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domenica 27 luglio 2014

San Roberto Bellarmino: “Chi non è Cristiano non è membro della Chiesa – ed un eretico manifesto non è un Cristiano, come insegnano chiaramente San Cipriano, Sant’Atanasio, Sant’Agostino, San Girolamo e molti altri: l’eretico manifesto non può perciò essere papa.”

Parole di S. Atanasio ai cristiani che soffrivano sotto gli ariani:
***
"Che Dio vi consoli! ... Quello che rattrista ... è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E' un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta - quella che mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo ... Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada. Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo. (Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou, vol. 32, pp 411-412). "

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Risposta alla lettera, sul sito di Radio Spada, sul cosiddetto "papato materiale" di Carlo D.P. , autore di "Apologia del Papato", tengo anche a precisare che personalmente avrei preferito discutere della problematica del “Papato fasullo Conciliare” di persona o per telefono dato che personalmente io e Carlo di Pietro siamo conoscenti, di certo una chiarificazione su un nostro articolo su un altro Sito a noi gestori del Blog Non Possumus non è sembrata la maniera di comunicazione più corretta considerando anche il fatto che io personalmente ero fuori sede per un lungo periodo e quindi impossibilitato a rispondere. In questo articolo di Carlo di Pietro si sostiene che io metta in dubbio la cosiddetta “Tesi di Cassiciacum” dello stimato Monsignor Guerard Des Lauriers, autore tra l’altro del “breve esame critico” di Bacci e Ottaviani, in realtà questo è falso dato che suddetta Tesi a me personalmente mi ha arricchito molto facendomi comprendere appieno la dottrina cattolica sulla Materialità, sulla Formalità, La Sessio e la Missio ecc.. della Santa Chiesa Cattolica in riferimento alla persona fisica che assumerebbe L’ufficio oneroso, ma pieno di Grazia, del Pontificato nella Chiesa Cattolica. Come, per mail, spiegavo ad un noto Sacerdote, mi sono trovato a più riprese a difendere la Tesi di Cassiciacum quindi affibbiarmi una qualche etichetta di accusatore di tale Tesi è una falsità, personalmente penso che il Monsignore sia l’unico che si sia preso l’onere di insegnare dottrinalmente il ministero del Papato in questo tempo di crisi, ma questa Tesi di Cassiciacum rimane comunque una Tesi e non fa parte integrante del Magistero della Chiesa Cattolica in riferimento alla crisi del Papato degli ultimi 50 anni. Le nostre personali analisi si basano sull’oggettività che è sotto gli occhi di tutti e tengo a ribadire che coloro che oggi occupano illecitamente, in quanto modernisti ed eretici condannati, non possono avere nessuna autorità all’interno della Santa chiesa cattolica. L’uomo eretico è fuori di essa e non né fa parte figuriamoci se si debba pensare che il Signore possa dare a questi bellimbusti modernisti un qualche potere Sacerdotale in tutte le sue forme, Sacerdozio, Episcopato e Pontificato.

http://federiciblog.altervista.org/wp-content/uploads/2012/02/G.1987_2.jpg I miei personali dubbi sulla Tesi di Cassiciacum riguardano l’applicabilità ai giorni d’oggi in riferimento ai personaggi modernisti che hanno occupato il Soglio di Pietro. Monsignor Guerard Des Lauriers nella sua Tesi Mette in dubbio, giustamente, le Consacrazioni con il “nuovo rito” dell’apostata Montini e afferma che sino a Giovanni paolo II l’elezione solo “materiale” del Pontificato era salvaguardata dato che nel Conclave erano presenti una decina di Cardinali ancora Consacrati con il solo e vero rito che era quello pre-conciliare e che nessuno di essi abbia messo in dubbio tale procedura in riferimento alla persona fisica di Giovanni Paolo II, inoltre afferma che se questa situazione non sarebbe cambiata nel futuro, in virtù delle fasulle Consacrazioni Episcopali Conciliari, avremmo avuto una figura di Papa quindi un falso Papa, quindi la presenza di questa decina di cardinali avrebbe salvaguardato solamente la “materialità” dell’elezione di Giovanni Paolo II. Ora ad oggi noi abbiamo un cosidetto “nuovo Pontefice” tutto nuovo, consacrato Sacerdote e Vescovo col nuovo Rito e con Cardinali elettori, (quasi tutti fatti Vescovi col Nuovo Rito), che da anni hanno aderito alla falsa ed eretica dottrina conciliare, quindi seguendo l’insegnamento della Tesi ad oggi saremmo arrivati alla “figura di Papa” quindi né materialità né formalità. Forse questa Tesi andrebbe aggiornata ai tempi attuali in riferimento all’impostore eretico di Bergoglio e si spera che Don Ricossa nel XIII Convegno degli studi Albertari a Novembre a Milano, riesca a chiarite l’applicabilità della Tesi di Cassiciacum alla persona fisica del modernista Bergoglio. Inoltre sembra che ci si dimentichi, oltre che alle evidenti eresie degli impostori conciliari, che coloro che oggi occupano illecitamente la Sede Apostolica hanno da anni relazioni strette con la massoneria ed il comunismo, troppo lungo sarebbe scrivere della vicinanza dell’impostore Giovanni XXIII ed il suo pessimo successore Montini con i nemici della Santa Chiesa, quindi di Dio, ma il nostro Blog come anche altri siti trattano del problema massonico e comunista in combutta con i traditori della fede conciliari, basterebbe ascoltare la dotta conferenza di Carlo Alberto Agnoli per comprendere a che stato di corruzione sono giunti i riformatori conciliari, per quanto mi riguarda la cosiddetta vacanza Papale parte dall’impostore Giovanni XXIII che in combutta con i poteri luciferi di questo mondo ha indetto il 1° concilio della satanica e falsa chiesa conciliare basti pensare che questo personaggio si è affibbiato il nome di un anti papa. Tutto il discorso, per la dimostrazione della eresia formale, girerebbe intorno alla dimostrazione della cosiddetta “pertinacia” riguardo agli attuali abusivi occupanti della Santa Sede con una dichiarazione di condanna pubblica della Chiesa a queste persone. Ora come si può ancora attendere tale dichiarazione di condanna in quando i posti di governo sono occupati da eretici della stessa combriccola di Bergoglio? I condannati possono forse condannare un condannato? Questa procedura è sacrosanta ma non risulta applicabile ai giorni d’oggi in quanto chi dovrebbe formulare canonicamente questa presunta condanna è a sua volta condannato in quanto modernista e poi quale codice di diritto canonico si userebbe per tale procedura quello nullo conciliare o quello lecito di Benedetto XV del 1917?. La pertinacia, quindi la formalità nell’eresia, è abbastanza evidente, oggettiva, in quanto questi signori professano le stesse eresie da oltre 50 anni e il pensare che non sappiano appieno cosa stanno facendo è assurdo ed un insulto all’intelligenza, un conto è il proferire un eresia per breve tempo e poi smetterla ma un altro conto è passare 50 anni a proferire le stesse cose senza un barlume di ravvedimento. Il Signore ha detto “dalle loro opere li riconoscerete” e non “ dalla loro coscienza li riconoscerete”, e perché questo? Perché il potere li leggere le coscienze viene da Dio e non dagli uomini neanche se fossero validi Consacrati della Chiesa cattolica. Ebbene noi tradizionali, questi apostati conciliari, li abbiamo riconosciuti, la cosiddetta Chiesa Conciliare non è la Chiesa di Nostro Signore e i Consacrati ed i Sacramenti ivi amministrati non vengono da Dio ma dal suo acerrimo nemico, SATANA.

San Roberto Bellarmino: “Per quanto gli uomini non siano in grado o capaci di leggere i cuori, allorché testimoniassero che qualcuno sia eretico per virtù delle sue opere esterne essi allora lo giudicherebbero eretico puro e semplice, condannandolo come tale.”

La stessa Tesi afferma, giustamente, che in questi personaggi non opererebbe la Vera Missio e Sessio della Chiesa Cattolica ma una “Missio e Sessio” diabolica quindi e mi ripeto come uno che ha in se la “Missio e la Sessio” del diavolo possa ricevere da Dio l’autorità di parlare ed a governare a nome Suo, al contrario si può ben dire che il Signore permetta tale mostruosità a causa dei nostri peccati come un solenne castigo:

Nel 1523 Adriano VI disse pubblicamente, in riferimento alla avvenuta scissione protestante:

“Noi riconosciamo liberamente che Dio ha permesso questa persecuzione della chiesa a causa dei peccati degli uomini e particolarmente dei sacerdoti e dei prelati. La mano di Dio, infatti, non si è ritirata, egli potrebbe salvarci, ma il peccato ci separa da Lui e gli impedisce di ascoltarci. Tutta la Sacra scrittura ci insegna che gli errori del popolo hanno la loro sorgente negli errori del clero …Sappiamo che, da molti anni, anche nella Santa Sede sono stati commessi molti abomini: traffico di cose sacre, trasgressione dei Comandamenti in tale misura che tutto si è trasformato in scandalo. Non ci si può meravigliare che la malattia sia scesa dalla testa alle membra, dai papi ai prelati. Noi tutti, prelati ed ecclesiastici ci siamo sviati dalla via della giustizia. Da molto tempo nessuno fa più il bene. Per questo tutti noi dobbiamo onorare Dio e umiliarci davanti a Lui. Ciascuno di noi deve esaminarsi e vedere in che cosa è caduto molto più severamente di quanto non lo sarà da Dio nel giorno della Sua ira. Noi ci consideriamo tanto più impegnati a farlo perché il mondo intero ha sete di riforma.” (discorso di Adriano VI ai delegati della Dieta imperiale, dopo la scissione protestante nel 1523)

Tutti noi dovremmo fare un serio esame di coscienza per vedere se in qualche modo abbiamo contribuito al generarsi del solenne castigo che è stato il Conciliabolo Vaticano II indetto e perpetrato negli anni da impostori che occupano a sbaffo le Sacre mura del Vaticano.

Sono anche ben cosciente che questa soluzione, di difesa della fede, sedevacantista implica la problematica della lecita elezione di un nuovo Pontefice integralmente cattolico, ma questo non credo sia un mio problema, io mi fermo all’oggettività e lascio la risposta a tale quesito ad altri più dotti di me intanto negare l’oggettività rimane un assurdità e pur di dire che su quella sedia ci sia uno vestito di bianco si va' avanti con arzigogolamenti teologici che in 50 anni hanno prodotto solo confusione, l’unico soggetto atto all’interpretazione della oggettività rimane il magistero infallibile della chiesa se no faremo la fine dei protestanti dove ogni uno può dire la sua.

Intanto faccio notare che lo stesso Monsignor Guerard De Lauriers pensava che canonicamente la soluzione è irrisolvibile e anche accettando, secondo la Sua tesi, la lecita “materialita” nell’elezione dei modernisti Vaticanosecondisti. Difatti per la deposizione di Bergoglione bisognerebbe far partire l’iter canonico dell’ammonizione per poi, se il soggetto insiste, la totale deposizione dall’ufficio del Papato, da parte dei Cardinali e Vescovi residenti, in quanto diverrebbe un eretico pertinace e quindi fuori della Chiesa Cattolica:

INTERVISTA A MONS GUERARD DE LAURIERS
Sodalitium N. 13 – Maggio 1987

11) Sodalitium: Come prospettate l'ulterio­re svolgimento di questa crisi spaventosa?

Mons. G.: Svolgimento ulteriore, soluzio­ne... della "crisi": vale a dire della vacanza for­male della Sede Apostolica?

Si designa comunemente con la locuzione: "crisi della Chiesa" lo stato di privazione nella quale si trova la Chiesa militante [vale a dire il Corpo Mistico di Cristo sussistente in terra, il quale non è la "chiesa ufficiale" in quanto tale]. Questo stato di privazione ha una causa "per accidens", per rimozione della causa pro­pria. Questa causa "per accidens" è la vacanza formale della Sede Apostolica, almeno a parti­re dal 7 XII 1965.

Come può cessare questa “vacanza”? Il pro­cesso normale, canonico, è ben noto. Ciò che resta di Autorità nella Chiesa militante, se il Papa cade nell'eresia o lo scisma, è la persona morale [designata qui sotto con M] che costi­tuisce l'insieme gerarchizzato dei Vescovi resi­denziali professanti [quindi, integralmente la Fede cattolica. Questa persona morale M deve rivolgere al "papa" [ex-Papa] una ingiunzione; e deve convocare il Conclave, il che assicura, almeno in potenza, la Successione Apostolica, considerando quest'ultima dal punto di vista formaliter. [È quanto ac­cade quando muore il Papa: in particolare quando il Conclave, debitamente convocato, deve essere differito per cause estrinseche]. Se il "papa" persiste nel suo errore, ipso facto è fuori dalla Chiesa, e non è più papa in nessun senso, neppure materialiter. Se il "papa" abiura il suo errore, spetta al Conclave "decidere" l'alternativa: o questo "papa" pentito ritorna Papa formaliter: oppure, conformemente alla bolla di Paolo IV, questo "papa" ha alienato in se stesso, a causa dell'eresia, l'attitudine a di­ventare Papa formaliter che gli aveva conferi­to.

Davanti alla chiesa, il fatto di es­sere regolarmente eletto da un Conclave vali­do. La Chiesa non giudica mai il Papa. Ma spetta alla Chiesa [Conclave convocato da M] decidere se, si o no, esiste nel "papa" pentito "riviviscenza canonica" dell'attitudine eccle­siale ad essere Papa. Così la Chiesa giudica nel "papa" solo di ciò che, in quest'ultimo, spetta formalmente alla Chiesa.

Questo processo canonico non può evi­dentemente svolgersi, che se la persona mo­rale M è una realtà. Ora, attualmente, i soli Vescovi di cui si sia sicuri che fanno parte della Chiesa militante [Corpo Mistico di Cristo, sus­sistente in terra] sono coloro i quali "procedo­no" da Mons. Ngo Dinh Thuc [cf 9 II]: in effet­ti, essi sono unanimi (alcuni di essi sono ancora timidi, e persino reticenti, quando si tratta di proclamare pubblicamente quanto, adesso, affer­mano [infine] privatamente), [al contrario di Mons. Lefebvre e di Mons. de Castro Mayer] nell'affermare la vacanza almeno formale della Sede Apostolica. Ma la mia opinione personale è: che, innanzitutto, l'insieme del "Vescovi-Thuc" non è gerarchizzabile né di diritto, né di fatto; che, secondariamente, questo insieme espressamente ordinato alla Missino, ed estra­neo alla Sessio, è metafisicamente e giuridicamente inabile a costituire la persona mo­rale M.

Ho designato sotto il nome di conclavismo l'opinione e la tendenza contraria, che ri­getto assolutamente.

In mancanza di M, non esiste una soluzio­ne "canonica"!

Gesù solo rimetterà la Chiesa in ordine, nel e col Trionfo di Sua Madre. Sarà allora evidente per tutti che la salvezza sarà ve­nuta dall'Alto.

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San Roberto Bellarmino: “Un papa chiaramente eretico cesserebbe d’essere sia papa che testa della Chiesa, proprio come egli cesserebbe d’essere Cristiano e membro della Chiesa: egli potrebbe quindi essere processato e sì punito dalla Chiesa. Questo è l’insegnamento di tutti gli antichi Padri, i quali istruiscono che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione.”

San Roberto Bellarmino: “Chi non è Cristiano non è membro della Chiesa – ed un eretico manifesto non è un Cristiano, come insegnano chiaramente San Cipriano, Sant’Atanasio, Sant’Agostino, San Girolamo e molti altri: l’eretico manifesto non può perciò essere papa.”

Papa Pio XII, “Mystici corporis Christi”, 29 Giugno 1943: “Poiché non ogni delitto commesso, per quanto grave, come invece lo scisma, l’eresia o l’apostasia, è tale che di sua natura separi l’uomo dal Corpo della Chiesa.”

Papa Innocenzo III, “Eius Esempio”, 18 Dicembre 1208: “Crediamo nei nostri cuori e confessiamo con le nostre bocche Una sola Chiesa, non quella degli eretici, ma la Santa Romana Chiesa, Cattolica ed Apostolica, fuori della quale noi crediamo che nessuno sia salvato.”

Come si fa dunque a discernere la persona eretica?

San Roberto Bellarmino: “Per quanto gli uomini non siano in grado o capaci di leggere i cuori, allorché testimoniassero che qualcuno sia eretico per virtù delle sue opere esterne essi allora lo giudicherebbero eretico puro e semplice, condannandolo come tale.”

Con questo breve scritto cerco di chiarire la posizione del sottoscritto sulla questione della vacanza della Santa Sede e dello stato di privazione in cui si trova, dalla metà del secolo scorso, dalla chiusura del concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica. Prima di passare alla risposta all’articolo di Carlo di Pietro ci tengo inoltre a ribadire che in me non ci è mai stata l’intenzione di accomunare la mia personale posizione con quella di Carlo di Pietro, quindi Carlo stia in pace nessuno ha voluto metterlo in difficoltà rispetto all’Istituto Mater Boni Consilii probabilmente tutto nasce da un fraintendimento, ma comunque il tutto può essere di stimolo per poter discutere da cattolici del problema “dell’ora presente” senza sbranarci.

Tenendo presente la "risposta" indirizzatami dal sito di Radio Spada…

Lettera sul Papato materiale agli stimati amici di NON POSSUMUS

Con l'enciclica "Pascendi Dominicis Gregis", del 1907, Papa San Pio X denunciò - più di un secolo orsono - la diffusa presenza nella Chiesa dell'eresia modernista con cui molti chierici (tra cui cardinali vescovi e teologi) facevano propria la visione della filosofia moderna e delle moderne scienze ad esse sottomettendo la Santissima Fede in Cristo e nella Chiesa e facendo dipendere da esse l'intendimento delle Sacre Scritture.

Ciò portò-nella sostanza-questi chierici a rinnegare la Fede cattolica, distorcendo le Sacre Scritture, disprezzando l'Insegnamento Infallibile, ribellandosi con ostinazione e astuzia alla Cattedra di S. Pietro.

venerdì 25 luglio 2014

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 40°)...

Continuiamo la publicazione del LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany.

Prima e seconda parte.

Terza e quarta parte.

Dal Capitolo 5° al Capitolo 8°.

Dal Capitolo 9° al Capitolo 12°.

Dal Capitolo 13° al Capitolo 16°.

Capitolo 17°.

Capitolo 18°.

Capitolo 19°.

Capitolo 20°.

Capitolo 21°.

Capitolo 22°.

Capitolo 23°.

Capitolo 24°.

Capitolo 25.

Capitolo 26.

Capitolo 27.

Capitolo 28°.

Capitolo 29°.

capitolo  30°.

Capitolo 31°.

Capitolo 32°.

Capitolo 33°.

Capitolo 34°.

Capitolo 35°.

Capitolo 36°.

Capitolo 37°.

Capitolo 38°.

Capitolo 39°.

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346.

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Capitolo 40: se sia più conveniente difendere in abstracto le dottrine cattoliche contro il liberalismo o sia meglio difenderle per mezzo di un gruppo o partito che le personifichi.

È meglio difendere in abstracto le dottrine cattoliche contro il liberalismo o difenderle formando un partito che le rappresenti ? Questa domanda è stata posta 1000 volte, ma sicuramente mai presentata così nettamente come noi possiamo fare qui.

La confusione delle idee su questo punto, anche per molti cattolici veramente sinceri , ha dato luogo a molte formule di unione, al di fuori o non tenendo conto della politica, formule benintenzionate senza dubbio per qualcuno, ma che coprono per qualcun altro perfide e astute manovre.

Poniamo di nuovo dunque la domanda con completo candore e sincerità: è meglio difendere in abstracto le idee antiliberali o difenderle in concreto, cioè personificate in un partito francamente e risolutamente anti-liberale ?

Una buona parte dei nostri fratelli, quelli che pretendono, fosse anche invano, di restare neutrali in politica, optano per la difesa astratta. Quanto a noi, noi sosteniamo risolutamente di no. A nostro avviso il miglior mezzo, il solo pratico, percorribile e efficace, è di attaccare il liberalismo e di opporgli le idee anti-liberali, non in-abstracto ma in concreto, in altri termini, non a viva voce o per iscritto solamente, ma con il mezzo di un partito d'azione perfettamente anti-liberale.

Noi lo proveremo.

venerdì 18 luglio 2014

PER RIBADIRE CHE LA “CHIESA CONCILIARE” NON E’ LA CHIESA DI NOSTRO SIGNORE MA LA CHIESUCOLA DI SATANA CON I SUOI ADEPTI (TRAVESTITI DA CONSACRATI)…

Fonte: VaticanoCattolico.com

http://www.unavox.it/NuoveImmagini/Frutti_Concilio/Nuovi_Preti/Calendario_interreligioso_2013/Vignetta_italiano.jpg

202 eresie dell’Anti-Chiesa Cattolica: Concilio Vaticano II

Preludio

Avendo letto e studiato attentamente tutti i documenti del Concilio Vaticano II, le oltre 200 referenze qui citate possono essere confermate come veritiere, accurate ed idoneamente riportate, ossia: esse non sono affatto rese fuori contesto. Il Concilio Vaticano II ha, pertanto, veramente professato eresia oltre le 200 volte; invero, se ne sono riscontrate all’incirca 240. Allorché leggendole si rammentino i seguenti punti.

1. L’eresia consiste nel pertinace rinnego, o dubbio, di una verità Cattolica (c. 1325, Codice di Diritto Canonico 1917) sicché separando il proprio sostenitore dalla Chiesa Cattolica (Satis Cognitum, Papa Leone XIII).

2. Allorquando un documento è chiaramente contraddittorio, od ambiguo, il solenne Magistero di Papa Pio VI (Auctorem Fidei) insegna che occorre condannare le dichiarazioni eretiche come appaiono, a prescindere dalle contraddizioni ed ambiguità nelle quali esse sono mimetizzate. Egli avvisa anche che coloro i quali consentono alle eresie di passar via, in quanto velate da una cosciente ambiguità, non possono essere scusati, permettendo ai fedeli d’essere guidati verso la dannazione da errori sottili.

3. Nel momento in cui una violazione della legge è commessa, nel foro esterno, è presunta malizia sino a prova contraria (c. 2200.2). Presumere la malizia è chiave poiché nessun inganno, per quanto dissimulato, può permettere che la Fede di una persona venga distrutta sicché conducendola all’Inferno. In altre parole, l’eretico è presunto come tale allorché pronunciante l’eresia e mai godente del beneficio del dubbio, infine da essa scagionato solamente a fronte di un ripudio specifico a riguardo e di una conseguentemente integra Professione di Fede.

4. I “cancelli dell’Inferno” non sono prevalsi sull’Una Santa Romana Chiesa Cattolica ed Apostolica, poiché: “se anche la vera Chiesa di Gesù Cristo fosse ridotta ad una manciata di veri credenti, ed un vero sacerdote, essi rimarrebbero la vera Chiesa di Gesù Cristo in Terra (Sant’Atanasio)”.

5. La Chiesa Cattolica rimane infine immacolata ed incorrotta anche perché gli eretici che hanno convocato il Concilio Vaticano II furono scomunicati dalle parole che Papa Pio II ebbe proclamato solennemente nella sua Bolla “Exsecrabilis”, la quale condannò come nulli e vuoti tutti i futuri concili che avrebbero contraddetto le decisioni dei precedenti Papi, in quanto infallibili nel loro insegnamento dottrinale.

V-II

Il Concilio Vaticano II non fece parte della Chiesa Cattolica e gli uomini che lo implementarono non furono Cattolici

LE 202 ERESIE DELL’ANTI CHIESA CATTOLICA…

L’UMILIAZIONE DELLA CHIESA..

http://www.reginamundi.info/padridellachiesa/sanGregorioMagno.jpg

San Gregorio Magno, scrive:
“La Chiesa sarà come Giobbe sofferente, esposto alle perfide insinuazioni di sua moglie e alle critiche amare dei suoi amici; egli, davanti al quale gli anziani si alzavano e i principi tacevano!
La Chiesa – dice più volte il grande Papa – verso la fine del suo pellegrinaggio, sarà privata del suo potere temporale; si cercherà di toglierle ogni punto d’appoggio sulla terra. Ma dice di più e dichiara che essa sarà spogliata dello sfarzo stesso che deriva dai doni soprannaturali.
Il potere dei miracoli – dice – sarà ritirato, la grazia delle guarigioni tolta, la profezia sarà scomparsa, il dono di una lunga astinenza sarà diminuito, gli insegnamenti della dottrina taceranno, i prodigi miracolosi cesseranno. Così dicendo non si vuole dire che non ci sarà più nulla di tutto questo; ma tutti questi segni non brilleranno più apertamente e sotto mille forme come nei primi secoli. Sarà anche l’occasione – spiega ancora il Pontefice – di un meraviglioso discernimento. In questo stato umiliato della Chiesa, aumenterà la ricompensa dei buoni, che aderiranno a lei unicamente in vista dei beni celesti; quanto ai malvagi, non vedendo più in lei alcuna attrattiva temporale, non avranno nulla da nascondere, si mostreranno quali sono” (Moralia in Job, libro 35).

(Padre Emmanuel Andrè, La Sainte Eglise, Clovis, 1997, pag.296)

martedì 15 luglio 2014

“All'arrivo di queste anime, tutto l'inferno si mette in festa e, in un istante, partecipano di tutte le pene dei dannati, offendendo Dio”…

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/11/L%27Inferno_di_Andr%C3%A8_Goncalves.jpg

I SETTE GRADI DELL' INFERNO

S. Maria SS.ma a S. Veronica: «Figlia, sappi che ora nel mondo è venuto un vivere tale che pochi si salveranno.

Tutti offendono Dio, tutti sono contrari alla legge di Dio, ma quello che più dispiace a Dio è il peccato, specie quello commesso nelle Religioni e dai sacerdoti che, ogni mattina, consacrano indegnissimamente.

Oh! Quanti, oh, quanti vanno giù nell'inferno. Figlia, Iddio vuole che tu patisca e preghi per tutti costoro» (D IV, 358).

Maria Santa Maria dice «Figlia, voglio che tu descriva i sette luoghi, più penosi, che stanno nell'inferno, e per chi sono.

1) Il primo è il luogo ove sta incatenato Lucifero, e con esso vi è Giuda che gli fa da sedia, e vi sono tutti quelli che sono stati seguaci di Giuda. (In diverse forme di falsità e il tradimento)

2) Il secondo è il luogo ove stanno tutti gli ecclesiastici e i prelati di santa Chiesa, poiché essendo stati elevati in dignità ed onori hanno pervertito maggiormente la fede, calpestando il sangue di Gesù Cristo, mio Figlio, con tanti enormi peccati.

3) Nel terzo luogo che tu vedesti, vi stanno tutte le anime dei religiosi e delle religiose.

4) Nel quarto vi vanno tutti i confessori, per aver ingannato le anime, loro penitenti.

5) Nel quinto, vi stanno tutte le anime dei giudici e dei governatori della giustizia. Il sesto luogo, invece, è quello destinato a tutti i superiori e alle superiore della religione.

6) Il sesto luogo, invece, è quello destinato a tutti i superiori e alle superiore della religione.

7) Nel settimo, infine, vi stanno tutti quelli che hanno voluto vivere di propria volontà e che hanno commesso ogni sorta di peccati, specie i peccati carnali » (D IV 744).

venerdì 11 luglio 2014

Mgr de Castro Mayer e Mgr Lefebvre:“Questo rinnegamento di tutto il passato della Chiesa attuato da questi due papi e dai vescovi che li imitano è un’empietà inconcepibile e una umiliazione insostenibile per coloro che restano cattolici nella fedeltà a venti secoli di professione della stessa fede”.

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DELLA FSSPX

di don Floriano Abrahamowicz

Giova rammentare i testi redatti da Mgr de Castro Mayer e da Mgr Lefebvre. Ringraziamo l’editorialista di ‘Agerecontra’ per questo lavoro.
Alla lettura di questi documenti dobbiamo purtroppo costatare che non solo i sacerdoti di Mgr Castro Mayer ma anche i sacerdoti e i vescovi di Mgr Lefebvre non hanno preso in considerazione  e affrontato quando oramai non era più possibile temporeggiare, la questione dell’autorità nella Chiesa. Negli anni settanta e ottanta la domanda fu posta dai due grandi vescovi: possono essere questi papi legittimi successori di San Pietro? Può la chiesa conciliare essere la chiesa cattolica? Gli avvenimenti purtroppo confermavano la risposta negativa. Questi ‘papi conciliari’ non possono essere considerati cattolici come non lo può essere il concilio vaticano secondo. L’invito ripetuto e pressante di Mgr Lefebvre di spiegare questa drammatica realtà ‘con tatto e senza urtarli’ ai fedeli, non solo non è stato ascoltato ma si è fatto il contrario. E’ stato vietato di considerare che questa chiesa conciliare e i loro papi non siano cattolici e perciò illegittimi.
Invito sacerdoti e fedeli invece a considerare queste realtà. Non risolvendo il problema dell’autorità nella Chiesa “anche i nostri tradizionalisti perderanno la fede” come disse Mgr Lefebvre nel 1987.

http://arautoveritatis.com/wp-content/uploads/2013/04/Mgr.-Marcel-Lefebvre-und-Dom-Ant%C3%B4nio-de-Castro-Mayer..jpg

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Poiché la vostra opera si poggia sulla fedeltà alla linea del vostro preclaro Fondatore, Mgr Marcel Lefebvre, e poiché questa linea è tracciata in modo chiaro e pubblico specialmente nei documenti emessi insieme a Monsignor Antonio de Castro Mayer, la loro pubblicazione in un documento unico sarebbe non solo di grande opportunità, ma di testimonianza della vostra fedeltà all’opera, allora iniziata, di difesa della Fede.

Infatti, per la documentazione ufficiale della Storia della Chiesa, sul buio periodo che attraversiamo, gli atti pubblici che documentano le ragioni cattoliche dei due Vescovi sono le più illustrative del contesto allora vissuto e, quindi, essenziali nella loro unicità, contenendo la visione e conferendo a esse la dovuta autorità di due autentici testimoni apostolici. Per queste ragioni sollecitiamo a Voi, depositari dei testi originali in tema, di pubblicarli tutti insieme e in varie lingue, per l’onore della Santa Chiesa e AMDG.

Segue sotto un riassunto della storia di tali documenti, tradotti in italiano. 

«Lettera aperta al Papa – Manifesto Episcopale» (21 novembre 1983)

Nel novembre 1983, Mons. Lefebvre e Mons. Castro-Mayer inviarono a Giovanni Paolo una Lettera aperta con un dettagliato Manifesto Episcopale:

“La situazione della Chiesa, da venti anni, è tale che essa appare come una città occupata. Migliaia di sacerdoti e milioni di fedeli vivono nell’angoscia e nella perplessità a motivo della “autodemolizione della Chiesa” Gli errori contenuti nei documenti del Vaticano II, le riforme postconciliari, e particolarmente la Riforma liturgica, le false concezioni diffuse da documenti ufficiali, gli abusi di potere compiuti dalla gerarchia, li gettano nel turbamento e nel disagio. […] Tacere in queste circostanze significherebbe farsi complici di queste cattive opere (cfr. 2Gv 11) […] È con i sentimenti di S. Paolo di fronte a S. Pietro, allorché gli rimproverava di non seguire la “verità del Vangelo” (Gl 2, 11-14), che noi ci rivolgiamo a Voi”.

Non vi fu risposta diretta. Cominciava a farsi evidente o il disinteresse per le questioni riguardanti la fede, o allora, il che è molto peggio, la chiara deviazione dalla verità del Vangelo.La risposta era venuta indirettamente nei fatti.

Un anno dopo il «Manifesto» dei due Vescovi, il Vaticano fece la mossa dell’Indulto per la Messa tradizionale; ma a condizione che gli interessati prendessero le distanze dai dissidenti del Vaticano 2º. Per giunta, Giovanni Paolo 2º appoggiò vecchie e nuove eresie, dalla protestante alla neocatecumenale, questa in modo manifesto e frequente.
L’11 dicembre 1983 Giovanni Paolo predica nel tempio luterano di Roma. Dice che si dovrà “rifare il processo a Lutero in modo più oggettivo”, dando così ad intendere che la sentenza di Papa Leone X sulla questione di fede sia ingiusta e riformabile.

Inoltre riceve regolarmente dal 1984 esponenti della potente massoneria ebraica del B’nai B’rith, con cui ha rapporti di collaborazione. Il 10 maggio 1984, in Tailandia, visita ufficialmente uno dei capi del buddismo e s’inchina (come vicario di Cristo) davanti al suo trono. L’11 giugno1984, a Roma, si fa rappresentare nella posa della prima pietra della futura maggiore moschea in Europa. Ancora nel 1984, in una concelebrazione da lui presieduta in Nuova Guinea, una ragazza di un collegio cattolico legge l’epistola a torso nudo.
Per i due Vescovi il mondo riservò solo animosità e perfino disprezzo.

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Mi ricordo della lettera di un ordine “cavalleresco”, una di quelle congreghe piena di boria, che ha deciso di escludere Mons. Mayer come membro onorario, a causa della sua “sfida” al Santo Padre! Quanta miseria mascherata da nobile fedeltà!

martedì 8 luglio 2014

San Roberto Bellarmino: “Un papa chiaramente eretico cesserebbe d’essere sia papa che testa della Chiesa, proprio come egli cesserebbe d’essere Cristiano e membro della Chiesa”…

 Estratti di corrispondenze interne dei Carbonari, massoni italiani del XIX secolo, pubblicati dai papi  Gregorio XVI e Pio IX:

Quel che noi dobbiamo chiedere, quel che noi dobbiamo cercare e attendere, come gli Ebrei attendono il Messia, è un papa adatto ai nostri bisogni. […] fate sì che il clero marci sotto la nostra bandiera credendo sempre di avanzare sotto il vessillo delle chiavi apostoliche. […] voi avrete predicato una rivoluzione in tiara e piviale, marchiando con la croce e la bandiera, una rivoluzione che dovrà essere spronata solo un pochettino per appiccare il fuoco ai quattro angoli del mondo.

Ecco ancora un estratto di una lettera di “Nubius” a “Volpe” (nomi in codice per conservare il segreto, che è la regola in massoneria),  del 3 aprile 1824:

Le nostre spalle sono state caricate di un pesante fardello, caro Volpe. Noi dobbiamo compiere l’educazione immorale della Chiesa e giungere, con modesti mezzi ben graduati pur se abbastanza mal definiti, al trionfo dell’idea rivoluzionaria tramite un papa. In questo progetto, che mi è sempre parso di un calcolo sovrumano, noi proseguiamo ancora a tentoni.

Mons. Lefebvre diceva in una Conferenza spirituale ad Ecône il 21 giugno 1978:

Con quale Chiesa abbiamo a che fare? Si ha a che fare con la Chiesa cattolica o si ha a che fare con un’altra Chiesa, con una Contro-Chiesa, con una contraffazione della Chiesa? Ora, io credo sinceramente che noi abbiamo a che fare con una contraffazione della Chiesa e non con la Chiesa cattolica. Essi non insegnano più la fede cattolica. Essi insegnano altro, essi conducono la Chiesa in qualcos’altro che la Chiesa cattolica. Non è più la Chiesa cattolica. Essi sono assisi sulla sede dei loro predecessori… ma non continuano i loro predecessori. Essi non hanno più la stessa fede, né la stessa dottrina, né la stessa morale dei loro predecessori. Allora, non è più possibile. E principalmente, il loro grande errore è l’ecumenismo. Essi insegnano un ecumenismo che è contrario alla fede cattolica. […] La Chiesa è occupata da questa Contro-Chiesa che noi conosciamo bene e che i papi (18) conoscevano perfettamente e che hanno condannato nel corso dei secoli: da quattro secoli la Chiesa non ha cessato di condannare questa Contro-Chiesa che è nata soprattutto col protestantesimo, che si è sviluppata col protestantesimo e che è all’origine di tutti gli errori moderni, che ha distrutto ogni filosofia e che ci ha condotto a tutti gli errori che conosciamo e che i papi hanno condannato: liberalismo, socialismo, comunismo, modernismo, sillonismo. Ne moriamo. I papi hanno fatto di tutto per condannare tutto questo, ed ecco che oggi coloro che siedono nei posti di quelli che li hanno condannati, sono d’accordo con questo liberalismo e con questo ecumenismo. Questo non si può accettare. E più le cose si chiariscono più ci accorgiamo che questo programma, […] tutti questi errori sono stati elaborati nelle logge massoniche.

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Sacra Bibbia “Diodati”, Matteo 16:15-18: “Ed egli disse loro: E voi, chi dite che io sono? E Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente. E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poiché la carne ed il sangue non t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli. Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere.”

San Francesco di Sales: “Orbene, allorché il Papa fosse esplicitamente eretico, si ritroverebbe, ipso facto, spogliato della sua dignità sicché fuori della Chiesa.”

Sant’Antonino: “Se il Papa divenisse un eretico, si separerebbe dalla Chiesa. Per tal sol fatto ed assente alcun altro giudizio non potrebbe dunque simultaneamente essere un eretico e rimanere papa.”

Papa Paolo IV, nella sua bolla “Cum ex Apostolatus officio”, insegnò la medesima cosa, ovvero: nessun Cattolico può accettare una persona come papa allorché essa sia manifestamente eretica.  San Roberto Bellarmino, è il santo che fece la dichiarazione più eclatante nella storia della Chiesa, ossia: diventasse il papa un eretico, egli cesserebbe d’essere papa.

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San Roberto Bellarmino: “Un papa chiaramente eretico cesserebbe d’essere sia papa che testa della Chiesa, proprio come egli cesserebbe d’essere Cristiano e membro della Chiesa: egli potrebbe quindi essere processato e sì punito dalla Chiesa. Questo è l’insegnamento di tutti gli antichi Padri, i quali istruiscono che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione.”

San Roberto Bellarmino: “Chi non è Cristiano non è membro della Chiesa – ed un eretico manifesto non è un Cristiano, come insegnano chiaramente San Cipriano, Sant’Atanasio, Sant’Agostino, San Girolamo e molti altri: l’eretico manifesto non può perciò essere papa.”

Papa Pio XII, “Mystici corporis Christi”, 29 Giugno 1943: “Poiché non ogni delitto commesso, per quanto grave, come invece lo scisma, l’eresia o l’apostasia, è tale che di sua natura separi l’uomo dal Corpo della Chiesa.”

Papa Innocenzo III, “Eius Esempio”, 18 Dicembre 1208: “Crediamo nei nostri cuori e confessiamo con le nostre bocche Una sola Chiesa, non quella degli eretici, ma la Santa Romana Chiesa, Cattolica ed Apostolica, fuori della quale noi crediamo che nessuno sia salvato.”

Come si fa dunque a discernere la persona eretica?

San Roberto Bellarmino: “Per quanto gli uomini non siano in grado o capaci di leggere i cuori, allorché testimoniassero che qualcuno sia eretico per virtù delle sue opere esterne essi allora lo giudicherebbero eretico puro e semplice, condannandolo come tale.”

lunedì 7 luglio 2014

Nullità dei Sacramenti conciliari…

Fonte Agere Contra…

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di don Floriano Abrahamowicz

Invito tutti coloro che vogliono rimanere cattolici e ricevere sacramenti validi a leggere attentamente ed assimilare questa breve e completa spiegazione del PERCHE’ I SACRAMENTI DELLA CHIESA CONCILIARE SONO NULLI. Chi invece desidera l’assurdo – farsi riconoscere come cattolico dalla “contro-chiesa” – finisce per porre un atto di AUTOESCLUSIONE dalla Chiesa cattolica.

Del tutto invalido e assolutamente nullo

Riflessioni sull’invalidità del Sacramento dell’Ordine episcopale come promulgato da Paolo VI in risposta all’articolo di padre Pierre-Marie, OP[i]

di don Anthony Cekada

Traduzione e sintesi di Federico Colombera

***

“Quando saranno scomparsi i sacerdoti validamente consacrati, [i modernisti] permetteranno la celebrazione della Messa in latino.”

- Don Carl Pulvermacher, 1977

Il 18 giugno del 1968, Giovanni Battista Montini/Paolo VI portava a compimento la riforma del Pontificale Romano, mutando così radicalmente, tra le altre cose, il Sacramento dell’Ordine Episcopale.

Il nuovo Sacramento risulta, ad un’attenta analisi, e come confidenzialmente confidatomi da Mons. Lefebvre nel 1970, decisamente invalido. Il problema dev’essere analizzato ricorrendo alla teologia dei sacramenti che illustra da una parte la natura dei principi utili per poter determinare la validità della forma sacramentale stessa e, dall’altra, la metodologia per poter applicare empiricamente tali leggi.

La Costituzione di Paolo VI ha introdotto un mutamento sostanziale rispetto alla forma dell’Ordine  poiché, come prescritto da Papa Pio XII, essa deve inequivocabilmente esprimere l’effetto che si vuole produrre – il potere dell’Ordine e la relativa grazia prodotta dallo Spirito Santo. Inoltre Papa Pacelli, rispetto all’Ordinazione episcopale, ha chiaramente indicato la formula adatta allo scopo, in cui il potere dell’Ordine ricevuto dal vescovo e la grazia conferita dallo Spirito Santo risultano senz’ombra di dubbio espresse.

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In particolare, ecco la formula come voluta da Montini:

Effondi ora sopra questo eletto la potenza che viene da te, o Padre, il tuo Spirito che regge e guida: tu lo hai dato al tuo diletto figlio Gesù Cristo ed egli lo ha trasmesso ai santi Apostoli, che nelle diverse parti della terra hanno fondato la Chiesa come tuo santuario a gloria e lode perenne del tuo nome.

In queste righe non troviamo traccia dello specifico potere dell’Ordine che si intende trasmettere. La consacrazione episcopale conferisce al nuovo vescovo una specifica facoltà: quella di Ordinare, a propria volta, sacerdoti e vescovi. Ciò è completamente assente nel rito riformato.

LA LOTTA PERPETUA DEL VICARIO DI GESÙ CRISTO…

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Fonte: Progetto Barruel…

Monsignor Enrico Eduardo Manning

Protonotario apostolico e Proposto del Capitolo

metropolitano di Westminster

Da: Il dominio temporale del Vicario di Gesù Cristo

(versione dall'inglese[*]), Roma 1862 (coi tipi della S. Congreg. de Propaganda Fide) pag. 111-129.

LA LOTTA PERPETUA DEL VICARIO DI GESÙ CRISTO (I)

Discorso I

 

«Ne quis vos seducat ullo modo: quoniam nisi venerit discessio primum, et revelatus fuerit homo peccati, filius perditionis...» (II. Thess. II. 3.) [«Nissuno vi seduca in alcun modo: imperocchè (ciò non sarà) se prima non sia seguita la ribellione; e non sia manifestato l'uomo del peccato, il figliuolo di perdizione...» N.d.R.]

Le rivelate verità ed principî che ne rampollano per comun consentimento dei pubblicisti dalla politica sfera formalmente escludersi e ritenersi oggidì uom debole di mente chi gli avvenimenti del mondo voglia secondo quelli giudicare, ben io mel so. Vero è che in così pensare trovo io a sè coerenti coloro che la rivelazione non ammettono, come per converso non so capire in qual modo coloro che fan professione di credere nella rivelazione di un divino reggimento del mondo vadan poi seco medesimi d'accordo consentendone la eliminazione dagli avvenimenti della contemporanea istoria. Comunque ciò sia, questo è l'andazzo dei nostri tempi e io prudens et videns vo contro corrente ed espongomi forse a divenire oggetto di dispregio o di compassione per coloro che per la sola azione della umana volontà credono il mondo governarsi. Ben volentieri al mio destino io mi rassegno nè punto questo pensiero mi turba. Mio intendimento si è di esaminare la presente condizione de11a Chiesa rispetto ai civili governi giusta una profezia di cui fa menzione S. Paolo e di derivarne alcuni pratici principî per istruzione di coloro che la divina volontà non credono estranea agli odierni avvenimenti.

Non voglio io qui farmi ad interpretare verun passo dell'apocalisse, nè verun calcolo istituire intorno la fine del mondo. Lascio quest'impresa a coloro che credono di esservi chiamati. I punti che io assumo son pochi ed esclusivamente pratici: e il frutto che dall'opera mia desidero non è se non di raggiugnere un più chiaro discernimento dei cristiani e degli anticristiani principi, ed un più sicuro apprezzamento della natura degli avvenimenti onde la Chiesa e la S. Sede vengon oggi poste a cimento.

S. Paolo scrivendo a quei di Tessalonica dice: «Nessuno vi seduca in alcun modo: perocchè dovrà prima accadere la ribellione e rivelarsi l'uomo del peccato, il figlio della perdizione che si oppone e s'innalza su tutto quello che dicesi Dio o che si adora, per modo che spacciandosi per Dio sederà egli nel tempio di Dio. Non vi ricordate, come, quando io era tuttavia presso di voi, tali cose vi diceva? E ora voi sapete che sia quello che lo rattiene [= trattiene N.d.R.], affinchè sia manifestato a suo tempo. Chè già egli lavora il mistero dell'iniquità: solamente che chi lo rattiene rattengalo sino a che sia levato di mezzo, e allora sarà manifestato quell'iniquo cui il Signore Gesù ucciderà col fiato di sua bocca e annienterà collo splendore di sua venuta. E il suo arrivo, per operazione di Satana, sarà con tutta potenza, con segni e prodigî bugiardi e con ogni seduzione d'iniquità per coloro che si perdono per non avere abbracciato per loro bene l'amore della verità. Però Dio manderà loro l'operazione dell'errore sicchè credano alla menzogna e saranno così giudicati tutti coloro che non hanno creduto alla verità e nell'iniquità si sono compiaciuti.» [1]

Noi abbiam qui una profezia di quattro grandi avvenimenti. Primamente di una ribellione che precederà la seconda venuta del Figliuolo di Dio; secondamente della manifestazione di uno che vien chiamato «l'iniquo»: in terzo luogo di un impedimento che rattiene la sua manifestazione e da ultimo di un periodo di potenza e di persecuzione di cui sarà egli l'autore.

Nella trattazione di questo subbietto non avventurerò io peculiari mie conghietture [= congetture N.d.R.]: solamente dirò ciò che ho rinvenuto, vuoi nei padri della Chiesa, vuoi nei teologi dalla Chiesa riconosciuti, quali sono un Bellarmino, un Lessio, un Malvenda, un Viegas, un Suarez, un Ribera ed altri siffatti. E primamente che debbe egli intendersi per questa ribellione? Nell'originale viene essa detta ἀποστασία, un'apostasia; e nella volgata discessio, ossia una secessione. Ora una ribellione importa una sediziosa separazione da alcuna autorità e conseguentemente un'avversazione della medesima autorità. Se adunque noi troveremo qual sia l'autorità che si suppone, troveremo forse qual sia anche la rivolta della quale teniamo discorso. Ora due sole autorità hannovi da ultimo nel mondo: la civile e la spirituale autorità: questa ribellione però debbe essere o una sedizione o una scisma, e una sedizione o una scisma che abbiano grandi proporzioni rispondenti ai termini della predizione e agli avvenimenti in essa annunziati.

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S. Girolamo, con alcuni altri, interpreta questa ribellione per la sollevazione delle nazioni o delle provincie contro il romano imperio: egli dice: «Nisi venerit discessio ... ut omnes gentes, quae Romano Imperio subiacent, recedant ab eis.» [2] Non è uopo che prendiamo a disamina questa interpretazione: gli avvenimenti della cristiana istoria bastano a confutarla. Le genti sonosi ribellate al Romano Imperio e niuna manifestazione è intervenuta.

domenica 6 luglio 2014

FALSA CHIESA CONCILIARE IN IMMAGINI…

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 39°)...

Continuiamo la publicazione del LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany.

Prima e seconda parte.

Terza e quarta parte.

Dal Capitolo 5° al Capitolo 8°.

Dal Capitolo 9° al Capitolo 12°.

Dal Capitolo 13° al Capitolo 16°.

Capitolo 17°.

Capitolo 18°.

Capitolo 19°.

Capitolo 20°.

Capitolo 21°.

Capitolo 22°.

Capitolo 23°.

Capitolo 24°.

Capitolo 25.

Capitolo 26.

Capitolo 27.

Capitolo 28°.

Capitolo 29°.

capitolo  30°.

Capitolo 31°.

Capitolo 32°.

Capitolo 33°.

Capitolo 34°.

Capitolo 35°.

Capitolo 36°.

Capitolo 37°.

Capitolo 38°.

«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346.

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Capitolo 39: che dire dell'orribile setta del laicismo, setta che secondo qualcuno ha causato recentemente così grandi devastazioni nel nostro paese.
È ora il momento di parlare del laicismo, di questa spaventosa setta, come la si è definita, che ha avuto in questi ultimi tempi il singolare privilegio di attirare l'attenzione pubblica, allorché quasi nessun'altra questione teologica abbia ottenuto lo stesso onore.
Ben terribile dev'essere questo mostro, poiché gettando lo stesso grido d'allarme tutti hanno creduto di doverlo attaccare, finanche uomini i meno portati alla polemica religiosa e a vegliare sull'onore della Chiesa.
Il laicismo è stata una strana eresia contro la quale si è scatenato l'odio di tutti quelli che odiano Gesù Cristo. Si è vista mai una cosa più straordinaria ? Al contrario, dal momento che un secolare o un ecclesiastico si sono levati contro il "laicismo", il campo frammassone gliene ha fatto subito un titolo di gloria e l’ha coperto con i suoi più calorosi applausi.
Ecco un fatto che nessuno può smentire poiché è accaduto sotto gli occhi di tutti. Questo dato non sarebbe sufficiente per risolvere pienamente fin dal primo momento questo spaventoso problema ?
Ma che cos'è il laicismo ?
I suoi feroci contraddittori, dall'alto loro cattedre rispettive più o meno autorizzate, si sono presi la pena di anatematizzarlo, ben più di quella di definirlo. Per noi, che da molti anni abbiamo delle relazioni pubbliche e private con esso, noi proveremo a risparmiare ai suoi nemici l'imbarazzo che risulta per essi da questo stato di cose, e ci daremo il compito di offrir loro una definizione di laicismo al fine che essi abbiano una base sulla quale appoggiare le loro invettive.
Tre punti qualificano il laicismo:
1) la pretesa esagerazione dell'iniziativa laica nella qualificazione delle persone e delle dottrine.
2) la pretesa esagerazione dell'iniziativa laica nella direzione e l'organizzazione delle opere cattoliche.
3) la pretesa mancanza di sottomissione di certi laici verso l'autorità episcopale.
Ecco i punti dell'odioso processo intentato ai laicisti da due o tre anni. Inutile dire che questi tre punti, chiaramente indicati qui da noi per la prima volta, non lo sono mai stati nelle focose e faticose aringhe dell’ampolloso accusatore che ha principalmente portato la sua parola contro di noi.
Particolareggiare le responsabilità, precisare le idee, non entra affatto nelle leggi della sua singolare polemica al più alto grado.
Si vocifera molto e si grida a rotta di collo: "scisma, scisma ! setta, setta ! Ribellione, ribellione !".
Si esaltano i privilegi e le prerogative dell'autorità episcopale, si dimostrano, con grandi rinforzi di autori e di diritto canonico, verità che nessuno ha negato riguardo a questa autorità, ma non ci si avvicina, nemmeno da lontano, al vero punto del dibattito, non si porta alcuna prova che giustifichi le più gravi accuse dimenticando che ogni accusa, non provata, si trasforma in impudente calunnia, proprio così ! Ecco una bella maniera di discutere !