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giovedì 13 settembre 2012

Vescovo eretico professa la sua "fede" falsa con la cosidetta "religione" mussulmana... Codesto personaggio è un degno figlio del recente suicidato Cardinal Martini...

 
L'ex Vicario generale del recente, suicidato, Cardinale modernista Martini, professa pubblicamente la sua falsa fede cattolica asserendo di essere in comunione con la cosidetta "religione" mussulmana che dell'impronta di Dio non ne ha nemmeno una lontana parentela... 

Questi altro non sono che i frutti della diabolica dottrina concilare sul dialogo interreligioso professata pubblicamente dai Vescovi e Pontefici conciliari e post Concilari...

Naturalmente questi apostati nessuno li ferma...
 
di Alessandro  Gnocchi e Mario Palmaro

La notizia non è freschissima perché, a cercare bene, la si sarebbe trovata a pagina 3 del numero del 24 agosto [2012] del settimanale “Il Ticino”, organo della diocesi di Pavia.
Non sarà freschissima, ma siccome nessuno l’ha portata in luce risulta nuova fiammante e, a voler rendere onore a quel mestieraccio che è il giornalismo, è anche enorme e può venire riassunta così: il vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici, è in comunione di fede con i musulmani. Parola sua.

Perché non si tratta di una malevola interpretazione di uno testo redatto in stile ambiguo che si presta a più letture e a più ermeneutiche. No, qui è tutto chiarissimo e precisissimo e di ermeneutica ce ne può essere una sola. Il messaggio che monsignor Giudici ha inviato alla “Guida della Comunità musulmana di Pavia” in occasione della fine del Ramadan finisce proprio così: “Grati della Vostra testimonianza, si sentiamo in comunione di fede e di preghiera”.

Purtroppo, questo gran finale, diciamo così iperecumenico, non si può neanche definire un colpo di scena poiché il testo del messaggio lo lascia presagire fin dall’inizio e durante tutto lo svolgimento.

In poche righe, il pastore che dovrebbe aiutare i fedeli pavesi a conservare la fede cattolica è stato capace di infilare una discreta serie di quelle che, fino a poco tempo fa, si aveva la buona creanza di chiamare eresie.
Leggere per credere: “Come Vescovo di questa comunità ecclesiale pavese, voglio esprimere a nome mio e della comunità sentimenti di vicinanza e di presenza alla Comunità musulmana pavese, in occasione della chiusura dl mese sacro del Ramadan 2012. Sappiamo che avete celebrato la discesa celeste del Libro sacro del Corano, applicandovi a una lettura più intensa e pia della Parola di Dio e che avete offerto a Dio il sacrificio del vostro digiuno quotidiano. Grati della Vostra testimonianza, ci sentiamo in comunione di preghiera e di fede.
Con stima, Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia
”.

Dal messaggio di “Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia” si evince che il Corano è un Libro sacro disceso dal Cielo. Dunque, se è di origine celeste deve per forza di cose contenere la Parola di Dio, parrebbe, proprio come il Vecchio e il Nuovo Testamento.

Qui si ha il pudore di usare il condizionale “parrebbe”, ma le maiuscole profuse da monsignor Giudici inducono a far piazza pulita di ogni prudenza.

Da non sottovalutare neppure l’apprezzamento dell’offerta a Dio del sacrificio quotidiano del digiuno da parte della comunità musulmana. Se monsignor Giudici crede ancora nel valore sacrificale della Messa, come dovrebbe fare qualsiasi cattolico, mette i brividi sentirlo usare lo stesso termine che definisce la rinnovazione del Sacrificio del Calvario e le pratiche di una religione che, non essendo vera, può solo essere falsa.

Religione con la quale, se le parole e la sintassi hanno ancora un senso, il Vescovo di Pavia si sente in comunione.

Rimane da rilevare che gli stessi sentimenti di vicinanza, di presenza, di stima e di comunione di preghiera e fede provati per i musulmani, monsignor Giudici non li prova per quei cattolici che mesi fa avevano intenzione di presentare a Pavia il libro di Roberto de Mattei sul Concilio Vaticano II. In quell’occasione, il Vescovo fu pronto e inflessibile nell’impedire l’associazione del nome e del marchio della sua diocesi all’iniziativa, forse troppo cattolica, tanto da metterlo in imbarazzo.

Per comprendere giova ricordare che monsignore può essere definito una riuscitissima creatura del cardinale Martini, che nel 1991 lo volle vicario generale della sua diocesi. Insomma, l’albero ha dato i frutti che doveva dare.

giovedì 6 settembre 2012

Ancora delle testimonianze sacrlileghe dalla "NUOVA, falsa, CHIESA CONCILIARE" partorita dal Conciliabolo Vaticano II...


Chiesa di San Salvatore ad Arras, Passo di Calais, Francia
 
IL CORANO  SI  INSEDIA  NELLE  CHIESE  CATTOLICHE DELLA FRANCIA

Il 26 ottobre del 2011, nella chiesa di San Salvatore ad Arras, nel nord della Francia, si è voluto commemorare “degnamente” il famoso incontro interreligioso di Assisi del 1986, in occasione del 25° anniversario di questa triste e blasfema iniziativa voluta da Giovanni Paolo II.

Sul sito della diocesi di Arras si trova il resoconto di questa splendita giornata in cui si sono onorati… tutti… tranne Dio.

Mossi da uno stesso slancio - dice il testo - credenti di diverse confessioni si sono riuniti in «nome di Dio, il clemente, il misericordioso». Come dice il Corano.





Per onorare degnamente, è proprio il caso di dirlo, questo immortale evento, i rappresentati di tutti gli dei, o quanto meno dei più noti, hanno portato un loro specifico oggetto sacro e lo hanno deposto, solennemente!, sul cosiddetto altare moderno, debitamente ricoperto da una tovaglia (non da tavola… che non ci si confonda!).
E lo stesso sito della diocesi elenca con sussiego i partecipanti, in rigoroso ordine d'importanza “ecumenica”: Ed ecco che avanza una processione in chiesa: il cero pasquale, i libri sacri, le icone, portate dal membro di ogni comunità: chiesa ortodossa, culto musulmano, chiesa riformata, chiesa cattolica.
In verità l'impudenza dei nuovi preti della nuova Chiesa non conosce ritegno alcuno!

sabato 1 settembre 2012

E' morto il modernista Cardinale Martini, uno dei fautori dello sfascio concilare si è presentato davanti al Signore per rendere conto del Suo operato anticattolico...

I compagni di merenda modernista, Martini e Ratzinger...
 
IL RELATIVISMO ETICO DEL CARD. MARTINI

"Siccome credo nella vita eterna, su quella temporale, fisica, di questa terra, posso transigere, sfumare, variare a seconda dei tempi, della storia, delle culture, e alla fine il nascere e morire sono misteri sui quali ciascuno può e deve giudicare secondo la propria sensibilità. Contro un'etica non negoziabile della vita, dal concepimento alla morte naturale, c’è il relativismo cristiano della libertà che decide" (Card. Carlo Maria Martini).


"Io ritengo che la famiglia vada difesa perchè è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell'educazione dei figli. Però non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli".(Card. Carlo Maria Martini).

Preghiamo che per lui ci sia almeno il purgatorio...

mercoledì 29 agosto 2012

I frutti del conciliabolo Vaticano modernista II: messa sacrilega, celebrata da un "prete" sacrilego, per i massoni, scomunicati, nemici di Gesù Cristo.

 Questi sono i frutti del conciliabolo Vaticano II, che a breve saranno celebrati dagli assassini della fede cattolica, che hanno occupato abusivamente le mura del vaticano da 50 anni...
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 Cum ex Apostolatus officio
5 - Pene per il delitto di favoreggiamento delle eresie.
File:Paolo IV.jpgInoltre, incorreranno nella sentenza di scomunica «ipso facto», tutti quelli che scientemente (scienter) si assumeranno la responsabilità d’accogliere (receptare) e difendere, o favorire (eis favere) coloro che, come già detto, siano colti sul fatto, o confessino o siano convinti in giudizio, oppure diano loro attendibilità (credere) o insegnino i loro dogmi (eorum dogmata dogmatizare); e siano tenuti come infami; né siano ammessi, né possano esserlo (nec admitti possint) con voce, sia di persona, sia per iscritto o a mezzo delegato o di procuratore per cariche pubbliche o private, consigli, o sinodi o concilio generale o provinciale, né conclave di cardinali, né alcuna congregazione di fedeli od elezione di qualcuno, né potranno testimoniare; non saranno intestabili, né chiamati a successione ereditaria, e nessuno sarà tenuto a rispondere ad essi in alcun affare; se poi abbiano la funzione di giudici, le loro sentenze non avranno alcun valore e nessuna causa andrà portata alle loro udienze; se avvocati il loro patrocinio sia totalmente rifiutato; se notai, i rogiti da loro redatti siano senza forza o validità.
Oltre a ciò, siano i chierici privati di tutte e ciascuna delle loro chiese, anche cattedrali, metropolitane, patriarcali e primaziali, delle loro dignità, monasteri, benefici e cariche ecclesiastiche (et officiis ecclesiasticis) in qualsivoglia modo, come sopra riferito, dalle qualifiche ottenute anche regolarmente, da loro come dai laici, anche se rivestiti, come si è detto, regolarmente delle suddette dignità, siano privati «ipso facto», anche se in possesso regolare, di ogni regno, ducato, dominio, feudo e di ogni bene temporale posseduto; i loro regni, ducati, domini, feudi e gli altri beni di questo tipo, diverranno per diritto, di pubblica proprietà o anche proprietà di quei primi occupanti che siano nella sincerità della fede e nell’unità con la Santa Romana Chiesa sotto la nostra obbedienza o quella dei nostri successori, i Romani Pontefici canonicamente eletti.

6 - Nullità della giurisdizione ordinaria e pontificale in tutti gli eretici.

Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare (nullam ... facultatem) a tali persone promosse come vescovi od arcivescovi o patriarchi o primati od assunte come cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza (viribus careant) tutte e ciascuna (omnia et singula) di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto (nullam prorsus firmitatem nec ius), e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate).
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DAL CATTOLICESIMO AL PAGANESIMO
IL DISPREZZO DELLA RELIGIONE
È ENTRATO IN CHIESA:
LA MESSA PER I MASSONI
Un segno dei tempi che viene dal Brasile


"Nell'età contemporanea gli esseri umani divengono sempre più consapevoli della propria dignità di persone e cresce il numero di coloro che esigono di agire di loro iniziativa, esercitando la propria responsabile libertà, mossi dalla coscienza del dovere e non pressati da misure coercitive".
(Conciliabolo Vaticano II, Dichiarazione eretica sulla libertà religiosa Dignitatis humanae (DH1) e predicata dai 5° pontefici conciliari, Giovanni XIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI).

È il 20 agosto 2012, a Belo Jardim (Brasile), nella parrocchia di Nossa Senhora da Conceiçao, diocesi di Pesqueira, celebra il “per niente reverendo” Geraldo de Mangela Silva, perfetto nuovo prete della nuova Chiesa, in onore della Massoneria e dei Massoni, di cui si festeggia oggi la “giornata”, da quelle parti, almeno.

Il Maestro Venerabile, recante il Maglietto, con ai suoi fianchi il Primo e il Secondo Sorvegliante (recanti rispettivamente il Compasso e la Squadra) si recano ai primi banchi, nei posti d'onore.

Dai posti d'onore partecipano “actuosamente” alla celebrazione, che evidentemente non è una Messa cattolica, ma una palese blasfemia frutto del Concilio.
Da notare che i Maestri Massoni sono accompagnati da alcune signore, non sappiamo se anch'esse massonicate o massonicanti. Il gesto che fanno, insieme agli altri fedeli, lascia pensare che è il momento dell'Offertorio moderno, dove si offre a Dio il frutto della terra e del lavoro dell'uomo. Cosa sulla quale i Massoni si trovano perfettamente d'accordo con Bugnini, inventore del Novus Ordo e Massone anche lui.

lunedì 27 agosto 2012

...E lo sbarbatello 35enne don Ratzinger, consulente di Frings, bollò tutti gli schemi dei documenti redatti dalle Commissioni Preparatorie, da discutere al Concilio...

 Fonte: il sito progressista Vatican Insider...

Nei mesi estivi di mezzo secolo fa, il futuro Papa era “sotto pressione” per il suo ruolo di consulente teologico del cardinale Frings, (progressita eretico che ha fatto il bello e il cattivo tempo dentro il conciliabolo, naturalmente col permesso "PAPALE"). Impegnato in un lungimirante discernimento critico del materiale preconfezionato dalle commissioni preparatorie in vista dell’imminente Concilio.

Gianni Valente
Roma

Nella quiete estiva di Castel Gandolfo Benedetto XVI ha concluso la stesura del suo ultimo volume sulla vita di Gesù e dicono che stia definendo le linee portanti della sua quarta Enciclica papale.
Anche cinquant’anni fa, di questi tempi, il 35enne Joseph Ratzinger – che in quel periodo insegnava teologia fondamentale presso l’università di Bonn - era alle prese con fascicoli da studiare, bozze da correggere e testi da approntare.

Allora, a sottoporlo a giorni intensi di superlavoro erano le richieste provenienti dall’arcivescovo di Colonia Joseph Frings, che lo aveva scelto come proprio consulente teologico in vista del Concilio e intendeva avvalersi del suo aiuto già nelle concitate battute finali della fase preparatoria dell’assise conciliare.

Frings era membro della Commissione preparatoria centrale del Concilio, e già in quella veste si candidava coi suoi interventi e le sue iniziative al ruolo di futuro playmaker (diabolico) del  Vaticano II.

Grazie a Frings, Ratzinger aveva avuto accesso già nella primavera del 1962 agli schemi dei documenti predisposti dalle commissioni preparatorie per essere discussi e approvati in Concilio. Tra maggio e settembre, come documentano gli autorevoli studi storici di Norbert Trippen e del gesuita Jared Wicks, Ratzinger analizza per conto di Frings buona parte del materiale prodotto dagli organismi coinvolti nella fase preparatoria, esprimendo giudizi lucidi, netti e spesso sorprendenti. (e di fatto, come riportato sotto nella nota 1, annullarono tutti gli schemi preparatori redatti cattolicamente dalla commisione che ci lavorò due anni, quindi il Conciliabolo inizio subitò con un colpo di mano da parte de modenisti, d'accordo col pessimo "Roncalli")

Ad esempio, in una lettera spedita a maggio a don Hubert Luthe – il segretario di Frings, che era stato suo compagno di studi alla facoltà teologica di Monaco – Ratzinger valorizza con toni entusiasti soprattutto gli schemi prodotti dal segretariato per l’unità dei cristiani, l’organismo che sotto la guida del cardinale Augustin Bea, (massone di prima cartella, che ha fatto redigere il diabolico documento massonico Nostra Aetate in combutta con i Deicidi e il pessimo "papa buono" Nichitaroncalli) andrà progressivamente delineandosi come interlocutore dialettico rispetto alla Commissione teologica, presieduta dal Segretario del Sant’Uffizio Alfredo Ottaviani. Tra gli schemi firmati da Bea figurano anche i primordiali abbozzi dei futuri decreti conciliari sull’ecumenismo e sulla libertà religiosa. «Se si potesse orientare il Concilio al punto di far propri questi testi - scrive Ratzinger al segretario di Frings, già nel maggio ’62 - ne sarebbe certo valsa la pena e si sarebbe raggiunto un vero progresso. Qui veramente si parla il linguaggio che serve al nostro tempo, che può essere compreso anche da tutti gli uomini di buona volontà». (Capito bene chi è in realtà Ratzinger, detto anche "Benedetto XVI"? Modernista conclamato, che ha partecipato a derigere e appoggiare documenti eterodossi come quello sul massonico ecumenismo e il diabolico documento sulla libertà religiosa.)

A fine giugno, sempre su mandato di Frings – che in quei mesi si fa portavoce della crescente insoddisfazione di ampi settori degli episcopati europei per come sta procedendo la fase istruttoria del Concilio – Ratzinger stende addirittura la bozza di una Costituzione apostolica che definisca sinteticamente e con chiarezza didascalica gli obiettivi del Vaticano II prima del suo inizio: tre pagine dattiloscritte in latino, in cui il giovane teologo bavarese prende le mosse da una realistica constatazione delle circostanze storiche in cui il Concilio è stato convocato («la luce divina sembra oscurata, e Nostro Signore sembra essersi addormentato in mezzo alla tempesta e alle onde di oggi») e conclude valorizzando l’attualità del modello di annuncio mostrato da San Paolo, che per dare testimonianza a Gesù Cristo «si è fatto tutto a tutti» (1 Cor 9,22).

Il discernimento critico esercitato da Ratzinger sui testi prodotti nella fase preparatoria del Concilio raggiunge il suo vertice nel settembre del 1962. A meno di un mese dall’apertura del Vaticano II, Ratzinger lo applica direttamente al primo corpus di sette schemi predisposti in forma definitiva dalle Commissioni preparatorie, su ispirazione prevalente degli organismi dottrinali della Curia romana.
In un testo ultimato da Ratzinger a metà settembre – e “rigirato” con la propria firma e senza ulteriori aggiunte dal cardinale Frings al segretario di Stato Amleto Cicognani - le valutazioni positive vengono riservate soltanto ai due schemi sul rinnovamento liturgico e sull’unità con le Chiese d’Oriente. Secondo il professore di Bonn, solo tali testi di lavoro «corrispondono molto bene allo scopo del Concilio stabilito dal Romano Pontefice». Se l’intento è «il rinnovamento della vita cristiana e l’adattamento della disciplina della Chiesa alle necessità di oggi», è metodologicamente importante evitare che il Concilio si impantani fin dal suo avvio  «in questioni complicate sollevate dai teologi, che le persone del nostro tempo non possono afferrare e che finiscono per turbarle».

Tutti gli altri schemi – soprattutto quelli elaborati dalla Commissione teologica preparatoria, preseduta dal cardinale Ottaviani -  vengono giudicati da Ratzinger come «troppo scolastici» (E ti credo! Questi modernisti hanno un orrore istintivo al Dogma). In particolare, viene bocciato lo schema sulla preservazione della purezza del depositum fidei («è così carente che in questa forma non può essere proposto al Concilio»). (Oh Signore! Ma ci rendiamo conto che cosa disse questo modernista patentato? Il giovane teologo tedesco neo-modernista che, come perito del cardinale Frings, contribuì, assieme ad Hans Küng, Karl Rahner, Henri de Lubac, Jean Danielou, Marie-Dominique Chenu, Yves Congar, John Courtney Murrey, ed altri “nuovi teologi”, ad apportare la rivoluzione modernista nel seno e nelle viscere stesse della Chiesa e ad oggi, che è diventato Pontefice, questa sua linea modenista non è assolutamente cambiata, anzi si è radicalizzata.)
Per quello dedicato alle “fonti” della divina Rivelazione Ratzinger suggerisce cambiamenti sostanziali di struttura e di contenuto. Mentre quelli dedicati all’ordine morale cristiano, alla verginità, alla famiglia e al matrimonio vengono da lui liquidati con argomenti di opportunità pastorale. Essi, secondo Ratzinger, «travolgono il lettore con la loro eccessiva abbondanza di parole». I testi conciliari – ripete il giovane professore di Bonn - «dovrebbero dare risposte alle questioni più urgenti e dovrebbero farlo, per quanto possibile, non giudicando e condannando, ma usando un linguaggio materno, con un’ampia presentazione delle ricchezze della fede cristiana e delle sue consolazioni». 

Dai contributi offerti al cardinale Frings già nella fase preparatoria del Concilio si intuisce che Joseph Ratzinger non giunse all’appuntamento col Vaticano II in maniera sprovveduta. Il giovane professore bavarese appare ben consapevole di ciò che è in gioco in quell’evento ecclesiale, ancor prima del suo inizio. Nella sua collaborazione con Frings, Ratzinger si predispone già da allora un armamentario flessibile ma ben profilato di proposte e riflessioni, che poi daranno spessore alla sua intensa partecipazione all’avventura conciliare.
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note:
1)  La fase ante-preparatoria del Concilio iniziò il 25 gennaio del 1959, giorno in cui Giovanni XXIII, nella Basilica di S. Paolo fuori le mura, annunciò l’idea di convocare un Concilio Ecumenico a Roma e terminò il 1° aprile 1960. Durante questa fase, esattamente il 17 maggio 1959, fu istituita la “Commissione ante-preparatoria”, che tenne la sua prima seduta il 30 giugno 1959 per iniziare a rispondere ai “vota” dei vescovi. Infatti il 18 giugno 1959 fu preparato in Vaticano un questionario inviato a tutti i vescovi per avere i loro pareri o “vota” sui temi da trattare e in quale ottica. Sin dall’inizio dell’estate del 1959 tornarono in Vaticano circa 200 “vota” espressi da circa 1. 900 su 2. 500 vescovi su vari temi. Lo spoglio delle risposte date dai vescovi iniziò in Vaticano nei primi giorni del settembre del 1959 e terminò verso la fine del gennaio 1960. La sintesi dei “vota” fatta in Vaticano raggiungeva circa 1. 500 pagine, le quali furono esaminate da Giovanni XXIII dal 13 febbraio al 1° aprile del 1960. La fase preparatoria iniziò il 5 giugno del 1960 e durò sino al 20 giugno del 1962. Frattanto il 2 febbraio del 1962 Giovanni XXIII annunziò che il Concilio sarebbe cominciato l’11 ottobre del medesimo anno, in essa si partorirono circa 70 progetti da discutere al Concilio, redatti in massima parte dai cardinali, vescovi e teologi ortodossi della scuola romana e antimodernista, che rispondevano ai “vota” dei vescovi, i quali erano in massima parte di orientamento teologicamente conservatore. Il Concilio iniziò l’11 ottobre 1962 e terminò l’8 dicembre 1965, sin dal 20 novembre 1962 si assisté al tentativo del colpo di mano del rifiuto della fase preparatoria riuscito ufficialmente l’8 novembre del 1963 dietro l’intervento di Frings/Ratzinger.
●Infatti Giovanni XXIII, il 20 novembre del 1962 dopo la discussione e votazione sulle “Fonti della Rivelazione”, dietro richiesta di Frings concesse la deroga al regolamento del Concilio, che prevedeva i 2/3 dei voti per bocciare uno Schema della ‘Commissione preparatoria’ e abbassò la quota al 50% più 1. Infatti Roncalli «superando la lettera del Regolamento […], sbloccò una crisi estremamente complessa, decidendo che la votazione riguardante lo schema “De fontibus Revelationis”, che era stato elaborato in prospettiva interamente “romana”, equivaleva ad una respingimento del testo (20 novembre 1962). Qualche giorno dopo il Papa affidò la rielaborazione dello schema in questione a una commissione mista. […]. Con questa decisione papa Giovanni liberò il Concilio appena iniziato dalla duplice ipoteca che gli oratori della scuola romana avevano cercato di imporre alla corrente maggioritaria: abolì il divieto di respingere gli schemi preparatori […], e inoltre tolse l’ipoteca del monopolio dottrinale che il card. Ottaviani non aveva mai cessato di reclamare per la propria commissione preparatoria» (G. Alberigo, Jean XXIII et Vatican II, in “Jean XXIII devant l’histoire”, Parigi, 1989, p. 193-195).
●Inoltre storico è lo scontro (8 novembre 1963) che ebbe il card. Frings con Ottaviani sulla collegialità, che indurrà «Paolo VI a chiedere a Jedin, Ratzinger e ad Onclin alcuni pareri sulla riforma della Curia» (H. Jedin, Storia della mia vita, Brescia, 1987, pp. 314-315; J. Ratzinger, Das Konzil auf dem Weg. Rückblick auf die zweite Sitzungperiode, Köln, 1963-66, tr. it., 1965-67, 4 voll., pp. 9-12.). 
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Aggiornamento sulla "nuova Chiesa conciliare":

mercoledì 22 agosto 2012

Un altro frutto della Chiesa conciliare, conseguenza del Concilio Vaticano II: questa nuova chiesa è già un cadavere e puzza di zolfo...

Molte volte l'idea per un articolo proposto viene dai commenti che si trovano nei vari articoli. Per esempio questo nuovo articolo nasce dal commento di un anonimo demente che nel thread  su San Pio X  ha scritto:

"Tutto ciò è semplicemente magnifico: ecco una reale festa della fede!!!"
http://www.youtube.com/watch?v=tG_EtuIuvUM"

E ancora:
"W Padre José Pinto, martire del conservatorismo e profeta del rinnovamento conciliare per un Concilio Vaticano III !!!"
Vediamo allora questa figura di falso sacerdote cattolico: eretico, omosessuale,  sacrilego e  quant'altro...


Per il seguente testo ringraziamo un altro anonimo, che chiarisce la figura di questo corrotto "sacerdote":

lunedì 20 agosto 2012

Due belle perfomance degli occupanti modernisti della Chiesa Cattolica, che di fatto promulgano una nuova religione di stampo massonico....

L’anziano Arcivescovo Marcel Lefebvre ebbe a scrivere in modo pertinente il 29 giugno 1976, in occasione della sospensione a divinis comminatagli da Paolo VI, la riflessione:
“Che la Chiesa Conciliare è una Chiesa scismatica, perché rompe con la Chiesa Cattolica quale è sempre stata. Essa ha i suoi nuovi dogmi, il suo nuovo sacerdozio, le sue nuove istituzioni, il suo nuovo culto, tutti già condannati dalla Chiesa in molti documenti, ufficiali e definitivi.
“Questa Chiesa Conciliare è scismatica, perché ha preso per base per il suo aggiornamento, principi opposti a quelli della Chiesa Cattolica, come la nuova concezione della Messa espressa ai numeri 5 della Prefazione al [decreto] Missale Romanum e 7 del suo primo capitolo, che attribuisce all’assemblea un ruolo sacerdotale che non può esercitare; come similmente il naturale — vale qui a dire divino — diritto di ogni persona e di ogni gruppo di persone alla libertà religiosa.
“Questo diritto alla libertà religiosa è blasfemo, perché attribuisce a Dio scopi che distruggono la Sua Maestà, la Sua Gloria, la Sua Regalità. Questo diritto implica libertà di coscienza, libertà di pensiero, e tutte le libertà massoniche.
“La Chiesa che afferma tali errori è al tempo stesso scismatica ed eretica. Questa Chiesa Conciliare è, pertanto, non cattolica. Nella misura in cui Papa, vescovi, preti e fedeli aderiscono a questa nuova Chiesa, essi si separano dalla Chiesa Cattolica.”
 Codice di Diritto Canonico (1917) abolito dai modernisti Vaticani perchè li inchiodava al muro come eretici, afferma al canone 188, art. n. 4:
“Qualsiasi ufficio sarà vacante ipso facto [per il fatto stesso] per tacita rinuncia e senza che sia richiesta alcuna dichiarazione, ... §4 per pubblica defezione dalla Fede Cattolica;... (Ob tacitam renuntiationem ab ipso iure admissam quaelibet officia vacant ipso facto et sine ulla declaratione, si clericus: … 4. A fide catholica publice defecerit;...)”
Questi pessimi personaggi già da tempo hanno perso il loro ufficio davanti a Dio...
E IL VERBO SI FECE… CARTA?
L'ostensione perpetua della Parola

Siamo nella parrocchia di San Giacomo Maggiore a
Casaglia (Ferrara)
dove la cosiddetta “liturgia della parola” trova la sua apoteosi
in questo spettacolo avvilente segnalato da un fedele



Cos'è?
Semplice, la riprova che questi nuovi preti della nuova Chiesa
non hanno alcuna vera nozione di Dio,
non sono più cattolici e si sono inventati una nuova religione.

Come ci spiega l'allibito parrocchiano che ci ha segnalato la cosa

E il Verbo si fece... carta?
L'ostensione perpetua della Parola

Ecco un altro esempio di realtà che ha superato la fantasia!

giovedì 16 agosto 2012

Ennesimo esempio satanico dello sfascio modernista, proveniente dal Conciliabolo e gestito da consacrati corrotti coi poteri luciferi di questo mondo...

Il numero dei preti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; fra queste persone vi saranno anche dei vescovi. La Chiesa subirà una crisi spaventosa. Si vedrà l'abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori. Il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato. Alcuni sacerdoti con la loro cattiva vita diventeranno delle cloache d'impurità, e le loro colpe cadranno come dei colpi di mannaia sull’intera Chiesa. Il Santo Padre soffrirà molto. I cattivi attenteranno a lui diverse volte, tentando di colpirlo in ogni modo.” (Messaggio di La Salette) 

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Un ferragosto tra salmi e preghiere ballando in “cristoteca” in riva al mare

L'iniziativa è di padre Baldo Alagna, prete social con 5000 amici su Facebook, che inaugura a Marsala una "moda" tutta sudamericana. Alla festa saranno serviti soltanto bevande analcoliche. E agli scettici il prete risponde: «Seguo l’esempio di San Paolo»

Daniele Duso
locandina-Gods-party

MILANO – La notte di Ferragosto? Tutti in “cristoteca”. Accadrà stasera a Marsala, al lido Tiburon beach dove per una notte saranno messi al bando alcol e droghe, sostituiti da salmi e preghiere remixati per ballare, come recita la locandina, insieme con “Jesus special guest”. L’idea, che a molti potrà apparire un po’ surreale di questi tempi, è di padre Baldo Alagna (prete social con più di 5mila “amici” su Facebook), che fa sbarcare così anche in Italia una “moda” tutta sudamericana. Pronta la risposta di don Alagna agli scettici: «Seguo l’esempio di San Paolo».

mercoledì 15 agosto 2012

Il Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo...


Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
che pone nella carne il suo sostegno
e il cui cuore si allontana dal Signore.
Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
quando viene il Bene non lo vede»
(Ger 15, 5-6)

Non ingannatevi, fratelli miei.
Quelli che corrompono la famiglia “non erediteranno il regno di Dio”.
Se quelli che fanno ciò secondo la carne muoiono, tanto più chi con una dottrina perversa corrompe la fede di Dio per la quale Cristo fu crocifisso!
Egli, divenuto impuro, finirà nel fuoco eterno
e insieme a lui anche chi lo ascolta.
S. Ignazio d’Antiochia
  
 
Regno principalmente spirituale
Che poi questo Regno sia principalmente spirituale e attinente alle cose spirituali, ce lo dimostrano i passi della sacra Bibbia sopra riferiti, e ce lo conferma Gesù Cristo stesso col suo modo di agire.
In varie occasioni, infatti, quando i Giudei e gli stessi Apostoli credevano per errore che il Messia avrebbe reso la libertà al popolo ed avrebbe ripristinato il regno di Israele, egli cercò di togliere e abbattere questa vana attesa e speranza; e così pure quando stava per essere proclamato Re dalla moltitudine che, presa di ammirazione, lo attorniava, Egli rifiutò questo titolo e questo onore, ritirandosi e nascondendosi nella solitudine; finalmente davanti al Preside romano annunciò che il suo Regno "non è di questo mondo".
Questo Regno nei Vangeli viene presentato in tal modo che gli uomini debbano prepararsi ad entrarvi per mezzo della penitenza, e non possano entrarvi se non per la fede e per il Battesimo, il quale benché sia un rito esterno, significa però e produce la rigenerazione interiore. Questo Regno è opposto unicamente al regno di Satana e alla "potestà delle tenebre", e richiede dai suoi sudditi non solo l'animo distaccato dalle ricchezze e dalle cose terrene, la mitezza dei costumi, la fame e sete di giustizia, ma anche che essi rinneghino se stessi e prendano la loro croce. Avendo Cristo come Redentore costituita con il suo sangue la Chiesa, e come Sacerdote offrendo se stesso in perpetuo quale ostia di propiziazione per i peccati degli uomini, chi non vede che la regale dignità di Lui riveste il carattere spirituale dell'uno e dell'altro ufficio? 
 
Regno universale e sociale
D'altra parte sbaglierebbe gravemente chi togliesse a Cristo Uomo il potere su tutte le cose temporali, dato che Egli ha ricevuto dal Padre un diritto assoluto su tutte le cose create, in modo che tutto soggiaccia al suo arbitrio. Tuttavia, finché fu sulla terra si astenne completamente dall'esercitare tale potere, e come una volta disprezzò il possesso e la cura delle cose umane, così permise e permette che i possessori debitamente se ne servano. A questo proposito ben si adattano queste parole: «Non toglie il trono terreno Colui che dona il regno eterno dei cieli». Pertanto il dominio del nostro Redentore abbraccia tutti gli uomini, come affermano queste parole del Nostro Predecessore di immortale memoria  Leone XIII, che Noi qui facciamo Nostre: «L'impero di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene le errate opinioni Ce li allontanino o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono privi di fede cristiana, di modo che tutto il genere umano è sotto la potestà di Gesù Cristo» .
Né v'è differenza fra gli individui e il consorzio domestico e civile, poiché gli uomini, uniti in società, non sono meno sotto la potestà di Cristo di quello che lo siano gli uomini singoli. È lui solo la fonte della salute privata e pubblica: «Né in alcun altro è salute, né sotto il cielo altro nome è stato dato agli uomini, mediante il quale abbiamo da essere salvati», è lui solo l'autore della prosperità e della vera felicità sia per i singoli sia per gli Stati: «poiché il benessere della società non ha origine diversa da quello dell'uomo, la società non essendo altro che una concorde moltitudine di uomini».
Non rifiutino, dunque, i capi delle nazioni di prestare pubblica testimonianza di riverenza e di obbedienza all'impero di Cristo insieme coi loro popoli, se vogliono, con l'incolumità del loro potere, l'incremento e il progresso della patria. Difatti sono quanto mai adatte e opportune al momento attuale quelle parole che all'inizio del Nostro pontificato Noi scrivemmo circa il venir meno del principio di autorità e del rispetto alla pubblica potestà: «Allontanato, infatti — così lamentavamo — Gesù Cristo dalle leggi e dalla società, l'autorità appare senz'altro come derivata non da Dio ma dagli uomini, in maniera che anche il fondamento della medesima vacilla: tolta la causa prima, non v'è ragione per cui uno debba comandare e l'altro obbedire. Dal che è derivato un generale turbamento della società, la quale non poggia più sui suoi cardini naturali» 
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Insegnamenti di don Francesco Ricossa, superiore dell'Isituto Mater Boni Consilii, sul tentativo della distruzione del Regno Sociale di Nostro signore Gesù Cristo da parte dei nemici della Chiesa e di consacrati corrotti coi poteri luciferi di questo mondo....
Mi sintetizza gli errori più gravi del Concilio?  
 Don Ricossa: "E' un'eresia che la Chiesa di Cristo possa sussistere anche fuori dalla Chiesa cattolica. Che gli eretici siano in comunione imperfetta con la chiesa, che le chiese scismatiche abbiano la successione apostolica. Che esista ancora l'alleanza tra Dio e il popolo ebraico e che si possano salvare senza Cristo... errori dottrinali gravissimi".
I CATTOLICI CONTRO LO STATO MASSONICO -  L'OPERA DEI CONGRESSI 1870 1904

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domenica 12 agosto 2012

E questo pseudo "pretunzolo" eretico chi lo ferma? Perchè gli viene permesso di continuare il suo dannoso e diabolico ministero? Vaticano, nei suoi modernisti governanti, se ci sei ancora batti un colpo e ferma questo eretico patentato......

Prima di leggere l'intervento di De Capitani sulla Vera Messa cattolica vale la pena ascoltare che cosa dice questo insensato sul Papa...
In questo primo breve video questo eretico distrugge il Dogma del primato Petrino, istituito da Nostro Signore Gesù Cristo.
Negli altri video, a fine articolo parla di abolire i Dogmi, di dare la Comunione ai divorziati e risposati, di dare libertà ai sodomiti ecc... ecc... ecc...

 
Don Giorgio de Capitani, parroco eretico di Monte di Rovagnate, provincia di Lecco.

Leggiamo ora cosa pensa della vera Messa Cattolica questo eretico figlio di quel satanasso di Lutero e tutta la sua diabolica combriccola che permette che simili personaggi vadano in giro a predicare delle autentiche eresie...

Il ritorno verso il culto cadaverico…

Che dire di questo fenomeno che sta sempre più interessando la Chiesa vecchio stile e ancorata ancora ad un passato che dire funereo sarebbe poco? I necrofili sono purtroppo più numerosi di quanto si possa immaginare. E pensare che è proprio la Chiesa a parlare di vita e di futuro!
Sono già intervenuto diverse volte sui movimenti, gruppi e associazioni che stanno facendo abortire il Concilio Vaticano II, e nello stesso tempo condizionando la Chiesa costringendola a guardare indietro, a ricuperare ciò che il tempo stesso ha ridimensionato. Un conto è la tradizione viva che affonda le sue radici nel Vangelo autentico, e un conto è negare che il seme si sviluppi, facendosi prima spiga e poi pane. Forse ogni immagine è fuori luogo, non dà l’idea esatta di ciò che rappresenti il tradizionalismo o il fondamentalismo di una certa chiesa che ama il fetore dei morti.
Che ci sia la possibilità di partecipare ad una messa in latino, nulla di male, purché non si imponga alla Chiesa di tradire quella Novità evangelica che è la sua essenza. Ci saranno sempre anime “particolari”, diciamo “deboli”, malate di infantilismo inguaribile: a loro si diano pure le uniche consolazioni che possono avere. Ma che la Chiesa resti rachitica perché queste anime “malate” neghino a tutti la possibilità di crescere, questo mai!
A dire il vero, nella Chiesa c’è di tutto: è anche umana, perciò imperfetta. Forse è bello che sia così: la perfezione toglie alla Chiesa il suo perenne incarnarsi nella storia. Ma se la Chiesa è imperfetta, ciò non toglie che sia perfettibile. Come possiamo parlare di cammino, di maturità in crescita in una Chiesa nelle mani di gente che la vorrebbe chiudere in una prigione tetra, con finestre e porte sbarrate?
E poi penso. Ci sono nel mondo problematiche di una emergenza tale da dubitare sulla possibilità di un futuro migliore, tra paurose crisi economiche e ingiustizie planetarie, tra lotte quotidiane per conquistarsi un pezzo di pane e un po’ di ben-essere, e tu, becero fondamentalista del cavolo, non fai altro che parlare di messe da celebrare in latino? Ci sono siti che si dicono “cattolicissimi” che parlano unicamente di liturgia e di paramenti, di incenso e di candelabri, e mai accennano a ciò che riguarda il nostro vivere quotidiano.
Come si possono sopportare oltre queste patologie psichiatriche?

giovedì 9 agosto 2012

Siamo oramai davanti ad un nuova Religione....

"Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana...Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: "Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra"". (12 settembre 1820)
"Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne. Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa. Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora dormivano oppure barcollavano". (1 giugno 1820)
"Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero ritornare ad un animo migliore". (22 marzo 1820)
"Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti". (22 aprile 1823)  

 

Nel bellisimo libro "LA BATTAGLIA FINALE DEL DIAVOLO", nel capitolo 7, con il titolo "l'abbatimento dei bastioni", viene citata una clamorosa affermazione dell'allora Cardinale Ratzinger che confermerebbe il Suo essere apertamente modernista:

 "Continuando su questa linea, e citando a suo vantaggio uno dei teologi neo modernisti che più hanno aiutato a produrre questo stato di calamità nella Chiesa, il Cardinale Ratzinger ha dichiarato:

       Il fatto è che come disse Hans Urs von Balthasar già nel 1952 … essa [la Chiesa] deve abbandonare molte delle cose che le hanno fin qui dato sicurezza e che ha considerato come date per scontato. Essa deve abbattere gli antichi bastioni ed affidarsi solamente allo scudo della fede. (Cardinale Ratzinger, Principles of Catholic Theology pag 391)"
Partendo da quesa clamorosa affermazione di Ratzinger, che cita un eretico patentato, vediamo ora cio' che ha riportato il trapassato "Osservatore Romano" su un documento del 1967 in cui Ratzinger mette in discussione la discesa di Gesù agli "inferi", affermazione che è contenuta nel Credo Cattolico, che Ratzinger non chiama nemmeno "inferi" ma "inferno". Si mette adirittura in discussione un articolo del Credo asserendo che: "Diciamolo con tutta chiarezza: nessuno è in grado di spiegarlo veramente".
Incerdibile asserire che nessuno ci ha spiegato un articolo del Credo:"[...] patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mori e fu sepolto; discese agli Inferi; il terzo giorno risuscitò da morte [...]", come se la Sacra Scrittura e l'autentica Tradizione della Chiesa, non abbia mai dichiarato solennemente che Gesù, dopo la morte e disceso agli "inferi" e non all'inferno.
 Come è anche incredibile mettere in discussione l'esistenza degli "inferi" riducendo il tutto, perchè non posseggono una retta fede, ad un stato umano dopo la morte.
In effeti, per spiegare il perchè questi novelli teologi conciliari cambino allegramente la Dottrina della Chiesa, citiamo anche  quei pagliacci modernisti della "commisione Teologica Internazionale" che abolirono il "limbo", con un pietoso documento approvato dal presente Pontefice spiccatamente modernista.
Ma andiamo con ordine, prima gli "inferi" poi il "limbo" citando affermazioni di Santi e di Papi:
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"INFERI" 
Sempre San Pio X, alla domanda "Dopo la morte, che fu di Gesù Cristo?", rispose affermando "Dopo la morte, Gesù Cristo discese con l'anima al Limbo, dalle anime dei giusti morti fino allora, per condurle seco in Paradiso; poi risuscitò, ripigliando il suo corpo che era stato sepolto".
Ed ancora: "Sepolto il corpo, Egli [Gesù] coll'anima santissima discese al Limbo per liberar le anime dei giusti ivi trattenute in attesa della redenzione".
Anche il Catechismo pubblicato dal Papa San Pio V per Decreto del Concilio di Trento, in maniera chiarissima dice:
"Poi si dovrà‚ insegnare come Gesù Cristo nostro Signore disceso nel Limbo, per condurre seco in cielo i santi Padri e tutti gli altri uomini pii, liberandoli dal carcere, dopo aver strappato al demonio la sua preda; il che fu da lui compiuto in maniera ammirabile e con gloria grande".

martedì 7 agosto 2012

BENEDICTO “UNA CUM” CAIFA.

Nostro Signore Gesù Cristo, parlando della distruzione di Gerusalemme dice: «Gerusalemme, Gerusalemme che uccidi i profeti e lapidi i mandati a te, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali, e non hai voluto! Ecco vi sarà lasciata deserta la vostra casa» (Mt 23, 37-38), «perché non conoscesti il tempo della tua visita» (Lc 19, 44).
  
Scrive perciò Sant'Agostino, evidentemente nella luce dei testi evangelici e non come fà Ratzinger, di cui sotto riportiamo le gravi affermazioni: «I giudei volevano volgere tutta l'iniquità di quel delitto in un giudice uomo; ma potevano forse ingannare il Giudice Dio? Pilato, facendo quel che fece, fu certo partecipe del male, ma, in cofronto a loro, molto meno reo. Insistette per verità, come poté per liberare Gesù dalle loro mani, e con questo medesimo intendimento lo lasciò flagellare. Non per perseguitare il Signore lo flagellò, ma come per saturare il furore giudaico, sperando che a quella vista cedessero le ire, e non volessero più uccidere chi vedevano flagellato. Ma, perseverando coloro, egli si lavò le mani, dichiarandosi mondo della Sua morte. Nondimeno, lo condannò. Ora, se è reo colui che lo condannò invito, sono forse innocenti quelli che lo sforzarono perché lo condannasse? Nient'affatto! Ma egli proferì contro Gesù la sentenza e comandando che fosse crocifisso, quasi egli stesso lo uccise. E voi, o giudei, altresì lo uccideste. Come lo uccideste? Con la spada della lingua. Aguzzaste difatto le vostre lingue, e lo uccideste gridando: «Crocifiggilo, crocifiggilo»!

Ora leggere da parte di chi dovrebbe custodire fedelmente il deposito della fede la reinterpretazione in chiave (massonica ebraica modernista, "Nostra Aetate") i Santi Vangeli, fà veramentre scalpore. Qui si và chiaramente contro 1958 anni di dottrina della Chiesa per abbracciare la "nuova" dottrina contenuta nel diabolico documento Nostra Aetate.
Comunque sia oramai non ci stupiamo più di queste dichiarazioni eterodosse da parte dei Pontefici conciliari e post conciliari, ma se ancora non si fosse convinti dell'asservimento dei gerarchi modernisti attuali, (che hanno occupato abusivamente la Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo durante il conciliabolo, con gli ebrei massoni Deicidi), basta leggere questo piccolo articolo "Pio XII chiuso ai turisti", per comprendere il perchè dei pontefici osino reinterpretare i Vangeli a proprio uso e consumo modernista, quindi eretico...
 Nella prima parte dell'articolo si espone la dottrina di Sant'Agostino sui Deicidi ebrei, nella seconda parte si possono leggere gli stafalcioni di Ratzinger, nella terza parte proponiamo degli studi che spiegano con sufficienza il cosidetto fenomeno del Deicidio e chi ne sia stato l'autore...

Sant'Agostino: "I giudei responsabili della morte di Cristo".
4. [v 4.] Hanno affilato come una spada le loro lingue. I figli degli uomini, i loro denti sono armi e frecce, e la loro lingua è una spada tagliente 9. Come si dice in un altro salmo, così qui: Hanno affilato come spade le loro lingue. Non dicano i giudei: " Noi non abbiamo ucciso Cristo ". Infatti, se lo consegnarono al giudice Pilato, fu proprio per apparire innocenti della sua morte. Quando Pilato disse loro: Uccidetelo voi, essi risposero: A noi non è permesso di uccidere nessuno 10. Volevano riversare l'iniquità del loro delitto sul giudice umano; ma potevano forse ingannare il giudice divino? Pilato pose certo delle azioni e, per quello che fece fu, sia pure in misura ridotta, responsabile del delitto; ma a paragone di costoro egli fu di gran lunga più innocente. Lo vediamo infatti insistere nei limiti del possibile per liberare Gesù dalle loro mani; e fu per questo che lo presentò loro dopo averlo fatto flagellare. Non lo flagellò per infierire su di lui, ma nel tentativo di soddisfare il loro furore, affinché divenissero più miti e desistessero dal volerlo uccidere vedendolo flagellato 11 li. Anche questo egli fece. Ma, seguitando gli altri a reclamarne la condanna, egli - come sappiamo - si lavò le mani e disse che non era lui a compiere il delitto e che si considerava innocente della sua morte 12. Tuttavia il delitto lo commise. Ma, se è colpevole uno che al delitto concorse contro voglia, saranno forse innocenti coloro che ve lo costrinsero? Certamente no. Ma lui pronunziò la sentenza contro il Signore e diede l'ordine di crocifiggerlo, e così, in certo qual modo, fu lui che personalmente lo uccise. Ma anche voi, o giudei, lo avete ucciso 13! E con che cosa lo avete ucciso? Con la spada della lingua: avete infatti affilato le vostre lingue. E quando lo avete colpito, se non quando gridaste: Crocifiggilo, crocifiggilo 14.

venerdì 3 agosto 2012

VADE RETRO A SATANA E AI SUOI SERVI....

Don Giuseppe GuiducciPIAGGE – Se pensate che la Chiesa sia qualcosa di vecchio e stantio, conoscendo questo prete vi farete un’opinione sicuramente diversa. Don Giuseppe Guiducci, 43 anni «portati bene» come tiene a sottolineare lui, è parroco di S. Lucia, una parrocchia che conta 1.024 fedeli. Sacerdote dal 2001, arriva a Piagge nel 2009.
Parlando con lui, si capisce subito che non si ha a che fare con il “solito” prete.
Don Giuseppe ci racconta che, in parrocchia, oltre all’attività classica si organizzano feste a tema: western, spagnola ed anche un concorso canoro, “Cantando sotto le stelle”: una specie di karaoke in grande stile che quest’anno si terrà il 18 giugno.Don Giuseppe sottolinea, in modo positivo, l’attaccamento delle persone alle tradizioni. Ma lui è  anche convinto che il messaggio cristiano possa passare attraverso tutti gli strumenti disponibili e i nuovi linguaggi apprezzati dai giovani. Ci dice però che è una via faticosa ma che merita di essere percorsa. Gli piace essere contemporaneo ed anche molto concreto: la sua predicazione è esperienziale per questo la tradizione gli sta un po’ stretta. «È paradossale che spesso siano i ragazzi a dire di voler cambiare, poi li trovi sempre al bar o in partenza per la discoteca» afferma provocatoriamente. Il don Giuseppe “innovatore” è anche quello della messa domenicale delle 11, quella dove ci sono più giovani. È qui che da sfogo alla sua cultura musicale e ai registri linguistici che i giovani comprendono meglio: si passa da un canto d’inizio di Bon Jovi, al segno della pace con le musiche di Irene Grandi. Celine Dion  viene usata per il canto di comunione mentre tra i canti finali c’è anche Waka Waka. Ogni Domenica una colonna sonora diversa in base al messaggio del Vangelo che, tiene a sottolineare, è lo stesso di 2000 anni fa. «La musica riesce a veicolare tanti messaggi – ci dice -  e qualsiasi cosa del nostro quotidiano, se letta nel modo giusto, ci parla di Dio». Nel suo predicare prende esempi dai giornali, dalla pubblicità.

«E poi è sempre importante essere chiari» sottolinea. Lui lo fa, ad esempio, trattando anche temi scottanti come la pedofilia tra i sacerdoti. Don Giuseppe rappresenta sicuramente il volto di una Chiesa che sta sperimentando forme e linguaggi per portare il messaggio evangelico con nuova linfa vitale nel territorio. 

martedì 31 luglio 2012

Olimpiadi 2012, sotto il segno diabolico della massoneria...Naturalmente in Vaticano non se ne sono accorti, d'altronde la massoneria, nei sacri palazzi è bene accetta da 50 anni (vedi Conciliabolo Vaticano II)......


 Lo scorso 27 Luglio mi è capitato di assistere per circa 20 minuti, all'innaugurazione dell'Olimpiade di Londra. La prima sensazione che ho avuto è stato un senso di profondo squallore, codesta rappresentazione Londinese altro non era che un impressionante rito pagano inficiato di magia, ma la cosa che risaltava di più agli occhi erano tutti quei grandi triangoli massonici che circondavano dall'alto tutto lo stadio:

Intendiamoci bene, lo sport, quello genuino, è un cosa buona, ma male è chi gestisce queste manifestazioni a livello mondiale. Impressionante rimane anche il fatto che tutta quella gente nello stadio e molti che guardavano la TV sembra che non si siano resi conto di ciò che stava avvenendo.
Chi allora dovrebbe illuminare i popoli sulla diabolicità della setta satanica massonica che già da tempo ha messo le mani sui vari governi mondiali? 
Sicuramente la Chiesa che in passato ha esaminato e condannato la massoneria in maniera impietosa. 
Cosa avviene oggi nella nuova Chiesa "conciliare"? 
Silenzi, minimizzazioni, omissioni, e connivenze. E' orami noto che nella Chiesa la massoneria è penetrata durante il traviato Concilio Vaticano II, per mezzo di consacrati corrotti con l'empia setta massonica, in particolar modo con il B'nai B'rith che ogni hanno, dal conciliabolo in poi, viene ricevuta in Vaticano con tutte le onoreficenze, ecco spiegato il perchè chi governa la Chiesa tace e fà finta di niente, anzi numerose testimonianze rivelano che da anni la massoneria non è più vista per quello che è, la peggior nemica della Chiesa e di Dio, ed in particolar modo la massoneria ebraica.
Vediamo ora una carrellata di dichiarazioni dei governanti della nuova Chiesa conciliare per poi finire con utili informazioni su questa diabolica manifestazione organizzata dalla diabolica massoneria....
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Benedetto XVI all'Angelus parla delle Olimpiadi 2012 di Londra..
"Tra qualche giorno avrà inizio, a Londra, la XXX edizione dei Giochi Olimpici. Le Olimpiadi sono il più grande evento sportivo mondiale, a cui partecipano atleti di moltissime nazioni, e come tale riveste anche un forte valore simbolico. Per questo la Chiesa Cattolica guarda ad esse con particolare simpatia e attenzione. Preghiamo affinché, secondo la volontà di Dio, i Giochi di Londra siano una vera esperienza di fraternità tra i popoli della Terra". (Angelus del 2012- 07-22)...


Messaggio dei vescovi inglesi, per l'avvio dei Giochi londinesi...
( Leggere con attenzione che cosa dicono questi insensati Vescovi, fautori del Pantheon ecuemenico - massonico dei venduti al nemico, satana)

Londra, 28. L'auspicio che le Olimpiadi possano essere «un momento di nuova e rinnovata amicizia in cui forgiare la pace e una più profonda comprensione reciproca tra di noi e in tutta la comunità umana»: a rivolgerlo, in occasione dell'avvio dell'evento sportivo, è stato il presidente della Conferenza episcopale in Inghilterra e Galles, l'arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols. In un messaggio il presule osserva come «ogni essere umano sia, in ultima analisi, un pellegrino in cerca di verità, bontà e realizzazione del suo potenziale; e quando questo pellegrinaggio viene vissuto in modo autentico, allora apre al dialogo con l'altro, non escludendo nessuno dall'impegno di costruire una fraternità di pace». Da qui, conclude monsignor Nichols, «la speranza affinché tutte le persone di fede e anche i non credenti, possano perseguire iniziative di pace e di riconciliazione nello spirito dei Giochi Antichi».