima ancora che "l'ignobile" accordo con i modernisti Vaticani sia sigillato, questo fatto è sintomatico per segnalare che oramai in tanti sono usciti dal campo di battaglia per la fede per passare nelle fila dei distruttori della fede che hanno occupato abusivamente, in quanto modernisti e quant'altro, le sacre mura Vaticane dal conciliabolo in poi. Inoltre rimane da chiedersi, come mai Ratzinger non è sceso dalle Sue stanze per celebrare lui stesso il Vero Rito della Chiesa Cattolica Apostolica Romana ma ha semplicemente demandato al Cardinale Bertone un timido messaggio? Forse la risposta stà in ciò che disse Marcel Lefebvre : "hanno, i modernisti, un orrore istintivo al Dogma".

Scrisse Ratzinger, nel suo libro Principes de la théologie catholique, la conferma che il conciliabolo ha operato una rottura dottrinara con la Chiesa prima del nefasto concilio: «La dichiarazione sulla libertà religiosa è un tentativo di riconciliazione ufficiale della Chiesa col mondo come esso è divenuto a partire dal 1789», allora possiamo dire che il concilio Vaticano II è stato la terza guerra mondiale, che oggi deve trovarci in prima linea nella battaglia che cesserà solo con la morte delle idee che questo Concilio ha generato...

Testo del Messaggio scritto dal Segretario di Stato a nome di Ratzinger.
In occasione del pellegrinaggio internazionale organizzato a Roma per il 5° anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, Sua Santità Papa Benedetto XVI indirizza il suo cordiale saluto a tutti i partecipanti, assicurando loro la sua fervente preghiera.
Attraverso questo Motu Proprio, il Santo Padre ha voluto rispondere all'attesa dei fedeli legati alle forme liturgiche precedenti. Infatti, cone ha scritto nella sua lettera ai vescovi per presentare il Motu Proprio, è cosa buona conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa e dar loro il giusto spazio, (e quale sarebbe questo giusto spazio la forma straordinaria "quindi inferiore" rispetto al loro rito anticattolico "Novus Orror Missae"?) riconoscendo tuttavia pienamente il valore e la santità della forma ordinaria del rito romano. (questa è la condizione, data anche a Monsignor Fellay e alla sua cerchia di accordisti,  per la permissione di celebrare il rito vero della Chiesa "Vetus Ordo" in comunine con gli assasini della fede conciliare) In questo Anno della Fede promulgato mentre la Chiesa celebra il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, il Santo Padre invita tutti i fedeli a manifestare in modo particolare la loro unità nella fede;(quale fede quella concilare?) così essi saranno artefici efficaci della nuova evangelizzazione.(che altro non è che l'indottrinamento alle eresie conciliari introdotte nella chiesa da prelati corrotti con la massoneria ebraica e i protestanti) Affidando tutti i partecipanti al pellegrinaggio a Roma alla materna intercessione della Vergine Maria, il Santo Padre impartisce loro di cuore la Benedizione Apostolica. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità...

mercoledì 17 ottobre 2012

HAERETICUS MAGNUS... DELLA FALSA CHIESA PARTORITA NEL "CONCILIABOLO VATICANO II"...

L’Anno della fede… luterana: per Muller cattolici e luterani costituiscono la “Chiesa visibile”

Segnalazione di Raimondo Gatto
Articolo tratto da “Tradition in Action” Resaltados propios. (Tomado de AMOR DE LA VERDAD)

Müller, protestanti e giustificazione
Mons. Gerhard Müller, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, considera i Protestanti come parte della Chiesa. L’11 ottobre 2011, in un discorso in onore del vescovo protestante Johannes Friedrich in Baviera, il vescovo Müller ha detto queste parole:
 “Il Battesimo è il segno fondamentale che ci unisce sacramentalmente in Cristo, e che ci rende l’unica Chiesa davanti al mondo.
Pertanto, noi cristiani, cattolici e protestanti, siamo uniti anche in quello che noi chiamiamo la Chiesa visibile. A rigor di termini, non ci sono diverse chiese, ma siamo uno accanto all’altro -. Piuttosto, sono le divisioni e separazioni a rompere l’unità nell’ unica casa di Dio. Ma se i protestanti sono già nella Chiesa cattolica, non necessita che si convertano”.

Così, secondo Müller, il protestantesimo è sufficiente per salvare i suoi seguaci e portarle al Cielo. Indirettamente, quindi, l’insegnamento sulla giustificazione entra in scena ancora una volta. Questo è ciò che dà un nuovo impulso a questo articolo del Dr. Robert Banaugh.
Fa parte di un più ampio studio dal titolo “La distruzione della fede Tradizionale”, che potete leggere qui. I titoli e sottotitoli sono nostri. Sembra che non sia un dogma il fatto che solo la fede cattolica e le buone opere sono nessari alla salvezza, perché ora “si è giustificati solo per fede “.
Muller sui Protestanti: “Siamo un’unica Chiesa”
Il 31 ottobre 1999, i rappresentanti della Chiesa cattolica (ufficiale, n.d.r.) e la Federazione Luterana Mondiale hanno firmato la dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione.
Quando è stato chiesto se i cattolici possono dire che gli individui sono giustificati per sola fede, Jeffrey Cruz, portavoce della Conferenza Episcopale nazionale, ha detto:
  “Sì, in effetti, il testo della dichiarazione lo dice abbastanza chiararamente.”
Nancy Frazier O’Brien, dell’ufficio di Notizie Cattoliche, ha fatto un dichiarazione simile dicendo: (1)
“La firma ha segnato la fine di un lungo, a volte difficile, percorso per cui si è giunti all’accordo Luterano-cattolico superando le reciproche condanne e si afferma che la giustificazione e la salvezza vengono dalla sola fede. ”
Dichiarazioni come questa da parte di rappresentanti della Chiesa Conciliare – rafforzata dal fatto che l’accordo è stato introdotto con grande enfasi, e che Roma non ha reso pubblica una smentita formale – comporta agli occhi dei fedeli della chiesa conciliare che essa insegna che l’uomo è giustificato per la sola fede.
La Chiesa cattolica insegna che i luterani, poiché sostengono che una persona viene salvata per sola fede, furono condannati al Concilio di Trento nel 16 ° secolo.
Questo è stato un concilio dogmatico (come tutti i concili della Chiesa cattolica, n.d.r.), le cui deliberazioni sono state approvate dal Papa Paolo III.
Il fatto che la dottrina cattolica sulla giustificazione dovrebbe essere accettata per la salvezza è stato chiaramente stabilito nel corso della sessione 6, cap. 16 del Concilio:
“Dopo questa dottrina cattolica della giustificazione – secondo cui, se non fedelmente e fermamente accettate, nessuno può essere giustificato – è parso bene al Sacro Sinodo aggiungere questi canoni, in modo che tutti possano conoscere, non solo in modo da mantenerli a lungo, ma anche per sapere ciò che va evitato. ”
Parte di questa dottrina, data nella stessa sessione del Concilio afferma:
 “Se qualcuno dice che per la sola fede il peccatore è giustificato, in modo che sia tenuto a collaborare per il raggiungimento della grazia di giustificazione, e non è necessario prepararsi a conseguire la salvezza con l’azione della propria volontà: sia anatema “.
La dottrina che le opere sono necessarie per la giustificazione è stata anche rafforzata nel Concilio di Trento, laddove ha detto:
  “Così è chiaro che l’uomo non è giustificato soltanto per la fede “(Giacomo 2:24). (Sessione 6, cap. 10)

giovedì 11 ottobre 2012

RATZINGER COMMEMORA IL CONCILIABOLO MODERNISTA VATICANO II... Sempre più "NON POSSUMUS"...

 
Oggi il massimo rappresentante della "nuova Chiesa conciliare", Ratzinger, ha aperto le commemorazioni del Conciliabolo Vaticano II, molti diranno che ci stà di strano? Non è forse stato un grande evento per la Chiesa il conciliabolo? come non vi fidate di ciò che dice il "Papa" su questo catastrofico evento?. Ebbene si potrebbe andare avanti per lungo tempo nel porre le domande dei contrari alle sacrosante denuncie delle malefatte degli assasini della fede conciliari. Una cosa penso che sia chiara, chi professa publicamente la dottrina modernista di fatto non è cattolico e scomunicato, San Pio X, quindi non ha nessuna autorità sulle anime, perchè il seguire questa diabolica dottrina modernista porrebbe in letale pericolo chiunque vi si accostasse e, questa sarebbe la seconda causa, mentre la prima è: "puo questa gente, che professa pubblicamente le dottrine moderniste, avere l'autorità Divinamente assistita?". A noi, personalmente e pensiamo anche lecitamente, rimane il dubbio che questi signorotti l'abbiano mai avuta questa Divina autorità.
Ma se ancora ci fosse qualche dubbi su chi sia Ratzinger basta leggere questi due articoli tratti dal Blog papolatra, Amici di  Papa Ratzinger, che quasi quotidianamente mette degli articoli che svelano il volto di questo modernista conclamato:

 

10 ottobre 1962: il Vaticano II non è ancora iniziato, e il giovane teologo Joseph Ratzinger suggerisce ai vescovi tedeschi di riscrivere il documento conciliare, anche per non cadere nelle insidie di una gnosi “tradizionalista”

lunedì 8 ottobre 2012

"Deus non deserit nisi prius deseratur"...

L'apocalittica giudaica: un veleno di lunghissimo corso   dal blog Andrea Carancini

 Sì Sì No No, questo interessante testo su un argomento di estrema importanza (apparso sul numero di Agosto 2012 della rivista in questione).Da meditare anche l'ultimo paragrafo sulla "Shoah". Buona lettura.


L’APOCALITTICA
il dialogo impossibile

Francesco Hayez: La distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d. C.
L’Apocalittica
L’Apocalittica non è da confondersi con l’Apocalisse di San Giovanni[1]. La letteratura apocalittica è il «complesso di scritti pseudonimi giudaici sorti tra il sec. II a. C. e il sec. II d. C[2]. Essa nasce al tempo in cui l’Ellenismo pagano trionfa in Israele, e il Tempio viene profanato (168-164 a. C.). Il successo di Antioco Epifane (+164 a. C.)[3], la conquista della Giudea da parte di Roma con Pompeo (63 a. C.) e, infine, la distruzione del Tempio con Tito (70 d. C.) e della Giudea con Adriano (135 d. C.) accendono sempre più la speranza della riscossa nazionale giudaica, sotto la guida dei “falsi profeti” predetti da Gesù.

L’Apocalittica apocrifa[4], per rafforzare questo revanscismo nazionalistico, si serve dei Profeti canonici dell’Antico Testamento e li arricchisce di predizioni immaginifiche che descrivono il trionfo di Israele sui Pagani o non-Ebrei (gojim): «Israele sarà liberato e vendicato, e, guidato da Jahweh e dal suo Messia, si satollerà nella pace e nell’abbondanza; le 12 Tribù torneranno per imperare sulle Genti domate e calpestate»[5]. 

Il Regno “di questo mondo”

L’Apocalittica apocrifa giudaica ha un carattere eminentemente “esoterico”[6] ed è attribuita comunemente agli Esseni[7]. Monsignor Antonino Romeo scrive che essa tratta «della finale rivincita divina sulle forze del male trionfanti attualmente; della vendetta sulle Genti e della restaurazione gloriosa di Israele. […]. Il Regno di Dio riveste generalmente l’ aspetto nazionalistico-terreno: schiacciante rivincita di Israele, colmo per sempre di prosperità e di dominio»[8]. Il regno di Israele o del Messia, che s’identifica con la Nazione giudaica, “sarà di questo mondo, […], e riporterà l’Eden quaggiù. In tale concezione giudaica, la persona umana conta ben poco: Israele diventa realtà assoluta e trascendente, la redenzione è collettiva anziché individuale, anzi cosmica più che antropologica. […]. Il Messia è rappresentato come un re ed un eroe militante. […]. Mai il Messia è intravisto come redentore spirituale, espiatore dei peccati del mondo”[9]. In breve, «il tema supremo appare in funzione esclusiva della glorificazione di Israele, la ‘fede’ è l’impaziente attesa della bramata vendetta sulle Genti. L’aspirazione all’unione con Dio, l’ amore di Dio e del prossimo esulano completamente da questi scritti Apocalittici, che fomentano la passione di rivincita e di dominio mondiale. […]. Verso le Genti gli Apocalittici sono implacabili: ogni compassione per loro passerebbe per debolezza di fede. […]. I ‘veggenti’ dell’ Apocalittica infieriscono con voluttà feroce, con odio insaziabile. Le “apocalissi” assumono un posto decisivo nell’ astiosa propaganda contro le Genti; sono ordigni di guerra […]; al contrario del Vangelo (Mt. VI, 34), la religione apocalittica ha un solo cruccio e ansia: l’Avvenire […] gli Imperi delle Genti si annienteranno a vicenda finché il dominio universale non passerà a Israele»[10]. Ne consegue «il particolarismo giudaico, condannato dal Vangelo. Il più ambizioso nazionalismo vi rincara le sue pretese. Le Genti vi sono più disprezzate ed odiate che mai: il fosso tra Israele ed esse si trasforma in abisso»[11].

venerdì 5 ottobre 2012

L'eretico Muller dichiara che i cosidetti "negoziati" con la Fraternità San Pio X sarebbero interrotti...

Benissimo,  adesso ognuno per la sua strada, Muller con la sua combriccola di modernisti anticristiani conciliari, (con i loro riti e catechismi, i loro sacerdoti, i loro Vescovi, i loro Cardinali e Pontefici)verso la perdita della loro anima e la Fraternità San Pio X, attraverso l'insegnamento di Monsignor Lefebvre, verso la salvezza eterna. E quando Muller dichiara che: "Non possiamo abbandonare la fede cattolica, in questi negoziati", mente sapendo di mentire, difatti la sua "fede" è totalmente non cristiana, difatti è conciliare...
 In definitiva noi di questo Blog plaudiamo la presunta cessazione dei "dialoghi infami" con gli assassini della fede cattolica...

 
Vaticano rompe trattative con tradizionalisti lefebvriani

ROMA (Reuters) 


Il Vaticano ha interrotto oggi le discussioni in vista del ritorno in seno alla Chiesa cattolica dei tradizionalisti della Fraternità sacerdotale San Pio X, ha annunciato oggi il nuovo prefetto della Congregazione per la fede.

L'accordo tra la Santa sede e la Fraternità, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, avrebbe consentito di porre fine a uno scisma che dura ufficialmente da 24 anni.

In un'intervista che sarà messa in onda domani dalla radio tedesca Norddeutscher Rundfunk (NDR), l'arcivescovo tedesco Gerhard Müller - nominato nel luglio scorso alla guida della Congregazione per la dottrina della fede - prevede la fine dei negoziati coi tradizionalisti, che rifiutano le riforme adottate con il Concilio Vaticano II (del 1962-1965).

"Non possiamo abbandonare la fede cattolica, in questi negoziati", ha dichiarato l'ex vescovo di Ratisbona, in Baviera. "Su questo non ci saranno compromessi... non penso che ci saranno nuove discussioni".

Nelle ultime settimana il portavoce della Fraternità aveva fatto capire che le trattative con il Vaticano erano giunte a un punto morto, dato che Roma esige che i tradizionalisti accettino le riforme.

Sarà ora il Papa Benedetto XVI - che ha guidato la stessa Congregazione per la dottrina della fede tra il 1981 e il 2005, quando fu eletto Pontefice - a decidere quale atteggiamento adottare verso i tradizionalisti, ha detto Müller.


(Tom Heneghan)

venerdì 21 settembre 2012

Oh, ma che bei frutti ha dato e da il Conciliabolo Vaticano II, rappresentato dai suoi promotori modenisti...

Ascoltiamo e leggiamo cosa ha detto Ratzinger, (in arte Benedetto XVI, pontefice della "nuova Chiesa conciliare"), modernista conclamato, sulla cosidetta "nuova evangelizzazione" promossa dal pernicioso Conciliabolo Vaticano II...


«La nuova evangelizzazione? È nata con il Concilio»
Lo ha detto il Pontefice parlando ai vescovi appena nominati. E ha aggiunto: “Siate testimoni credibili»
Alessandro Speciale
ROMA

La sfida della “nuova evangelizzazione”, a cui sarà dedicato il Sinodo dei vescovi che si apre il mese prossimo in Vaticano, in realtà viene da lontano. Anzi, secondo papa Benedetto XVI, se ne possono rintracciare le origini già nell'evento che ha dato forma alla Chiesa cattolica così come la conosciamo oggi, il Concilio Vaticano II. E non è quindi un caso che il 50.esimo anniversario della grande assise ecumenica cada proprio nel mezzo del Sinodo.

Parlando questa mattina ai vescovi freschi di nomina invitati a Roma per un Convegno promosso dalla Congregazione per i Vescovi, papa Ratzinger ha ricordato come il suo predecessore Giovanni XXIII vedesse nel Concilio da lui convocato l'occasione di “un balzo innanzi verso una penetrazione dottrinale ed una formazione delle coscienze”, perché la dottrina “certa ed immutabile” della Chiesa venisse “approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo”.

“Potremmo dire - ha commentato Benedetto XVI - che la nuova evangelizzazione è iniziata proprio con il Concilio, che il beato Giovanni XXIII vedeva come una nuova Pentecoste che avrebbe fatto fiorire la Chiesa nella sua interiore ricchezza e nel suo estendersi maternamente verso tutti i campi dell‘umana attività”.

Per il pontefice, i vescovi devono essere “audaci nell’invitare gli uomini di ogni condizione all’incontro con Cristo e a rendere più solida la fede”, di cui devono difendere in modo particolare la “unità”. Ma soprattutto, ha aggiunto, i vescovi devono essere “testimoni credibili”, i primi testimoni della fede, con il compito di accompagnare il cammino dei credenti “offrendo l’esempio di una vita vissuta nell’abbandono fiducioso di Dio”.

Infatti, ha spiegato ai novelli vescovi Benedetto XVI, non si può essere “al servizio degli uomini, senza essere prima servi di Dio”: “Il vostro personale impegno di santità vi veda assimilare ogni giorno la Parola di Dio nella preghiera e nutrirvi dell’Eucaristia, per attingere da questa duplice mensa la linfa vitale per il ministero”.

Gli effetti di quella “nuova Pentecoste” rappresentata dal Concilio, ha concluso il pontefice, “nonostante le difficoltà dei tempi, si sono prolungati, raggiungendo la vita della Chiesa in ogni sua espressione: da quella istituzionale a quella spirituale, dalla partecipazione dei fedeli laici nella Chiesa alla fioritura carismatica e di santità”.
------------------------------------------
Vediamo ora uno dei numerosissimi frutti avvelenati del Conciliabolo tanto decantato dagl'ultimi cinque pontefici modernisti...

mercoledì 19 settembre 2012

"Quale cattedra in Vaticano ha autorità per favorire uno «stato di diritto» invertito per cui l’errore ha diritti che vanno riconosciuti e rispettati?" Nessuna Cattedra...

 
 La concezione eretica della dottrina sulla "libertà religiosa"
 26. (La libertà religiosa è il culmine di tutte le libertà. È un diritto sacro e inalienabile. Comporta sia la libertà individuale e collettiva di seguire la propria coscienza in materia religiosa, sia la libertà di culto. Include la libertà di scegliere la religione che si crede essere vera e di manifestare pubblicamente la propria credenza.21 Deve essere possibile professare e manifestare liberamente la propria religione e i suoi simboli, senza mettere in pericolo la propria vita e la propria libertà personale. La libertà religiosa è radicata nella dignità della persona; garantisce la libertà morale e favorisce il rispetto reciproco. Gli ebrei che hanno sofferto a lungo ostilità spesso letali, non possono dimenticare i benefici della libertà religiosa) "ECCLESIA IN MEDIO ORIENTE".
 -------------------------------
di Arai Daniele
Una «Libertà di Coscienza» che è matrice di guerre e rivoluzioni
Il Signore con la sua Incarnazione, Passione e morte in croce, per redimerci dall’abuso umano della libertà originale, ci insegna che quest’abuso è il maggior male per ciascuno e per la società umana; la tremenda realtà della «Città dell’uomo», presa nella morsa di un idolatrico culto della goduria terrena e dell’odio al divino.
Perciò il Signore istituì la Chiesaper contenere e superare nella fedeltà al Diritto naturale e divino questo male micidiale. Il Cristianesimo edificando la Civiltà nell’amor di Dio, reprime la libertà spuria, che è abuso di quella voluta da Dio.
Gesù insegnando che la verità ci farà liberi, insegna che la falsa libertà schiavizza.
Infatti, “un errore è peggio di un delitto, è matrice di delitti”. Vi è un rapporto di dipendenza della libertà verso la verità e quindi al Diritto. Esso determina l’ordine personale e sociale nelle coscienze, dove tutti sentono la voce di Dio, mantenendo la libertà di seguirla.
La missione della Chiesa è di confermare, insegnare e difendere la verità che libera e perciò è civilizzatrice, edificando le società conla Fede, Speranza e Carità, difese nell’ordine pratico dal Diritto delle coscienze secondo il diritto divino alla Verità.
Ecco l’incomparabile Civiltà cristiana del Diritto sostenuto dalla Chiesa. Ma ecco pure la ragione perché è combatuta nella società moderna che impone un «diritto alla libertà di coscienza autonoma», quella approvata dal Vaticano II, il razzo VII sulla Cristianità!
Seguono qui degli insegnamenti magisteriali in materia per giungere alla visione delle conseguenze causate dalla confusione tra la libertà delle coscienze, voluta da Dio perla Veritàe l’applicazione sociale dell’altra «libertà» e uguaglianza dell’illuminismo: del dominio di quelli che, «più uguali e liberi» degli altri, impongono le loro libertà come sommo «bene» secondo il democratico diritto alla «libertà di coscienza».
Dalla Enciclica Libertas di Papa Leone XIII aprendiamo: “La libertà, nobilissimo dono di natura, proprio unicamente di creature dotate d’intelletto e di ragione, attribuisce all’uomo la dignità di essere “in mano del proprio arbitrio” e di essere padrone delle proprie azioni. Tuttavia è molto importante stabilire in che modo tale dignità debba manifestarsi, poiché dall’uso della libertà possono derivare grandi vantaggi ma anche grandi mali. Infatti è facoltà dell’uomo ubbidire alla ragione, seguire il bene morale, tendere direttamente al suo fine ultimo. Ma egli può anche deviare verso tutt’altri scopi e, perseguendo false immagini del bene, può turbare l’ordine prestabilito e precipitare in volontaria rovina”.
 

giovedì 13 settembre 2012

Vescovo eretico professa la sua "fede" falsa con la cosidetta "religione" mussulmana... Codesto personaggio è un degno figlio del recente suicidato Cardinal Martini...

 
L'ex Vicario generale del recente, suicidato, Cardinale modernista Martini, professa pubblicamente la sua falsa fede cattolica asserendo di essere in comunione con la cosidetta "religione" mussulmana che dell'impronta di Dio non ne ha nemmeno una lontana parentela... 

Questi altro non sono che i frutti della diabolica dottrina concilare sul dialogo interreligioso professata pubblicamente dai Vescovi e Pontefici conciliari e post Concilari...

Naturalmente questi apostati nessuno li ferma...
 
di Alessandro  Gnocchi e Mario Palmaro

La notizia non è freschissima perché, a cercare bene, la si sarebbe trovata a pagina 3 del numero del 24 agosto [2012] del settimanale “Il Ticino”, organo della diocesi di Pavia.
Non sarà freschissima, ma siccome nessuno l’ha portata in luce risulta nuova fiammante e, a voler rendere onore a quel mestieraccio che è il giornalismo, è anche enorme e può venire riassunta così: il vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici, è in comunione di fede con i musulmani. Parola sua.

Perché non si tratta di una malevola interpretazione di uno testo redatto in stile ambiguo che si presta a più letture e a più ermeneutiche. No, qui è tutto chiarissimo e precisissimo e di ermeneutica ce ne può essere una sola. Il messaggio che monsignor Giudici ha inviato alla “Guida della Comunità musulmana di Pavia” in occasione della fine del Ramadan finisce proprio così: “Grati della Vostra testimonianza, si sentiamo in comunione di fede e di preghiera”.

Purtroppo, questo gran finale, diciamo così iperecumenico, non si può neanche definire un colpo di scena poiché il testo del messaggio lo lascia presagire fin dall’inizio e durante tutto lo svolgimento.

In poche righe, il pastore che dovrebbe aiutare i fedeli pavesi a conservare la fede cattolica è stato capace di infilare una discreta serie di quelle che, fino a poco tempo fa, si aveva la buona creanza di chiamare eresie.
Leggere per credere: “Come Vescovo di questa comunità ecclesiale pavese, voglio esprimere a nome mio e della comunità sentimenti di vicinanza e di presenza alla Comunità musulmana pavese, in occasione della chiusura dl mese sacro del Ramadan 2012. Sappiamo che avete celebrato la discesa celeste del Libro sacro del Corano, applicandovi a una lettura più intensa e pia della Parola di Dio e che avete offerto a Dio il sacrificio del vostro digiuno quotidiano. Grati della Vostra testimonianza, ci sentiamo in comunione di preghiera e di fede.
Con stima, Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia
”.

Dal messaggio di “Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia” si evince che il Corano è un Libro sacro disceso dal Cielo. Dunque, se è di origine celeste deve per forza di cose contenere la Parola di Dio, parrebbe, proprio come il Vecchio e il Nuovo Testamento.

Qui si ha il pudore di usare il condizionale “parrebbe”, ma le maiuscole profuse da monsignor Giudici inducono a far piazza pulita di ogni prudenza.

Da non sottovalutare neppure l’apprezzamento dell’offerta a Dio del sacrificio quotidiano del digiuno da parte della comunità musulmana. Se monsignor Giudici crede ancora nel valore sacrificale della Messa, come dovrebbe fare qualsiasi cattolico, mette i brividi sentirlo usare lo stesso termine che definisce la rinnovazione del Sacrificio del Calvario e le pratiche di una religione che, non essendo vera, può solo essere falsa.

Religione con la quale, se le parole e la sintassi hanno ancora un senso, il Vescovo di Pavia si sente in comunione.

Rimane da rilevare che gli stessi sentimenti di vicinanza, di presenza, di stima e di comunione di preghiera e fede provati per i musulmani, monsignor Giudici non li prova per quei cattolici che mesi fa avevano intenzione di presentare a Pavia il libro di Roberto de Mattei sul Concilio Vaticano II. In quell’occasione, il Vescovo fu pronto e inflessibile nell’impedire l’associazione del nome e del marchio della sua diocesi all’iniziativa, forse troppo cattolica, tanto da metterlo in imbarazzo.

Per comprendere giova ricordare che monsignore può essere definito una riuscitissima creatura del cardinale Martini, che nel 1991 lo volle vicario generale della sua diocesi. Insomma, l’albero ha dato i frutti che doveva dare.

giovedì 6 settembre 2012

Ancora delle testimonianze sacrlileghe dalla "NUOVA, falsa, CHIESA CONCILIARE" partorita dal Conciliabolo Vaticano II...


Chiesa di San Salvatore ad Arras, Passo di Calais, Francia
 
IL CORANO  SI  INSEDIA  NELLE  CHIESE  CATTOLICHE DELLA FRANCIA

Il 26 ottobre del 2011, nella chiesa di San Salvatore ad Arras, nel nord della Francia, si è voluto commemorare “degnamente” il famoso incontro interreligioso di Assisi del 1986, in occasione del 25° anniversario di questa triste e blasfema iniziativa voluta da Giovanni Paolo II.

Sul sito della diocesi di Arras si trova il resoconto di questa splendita giornata in cui si sono onorati… tutti… tranne Dio.

Mossi da uno stesso slancio - dice il testo - credenti di diverse confessioni si sono riuniti in «nome di Dio, il clemente, il misericordioso». Come dice il Corano.





Per onorare degnamente, è proprio il caso di dirlo, questo immortale evento, i rappresentati di tutti gli dei, o quanto meno dei più noti, hanno portato un loro specifico oggetto sacro e lo hanno deposto, solennemente!, sul cosiddetto altare moderno, debitamente ricoperto da una tovaglia (non da tavola… che non ci si confonda!).
E lo stesso sito della diocesi elenca con sussiego i partecipanti, in rigoroso ordine d'importanza “ecumenica”: Ed ecco che avanza una processione in chiesa: il cero pasquale, i libri sacri, le icone, portate dal membro di ogni comunità: chiesa ortodossa, culto musulmano, chiesa riformata, chiesa cattolica.
In verità l'impudenza dei nuovi preti della nuova Chiesa non conosce ritegno alcuno!

mercoledì 29 agosto 2012

I frutti del conciliabolo Vaticano modernista II: messa sacrilega, celebrata da un "prete" sacrilego, per i massoni, scomunicati, nemici di Gesù Cristo.

 Questi sono i frutti del conciliabolo Vaticano II, che a breve saranno celebrati dagli assassini della fede cattolica, che hanno occupato abusivamente le mura del vaticano da 50 anni...
 ------------------------
 Cum ex Apostolatus officio
5 - Pene per il delitto di favoreggiamento delle eresie.
File:Paolo IV.jpgInoltre, incorreranno nella sentenza di scomunica «ipso facto», tutti quelli che scientemente (scienter) si assumeranno la responsabilità d’accogliere (receptare) e difendere, o favorire (eis favere) coloro che, come già detto, siano colti sul fatto, o confessino o siano convinti in giudizio, oppure diano loro attendibilità (credere) o insegnino i loro dogmi (eorum dogmata dogmatizare); e siano tenuti come infami; né siano ammessi, né possano esserlo (nec admitti possint) con voce, sia di persona, sia per iscritto o a mezzo delegato o di procuratore per cariche pubbliche o private, consigli, o sinodi o concilio generale o provinciale, né conclave di cardinali, né alcuna congregazione di fedeli od elezione di qualcuno, né potranno testimoniare; non saranno intestabili, né chiamati a successione ereditaria, e nessuno sarà tenuto a rispondere ad essi in alcun affare; se poi abbiano la funzione di giudici, le loro sentenze non avranno alcun valore e nessuna causa andrà portata alle loro udienze; se avvocati il loro patrocinio sia totalmente rifiutato; se notai, i rogiti da loro redatti siano senza forza o validità.
Oltre a ciò, siano i chierici privati di tutte e ciascuna delle loro chiese, anche cattedrali, metropolitane, patriarcali e primaziali, delle loro dignità, monasteri, benefici e cariche ecclesiastiche (et officiis ecclesiasticis) in qualsivoglia modo, come sopra riferito, dalle qualifiche ottenute anche regolarmente, da loro come dai laici, anche se rivestiti, come si è detto, regolarmente delle suddette dignità, siano privati «ipso facto», anche se in possesso regolare, di ogni regno, ducato, dominio, feudo e di ogni bene temporale posseduto; i loro regni, ducati, domini, feudi e gli altri beni di questo tipo, diverranno per diritto, di pubblica proprietà o anche proprietà di quei primi occupanti che siano nella sincerità della fede e nell’unità con la Santa Romana Chiesa sotto la nostra obbedienza o quella dei nostri successori, i Romani Pontefici canonicamente eletti.

6 - Nullità della giurisdizione ordinaria e pontificale in tutti gli eretici.

Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare (nullam ... facultatem) a tali persone promosse come vescovi od arcivescovi o patriarchi o primati od assunte come cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza (viribus careant) tutte e ciascuna (omnia et singula) di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto (nullam prorsus firmitatem nec ius), e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate).
---------------------------------
DAL CATTOLICESIMO AL PAGANESIMO
IL DISPREZZO DELLA RELIGIONE
È ENTRATO IN CHIESA:
LA MESSA PER I MASSONI
Un segno dei tempi che viene dal Brasile


"Nell'età contemporanea gli esseri umani divengono sempre più consapevoli della propria dignità di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libertà, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive".
(Conciliabolo Vaticano II, Dichiarazione eretica sulla libertà religiosa Dignitatis humanae (DH1) e predicata dai 5° pontefici conciliari, Giovanni XIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI).

È il 20 agosto 2012, a Belo Jardim (Brasile), nella parrocchia di Nossa Senhora da Conceiçao, diocesi di Pesqueira, celebra il “per niente reverendo” Geraldo de Mangela Silva, perfetto nuovo prete della nuova Chiesa, in onore della Massoneria e dei Massoni, di cui si festeggia oggi la “giornata”, da quelle parti, almeno.

Il Maestro Venerabile, recante il Maglietto, con ai suoi fianchi il Primo e il Secondo Sorvegliante (recanti rispettivamente il Compasso e la Squadra) si recano ai primi banchi, nei posti d'onore.

Dai posti d'onore partecipano “actuosamente” alla celebrazione, che evidentemente non è una Messa cattolica, ma una palese blasfemia frutto del Concilio.
Da notare che i Maestri Massoni sono accompagnati da alcune signore, non sappiamo se anch'esse massonicate o massonicanti. Il gesto che fanno, insieme agli altri fedeli, lascia pensare che è il momento dell'Offertorio moderno, dove si offre a Dio il frutto della terra e del lavoro dell'uomo. Cosa sulla quale i Massoni si trovano perfettamente d'accordo con Bugnini, inventore del Novus Ordo e Massone anche lui.

lunedì 20 agosto 2012

Due belle perfomance degli occupanti modernisti della Chiesa Cattolica, che di fatto promulgano una nuova religione di stampo massonico....

L’anziano Arcivescovo Marcel Lefebvre ebbe a scrivere in modo pertinente il 29 giugno 1976, in occasione della sospensione a divinis comminatagli da Paolo VI, la riflessione:
“Che la Chiesa Conciliare è una Chiesa scismatica, perché rompe con la Chiesa Cattolica quale è sempre stata. Essa ha i suoi nuovi dogmi, il suo nuovo sacerdozio, le sue nuove istituzioni, il suo nuovo culto, tutti già condannati dalla Chiesa in molti documenti, ufficiali e definitivi.
“Questa Chiesa Conciliare è scismatica, perché ha preso per base per il suo aggiornamento, principi opposti a quelli della Chiesa Cattolica, come la nuova concezione della Messa espressa ai numeri 5 della Prefazione al [decreto] Missale Romanum e 7 del suo primo capitolo, che attribuisce all’assemblea un ruolo sacerdotale che non può esercitare; come similmente il naturale — vale qui a dire divino — diritto di ogni persona e di ogni gruppo di persone alla libertà religiosa.
“Questo diritto alla libertà religiosa è blasfemo, perché attribuisce a Dio scopi che distruggono la Sua Maestà, la Sua Gloria, la Sua Regalità. Questo diritto implica libertà di coscienza, libertà di pensiero, e tutte le libertà massoniche.
“La Chiesa che afferma tali errori è al tempo stesso scismatica ed eretica. Questa Chiesa Conciliare è, pertanto, non cattolica. Nella misura in cui Papa, vescovi, preti e fedeli aderiscono a questa nuova Chiesa, essi si separano dalla Chiesa Cattolica.”
 Codice di Diritto Canonico (1917) abolito dai modernisti Vaticani perchè li inchiodava al muro come eretici, afferma al canone 188, art. n. 4:
“Qualsiasi ufficio sarà vacante ipso facto [per il fatto stesso] per tacita rinuncia e senza che sia richiesta alcuna dichiarazione, ... §4 per pubblica defezione dalla Fede Cattolica;... (Ob tacitam renuntiationem ab ipso iure admissam quaelibet officia vacant ipso facto et sine ulla declaratione, si clericus: … 4. A fide catholica publice defecerit;...)”
Questi pessimi personaggi già da tempo hanno perso il loro ufficio davanti a Dio...
E IL VERBO SI FECE… CARTA?
L'ostensione perpetua della Parola

Siamo nella parrocchia di San Giacomo Maggiore a
Casaglia (Ferrara)
dove la cosiddetta “liturgia della parola” trova la sua apoteosi
in questo spettacolo avvilente segnalato da un fedele



Cos'è?
Semplice, la riprova che questi nuovi preti della nuova Chiesa
non hanno alcuna vera nozione di Dio,
non sono più cattolici e si sono inventati una nuova religione.

Come ci spiega l'allibito parrocchiano che ci ha segnalato la cosa

E il Verbo si fece... carta?
L'ostensione perpetua della Parola

Ecco un altro esempio di realtà che ha superato la fantasia!