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giovedì 26 dicembre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 29°)...



Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 
«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg
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Questo interessante articolo merita un piccolo commento dato che il Libro di don Felix y Salvany è stato scritto circa venti anni prima che il Santo Pontefice Pio X trattasse in maniera infallibile,  (descrivendo, scovando e condannando tali personaggi inficiati di tale accozzaglia di eresie definite in un termine "MODERNISMO), il problema del modernismo all'interno della Chiesa. Questo bellissimo libro difatti non cita mai il cosidetto modernismo ma cita esclusivamente il liberalismo.
Uno si puo' chiedere perchè tale chiosa all'articolo 29°? Semplice, come descritto in questo articolo se si ha l'incoveniente di incappare in un ministro inficiato di liberalismo o modernismo si dovrebbe segnalare il caso all'autorità competente, (che sarebbero i Vescovi incardinati nelle Diocesi da un autentico Pontefice, che solo Lui possiede il Potere Divino di Governo), per porre rimedio ad una tale situazione, ma oggi la situazione si puo' definire giustamente tragica, a chi si dovrebbe rivolgere il fedele? A Vescovi impregnati delle eresie conciliari? Assurdo sono condannati e non hanno nessuna autorità ne' di Governo della Diocesi, in quanto questo potere di Governo a sua volta lo riceverebbero ad oggi dall' apostata modenista Bergoglio, (come in precedenza dai suoi predecessori al falso Pontificato conciliare), che in quanto modernista conclamato ed impenitente non ha assolutamente ricevuto dal Signore il potere di Governo della Chiesa Cattolica, nè di insegnameno in quanto questi loschi personaggi travestiti da Consacrati del Signore predicano esclusivamente le diaboliche eresie conciliari. Oggi siamo al punto che i satanassi modernisti, che hanno occupato abusivamente le mura della Chiesa Cattolica nell'ultimo conciliabolo, scovano e condannano chi è rimasto fedele alla vera Dottrina della Chiesa, quindi il bene si chiama male e il male si chiama bene.
In definitiva cio' che propone questro Capitolo risulterebbe efficace in una situazione di normalita dove i satanassi modernisti vengono fermati da un autentica Autorità della vera Chiesa Cattolica, che possiedono in se' il potere di Governo e di Predicazione della Buona Novella, (Sessio e Missio), ma dato che nel tempo di oggi gli ultimi 5 cosidetti Pontefici della satanica chiesa conciliare sono i massimi rappresentanti del modernismo non si ha la possibilta' concreta di poter segnalare i modernisti ad un autentica Gerarchia cattolica in quanto questi medesimi si sono appropriati, grazie al loro capo che è satana delle mura della Chiesa Cattolica. La situazione, umanamente, sembra senza speranza ma il Signore, e non non l'intervento dell'uomo, metterà mano a tutto ciò ristabilendo la Giustizia e l'ordine nella Sua Chiesa
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Cap.29: quale condotta deve osservare il buon cattolico con i ministri di Dio infettati in tal modo dal liberalismo?

Qualcuno dirà che questo è un argomento facile da comprendere poiché è sufficiente avere qualche conoscenza storica per convincersene. Ma il lato delicato e spinoso è di tracciare la condotta che deve tenere con gli ecclesiastici sviati, il fedele laico, tanto santamente geloso della purezza della propria fede che dei diritti legittimi dell'autorità.
E’ qui indispensabile stabilire diverse distinzioni e classificazioni e rispondere differentemente a ciascuna di esse.
1° ) può accadere che un ministro della Chiesa sia pubblicamente condannato da Essa come liberale; in questo caso basterà ricordarsi che ogni fedele ecclesiastico o laico che la Chiesa separa dal proprio seno, cessa di essere cattolico quanto al diritto di essere considerato come tale, fino a che, per una sincera ritrattazione e formale pentimento, egli non si sia fatto reintegrare nella comunione dei fedeli. Quando accade ciò ministro della Chiesa, egli è un lupo; cessa di essere un pastore e anche una pecora. Occorre evitarlo, e soprattutto pregare per lui.
2°) si può presentare il caso di un ministro caduto nell'eresia senz'esser ufficialmente dichiarato colpevole dalla Chiesa, occorre allora usare una grande circospezione. Un ministro della chiesa caduto in un errore contro la fede non può essere ufficialmente di screditato che dal capo gerarchico, avente giurisdizione su di lui.
Tuttavia, sul terreno della polemica puramente scientifica, si può attaccarlo per i suoi errori e convincerlo, lasciando sempre l'ultima parola e  la sentenza definitiva all'autorità, essa sola infallibile, del maestro universale. La grande regola, la sola regola in queste materie, diremmo volentieri, che la pratica costante della Chiesa di Dio, che segue questo adagio di un Santo padre:Quod semper, quod ubique, quod ab omnibus. Ebbene! Ecco come si è sempre proceduto nella Chiesa di Dio.
Dei semplici fedeli hanno notato da parte di un ecclesiastico delle dottrine opposte a quelle comunemente insegnate come esclusivamente buone vere; contro di esse hanno lanciato il grido di allarme nei loro libri, con viva voce e nei loro opuscoli, reclamando così la sentenza decisiva del magistero infallibile di Roma. Sono questi gli abbaiamenti del cane che avvertono il Pastore. Non c'è mai stata nel cattolicesimo un’eresia che non sia stata smascherata e rigettata in tale modo.
3°) può presentarsi il caso in cui il disgraziato sviato sia un ministro della Chiesa al quale noi siamo particolarmente subordinati. È necessario allora procedere con ancor più misura e discrezione. Occorre rispettare lui l'autorità divina fino a che la chiesa non lo dichiari spogliato di essa.
Se l'errore è equivoco, occorre richiamare su di esso l'attenzione dei superiori immediati, in modo che essi domandino al sospettato delle spiegazioni nette e  chiare. L'errore è evidente, tuttavia non è permesso di mettersi immediatamente in rivolta aperta, e occorre accontentarsi di una resistenza passiva questa autorità, su quei punti in cui essa si metta manifestatamente in contraddizione con le dottrine riconosciute per sane dalla Chiesa.
Si deve conservare per tale autorità sviata il rispetto esteriore che le è dovuto, ubbidirle in tutto ciò che non è un insegnamento condannabile né nocivo; e resisterle pacificamente e rispettosamente in tutto quello che è estraneo al comune sentimento cattolico.
4°) può anche succedere (è il caso più frequente), che l'errore di un ministro della Chiesa riguardi di meno dei punti della dottrina cattolica, che certi apprezzamenti su fatti e persone; apprezzamenti più o meno legati alla stessa dottrina.
In questo caso, la prudenza cristiana consiglia di diffidare di questo prete intaccato dal liberalismo, di preferire ai suoi sermoni quelli di preti che non sono soggetti a tali influenze, e di ricordarsi di questa massima del Salvatore: "un poco di lievito fa fermentare tutto l’impasto".
Di conseguenza, la regola a questo proposito, la più sicura, è quella di mantenersi in un prudente sospetto verso tale sacerdote.
Infine, in ciò come in ogni altra cosa, occorre domandare a Dio le sue luci, alle persone degne e di Fede integra i loro consigli, tenendoci sempre nel più grande riserbo con chiunque non giudichi sanamente degli errori del giorno, o non si pronunci chiaramente contro di essi.

Ecco tutto quello che noi possiamo dire a riguardo, essendo argomento irto di innumerevoli difficoltà che è impossibile risolvere con una tesi generale.
Non dimentichiamo un'osservazione da cui sgorgano torrenti di luce: si conosce meglio l'uomo dalle sue affezioni personali che dalle sue parole e dai suoi scritti. Essere amico dei liberali, mendicare i loro favori e le loro lodi è, di regola, per un prete, prova più che dubbia di ortodossia dottrinale.
Che i nostri amici fissino l'attenzione su questo fenomeno morale, e  vedranno quanto è sicura la regola, quanto infallibile il criterio che ne trarranno.

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