Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
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martedì 12 novembre 2013

Punto 27 del piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica: " Eleggete un Antipapa. Affermate che egli riporterà i protestanti nella Chiesa e forse addirittura gli Ebrei. Un Antipapa potrà essere eletto se venisse dato il diritto di voto ai Vescovi. Allora verranno eletti tanti Antipapi così che verrà insediato un Antipapa come compromesso. Affermate che il vero Papa è morto".

BERGOGLIO DA PICCOLO...
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 BERGOGLIO DA GRANDE...
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21 Annientate il Papa, distruggendo le sue Università.
Staccate le Università dal Papa, dicendo che in tal modo il governo le potrebbe sussidiare.
Sostituite i nomi degli Istituti Religiosi con nomi profani, per favorire l’ecumenismo.
Per esempio, invece di “Scuola Immacolata Concezione” dite “Scuola Superiore Nuova”. Istituite reparti di ecumenismo in tutte le Diocesi e preoccupatevi del loro controllo da parte protestante.  Vietate le Preghiere per il Papa e verso Maria perché esse scoraggiano l’ecumenismo. Annunciate che i Vescovi locali sono le autorità competenti. Sostenete che il Papa è soltanto una figura rappresentativa. Spiegate alla gente che l’Insegnamento Papale serve soltanto alla conversazione ma che è altrimenti privo di importanza.
 
22 Combattete l’Autorità Papale, ponendo un limite di età al suo esercizio. Riducetela a poco a poco, spiegate che lo volete preservare dall’eccesso di lavoro.
 
23 Siate audaci. Indebolite il Papa introducendo sinodi Vescovili. Il Papa diverrà allora soltanto una figura di rappresentanza come in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano e da essi la regina riceve gli ordini. In seguito indebolite l’autorità del Vescovo, dando vita a una istituzione concorrente a livello di Presbiteri. Dite che i Sacerdoti ricevono in tale modo l’attenzione che meritano.
Infine indebolite l’autorità del Sacerdote con la costituzione di gruppi di laici che dominino i Sacerdoti. In questo modo si originerà un tale odio che abbandoneranno la Chiesa addirittura Cardinali e la Chiesa allora sarà democratica… la Chiesa Nuova…

domenica 10 novembre 2013

Fatima contestata...

 
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  9 novembre 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
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Fatima contestata

Nei primi del XX secolo, Dio ha dato sicuramente al mondo moderno due grandi lumi: in campo teorico, attraverso Pio X, l’enciclica Pascendi, del 1907, per denunciare l’errore fondamentale del soggettivismo; in campo pratico, attraverso Sua Madre, l’apparizione di Fatima del 1917, per fornire un rimedio alla mostruosa piaga del Comunismo. Ma il Diavolo ha deviato l’attenzione dalla Pascendi e ha suscitato una serie di obiezioni per screditare Fatima. Ecco alcune delle obiezioni principali:-

* Come possiamo prendere sul serio la versione della terza parte del Segreto di Fatima fornita dal Cardinale Ottaviani, quando vi è supposto che la Madonna avrebbe detto che una terza Guerra Mondiale (GM) sarebbe scoppiata nella seconda metà del XX secolo? Il 2000 è arrivato ed è passato e non c’è stata alcuna terza Guerra Mondiale.
C’è un interessante parallelismo tra la seconda e la terza parte del Segreto di Fatima. Nella seconda parte la Madonna dice che una guerra peggiore della I GM sarebbe scoppiata sotto il pontificato del prossimo Papa, che fu Pio XI. Eppure Pio XI morì nella primavera del 1939 e la II GM fu dichiarata in autunno, quand’era Papa Pio XII. Che la Madonna avesse usato un calendario sbagliato? No, Ella si è attenuta semplicemente alla realtà invece che alle apparenze. E la realtà è che la II GM è iniziata nel 1938, quando Stalin decise di fare un patto con Hitler per permettergli di fare la guerra sul suo fronte occidentale. Si veda nella Lettera del Rettore del maggio 2000 (su eleisonkommentar.blogspot.com) tutta la storia avvincente di questo vero inizio della II GM. Ora, che la versione Ottaviani sia o no il vero “Terzo Segreto”, ci si può chiedere: non è possibile che la real tà ; sia che la III GM sia iniziata in Medio Oriente prima del 2000, per esempio con la prima invasione dell’Iraq del 1991? Non sempre le cose sono come appaiono.

* Nella II GM abbiamo visto gli orribili bombardamenti di Dresda, Tokyo, Nagasaki. Che ci potrà essere di più?
I morti complessivi della II GM sono solitamente valutati in 66 milioni, per decine di milioni. Se si leggono correttamente i diversi avvertimenti della Madonna, e non solo quelli di Fatima, le vittime della III GM e del Castigo si possono calcolare in migliaia di milioni. In numero cento volte più grande.

*Ma quale Castigo materiale può esserci, peggiore del castigo spirituale dei nostri giorni?
È vero, dopo la caduta di Adamo ed Eva, è stato il Vaticano II il peggior disastro di tutta la storia dell’umanità. Ma la massa degli uomini lo vede come una grande liberazione. “Pietre e bastoni mi rompono le ossa, ma le parole non mi toccano mai”, recita il vecchio detto. Le punizioni spirituali sono di per sé molto più gravi, ma ci vogliono le cose materiali perché noi uomini si capisca (cfr.Mt. IX, 6, e Gv. XX, 27).

* La Madonna di Fatina ha promesso un periodo di pace se il Papa avesse fatto una certa consacrazione. Da allora, i Papi hanno fatto diverse di queste consacrazioni, ma non abbiamo avuto la pace.
È vero, ci sono state diverse consacrazioni indubbiamente ispirate alla Madonna di Fatima, ma mai esattamente eseguite come da Lei richiesto: consacrazione della Russia, al suo Cuore Immacolato, fatta dal Papa, in unione con tutti i vescovi del mondo. L’una o l’altra di queste quattro condizioni è sempre venuta a mancare.

*La Madonna di Fatima ci ha parlato di “nazioni che sarebbero annientate” e di “un periodo di pace”. Noi abbiamo visto le nazioni annientate nella II GM e un periodo di pace negli anni ’50. Le sue profezie si sono già avverate.
Quali nazioni sarebbero state annientate nella II GM e quanta pace c’è stata nella guerra fredda degli anni ’50? La Madonna di Fatima ha parlato di eventi ben più grandi di quelli che si sono verificati.

Sacro Cuore di Gesù, abbi pietà di noi. Cuore Immacolato di Maria, intercedi per noi.

Kyrie eleison.

giovedì 7 novembre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 25°)...

Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 

Capitolo 23°.
Capitolo 24°.

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg
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Liberalismo Cap. 25
Conferma di ciò che è stato appena scritto in un articolo molto coscienzioso di "Civiltà Cattolica"
non dubitiamo fortemente che sia possibile sfuggire all'argomento che segue, poiché, in verità, esso non lascia alcuna via d'uscita.
Tuttavia, siccome la questione e della più alta importanza e dato che, in questi ultimi tempi, è stata oggetto di un'ardente controversia, la nostra autorità personale è troppo piccola per risolvere questa questione con un giudizio definitivo. Domandiamo, dunque, ai nostri lettori il permesso di riprodurre, in favore della nostra dottrina, un sostegno di maggior peso, per non dire di una competenza tanto incontestabile che incontestata: quello della Civiltà Cattolica, il maggior giornale religioso del mondo, non essendo esso ufficiale nella sua redazione ma essendolo nella sua origine.
Questa rivista fu, in effetti, fondato con un breve speciale di Pio IX e affidata da lui ai padri della Compagnia di Gesù; i suoi articoli, sotto una forma tanto seria quanto satirica, non hanno mai lasciato un momento di tregua al liberalismo italiano e molte volte hanno ricevuto il rimprovero, dai liberali, di essere scritti con mancanza di carità.
In risposta a queste farisaiche omelie sulla misura e sulla carità, la Civiltà Cattolica pubblicò un articolo magnifico, così pieno di humour quanto di profonda filosofia.
Noi lo riproduciamo qui per la consolazione dei nostri liberali e la disillusione di tanti poveri cattolici intaccati di liberalismo, i quali, facendo coro con essi, si scandalizzano moltissimo della nostra cosiddetta mancanza di moderazione e l'anatemizzano di continuo.
Questo articolo si intitola: "Un po' di Carità ! ".
Eccolo:
"De Maistre disse che la Chiesa e i Papi non hanno mai chiesto per la loro causa niente di più che la Verità e la Giustizia. Tutto il contrario, i liberali, senza dubbio per il fatto di non credere in una oggettiva Verità e Giustizia anzi di averne orrore, sempre ci domandano: la carità.
Sono ormai più di 12 anni che, da parte nostra, noi assistiamo a questo curioso spettacolo dato dei liberali italiani. Essi non cessano un momento di mendicare con le lacrime la nostra carità. Sono diventati insopportabili, e senza pudore, le braccia conserte, in prosa, in versi, nelle loro pubblicità, nei loro giornali, nelle loro lettere pubbliche e private, anonime e pseudonime, direttamente o indirettamente, ci supplicano di esercitare verso di loro la carità, per l'amore di Dio.
Ci scongiurano di non far più ridere il prossimo a loro spese, e di non fare un esame così dettagliato, così minuzioso dei loro scritti "sublimi", di non ostinarsi a mettere in luce le loro "gloriose imprese", di chiudere i nostri occhi le nostre orecchie ai loro abbagli, ai loro solecismi, alle loro menzogne, alle loro calunnie, alle loro mistificazioni, in una parola di lasciarli vivere in pace.
In definitiva, la carità è la carità ! Che i liberali non ne abbiano affatto, è così naturale che si può spiegare benissimo, ma che scrittori come quelli della Civiltà Cattolica non facciano affatto uso, ebbene questo è tutt'altro affare.
Sempre i liberali hanno aborrito la mendicità pubblica fino al punto di vietarla in molti paesi sotto pena di prigione; e così per un giusto castigo di Dio loro stessi sono ridotti a diventare mendicanti pubblici, domandando nel nome del cielo, questi mascalzoni dei reazionari… Un poco di carità !...
I liberali hanno imitato, con questa edificante conversione all'amore per la mendicità, un'altra conversione non meno celebre non meno edificante, quella di un ricco avaro alla virtù dell’elemosina.

lunedì 4 novembre 2013

"Così lo stabilirsi della Chiesa fu opera di intolleranza dogmatica; tutta la storia della Chiesa non è altro che la storia di questa intolleranza. Chi sono i Martiri? degli intolleranti in materia di fede che preferivano il supplizio al professare l'errore. Che cosa sono i simboli? Formule d'intolleranza che regolano ciò che è necessario credere e che impongono alla ragione dei misteri necessari".

 Card. Louis-Édouard Pie.
 Sermone predicato nella Cattedrale di Chartres sulla Intolleranza dottrinale.

 Fonte: Progetto Barruel
(1841 e 1847)
http://leblogdumesnil.unblog.fr/files/2012/11/cardinal-edouard-pie.jpg
 Unus Dominus, una fides, unum baptisma.
Vi è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
(San Paolo agli Efesini, c . IV, v . 5.)
Ed è per questo, Fratelli miei, è perchè non vi è alcun attacco, alcuna lesione nell'ordine intellettuale che non abbia funeste conseguenze nell'ordine materiale, che noi ci impegniamo sia a combattere il male attaccandolo nei suoi principii, sia a prosciugarne la fonte, cioè le idee. Tra di noi si sono accreditati mille pregiudizi: il sofisma, stupito di essere attaccato, invoca la prescrizione; il paradosso si vanta d'aver ottenuto il diritto di cittadinanza. Gli stessi cristiani, che vivono nel bel mezzo di questa atmosfera impura, non ne evitano del tutto il contagio, ma accettano molti errori troppo facilmente; stanchi di resistere sui punti essenziali spesso, per farla finita, cedono su altri punti che sembrano loro meno importanti non accorgendosi, e spesso non volendo accorgersi, di dove potrebbero essere condotti dalla loro imprudente fragilità. In questa confusione di idee e di false opinioni spetta a noi, sacerdoti dell'incorruttibile verità, di gettarsi nella mischia protestando con l'azione e con la parola: buon per noi se la rigida inflessibilità del nostro insegnamento potrà arrestare il tracimare della menzogna, delegittimare i principii erronei che regnano con superbia sulle intelligenze, correggere gli assiomi funesti già affermatisi nel tempo, ed infine illuminare e purificare la società che minaccia di sprofondare, invecchiando, in un caos di tenebre e di disordini in cui non le sarà più possibile distinguere la natura dei suoi mali ed ancor meno come rimediarvi.
Il nostro secolo esclama: Tolleranza! Tolleranza! Si ritiene che un sacerdote debba essere tollerante, che la religione debba essere tollerante. Fratelli miei, in ogni cosa niente eguaglia la franchezza, ed io vi dico senza tergiversare che esiste al mondo una sola società che possiede la verità, e che questa società deve essere necessariamente intollerante. Ma, prima di entrare in argomento, per capirci bene, distinguiamo le cose e mettiamoci d'accordo sul senso delle parole per non fare confusione.
La tolleranza può essere civile oppure teologica, e la prima non ci riguarda, mi  permetterò solo una parola su di essa; se la legge afferma di permettere tutte le religioni perchè di fronte ad essa sono tutte egualmente buone o addirittura perchè il pubblico potere è incompetente a prendere una posizione su questo tema, questa legge è empia ed atea, poichè professa non già la tolleranza civile quale la definiremo, ma la tolleranza dogmatica e, con una neutralità criminale, giustifica nei singoli individui l'indifferenza religiosa più assoluta. Se al contrario la legge, riconoscendo che una sola religione è buona, sostiene e permette solamente il tranquillo esercizio delle altre religioni, essa in questo, come si è già osservato prima di me, può essere saggia e necessaria a seconda delle circostanze. Se vi sono momenti in cui occorre dire col famoso conestabile [*]Une foi, une loi; Una sola fede, una sola legge, ve ne sono altri in cui bisogna dire come Fénelon al figlio di Giacomo II: «Concedete a tutti la tolleranza civile, non approvando tutto in maniera indifferente, ma sopportando con pazienza ciò che Dio sopporta»
Dunque, lasciando da parte questo argomento irto di difficoltà, e dedicandomi alla questione propriamente  religiosa e teologica, esporrò i due principii seguenti:
1° La religione che proviene dal cielo è verità ed è intollerante verso le dottrine.
2° La religione che viene dal cielo è carità, ed è piena di tolleranza verso le persone.
Preghiamo Maria perchè ci venga in soccorso ed invochi per noi lo Spirito di verità e di carità:Spiritum veritatis et pacis. Ave Maria.

I.

Fa parte dell'essenza di ogni verità il non tollerare il principio a sè contrario; l'affermazione di una cosa esclude la negazione di questa stessa cosa, come la luce esclude le tenebre. Laddove non v'è nulla di certo, o laddove nulla è definito, i pareri possono divergere e le opinioni possono essere varie; questo lo comprendo e domando la libertà in tutte le questioni dubbie: In dubiis libertas. Ma dal momento in cui la verità si presenta con le caratteristiche che la contraddistinguono con certezza, per il fatto stesso che si tratta di una verità, essa è positiva, necessaria, e di conseguenza è unica ed intollerante: In necessariis unitas; condannare la verità alla tolleranza significa forzarla al suicidio. L'affermazione che dubita di se stessa si suicida, ed essa dubita di se stessa quando lascia con indifferenza che la propria negazione le si ponga a lato. L'intolleranza è per la verità l'istinto di conservazione, l'esercizio legittimo del diritto di proprietà; quando si possiede qualcosa, bisogna difendere questo qualcosa, pena l'esserne interamente privato.
Così, Fratelli miei, per la necessità stessa delle cose, l'intolleranza è ovunque, perchè ovunque vi è bene e male, vero e falso, ordine e disordine; ovunque il vero non sopporta il falso, il bene esclude il male, l'ordine combatte il disordine. Che cosa vi è di più intollerante, ad esempio, della seguente proposizione: 2 + 2 = 4? Se mi venite a dire che due più due fanno tre o che due più due fanno cinque vi rispondo che due più due fanno quattro, e se mi dite che non contestate il mio modo di contare, ma che mantenete il vostro e che mi pregate di essere tanto indulgente verso di voi quanto voi lo siete verso di me io, fermamente convinto che ho ragione e che voi avete torto, potrei forse tacere perchè dopo tutto m'importa assai poco che vi sia sulla terra un uomo per il quale due più due fanno tre o cinque.
Per quel che riguarda un certo numero di questioni, in cui la verità fosse meno assoluta, in cui le conseguenze fossero meno gravi, potrei, almeno fino ad un certo punto, venire a patti con voi: sarei conciliante se mi parlaste di letteratura, di politica, d'arte, di scienze amene, perchè in tutte queste cose non vi è un tipo unico e determinato, il bello ed il vero sono più o meno delle convenzioni ed al massimo l'eresia in questo campo incorre solamente nell'anatema del senso comune e del buon gusto. Ma se si tratta della verità religiosa, insegnata ovvero rivelata da Dio stesso, se è questione del vostro futuro eterno e della salvezza della mia anima, allora nessuna transazione è più possibile; mi troverete irremovibile, e debbo esserlo. L'essere intollerante è attributo comune a ogni verità: ma la verità religiosa, poichè è la più assoluta e la più importante di tutte le verità, è di conseguenza la più intollerante ed esclusiva.
Fratelli miei, nulla è esclusivo quanto l'unità: udite l'espressione di san Paolo: Unus Dominus, una fides, unum baptisma. Nel cielo vi è un solo Signore: Unus Dominus. Dio, che ha l'unità come attributo fondamentale, ha dato alla terra un solo simbolo, una sola dottrina, una sola fede: Una fides; e questa fede, questo simbolo, li ha confidati ad una sola società visibile, ad una sola Chiesa i cui figli sono tutti segnati con lo stesso sigillo e rigenerati dalla stessa grazia: Unum Baptisma. Così l'unità divina, che risiede da tutta l'eternità nello splendore della gloria, s'è prodotta sulla terra con l'unità del dogma evangelico, il cui deposito è stato dato in custodia da Gesù Cristo all'unità gerarchica del sacerdozio: Un solo Dio, una sola fede, una sola Chiesa: Unus Dominus, una fides, unum baptisma.
Un pastore inglese ha avuto il coraggio di scrivere un libro sulla tolleranza di Gesù Cristo, ed il filosofo ginevrino [Rousseau. N.d.T.] ha detto, parlando del Salvatore degli uomini: «Non penso che il mio divin Maestro abbia sottilizzato sul dogma». Nulla di più vero, Fratelli miei: Gesù Cristo non ha sottilizzato sul dogma, ma ha portato agli uomini la verità ed ha affermato: Se qualcuno non è battezzato nell'acqua e nello Spirito Santo; se qualcuno rifiuta di mangiare la mia carne e bere il mio sangue, non avrà parte nel mio regno. Lo confesso, non vi è in ciò sottigliezza alcuna, ma intolleranza, la più positiva, la più franca delle esclusioni. Ed ancora Gesù Cristo ha inviato i suoi Apostoli a predicare a tutte le nazioni, cioè a travolgere tutte le religioni esistenti per stabilire l'unica religione cristiana su tutta la terra, e a sostituire a tutte le credenze dei diversi popoli l'unità del dogma cattolico. E prevedendo i sommovimenti e le divisioni che questa dottrina avrebbe provocato sulla terra, non si è fermato lì, ma ha dichiarato di esser venuto a portare non la pace ma la spada, ad accendere la guerra non solo tra i popoli, ma anche all'interno della stessa famiglia, separando, almeno quanto alle convinzioni, la sposa credente dallo sposo incredulo, il genero cristiano dal suocero idolatra: Gesù Cristo non ha sottilizzato sul dogma.

 http://compagniadeiglobulirossi.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/paolo-di-tarso.jpg

Lo stesso sofista dice altrove al suo Emilio: «Io faccio come san Paolo, metto la carità al di sopra della fede. Penso che l'essenziale della religione consista  in pratica nel fatto che non solo occorre essere uomini di bene, umani e caritatevoli, ma anche che chiunque sia veramente tale creda abbastanza per essere salvato, poco importa quale religione professi». Certo, Fratelli miei, proprio un bel commento a san Paolo, il quale per esempio ha affermato che senza la fede è impossibile piacere a Dio; il quale ha dichiarato che Gesù Cristo non è diviso, che in Lui non vi è il sì ed il no, ma solamente il sì; che ha affermato che, se per assurdo venisse un angelo ad annunziare una dottrina diversa da quella apostolica, lo si dovrebbe anatematizzare. San Paolo sarebbe un apostolo della tolleranza! Proprio san Paolo, che marcia abbattendo ogni scienza orgogliosa che si eleva contro Gesù Cristo, portando tutti gli intelletti a servire Gesù Cristo.

"PER FAVORE AIUTATECI"...

 Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  2 novembre 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato: http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
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Per favore, aiutateci

Nel corso degli ultimi anni, ho detto regolarmente che la Fraternità San Pio X potrebbe fallire. Ai colleghi non è piaciuto che lo dicessi, e contrariamente a quello che pensano alcuni, io non ho certo goduto nel dirlo, ma siamo a questo. Ecco, ad esempio, una citazione inviatami recentemente da un lettore, tratta da un sermone per delle ordinazioni che ho tenuto nel 1984 e che ovviamente avevo completamente dimenticato:-

Agli inizii della Chiesa Militante, Gesù Cristo condusse i suoi seguaci attraverso catacombe e persecuzioni in campo aperto, e alla fine della Chiesa Militante Egli potrebbe guidarli dalla tenda in campo aperto attraverso persecuzioni che riconducono alle catacombe. Se si tratterà di questo e se si arriverà alle catacombe, per molti di noi questo certamente non potrebbe avvenire senza la Fraternità, ma nel tornare alle catacombe forse dovremo farlo anche senza la Fraternità (...) Cari seminaristi! Io dico loro regolarmente (...) che il mondo intero è contro di loro; che il mondo intero sta andando sempre più all’Inferno; che la Fraternità San Pio X potrebbe facilmente venire meno; che il futuro è buio e dove non ci sono tenebre c’è fatalità. E davvero io credo che se qualcuno dei miei oscuri presagi si avverasse adesso, i seminaristi potrebbero esserne piacevolmente sorpresi!


E cosa penso di poter vedere oggi nella “Resistenza”? Il doloroso ma costante emergere del gioioso resto di cattolici che viene fuori dal resto dei tradizionalisti che emersero dalle rovine del Vaticano II. Fino ad ora niente mi convince della necessità di una struttura o di un seminario che rimpiazzino quelli della FSSPX, ma siamo ancora ai primi giorni della storia della Resistenza. Quello che penso sia necessario è una base operativa della Resistenza in Inghilterra, non lontano dal continente e dagli aeroporti di Londra; cioè mattoni e malta che diano della solidità alla Resistenza e costituiscano, per esempio, un rifugio dove i sacerdoti possano riprendersi per almeno un paio di giorni, senza alcun tipo di pressione, dalle reali difficoltà dell’apostolato odierno.


La casa è stata scelta, esiste, abbiamo convenuto di comprarla, e le donazioni stanno arrivando, ma adesso abbiamo bisogno sia di 40.000 Sterline per la fine di novembre, sia di altre 360.000 per metà dicembre. Non mi piace fare promesse, ma, con l’aiuto di Dio, io non ho alcuna intenzione di abbandonare la difesa della Fede, qualunque sia la forma che questa difesa potrà assumere nei prossimi anni. Per favore, aiutateci, e di fronte allo spettro odierno del collasso delle valute domani, si pensi di fare un investimento celeste garantito da tutta la milizia del Cielo. Dio vi benedica per ogni e qualsiasi donazione. Allego di nuovo le indicazioni per come effettuare i pagamenti.

Kyrie eleison.
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venerdì 1 novembre 2013

PAROLE DI CIALTRONE MODERNISTA, ASSASSINO CONCILIARE DELLA FEDE ...

http://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/Images%20(101-200)/146_Maradiaga.jpg

Postiamo questo rivelatore articolo tratto da Chiesa e Post Concilio che riporta le parole di uno dei cosidetti "saggi" che affiancheranno l'apostata Bergoglio per riformare ulteriormente la diabolica falsa Chiesa Conciliare.
Il centro del discorso di questo cialtrone apostata è riassumibile in questa affermazione:

"Vaticano II: il Concilio (...) all’inizio significava la fine alle ostilità tra la Chiesa ed il modernismo, che era stato condannato al I Concilio Vaticano (...) Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù. Il modernismo fu, per la maggior parte del tempo, una reazione contro l’ ingiustizia e gli abusi che mortificavano la dignità ed i diritti delle persone".

Questi usurpatori eretici che hanno occupato le mura della Chiesa di Nostro Signore oramai parlano apertamente delle loro maliziose e diaboliche eresie, di fatto non bisogna scomodare Nostro Signore per comprendere la loro pertinace volontà di seguire il cammino che satana ha loro aperto col diabolico conciliabolo II. Questi signori non hanno nessuna autorità si sono depostI da se stessi, sempre che abbiano mai avuto una reale consacrazione Sacerdotale, sono falsi, eretici, violenti e spudorati nelle loro affermazioni eretiche che mandano all'inferno loro stessi e chi li seguono.
Una sola conSolazione rimane che queste cose vengono fatte nella chiesa visibile di satana cioè la fantomatica "chiesa Conciliare" prodotta dai nemici di nosrto Signore durante l'infame conciliabolo vaticano II  e non nella Chiesa di Nostro Signore che sino al 1958 ha condannato questi apostati come nemici di Cristo e della Chiesa stessa.
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L' “affare non concluso” del Concilio. “Ritorno a Gesù” della Chiesa. e i sogni del “prossimo papa”. Un fine settimana col card. Maradiaga

Un servizio, dal Blog statunitense di Rocco Palmo, della nostra corrispondente Rosa. Su un recente discorso del Cardinal Maradiaga, che è riportato integralmente dopo i commenti dell'informato blogger e che Rosa ha tradotto, condensandone alcuni passaggi. Ne vien fuori un quadro  a dir poco allucinante sulla nuova ecclesiologia.
In corsivo, i commenti di Rosa; tra parentesi quadre, il sunto di alcuni brani. 

Discorso tenuto dal cardinal Maradiaga, uno dei G8, prima a Dallas, poi a Miami lo scorso fine settimana. Maradiaga viene considerato da varii giornalisti cattolici americani il portavoce del Papa in USA, visto che Bergoglio non sa l’Inglese, mentre Maradiaga sì (è un cardinale “giramondo”, che suona anche il sassofono). Il blogger Rocco Palmo, di Philadelphia, già inviato in USA per un giornale cattolico inglese, commenta che l’ultima volta che un Salesiano in cima alla gerarchia vaticana espose il programma di governo del Papa, erano già trascorsi 2 anni e mezzo di pontificato. Ora è invece tutto più veloce, perché il Papa e i suoi sentono che il tempo a disposizione è breve...
Il discorso è simile in entrambi i luoghi, ma a Miami Maradiaga è andato più a braccio, aumentando di tono e finendo quasi come un pastore pentecostale (sic). A Miami, di sottofondo, c’erano Cubani che cantavano e danzavano...(sic). Come scrive il blogger, leggiamo quel che dice colui che si potrebbe definire ora il Vice-Papa:
[Nell’introduzione Maradiaga parte, ovviamente, dal CVII, “un vento di Grazia e un riferimento paradigmatico” per la Chiesa di oggi che, secondo lui, cresce (“is rising”), con gran vitalità in Africa e Asia, ma con poca energia in Europa, ed anche in USA. Ma anche lì c’è speranza, e cita George Weigel (!!!!) . Prosegue quindi con il]

Vaticano II: il Concilio (...) all’inizio significava la fine alle ostilità tra la Chiesa ed il modernismo, che era stato condannato al I Concilio Vaticano (...) Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù. Il modernismo fu, per la maggior parte del tempo, una reazione contro l’ ingiustizia e gli abusi che mortificavano la dignità ed i diritti delle persone. Il Vaticano II riconobbe ufficialmente che le cose erano cambiate, e catturò la necessità per un tale cambiamento nei suoi Documenti, che enfatizzavano verità come queste :
” La Chiesa non è la gerarchia, ma il popolo di Dio. “Il Popolo di Dio” è, per il Concilio, la realtà che tutto abbraccia della Chiesa che risale alla sostanza (“stuff”) di base e comune dela nostra condizione ecclesiastica, cioè alla nostra condizione di credenti (che) è una   condizione condivisa da tutti. La gerarchia non ha alcuno scopo in se stessa e per se stessa, ma soltanto quale riferimento e subordinazione alla comunità. La funzione della gerarchia è ridefinita in riferimento a Gesù come il Servo Sofferente, non il Pantocratore ; soltanto dalla prospettiva di qualcuno crocifisso dalle potenze di questo mondo è possibile trovare, e spiegare, l’autorità della Chiesa. La gerarchia è un ministero (diakonia = servizio) che richiede il nostro abbassamento alla condizione di servi. Prendere questo posto (il posto della debolezza e povertà) è la sua  propria, peculiare responsabilità (“her own, her very own responsibility”).

mercoledì 30 ottobre 2013

"Ai soli vili, ai mezzi cattolici, a coloro che non amano la Chiesa nè Cristo, ma sè medesimi, si lasci la temenza di questo nome".

"L'officio divinamente commessoci di pascere il gregge del Signore fra i primi doveri, imposti da Cristo, ha quello di custodire con ogni vigilanza il deposito della fede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novità di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome. La quale provvidenza del supremo pastore non vi fu tempo che non fosse necessaria alla chiesa cattolica: stantechè, per opera del nemico dell'uman genere, mai non mancarono uomini di perverso parlare, cianciatori di vanità e seduttori, erranti e consiglieri agli altri di errori. Pur nondimeno egli è da confessare che, in questi ultimi tempi, è cresciuto oltremisura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e pieni di astuzia, si affaticano a render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. Per la qual cosa non Ci è oggimai più lecito di tacere, se pur non vogliamo aver vista di mancare al dovere Nostro gravissimo, e che Ci sia apposta a trascuratezza di esso la benignità finora usata nella speranza di più sani consigli.
Ed a rompere senza più gl'indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell'errore già non sono omai da ricercarsi fra i nemici dichiarati: ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. — Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima: e, fatta audacemente schiera, si gettano su quanto ha di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo". 

QUESTI SONO I FRUTTI DEL DIABOLICO CORSO VATICANOSECONDISTA:

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Più di 3.000 religiosi e religiose hanno lasciato ogni anno la vita consacrata. E' il dato allarmante fornito da mons. José Rodriguez Carballo, segretario della congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (il dicastero vaticano responsabile dei religiosi) nel corso di un convegno.


Il nostro dicastero - ha detto il francescano in un testo pubblicato nel pomeriggio dall'Osservatore Romano con il titolo "Crisi delle vocazioni religiose? E' colpa dello zapping" - in 5 anni (2008-2012) ha dato 11.805 dispense: indulti per lasciare l'istituto, decreti di dimissioni, secolarizzazioni ad experimentum e secolarizzazioni per incardinarsi in una diocesi. Si tratta di una media annuale di 2.361 dispense. La Congregazione per il Clero, negli stessi anni, ha dato 1.188 dispense dagli obblighi sacerdotali e 130 dispense dagli obblighi del diaconato. Sono tutti religiosi: ciò fa una media per anno di 367,6. Sommando questi dati con gli altri, abbiamo quanto segue: hanno lasciato la vita religiosa 13.123 religiosi o religiose, in 5 anni, con una media annuale di 2.624,6. Ciò vuol dire 2,54 ogni 1.000 religiosi.


A questi bisogna aggiungere tutti i casi trattati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Secondo un calcolo approssimativo ma abbastanza sicuro, questo vuol dire che più di 3.000 religiosi religiose hanno lasciato ogni anno la vita consacrata. Nel computo non sono stati inseriti i membri delle società di vita apostolica che hanno abbandonato la loro consacrazione, né quelli di voti temporali. Certamente i numeri non sono tutto, ma sarebbe da ingenui non tenerne conto".


Carballo ha aperto insieme al suo prefetto, il cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz l'incontro dal titolo "Fedeltà e perseveranza vocazionale in una cultura del provvisorio" presso l'Antonianum di Roma. "Quando si cerca di individuare le cause o di proporre degli orientamenti, penso che sia necessario fare una radiografia, pur breve e limitata, della società da cui provengono i nostri giovani, i giovani che si rivolgono a noi, così come delle fraternità che li accolgono", afferma Carballo. "Viviamo, anche, in un tempo che possiamo definire il tempo dello zapping. Zapping, letteralmente, vuole dire: passare da un canale all'altro, servendosi del telecomando, senza fermarsi su nessuno. Simbolicamente, zapping, significa non assumere impegni a lungo termine, passare da un esperimento all'altro , senza fare nessuna esperienza che segna la vita. In un mondo dove tutto è agevolato, non c'è posto per il sacrificio, né per la rinuncia, né per altri valori simili. Invece, questi sono presenti nella scelta vocazionale che esige, pertanto, di andare controcorrente, come è la vocazione alla vita consacrata".
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E COSI' SI ESPRIME L'APOSTATA BERGOGLIO CAPO DELLA FALSA CHIESA CONCILIARE: “RIPARTIRE DAL CONCILIO E APRIRE ALLA CULTURA MODERNA. APRIRSI ALLA MODERNITA’ E’ UN DOVERE PER LA CHIESA. LA CURIA ROMANA E’ TROPPO VATICANO-CENTRICA. SONO UN ANTICLERICALE”!!!
“I Capi della Chiesa sono spesso stati narcisisti, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del Papato. La Curia ha un difetto: è Vaticano-centrica. Vede e cura gli interessi del Vaticano, che sono ancora in gran parte, interessi temporali. Questa visione Vaticano-centrica trascura il mondo che ci circonda”
”Quando ho di fronte un clericale, divento anticlericale di botto. Il clericalismo non dovrebbe aver niente a che vedere con il cristianesimo”.
“I più gravi dei mali che affliggono il mondo sono la DISOCCUPAZIONE DEI GIOVANI e la SOLITUDINE DEI VECCHI”.
“La Chiesa si senta ‘responsabile sia delle anime sia dei corpi. Per il pontefice i giovani senza lavoro e gli anziani lasciati soli sono il problema ‘più urgente e ‘più drammatico che la Chiesa ha davanti, anzi, sono i più gravi dei mali del mondo in questi anni.”
 http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=182030
E SI QUESTO PERSONAGGIO HA CAPITO PROPIO TUTTO E HA TROVATO L'ANTIDOTO PER FERMARE LA CRISI DELLA CHIESA CIOE' DISTRUGGERE IL CLERO...
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Fonte: Progetto Barruel... 
La Civiltà Cattolica anno XXX, serie X, vol. XII, Firenze 1879 pag. 5-15.

R.P. Raffaele Ballerini d.C.d.G.


CATTOLICO MA NON CLERICALE

I.

Non ci ha, crediamo, alcuno dei nostri lettori, il quale non siasi talora scontrato in persona, che adoperasse la frase, posta qui per titolo di quest'articolo, professando cattolicismo e rimovendo da sè la taccia di clericalismo: Son cattolico ma non clericale. Alcuni non han dubitato di dichiararlo eziandio colla stampa; e ultimamente un giornale, morto senza compianto di veruno, benchè protestasse di essere cattolico e fosse veramente scritto da cattolici, pur diceva nel suo testamento che non era nè sarebbe stato mai clericale.
L'avversar questo epiteto di clericale, nei nemici della Chiesa ben si comprende; giacchè per essi è sinonimo di cattolico. Leggemmo ultimamente in un giornale razionalista una magnifica confessione, cioè che cattolico, clericale, gesuita, esprimevano lo stesso oggetto, secondochè voleva parlarsene con indifferenza o con disprezzo o con odio; a quel modo che sogliono adoperarsi i vocaboli: Israelita, ebreo, giudeo. Pei nemici della Chiesa come il dir gesuita significa cattolico, in quanto è ad essi odioso; così clericale dice parimente cattolico, in quanto è ai loro occhi dispregevole. Ciò si capisce.
Ma per questo appunto non si capisce come una simile avversione possa aver luogo in chi si professa cattolico. Secondo la data spiegazione, cattolico non clericale equivarrebbe a cattolico non cattolico: contraddizion manifesta.
Non in questo senso, dirà taluno, si rimuove l'epiteto di clericale; ma solo in quanto esprime un partito retrivo, formato da quella parte del Clero, la quale avversa la patria e gli acquisti della civiltà moderna. Noi non vogliamo qui entrare a discutere l'esistenza di un tal partito, nè il valore delle imputazioni, a cui il Liberalismo appoggia quel suo fingimento. Una tale disamina ci trasporterebbe fuori del nostro proposito. Solo diciamo che quand'anche siffatto partito esistesse, tuttavolta a separarsi da esso dovrebbe inventarsi un vocabolo, che lo significasse in particolare, non già adoperare una frase, qual è questa di clericale, che si riferisce, non ad una parte ma al tutto. Non clericale esprime alienazione dal Clero generalmente; e il Clero preso generalmente importa non questo o quel ceto, questo o quel numero di ecclesiastici, ma tutto l'ordine ieratico, incluso l'Episcopato, e il Pontefice stesso che n'è la sommità ed il vertice.

lunedì 28 ottobre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 24°)...



Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 

Capitolo 23°.

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
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Cap.XXIV: risposta ad un'obiezione, grave a prima vista, contro la dottrina dei due capitoli precedenti

Una difficoltà molto grave, a prima vista, può essere opposta dai nostri avversari alla dottrina stabilita nei due capitoli precedenti. Allora ci sembra giusto prima di procedere di sbarazzare il nostro cammino dagli scrupoli o da altri ostacoli di questo genere che ne renderebbero difficile percorso.
Il Papa, si dice, ed è certo, ha raccomandato molte volte ai giornalisti cattolici la dolcezza, la moderazione, il rispetto della carità in tutte le forme della polemica. Egli vuole che si evitino i modi aggressivi, gli epiteti denigranti e le personalizzazioni ingiuriose. Ora, si dirà, la dottrina che voi avete appena esposto è diametralmente opposta a tutte le raccomandazioni pontificie.
Con l'aiuto di Dio, noi dimostreremo che non c'è contraddizione tra le nostre indicazioni e i saggi consigli del Papa. Ci sarà ugualmente molto facile di darne una prova evidente.
A chi si è indirizzato nostro Santo padre il Papa nelle sue ripetute esortazioni?

Sempre alla stampa cattolica, sempre giornalisti cattolici, supponendoli degni di questo nome. Di conseguenza, è di chiara evidenza che il Santo Padre dando  questi consigli, di moderazione e di dolcezza, si indirizzava a dei cattolici che discutevano con altri cattolici di varie questioni, e non a dei cattolici che sostenevano contro degli anti- cattolici dichiarati il duro combattimento della fede.
È fuor di dubbio che il Santo Padre non ha per niente fatto allusione alle incessanti battaglie tra cattolici e liberali, poiché per il fatto stesso che il cattolicesimo è la verità e il liberalismo l'eresia, le lotte che avvengono tra i loro rappresentanti dovrebbero essere definite con buona logica battaglie tra cattolici ed eretici.
È ben certo che il Papa abbia  voluto che i suoi consigli non avessero applicazione che nelle nostre liti di famiglia, disgraziatamente troppo frequenti, e che egli non abbia preteso di farci lottare contro gli eterni nemici della Chiesa della Fede, con delle armi spuntate, smussate, sufficienti tutt'al più nelle giostre e nei tornei.

venerdì 25 ottobre 2013

Arai Daniele:"E’ impossibile vedere un papa in contrasto con la Fede, che è necessaria per appartenere alla Chiesa. Per tale verità esiste il Papato. Un “papa eretico”, una “Chiesa defettibile”, una “contraddizione divina” sono abbagli demoniaci".

L'apostata Bergoglio con le sue anticristiane affermazioni sia sull'aspetto morale che sopratutto dottrinale stà dimostrando apertamente di che pasta è fatto , difatti i cosidetti "preti Conciliari" non stavano aspettando altro che un modernista apertamente esplicito negli insegnamenti satanici prodotti dal Conciliabolo Vaticano II per venire allo scoperto e mostrare a tutto l'orbe Cristiano ciò che fanno nelle loro rispettive Parrocchie. Postiamo ora un articolo interessante dal sito ACTA APOSTATICAE SEDIS per avvalorare ciò che abbiamo scritto subito sopra con l'aggiunta del competente pensiero di Arai Daniele sulla figura non cattolica di Bergoglio:

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Pienoni alle messe, divorziati in chiesa L'effetto Bergoglio sulle parrocchie.


Aumentano le confessioni, così come i problemi con separati, coppie di fatto, gay e conviventi, che chiedono i sacramenti. I sacerdoti e il "pressing" dei fedeli: "In attesa di nuove regole, ci chiedono risposte"
"Chiese e messe di nuovo piene, confessioni in aumento, ma anche problemi con divorziati risposati, coppie di fatto, conviventi, coppie gay che vogliono i sacramenti perché papa Francesco per loro chiede accoglienza e misericordia. E in attesa di nuove regole c'è chi impartisce "la comunione spirituale" o parla di "nuovo cammino eucaristico"".  È  l'effetto Bergoglio che sta travolgendo i parroci della diocesi Roma, dal centro alle periferie più estreme.
"Un fenomeno che ha portato nuovo entusiasmo e fiducia per la Chiesa. Ma forse eravamo impreparati  -  confessa, ad esempio, don Federico Tartaglia, parroco di San Giovanni Battista a Cesano  -  a dare risposte a famiglie ferite o a conviventi senza nuove norme. Francesco si fa capire, arriva al cuore, parla di povertà, sullo Ior, la banca vaticana, ha già fatto molto. Ma speriamo nel Sinodo sulla famiglia del prossimo anno". Stessa analisi da don Giuseppe Frigiola, parroco di Santa Chiesa a piazza dei Giochi Delfici: "I parroci sentono che con Francesco si aprono nuovi orizzonti per la Chiesa. E la crescita delle conversioni lo dimostra". Quanto a "divorziati risposati e conviventi ora siamo più motivati e, in attesa di novità canoniche, possiamo certamente intraprendere un nuovo "cammino eucaristico" con chi vive in difficoltà".

giovedì 24 ottobre 2013

I FRUTTI DELLA SATANICA "NUOVA CHIESA CONCILIARE"...

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo
(Catech. 5 sulla fede e il simbolo, 12-13; PG 33, 519-523)


Il simbolo della fede

Nell'apprendere e professare la fede, abbraccia e ritieni soltanto quella che ora ti viene proposta dalla Chiesa ed è garantita da tutte le Scritture. Ma non tutti sono in grado di leggere le Scritture. Alcuni ne sono impediti da incapacità, altri da occupazioni varie. Ecco perché, ad impedire che l'anima riceva danno da questa ignoranza, tutto il dogma della nostra fede viene sintetizzato in poche frasi.
Io ti consiglio di portare questa fede con te come provvista da viaggio per tutti i giorni di tua vita e non prenderne mai altra fuori di essa, anche se noi stessi, cambiando idea, dovessimo insegnare il contrario di quel che insegniamo ora, oppure anche se un angelo del male, cambiandosi in angelo di luce, tentasse di indurti in errore. Così «se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che abbiamo predicato, sia anàtema!» (Gal 1, 8).
Cerca di ritenere bene a memoria il simbolo della fede. Esso non è stato fatto secondo capricci umani, ma è il risultato di una scelta dei punti più importanti di tutta la Scrittura. Essi compongono e formano l'unica dottrina della fede. E come un granellino di senapa, pur nella sua piccolezza, contiene in germe tutti i ramoscelli, così il simbolo della fede contiene, nelle sue brevi formule, tutta la somma di dottrina che si trova tanto nell'Antico quanto nel Nuovo Testamento.
Perciò, fratelli, conservate con ogni impegno la tradizione che vi viene trasmessa e scrivetene gli insegnamenti nel più profondo del cuore.
Vigilate attentamente perché il nemico non vi trovi indolenti e pigri e così vi derubi di questo tesoro. State in guardia perché nessun eretico stravolga le verità che vi sono state insegnate. Ricordate che aver fede significa far fruttare la moneta che è stata posta nelle vostre mani. E non dimenticate che Dio vi chiederà conto di Ciò che vi è stato donato.
«Vi scongiuro», come dice l'Apostolo, «al cospetto di Dio che dà vita a tutte le cose, e di Cristo Gesù, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato» (1 Tm 6, 13), conservare intatta fino al ritorno del Signore nostro Gesù Cristo questa fede che vi è stata insegnata.
Ti è stato affidato il tesoro della vita, e il Signore ti richiederà questo deposito nel giorno della sua venuta «che al tempo stabilito sarà a noi rivelata dal beato e unico sovrano, il re dei regnanti e Signore dei signori; il solo che possiede l'immortalità, che abita una luce inaccessibile, che nessuno fra gli uomini ha mai visto né può vedere» (1 Tm 6, 15-16). Al quale sia gloria, onore ed impero per i secoli eterni. Amen.


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 Fonte: Nel paese dei balocchi...

La cristoteca, ovvero la discoteca in cui si ballano brani religiosi, arriva in Italia direttamente dal Brasile.

cristoteca


L’iniziativa prende vita per iniziativa di Padre Joseph Anthony con lo scopo di avvicinare i giovani alla Chiesa attraverso la musica. Il parroco, conosciuto nei locali come dj Zeton, munito di cuffie e consolle organizza serate in giro per Rio de Janeiro insieme al suo gruppo.

padre dj zeton


La musica? Brani religiosi rivisitati in chiave tecno-house. Si va dalle grande voci gospel remixate ai pezzi Christian trance. E’ anche possibile ascoltare la rielaborazione a cura degli Ziggybeats del salmo 23 del Vangelo, quello di Davide che iniziano con:
“Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposar…”
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martedì 22 ottobre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 23°)...



Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany.
 



«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
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Capitolo 23: conviene, mentre si combatte l'errore, combattere e screditare la persona che lo sostiene ?

Passi la guerra contro dottrine astratte, dirà qualcuno. Ma conviene combattere l'errore, per quanto evidente esso sia, abbattendosi e accanendosi contro le persone che lo sostengono ?
Ecco la nostra risposta.
Si, spesso conviene e non solamente conviene, ma ancor più è indispensabile meritorio davanti a Dio e davanti alla società, che sia così.
Questa affermazione deriva da ciò che è stato precedentemente esposto, tuttavia noi vogliamo trattarla qui ex-professo tanto è grande la sua importanza.
L'accusa di fare dei personalismi non è di solito rivolta agli apologisti cattolici e quando i liberali intaccati di liberalismo gettano quest'accusa contro uno dei nostri, sembra loro che non vi sia più niente da appurare per la sua condanna. Tuttavia essi si sbagliano, si, in verità, si sbagliano. Occorre discreditare e combattere le idee malsane e ancor più bisogna ispirare l'odio , il disprezzo e l'orrore, verso queste idee, nella moltitudine che cercano di sedurre e reclutare.
Le idee non si sostengono in alcun caso da se stesse, esse non si diffondono né si propagano per il solo fatto di esistere;  non potrebbero da sole produrre tutto il male di cui soffre la società. Esse assomigliano frecce o a pallottole che non ferirebbero nessuno, se non si usassero archi o fucili.
È dunque con l'arciere e i fuciliere che deve prendersela, prima di tutto, colui che vuol metter fine ai loro tiri assassini.

Qualsiasi altro modo di guerreggiare sarà liberale, quanto si vorrà, ma sarà insensato.
Gli autori e propagatori di dottrine eretiche sono dei soldati che usano delle armi caricate con proiettili avvelenati. Le loro armi sono il libro, il giornale, il discorso pubblico, l'influenza personale. È sufficiente portarsi a destra a sinistra per evitare i colpi ? No, la prima cosa da fare, la più efficace è di eliminare il tiratore.
Così dunque conviene togliere qualsiasi autorità qualsiasi credito al libro, al giornale e al discorso del nemico, ma conviene anche, in certi casi, fare altrettanto per la sua persona, si, per la sua persona che è incontestabilmente l'elemento principale della lotta, come l'artigliere è l'elemento principale dell'artiglieria e non la bomba, la polvere e il cannone.
È dunque lecito in certi casi rivelare al pubblico le sue infamie, ridicolizzare le sue abitudini, trascinare il suo nome nella polvere.
Si, lettore, ciò è permesso, permesso in prosa, in versi, in caricatura, in un tono scherzoso o meno, con tutti i mezzi e procedimenti che l'avvenire potrà inventare. Importa solamente non mettere la menzogna al servizio della giustizia. Questo no, sotto nessun pretesto può essere portata offesa alla Verità, nemmeno d’uno iota.

Ma senza uscire dai suoi stretti limiti si può ricordare questa parola di Cretinau-Joly e trarne profitto: la Verità è la sola carità permessa alla storia, si potrebbe anche aggiungere: e alla difesa della Religione e della Società. Che I Padri che noi abbiamo già citato forniscono la prova di questa tesi. Gli stessi titoli delle loro opere affermano chiaramente che nelle loro lotte con le eresie, i loro primi colpi furono diretti contro gli eresiarchi.
Le opere di Sant'Agostino portano quasi tutte in prima pagina il nome dell'autore dell'eresia che  combattono: Contra Fortunatum Manichoeum; Adversus Adamanctum; Contra Felicem; Contra Secundinum; Quis fuerit Petilianus; De Gestis Pelagii; Quis fuerit Julianus Etc. in tale maniera che la maggior parte della polemica del grande dottore fu personale, aggressiva, biografica, per così dire, quanto dottrinale, lottando corpo a corpo con l'eretico non meno che con l'eresia.

Ciò che noi diciamo di Sant'Agostino, potremmo dirlo di tutti i santi Padri.
Da dove il liberalismo ha dunque tratto la nuova obbligazione morale di non combattere l'errore se non facendo astrazione delle persone, se non elargendo agli eretici incensamenti e sorrisi ?
Si attengano piuttosto alla Tradizione cristiana e ci lascino, noi gli ultramontani, difendere la SANTA FEDE come è stata sempre difesa nella Chiesa di Dio.
Che la spada del polemista cattolico ferisca, che essa ferisca, che vada dritta al cuore !
È questa l'unica maniera reale ed efficace di combattere.