Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

domenica 31 marzo 2013

DOMENICA DI PASQUA RESURREZIONE DEL SIGNORE: "DOMÍNICA RESURRECTIÓNIS"

BUONA PASQUA NEL SIGNORE A TUTTI I LETTORI DEL NOSTRO BLOG

  ---------------------
ALLELÚIA 
I Cor. 5,7 - Allelúia, allelúia. Pascha nostrum immolátus est Christus. 
I Cor. 5,7 - Allelúia, allelúia. Il Cristo, Pasqua nostra, è stato immolato.  
 
SEQUÉNTIA 
Víctmæ pascháli láudes: ímmolent Christiáni. Agnus redémit oves: Christus ínnocens Patri reconciliávit peccatóres. Mors et vita duéllo conflixére miràndo: dux vitæ mórtuus, regnat vívus. Dic nobis, María, quid vidísti in via? Sepúlcrum Christi vivéntis: et glóriam vidi resurgéntis. Angélicos testes, sudárium, et vestes. Surréxit Christus spes mea: præcédit vos in Galilæam. Scímus Christum surrexísse a mórtuis vere: tu nobis, victor Rex, miserére. Amen. Allelúia. 
 
Alla Vittima pasquale, lodi offrano i Cristiani. L’Agnello ha redento le pécore: Cristo innocente, al Padre ha riconciliato i peccatori. La morte e la vita si scontrarono in mirabile duello: il Duce della vita, già morto, regna vivo. Dicci, o Maria, che vedesti per via? Vidi il sepolcro del Cristo vivente: e la gloria del Risorgente. I testimoni angelici, il sudario e i lini. È risorto il Cristo, mia speranza: vi precede in Galilea. Noi sappiamo che il Cristo è veramente risorto da morte: o Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi. Amen. Allelúia.  

http://www.travelemiliaromagna.it/img/Van-Dyck-Resurrezione.jpg
 
EVANGÉLIUM
Sequéntia S. Evangélii secundum Marcum, 16, 1-7 
 
In illo témpore: María Magdaléne, et María Iacóbi, et Salóme, emérunt arómata, ut veniéntes úngerent Iesum. Et valde mane una sabbatórum, véniunt ad monuméntum, orto iam sole. Et dicébant ad ínvicem: Quis revólvet nobis lápidem ab óstio monuménti? Et respiciéntes vidérunt revolútum lápidem. Erat quippe magnus valde. Et introëúntes in monuméntum vidérunt iúvenem sedéntem in dextris, coopértum stola cándida, et obstupuérunt. Qui dicit illis: Nolíte expavéscere: Iesum quæritis Nazarénum, crucifíxum: surréxit, non est hic, ecce locus ubi posuérunt eum. Sed ite, dícite discípulis eius, et Petro, quia præcédit vos in Galilæam: ibi eum vidébitis, sicut dixit vobis.
M. - Laus tibi, Christe.
 
 
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: "Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?".Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto".
M. - Laus tibi Christe.  


 

Don Patrick Girouard :"E nondimeno noi siamo in presenza di due istituzioni distinte: la Chiesa cattolica, fondata da Nostro Signore, e la Chiesa conciliare, il cui istigatore è stato, non se ne può dubitare, Lucifero".

 
Dichiarazione ai membri della Fraternità San Pio X, alle comunità amiche
e ai fedeli della Tradizione (di Don Patrick Girouard, FSSPX
) 28 marzo 2013

pubblicata sul sito francese La Sapinière
Don Patrick Girouard è un sacerdote del Ditretto
 canadese della Fraternità San Pio X



Giovedì Santo, 28 marzo 2013

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo Re,

in questo giorno in cui la Santa Chiesa commemora in maniera grandiosa l’istituzione del Santo Sacrificio della Messa e del sacramento dell’Ordine, approfitto dell’occasione per farvi partecipi della mia decisione di pormi al di fuori della struttura ufficiale della Fraternità.
Non è mia intenzione né lasciarla né vilipenderla. In effetti, essa è vittima di un’iniziativa che mira a condurla sotto il potere della Chiesa conciliare, malgrado i ripetuti avvertimenti del suo fondatore, S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre.

In seguito ai miei sermoni e interventi contro un ricollegamento, il mio Superiore del Distretto, Don Jürgen Wegner, mi ha trasferito dal Priorato di Langley (vicino Vancouver) alla sede del Distretto (Saint-Césaire, vicino Montreal), con l’intenzione dichiarata di «sorvegliarmi strettamente». Peraltro, egli mi ha dichiarato che io non potrò più criticare i Superiori.
Nella sua lettera ai sacerdoti canadesi sulla sua decisione, egli si è riferito, non solo alle mie dichiarazioni pubbliche, ma anche alle mie conversazioni e lettere private, scambiate con i fedeli.
È dunque chiaro che, in cambio del mio silenzio in pubblico e in privato, mi si offrirebbe la possibilità di mantenermi in seno alla Fraternità, assicurandomi così la sicurezza materiale. Cosa che sarebbe, né più né meno, che una forma di prostituzione spirituale.

Ora, io ho solo un’anima e intendo salvarla. E non posso farlo accettando questa strada, poiché, come dice il proverbio: «Chi tace, acconsente».

sabato 30 marzo 2013

SABATO SANTO...

 
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  30 marzo 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html

 http://doncurzionitoglia.net/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/williamson_capogiu.jpg
Sabato Santo

Il Sabato Santo, nella vita di Nostro Signore, fu il giorno tra la sua terrificante morte in Croce e la sua gloriosa Resurrezione, mentre il suo corpo umano, privo di vita senza la sua anima umana, giaceva nel buio sepolcro, nascosto all’occhio umano. Sembrava così che i nemici di Nostro Signore lo avessero schiacciato e che il Dio Incarnato fosse completamente eclissato, mentre solo la fede della Madonna nel suo Divino Figlio rimaneva incrollabile. Ella dovette sostenere tutti gli altri suoi seguaci, perché anche i più devoti di essi rimasero disorientati e smarriti.

Ora, essendo il Corpo Mistico di Cristo, la Chiesa cattolica segue il percorso di vita del Suo corpo fisico. In tutti i suoi 2000 anni di storia, la Chiesa è stata sempre perseguitata dai nemici di Cristo e in molte parti del mondo, in tempi diversi, essa è stata quasi azzerata. Ma sicuramente mai è giunta al punto di eclissarsi totalmente, come sembra stia accadendo oggi. Dio ha progettato la Sua Chiesa come una monarchia, tenuta insieme dal Papa, e noi abbiamo appena visto un Papa dimissionario, senza dubbio perché in parte egli, ipnotizzato dal pensiero democratico moderno, non ha mai pienamente creduto nel suo ufficio supremo. Togliendo la tiara papale dal suo stemma e firmandosi sempre come “vescovo di Roma”, qualunque fossero le sue intenzioni nel dimettersi a febbraio, egli ha sicuramente aiutato, umanamente parlando, a minare l’istituzione divina del Papato.

Certamente, con le dimissioni di Benedetto XVI e il conseguente conclave, i nemici di Cristo avranno fatto tutto il possibile da parte loro per cancellare il Papato. Come giusta punizione di Dio per l’universale apostasia della nostra epoca, essi hanno ricevuto da Lui un grande potere sulla Sua Chiesa. Per secoli essi hanno lavorato per stringere il Vaticano in una morsa ed oggi essi vi si sono consolidati. Non avendo neanche la minima intenzione di soddisfare alle esigenze di una pur piccola Società pia, essi stanno smantellando la Chiesa pietra dopo pietra, come nella visione di 200 anni fa di Anna Caterina Emmerich. Umanamente parlando, si direbbe che gli odierni seguaci di Nostro Signore abbiano tanta poca speranza quanta ne ebbero quelli dell’originario Sabato Santo.

Ma al pari di Nostro Signore stesso, la Chiesa cattolica non è una mera faccenda umana. Nel 1846, la Madonna de La Salette diceva dei nostri tempi: “I giusti soffriranno molto. Le loro preghiere, le loro penitenze e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e implorerà il mio aiuto e la mia intercessione. E allora Gesù Cristo per la sua giustizia e la sua grande misericordia comanderà ai suoi Angeli di mettere a morte tutti i suoi nemici. E d’un colpo i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti coloro dediti al peccato periranno e la terra sarà come un deserto. E allora sarà ristabilita la pace e l’uomo sarà riconciliato con Dio e Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato. La carità fiorirà ovunque... Il Vangelo sarà predicato dappertutto... e l’uomo vivrà nel timore di Dio.”

In altre parole, Dio risolleverà certamente la Sua Chiesa dal presente disagio. Se la sua eclissi diventerà ancora più oscura, com’è certo che sarà, dobbiamo solo tenerci più stretti che mai alla Madre di Dio e fare in modo di non gravare su di lei con la nostra incredulità, come fecero gli Apostoli di Nostro Signore e i discepoli nel primo Sabato Santo. Impegniamoci a far gioire il suo Cuore Immacolato con la nostra incrollabile fede nel suo Divino Figlio e nella sua unica vera Chiesa.

Kyrie eleison.

venerdì 29 marzo 2013

VENERDI' SANTO: DE SOLEMNI ACTIONE LITURGICA POSTMERIDIANA IN PASSIONE ET MORTE DÓMINI...

Mentre nei lupanari modernisti Vaticani si celebra la Via Crucis "ecumenica", preghiamo il Signore che ci ottenga di immergerci nelle Sue Santissime Piaghe, affinche non veniamo infettati dal morbo modernista degli assasini conciliari della Fede ...
--------------------------
Stazione VII della Via Crucis presieduta dal "Vescovo modernista Bergoglio":

«Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo. Non stare lontano da me, perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti» (Sal 22, 8. 12)

Gesù è solo sotto il peso interiore ed esteriore della croce. E’ la caduta, quando il peso del male si fa troppo grande e sembra non esserci più limite all’ingiustizia e alla violenza.

Ma egli si rialza un’altra volta forte della fiducia infinita che ha nel Padre suo. Di fronte agli uomini che l’abbandonano alla sua sorte, la forza dello Spirito lo rialza; lo unisce interamente alla volontà del Padre, quella dell’amore che può tutto.

Signore Gesù, nella tua seconda caduta, riconosciamo tante nostre situazioni che sembrano senza via d’uscita. Tra queste, quelle derivanti dai pregiudizi e dall’odio, che induriscono i nostri cuori e conducono ai conflitti religiosi.
Illumina le nostre coscienze affinché riconoscano, nonostante «le divergenze umane e religiose», che «un raggio di verità illumina tutti gli uomini», chiamati a camminare insieme - nel rispetto della libertà religiosa – verso la verità che è in Dio solo. Così, le diverse religioni potranno «mettersi insieme per servire il bene comune e contribuire allo sviluppo di ogni persona e alla edificazione della società» (Esort. ap. Ecclesia in Medio Oriente, 27-28).
Vieni, Santo Spirito, a consolare e fortificare i cristiani, in particolare quelli del Medio Oriente, affinché uniti a Cristo siano, su una terra lacerata dall’ingiustizia e dai conflitti, i testimoni del suo amore universale. Amen
------------------------ 
Preghiamo che il Redentore, attraverso il Suo Preziosissimo Sangue, salvi noi stessi dal peccato mortale che ci separa da Lui.

Preghiamo che il dolcissimo Redentore salvi la Sua Chiesa dai lupi che l'hanno occupata da oltre 50 anni.

Preghiamo il nostro Santissimo Signore che attenui l'imminente castigo che attende l'umanità intiera per le innumerevoli infedeltà nei Suoi confronti.

Preghiamo che il Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo dia la forza di resistere nella vera fede tutti coloro che non sono stati castigati dallo "spirito di inganno" che ha ammantato la Sua Santissima Chiesa, permettendo che venga occupata da personaggi che definire loschi è un eufemismo.

Preghiamo il Santissimo Redentore che nei nostri cuori si faccia silenzio, affinchè possiamo contemplarlo con cuore puro e riverente.

Preghiamo il Santissimo Redentore che ci ottenga la mediazione della Santa Sua Madre affinchè abbiamo la forza di comparire nel giorno della nostra personale e meritata morte dinnanzi al Suo Giustissimo Giudizio personale...
   
http://incompiutezza.files.wordpress.com/2011/04/christ-the-passion.jpg -------------
Evangelium Pássio Dómini nostri Jesu Christi secúndum Ioánnem. 18, 1-40; 19, 1-42

In illo témpore: Egréssus est Jesus cum discípulis suis trans torréntem Cedron, ubi erat hortus, in quem introívit ipse et discípuli ejus. Sciébat autem et Judas, qui tradébat eum, locum: quia frequénter Jesus convénerat illuc cum discípulis suis. Judas ergo cum accepísset cohórtem, et a pontifícibus et pharisaéis minístros, venit illuc cum latérnis et fácibus et armis. Jesus ítaque sciens ómnia, quæ ventúra erant super eum, procéssit, et dixit eis: + Quem quaéritis? C. Respondérunt ei: S. Jesum Nazarénum. C. Dicit eis Jesus: + Ego sum. C. Stabat autem et Judas, qui tradébat eum, cum ipsis. Ut ergo dixit eis: Ego sum: abiérunt retrorsum, et cecidérunt in terram. Iterum ergo interrogávit eos: + Quem quaéritis? C. Illi autem dixérunt: S. Jesum Nazarénum. C. Respóndit Jesus: + Dixi vobis, quia ego sum: si ergo me quaéritis, sínite hos abíre. C. Ut implerétur sermo, quem dixit: Quia quos dedísti mihi, non pérdidi ex eis quemquam. Simon ergo Petrus habens gládium edúxit eum : et percússit pontíficis servum: et abscídit aurículam ejus déxteram. Erat autem nomen servo Malchus. Dixit ergo Jesus Petro: + Mitte gládium tuum in vagínam. Cálicem, quem dedit mihi Pater, non bibam illum? C. Cohors ergo et tribúnus et minístri Judæórum comprehendérunt Jesum, et ligavérunt eum: et adduxérunt eum ad Annam primum, erat enim socer Cáiphæ, qui erat póntifex anni illíus. Erat autem Cáiphas, qui consílium déderat Judaéis: Quia expédit, unum hóminem mori pro pópulo. Sequebátur autem Jesum Simon Petrus et álius discípulus. Discípulus autem ille erat notus pontífici, et introívit cum Jesu in átrium pontíficis. Petrus autem stabat ad óstium foris. Exívit ergo discípulus álius, qui erat notus pontífici, et dixit ostiáriæ: et introdúxit Petrum. Dicit ergo Petro ancílla ostiária: S. Numquid et tu ex discípulis es hóminis istíus? C. Dicit ille: S. Non sum. C. Stabant autem servi et minístri ad prunas, quia frigus erat, et calefaciébant se: erat autem cum eis et Petrus stans et calefáciens se. Póntifex ergo interrogávit Jesum de discípulis suis et de doctrína ejus. Respóndit ei Jesus: + Ego palam locútus sum mundo: ego semper dócui in synagóga et in templo, quo omnes Judaéi convéniunt: et in occúlto locútus sum nihil. Quid me intérrogas? intérroga eos, qui audiérunt, quid locútus sim ipsis: ecce, hi sciunt, quæ díxerim ego. C. Hæc autem cum dixísset, unus assístens ministrórum dedit álapam Jesu, dicens:
 http://www.comune.cagliari.it/resources/cms/images/Venerdi_Santo_d0.JPG


"Reverendi e cari Padri". Lettera aperta di Monsignor Williamson...

Fonte: Unavox...
LETTERA APERTA AI SACERDOTI

DELLA FRATERNITA’ SAN PIO X

di S. Ecc. Mons. Richard Williamson

  28 marzo 2013


Reverendi e cari Padri,

La recente pubblicazione della Dichiarazione Dottrinale, indirizzata dal Consiglio Generale della Fraternità San Pio X alle autorità della Chiesa a Roma, il 15 aprile dell’anno corso, conferma i nostri peggiori timori.
Abbiamo aspettato quasi un anno per sapere cosa contenesse.
Essa prova una volta per tutte che l’attuale dirigenza della Fraternità San Pio X intende condurre quest’ultima lontano dalla direzione fissatale da Mons. Lefebvre, e verso le idee e gli ideali del Concilio Vaticano II.

Nonostante siate occupati col vostro ministero quotidiano, la cosa finisce col riguardare anche voi, perché sta ad indicare che, sotto la guida dei Superiori, le anime affidate alla vostra cura, e voi stessi, venite guidati verso e anche nella grande apostasia dei tempi moderni.
Ricordiamoci che sono i Superiori che fanno i sottoposti e non viceversa.
Non abbiamo visto un certo numero di buoni sacerdoti della Fraternità rinunciare, uno dopo l’altro, alla battaglia per la Fede, dove sappiamo li aveva condotti Mons. Lefebvre, e muoversi invece con la corrente, secondo quel deciso e molto diverso andamento che da alcuni anni fluisce dai vertici verso la base della Fraternità?

Un’analisi dettagliata conferma il pericolo rappresentato da ognuno dei paragrafi della Dichiarazione, come indicato solo brevemente qui di seguito: -

I - La fedeltà promessa alla “Chiesa cattolica” e al “Romano Pontefice” oggi può facilmente essere mal diretta verso la Chiesa conciliare come tale e verso i Pontefici conciliari. Per evitare la confusione sono necessarie delle distinzioni.

II - L’accettazione degli insegnamenti del Magistero in conformità con Lumen Gentium 25, tenuto conto della Professione di Fede del 1989 menzionata nella nota a pie’ di pagina della Dichiarazione, può facilmente essere intesa come implicante l’accettazione delle dottrine del Vaticano II.

giovedì 28 marzo 2013

IL VESCOVO "BERGOGLIO", PROFANA IL GIOVEDI' SANTO LAVANDO I PIEDI A DEI DELINQUENTI ED A UNA MUSSULMANA...

POTEVANO TROVARGLI UNA BELLA CELLA ANCHE PER LUI, MAGARI SI TOGLIEVA CELERMENTE DI MEZZO... 

http://www.ilquotidianodellazio.it/img/archivio/1312.jpg
Papa Francesco ha dato personalmente la comunione ai fedeli per la prima volta da quando è diventato Papa. Lo ha fatto durante la Messa "in Coena Domini" celebrata nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. A riferirlo è il direttore della sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi, che ha incontrato i giornalisti al termine della Messa e della visita del Pontefice.

Lombardi ha quindi specificato che alla Messa erano presenti fra le 100 e le 150 persone, tra cui i 49 detenuti, tutti ragazzi tra i 14 e i 21 anni, molti stranieri, i volontari che li assistono quotidianamente e il personale del carcere. Raccontando la celebrazione, Lombardi ha aggiunto: "È stata molto semplice e molto rapida, come fa sempre il Papa. "Il Pontefice - ha proseguito Lombardi - ha ringraziato tutti, in particolare i giovani e li ha incoraggiati a non farsi rubare la speranza". "Il Papa ha quindi baciato e abbracciato tutti i giovani dando loro un piccolo dono pasquale".

"Perchè sei venuto qui?", ha chiesto a Papa Francesco uno dei ragazzi detenuti. Risposta: "Perchè è qualcosa che mi è venuta dal cuore". È uno dei momenti più commoventi della visita del Papa avvenuta questo pomeriggio al carcere minorile di Casal del Marmo. Padre Federico Lombardi ha aggiunto: "È un pomeriggio per tutti noi molto emozionante e ce lo porteremo veramente nel cuore". "Il Santo Padre aveva desiderato celebrare la Messa del giovedì Santo in un luogo significativo per la carità, per l'esercizio dell'amore e del servizio e ha quindi deciso di venire qui".​

"Era molto appropriato che ci fossero anche dei musulmani e delle ragazze". Così, ancora, il direttore della sala stampa vaticana ha risposto a chi gli chiedeva se fosse stato giusto coinvolgere anche dei giovani musulmani nella celebrazione della Messa del giovedì Santo di Papa Francesco, nel carcere minorile di Casal del Marmo. "Il cappellano - ha proseguito Lombardi - ci aveva detto che tutte le attività all'interno del carcere vengono svolte tutti insieme, maschi e femmine, di tutte le religioni. Il Papa ha quindi ritenuto normale che alla Messa partecipassero tutti e che alla lavanda dei piedi fossero coinvolte anche delle ragazze". Lombardi ha infine ricordato che Bergoglio "lavava i piedi anche a Buenos Aires e oggi ha quindi continuato una usanza che osservava già in passato".

"Papa Francesco si è inginocchiato 6 volte per lavare baciare e i piedi dei ragazzi, che erano seduti due per volta. È stato un gesto commovente e impegnativo, un meraviglioso atto di servizio". Così padre Lombardi ha commentato il rito della lavanda dei piedi compiuto dal Pontefice nella Cappella del carcere minorile. In proposito Lombardi ha anche sottolineato che "il Papa lo ha fatto agevolmente, nonostante i 76 anni di età. Da parte loro - ha aggiunto - anche i ragazzi apparivano commossi". "C'erano un paio di musulmani e anche due ragazze. A Francesco hanno donato, ha detto, un crocifisso in legno e un inginocchiatoio, sempre in legno, realizzato da loro stessi nel laboratorio artigianale del carcere". ​
------------------
Postiamo anche il pertinente commento di Baronio su questo sconcertante personaggio, Bergoglio, "venuto da lontano" che ha annunciato al povero Marini "che il tempo delle carenvalate era finito"...


Dinanzi al Santissimo Sacramento Bergoglio non genuflette in adorazione: si adducono problemi fisici. Ma per farsi benedire da eretici o per baciare i piedi di galeotti e galeotte - nemmeno cristiani - egli piega il ginocchio, dinanzi alle telecamere che pure si era detto che non sarebbero state ammesse alla funzione. 

I fedeli hanno il diritto di sapere...

Un ringraziamento particolare ad una carissima amica che ci ha fornito la traduzione dal Francese...

Fonte: La Sapinière.info...
I fedeli hanno il diritto di sapere.

" I fedeli hanno il sacrosanto diritto di sapere che i sacerdoti ai quali si rivolgono, non partecipano alla comunione di una Chiesa contraffatta, evolutiva pentecostale e sincretista". (Lettera aperta a sua Eminenza Cardinale Gantin, Prefetto della Congregazione dei Vescovi, Econe, 6 luglio 1988, Fideliter n. 64, luglio-agosto 1988, pagine 11-12.)

+
Non si tratta di "zelo amaro" o di "agire con una severità imperterrita" quando si constata un certo liberalismo in seno alla Fraternità. I fatti sono lì, e contro i fatti non si può fare nulla!
Non si tratta di biasimare tutto ciò che non è conforme al nostro ideale, ma si tratta di constatare e di interrogarsi sul fatto che alcuni sacerdoti della Fraternità non agiscono più secondo l'ideale della Fraternità. L'eccellente condotta dottrinale di un superiore o lo zelo di un priore possono celare ai nostri occhi questa realtà, ma è un fatto che, influenzati dagli esempi e dai discorsi del nostro Superiore Generale, alcuni confratelli, pur conservando l'etichetta "Fraternità San Pio X", si comportano in pratica come "accordati" prima ancora dell'accordo con la Chiesa conciliare.

I fedeli hanno il sacrosanto diritto di sapere che un priore, durante una sessione di teologia, sottolineò che non  poteva più dire : "Benedetto XVI è un modernista". Questo priore confidò pure ad un confratello di non potere più, in coscienza, far pregare i fedeli per "la conversione di Roma e dei Vescovi", intenzione che, tuttavia, fa parte delle intenzioni della Fraternità (Con Unum, n.35).

I fedeli hanno il sacrosanto diritto di sapere che due priori hanno confidato al Superiore di un Distretto importante, di essere pronti a celebrare la messa di Paolo VI (Canone 1). In perfetta sintonia con l'osservazione fatta da Monsignor Fellay al cardinale Caninarez, seguita alla visita di un'abbazia "Novus Ordo" nei pressi di Firenze:
"Se Monsignor Lefebvre avesse visto la celebrazione della Messa, come si è svolta laggiù,
non avrebbe preso le misure che ha preso".

lunedì 25 marzo 2013

COMMENTI ELEISON: "A VOI LA SCELTA!"

 Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  23 marzo 2013

 Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html


Numero CCXCVII (297) - 23 marzo 2013

“A VOI LA SCELTA!”
Che confusione regna nella Chiesa, come nel mondo! Vediamo, uno dopo l’altro, degli uomini tra i migliori, magari con le migliori intenzioni, rinunciare alla lotta e prendere la decisione di non resistere più a lungo, lasciarsi andare, seguire l’andazzo, fare quello che fanno tutti gli altri. Eppure questo andazzo manca di Dio e da Dio è condannato senza appello perché Egli non cambia. Non v’è dubbio che Egli ora si sta appellando al nuovo Papa perché faccia ciò che è giusto, costi quel che costi.

Tra il 1966 e il 1975, sembra che Egli si sia rivolto ad una donna in Francia perché un prelato francese facesse giungere nelle mani di Paolo VI una serie di messaggi con i quali si chiedeva al Papa di guidare dei massicci pellegrinaggi alla famosa Basilica di Vézelay (e dal 1972, per ripristinare la Messa Tridentina). I messaggi, che portavano il titolo del canto quaresimale Parce, Dómine, Pópulo Tuo (Perdona, o Signore, il tuo popolo), non hanno alcuna autorizzazione ufficiale, ma si adattano alla Settimana Santa. I lettori disposti a leggerli potranno giudicare loro stessi se suonano veri:

16-X-65: Il mondo è sull'orlo di una catastrofe. Tuttavia, tenete presente che la supplica nella preghiera di poche anime umili abbia un grande potere sul mio cuore.

3-III-68: Dite al Santo Padre di cantare implorante il Parce, Dómine con le braccia allargate a croce, al cospetto della folla che egli riunirà a Vézelay.

2-III-70: Se il mio appello non verrà ascoltato, le acque della mia ira sommergeranno tutto. Pianti e gemiti si leveranno in quel momento, ma sarà troppo tardi.

13-II-71: Dite ai sacerdoti che, in mezzo al collasso della Cristianità, richiamino alla preghiera e alla penitenza e che essi stessi diano l’esempio. In caso contrario, ci saranno massacri sul suolo francese. Se vi rifiutate di innalzare fino al Padre mio le grida dell’umile preghiera di pentimento, giocoforza alzerete grida di terrore. A voi la scelta!

25-III-71: Figlioli miei, se non vorrete processioni d’amore, avrete processioni di odio. Queste sono già in arrivo. Di che altro avete bisogno per credere nel mio appello?

28-IV-72: Se non vogliono genuflettersi davanti al Santissimo Sacramento, si genufletteranno nelle miniere di sale!

10-VII-72: Se il Papa non fa quello che ho chiesto, la giustizia divina scenderà pesantemente sul mondo, e dovrete subire una tale sofferenza che se oggi ne conosceste i dettagli, raggelereste dal terrore.

15-VII-72: Io faccio appello ai miei figli fedeli. Devo trovare solo disertori? Se sapeste, figli miei, ciò che vi aspetta, come vi affrettereste a realizzare i miei desideri. Ma presto sarà fatta giustizia. Mi invocherete nel vostro terrore, ma sarà troppo tardi.

6-XI-72: Se vi mostrassi ciò che vi aspetta, passereste intere notti in preghiera ai miei piedi, per tenere a distanza il terribile castigo.

13-VII-73: Attualmente sono i laici la speranza della Chiesa. Pregate per i vostri pastori infedeli.

2-V-75: Nei prossimi brutti tempi, le famiglie cristiane dovranno mettersi insieme per occuparsi dei bisogni dei miei sacerdoti fedeli, che dovranno esercitare il loro ministero nella clandestinità. Si torna alle catacombe. Non vi è altro da fare.

Parce, Dómine.

Così il "Vescovo Francesco": "Il tempo delle carnevalate è finito". Eh no! E' appena iniziato con i massimi esponenti del circo conciliare...

http://www.gds.it/fileadmin/MULTIMEDIA/CRONACA/249531_album/papa_francesco_benedetto%20XVI_2.JPG

"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo". (13 maggio 1820)

"Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo... Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo".

"Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...". (12 settembre 1820)
http://www.ilpost.it/files/2013/03/164370623-11.jpg

"Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana... Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.

C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: "Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra"". (12 settembre 1820)

sabato 23 marzo 2013

UNDIGNIFIED DIGNITY...


Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X


  16 marzo 2013
 Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html

 
Dignità indegna 

Una lettrice ha argomentato in favore della libertà religiosa del Vaticano II. Anche se l’oggetto è stato spesso affrontato nei “Commenti Eleison”, i suoi argomenti meritano di essere considerati, perché oggi è di vitale importanza per i cattolici cogliere a fondo la falsità di questo insegnamento. Quello che il Concilio ha insegnato nel paragrafo 2 della Dichiarazione sulla Libertà Religiosa (Dignitatis Humanae), è che tutti gli uomini, quando agiscono in privato o in pubblico in conformità con le loro convinzioni, devono essere liberi da ogni coercizione da parte di altri uomini o di gruppi. Inoltre, ogni Stato umano deve inserire questo diritto naturale nel diritto costituzionale o civile.

Al contrario, lungo tutta la sua esistenza, fino al Vaticano II, la Chiesa cattolica ha costantemente insegnato che ogni Stato, come incarnazione dell’autorità civile di Dio sulle umane creature di Dio, è obbligato, come tale, ad usare questa autorità per proteggere e favorire l’unica vera Chiesa di Dio: la Chiesa cattolica del Dio Incarnato, Nostro Signore Gesù Cristo. Ovviamente, gli Stati non cattolici saranno condannati, non tanto per non aver dato protezione civile a questa fede, quanto per la loro mancanza di fede. Inoltre, gli Stati cattolici possono astenersi dal proibire la pratica pubblica delle false religioni laddove tale proibizione procurasse più male che bene per la salvezza delle anime dei cittadini, ma il principio rimane intatto: gli Stati di Dio devono proteggere la vera religione di Dio.

In effetti, l’insegnamento conciliare implica o che gli Stati non sono da Dio, o che non esiste l’unica vera religione di Dio. In entrambi i casi esso libera implicitamente lo Stato da Dio, mettendo così la libertà dell’uomo al di sopra dei diritti di Dio o, semplicemente, l’uomo al di sopra di Dio. È per questo che Mons. Lefebvre diceva che l’insegnamento conciliare è blasfemia. Ed è inutile dire che gli altri paragrafi della DH contengono della buona dottrina cattolica. Un solo squarcio procurato da un iceberg fu sufficiente ad affondare il Titanic. Il paragrafo 2 della DH da solo è sufficiente ad affondare la dottrina cattolica. Ma vediamo gli argomenti in difesa degli insegnamenti del Concilio.

1. DH fa parte del Magistero Ordinario della Chiesa, che dev’essere preso seriamente.
DH viene dai Magistri della Chiesa, o maestri, certo, ma non dal Magistero Ordinario infallibile, perché DH contraddice l’insegnamento tradizionale della Chiesa, come mostrato sopra.

2. DH chiarisce semplicemente uno dei diritti umani che sono garantiti dalla legge naturale.
La legge naturale colloca i diritti dell’uomo sotto e non sopra i diritti di Dio.

3. DH non nega il modello cattolico delle relazioni Chiesa-Stato.
Invece fa proprio questo! Il paragrafo 2 libera lo Stato dal suo obbligo intrinseco verso la sola vera Chiesa.

4. DH è scritto nel contesto del mondo moderno, dove tutti credono nei diritti umani.
Da quando la Chiesa dev’essere adattata al mondo e non il mondo alla Chiesa?

5. DH non insegna che l’uomo ha diritto all’errore.
Se lo Stato di Dio deve garantire un diritto civile a praticare, in pubblico, le false religioni, allora si rende Dio garante del diritto all’errore.

6. DH è un appello ai governanti moderni a garantire mezza pagnotta, che è meglio di nessuna pagnotta.
La vera dottrina cattolica è così logica e coerente che accantonarne una parte significa accantonarla tutta. Forse che la pecora si salva offrendosi al lupo?

7. I cattolici non devono isolarsi dal mondo moderno in un ghetto dottrinale.
Al fine di non tralasciare i diritti di Dio o di non compromettere il Suo onore, i cattolici devono fare tutto quello che va fatto, e devono andare dove loro tocca. E se questo significa il martirio, così sia!

Kyrie eleison
     
Londra, Inghilterra

martedì 19 marzo 2013

"ALLA SUA IPOCRITA ED ILLECITA SCOMUNICA RISPONDEREMO A TEMPO DEBITO, VIA WEB."



Mons. Lefebvre scriveva: «Il giorno del giudizio, Dio ci chiederà se siamo stati fedeli e se abbiamo obbedito a delle autorità infedeli. L’obbedienza è una virtù relativa alla Verità e al Bene. Ma se essa si sottomette all’errore e al male, non è più una virtù, ma un vizio.» (Mons. Lefebvre, lettera del 9 agosto 1986).

                              http://www.gloria.tv/thumbnail/2013-01/media-390263-2.jpg


Il Giorno 8 Marzo 2013, alle 19.46 sono stato raggiunto da una telefonata del Superiore della Fraternità San Pio X in Italia, don Pierpaolo Petrucci, che ha comunicato, a me e ad Anna Rita, la nostra “scomunica”: divieto di ingresso nelle Cappelle della Fraternità e privazione dei Sacramenti, con l’accusa di “calunnie nei confronti del Superiore Generale della Fraternità Monsignor Fellay”. In un primo momento non ho risposto a questa illegittima “scomunica”, chiudendo velocemente quella conversazione, che aveva del grottesco. Successivamente, il giorno 9 Marzo 2013, ho comunicato a don Petrucci, per SMS, che alla sua ipocrita “scomunica” avremmo risposto via Web, attraverso il nostro Blog.

Rispondiamo perciò a don Petrucci e a chi sta sopra e dietro di lui, con il sostegno di un santo Sacerdote tradizionale, che ha analizzato la questione trovandone i riferimenti legislativi nel Codice di Diritto Canonico del 1917 (unico Codice lecito della Chiesa Cattolica: non il Codice "riformato" di Giovanni Paolo II e nemmeno l'arbitrario "terzo" Codice della Fraternità San Pio X che è un frutto ibrido dei precedenti due), per dimostrare a tutti che questo atto prevaricatore, iniquo e violento è totalmente fuori dall’applicazione delle leggi della Santa Chiesa Cattolica.


OVVIAMENTE NOI REPINGIAMO  IN MANIERA RISOLUTA L’ACCUSA, INFONDATA, DI “CALUNNIA” nei confronti del Superiore Generale della Fraternità San Pio X Monsignor Bernard Fellay.



Ma prima di passare all’esposizione dei “Delitti e Pene Canoniche”, che riguarda l’aspetto giuridico della vicenda a noi accaduta, vorrei sottolineare lo scritto di San Clemente I Papa per mettere in risalto anche l’aspetto pastorale portato avanti dalla Fraternità San Pio X che sembra stia prendendo tutta  l’impronta settaria di una Chiesa autocefala: “Non mancarono mai ministri della grazia divina che, ispirati dallo Spirito Santo, predicassero la penitenza. Lo stesso Signore di tutte le cose parlò della penitenza impegnandosi con giuramento: Com'è vero ch'io vivo - oracolo del Signore - non godo della morte del peccatore, ma piuttosto della sua penitenza”. Ora noi sappiamo che Monsignor Lefebvre ha creato, con la Grazia di Dio, la Fraternità San Pio X per la salvaguardia della Messa di Sempre e del Sacerdozio Cattolico. Perché tutto questo? Semplice: per la salvezza delle anime. Ora, in riferimento alla comunicazione dataci da don Petrucci, dove sarebbe questa salvaguardia per la salvezza delle nostre anime, la mia e di Anna Rita? Ammettendo, per ipotesi, che il peccato a noi imputato fosse vero (e non lo è), non doveva don Petrucci, per salvaguardare le nostre anime, spiegarci dettagliatamente il nostro peccato e convincerci di peccato, scrivendoci ufficialmente o chiedendoci di incontrarlo? Questo non è stato fatto, denotando una superficialità, o forse cattiveria, nell’infliggerci una grave pena senza averci dato la possibilità né di difenderci né di poterci pentire del presunto peccato di calunnia nei confronti della persona del Superiore Generale della Fraternità San Pio X. Dov'è finita, quindi, la ragion d'essere della Fraternità, quella ragione con cui Mons. Lefebvre la fondò, cercando di salvaguardare la Messa cattolica, il Sacerdozio cattolico ed in definitiva la Fede cattolica, tutte cose non finalizzate a se stesse, ma alla salus animarum?

Continua San Clemente I Papa:

Aggiunse ancora parole piene di bontà: Allontànati, o casa di Israele, dai tuoi peccati. Di' ai figli del mio popolo: Anche se i vostri peccati dalla terra arrivassero a toccare il cielo, fossero più rossi dello scarlatto e più neri del silicio, basta che vi convertiate di tutto cuore e mi chiamiate « Padre », ed io vi tratterò come un popolo santo ed esaudirò la vostra preghiera (cfr. Ez 33, 11; Os 14, 2; Is 1, 18, ecc.)”. Forse che questo presunto peccato di calunnia sarebbe addirittura riuscito a superare il Cielo per non concedere, da parte dei capi della Fraternità, la misericordia con cui Dio tratta comunque le anime, anche se accusate di una grave colpa come quella di calunnia? E' forse Mons. Fellay più "in alto" di Dio, se con i rinnegatori della Fede in Dio andiamo a fare colloqui dottrinali ed accordi pratici, mentre a chi critica il Superiore lanciamo anatemi senza possibilità di replica?

domenica 17 marzo 2013

Il Carnevale del "Vescovo Francesco", modernista ...

Così a Monsignor Marini ha detto questo nuovo emerito modernista che risiede a sbaffo nel Vaticano: "Quella roba se la metta lei, Monsignore. Il tempo delle carnevalate è finito!"

Dal sito dell'ottimo Baronio, postiamo una carrellata di sacrlilegi, alcuni, che avvengono quotidianamente nella cosidetta "nuova Chiesa Conciliare" che l'abdicante Ratzinger non ha assolutamente corretto, anzi aveva in mente una nuova super Messa con l'accorpamento del Vetus Ordo con la Messa ecumenista del pessimo Montini. Noi preferiamo iniziare questa terribile carrellata con l'immagine del modernista patentato del "Vescovo" Francesco in comunella con i deicidi Ebraici. 
Quindi è evidente che questo "nuovo" personaggio conciliare dovrebbe iniziare da se stesso nello smettere di compiere le "carnevalate diaboliche" partorite nel conciliabolo Vaticano II perpretate dai nemici di Nostro Signore Gesù Cristo... 

  http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2013/03/Card-Jorge-Mario-Bergoglio-alla-sinagoga-Emanuel-di-Buenos-Aires.jpg

Fonte: Opportune Importune...

Sono finite le carnevalate?


sabato 16 marzo 2013

HABEMUS PAPAM "MODERNISTA"...

 Cosi' a Monsignor Marini ha detto questo nuovo emerito modernista che risiede a sbaffo nel Vaticano: "Quella roba se la metta lei, Monsignore. Il tempo delle carnevalate è finito".

Papa Francesco e quella benedizione «per tutti»

 http://roma.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/525238_papa%20francesco%204.jpg

Nell'udienza con i giornalisti Bergoglio non dà la benedizione apostolica: «Tra voi molti non credenti e non cattolici»

(Afp)
CITTÀ DEL VATICANO - Una benedizione silenziosa, per rispetto nei confronti dei non credenti o dei credenti di altre religioni. Al termine dell’udienza con i giornalisti, Francesco non intona la classica e solenne benedizione apostolica, «Sit nomen Domini benedictum!», e riserva un’altra, straordinaria innovazione.
DA OGNI PARTE DEL MONDO - La prima udienza del Papa, del resto, non è ai fedeli e tra i seimila giornalisti da ogni parte del mondo che hanno seguito il conclave c’è di tutto, non credenti e cristiani, musulmani, ebrei e così via. Alla fine Francesco si avvicina al limite del palco, tutti si attendono il congedo abituale del pontefice ma lui spiega, in spagnolo: «Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti. Di cuore imparto questa benedizione, nel silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio». Poi si china appena, nella sala si fa silenzio come la sera dell’elezione, a San Pietro. E il Papa sorride: «Che Dio vi benedica».
http://4.bp.blogspot.com/-A3wQP5klMKg/UUKo926ZCjI/AAAAAAAABEE/TiwBlF7zByM/s1600/predicaBergoglio.jpg

GARAGE «Ai miei sacerdoti ho detto: "Fate tutto quello che dovete, i vostri doveri ministeriali li sapete, prendetevi le vostre responsabilità e poi lasciate aperta la porta". I nostri sociologi religiosi ci dicono che l'influsso di una parrocchia è di seicento metri intorno a questa. A Buenos Aires ci sono circa duemila metri tra una parrocchia e l'altra. Ho detto allora ai sacerdoti: "Se potete, affittate un garage e, se trovate qualche laico disposto, che vada! Stia un pò con quella gente, faccia un pò di catechesi e dia pure la comunione se glielo chiedono".
Un parroco mi ha detto: "Ma padre, se facciamo questo la gente poi non viene più in chiesa". "Ma perché?", gli ho chiesto, "Adesso vengono a messa?" "No", ha risposto. E allora! Uscire da sé stessi è uscire anche dal recinto dell'orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l'orizzonte che è di Dio». (intervista a Stefania Falasca di 30 giorni, fine 2007)

giovedì 14 marzo 2013

Niente di nuovo sotto il sole...Eletto il 6° "Pontefice" modernista della "nuova Chiesa Conciliare"...

13 dicembre 2012, Bergoglio alla sinagoga del tempio NCI-Emanu El della "Fundación Judaica", in compagnia del rabbino "progressista" Sergio Bergman.

ARGENTINA 
III Encuentro Fraterno della Comunión Renovada de Evangélicos y Católicos en el Espíritu (CRECES)

Sotto il patrocinio del primate argentino  il card. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires,  che si “sottopone” volentieri agli eretici con il gesto incredibile  di inginocchiarsi e di farsi “benedire”.


Il "cugino" dello Spirito Santo ha eletto un altro modernista patentato secondo il suo "cuore" che puzza di zolfo...

martedì 12 marzo 2013

La Sapinière: Breve riflessione sul testo della Dichiarazione dottrinale del 15 aprile 2012

Ringraziamo della traduzione dal Francese all'Italiano i gentilissimi gestori di Unavox...



Di un sacerdote anonimo della Fraternità San Pio X
Mi è stata chiesta una prima impressione sul testo oggi pubblicato su La Sapiniére e altri buoni siti della Resistenza al Ricongiungimento. Spero che qualcuno meglio qualificato di me avrà il tempo di studiare tutte le sottigliezze di questa dichiarazione, ma certi punti problematici sono facilmente individuabili fin da adesso. Ecco dunque, come richiestomi, alcune riflessioni a caldo.
Come diceva lo stesso Mons. Fellay, a maggio o giugno 2012, la reazione a questo testo dipenderà dalla disposizione di spirito di ciascuno («occhiali rosa o neri…»). In effetti, dopo diversi paragrafi che riaffermano l’attaccamento al Papa e alla dottrina tradizionale, si trovano delle affermazioni scandalose. Questo miscuglio di vero e falso ricorda il procedimento dei modernisti, come denunciato nella Pascendi da San Pio X. Dunque è il caso di dire che si tratta di un testo ambiguo, cosa che in sé è una mancanza grave, poiché non si può cercare di ricostruire la Chiesa basandosi su un malinteso. Questa non è onestà, né in rapporto a Roma, né in rapporto alla Tradizione. Il Consiglio Generale ci mostra in pratica che esso crede che il fine giustifichi i mezzi. Quanto meno su di essi grava una piccola onta, poiché ha dovuto essere la Resistenza a pubblicare questo testo.

Ecco dunque in breve alcuni punti problematici, per non dire di più.
1 – In questo testo si ritrova, senza sorpresa, ciò che si sapeva da lungo tempo, poiché rivelato da Don Pfluger il 5 giugno 2012 a Saint-Joseph-des-Carmes, à Carcassonne, nell’Aude, mi pare, e che in sé è un’abominazione (cfr. il punto 3.4 della dichiarazione). Dire che il Vaticano II esplicita «certi elementi» contenuti implicitamente nell’intera Tradizione della Chiesa, significa mettere questo concilio «pastorale» (peraltro dirottato, piratato, dai massoni e dai modernisti) sullo stesso piano dei concilii legittimi e dottrinali. Quando si riflette, il Vaticano II, anche se si è svolto sotto la presidenza e l’approvazione di due Papi, si può accostare di più ad un conciliabolo che a un vero concilio, perché questi Papi se ne sono serviti in maniera illegittima, cioè per produrre una rivoluzione nella Chiesa. Per questo parlo di conciliabolo. La prima cosa che un Papa cattolico farà, sarà dichiarare questo concilio illegittimo e come mai avvenuto, come è accaduto per diversi concilii orientali all’inizio della Chiesa.
2 - La seconda mancanza grave di questa parte del testo sta nel non menzionare quali sono gli elementi della Tradizione che sarebbero stati esplicitati dal Vaticano II. Si tratta della libertà religiosa? Della collegialità? Del «subsistit in»? Dell’ecumenismo? Del permesso perché le letture della Messa si facessero in volgare? Del permesso di portare il clercyman invece della tonaca?
3 – La terza cosa che faccio notare è che invece di dire che vi sono dei testi erronei, che non possono in alcun modo essere interpretati bene, si dice che vi sarebbe modo di discuterne per arrivare ad una buona interpretazione (cfr. punto 3.5). Non si dice neanche che il concilio Vaticano II insegna delle dottrine precedentemente condannate dai Papi tradizionali. Ora, questo si scontra con la nostra posizione di sempre, secondo la quale nel Vaticano II vi sono tre tipi di documenti: quelli «buoni», quelli da interpretare nel senso della Tradizione e quelli da correggere assolutamente ( si veda il Catechismo cattolico della crisi nella Chiesa, di Don Gaudron, n° 29).
4 - Globalmente, questa dichiarazione dice che si vuole rimanere fedeli alla Tradizione, ma che si è pronti a mettere da parte la questione dottrinale. Si è pronti a firmare un accordo, e per il futuro, una commissione di studio si incaricherà di delucidare i punti del Vaticano II che sembrano andare contro la Tradizione (cfr. punto 3.6). Si tratta dunque della formulazione del principio secondo il quale si è pronti a firmare un accordo puramente pratico, senza la preventiva correzione degli errori del Vaticano II.
5 – Invece di una dichiarazione contro la nuova Messa, in quanto attenta gravemente alla maestà di Dio e in quanto peccato grave contro il 1° Comandamento, ci si accontenta di riconoscerne la validità a certe condizioni (cfr. punto 3.7). Si mette sotto il moggio il fatto che il Novus Ordo Missae attenta direttamente al più grande tesoro della Chiesa, alla fonte della vita soprannaturale, che è il Sacrificio del Capo della Chiesa, Nostro Signore Gesù Cristo.
6 – Vi è anche il riconoscimento del Diritto Canonico del 1983, sotto il quale si accetta di porsi. Mons. Lefebvre diceva che detestava questo Codice avvelenato dalle teorie del Vaticano II. Ricordiamoci del canone 844 che permette la «communicatio in sacris», la condivisione dei sacramenti fra cattolici e non cattolici (cfr. punto 3.8).

In conclusione, questa dichiarazione dottrinale ci mostra fino a che profondità il Consiglio Generale è caduto nell’abisso. Essa conferma l’avvertimento del Catechismo di Don Gaudron, che ci avvisava del grave pericolo di contaminazione che comporta la frequentazione delle autorità romane (Vedere le pagine 291 e 294 della edizione maggio 2008). Utinam! Avesse voluto il Cielo che il Consiglio generale avesse fatto del Catechismo Gaudron la sua lettura prima di coricarsi. Non saremmo qui!
Da un sacerdote, anonimo, della Società di San Pio X
---------------------
  1. Non è Fanjeaux, ma Saint-Joseph-des Carmelitani a Carcassonne in Aude. (Ed)