Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
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martedì 30 aprile 2013

Monsignor Lefevre:"Se mi si facesse la domanda: "Ma come è possibile che la Chiesa, cattolica dal tempo di Pietro, fino a Pio XII, si sia mutata in una chiesa liberale e modernista?" Come è possibile ciò? Miei cari fratelli, voi siete sufficientemente al corrente della storia del Concilio vi è stata sufficientemente spiegata"...

Un carissimo amico che ci ha fornito la traduzione dal Francese di questa attualissima Omelia di Monsignor Lefebvre; ci ha anche inviato un suo commento a ciò che dice il Monsignore, e che noi postiamo integralmente:

 http://3.bp.blogspot.com/-F_W-gF7oxxQ/T65O2p7jBbI/AAAAAAAAFug/3xCZFUiG0ow/s1600/Lefebvre-1947.JPG

COMMENTO

Questa straordinaria omelia di Mgr Lefebvre presenta contenuti che OGGI sono ancor più validi di 24 anni fa,su cui tutti i cattolici del mondo intero, tutti noi siamo chiamati,da N.S.G.C., a meditare pregare lottare con la guida e l'aiuto della SS Vergine Maria.

(1) Denuncia dell'apostasia distruttrice della Chiesa, della S. Messa, del Regno Sociale di N.S.G.C. OGGI GLI ASSASSINI MODERNISTI DELLA SANTA FEDE HANNO ANCOR PIU' SFIGURATO LA CHIESA UFFICIALE PROTESTANTIZZANDOLA E SUBORDINANDOLA AI POTERI MONDIALISTI.

(2) Impossibilità di accordo tra cattolici ed ecumenisti massonici. Mgr Lefebvre dice: "Nella situazione attuale è impossibile per noi intenderci con Roma finchè il Sovrano Pontefice SOSTIENE e INCORAGGIA questo SEGRETARIATO (gli eretici cardinal Bea e compagnia). OGGI  L'ACCORDO E' ANCOR PIU' IMPOSSIBILE! AD ASSISI N°1 SONO SEGUITE MOLTISSIME ALTRE INIZIATIVE SIMILARI ED ALTRETTANTO BLASFEME.
LO SPIRITO DEGLI ECUMENISTI E' ORMAI LONTANISSIMO DAL CATTOLICESIMO E SUL SOGLIO CHE FU DI PIETRO SIEDE IL LORO CAPO ACERRIMO NEMICO -TRA L'ALTRO- DELLA SANTA MESSA CATTOLICA.

(3) Ma ...NON PREVALEBUNT! La S. Chiesa cattolica continua ad esistere, dice Mgr Lefebvre, nei preti  cattolici nelle migliaia di famiglie cattoliche che educano cattolicamente i figli e ora, dice monsignore, anche nei nuovi 4 vescovi che abbiamo fatto.
ANCHE OGGI E' COSI': NON CI PUO' ESSERE CHIESA SENZA PRETI CATTOLICI NON CI POSSONO ESSERE PRETI SENZA VESCOVI ! TENENDO PRESENTE L'ACCORDISMO DELLA DIRIGENZA DELLA NEO-FSSPX NOI PREGHIAMO ARDENTEMENTE CHE CHI HA RICEVUTO DA NSGC, MEDIANTE MGR LEFEBVRE, IL POTERE DI CONSACRARE VESCOVI VEDA LE NECESSITA' DELLA CHIESA SOFFERENTE E, IN NOME DI DIO, AGISCA PER IL BENE DELLE ANIME.

(4) L'EUROPA CRISTIANA INVASA ....MGR LEFEBVRE DENUNCIAVA QUESTO FATTO "APOCALITTICO" 24 ANNI FA. OGGI CON LA COMPLICITA' DEGLI ECUMENISTI SECONDO-VATICANISTI PIU' DI 50MILIONI DI MUSSULMANI SI TROVANO ORMAI IN EUROPA ERGENDO DAPERTUTTO MOSCHEE E PRETENDENDO CHE I SIMBOLI CRISTIANI (IN PRIMIS LA CROCE) SIANO TOLTI DAGLI EDIFICI PUBBLICI. D'ALTRA PARTE I POTERI PUBBLICI MASSONICI COLGONO L'OCCASIONE DI CAMBIARE I PROGRAMMI SCOLASTICI PER L'INSEGNAMENTO STORICO. RELIGIOSO.

(5) Denuncia del mondialismo massone socialista Come profetizzò la SS. Vergine Maria la Russia effettivamente ha sparso i suoi errori nel mondo ...non sotto forma di "comunismo" ma sotto forma di "stati laici" sostanzialmente atei (anti e/o acristiani). Organizzazioni statali dominate dalla finanza apolide usuraia espropriatrice delle naturali ricchezze delle nazioni, nemica della religione cattolica, della istituzione della famiglia naturale, propagatrice dll'omosessualismo, dell'ideologia transgender, delle manipolazioni genetiche. OGGI ANCOR PIU' CHE AI TEMPI DI MGR LEFEBVRE  GLI ERRORI( E  ORRORI) DELLA RUSSIA HANNO INVASO IL MONDO,COME AVEVA PROFETIZZATO LA MADONNA A FATIMA.

(6) Denuncia dell'ecumenismo sincretista che vuole formare una nuova religione mondiale al servizio del potere massonico mondiale...
VIENE L'ANTICRISTO...

(7) Mgr Lefebvre si chiede : "CHE FARE'?"  Come puo' il piccolo gregge opporsi a tutto ciò?  POSSIAMO! Esclama Mgr Lefevbre: "COME DAVIDE HA RACCOLTO LA SUA PIETRA E L'HA SCAGLIATA CONTRO GOLIA COSI' NOI OGGI ABBIAMO LA NOSTRA PIETRA CHE E' CRISTO!!"

SI, ANCHE OGGI NON DOBBIAMO PREOCCUPARCI ECCESSIVAMENTE; DICE L'APOSTOLO: "SE DIO E' PER NOI CHI SARA' CONTRO DI NOI?"(RM8,31) E PRIMA ANCORA CI RASSICURA: "SAPPIAMO POI CHE TUTTO COOPERA AL BENE PER CHI AMA DIO CIOE' PER QUELLI CHE SECONDO IL SUO PIANO SONO CHIAMATI".(RM8,28)
SI', COME DISSE ALLORA MGR LEFEBVRE, ANCHE OGGI DOBBIAMO CANTARE CON TUTTA LA NOSTRA FEDE COME I VANDEANI "NON ABBIAMO ALTRO ONORE CHE L'ONORE DI GESU' CRISTO; NON ABBIAMO CHE UNA PAURA AL MONDO, QUELLA DI OFFENDERE GESU' CRISTO".

 http://www.dici.org/en/wp-content/uploads/2011/02/mgr_Lefebvre_1.jpg


OMELIA DI S.E. MGR MARCEL LEFEBVRE NEL SUO GIUBILEO SACERDOTALE - 60 ANNI 
PARIGI-LEBOURGET, 19 NOVEMBRE 1989

Signori
miei carissimi confratelli
carissime sorelle
miei carissimi fratelli

non è senza una profonda emozione che vi vedo oggi, riuniti così numerosi nell'occasione di questo anniversario sacerdotale. Voi avete sopportato la fatica di un lungo viaggio e alcuni  tra voi vengono da altri continenti. Ma io penso che questa fatica valeva bene il viaggio. Poichè per quale motivo siamo oggi riuniti miei carissimi fratelli? Per festeggiare il sacerdozio cattolico. Io penso che questo sia il motivo profondo che vi ha spinto a venire qui.
Sì noi non ringrazieremo mai abbastanza la SANTISSIMA TRINITA' e NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO, DIO fatto uomo, di aver istituito l'eterno sacerdozio. Sì, nostro Signore è essenzialmente il Mediatore, il Prete. E DIO che si è fatto prete per noi, per offrire il suo Santo sacrificio, un sacrificio degno, a suo Padre, ha voluto nella sua saggezza divina, ha voluto far partecipare al suo sacerdozio degli uomini da Lui prescelti che grande mistero della carità divina, dell'amore di DIO per noi! Come ci sentiamo indegni di portare questa grazia immensa del sacerdozio. Sì, che DIO sia benedetto! Che sia benedetto NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO, che sia benedetta anche la VERGINE MARIA; poichè senza MARIA noi non avremmo avuto il GRANDE PRETE al cui sacerdozio noi partecipiamo.

domenica 28 aprile 2013

Il GREC, scandalo "modernista" nella "nuova San Pio X"...

Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  27 aprile 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
 
 http://escogitur.files.wordpress.com/2013/03/1.jpg?w=640&h=480

GREC - IV

Un Una signora che ha letto il primo “Commenti Eleison” sul GREC (CE 294 del 2 marzo), ha scritto per lamentarsi che io ho travisato il GREC, il gruppo parigino di cattolici fondato alla fine degli anni 1990 per riunire tradizionalisti e cattolici ufficiali, perché potessero pensare e discutere pacificamente tra loro per il bene di Madre Chiesa. Sono contento di correggere gli errori materiali da lei segnalati. Non ho alcun problema ad ammettere i miei difetti personali che lei ha evidenziati. Tuttavia, su un punto importante devo dissentire da lei.

Per quanto riguarda gli errori materiali, il Sig. Gilbert Pérol fu ambasciatore di Francia presso il governo italiano, e non in Vaticano. Non fu neanche un “collaboratore laico”, ma un amico personale di Padre Michel Lelong, un Padre Bianco. Il GREC non fu avviato “nei salotti di Parigi”, ma nell’appartamento della vedova dell’Ambasciatore, la Signora Huguette Pérol, la quale, mi è stato detto, si assume tutta la responsabilità per aver fondato il GREC, semplicemente per aiutare la Chiesa, con l’aiuto di persone “competenti e interessate a restare fedeli al Vangelo e alla Tradizione”.

Per quanto riguarda i miei difetti, lei ha scritto che io sarei “pieno di me” e “ignorante”, che mancherei di modestia e di diplomazia, che avrei dimostrato insufficiente rispetto per il morto e che avrei scritto con un tono sarcastico che non si addice né ad una persona istruita né ad un sacerdote. Oh, Signora, come sarei felice se fossero questi i peggiori difetti di cui dovrò rispondere al tribunale di Dio! Preghi per il mio giudizio particolare.

Tuttavia, per il sarcasmo confesso che quando ho preso in giro la nostalgia dei cattolici odierni per il cattolicesimo degli anni ’50, non pensavo personalmente all’Ambasciatore Pérol, ma alla moltitudine dei cattolici di oggi che, non rendendosi conto perché per prima cosa Dio abbia permesso al Vaticano II di separare la Chiesa ufficiale dalla Tradizione cattolica, desidera tornare a quella fede sentimentale del decennio precedente, quella che ha portato direttamente al Vaticano II ! Mia cara Signora, il punto cruciale non ha niente a che fare con persone soggettive, ha tutto a che vedere con l’oggettiva dottrina.

Ecco perché devo dissentire da Lei circa la competenza delle persone che hanno aiutato la Signora Pérol a fondare il GREC. Che un diplomatico di professione come l’Ambasciatore Pérol abbia pensato di poter ricorrere alla diplomazia per risolvere i grandi problemi dottrinali, è cosa sbagliata, ma comprensibile. Che un prete conciliare come Padre Lelong abbia potuto incoraggiare una simile impresa diplomatica, è cosa più grave, ma ancora comprensibile, visto come il Vaticano II ha minato l’intera dottrina, ufficializzando il soggettivismo nella Chiesa. Ciò che invece è molto meno facile da accettare è “la competenza e la preoccupazione per il Vangelo e la Tradizione” riferita a dei sacerdoti formatisi sotto Mons. Lefebvre proprio per comprendere e combattere il disastro dottrinale del Vaticano II. Questi sacerdoti non avrebbero neanche dovuto incoraggiare, figuriamoci prendere parte attiva, ad uno sforzo essenzialmente diplomatico volto a risolvere un disastro essenzialmente dottrinale, per quanto buone fossero state le intenzioni alla base di questo sforzo.

E tuttavia, anche nel loro caso in qualche misura si applica il proverbio francese: “Comprendere tutto significa perdonare tutto”. Monsignore era di una generazione più vecchia e più sana. Essi sono tutti figli del mondo scombussolato da due guerre mondiali. Merito a loro per essere ricorsi alla di lui persona per la loro formazione sacerdotale, poiché quand’era in vita egli ci ha risollevati tutti. Ma loro non hanno mai veramente assimilato la sua dottrina, e così, una volta morto, nel giro di pochi anni hanno cominciato a cedere. Ma mentre lui era nel giusto, loro, e il GREC -- mi perdoni, cara Signora, -- sbagliano.
Voglia Iddio che possano rivenire al giusto.

Kyrie eleison.

sabato 27 aprile 2013

Don Matthieu Salenave, FSSPX rifiuta il suo iniquo processo canonico, a causa dei metodi oltraggiosi di Menzingen...

http://lucasalvadalena.files.wordpress.com/2010/01/doppia-faccia-blog.jpg
 
Oramai i cosidetti "responsabili della Fraternità San Pio X" hanno raggiunto il colmo delle brutte figure che oramai sono state quasi tutte portate alla luce. Da una parte dichiarano, mentendo, che sono fedeli alla linea di Monsignor Lefebvre e dall'altra perseguitato i Sacerdoti e i fedeli contrari all'ignobile "accordismo" portato avanti con gli assasini della fede Conciliare in maniera occulta ed evidentemente contro la fede. Evidentemente codesti personaggi hanno una condotta doppia ed immorale. Potremmo consigliare agli attuali reponsabili "accordisti" di farsi un giro per le varie spiagge della Francia e dell'Italia e sotterarsi in un bel buco...

Fonte: Unavox...
 26 aprile 2013


Comunicato del sito francese La Sapinière:


Sulla vicenda di uno dei sacerdoti della Fraternità San Pio X che erano incorsi nelle sanzioni della Direzione, in seguito alla pubblicazione di una “Lettera aperta a Mons. Fellay”. A questa lettera aveva fatto seguito un “Comunicato del Superiore di Francia”, nonché una “Circolare ai Superiori” del Segretario Don Thouvenot, con la quale si rendeva nota l'istruzione di un processo canonico a carico di Don Olivier Rioult, Don Nicolas Pinaud e Don Matthieu Salenave. Su questa lettera abbiamo pubblicato un nostro commento.

Ove qui si fa riferimento al sito francese antimodernisme.info, costituito da chierici e laici della Fraternità per opporsi al progetto di accordo pratico con Roma, senza preventivo accordo dottrinale, si tenga presente che tale sito è stato sostituito dal sito La Sapinière.



Don Matthieu Salenave




Don Olivier Rioult


Don Nicolas Pineaud

Su Cor unum n° 104 del marzo 2013, è stata pubblicata una lettera di scuse di Don Matthieu Salenave in cui egli «riconosce il carattere rivoluzionario» della sua iniziativa. In questa lettera, datata 9 marzo, il valoroso Don Salenave si accusa di «aver partecipato al sito antimodernisme.info», di aver «continuato a collaborare con questo sito dopo il Capitolo» invece di aprirsi ai suoi Superiori. La sua prima colpa sarebbe stata di «mancare di franchezza» nei confronti di Mons. Fellay. Egli si accusa anche di non aver saputo «fermare» i suoi confratelli «nella loro folle iniziativa». Sarebbe stato «accecato», ecc. ecc.  Di conseguenza egli accetta «di buon grado le sanzioni meritate per tali comportamenti».
Si sapeva che le comunicazioni di Menzingen si ispirassero ad una dialettica perversa, ma si ignorava che potesse giungere a praticare dei metodi totalitari come la tortura psicologica.
Questa lettera era privata, ed era stata scritta sotto forma di confessione ad un Padre, in un momento di debolezza, dopo aver subito delle pressioni psicologiche.

Dopo la sua messa in quarantena, Don Salenave era stato sollecitato tre volte, da Don Thouvenot, a scrivere una lettera ufficiale di scuse. Il Segretario generale voleva conoscere i nomi dei sacerdoti e dei laici traduttori dei testi in lingua straniera… Le lettere di scuse di Don Salenave sfortunatamente non sono piaciute a Don Thouvenot. Si decise allora, senza che la Casa Generalizia recedesse da un tale ignobile procedimento, di divulgare, senza avvisare e senza consultare Don Salenave, la lettera privata che egli aveva scritto al solo Superiore.

Don Salenave è crollato; nessuno può biasimarlo e tanto meno accusarlo. Il suo percorso sacerdotale senza macchia non è stato tranquillo; i suoi nervi sono stati messi più volte a dura prova, e qui è il caso di tacere le miserie umane che gli hanno fatto subire delle persone malvagie. Ma se il tutto è stato perdonato, sono rimasti i segni e una debolezza nervosa.

In queste condizioni,  di fronte all’ingiustizia del decreto penale che lo ha travolto (7 marzo), malgrado la parola data dal suo superiore Don Wailliez, a nome della Casa Generalizia, che non avrebbe subito delle sanzioni (15 febbraio);
di fronte alla privazione del suo ministero dottrinalmente corretto e spiritualmente fruttuoso;
di fronte alla dolcezza ingannevole di Don Wailliez e ai rimproveri pieni di umanità di Don Petrucci;
di fronte la tristezza di un avvenire oscuro;
di fronte all’angoscia di un mondo in cui tutti i riferimenti sono da rifare, dove gli amici sono i nemici;
di fronte all’orrore di essere riconosciuto colpevole quando si sa di essere innocente…

Di fronte a tali condizioni, era crudele fare ancora pressioni, affrettare l’esigenza delle scuse, ed era inappropriato chiedere un’autoaccusa alla maniera maoista… In queste condizioni, è quasi inevitabile che in un momento di debolezza si possa cedere ed accondiscendere.

Perfino i migliori conoscono dei momenti di depressione passeggera. La storia delle prigioni è piena di lettere come questa. Menzingen è arrivata a procurarsene una e Mons. Fellay è stato felice di farla leggere ai suoi sacerdoti. L’onta di una tale azione ricade interamente sulla Casa Generalizia, quella che diceva ai Superiori del Benedettini, dei Domencani e dei Cappuccini: «Si sa che ci sarà qualche rottura, ma si andrà fino in fondo».

Questa apparente vittoria di Menzingen, questo spettacolo di un «sacerdote desolato» che si adegua, disonora in realtà la causa dei vincitori e nasconde una reale disfatta. Essi hanno osato utilizzare dei procedimenti distruttivi della personalità, sono veramente pronti a tutto e davvero andranno fino in fondo…

Di fronte a tanta crudeltà, disonestà e duplicità… Don Salenave ha rifiutato il processo iniquo che gli si preparava.

Egli ha lasciato l’Italia e ha trovato asilo a (xxx), dove si riposerà e riprenderà le forze, prima di riprendere la buona battaglia della fede.
Lasciando il Priorato di Albano, ha lasciato sul suo tavolo una lettera datata 25 aprile 2013:

«Ho lasciato il priorato questo pomeriggio per raggiungere i confratelli della Resistenza all’accordo. Sono rimato indignato per la diffusione della mia lettera di scuse, a carattere esclusivamente confidenziale. Non posso quindi sperare niente da un processo che cerca unicamente di sporcare coloro che resistono all’accordo e di abbellire quelli che vogliono ricongiungersi con la “Roma a tendenza modernista”. Rimpiango sinceramente quella lettera di scuse, che ho redatto in tutta fretta e in un momento di confusione, che esagera e falsa ciò che io penso veramente della mia azione. Io non rimpiango niente di Antimodernisme.info.

«In Gesù e Maria.
«Abbé Matthieu Salenave.»

giovedì 25 aprile 2013

Ecumenismo a senso unico. Commento A Mons. Gerhard Ludwig Müller...

Venerabili Fratelli [...] per opera del nemico dell'uman genere, mai non mancarono "uomini di perverso parlare (Act. X, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)". Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. [...] i fautori dell'errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.

[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

Fonte: Unavox...


Nell’autunno del 2012, Mons. Gerhard Ludwig Müller, neoprefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), in riferimento all’attuale “contenzioso” che oppone la Santa Sede  e la FSSPX, nell’intervista concessa alla radio tedesca “Norddeutsche Rundfunk”, si è così espresso:

La porta è aperta… ma non vi è alcun compromesso in termini di fede cattolica soprattutto perché tutto è stato definito regolarmente dal Vaticano II. Non possiamo rinnegare la fede cattolica, non ci può essere nessun compromesso.” 


L’immediata impressione che si avverte e si ricava  da questa dichiarazione dice come la Chiesa e il Magistero si dimostrino paradossalmente rigide, sul terreno dell’ortodossìa, proprio con chi – la Fraternità - si professa per il rispetto e per la conferma della stessa ortodossìa e della Tradizione.
Ma tutti conoscono che il tema del contendere non è tanto una certa “ortodossìa” in sé, quanto l’accettazione della supposta ed imposta validità, inalterabile ed inoppugnabile, del Concilio Vaticano II, di questo concilio e delle formulazioni contenute nei suoi documenti, a cui  Benedetto XVI  ha attribuito “l’ermeneutica della continuità”, vale a dire  un Vaticano II che si pone in linea, coerente e regolare  con tutti i precedenti concilii e con la Tradizione, senza alcuna soluzione di continuità.

Ora, la  FSSPX, almeno fin quando la dirigeva Mons. Lefebvre, lo ha sempre ritenuto e considerato come inficiato di errori e di stravolgimenti in traduzione modernista, e necessariamente lo ripudia come fonte di “dottrina tradizionale” tanto più che il carattere impressogli da Giovanni XXIII è quello della pastoralità e non della dogmaticità. Parere condiviso da molti ed autorevoli studiosi.

Ma non ci attarderemo a commentare l’objectum litis che divide le due realtà dacché, a chi voglia, con un po’ di raziocinio e di rettitudine, osare in tal senso osserverà che un Concilio “pastorale”, che niente di dogmatico ha voluto dire e definire – e ciò per affermazione  di Paolo VI (Discorso udienza generale - 12 gennaio 1966) - non può, in verità, dirsi argomento intoccabile o, quanto meno, vietato ad approfondimenti anche critici. Interessa, invece, a questo nostro commento, esaminare la disparità di approccio, di tono e la disponibilità che il cardinal Prefetto, in tema de defensione fidei, dimostra di usare, qui  con la FSSPX quale entità cattolica e là con le altre realtà religiose non cristiane.
Nella sua apertura di dichiarazione ci pare che egli si rifaccia alla parabola del figliolo prodigo a cui  il padre ha sempre lasciato aperta la porta per un ritorno. Cosa che avviene per la gioia paterna e per il riscatto  del peccatore.
Si fa più festa in paradiso per un peccatore pentito che per cento giusti. Parola del Signore.

Se non che, mentre alla Fraternità si lascia la porta spalancata, nessun compromesso patteggiando per un rientro che si configura come resa senza condizioni, la Santa Chiesa, la Gerarchia, il Magistero e il Santo Padre, quella porta aperta - che secondo il salmista deve accogliere i giustificati che rientrano per essa: “Haec porta Domini, justi intrabunt in eam” (Ps. 117, 20) - l’hanno da tempo varcata, attraversata e  sono usciti andando incontro al mondo, anzi, sono entrati nel suo più interno cubicolo  festeggiando, con esso, non l’adesione e la conversione al Vangelo, ma sottoscrivendo la stipula di un’amicizia collaborativa per la quale, datasi stima vicendevole, cadono le barriere  dottrinarie e le reciproche scomuniche, collimano i princìpii, cade il Primato di Pietro e, con ciò, ci si assicura una coesistenza pacifica, senza troppi sgomitamenti.

domenica 21 aprile 2013

"Tutti i peccatori non sono eretici, ma gli eretici sono una specie particolare e pericolosa che noi dobbiamo evitare"...

L'illusione liberale

di Don François Chazal, FSSPX


10 aprile 2013

L'articolo è stato pubblicato nel sito francese Avec l'Immaculée, e risponde a quello scritto da Don François Laisney contro i critici di Mons. Fellay

Caro Don Laisney,
dal momento che in passato Lei ha aiutato la nostra causa, sono rimasto sorpreso del suo ultimo attacco contro il nostro piccolo gruppo (un vescovo, 50 sacerdoti – inclusi i 6 nuovi del mese di marzo – 3 monasteri e un carmelo in Germania) di resistenza alla FSSPX riconciliatrice, che don Couture ha raccomandato lui stesso in cattedra. È segno che il liberalismo si diffonde con la benedizione delle autorità.

La ringrazio per essersi accontentato di 3 pagine di sofismi, che sono un buon compendio delle falsità che ci vengono rinfacciate.


Sofisma n° 1 – Sarebbe bene essere regolarizzati adesso

Lei incomincia col dire che non siamo riusciti a dimostrare che Mons. Fellay è in errore… Bene, ma lo provi!

Noi citiamo soprattutto le sue stesse parole o i suoi scritti. Se si dice che la Dichiarazione del 15 aprile è una calunnia, Lei sarebbe il primo a pensare che questa Dichiarazione è un falso. Il doppio linguaggio di Menzingen è un processo in crescita e ben documentato, basato sull’idea che il Vaticano II e la nuova Messa possono essere migliorati e che non si può chiedere al Nuovo Ordine di condannarli (intervista  del 15 febbraio a Nouvelles de France).

La regolarizzazione è come uno stuzzicadenti, indifferente, il che significa che posso usarlo sull’occhio della mia sorellina. Un sacerdote non ha bisogno di essere regolato da Robespierre, ma dal buon Papa Pio VI. Ma no, Lei dice che noi dobbiamo essere in regola perché la legge è ordine. “Ordine!” dice il moderatore del Parlamento inglese. Sfortunatamente, il Nuovo Ordine è un ordine solo di nome. Esso è il disordine, il disorientamento diabolico, come ha detto Suor Lucia di Fatima e come Mons. Lefebvre ha detto a noi: “sottomettersi al male per obbedienza è peccatoNel giorno del giudizio, Dio [non ci chiederebbe] se abbiamo obbedito a delle autorità infedeli” (9 agosto 1986).

Perché non presenta ai fedeli il seguito della definizione di “legge”? Questo non è giusto.
Una legge è un ordine della ragione dato dal responsabile di un gruppo per il bene comune della comunità.

È ragionevole essere in regola con i demolitori della Chiesa? Cos’è successo al bene comune di Campos, dell’Istituto del Buon Pastore, dell’Istituto Cristo Re, della Fraternità San Pietro?

Quando la fede è in pericolo, il Diritto Canonico mette in regola coloro che si rifiutano di fare il bagno con gli squali. Dunque… serve un altro sofisma.


Sofisma n° 2 – I nuovi papi sono cattivi e liberali, ma non eretici

Per essere in comunione con gli squali, si deve provare che sono degli squali caritatevoli, non accettando come siamo noi, la loro preda, visto che noi distinguiamo chiaramente in essi ciò che è buono da ciò che è un po’ crudele.

sabato 20 aprile 2013

NOTIZIE DALLA RESISTENZA CATTOLICA IN INDIA...

Un vivissimo ringraziamento per la Traduzione dal Francese ad un nostro carissimo amico:

RICEVUTO DALLA RESISTENZA IN INDIA, DIVERSI PRETI CI RAGGIUNGONO...

Abbé François Chazal.

 http://4.bp.blogspot.com/-Xk0-5giRxeo/UW5wycIlfzI/AAAAAAAABzI/5vpSkEXAV-c/s1600/Father-Chazal-4-300x225.jpg

Grazie alle tecniche d'intimidazione attuate verso dei fedeli condannati a non aver più la messa, DON VALAN RAJKUMAR si è sentito obbligato a prendere il controllo dell'insieme delle missioni che gravitano intorno a Chennai, capitale del Tamil Nadu. Contando i centri messa di Saidapet (50) Bangalore (50.a nord della città,con nostra grande sorpresa) Margao (50 sono venuti per la messa del buon pastore) e il villaggio di Rn KANDIGHAI (300) DON VALAN si occupa ormai di 450 fedeli ai quali occorre aggiungere tutti quelli che sono dispersi in questo vasto paese. A titolo d'esempio Roland Fernandez ci aspetta a Delhi e diverse famiglie aderenti alla posizione di MGR LEFEBVRE sono presenti nel golfo Persico. Bisogna anche aggiungere il resto del Tamil Nadu, dove,d'ora in avanti, noi saremo aiutati da PADRE PANCRAS, un vecchio amico di MGR WILLIAMSON. Egli verrà a Chennai tutti i mesi per occuparsi delle veglie notturne del primo venerdì del mese, una vera maratona spirituale.

Anche il PADRE XAVIER IGNATIUS ci ha ricevuto a braccia aperte,egli ci chiede di aiutarlo a costruire una chiesa per i suoi cento fedeli di Tuticorin e perde la pazienza riguardo alla FSSPX ufficiale poichè nulla è stato fatto in 30 anni di presenza della fraternità per questo gruppo che è uno dei migliori dell'India. PADRE SELVARAJ ha accettato di occuparsi del nostro gruppo Coimbatore, nell'ovest del Tamil Nadu. Noi siamo stati ricevuti molto bene a Bombaj e Vasai dove la gran parte dei fedeli comprendono molto bene ciò che accade in questo momento nella Tradizione.

 Il fatto che noi non abbiamo potuto visitarli in questi undici mesi dalla crisi del maggio scorso, non a impedito loro di informarsi e di prepararsi a riceverci. Comunque l'accoglienza a Palayamkottai ha lasciato a desiderare ,senza sorpresa tuttavia per noi. Se si aggiungono le missioni dell'estremo oriente più di 1000 fedeli,7 preti e 4 seminaristi sfuggono così al controllo dei liberali. Si può concludere che meno di un anno gli esordi della resistenza sono promettenti in Asia. La coordinazione è perfetta,con l'organizzazione delle visite esterne, il sostegno finanziario, le pubblicazioni (progettiamo la stampa di 2000 messali per l'altare) e l'emersione di una gerarchia ad hoc,informale per il momento. Il comportamento smoderato e liberale di certi preti locali, l'espulsione di MGR WILLIAMSON e la dichiarazione pessima del 15 aprile 2012 (non ritrattata quanto alla sostanza) hanno permesso che molti occhi si aprissero. 

In GESU' e MARIA François Chazal

 (dal sito Avec l'Immaculèe)

LA SPERANZA DIVAMPA...

Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

20 aprile 2013
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html 
 
 http://2.bp.blogspot.com/_4RKHdo1q5q4/SwZJikw7inI/AAAAAAAAAA0/8h7CcEYGU14/S1600-R/Bp.+Richarad+Williamson.bmp
 
RESISTENZA CRESCENTE
 
Un altro viaggio di tre settimane nel continente a Ovest dell’Oceano Atlantico mi ha permesso di vedere che la resistenza alla caduta della Fraternità San Pio X nelle braccia della Roma apostata, è in crescita, più in qualità che in quantità (ma la quantità cattolica segue la qualità cattolica, e non viceversa). I tradizionalisti sono stati deliberatamente tenuti all’oscuro di ciò che stava accadendo tra la Fraternità e Roma, ma non appena scoprono come la vera religione cattolica sia stata messa in pericolo, ecco che un certo numero di uomini buoni reagiscono con serietà e risoluzione.

Ho visitato prima di tutto la comunità di Dom Jahir composta da una decina di religiosi, nel nord del Brasile, dietro la città di Salvador, dove Dom Jahir è stato parroco per molti anni. Avendo abbandonato la neo-Chiesa, vede la situazione della neo-Fraternità molto chiaramente. Ha fondato la sua comunità nella vera Fede, ed è facile immaginare come parecchi dei suoi uomini diventino nel giro di pochi anni dei valenti sacerdoti che manterranno questa Fede. Ho conferito la Tonsura e i primi due Ordini Minori ad uno di essi, per poi dirigermi a sud, dove ho fatto visita ad un altro sacerdote brasiliano, divenuto famoso per la sua convinta adesione alla Tradizione, com’era intesa da Mons. Lefebvre.

Il benedettino Dom Thomas è il Priore del Monastero sito nelle montagne vicino a Nova Friburgo, dietro Rio de Janeiro. Esso fu fondato negli anni ‘80 da Dom Gérard, come una costola del Monastero Benedettino Tradizionale che lo stesso Dom Gérard aveva fondato in Francia negli anni ‘70, con l'incoraggiamento e il sostegno di Mons. Lefebvre. Tuttavia, quando Monsignore consacrò i vescovi, nel 1988, Dom Gérard ruppe con lui, condusse il suo Monastero nella neo-Chiesa e attraversò l’oceano per fare lo stesso con questo Monastero brasiliano.
Qui egli incontrò la resistenza di Dom Thomas, che era ancora solo un giovane monaco, ma che prima di diventare monaco aveva appreso in profondità l’erroneità della neo-Chiesa da un famoso cattolico brasiliano laico, Gustavo Corção. Con l'aiuto di buoni laici e con il sostegno di Mons. Lefebvre, Dom Thomas si oppose a Dom Gérard e salvò il Monastero per la Tradizione. Con una tale esperienza alle spalle, non sorprende che anche Dom Thomas veda molto chiaramente la situazione sia della neo-Chiesa, sia della neo-Fraternità. In una tenda eretta fuori della piccola chiesa del Monastero, per i visitatori in più giunti per le cerimonie della Settimana Santa, con pochi sacerdoti, ma con tutti gli elementi essenziali, abbiamo officiato la Consacrazione degli Oli Santi del Giovedì Santo. Per quest’anno, questo Monastero potrà provveder egli Oli ai sacerdoti, in particolare se non li ottengono più dalla neo-Fraternità.

Quindi, in aereo mi sono recato al Nord, per visitare altri tre centri della Resistenza in fase di avviamento in USA ad opera dei coraggiosi Don Joseph Pfeiffer e Don David Hewko. Vicino al Connecticut, nel New Jersey e in Minnesota ho potuto conferire le Cresime e tenere delle conferenze ai cattolici insospettiti da ciò che sta accadendo nella neo-Fraternità. Le loro domande importanti meritavano risposte veritiere.

 

Buone notizie per i benefattori di Eurolandia: la“St Marcel Initiative” ha finalmente un RIB e un IBAN in Francia, per facilitare le donazioni in euro alla stessa“St Marcel Initiative”. Per effettuare un bonifico bancario da dentro la Francia si usi il seguente RIB: 20041 01012 6704149J033 09; da fuori la Francia il seguente IBAN: FR85 2004 1010 1267 0414 9J03 309. La“St Marcel Initiative” è appena stata in grado di dare un importante aiuto, tanto necessario, al Monastero di Dom Thomas. Egli ringrazia tutti coloro che hanno contribuito all’“Initiative”.
Kyrie eleison.

giovedì 18 aprile 2013

Monsignor Giovanni Volpi, un grande Vescovo Cattolico Tradizionale integrale...


 
Omelia di mons. Giovanni Volpi per la Solennità di Ognissanti dell’Anno del Signore 1913.

Venerabili Fratelli e Figli Dilettissimi,

        Altra volta da questa cattedra io vi parali di una setta nefanda, che tanta strage di anime fa in tutto il mondo, ed anche pur troppo nella nostra Diocesi e principalmente nella nostra città di Arezzo, voglio dire della Massoneria. Allora ve ne trattai con una certa ampiezza, perché mi premeva di farvela conoscere bene, affinché vi guardaste dalle sue insidie e deste opera perché quegli infelici che erano caduti nelle sue reti se ne liberassero. Però, in questi ultimi mesi si è parlato molto della massoneria, specialmente in Italia, ed anche certi periodici o giornali, che forse per il passato più o meno coscientemente avevano servito la Setta, si mostrarono ad essa avversari. Anzi ve ne fu persino uno, che aprì un referendum sulla massoneria, e su quel giornale si pubblicarono intorno alla massoneria giudizi di uomini illustri per molti titoli. La maggior parte di quei giudizi si mostrarono sfavorevoli alla Setta Massonica, ma, o furono espressi in termini molto vaghi, ovvero non rilevarono ciò che nella Setta stessa vi è più malevolo e pericoloso. Ciò io penso che avvenisse perché alcuni si lasciano dominare facilmente da un  certo rispetto umano quando si tratta di manifestare il proprio pensiero, non conforme in tutto a quello di molti, prevedendo forse di perdere un po’ di quella popolarità cui aspirano incessantemente. Altri sono così digiuni di cose religiose e così condiscendenti in quelle morali, che non pongono mai siffatte questioni a base delle loro investigazioni e dei loro ragionamenti; Altri, infine, non si mostrano severi nei loro giudizi contro la Massoneria, perché forse sono mossi a darli dalla stessa Setta, la quale tenta anche per tal mezzo di stornare l’attenzione del pubblico dalle sue nefandezze o di turlupinare il povero popolo e specialmente certi assidui lettori della stampa liberale, i quali certo sono più facili a prestar fede a un giornale di quel colore che agli insegnamenti della Chiesa Cattolica e dei suoi Ministri.

        Tutto questo  mi ha persuaso ad essere necessario dire  ancora una parola sulla Massoneria ai fedeli che vengono ad ascoltare il vescovo quando tiene la sua omelia: eccovi dunque l’argomento che svolgerò brevemente in questa mattina: Bisogna combattere la Massoneria.
        Mi studierò di esser breve, dirò quello che è già stato pubblicato in ogni parte del mondo, perché mi preme solo una cosa: «Svegliare quelli che dormono, ed eccitarli a salvare la nostra povera Italia da questo cancro roditore, e soprattutto le anime redente dal Sangue divino»

mercoledì 17 aprile 2013

Novità dal fronte: «Buon viso a cattivo giuoco»...

 Ringraziamo per la traduzione un nostro carissimo amico...


16 aprile 2013

Novità dai tre confratelli sanzionati in seguito alla lettera a Mons. Fellay del 28 febbraio. Ringraziamo i fedeli per le informazioni e le lettere messe a nostra disposizione.

Don Olivier Rioult

 

« […] Esiste sempre una gran confusione a proposito del mio stato. Il decreto penale del 7 marzo mi obbligava, sotto pena di espulsione, di recarmi entro 48 ore a Wil in Svizzera, di interrompere ogni ministero e ogni diffusione di articoli, ecc. Tutte cose che io ho rifiutato l’8 marzo. Menzingen, via Suresnes, fa sapere al mio Priore che io dovevo lasciare il Priorato. Dunque ho ritenuto che fossi escluso.
Ora, il 16 marzo, ho ricevuto una monizione canonica che mi notificava che io non ero ancora escluso, ma che dovevo recarmi al più presto a Wil per il processo canonico. Il decreto penale era allora senza valore canonico? Se sì, perché mi è stato chiesto di lasciare il Priorato? Se no, perché sono stato minacciato di una sanzione che non c’è? […]

«Don Thouvenot, nella sua circolare ha annunciato a tutti i membri che «Un’opera di sovversione sta attuandosi in seno alla Fraternità». Ha ragione, ma si tratta dell’opera degli adepti del GREC, resa pubblica da Padre Lelong e dal redattore in capo del blog Osservatore Vaticano, Vini Ganimara. Quest’ultimo ha spiegato come Mons. Fellay ha saputo adottare progressivamente un linguaggio misurato e diplomatico, falsificando perfino i documenti per adattarsi all’«opinione pubblica della Fraternità» opposta alla sua politica. […] Usare della sua autorità per dire che una cosa è, quando non è, significa fare un uso tirannico della sua autorità. […]

«Per il momento, il mio ministero è certo ridotto, ma l’essenziale è salvo. Non ci diceva, Mons. Lefebvre, che offrire la Messa costituisce il 95% del nostro ministero? I sacerdoti dell’antichità nelle miniere di sale o quelli della modernità nei Gulag non sempre avevano questa grazia formidabile. Quindi, non mi lamento. Il tempo libero di cui dispongo mi permettere di intraprendere un lavoro che attende da molto tempo: la sintesi di tutti gli scritti di Sant’Agostino sulla grazia: cosa meravigliosa! A questo si aggiungono i commenti di San Tommaso su San Paolo, la vita di Gemma Galgani, una stigmatizzata, I Moderati di Abel Bonnard, il Trattato della Chiesa di Billot…

«[…] Pensate a mettere sull’avviso anche M. […] perché la sera del 4 marzo, quattro giorni dopo la diffusione della lettera del 28 febbraio, il mio acconto “charles.corday-at-yahoo.fr” è stato piratato, è stato cambiato il mio codice, è stata usurpata la mia identità, violata la mia corrispondenza e la mia riservatezza. Non pensavo che il mio indirizzo elettronico, scelto a suo tempo in onore di Carlotta, sarebbe stato simbolico fino a questo punto. […] Visti i mezzi tecnici sofisticati e polizieschi che un’operazione del genere richiede, ho subito sospettato di Bin Laden, questo famoso agente della CIA, ma visto che questi è morto nel 2002, bisognava ritenere che fosse innocente. Allora ho pensato ad un'altra faccia della CIA: il Mossad. Ma non è che perché si ha del sangue sulle mani si possa essere accusati di tutti i delitti del mondo. Lasciamo che la giustizia faccia il suo lavoro, infatti ho presentato querela per usurpazione di identità su Internet, sulla base di un articolo del codice penale che condanna la violazione della vita privata. Le cose vanno avanti bene, ma per il momento preferiscono essere discreto. Tutte le intrusioni degli hackers hanno lasciato delle tracce che sono state debitamente certificate dal personale giudiziario. Ciò che è scritto è scritto. Gli indirizzi IP dei pirati hanno rivelato la localizzazione dei loro covi. Essi attengono principalmente, ma non solamente, Bruxelles in Belgio e Zug in Svizzera. Questa storia del pirataggio è anche uno dei motivi per i quali mi è impossibile obbedire al decreto penale.
D’altronde, come obbedire all’ordine di un Superiore Generale che mi chiede, pena l’esclusione, di risiedere a Wil per essere privato della mia libertà di movimento e dell’accesso a Internet, in vista di un processo canonico, e intanto organizzare la difesa dei miei diritti civili violati da questi misteriosi pirati del Net? Quando il mio processo civile avrà fatto luce su questo strano affare, prenderò volentieri in considerazione il processo canonico. Io penso che la Casa Generalizia lo capirà facilmente, poiché la sua intenzione non può essere di segregarmi, al fine di lasciare in libertà i colpevoli. […]

«Io ho ricevuto molti sostegni dalle famiglie e dai confratelli che vedono molto chiaramente il liberalismo pratico e teorico fare dei sorprendenti progressi nel nostro ambiente. Certi confratelli non osano più mettere in guardia contro l’errore, sia esso dottrinale, morale, nell’abbigliamento… L’immodestia nel santuario, un vero scandalo pubblico, è un segnale sintomatico, esso non è più condannato in molte cappelle e scuole. Certi confratelli sono diventati muti. […] Vado a stare per qualche mese da… e da lì potrò fare il mio piccolo giro in Francia. Dopo essermi preso un po’ di tempo deciderò. […]

Don Matthieu Salenave

 

Don Salenave non capisce assolutamente perché gli si vuol fare un processo. Benché francese, egli è un sacerdote del Distretto del Belgio. Quindi non ha a che vedere con la lettera del 28 febbraio condivisa dai sacerdoti del Distretto di Francia. Benché interiormente e in privato egli condivida la sostanza di quella lettera, è cosciente che non gli si può fare il processo alle intenzioni. È dunque in buona fede e ha fiducia nell’esito del processo. Il suo avvocato fa un buon lavoro. Per di più il suo passato su antiModernisme.info non è in questione.

Così Bergoglio sul conciliabolo: "Non vogliamo cambiare"... Rispediamo al mittente rispondedogli: "NEANCHE NOI VOGLIAMO CAMBIARE" rispetto al conciliabolo...

"...mi sembra di sentire la voce di tutti quei Papi a partire da Gregorio XVI, Pio IX, Leone XIII, San Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, che dicono: «Di grazia, di grazia, che state facendo dei Nostri insegnamenti? Della Nostra predicazione? Della Fede cattolica? La state abbandonando? La state lasciando sparire da questa Terra? Di grazia, di grazia, continuate a conservare questo tesoro che vi abbiamo dato. Non abbandonate i fedeli! Non abbandonate la Chiesa! Continuate la Chiesa!"
(S.E.R. Mons. Marcel Lefebvre, 1988)


Cosi' il "Vescovo Bergoglio" durante la sua omelia dove ha "pregato" per il suo predecessore, compagno di merende, "abdicante" Ratzinger:

"Per dirlo chiaramente: lo Spirito Santo ci dà fastidio. Perché ci muove, ci fa camminare, spinge la Chiesa ad andare avanti. E noi siamo come Pietro nella Trasfigurazione: ‘Ah, che bello stare così, tutti insieme!’… ma che non ci dia fastidio. Vogliamo che lo Spirito Santo si assopisca… vogliamo addomesticare lo Spirito Santo. E quello non va. Perché Lui è Dio e Lui è quel vento che va e viene e tu non sai da dove. E’ la forza di Dio, è quello che ci dà la consolazione e la forza per andare avanti. Ma: andare avanti! E questo da fastidio. La comodità è più bella. Oggi sembra che siamo tutti contenti per la presenza dello Spirito Santo, ma non è vero. Questa tentazione ancora è di oggi. Un solo esempio: pensiamo al Concilio. Il Concilio è stato un’opera bella dello Spirito Santo. Pensate a Papa Giovanni: sembrava un parroco buono e lui è stato obbediente allo Spirito Santo e ha fatto quello. Ma dopo 50 anni, abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito Santo nel Concilio? In quella continuità della crescita della Chiesa che è stato il Concilio? No. Festeggiamo questo anniversario, facciamo un monumento, ma che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare. Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore."
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Riproponiamo la vignetta di Baronio, quanto mai descrittiva dello spirito di testardaggine con cui si continua imperterriti, negando ogni evidenza, ad esaltare un concilio che ha ridotto la Chiesa ad un cumulo di macerie...
 http://1.bp.blogspot.com/-qmpq8WhsPYU/UQ-MszscFgI/AAAAAAAAA0c/tKtDltJemrQ/s1600/CONCILIO.jpg

Che dire di queste ridicole e bugiarde affermazioni sullo Spirito Santo?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di Cambiare la Messa con il pestifero e oltraggioso Novus Orror Missae?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di praticare l'eretica "libertà religiosa" conciliare?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito l'eretica collegialità?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di cambiare tutti i catechismi della vera Chiesa Cattolica con le dottrine eterodosse dei numerosi Vescovi, usurpatori in quanto modernisti condannati?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito l'ecumenismo, satanico, massonico, partorito da menti corrotte durante il conciliabolo?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di eleggere quei due assasini della Fede che erano il buontempone di Bergamo e il corrotto di Brescia, che erano Giovannone e Paolo VI?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di approvare delle sette eretiche, come il Cammino Neocatecumenale?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di affossare il Messaggio della Madonna a Fatima?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di entrare in collaborazione coi poteri luciferini di questo mondo?
Forse che la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di rinnegare gli insegnamenti di Nostro Signore, ordinando di sovvertire la dottrina cattolica, per addomesticarla e renderla piacevole agli eretici, agli scismatici, e agli anticristi nemici di Gesù e e della Chiesa Cattolica Romana?
Forse che veramente la Terza Persona della Santissima Trinità avrebbe suggerito di rovesciare al suolo la sacrosanta Liturgia cattolica, diffondendo il rifiuto dell'Adorazione di Dio, sopprimendo l'atto di INGINOCCHIARSI DAVANTI A DIO?

LO SPIRITO SANTO NON SUGGERISCE CIO' CHE E' CONTRO DIO, E CONTRO GLI INSEGNAMENTI DI CRISTO, E CONTRO LA TRADIZIONE DELLA CHIESA!!
L'elenco di quello che lo Spirito Santo avrebbe "detto di fare", sempre secondo "Bergoglio", potrebbe ancora andare avanti, ma ci fermiamo qui.

Una cosa è certa: questi personaggi dimostrano ANCORA DI PIU' LA LORO PERTINACIA nel professare le menzogne conciliari che hanno prodotto "visibilmente" la falsa Chiesa Conciliare. Forse un giorno scopriremo se questi signorotti siano o no veramente Pontefici, Cardinali, Vescovi o preti veramente consacrati e aventi in loro l'Autorità divinamente assistita. Una cosa è certa, il dubbio rimane evidente e operante sempre di più. Per adesso ci limiteremo a stare alla larga da questi bugiardi che distorcono gli sfasci conciliari, che sono evidentissimi, con le loro fantomatiche affermazioni sullo Spirito Santo, che avrebbe prodotto la falsa Chiesa nata nel Concilio...
Secondo Bergoglio noi saremo testardi stolti e duri di cuore, ebbene lo ringraziamo di cuore di quello che ci dice, difatti noi siamo duri di cuore, stolti e testardi verso le sue cieche affermazioni contro i Tradizionalisti integrali, e gli diamo un suggerimento: "SE NE VADA A FARE LA CALZETTA INSIEME AL SUO AMICO ABDICANTE ED EMERITO MODERNISTA, E SI LEVI DI MEZZO". Difatti di queste affermazioni anticattoliche siamo stufi...

lunedì 15 aprile 2013

Messa a punto delle Carmelitane a proposito dell’editoriale di Don Schmidberger...


http://arautoveritatis.com/wp-content/uploads/2013/03/phoca_thumb_l_Einkleidung_05.jpg 

12 aprile 2013

In seguito alla decisione delle Carmelitane di Brilon-Wald [Germania centrale] di abbandonare i rapporti con la Fraternità San Pio X, e dopo l'intervento del Superiore del Distretto tedesco, Don Schmidberger, il sito inglese The Recusant ha redatto una presentazione dei fatti accaduti, ripresa poi dal sito francese Un évêque s'est levé!, e ancora dal sito italiano Non Possumus e da noi pubblicata a parte:
 
Il Carmelo di San Giuseppe e la Fraternità San Pio X

In calce alla presentazione dei fatti, è riportato l'editoriale di Don Schmidberger che dà l'annuncio della decisione delle Camelitane, insieme alle sue valutazioni.

Nei confronti di questo editoriale, le Carmelitane hanno diffuso la presente
“Messa a punto”,  pubblicata dal sito tedesco Mit der Immaculata e ripresa dal sito francese Avec l'Immaculée

In calce a questa “messa a punto”,
sono riportati l'indirizzo e le coordinate bancarie del Carmelo,
allo scopo di sostenere queste suore rimaste
“in mezzo a 'na strada”



La notifica della separazione del nostro Carmelo San Giuseppe dalla Fraternità San Pio X, pubblicata sul bollettino [Lettera del Distretto tedesco] dell’aprile 2013, a causa delle false affermazioni in essa contenute, esige delle messe a punto che intendiamo esporre qui di seguito:

Affermazione: «le Carmelitane di Brilon-Wald, indotte in errore dal loro direttore spirituale … Un’influenza di un anno e mezzo ha preceduto questa decisione…».
Messa a punto: Non c’è stata alcuna influenza, solo un solido insegnamento delle verità di fede, pari nella forma e nel contenuto a quegli insegnamenti ai quali siamo state generalmente abituate, da 15 anni, nella Fraternità San Pio X. In queste condizioni, era ineluttabile che le attuali deviazioni della Fraternità dalla sana dottrina divenissero evidenti. La nostra pratica conclusione, la scelta di separarci dalla Fraternità San Pio X, non è stata discussa col nostro direttore spirituale; egli ne è stato semplicemente informato; con lui è stata discussa solo la questione pratica se, in questo caso, egli sarebbe rimasto con noi.

Affermazione: Noi saremmo delle religiose che vivendo in clausura saremmo state informate da un solo versante.
Messa a punto: Fino a marzo 2013 noi abbiamo ricevuto il bollettino [del Distretto] e il Kirliche Umschau [pubblicazione della Fraternità] – tale che eravamo al corrente delle pubblicazioni ufficiali della Fraternità.

Affermazione: «Negli ultimi mesi, sembra che circolassero scritti sovversivi e diffamatori…».
Messa a punto: In questi ultimi mesi, gli oggetti principali dei nostri studi sono stati:
- Mons. Marcel Lefebvre: Sermons, conférences et écrits (in particolare: Ils L‘ont découronnéL’hanno detronizzato)
- Don Félix Sardá y Salvany : Le libéralisme est un péchéIl liberalismo è un peccato – (opera con la prefazione di Mons. Lefebvre);
- P. Michel Lelong: Pour la nécessaire réconciliation – Le Groupe de Réflexion Entre Catholiques (GREC) – [Per la necessaria riconciliazione] -  (Resoconto di un prete della Chiesa ufficiale sulle relazioni occulte della Fraternità San Pio X con Roma, nel corso di 15 anni).
Per completare ciò che riporta unilateralmente il bollettino, noi abbiamo consultato (senza l’intervento del nostro direttore spirituale) le prese di posizione dei resistenti della Fraternità, quelli che sono trattati in blocco come «sovversivi».

Affermazione: Passo dopo passo la loro fiducia è stata minata … da questi “sovversivi”.
Messa a punto: La nostra fiducia è stata scossa dalla stessa Fraternità San Pio X. Le contraddizioni e le deviazioni rispetto alla linea retta di Monsignore, che si trovano in quantità in queste dichiarazioni, sono state confutate in maniera irrefutabile dalla Resistenza. Il fatto che il bollettino non abbia evocato una sola volta la lettera dei tre vescovi, Mons. Tissier de Mallerais, Mons. de Galarreta e Mons. Williamson, al Consiglio Generale della Fraternità, dell’aprile 2012, e neanche la risposta di quest’ultimo, dimostra proprio che il contenuto del bollettino stesso non è necessariamente veridico. Da parte della Resistenza, noi troviamo degli argomenti a livello oggettivo, mentre da parte della Fraternità argomenti puramente soggettivi.

LETTERA DI UN PRETE PERPLESSO A “LA TRADIZIONE CATTOLICA”...

Rieviamo, gentilmente, dal diretto interessato e noi pubblichiamo...

Articolo di don Curzio Nitoglia:

http://doncurzionitoglia.files.wordpress.com/2013/04/s-messa-tradizionale-2013.jpg

PRIMA PARTE
L’ASSISTENZA ALLA MESSA TRADIZIONALE
La posizione de “La Tradizione Cattolica

La Tradizione Cattolica”, organo ufficiale del ‘Distretto Italiano’ della ‘Fraternità Sacerdotale San Pio X’ (d’ora in poi ‘FSSPX’) al n.° 86, 1/2013 (p. 21) afferma:
“Quanto alle Messe tradizionali celebrate da sacerdoti che fanno professione di accettare gli errori del Concilio, o a quelle celebrate in virtù del motu proprio […], dovremo fare attenzione non alla fede personale del celebrante, ma a quella di cui si fa professione esplicita in quella particolare celebrazione. Se si intende esplicitamente celebrare in virtù del motu proprio, che assimila l’antico rito al nuovo (e che nell’istruzione applicativa richiede, come il vecchio indulto, l’adesione al Concilio), è ovvio che si sta partecipando alla professione di una falsità, e ci si deve astenere da questo”
Alcune perplessità
1)    Questa direttiva mi lascia perplesso perché soprattutto in questi ultimi tempi anche la Direzione generale della ‘FSSPX’ fa professione di accettare il Concilio nella quasi totalità dei suoi Documenti. Si legga, per esempio, l’intervista rilasciata da mons. Bernard Fellay, Superiore generale della ‘FSSPX’, al quotidiano vallesanoLa Liberté’ dell’11 maggio 2001 e ripresa dall’Agenzia stampa ufficiale della Fraternità “DICI”, n. ° 8, 18 maggio 2001: «Potrebbe sembrare che rifiutiamo interamente il Vaticano II. Invece, ne accettiamo il 95%. È piuttosto ad uno spirito, ad un’attitudine che ci opponiamo».

Secondo mons. Fellay, come per Benedetto XVI, non è la lettera (ossia i Documenti) del Vaticano II ad essere in rottura con la Tradizione apostolica, ma solo lo spirito ossia l’interpretazione abusiva datane dagli ultra progressisti nell’ottica dell’ermeneutica della rottura. Invece gli errori che riguardano la collegialità, l’ecumenismo, la libertà delle false religioni, il pancristismo e l’antropocentrismo si trovano nei Documenti stessi del Concilio Vaticano II, i quali non sono in continuità con la Tradizione apostolica.

Infatti i Documenti del Vaticano II (e non la loro interpretazione abusiva) presentano dei punti assai controversi, che sono perlomeno teologicamente erronei, temerari, contrari alla dottrina comune, offensivi del senso religioso dei fedeli, male sonanti, ambigui, scandalosi, se non addirittura favorenti l’eresia e prossimi all’eresia.
Brevemente: I) la Costituzione dogmatica su “La Divina Rivelazione” Dei Verbum del Vaticano II accantona la dottrina definita dal Concilio Tridentino e dal Vaticano I sulle “due Fonti” della Rivelazione (Tradizione e S. Scrittura), per far convergere la Tradizione e il Magistero nella sola S. Scrittura; II) la Costituzione dogmatica su “La Chiesa” Lumen gentium  si allontana dalla Dottrina della Chiesa della quale la Collegialità episcopale non fa parte[1]. Il conciliarismo, invece, tende ad assegnare ai Vescovi riuniti in Concilio ecumenico una funzione suprema eguale se non superiore a quella del Papa[2]; III) l’antropocentrismo della Costituzione pastorale  Gaudium et spes su “La Chiesa nel mondo contemporaneo” (n.° 24, § 4): «l’uomo è in terra la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa (“propter se ipsam”)» è in opposizione radicale con la Dottrina cattolica la quale come San Pio X vuole “instaurare omnia in Cristo, ricentrare tutto in Cristo”, mentre Gaudium et spes vuol “instaurare omnia in homine; ricentrare tutto nell’uomo”, essa rappresenta un contro-Magistero tutto orientato in direzione dell’uomo e proteso ad abbassare Cristo al livello del puramente naturale, disarcionandolo dal trono della sua Divinità. Quale rottura più radicale di questa?; IV) La Dichiarazione su “La Libertà Religiosa (Dignitatis humanae, 7 dicembre 1965) è in contraddizione con la Tradizione apostolica e il Magistero costante della Chiesa riassunte nel Diritto Pubblico Ecclesiastico[3]. Pio IX nella Quanta cura (8 dicembre 1864) ha definito esplicitamente che la libertà religiosa in foro esterno “è contraria alla dottrina della S. Scrittura, della Chiesa e dei Santi padri ecclesiastici” e che “lo Stato ha il dovere di reprimere i violatori della Religione cattolica con pene specifiche”; V) la Dichiarazione su “Le relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane” Nostra aetate (7 dicembre 1965) è in difformità con la Tradizione cattolica (Padri ecclesiastici) ed il Magistero costantemente insegnato dal IV secolo sino a Pio XII. Inoltre sempre secondo la dottrina conciliare (cfr. Nostra aetate: “i doni di Dio sono irrevocabili”) e postconciliare (cfr. Giovanni Paolo II a Magonza nel 1980: “L’Antica Alleanza mai revocata”) l’Ebraismo attuale sarebbe ancora titolare dell’Alleanza con Dio. Invece la Tradizione cattolica (S. Scrittura interpretata unanimemente dai Padri e Magistero ecclesiastico costante e uniforme) insegna che «c’è una prima e c’è una seconda Alleanza: irrevocabile è ciò che dalla prima passa alla seconda, subentrata all’altra, quando questa “antiquata e soggetta ad invecchiamento ulteriore, sta ormai per scomparire” (Ebr., VIII, 8-13). Se non che la grazia promessa ai titolari dalla prima Alleanza non muore con essa, ma viene elargita ai titolari della seconda: questo, infatti, si verificò, quando quasi tutti i titolari della prima, rifiutando Cristo, non riconobbero il tempo in cui Dio li aveva visitati (Lc., XIX, 44). “A quelli, però, che l’accolsero” il Visitatore “fece il dono della figliolanza divina” (Gv., I, 12), strinse con essi (la “piccola reliquia” del popolo ebraico che accettò Cristo) la seconda Alleanza e l’aprì a quanti (i pagani) sarebbero sopraggiunti “dall’oriente e dall’occidente” da settentrione e da mezzogiorno (Lc., XIII, 29), trasferendo alla seconda tutti i doni già in possesso della prima. Quindi molti membri del popolo eletto rifiutarono Cristo, ma “un piccolo resto” (Apostoli e Discepoli) Lo accolsero (Rm., XI, 1-10). La Dichiarazione Nosta aetate non reca una sola citazione di un Padre della Chiesa, di un Papa o di un pronunciamento del Magistero, perché non ve ne sono. Come  si può dire che al 95% questi Documenti sono accettabili e mantenere integra ed inviolata la Fede cattolica, senza la quale nessuno può salvarsi?
L’unico Documento del Concilio Vaticano II, che non contiene gravi errori, è il Decreto su “Gli strumenti di comunicazione sociale” Inter mirifica (4 dicembre del 1963)[4]. Esso conta grosso modo 10 pagine sulle circa 600 dei 16 Documenti del Vaticano II. Non vedo, perciò, come si possa dire che i Documenti del Concilio Vaticano II siano accettabili al 95%, quando la proporzione giusta sarebbe all’incirca di 1 su 60, ammesso e non concesso che sia lecito fare un’equazione matematica in questioni riguardanti la Dottrina ed i Costumi.

 http://www.gloria.tv/thumbnail/2013-01/media-390263-2.jpg
Questa intervista di mons. Fellay sull’accettazione del Concilio Vaticano II al 95%, che verte su questioni di Fede, senza la quale “è impossibile piacere a Dio” (Ebr., XI, 6)[5], è stata ripresa dall’organo stampa ufficiale “DICI”  della ‘FSSPX’ e non è stata mai smentita. Perciò non può essere minimizzata come se fosse di poca importanza e lascia dubitare dell’integrità dottrinale della Direzione generale della ‘FSSPX’.
Infatti la Fede non può essere accettata al 95% e l’errore non può essere rifiutato al 5%.
La teologia cattolica insegna che le “Verità di Fede”, non ammettono la scelta o la selezione e gli errori contro la Fede non ammettono il rifiuto parziale.
La Rivelazione, la Fede, la Dottrina cattolica o la si accetta integralmente come è ed allora essa apre la via al Cielo se è accompagnata dalle Buone Opere, oppure, anche se si nega un solo Articolo o Verità di Fede, la si rigetta per intero, ed allora si imbocca una strada pericolosa, poiché “senza Fede è impossibile piacere a Dio” (Ebr., XI, 6).