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venerdì 31 gennaio 2014

Cardinale Ottaviani: “... il Concilio più che una nuova aurora per l’umanità, [è] una lunga notte per la Chiesa”; “... prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico”.



Il 25 dicembre 1961, il “papa buonoRoncalli, nel suo quarto anno di pontificato, promulgava la Costituzione apostolica di indizione del Concilio, la “Humanae Salutis” [1]. Roncalli ricordava la promessa fatta da Gesù “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt. 28,20), ovvero:
“... tale gioiosa assistenza di Cristo, se non è mai mancata, viva ed operante, nella santa Chiesa, è stata evidente soprattutto quando la compagine e la comunità umana erano sconvolte dalle più furiose tempeste”; poiché “questo nostro tempo la Chiesa vede la comunità umana gravemente turbata aspirare ad un totale rinnovamento”, si richiede “ora alla Chiesa: di immettere l’energia perenne, vivificante, divina del Vangelo nelle vene di quella che è oggi la comunità umana”. Contro “le ideologie di coloro che riducono tutto a materia o tentano di sovvertire i fondamenti della fede cattolica” la Chiesa “dotata cioè di una più robusta compattezza nell’unità, potenziata dal supporto di una più feconda dottrina, più bellamente fulgida per splendore di santità, sicché essa appare del tutto pronta a combattere le sante battaglie della fede”.
Davanti ad “una comunità di uomini travagliata da un’estrema povertà di valori dell’animo”, ma nel contempo con una Chiesa “fiorente per rigoglio di vitalità”, secondo Roncalli si rendeva necessario un Concilio perché:
la Chiesa si dimostrasse sempre più idonea a risolvere i problemi degli uomini contemporanei”, indetto “in un momento in cui la Chiesa avverte più vivo il desiderio di irrobustire la sua fede con forze nuove”; dinanzi ai “i pericoli di disastrosi conflitti” propositi del Concilio volevano essere “soprattutto i valori che fanno parte dell’animo e dell’ordine soprannaturale, come anche l’intelligenza e la coscienza degli uomini, che devono prendere luce e guida da Dio, Creatore e Redentore del genere umano”, perciò - dice Roncalli - “confidiamo che quello che sarà deliberato nel Concilio Ecumenico sarà di tale efficacia che non soltanto illuminerà di sapienza cristiana e fortificherà di fervorosa energia l’intimo degli animi, ma anche pervaderà l’insieme delle attività umane”.
Sebbene Roncalli sosteneva che l’indizione del Concilio fu accolta con grande entusiasmo e per definire anche che un “ordine soprannaturale deve però influire al massimo sull’altro ordine”, quello temporale, e questo perché la Chiesa è “Madre e Maestra”, in molti non furono poi così elettrizzati: ritenevano che non era certo necessario un Concilio per risolvere i problemi del tempo, dato che sarebbe bastato probabilmente ricordare a gran voce e con forza quelle ovvie condanne già comminate definitivamente al comunismo, alla massoneria (che aveva ricevuto più di 200 condanne nel Magistero), al modernismo ed all’ateismo dilagante.
Per usare le parole del pro-Prefetto del Sant’Uffizio (prima della riforma voluta da Paolo VI nel 1965, era Prefetto lo stesso Papa), il cardinale Alfredo Ottaviani, era solamente necessario contrastare con maggiore forza quella “ideologia marxista, un’offesa alla legge di Dio e una tragedia per l’intera umanità”, quel comunismo ateo “intrinsecamente perverso” [cf. Pio XI, Divini Redemptoris], di cui si interessò anche Pio XII deliberandone nel 1949 la “scomunica a tutti i propugnatori”.

Card. Alfredo Ottaviani
Card. Alfredo OttavianiIn alcuni ambienti si usa sostenere che fu proprio Pio XII a spingere fortemente per l’indizione di un Concilio, tuttavia la storia ci insegna non è così: il 4 marzo del 1948, Papa Pacelli convocò in gran segreto il card. Ottaviani “per costituire una Commissione preparatoria per un eventuale prossimo Concilio ecumenico. Non per aprirsi al mondo, come fu poi deciso da Giovanni XXIII, ma, al contrario, per ridefinire i vari punti della dottrina cristiana minacciati dalla Nouvelle Théologie” [2].
La “Humanae Salutis” di Giovanni XXIII si conclude con la preghiera:
rinnova in questa nostra epoca i tuoi prodigi, quasi come con una nuova Pentecoste, e concedi alla Santa Chiesa che, perseverando concordemente e assiduamente con Maria, la Madre di Gesù, e guidata da San Pietro, estenda il regno del divin Salvatore, regno di verità e di giustizia, regno di amore e di pace. Amen”. [3]
Nel suo diario, il cardinal Ottaviani scriveva nel 1965, 3 anni dopo la “Humanae Salutis”:
“... il Concilio più che una nuova aurora per l’umanità, [è] una lunga notte per la Chiesa”; “... prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico”.
Il 30 ottobre del 1962, quando già si paventavano venti di “libertà religiosa” e di “aperture ai fratelli separati” furono messe in cantiere anche alcune modifiche all’“Ordo” della Messa, il cardinal Ottaviani, e non fu il solo, intervenne duramente:
Stiamo cercando di suscitare il disorientamento e lo scandalo nel popolo cristiano, introducendo delle modifiche in un rito così venerabile, che è stato approvato lungo tanti secoli e che è ora divenuto così familiare? Non si può trattare la Santa Messa come se fosse un pezzo di stoffa che si rimette seguendo la moda, secondo la fantasia di ciascuna generazione”. Non immaginava ancora che tutto ciò avrebbe portato al “Novus Ordo Missae”.
Anni dopo i cardinali Ottaviani e Bacci, facendosi portavoce di una corrente numerosa di teologi e sacerdoti che “rigettavano” la “messa normativa” ideata dal Consilium ad exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia, inviarono a Paolo VI il “Breve esame critico del «Novus Ordo Missæ»”, scritto da mons. Michel Guérard des Lauriers [4]. Nel documento si legge, inoltre, che con il “Novus Ordo Missae”:
si vuol fare tabula rasa di tutta la teologia della Messa. In sostanza ci si avvicina alla teologia protestante che ha distrutto il sacrificio della Messa” [5].

Papa San Pio X
Papa San Pio XLa “messa normativa” o falso-ecumenica comunque non sorge da nulla, ma piuttosto sembra trarre linfa vitale dalla libertà religiosa della massoneria (cf. L'Oecuménisme vu par un franc-macon de tradition, del massone Yves Marsaudon) e da quella “Nouvelle Théologie” (caratterizzata da un rifiuto del dominio della Scolastica per favorire un ritorno a fonti, male interpretate, che Henri de Lubac spacciava per patristiche e del cristianesimo delle origini) che tanto aveva già minato il dogma ed aveva messo a dura prova la fede dei cattolici nel pre e nel post Concilio (a cominciare dallo scandaloso testo Surnaturel. Études historiques), quella vastissima corrente teologica “vicina al protestantesimo” e “prossima alle eresie” che pare essere una riproposizione in chiave contemporanea (XX secolo) dell’ “eresia modernista”, così fortemente condannata da Papa San Pio X nel “LAMENTABILI SANE EXITU” [6]
“Con deplorevoli frutti, l'età nostra, impaziente di freno nell'indagare le somme ragioni delle cose, non di rado segue talmente le novità, che, lasciata da parte, per così dire, l'eredità del genere umano, cade in errori gravissimi. Questi errori sono di gran lunga più pericolosi qualora si tratti della disciplina sacra, dell'interpretazione della Sacra Scrittura, dei principali misteri della Fede”
 e nella “PASCENDI DOMINICI GREGIS” [7]:
Di qual guisa poi i modernisti dall'agnosticismo, che è puro stato d'ignoranza, passino all'ateismo scientifico e storico, che invece è stato di positiva negazione; e con qual diritto perciò di logica, dal non sapere se Iddio sia intervenuto o no nella storia dell'uman genere si trascorra a spiegar tutto nella storia medesima ponendo Dio interamente da parte come se in realtà non fosse intervenuto, lo assegni chi può. Ma tanto è; per costoro è fisso e determinato che la scienza e la storia debbano esser atee; entro l'àmbito di esse non vi è luogo se non per fenomeni, sbanditone in tutto Iddio e quanto sa di divino. Dalla quale dottrina assurdissima vedrem bentosto che cosa siasi costretti di ammettere intorno alla persona augusta di Gesù Cristo, intorno ai misteri della Sua vita e della Sua morte, intorno alla Sua risurrezione ed ascensione al Cielo”.
Il “Dizionario del pensiero cristiano alternativo” (eresie.it, v. Lubac) ci ricorda che:
a parte de Lubac, aderirono alle idee della Nouvelle Théologie teologi come Pierre Teilhard de Chardin, Yves Congar, Hans Küng, Edward Schillebeeckx, Han Urs von Balthasar (1905-1988), Marie-Dominique Chenu (1895-1990), Karl Rahner (1904-1984), Louis Bouyer (1913-2004), Etienne Gilson (1884-1978), Daniélou e Joseph Ratzinger, sebbene gli ultimi due si dissociassero successivamente dal pensiero della Nouvelle Théologie”.

martedì 28 gennaio 2014

"Quando Pietro, diventato eretico incorreggibile viene deposto dalla Chiesa è giudicato e deposto da una potestà superiore non al papato ma all'unione tra il papato e Pietro".

Molti si chiedono chi potrebbe deporre un Papa notoriamente eretico, quando lo stesso Pontefice non ha nessuno sulla terra superiore a lui che lo possa deporre?
La risposta si può trovare in questo scritto del Cardinale De Vio Gaetano che fa la distinzione tra colui che assume il papato, eletto dalla Chiesa, e il Papato che viene conferito all'eletto, (se non ha degli impedimenti) direttamente da Nostro Signore. 
La Chiesa ha il potere di intervenire sulla persona che assume il Papato ma non sul Papato, infatti quest'ultima è una prerogativa solo di nostro Signore.

" Poiché dunque è certo che un Papa che è diventato eretico incorreggibile non è automaticamente destituito e deve essere destituito dalla Chiesa e che la Chiesa non ha potestà sopra il Papato, e che la Chiesa ha potestà sopra l'unione di Pietro con il Papato, in quanto è opera sua, bisogna dire che, quando Pietro, diventato eretico incorreggibile viene deposto dalla Chiesa è giudicato e deposto da una potestà superiore non al papato ma all'unione tra il papato e Pietro".


San Roberto Bellarmino S.J.
De Romano Pontefice I. 2, c. 17.

Bisogna osservare che nel Pontefice coesistono tre elementi: nel Pontificato stesso (precisamente il primato), che è una certa forma: la persona che è il soggetto del Pontificato (o primato) e l'unione dell'uno con l'altro. Di questi elementi, il primo, cioè il Pontificato stesso proviene soltanto da Cristo; la persona invece in quanto tale procede senza dubbio dalle sue cause naturali, ma in quanto eletta e designata al Pontificato procede dagli elettori; spetta a loro designare la persona: ma l'unione stessa procede da Cristo, mediante (o presupponendo) l'atto umano degli elettori... Si dice quindi in verità che gli elettori creano il Pontefice e sono la causa per cui un tale sia Pontefice... tuttavia non sono gli elettori che danno l'autorità né sono causa dell'autorità. Come nella generazione degli uomini l'anima è infusa soltanto da Dio e tuttavia, poiché il padre che genera disponendo la materia è causa dell'unione dell'anima col corpo, si dice che è un uomo che genera un altro uomo ma non si dice che l'uomo crea l'anima dell'uomo. 
 
DAGLI SCRITTI DI TOMASO DE VIO CARDINALE GAETANO
De Comparatione Auctoritatis papae et Concilii, e. XX 1511.

http://www.predicazione.it/progetti_e_sogni/Montesinos/immagini/1%20vio%20tommaso%20de002.jpg

Premessa la certezza dei seguenti tre punti, cioè che il Papa per il fatto che è diventato eretico non è automaticamente deposto per diritto umano o divino, e che il Papa non ha superiore in terra e che il Papa se devia dalla fede deve essere deposto, come detto nel cap. Si Papa, XL D., rimane una grande incertezza quanto al come e da chi il Papa da deporre debba essere giudicato per essere effettivamente deposto, perché un giudice in quanto giudice è superiore a chi è giudicato.
Perciò l'Apostolo nella lettera ai Romani XIV, 4 dice: "Chi sei tu, che vuoi giudicare il servo altrui? Per il suo padrone sta o cade" e San Tommaso nella IIa IIae, q 67 dichiara che il giudice può giudicare soltanto il suddito e come è detto anche nelle Decretali D. XXI, cap. Inferior.
Se infatti il Papa deve essere giudicato e deposto da un Concilio Universale, ne consegue immediatamente che, rimanendo Papa ha sopra di sé il Concilio Universale, per lo meno in caso di eresia. Se invece né il Concilio, né la Chiesa sono al di sopra del Papa, ne consegue immediatamente che un Papa che devia dalla fede debba essere giudicato e deposto e tuttavia nessuno possa giudicarlo e deporlo. E questo è assurdo.
Che diremo dunque per evitare questi due estremi? Non possiamo fare altro che rivolgerci alla via mediana, alla quale si arriva difficilmente: nel cui raggiungimento consiste quella virtù che normalmente risolve molte questioni.
Diciamo quindi che esistono due vie estreme, ambedue false. Una è quella per cui il Papa diventato eretico è deposto ipso facto per diritto divino, senza giudizio umano: l'altra è quella per cui il Papa, rimanendo Papa, in terra ha sopra di sé un potere superiore dal quale può essere deposto.
Ma la via mediana si divide ancora in due: una dice che il Papa non ha assolutamente superiori in terra, ma che in caso di eresia ha come superiore in terra la Chiesa universale, l'altra dice che il Papa né simpliciter né per un singolo caso particolare ha un superiore in terra ma è sottoposto al potere ministeriale della Chiesa universale soltanto per quanto concerne la destituzione. 
 http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130907_francescoebenedetto111111.jpg

La prima via è fondata nella forza coercitiva e giudicativa della Chiesa su Pietro Papa in caso di eresia: infatti per essere giudicati bisogna essere sudditi e costretti. Questa è la via comunemente seguita per quanto ho visto sin qui.

domenica 26 gennaio 2014

San Roberto Bellarmino : "Un papa che è eretico manifesto cessa (per se) automaticamente di essere papa e di comandare, così come cessa automaticamente di essere un cristiano e un membro della Chiesa".

Dato che il Sedevacantismo è lo spauracchio dei cosidetti "Tradizionalisti Duble-Face", (i Pontefici abitualmente possono proferire eresie ma allo steso tempo rimangono Pontefici), ci spieghino questi signori come un autentico Pontefice Cattolico possa proferire, pubblicamente, tali eresie, come riporta il video sotto. Da notare che ciò che dice Bergoglione del falso libro "Il Corano" è stato ripetutamente detto anche dai suoi degni predecessori conciliari, travestiti di bianco. Monsignor Williamson dichiara, erroneamente, in questo suo scritto che: "La questione non è di primaria importanza", circa la veridicità ministeriale degli eretici omini conciliari, travestiti di bianco. Ora noi preferiamo invece rimanere nella vera dottrina e ritenere il problema attuale dell'autorità della Chiesa Cattolica come di vitale importanza, e rigettare tutti coloro che cercano di sminuire tale problema, che altro non fa che gettare i fedeli in una enorme incertezza su chi seguire per potersi salvare l'anima. Una cosa è chiara: come la diabolica chiesa conciliare è divisa nel suo interno anche il mondo tradizionale è ugualmente diviso nel suo interno, proprio per il problema del riconoscere o meno come pontefici degli autentici modernisti che, in quanto eretici condannati dalla Dottrina Cattolica, non sono neanche più cristiani, quindi non possono neanche essere veri pontefici della vera Chiesa Cattolica, fondata da Nostro Signore:

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Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X.


  25 gennaio 2014

Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://www.dinoscopus.org/italiano/italianiprincipale.html
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Ansia sedevacantista - I

Le parole e le azioni di Papa Francesco, fin dalla sua elezione ai primi dell’anno scorso, sono state così poco cattoliche e così scandalose che l’idea che i papi recenti non siano realmente Papi (“sedevacantismo”) ha ricevuto una nuova prospettiva vitale. Si noti che Papa Francesco presenta semplicemente in modo più sfacciato dei suoi predecessori la follia del Vaticano II. Resta da sapere se uno qualsiasi dei sei Papi conciliari (con la possibile eccezione di Giovanni Paolo I) possa realmente essere stato Vicario di Cristo.

La questione non è di primaria importanza. Se essi non sono stati Papi, la Fede e la morale cattoliche con le quali io devo “attendere alla mia salvezza con timore e tremore” (Cfr. Fil. II, 12), non cambiano di uno iota. E se essi sono stati Papi, non posso obbedire a loro ogni volta che si sono allontanati da questa Fede e da questa morale, perché “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti, V, 29). Tuttavia, io penso di offrire delle risposte ad alcuni degli argomenti dei sedevacantisti, alcuni dei quali sembra che vogliano fare della sede vacante di Roma un dogma a cui i cattolici non possono non credere. A mio parere le cose non stanno così. “Nelle cose dubbie, libertà” (Sant’Agostino).

Io penso che la chiave del problema, di cui il sedevantismo è semplicemente una delle espressioni, sta nel fatto che il Vaticano II è stato un disastro senza precedenti in tutta la storia della Chiesa di Gesù Cristo, e al tempo stesso è stato la logica conclusione di una lunga decadenza degli uomini di Chiesa cattolici, decadenza che risale al tardo Medioevo. Da un lato, la natura divina della Chiesa cattolica e dei principii che governano ognuna delle sue crisi, compresa la crisi conciliare, non può cambiare. Dall’altro, l’applicazione di questi principii deve tenere conto delle mutevoli circostanze umane entro le quali tali principii operano. Oggi, il grado di corruzione umana è senza precedenti.

Ora, due dei principii immutabili sono che, per un verso la Chiesa è indefettibile perché Nostro Signore ha promesso che le porte dell’Inferno non prevarranno contro di essa (Mt. XVI, 18); e per l’altro verso Nostro Signore ha chiesto se alla Sua seconda venuta ci sarebbe stata ancora la fede sulla terra (Lc. XVIII, 8), annotazione importante che suggerisce chiaramente che la Chiesa, alla fine del mondo, sarà quasi completamente abbandonata, proprio come sembra quasi completamente abbandonata nel 2014. In effetti, se noi oggi non stiamo vivendo la fine del mondo, sicuramente stiamo vivendo la prova generale di questa fine del mondo, come suggerito dalla Madonna de La Salette, dal Venerabile Holzhauser e dal Cardinale Billot.

Pertanto, oggi, come alla fine del mondo, la defezione può spingersi molto avanti. Essa non può spingersi oltre il volere di Dio Onnipotente che garantisce che mai la Sua Chiesa sparirà del tutto o verrà meno, ma può spingersi fino a dove Dio lo permette. In altre parole, nulla impedisce che la Sua Chiesa venga meno quasi completamente. E fino a che punto arriva questo “quasi completamente”? Dio solo lo sa, e così solo il tempo può dirlo, perché nessuno di noi uomini è nella mente di Dio, e solo i fatti possono rivelarci a posteriori ciò che sta nella mente di Dio. Ma Dio rivela in parte il suo volere nella Scrittura.

Ora, come pensano molti interpreti del capitolo XIII, 11-17 dell’Apocalisse, alla fine del mondo, la Seconda Bestia simile all’agnello che servirà l’Anticristo, sarà costituita dalle autorità della Chiesa, perché se queste autorità resistessero all’Anticristo esso non potrebbe prevalere, come secondo la Scrittura prevarrà. Quindi, è così straordinario che nella prova generale della fine del mondo i Vicarii di Cristo parlino e si comportino come nemici di Cristo? Sulla base di questo necessario contesto, il “Commento” della prossima settimana proporrà delle risposte ad alcuni dei principali argomenti dei sedevacantisti.

 Kyrie eleison.
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Nell'attesa che Monsignor Wiliamson risponda agli argomenti principali dei sedevacantisti, leggiamo cosa dice uno di loro: 


titolo i tradizionalisti, l'infallibilità e il papa

di don Anthony Cekada 
papa pio XII
Molti uomini che sembrano possedere l'autorità nella Chiesa insegnano errori e impongono leggi dannose.
 Come riconciliare tutto questo con l'infallibilità?

l Premessa

Se ora assisti regolarmente alla Massa tradizionale in latino è perché, ad un certo punto, hai concluso che l'antica Messa e la vecchia dottrina sono cattoliche e buone, mentre la nuova Messa e gli insegnamenti moderni, in qualche modo, non lo sono. Tuttavia, hai dovuto probabilmente affrontare (come me) qualche preoccupazione iniziale: cosa succede se la Messa tradizionale alla quale vado non è approvata dalla Diocesi? Sto sfidando l'autorità legittima nella Chiesa? Sto disubbidendo al Papa? Questo è il «problema dell'autorità», e sembra presentare un vero dilemma. La Chiesa insegna che il Papa è infallibile in materia di fede e di morale. I buoni cattolici, inoltre, rispettano le leggi del Papa e la Gerarchia. Al contrario, i cattivi cattolici scelgono con cura le leggi che vogliono rispettare. Allo stesso tempo, molti uomini che sembrerebbero possedere l'autorità nella Gerarchia ci comandano di accettare certe dottrine e una Messa che danneggiano la fede o producono altri effetti disastrosi. Cosa deve fare un cattolico?

mercoledì 22 gennaio 2014

FUORI DELLA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA NESSUNA SALVEZZA...

Domenica scorsa, in occasione della visita alla parrocchia romana del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, l'apostata Bergoglio ha invitanto i fedeli a trovare consolazione nelle sofferenze quotidiane: “quelli che sono cristiani, con la Bibbia, e quelli che sono musulmani con il Corano”, perché “uno solo è Dio: lo stesso”. Prendiamo spunto da questa ennesima eresia di Bergoglio, ripetuta anche dai suoi "illustri Pontefici conciliari", per  mettere in risalto la dottrina corretta nel fatto che fuori della Chiesa Cattolica non ci può essere nessuna salvezza figuriamoci nella falsa religione inventata dal falso profeta Maometto e nella falsa "nuova religione" conciliare..

 
Ringraziamo per la traduzione dal Francese e per il commento un nostro carissimo fratello nella retta fede cattolica:
Presentazione dello scritto di fratel M. Dimond o.s.b.

 http://www.palatina.diocesipa.it/Statua%20San%20Pietro.jpg

l'autore dello scritto che pubblichiamo,  fratel Michael Dimond o.s.b., È dal 1995 superiore del monastero benedettino della Santissima Famiglia New York.
Sono decenni che questa comunità di monaci benedettini cattolici è impegnata a educare le persone sui dogmi della vera Chiesa e a condannare le eresie che sono moneta corrente in questo periodo storico di Grande Apostasia.
Milioni di persone che si professano cattoliche sono infatti ingannate dalla contro-chiesa della setta Vaticano - II. Questa setta-con i suoi antipapi-è il principale nemico di Gesù Cristo al giorno d'oggi.
Essa è estremamente pericolosa per la salvezza delle anime poiché pretendendo di essere la Chiesa cattolica diffonde falsi dogmi- vere e proprie contro-verità- che sviano e fanno perdere milioni di anime.
Lo scritto di fratel Dimond-usando la Sacra Scrittura e l'insegnamento infallibile dei veri Papi cattolici- mostra la falsità diabolica di uno di questi contro - dogmi e cioè che si possa essere perfettamente salvi fuori della vera Chiesa di Cristo, fuori della Fede Cattolica.
Noi a questo scritto- tratto da un libro dello stesso autore molto più completo- possiamo solo aggiungere una constatazione storica:
è ben più di un secolo-ben prima che esplodesse la grande apostasia del conciliabolo Vaticano II- che i cattolici più coscienti e zelanti vengono perseguitati dagli eretici modernisti e ciò nel seno stesso della Chiesa cattolica.
Naturalmente non vi è spazio per citarli tutti, basti ricordare le sofferenze di un don D. Albertario, più volte denunciato dai modernisti alle massoniche forze dell'ordine di allora. Fino al punto di essere condannato ad anni di carcere, uscendone "con l'animo fiero ma debilitato fisicamente e moralmente" (riv. Sodalitium,  luglio 2007).
Oppure, mons. U.Benigni che dopo aver combattuto una buona battaglia della fede per molti anni, "condusse gli ultimi anni della sua vita nella povertà più assoluta, perseguitato dai suoi nemici (cattolici liberali), emarginato dalla gerarchia e abbandonato e disprezzato dal clero", morendo nell'isolamento nel 1934.
I cripto- modernisti (il "terzo partito" R. De Mattei, jaka book Milano due 1002 pag. 68-71) giunsero infatti fino al punto-facendo pressione sul Papa Benedetto XV- di far smantellare il "Sodalitium Pianum" voluto da San Pio X. Successivamente, dopo aver teso la mano all'eretico Bonaiuti, si opposero invano - nella persona del cardinal Gasparri - alla canonizzazione di papa Sarto voluta da Pio XII.
Etc. Etc.
La storia molti la conoscono ma non tutti ne traggono le dovute conseguenze: in effetti vi fu un'epoca tra la metà del 19º secolo e la metà del 20º in cui i Papi - ancora veri Papi cattolici -erano circondati e pressati dagli eretici modernisti. Una pressione sempre più forte che ha prodotto i suoi danni.
Sempre più, nei seminari e ovunque, si sono affermate nella Chiesa "opinioni dottrinali" eretizzanti o del tutto eretiche, in forme più o meno larvate che, poi, si sarebbero pienamente manifestate solo con il diabolico conciliabolo e conseguente Apostasia.
È nostro giudizio che quelle "opinioni dottrinali, che obiettivamente indeboliscono e contaminano la Santissima Fede cattolica,  siano in qualche modo ancora presenti nella Chiesa Cattolica in stato di deprivazione, nel mondo della Tradizione cattolica; per esempio riguardo al dogma dell'infallibilità papale e anche riguardo a quello dell’" Extra Ecclesiam nulla salus",  di cui parla fratel Dimond che salutiamo e ringraziamo fraternamente .

 http://1.bp.blogspot.com/-2qEb07SeEck/UCoyV-LDYzI/AAAAAAAAD88/EcbKs6L8uog/s1600/san%2Bpietro.jpg

Fuori della chiesa nessuna salvezza

-fratello Peter Dimond-
dal libro: "fuori della chiesa assolutamente nessuna salvezza"

contenuti:
la cattedra di Pietro dichiara!
Pochissimi si salvano
battesimo
peccato originale/peccato mortale
obiezioni
note

La cattedra di S. Pietro su "Fuori della chiesa nessuna salvezza"

Le dichiarazioni seguenti su "fuori della chiesa cattolica nessuna salvezza" vengono dalla più alta autorità nell'insegnamento della Chiesa cattolica: i decreti papali ex-cathedra (decreti della cattedra di San Pietro).
Di conseguenza, essi costituiscono l'insegnamento dato alla chiesa cattolica da Gesù Cristo e dagli Apostoli. Tali insegnamenti sono immutabili e sono classificati nel quadro del magistero solenne (autorità docente straordinaria della Chiesa cattolica).
Papa Innocenzo III,  Concilio Laterano IV, costituzione 1, 1215, ex-cathedra: "c'è una sola Chiesa universale dei fedeli, al di fuori della quale nessuno assolutamente può salvarsi, e nella quale Cristo è contemporaneamente sacerdote e sacrificio…"[1].

Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18 novembre 1302, ex-cathedra: "La Fede ci obbliga di continuo a credere di ritenere che vi sia una sola santa Chiesa cattolica e nello stesso tempo apostolica, cui credere fermamente e  che confessiamo semplicemente, fuori della quale non c'è salvezza né remissione dei peccati… Di conseguenza noi dichiariamo, affermiamo e definiamo che è assolutamente necessario per la salvezza, per tutte le creature umane, essere sottomessi al pontefice romano."[2]

Papa Clemente V, Concilio di Vienna, decreto n° 30, 1311-1312, ex-cathedra: "in verità, poiché non c'è che una sola Chiesa universale dei regolari e dei prelati secolari e di quelli che dipendono da essi, esenti e non esenti, al di fuori della quale nessuno è salvato, e che per tutti non c'è che un solo Signore, una sola Fede e un solo Battesimo…"[3].

Papa Eugenio IV, concilio di Firenze, Sess. 8, 22 novembre 1439, ex-cathedra: "Chiunque vuole essere salvato deve prima di tutto avere la fede cattolica, poiché se qualcuno non la conserva intera e inviolata, senza alcun dubbio perirà per tutta l'eternità."[4].
Papa Eugenio IV, concilio di Firenze, "Cantate Domino", 1441, ex-cathedra: "Essa (la  Santa Chiesa Romana) crede fermamente, professa e predica che nessuno di quelli che si trovano al di fuori della Chiesa cattolica, non solamente pagani ma anche giudei o eretici e scismatici, potrà partecipare alla vita eterna, ma andrà nel fuoco eterno che è preparato per il diavolo ai suoi angeli a meno che prima della fine della sua vita non sia stato aggregato (associato) alla stessa Santa Chiesa Cattolica. La Chiesa professa anche che l'unità del corpo della Chiesa ha un tale potere che i sacramenti della Chiesa non hanno utilità per la Salvezza che per coloro che restano in essa, solo per essi digiuni, elemosine e tutti gli altri doveri della pietà e gli esercizi della milizia cristiana causano le ricompense eterne, e che nessuno può essere salvato, grandi che siano le sue elemosine, anche se egli versa il suo sangue per il nome di Cristo, se non è restato nel seno e nell'unità della Chiesa cattolica."[5].

Papa Leone X, Concilio Laterano V, sessione 11, 19 dicembre 1516,ex-cathedra: "non esiste in effetti che una sola Chiesa universale che include regolari e secolari, prelati e laici, esenti e non esenti, fuori della quale nessuno è salvato, e per tutti non esiste che un solo Signore una sola Fede."[6].

Papa Pio IV, Concilio di Trento, ”Iniunctum nobis”, 13 novembre 1565, ex-cathedra: "questa vera Fede Cattolica, al di fuori della quale nessuno può essere salvato, che io professo al presente con tutta la volontà e in piena sincerità…"[7].

Papa Benedetto XIV, “Nuper ad nos “, 16 marzo 1743, professione di Fede: "questa Fede della Chiesa cattolica, senza la quale nessuno può essere salvato, che io professo al presente con tutta la mia volontà e che conservo sinceramente…"[8].

Papa Pio IX, Concilio Vaticano I , sessione 2, Professione di Fede, 1870, ex-cathedra: questa vera Fede cattolica, fuori della quale nessuno può essere salvato, che io professo al presente con tutta la volontà e che io conservo sinceramente..."[9].

Quelli che muoiono nel peccato originale o in stato di peccato mortale, scendono immediatamente all'inferno

Come provato nel capitolo sul battesimo, affinché i bambini siano liberati dal peccato originale, non esiste alcun altro mezzo del sacramento del battesimo. La stessa cosa si applica ai lattanti; essi non possono essere salvati da alcun altro mezzo che il sacramento del battesimo. Dunque le definizioni seguenti affermano semplicemente quello che è già stato stabilito: nessun bambino può entrare nel Regno dei Cieli senza ricevere il Battesimo d'acqua; senza ciò, essi scendono nell'inferno.

Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, "Laetentur coeli", Sess. 6, luglio 1439, ex-cathedra: quanto alle anime di coloro che muoiono in effettivo stato di peccato mortale o solamente originale, esse scendono immediatamente all'inferno, per esservi  punite con pene tuttavia ineguali."[10].

Papa Pio VI, Auctorem Fidei, 28 agosto 1794: "26. La dottrina che rigetta come una favola pelagiana questo luogo degli inferni (che i fedeli chiamano comunemente il limbo dei neonati) nel quale le anime di quelli che muoiono con il solo peccato originale sono punite con la pena della dannazione, senza la pena del fuoco, come se quelli che cancellano la pena del fuoco introducessero con ciò questo luogo e questo stato intermedio, senza peccato senza pena, tra il regno di Dio e la dannazione eterna; ciò di cui fantasticavano i pelagiani, è condannata come falsa dottrina, temeraria e ingiuriosa per le scuole cattoliche."[11].

Qui, il Papa Pio VI condanna l'idea di certi teologi per cui il lattanti che muoiono nel peccato originale soffrono le fiamme dell'inferno. Nello stesso tempo, egli conferma che quei bambini vanno in una delle regioni inferiori (dell'inferno) definite il limbo dei bambini. Essi non vanno in cielo, ma in un luogo dell'inferno dove non c'è fuoco. Ciò è perfettamente in accordo con tutte le altre definizioni solenni della Chiesa, che insegnano che i piccoli che muoiono senza il Battesimo d'acqua vanno all'inferno, ma soffrono una punizione differente da quelle che ricevono coloro che muoiono in stato di peccato originale/peccato mortale.
 La loro punizione è la separazione eterna da Dio.

Papa Pio XI, Mitt Brennender Sorge, 14 marzo 1937: "il peccato originale è il peccato ereditario, benché non personale, dei discendenti d'Adamo, i quali “ hanno peccato in lui” (Rom.5:12). È la perdita della Grazia, e di conseguenza, della vita eterna, congiunta alla propensione al male, che ciascuno deve con l'aiuto della grazia, della penitenza, della lotta, dello sforzo morale, respingere e sormontare."[12].

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Il Credo Atanasiano

il simbolo di Atanasio è una delle confessioni più importanti della Fede cattolica. Esso contiene un riassunto magnifico della credenza cattolica nella Trinità e nell'Incarnazione, che sono i due dogmi fondamentali del cristianesimo.
Prima dei cambiamenti del 1971 nella Liturgia, il simbolo di Atanasio, composto da 40 enunciati ritmici, era utilizzato nell'Ufficio della domenica durante più di 1000 anni.
Il simbolo di Atanasio espone la necessità di credere nella Fede cattolica per essere salvati.
Esso termina con le parole: "tale è la Fede cattolica: se qualcuno non la crede fedelmente e fermamente,  non potrà essere salvato.
Il simbolo di Atanasio fu composto dal grande sant’ Atanasio stesso, come conferma il Concilio di Firenze.

lunedì 20 gennaio 2014

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 32°)...



 
Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany. 
«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg
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Capitolo XXXII
Cause permanenti del liberalismo nella società attuale

Oltre a quelle situazioni sopradescritte per cui si cade nel liberalismo, ve ne sono altre che potremmo definire le sue cause permanenti nella società attuale ed è proprio in queste cause che noi dobbiamo cercare le ragioni per cui la sua estirpazione è così difficile.
In primo luogo, le cause permanenti del liberalismo sono quelle stesse che noi abbiamo segnalato come situazioni e "piani inclinati" che ci fanno scivolare verso di esso.
 La filosofia ci insegna che comunemente "Le cose si conservano e incrementano per le stesse cause che le hanno prodotte. Per quae res gignitur per eamdem et servatur et augetur ". Non possiamo tuttavia, al di fuori di queste cause, segnalarne qualcun’ altra davvero speciale:
1)   - la corruzione dei costumi. La frammassoneria l'ha decretato e il suo programma infernale si realizza alla lettera; spettacoli, libri, arte, costumi pubblici e privati, ci si sforza di saturare ogni cosa di oscenità e impurità.
Il risultato è ineluttabile: da una generazione corrotta uscirà necessariamente una generazione rivoluzionaria.
Così si spiega la cura con cui il liberalismo scioglie la briglia a tutti gli eccessi di immoralità. Sa bene come utilizzare la corruzione; essa è il suo apostolo e naturale propagandista.
2)   - Il giornalismo. L'influenza esercitata senza freni da così numerose pubblicazioni periodiche che il liberalismo diffonde per ogni dove è incalcolabile.
Per inverosimile che possa sembrare, esse obbligano i cittadini, volenti o nolenti, a vivere in un'atmosfera liberale. Il commercio, le arti, la letteratura, la scienza, la politica, le notizie nazionali e internazionali, ogni cosa ci giunge in qualche maniera per mezzo di canali liberali e ogni cosa, di conseguenza, è presentata con colori liberali. In un tal modo che, senza accorgersene, si parla e si agisce come liberali. Tale è la malsana influenza di quest'aria avvelenata che si respira !
Le masse popolari, a causa della loro naturale buona fede l'assorbono con molta facilità; esse l'assorbono in versi, in prosa, con i disegni, sotto forma seria scherzosa, nella piazza pubblica, negli studi, la campagna, dappertutto.
L'insegnamento liberale s'è impadronito di loro e non le abbandona  un istante. La sua azione è  resa ancora più perniciosa per la condizione particolare della popolazione, come stiamo per dire.

domenica 19 gennaio 2014

SANTA MESSA "NON UNA CUM" IN DIRETTA DALLE 10 E 30...

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RICORDIAMO CHE ASSISTERE ALLA SANTA MESSA SU INTERNET "NON ASSOLVE IL PRECETTO FESTIVO"...
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domusmarcel on livestream.com. Broadcast Live Free
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MISSALE ROMANUM
 
EX DECRETO CONCILII TRIDENTINI
RESTITUTUM
S. PII V. PONTIFICIS MAXIMI JUSSU EDITUM
ALIORUMQUE PONTIFICUM CURA RECOGNITUM
A S. PIO X. REFORMATUM ET BENEDICTI XV.
AUCTORITATE VULGATUM


sabato 18 gennaio 2014

BENEDIZIONI CHE PUZZANO DI ZOLFO...

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Cosi' agivano i veri Pontefici Cattolici, scomunicavano i nemici di Nostro Signore:
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Cosi' agiscono i falsi Pontefici in combutta con i nemici di Nostro Signore:
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bergarci

La Benedizione apostolica è il dono del parroco di Ulignano e di un prelato della Curia vaticana. Don Luigi: «i gestori e i frequentatori del locale non credevano fosse possibile»

Benedizione apostolica di Papa Francesco per il circolo Arci di Ulignano, una piccola frazione alle porte di San Gimignano (Siena). Si tratta del gesto di riconoscenza del parroco locale Don Luigi Miggiano realizzato con l’aiuto di un prelato della Curia vaticana che ha scelto il piccolo borgo senese come buen retiro. I due religiosi hanno voluto omaggiare il circolo Arci consegnando nelle mani della barista la pergamena con timbro papale in rilievo rilasciata dall’Elemosineria Apostolica del Vaticano.
 
La pergamena Nella pergamena, prontamente incorniciata e messa in bella vista nel locale, si legge “Sua Santità Francesco di cuore imparte l’implorata Benedizione Apostolica a Arcinova di Ulignano invocando, per intercessione di Maria Santissima, abbondanti Grazie Divine”.
 
Uno scherzo ai “comunisti” Un gesto, quello dei due religiosi, nato quasi per scherzo «perchè – spiega Don Luigi – i gestori e i frequentatori del locale non credevano fosse possibile che un circolo Arci potesse ricevere la Benedizione apostolica». «Anche noi frequentiamo il circolo – sottolinea il parroco di Ulignano -, ci sono persone bravissime e simpaticissime che, in modo scherzoso, chiamiamo comunisti». 
Fonte: agenziaimpress.it, Cristian Lamorte.