Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
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martedì 19 novembre 2013

I SACRILEGHI "PASTORI" CONCILIARI PROFANANO LA CATTEDRALE DI BUENOS AIRES INSIEME CON I DEICIDI EBREI...

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Riprendo questo video dall'Argentina, circa l'interruzione da parte di Cattolici Tradizionali, nella Cattedrale di Buenos Aires, della cerimonia ebraico-cristiana, già istituita da Bergoglio per commemorare il 75° anniversario della Notte dei Cristalli, per testimoniare come si dovrebbe intervenire fattivamente per buttare fuori dalla Chiesa di Nostro Signore i Suoi più acerrimi nemici. I cosiddetti Ebrei che, ora grazie a dei "pastori" corrotti sono penetrati dentro la vera Casa del Signore, vogliono dettare legge nella Chiesa quando sanno benissimo che se non si convertono al Vero Dio non hanno il permesso di entrare nelle Chiese di Nostro Signore a pronunciare le loro inutili preghiere. Ma ciò che è più deprorevole sono i cosiddetti "Pastori" del nuovo satanico corso Conciliare, che grazie alla loro personale corruzione utilizzano ciò che non appartiene loro, per portare a termine ciò che hanno iniziato col diabolico Concilio Vaticano II. 

http://giacintobutindaro.org/wp-content/uploads/2013/03/bergoglio-ebrei.jpg

Se ci fosse ancora bisogno di prove per dimostrare la pertinacia di Bergoglio, (al pari dei suoi predecessori, i cinque illustrissimi modernisti venuti prima di lui) e per dichiararlo eretico, questa credo che sia un'autorevole testimonianza di come abbia insozzato la Diocesi da lui diretta prima di divenire il 6° Pontefice della falsa e satanica Chiesa Conciliare. Si attende solo che qualche Vescovo si svegli dallo stato soporifero conciliare, per dichiarare questo Signore per quello che è, per riportare il popolo Cristiano verso il vero cammino di santificazione Cristiano Cattolico Apostolico Romano...

Per quanto riguarda Il sito ufficiale della Rai, www.rainews24.rai.it, che riporta l'evento accaduto a Buenos Aires, dimostra quanto l'informazione ufficiale sia sottomessa all'ideologia dominante anticattolica e filo laicista, che fa il paio con l'inculturazione pangiudaica, a cui assistiamo dal dopoguerra fino ad oggi.
Per fortuna esiste un video a riprova di quanto accaduto ed a conferma delle menzogne profuse a grappoli dalla stampa di regime.

BUENOS AIRES, FONDAMENTALISTI CATTOLICI INTERROMPONO COMMEMORAZIONE  SHOAH

Durante una celebrazione per commemorare la Notte dei Cristalli un gruppo di estremisti cattolici fa irruzione nella Cattedrale di Buenos Aires. Inaccettabile, commenta il presidente del museo dell'Olocausto

Buenos Aires, 13 Novembre 2013

Un gruppo di ultracattolici ieri sera ha interrotto con grida e insulti una veglia di preghiera organizzata nella cattedrale di Buenos Aires per celebrare il 75esimo anniversario della Notte dei Cristalli, l'evento che segnò l'inizio delle persecuzioni degli ebrei nel Terzo Reich.

Secondo alcuni testimoni - riporta il quotidiano argentino El Clarin - gli estremisti, per la maggioranza giovani, si sono alzati in piedi urlando, con l'obiettivo di impedire lo svolgimento della cerimonia ebraico-cristiana, istituita da Papa Francesco quando era arcivescovo di Buenos Aires per commemorare le vittime dell'Olocausto.

L'attuale arcivescovo, Mario Poli, che stava officiando la cerimonia, ha chiesto ai manifestanti di ritirarsi e ai partecipanti di non reagire. Il gruppo di ultracattolici, infatti, distribuiva anche volantini con scritte provocatorie "contro la presenza di falsi dei nella nostra Cattedrale".

domenica 17 novembre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 26°)...

Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg

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Capitolo 26: continuazione della bella e schiacciante citazione della "Civiltà Cattolica"
il famoso articolo della Civiltà Cattolica e la nostra molto opportuna citazione continuano in questi termini:
"Se i liberali ci domandano la vera carità che conviene loro, la sola che noi possiamo e dobbiamo accordar loro come redattori della Civiltà Cattolica, noi siamo così lontani dal volergliela rifiutare, da credere perfino di avergliela già abbondantemente offerta fino ad oggi, certo nella misura della loro indigenza e delle nostre risorse.
I liberali commettono un'intollerabile abuso d'espressione dicendo che noi non esercitiamo carità verso di loro.
La Carità, una nel suo principio, è molteplice e varia nelle sue opere.
Spesso il padre che percuote rudemente suo figlio, scusa verso di lui tanta carità quanta quello che lo copre di baci. Anzi si può dire che la carità del padre che bacia e i suo figlio sia spesso inferiore a quella del padre che lo punisce.
Noi percuotiamo i liberali, è innegabile, e noi li percuotiamo spesso (con delle semplici parole, naturalmente), ma chi potrà concludere da questo fatto che noi non li amiamo affatto, che noi non abbiamo per essi alcuna carità ? Questo rimprovero riguarderebbe più giustamente quelli che, malgrado le prescrizioni della carità, interpretano male le intenzioni del prossimo. In ciò che ci concerne, tutto ciò che i liberali potranno dire, è che la nostra carità verso di loro non è quella carità che desiderano, ma non per questo non è carità, e perfino una grande carità.
D'altronde sono loro che ci domandano della Carità; siamo noi che la doniamo loro gratis, essi farebbero dunque molto bene a ricordarsi questo antico proverbio: "con caval donato, non si bada se la briglia è dorata ".
La carità che essi vorrebbero da noi, sarebbe quella di lodarli, di ammirarli, di appoggiarli, o almeno di lasciarli agire a loro piacimento.
Noi, al contrario, non vogliamo far loro che la carità di interpellarli, di rimproverarli, di incitarli in mille maniere a uscire dalla loro via malvagia.
Quando dicono una menzogna, seminano una calunnia o saccheggiano i beni altrui, i liberali vorrebbero vederci nascondere questi piccoli peccati veniali e ben altri, sotto il mantello della carità.

I dirigenti di domani...

  Commenti settimanali di di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  16 novembre 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html

 
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I dirigenti di domani

Ci sono due buone ragioni per le quali nemmeno i cattolici molto pii dovrebbero disprezzare le questioni economiche. Individualmente, per condurre la propria gestione familiare, in questo ambito essi hanno bisogno del buon senso, oggi fortemente spregiato. Socialmente, essi hanno bisogno di comprendere un po’ di ciò che sta accadendo nella società che li circonda, perché la verità è fortemente distorta dagli agenti coscienti o inconsci dell’anticristiano Nuovo Ordine Mondiale (NOM), che mira a far sì che tutte le anime finiscano all’Inferno.

Più di una volta è stato qui segnalato ai lettori il buon senso e la veracità di un commentatore americano, il Dott. Paul Craig Roberts. Egli ha scritto recentemente un articolo in cui sostiene che la vera crisi negli USA non sta nella sua chiusura, di cui tanto si è parlato, ma nella sua costante incapacità di fondo di equilibrare il suo bilancio, a causa delle troppo basse entrate e delle troppe spese.

Egli attribuisce le troppo basse entrate non alle spese per la Previdenza Sociale, che si paga da sé, ma ai decenni di delocalizzazione della produzione americana nei paesi stranieri con mano d’opera a basso costo, cosa che ha così impoverito i consumatori americani da far abbassare pesantemente le entrate fiscali. Le troppo spese egli le attribuisce al dissanguante costo di una guerra esterna dopo l’altra. Così egli diagnostica che se il governo americano vuole risolvere la sua crisi reale: il lavoro dev’essere riportato a casa e le guerre esterne devono cessare. Ma “potenti interessi organizzati si oppongono a tali misure, per cui il Congresso non farà né l’una né l’altra cosa”.

In effetti, il Dott. Roberts aggiunge che, a suo parere, l’economia americana non può essere salvaguardata nella sua forma attuale a causa dell’uso maldestro della tecnologia che sta estenuando l’ambiente. Inoltre, essendo gli economisti “incapaci di idee originali” e “dato che i rappresentanti eletti dipendono dagli interessi privati che finanziano le loro campagne elettorali”, “in questo momento il collasso sembra la previsione più probabile”. E dalle rovine potrà venire qualcosa di più intelligente, dice, solo se ci saranno dei dirigenti che ne indichino il modo.

Il Dottore traccia un quadro fosco, ma al suo buon senso e verità va prestata attenzione. Il buon senso sta nel fatto che il problema di bilancio può essere risolto o con un forte aumento delle entrate o con un forte taglio delle spese o con entrambi. Esso non può essere risolto contraendo un debito sempre più colossale. Una verità che egli presenta è la stoltezza degli economisti senza buon senso, per esempio la loro pretesa che i processi di fabbricazione, essendo fuori moda, possano benissimo essere delocalizzati. Un’altra verità è quella del potere degli “interessi organizzati” che premono per le guerre esterne, e degli “interessi privati” che controllano le supposte democratiche elezioni.

Ma che motivo possono avere questi interessi per desiderare di condurre l’economia degli Stati Uniti al collasso? Gli agenti del NOM stanno lavorando duramente per abbattere gli Stati Uniti e tutte le nazioni occidentali che hanno una qualche identità o orgoglio nazionale, in modo tale che queste finiscano col farsi assorbire più facilmente nel NOM. Gli economisti saranno formati come uomini di paglia nelle scuole di economia e i rappresentati eletti saranno profumatamente pagati per avviluppare i loro paesi nel debito, perché non è a caso se la Scrittura dice che il debitore si fa servo o schiavo del creditore.

In tal modo, il problema dei governi occidentali è stato reso deliberatamente così insolubile che la tentazione di distrarre con la III Guerra Mondiale i popoli asserviti, finirà per diventare irresistibile. Non si è appena resistito alla recente spinta per un attacco alla Siria?
Cattolici, ci si avvia verso la possibilità che voi possiate essere domani quei dirigenti oggi auspicati dal Dott. Roberts. Solo voi avete una visione completa. Studiate e pregate.

Kyrie eleison.

giovedì 14 novembre 2013

ANCHE IL MISCREDENTE NAPOLITANO SI E' ACCORTO CHE IL MODERNISTA BERGOGLIO E' UN NON CATTOLICO, MA SEMPLICEMENTE UN FALSO PORTATORE DEL MESSAGGIO SATANICO CONCILIARE...

 http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/politica/2013/06/08/napolitano_bergoglio_getty.jpg

Giorgio Napolitano a Bergoglio: “a tutti, credenti e non credenti, è giunta la concezione di Papa Francesco della Chiesa e della fede: ci ha colpito l’assenza di ogni dogmatismo, la presa di distanze da ‘posizioni non sfiorate da un margine di incertezza’, il richiamo a quel ‘lasciare spazio al dubbio’ proprio delle ‘grandi guide del popolo di Dio’. Grazie allo spirito del Concilio Vaticano II, vediamo profilarsi nuove prospettive di quel dialogo con tutti, anche i più lontani e gli avversari… Ne scaturiscono, ha aggiunto, responsabilità comuni. Responsabilità che la Chiesa si assume esprimendo e diffondendo i suoi valori, liberandosi da ogni residuo ‘temporalismo’, e dispiegando l’iniziativa delle istituzioni che ad essa si richiamano sul terreno solidaristico ed educativo che è loro proprio. Un messaggio che, come Ella stesso ha detto, ‘si rivolge non soltanto ai cattolici ma a tutti gli uomini di buona volontà‘, e che fa dunque pensare a un dialogo senza precedenti per ampiezza e profondità tra credenti e non credenti, a una sorta di simbolico, sconfinato ‘Cortile dei Gentili’.

mercoledì 13 novembre 2013

"La riforma liturgica fu applicata in modo autoritario e violento, fu un atto di imposizione della gerarchia sui fedeli, che non domandavano la rivoluzione nella liturgia. Nessuna obiezione venne ascoltata. Già operava il “principe di questo mondo” e il fiume anticristico fluiva per passi insensibili".

...Fosse anche un Papa ad allontanarsi - nel governo - con pertinacia da una verità di fede rivelata, a questi un concilio detto imperfetto (o un conclave) può solo ratificare (o dichiarare) che egli è stato privato di ogni giurisdizione. Nella versione del testo Verità della Fede [Volume primo, Giacinto Marietti, Torino, 1826, alla pagina 142] si leggono le parole del santo Dottore: "La seconda cosa certa si è, che quando in tempo di scisma si dubita, chi fosse il vero papa, in tal caso il concilio può esser convocato da’cardinali, e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perchè allora si tiene come vacante la sede apostolica. E lo stesso sarebbe nel caso, che il papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile, e caduto dal suo officio"... (da un commento di Carlo di Pietro su Facebook)



paolo VI fanone e tiara

Proponiamo qui di seguito alcuni passi tratti dal libro “ L’Anticristo- il principe delle tenebre opera nella storia da piccole fessure…” di Gianni Baget Bozzo.
L’autore del libro potremmo definirlo un “conservatore”, in quanto non era “tradizionalista” o “sedevacantista”, faceva parte a tutti gli effetti della chiesa conciliare ma con molte riserve, data la sua personale cultura soprattutto nel campo della teologia dei padri greci, che gli permetteva di vedere le deviazioni della nuova teologia, e data anche la sua vicinanza al cardinale conservatore per antonomasia, Giuseppe Siri, dal quale sicuramente ha tratto la conoscenza accurata della Messa romana e ha potuto così vedere bene gli effetti devastanti della pseudo riforma di Giovan Batista Montini: (le sottolineature sono nostre)
LA LITURGIA

Questo è il tema su cui il fallimento della riforma conciliare è apparso più chiaro.
L’enciclica Mediator Dei aveva già previsto tutti i danni che sarebbero derivati dalle tendenze liturgiche franco-tedesche legate all’opera di Ernest Jungmann e di Otto Casel.
[…]
Pio XII comprese l’errore dell’arcaismo di Jungmann, per cui la liturgia andava riformata arcaicamente sul modello della Chiesa primitiva; e comprese l’errore di Casel, che vedeva nella liturgia la celebrazione del Cristo risorto e non del Cristo redentore.
In ambedue i casi si trattava di separare la Chiesa dalla sua Tradizione, svolta nel tempo e nella storia.
Al centro della Mediator Dei stava la dottrina della Messa come rinnovazione del sacrificio di Cristo, il ruolo sacerdotale costitutivo del prete, il valore della preghiera personale e di tutte le forme di culto dell’Eucaristia distinte dalla Messa.
Nessuno pensava che la riforma aperta dalla Sacrosanctum Concilium del Vaticano II, che in molte parti ricalcava laMediator Dei con qualche attenuazione delle formule, determinasse la fine di un rito unitario della Chiesa latina. Soprattutto in questo caso si nota il processo che dal testo conciliare giunge sino alla variazione liturgica. E di qui l’elemento centrale è stata la perdita totale del latino come lingua liturgica, che avviene non nella Costituzione conciliare ma nelle successive riforme.
L’effetto di tutte le successive riforme, quelle del ’65 e del ’70, è stato la graduale dissacrazione della liturgia e la riduzione del culto a una attività sociale.
[…]
Il fondamento dell’unione dell’uomo con Dio è la piena distinzione tra l’uomo e Dio. Per questo la pienezza della è data dalla Rivelazione cristiana, che pone l’unione tra Dio e l’uomo a partire dalla piena distinzione tra Dio e l’uomo.
[…]
La perdita del sacro è un effetto avvenuto nel culto pubblico cattolico e ciò è accaduto proprio secondo le linee di previsione che erano contenute della Mediator Dei. Tutto è stato pensato, a cominciare dalla trasformazione dell’altare in mensa, con l’accento passato dalla rinnovazione del sacrificio della Croce alla comunione dei fedeli con il Corpo del Signore.
L’atto redentore è un atto unico, l’atto del solo Cristo: un atto intertrinitario in cui il Figlio offre la sua umanità e l’umanità del mondo in sacrificio al Padre in un atto di assoluta adorazione.
Qui solamente il Mistero trinitario è manifestato nella sua verità. Il sacerdote celebrante viene immerso come persona nel Mistero trinitario, anche se in rappresentanza di tutti i cristiani, ma è egli solo a rendere presente l’atto unico del sacrificio del Verbo incarnato. Tutti partecipano all’oblazione del sacrificio, il sacerdote soltanto lo compie. Questi sono i temi della Mediator Deiche sono andati perduti nel momento in cui l’altare è divenuto mensa.
[…]
I due temi fondamentali della Mediator Dei vengono rapidamente cancellati e in pochi anni dopo il Concilio il Sessantotto ha già creato la possibilità delle eucarestie selvagge.
Il prete non è più il sacerdote, ma il presbitero della cominità, il “presidente dell’assemblea”. E in realtà qui è avvenuta la grande regressione: dalla persona alla comunità.
[…]
E così avviene l’evento disastroso centrale nella vita della Chiesa; un evento non voluto, non previsto, non desiderato: la sostituzione della Chiesa a Cristo. Una volta si diceva: Cristo sì la Chiesa no, ma oggi sembra prevalere il principio contrario: la Chiesa sì, Cristo no.
[…]
Tutto era scritto nella sostituzione dell’altare con la mensa, così che sembrava innocente un ritorno all’evento originario. Ma non era il ritorno alle origini il principio di tutte le eresie che avevano diviso la Chiesa cattolica, negando, in favore delle origini, l’opera dello Spirito Santo nel tempo intermedio tra la prima e la seconda venuta del Cristo? No, nessuno avrebbe previsto che una sostituzione così semplice comportasse una potenzialità eversiva così grande come la riduzione della Chiesa e una comunità orizzontale, a una comunità sociale, fondata sulla sua auto glorificazione.
Ma se al sacrificio della Croce, atto intertrinitario in cui viene comunicata la vita divina agli uomini con un gesto unico del Figlio incarnato, si sostituisce la pluralità dell’atto di partecipazione umana al dono di Dio, si trascina la Chiesa verso il basso.
[…]
Il Cristianesimo diviene espressione dell’amore fraterno, della non violenza e dell’assistenza. E’ una sottile forma gnostica di riduzione della Chiesa a una sorta di purezza meta mondana, di separazione dalla sua carnalità storica e temporale.
Questo culto dell’innocenza assoluta è il sostituto di una fede in chi è venuto a redimere i peccati del mondo. E la Chiesa dovrebbe sapere di essere fatta per gli uomini, non per pseudo angeli delle opere buone che divengono immediatamente compatibili con il mondo, con tutto ciò che di mondano il mondo approva. Il mondo nella sua realtà è cosa migliore di questi eretici della disincarnazione di Dio e della angelizzazione dei cristiani.
[…]
C’è una sottile fessura tra l’ultima grande enciclica di Pio XII sulla liturgia e la Sacrosanctum Concilium. Per quella fessura è passata l’autodistruzione della Chiesa; era di lì che era passato quel “fumo di Satana nel tempio di Dio” di cui parlava Paolo VI, in un momento di pienezza del carisma papale.
[…]
La riforma liturgica fu applicata in modo autoritario e violento, fu un atto di imposizione della gerarchia sui fedeli, che non domandavano la rivoluzione nella liturgia. Nessuna obiezione venne ascoltata. Già operava il “principe di questo mondo” e il fiume anticristico fluiva per passi insensibili.
Tutto sembrava così innovatore, intelligente, comprensibile: rendere persuasivo il Mistero, quale tentazione ! E tuttavia bisogna dire che, vedendo quello che è accaduto, i timori del movimento di Econe sembravano giustificati proprio sul punto della potenzialità rivoluzionaria della riforma.
Il risultato è stato il compimento della rivoluzione moderna quando il moderno finiva. E il risultato è che la liturgia della Chiesa postconciliare è una liturgia morente, priva del sacro, del canto, priva di bellezza, di grandezza.
Quando si celebra la Messa tradizionale, si sente in essa la Chiesa vibrare. Il sacerdote appare veramente come alter Christus, come colui che esprime la differenza tra il Cristo e il popolo, esprime l’essenza del sacro. E per vivere il Mistero della divinoumanità, della divinizzazione del cristiano, occorre che la differenza tra Dio e l’uomo, tra il Cristo e il crisitano, sia espressa; il sacerdote come persona sacra esprime la differenza tra il Cristo e il cristiano. Esprime la sacralità, la differenza che è alla base dell’unione. La dissacrazione della Messa è divenuta la dissacrazione del prete.

martedì 12 novembre 2013

Punto 27 del piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica: " Eleggete un Antipapa. Affermate che egli riporterà i protestanti nella Chiesa e forse addirittura gli Ebrei. Un Antipapa potrà essere eletto se venisse dato il diritto di voto ai Vescovi. Allora verranno eletti tanti Antipapi così che verrà insediato un Antipapa come compromesso. Affermate che il vero Papa è morto".

BERGOGLIO DA PICCOLO...
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 BERGOGLIO DA GRANDE...
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21 Annientate il Papa, distruggendo le sue Università.
Staccate le Università dal Papa, dicendo che in tal modo il governo le potrebbe sussidiare.
Sostituite i nomi degli Istituti Religiosi con nomi profani, per favorire l’ecumenismo.
Per esempio, invece di “Scuola Immacolata Concezione” dite “Scuola Superiore Nuova”. Istituite reparti di ecumenismo in tutte le Diocesi e preoccupatevi del loro controllo da parte protestante.  Vietate le Preghiere per il Papa e verso Maria perché esse scoraggiano l’ecumenismo. Annunciate che i Vescovi locali sono le autorità competenti. Sostenete che il Papa è soltanto una figura rappresentativa. Spiegate alla gente che l’Insegnamento Papale serve soltanto alla conversazione ma che è altrimenti privo di importanza.
 
22 Combattete l’Autorità Papale, ponendo un limite di età al suo esercizio. Riducetela a poco a poco, spiegate che lo volete preservare dall’eccesso di lavoro.
 
23 Siate audaci. Indebolite il Papa introducendo sinodi Vescovili. Il Papa diverrà allora soltanto una figura di rappresentanza come in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano e da essi la regina riceve gli ordini. In seguito indebolite l’autorità del Vescovo, dando vita a una istituzione concorrente a livello di Presbiteri. Dite che i Sacerdoti ricevono in tale modo l’attenzione che meritano.
Infine indebolite l’autorità del Sacerdote con la costituzione di gruppi di laici che dominino i Sacerdoti. In questo modo si originerà un tale odio che abbandoneranno la Chiesa addirittura Cardinali e la Chiesa allora sarà democratica… la Chiesa Nuova…

domenica 10 novembre 2013

Fatima contestata...

 
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  9 novembre 2013
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http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
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Fatima contestata

Nei primi del XX secolo, Dio ha dato sicuramente al mondo moderno due grandi lumi: in campo teorico, attraverso Pio X, l’enciclica Pascendi, del 1907, per denunciare l’errore fondamentale del soggettivismo; in campo pratico, attraverso Sua Madre, l’apparizione di Fatima del 1917, per fornire un rimedio alla mostruosa piaga del Comunismo. Ma il Diavolo ha deviato l’attenzione dalla Pascendi e ha suscitato una serie di obiezioni per screditare Fatima. Ecco alcune delle obiezioni principali:-

* Come possiamo prendere sul serio la versione della terza parte del Segreto di Fatima fornita dal Cardinale Ottaviani, quando vi è supposto che la Madonna avrebbe detto che una terza Guerra Mondiale (GM) sarebbe scoppiata nella seconda metà del XX secolo? Il 2000 è arrivato ed è passato e non c’è stata alcuna terza Guerra Mondiale.
C’è un interessante parallelismo tra la seconda e la terza parte del Segreto di Fatima. Nella seconda parte la Madonna dice che una guerra peggiore della I GM sarebbe scoppiata sotto il pontificato del prossimo Papa, che fu Pio XI. Eppure Pio XI morì nella primavera del 1939 e la II GM fu dichiarata in autunno, quand’era Papa Pio XII. Che la Madonna avesse usato un calendario sbagliato? No, Ella si è attenuta semplicemente alla realtà invece che alle apparenze. E la realtà è che la II GM è iniziata nel 1938, quando Stalin decise di fare un patto con Hitler per permettergli di fare la guerra sul suo fronte occidentale. Si veda nella Lettera del Rettore del maggio 2000 (su eleisonkommentar.blogspot.com) tutta la storia avvincente di questo vero inizio della II GM. Ora, che la versione Ottaviani sia o no il vero “Terzo Segreto”, ci si può chiedere: non è possibile che la real tà ; sia che la III GM sia iniziata in Medio Oriente prima del 2000, per esempio con la prima invasione dell’Iraq del 1991? Non sempre le cose sono come appaiono.

* Nella II GM abbiamo visto gli orribili bombardamenti di Dresda, Tokyo, Nagasaki. Che ci potrà essere di più?
I morti complessivi della II GM sono solitamente valutati in 66 milioni, per decine di milioni. Se si leggono correttamente i diversi avvertimenti della Madonna, e non solo quelli di Fatima, le vittime della III GM e del Castigo si possono calcolare in migliaia di milioni. In numero cento volte più grande.

*Ma quale Castigo materiale può esserci, peggiore del castigo spirituale dei nostri giorni?
È vero, dopo la caduta di Adamo ed Eva, è stato il Vaticano II il peggior disastro di tutta la storia dell’umanità. Ma la massa degli uomini lo vede come una grande liberazione. “Pietre e bastoni mi rompono le ossa, ma le parole non mi toccano mai”, recita il vecchio detto. Le punizioni spirituali sono di per sé molto più gravi, ma ci vogliono le cose materiali perché noi uomini si capisca (cfr.Mt. IX, 6, e Gv. XX, 27).

* La Madonna di Fatina ha promesso un periodo di pace se il Papa avesse fatto una certa consacrazione. Da allora, i Papi hanno fatto diverse di queste consacrazioni, ma non abbiamo avuto la pace.
È vero, ci sono state diverse consacrazioni indubbiamente ispirate alla Madonna di Fatima, ma mai esattamente eseguite come da Lei richiesto: consacrazione della Russia, al suo Cuore Immacolato, fatta dal Papa, in unione con tutti i vescovi del mondo. L’una o l’altra di queste quattro condizioni è sempre venuta a mancare.

*La Madonna di Fatima ci ha parlato di “nazioni che sarebbero annientate” e di “un periodo di pace”. Noi abbiamo visto le nazioni annientate nella II GM e un periodo di pace negli anni ’50. Le sue profezie si sono già avverate.
Quali nazioni sarebbero state annientate nella II GM e quanta pace c’è stata nella guerra fredda degli anni ’50? La Madonna di Fatima ha parlato di eventi ben più grandi di quelli che si sono verificati.

Sacro Cuore di Gesù, abbi pietà di noi. Cuore Immacolato di Maria, intercedi per noi.

Kyrie eleison.

giovedì 7 novembre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 25°)...

Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 

Capitolo 23°.
Capitolo 24°.

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg
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Liberalismo Cap. 25
Conferma di ciò che è stato appena scritto in un articolo molto coscienzioso di "Civiltà Cattolica"
non dubitiamo fortemente che sia possibile sfuggire all'argomento che segue, poiché, in verità, esso non lascia alcuna via d'uscita.
Tuttavia, siccome la questione e della più alta importanza e dato che, in questi ultimi tempi, è stata oggetto di un'ardente controversia, la nostra autorità personale è troppo piccola per risolvere questa questione con un giudizio definitivo. Domandiamo, dunque, ai nostri lettori il permesso di riprodurre, in favore della nostra dottrina, un sostegno di maggior peso, per non dire di una competenza tanto incontestabile che incontestata: quello della Civiltà Cattolica, il maggior giornale religioso del mondo, non essendo esso ufficiale nella sua redazione ma essendolo nella sua origine.
Questa rivista fu, in effetti, fondato con un breve speciale di Pio IX e affidata da lui ai padri della Compagnia di Gesù; i suoi articoli, sotto una forma tanto seria quanto satirica, non hanno mai lasciato un momento di tregua al liberalismo italiano e molte volte hanno ricevuto il rimprovero, dai liberali, di essere scritti con mancanza di carità.
In risposta a queste farisaiche omelie sulla misura e sulla carità, la Civiltà Cattolica pubblicò un articolo magnifico, così pieno di humour quanto di profonda filosofia.
Noi lo riproduciamo qui per la consolazione dei nostri liberali e la disillusione di tanti poveri cattolici intaccati di liberalismo, i quali, facendo coro con essi, si scandalizzano moltissimo della nostra cosiddetta mancanza di moderazione e l'anatemizzano di continuo.
Questo articolo si intitola: "Un po' di Carità ! ".
Eccolo:
"De Maistre disse che la Chiesa e i Papi non hanno mai chiesto per la loro causa niente di più che la Verità e la Giustizia. Tutto il contrario, i liberali, senza dubbio per il fatto di non credere in una oggettiva Verità e Giustizia anzi di averne orrore, sempre ci domandano: la carità.
Sono ormai più di 12 anni che, da parte nostra, noi assistiamo a questo curioso spettacolo dato dei liberali italiani. Essi non cessano un momento di mendicare con le lacrime la nostra carità. Sono diventati insopportabili, e senza pudore, le braccia conserte, in prosa, in versi, nelle loro pubblicità, nei loro giornali, nelle loro lettere pubbliche e private, anonime e pseudonime, direttamente o indirettamente, ci supplicano di esercitare verso di loro la carità, per l'amore di Dio.
Ci scongiurano di non far più ridere il prossimo a loro spese, e di non fare un esame così dettagliato, così minuzioso dei loro scritti "sublimi", di non ostinarsi a mettere in luce le loro "gloriose imprese", di chiudere i nostri occhi le nostre orecchie ai loro abbagli, ai loro solecismi, alle loro menzogne, alle loro calunnie, alle loro mistificazioni, in una parola di lasciarli vivere in pace.
In definitiva, la carità è la carità ! Che i liberali non ne abbiano affatto, è così naturale che si può spiegare benissimo, ma che scrittori come quelli della Civiltà Cattolica non facciano affatto uso, ebbene questo è tutt'altro affare.
Sempre i liberali hanno aborrito la mendicità pubblica fino al punto di vietarla in molti paesi sotto pena di prigione; e così per un giusto castigo di Dio loro stessi sono ridotti a diventare mendicanti pubblici, domandando nel nome del cielo, questi mascalzoni dei reazionari… Un poco di carità !...
I liberali hanno imitato, con questa edificante conversione all'amore per la mendicità, un'altra conversione non meno celebre non meno edificante, quella di un ricco avaro alla virtù dell’elemosina.

lunedì 4 novembre 2013

"Così lo stabilirsi della Chiesa fu opera di intolleranza dogmatica; tutta la storia della Chiesa non è altro che la storia di questa intolleranza. Chi sono i Martiri? degli intolleranti in materia di fede che preferivano il supplizio al professare l'errore. Che cosa sono i simboli? Formule d'intolleranza che regolano ciò che è necessario credere e che impongono alla ragione dei misteri necessari".

 Card. Louis-Édouard Pie.
 Sermone predicato nella Cattedrale di Chartres sulla Intolleranza dottrinale.

 Fonte: Progetto Barruel
(1841 e 1847)
http://leblogdumesnil.unblog.fr/files/2012/11/cardinal-edouard-pie.jpg
 Unus Dominus, una fides, unum baptisma.
Vi è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
(San Paolo agli Efesini, c . IV, v . 5.)
Ed è per questo, Fratelli miei, è perchè non vi è alcun attacco, alcuna lesione nell'ordine intellettuale che non abbia funeste conseguenze nell'ordine materiale, che noi ci impegniamo sia a combattere il male attaccandolo nei suoi principii, sia a prosciugarne la fonte, cioè le idee. Tra di noi si sono accreditati mille pregiudizi: il sofisma, stupito di essere attaccato, invoca la prescrizione; il paradosso si vanta d'aver ottenuto il diritto di cittadinanza. Gli stessi cristiani, che vivono nel bel mezzo di questa atmosfera impura, non ne evitano del tutto il contagio, ma accettano molti errori troppo facilmente; stanchi di resistere sui punti essenziali spesso, per farla finita, cedono su altri punti che sembrano loro meno importanti non accorgendosi, e spesso non volendo accorgersi, di dove potrebbero essere condotti dalla loro imprudente fragilità. In questa confusione di idee e di false opinioni spetta a noi, sacerdoti dell'incorruttibile verità, di gettarsi nella mischia protestando con l'azione e con la parola: buon per noi se la rigida inflessibilità del nostro insegnamento potrà arrestare il tracimare della menzogna, delegittimare i principii erronei che regnano con superbia sulle intelligenze, correggere gli assiomi funesti già affermatisi nel tempo, ed infine illuminare e purificare la società che minaccia di sprofondare, invecchiando, in un caos di tenebre e di disordini in cui non le sarà più possibile distinguere la natura dei suoi mali ed ancor meno come rimediarvi.
Il nostro secolo esclama: Tolleranza! Tolleranza! Si ritiene che un sacerdote debba essere tollerante, che la religione debba essere tollerante. Fratelli miei, in ogni cosa niente eguaglia la franchezza, ed io vi dico senza tergiversare che esiste al mondo una sola società che possiede la verità, e che questa società deve essere necessariamente intollerante. Ma, prima di entrare in argomento, per capirci bene, distinguiamo le cose e mettiamoci d'accordo sul senso delle parole per non fare confusione.
La tolleranza può essere civile oppure teologica, e la prima non ci riguarda, mi  permetterò solo una parola su di essa; se la legge afferma di permettere tutte le religioni perchè di fronte ad essa sono tutte egualmente buone o addirittura perchè il pubblico potere è incompetente a prendere una posizione su questo tema, questa legge è empia ed atea, poichè professa non già la tolleranza civile quale la definiremo, ma la tolleranza dogmatica e, con una neutralità criminale, giustifica nei singoli individui l'indifferenza religiosa più assoluta. Se al contrario la legge, riconoscendo che una sola religione è buona, sostiene e permette solamente il tranquillo esercizio delle altre religioni, essa in questo, come si è già osservato prima di me, può essere saggia e necessaria a seconda delle circostanze. Se vi sono momenti in cui occorre dire col famoso conestabile [*]Une foi, une loi; Una sola fede, una sola legge, ve ne sono altri in cui bisogna dire come Fénelon al figlio di Giacomo II: «Concedete a tutti la tolleranza civile, non approvando tutto in maniera indifferente, ma sopportando con pazienza ciò che Dio sopporta»
Dunque, lasciando da parte questo argomento irto di difficoltà, e dedicandomi alla questione propriamente  religiosa e teologica, esporrò i due principii seguenti:
1° La religione che proviene dal cielo è verità ed è intollerante verso le dottrine.
2° La religione che viene dal cielo è carità, ed è piena di tolleranza verso le persone.
Preghiamo Maria perchè ci venga in soccorso ed invochi per noi lo Spirito di verità e di carità:Spiritum veritatis et pacis. Ave Maria.

I.

Fa parte dell'essenza di ogni verità il non tollerare il principio a sè contrario; l'affermazione di una cosa esclude la negazione di questa stessa cosa, come la luce esclude le tenebre. Laddove non v'è nulla di certo, o laddove nulla è definito, i pareri possono divergere e le opinioni possono essere varie; questo lo comprendo e domando la libertà in tutte le questioni dubbie: In dubiis libertas. Ma dal momento in cui la verità si presenta con le caratteristiche che la contraddistinguono con certezza, per il fatto stesso che si tratta di una verità, essa è positiva, necessaria, e di conseguenza è unica ed intollerante: In necessariis unitas; condannare la verità alla tolleranza significa forzarla al suicidio. L'affermazione che dubita di se stessa si suicida, ed essa dubita di se stessa quando lascia con indifferenza che la propria negazione le si ponga a lato. L'intolleranza è per la verità l'istinto di conservazione, l'esercizio legittimo del diritto di proprietà; quando si possiede qualcosa, bisogna difendere questo qualcosa, pena l'esserne interamente privato.
Così, Fratelli miei, per la necessità stessa delle cose, l'intolleranza è ovunque, perchè ovunque vi è bene e male, vero e falso, ordine e disordine; ovunque il vero non sopporta il falso, il bene esclude il male, l'ordine combatte il disordine. Che cosa vi è di più intollerante, ad esempio, della seguente proposizione: 2 + 2 = 4? Se mi venite a dire che due più due fanno tre o che due più due fanno cinque vi rispondo che due più due fanno quattro, e se mi dite che non contestate il mio modo di contare, ma che mantenete il vostro e che mi pregate di essere tanto indulgente verso di voi quanto voi lo siete verso di me io, fermamente convinto che ho ragione e che voi avete torto, potrei forse tacere perchè dopo tutto m'importa assai poco che vi sia sulla terra un uomo per il quale due più due fanno tre o cinque.
Per quel che riguarda un certo numero di questioni, in cui la verità fosse meno assoluta, in cui le conseguenze fossero meno gravi, potrei, almeno fino ad un certo punto, venire a patti con voi: sarei conciliante se mi parlaste di letteratura, di politica, d'arte, di scienze amene, perchè in tutte queste cose non vi è un tipo unico e determinato, il bello ed il vero sono più o meno delle convenzioni ed al massimo l'eresia in questo campo incorre solamente nell'anatema del senso comune e del buon gusto. Ma se si tratta della verità religiosa, insegnata ovvero rivelata da Dio stesso, se è questione del vostro futuro eterno e della salvezza della mia anima, allora nessuna transazione è più possibile; mi troverete irremovibile, e debbo esserlo. L'essere intollerante è attributo comune a ogni verità: ma la verità religiosa, poichè è la più assoluta e la più importante di tutte le verità, è di conseguenza la più intollerante ed esclusiva.
Fratelli miei, nulla è esclusivo quanto l'unità: udite l'espressione di san Paolo: Unus Dominus, una fides, unum baptisma. Nel cielo vi è un solo Signore: Unus Dominus. Dio, che ha l'unità come attributo fondamentale, ha dato alla terra un solo simbolo, una sola dottrina, una sola fede: Una fides; e questa fede, questo simbolo, li ha confidati ad una sola società visibile, ad una sola Chiesa i cui figli sono tutti segnati con lo stesso sigillo e rigenerati dalla stessa grazia: Unum Baptisma. Così l'unità divina, che risiede da tutta l'eternità nello splendore della gloria, s'è prodotta sulla terra con l'unità del dogma evangelico, il cui deposito è stato dato in custodia da Gesù Cristo all'unità gerarchica del sacerdozio: Un solo Dio, una sola fede, una sola Chiesa: Unus Dominus, una fides, unum baptisma.
Un pastore inglese ha avuto il coraggio di scrivere un libro sulla tolleranza di Gesù Cristo, ed il filosofo ginevrino [Rousseau. N.d.T.] ha detto, parlando del Salvatore degli uomini: «Non penso che il mio divin Maestro abbia sottilizzato sul dogma». Nulla di più vero, Fratelli miei: Gesù Cristo non ha sottilizzato sul dogma, ma ha portato agli uomini la verità ed ha affermato: Se qualcuno non è battezzato nell'acqua e nello Spirito Santo; se qualcuno rifiuta di mangiare la mia carne e bere il mio sangue, non avrà parte nel mio regno. Lo confesso, non vi è in ciò sottigliezza alcuna, ma intolleranza, la più positiva, la più franca delle esclusioni. Ed ancora Gesù Cristo ha inviato i suoi Apostoli a predicare a tutte le nazioni, cioè a travolgere tutte le religioni esistenti per stabilire l'unica religione cristiana su tutta la terra, e a sostituire a tutte le credenze dei diversi popoli l'unità del dogma cattolico. E prevedendo i sommovimenti e le divisioni che questa dottrina avrebbe provocato sulla terra, non si è fermato lì, ma ha dichiarato di esser venuto a portare non la pace ma la spada, ad accendere la guerra non solo tra i popoli, ma anche all'interno della stessa famiglia, separando, almeno quanto alle convinzioni, la sposa credente dallo sposo incredulo, il genero cristiano dal suocero idolatra: Gesù Cristo non ha sottilizzato sul dogma.

 http://compagniadeiglobulirossi.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/paolo-di-tarso.jpg

Lo stesso sofista dice altrove al suo Emilio: «Io faccio come san Paolo, metto la carità al di sopra della fede. Penso che l'essenziale della religione consista  in pratica nel fatto che non solo occorre essere uomini di bene, umani e caritatevoli, ma anche che chiunque sia veramente tale creda abbastanza per essere salvato, poco importa quale religione professi». Certo, Fratelli miei, proprio un bel commento a san Paolo, il quale per esempio ha affermato che senza la fede è impossibile piacere a Dio; il quale ha dichiarato che Gesù Cristo non è diviso, che in Lui non vi è il sì ed il no, ma solamente il sì; che ha affermato che, se per assurdo venisse un angelo ad annunziare una dottrina diversa da quella apostolica, lo si dovrebbe anatematizzare. San Paolo sarebbe un apostolo della tolleranza! Proprio san Paolo, che marcia abbattendo ogni scienza orgogliosa che si eleva contro Gesù Cristo, portando tutti gli intelletti a servire Gesù Cristo.

"PER FAVORE AIUTATECI"...

 Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  2 novembre 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato: http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
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Per favore, aiutateci

Nel corso degli ultimi anni, ho detto regolarmente che la Fraternità San Pio X potrebbe fallire. Ai colleghi non è piaciuto che lo dicessi, e contrariamente a quello che pensano alcuni, io non ho certo goduto nel dirlo, ma siamo a questo. Ecco, ad esempio, una citazione inviatami recentemente da un lettore, tratta da un sermone per delle ordinazioni che ho tenuto nel 1984 e che ovviamente avevo completamente dimenticato:-

Agli inizii della Chiesa Militante, Gesù Cristo condusse i suoi seguaci attraverso catacombe e persecuzioni in campo aperto, e alla fine della Chiesa Militante Egli potrebbe guidarli dalla tenda in campo aperto attraverso persecuzioni che riconducono alle catacombe. Se si tratterà di questo e se si arriverà alle catacombe, per molti di noi questo certamente non potrebbe avvenire senza la Fraternità, ma nel tornare alle catacombe forse dovremo farlo anche senza la Fraternità (...) Cari seminaristi! Io dico loro regolarmente (...) che il mondo intero è contro di loro; che il mondo intero sta andando sempre più all’Inferno; che la Fraternità San Pio X potrebbe facilmente venire meno; che il futuro è buio e dove non ci sono tenebre c’è fatalità. E davvero io credo che se qualcuno dei miei oscuri presagi si avverasse adesso, i seminaristi potrebbero esserne piacevolmente sorpresi!


E cosa penso di poter vedere oggi nella “Resistenza”? Il doloroso ma costante emergere del gioioso resto di cattolici che viene fuori dal resto dei tradizionalisti che emersero dalle rovine del Vaticano II. Fino ad ora niente mi convince della necessità di una struttura o di un seminario che rimpiazzino quelli della FSSPX, ma siamo ancora ai primi giorni della storia della Resistenza. Quello che penso sia necessario è una base operativa della Resistenza in Inghilterra, non lontano dal continente e dagli aeroporti di Londra; cioè mattoni e malta che diano della solidità alla Resistenza e costituiscano, per esempio, un rifugio dove i sacerdoti possano riprendersi per almeno un paio di giorni, senza alcun tipo di pressione, dalle reali difficoltà dell’apostolato odierno.


La casa è stata scelta, esiste, abbiamo convenuto di comprarla, e le donazioni stanno arrivando, ma adesso abbiamo bisogno sia di 40.000 Sterline per la fine di novembre, sia di altre 360.000 per metà dicembre. Non mi piace fare promesse, ma, con l’aiuto di Dio, io non ho alcuna intenzione di abbandonare la difesa della Fede, qualunque sia la forma che questa difesa potrà assumere nei prossimi anni. Per favore, aiutateci, e di fronte allo spettro odierno del collasso delle valute domani, si pensi di fare un investimento celeste garantito da tutta la milizia del Cielo. Dio vi benedica per ogni e qualsiasi donazione. Allego di nuovo le indicazioni per come effettuare i pagamenti.

Kyrie eleison.
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venerdì 1 novembre 2013

PAROLE DI CIALTRONE MODERNISTA, ASSASSINO CONCILIARE DELLA FEDE ...

http://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/Images%20(101-200)/146_Maradiaga.jpg

Postiamo questo rivelatore articolo tratto da Chiesa e Post Concilio che riporta le parole di uno dei cosidetti "saggi" che affiancheranno l'apostata Bergoglio per riformare ulteriormente la diabolica falsa Chiesa Conciliare.
Il centro del discorso di questo cialtrone apostata è riassumibile in questa affermazione:

"Vaticano II: il Concilio (...) all’inizio significava la fine alle ostilità tra la Chiesa ed il modernismo, che era stato condannato al I Concilio Vaticano (...) Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù. Il modernismo fu, per la maggior parte del tempo, una reazione contro l’ ingiustizia e gli abusi che mortificavano la dignità ed i diritti delle persone".

Questi usurpatori eretici che hanno occupato le mura della Chiesa di Nostro Signore oramai parlano apertamente delle loro maliziose e diaboliche eresie, di fatto non bisogna scomodare Nostro Signore per comprendere la loro pertinace volontà di seguire il cammino che satana ha loro aperto col diabolico conciliabolo II. Questi signori non hanno nessuna autorità si sono depostI da se stessi, sempre che abbiano mai avuto una reale consacrazione Sacerdotale, sono falsi, eretici, violenti e spudorati nelle loro affermazioni eretiche che mandano all'inferno loro stessi e chi li seguono.
Una sola conSolazione rimane che queste cose vengono fatte nella chiesa visibile di satana cioè la fantomatica "chiesa Conciliare" prodotta dai nemici di nosrto Signore durante l'infame conciliabolo vaticano II  e non nella Chiesa di Nostro Signore che sino al 1958 ha condannato questi apostati come nemici di Cristo e della Chiesa stessa.
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L' “affare non concluso” del Concilio. “Ritorno a Gesù” della Chiesa. e i sogni del “prossimo papa”. Un fine settimana col card. Maradiaga

Un servizio, dal Blog statunitense di Rocco Palmo, della nostra corrispondente Rosa. Su un recente discorso del Cardinal Maradiaga, che è riportato integralmente dopo i commenti dell'informato blogger e che Rosa ha tradotto, condensandone alcuni passaggi. Ne vien fuori un quadro  a dir poco allucinante sulla nuova ecclesiologia.
In corsivo, i commenti di Rosa; tra parentesi quadre, il sunto di alcuni brani. 

Discorso tenuto dal cardinal Maradiaga, uno dei G8, prima a Dallas, poi a Miami lo scorso fine settimana. Maradiaga viene considerato da varii giornalisti cattolici americani il portavoce del Papa in USA, visto che Bergoglio non sa l’Inglese, mentre Maradiaga sì (è un cardinale “giramondo”, che suona anche il sassofono). Il blogger Rocco Palmo, di Philadelphia, già inviato in USA per un giornale cattolico inglese, commenta che l’ultima volta che un Salesiano in cima alla gerarchia vaticana espose il programma di governo del Papa, erano già trascorsi 2 anni e mezzo di pontificato. Ora è invece tutto più veloce, perché il Papa e i suoi sentono che il tempo a disposizione è breve...
Il discorso è simile in entrambi i luoghi, ma a Miami Maradiaga è andato più a braccio, aumentando di tono e finendo quasi come un pastore pentecostale (sic). A Miami, di sottofondo, c’erano Cubani che cantavano e danzavano...(sic). Come scrive il blogger, leggiamo quel che dice colui che si potrebbe definire ora il Vice-Papa:
[Nell’introduzione Maradiaga parte, ovviamente, dal CVII, “un vento di Grazia e un riferimento paradigmatico” per la Chiesa di oggi che, secondo lui, cresce (“is rising”), con gran vitalità in Africa e Asia, ma con poca energia in Europa, ed anche in USA. Ma anche lì c’è speranza, e cita George Weigel (!!!!) . Prosegue quindi con il]

Vaticano II: il Concilio (...) all’inizio significava la fine alle ostilità tra la Chiesa ed il modernismo, che era stato condannato al I Concilio Vaticano (...) Né il mondo è il regno del male e del peccato - queste sono conclusioni chiaramente raggiunte con il CVII - né la Chiesa è l’unico rifugio del bene e della virtù. Il modernismo fu, per la maggior parte del tempo, una reazione contro l’ ingiustizia e gli abusi che mortificavano la dignità ed i diritti delle persone. Il Vaticano II riconobbe ufficialmente che le cose erano cambiate, e catturò la necessità per un tale cambiamento nei suoi Documenti, che enfatizzavano verità come queste :
” La Chiesa non è la gerarchia, ma il popolo di Dio. “Il Popolo di Dio” è, per il Concilio, la realtà che tutto abbraccia della Chiesa che risale alla sostanza (“stuff”) di base e comune dela nostra condizione ecclesiastica, cioè alla nostra condizione di credenti (che) è una   condizione condivisa da tutti. La gerarchia non ha alcuno scopo in se stessa e per se stessa, ma soltanto quale riferimento e subordinazione alla comunità. La funzione della gerarchia è ridefinita in riferimento a Gesù come il Servo Sofferente, non il Pantocratore ; soltanto dalla prospettiva di qualcuno crocifisso dalle potenze di questo mondo è possibile trovare, e spiegare, l’autorità della Chiesa. La gerarchia è un ministero (diakonia = servizio) che richiede il nostro abbassamento alla condizione di servi. Prendere questo posto (il posto della debolezza e povertà) è la sua  propria, peculiare responsabilità (“her own, her very own responsibility”).