Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
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mercoledì 31 ottobre 2012

Ancora testimonianze di "sacrilegi Eucaristici" della diabolica setta eretica Neocatecumenale...

  
Sinodo di Rouen (a.650): "Non si collochi l'Eucaristia nelle mani di nessun laico o laica, ma solo nella loro bocca. Condanniamo la comunione nella mano per porre un limite agli abusi che occorrono a causa di questa pratica e come salvaguardia contro i sacrilegi'“.
Il sesto Concilio Ecumenico di Costantinopoli (680-681): Proibì ai fedeli di dare la comunione a se stesso che è ciò che accade quando la particella sacra è posta nelle mani di chi riceve la comunione e decreto una scomunica di una settimana per le persone che lo han fatto alla presenza di un vescovo, un sacerdote o un diacono.
Il Concilio di Trento (1545-1565): “È sempre stata consuetudine della Chiesa di Dio nella comunione sacramentale dei laici, prendere la comunione nelle mani dei sacerdoti e che i sacerdoti celebranti da se medesimi, usanza che per ragione e giustizia deve essere mantenuta per provenire dalla tradizione apostolica.”

Articolo tratto dal Blog "Osservatorio sul Cammino neocatecumenale secondo Verità", che conferma la malvagità della setta eretica e diabolica Neocatecumenale.

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Ci scrive un lettore del blog: queste foto le ho scattate alla prima occasione, ieri mattina. Risalgono quindi allo scorso sabato 27 ottobre. Accade quasi ogni volta e, di norma, finiscono nell'aspirapolvere della signora delle pulizie il mercoledì..... Personalmente l'ho fatto notare, in passato, ma sembra non sia un problema per nessuno.
Esse mostrano visibilmente frammenti di Eucarestia abbandonati dai neocatecumenali dopo la 'celebrazione' del sabato sera.

Purtroppo non risulta che neppure in
questa occasione nessuno li abbia raccolti e consumati, come si dovrebbe, per rispetto al Signore...
In quel contesto, come fatto rilevare, non sembra un problema per nessuno; il che non può che dimostrare, nella pratica, insieme alla disattenzione anche la poca o nulla fede nei confronti della "Presenza reale" del Signore nell'Eucaristia.





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L'attuale Gerarchia modernista Vaticana è stata più volte avvisata di questi terribili sacrilegi ma mai niente è stato fatto per porre fine a questo scempio, anzi sono sempre stati protetti e avallati in tutto; solo qualche volta sono stati fatti dei tiepidi tentativi attraverso discorsi inconsistenti e spesso menzogneri, (dono dello Sirito Santo ecc...). Addirittura nel recente Sinodo dei Vescovi modernisti "sulla falsa Nuova Evangelizzazione conciliare" lo scellerato ed eretico
fondatore, Kiko Arguello, è stato invitato come relatore.
E' stata più volte dimostrata la malvagità diabolica di questo movimento ma, da parte degli usurpatori modernisti Vaticani, tutto tace... quindi si acconsente.

martedì 30 ottobre 2012

Reazioni alla ingiusta cacciata di monsignor Williamson, dalla Fraternità San Pio X...

 La Fraternità Sacerdotale San Pio X, opera di Monsignor Lefebvre, spaccata in due tra chi difende un cattolicesimo "integrale" ed chi difende e porta avanti un cattolicesimo figlio dei compromessi con le gerachie moderniste Vaticane...

Fonte. Unavox...
la riflessione di un fedele della FSSPX

di GLG


Comunicato della Fraternità Sacerdotale San Pio X
del 24 ottobre 2012

sulla esclusione di Mons. Richard Williamson


     Mons. Richard Williamson, avendo preso da diversi anni le distanze dalla direzione e dal governo della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e avendo rifiutato di manifestare il rispetto e l'ubbidienza dovuti ai suoi legittimi superiori, è stato dichiarato escluso dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, per decisione del Superiore generale e del suo Consiglio, il 4 ottobre 2012.
     Gli era stata accordata un'ultima dilazione per sottomettersi, al termine della quale egli ha annunciato la diffusione di una “lettera aperta” nella quale chiedeva al Superiore generale di dimettersi.
     Questa decisione dolorosa si è resa necessaria per la cura del bene comune della Fraternità San Pio X e del suo buon governo, conformemente a ciò che denunciava Mons. Lefebvre:
«Questa è la distruzione dell'autorità. Come può esercitarsi l'autorità se bisogna chiedere a tutti i membri di partecipare all’esercizio dell’autorità?» (Ecône, 29 giugno 1987)


Mons. Williamson è stato “escluso” dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X “avendo preso da diversi anni le distanze dalla direzione e dal governo della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e avendo rifiutato di manifestare il rispetto e l'ubbidienza dovuti ai suoi legittimi superiori,”

Con una motivazione basata unicamente su :

   

1- opinioni condannate solo in base al fatto che sono divergenti da quelle della Direzione e non in base al loro contenuto e alle loro motivazioni che restano inespresse ed incontestate.
   
2- il non avere manifestato ubbidienza e rispetto ai suoi legittimi superiori, senza fare riferimento a fatti particolari se non implicitamente alla summenzionata divergenza di opinioni e relativa manifestazione.
   
è stato commesso un clamoroso “autogoal”,  e autogoal “doppio”.


Infatti :


Primo Autogoal :

   

I “delitti” si cui ai punti 1- e 2- di cui sopra sono esattamente quelli che hanno portato prima alla nascita della Fraternità e, poi, alla scomunica di Mons. Lefebvre .
Appellandosi ad essi per “escludere” Mons Williamson la Fraternità li approva e, così facendo, approva i motivi per cui Roma “esclude” Mons. Lefebvre e la Fraternità medesima.
Ottimo risultato:

la Fraternità si suicida ed “esclude” Mons. Lefebvre e se stessa dalla comunione con Roma.
   
Secondo Autogoal :

   

Adesso la Fraternità nei confronti di Mons. Williamson si trova nella posizione e si comporta esattamente come rimprovera a Roma di comportarsi verso di lei e Mons. Lefebvre .
Mons. Williamson e Mons. Lefebvre sono accomunati nello stesso tipo di persecuzione.
Ottimo risultato:

La Fraternità, adottando gli stessi metodi e comportamenti che rimprovera a Roma, si autocondanna

Conclusioni
(due fra tante) :
   

- I modernisti ora hanno, senza colpo ferire, un prestigioso trofeo da esibire nella celebrazione del cinquantenario della apertura del Concilio Vaticano II.
   
- Saremmo “esclusi” anche noi laici se, motivando, parlassimo di inadeguatezza e di insipienza?

lunedì 29 ottobre 2012

Strage di Cristiani in Siria. Tutti i governi massonici, compreso quello Italiano, tacciono. E il Vaticano? Fa appello alle comunità massoniche internazionali di promuovere il "dialogo e la pace". Ridicoli...


La perfida donna bendata, raffigurata nelle cattedrali gotiche, è riuscita a far scatenare la persecuzione dei cristiani in Siria, con la complicità dei Giuda e dei Pilato dell’Occidente. La terra siriana, convertita dagli Apostoli, è bagnata dal sangue dei cristiani: si susseguono ormai quotidianamente gli attentati alle chiese, le minacce al clero, il rapimento e l’assassinio di fedeli. I terroristi nei giorni scorsi hanno rapito, orribilmente mutilato e ucciso un prete greco scismatico e fatto esplodere una bomba nella chiesa dove si svolgevano i funerali. Pubblichiamo una drammatica rassegna stampa sulla tragedia che sta colpendo i cristiani in Siria, tratta dal coraggioso blog Ora Pro Siria

Il “piano” dei cristiani dimenticato dall’Occidente
Come sembra ormai inevitabile per qualsiasi evento, anche la tragedia siriana viene letta secondo il “politicamente corretto” del momento, al servizio di interessi altri rispetto a quelli del popolo siriano e a favore dell’una o dell’altra fazione nella guerra civile in corso. Definizione questa accettata con fatica, perché significava ammettere che le pacifiche dimostrazioni iniziali in nome della libertà si erano trasformate in una vera e propria guerra interna, anche a causa degli interventi esterni. Tuttavia, le descrizioni continuano in gran parte con toni manichei, da una parte tutti i buoni e dall’altra tutti i cattivi, invocando l’intervento di eserciti stranieri per una missione, si dice pudicamente, di peace keeping. Ma qui non c’è alcuna pace da mantenere e la missione straniera sarebbe di peace enforcing, cioè di imposizione della pace, un vero e proprio atto di intervento armato nelle vicende interne, per quanto drammatiche, di un altro Paese. Sarebbe cioè una guerra vera e propria mascherata da intervento umanitario. Come è stato fatto, peraltro, in Libia. A questo punto, in Occidente molti dovrebbero porsi qualche domanda, a partire da cosa ha legittimato ieri una guerra per abbattere Gheddafi, e oggi la legittimerebbe contro Assad, mentre l’equivalente operazione contro Saddam Hussein viene considerata un grave crimine. Si pensa davvero che Gheddafi fosse un sanguinario dittatore e Saddam, invece, un leader democratico? Almeno Russia e Cina non ammantano i propri interessi con sacri principi e, nella nuova contrapposizione verso l’Occidente, continuano apertamente ad appoggiare i loro alleati nella Guerra Fredda. (..) È quasi la stessa frase di una suora italiana che vive in Siria e intervistata nel servizio di Gian Micalessin su Rete 4, nella trasmissione Terra! dell’8 ottobre: “Se i ribelli passassero, il nostro villaggio cristiano maronita sparirebbe. Nel giro di mezz’ora direbbero ai cristiani: ‘O con noi, o ve ne andate’”. Non credo che questa sia la nuova Siria per la quale tanti siriani, compresi i cristiani, stanno combattendo.

Il Sussidiario.net
 
“I cristiani nell’inferno di Aleppo”: la testimonianza di un sacerdote
Aleppo – I cristiani di Aleppo sono vittime di morte e distruzione per i combattimenti che, da mesi, stanno interessando la città. I quartieri cristiani, negli ultimi tempi, sono stati colpiti dalle forze dei ribelli che combattono contro l’esercito regolare e questo ha causato un esodo di civili. Lo dice in un accorato messaggio inviato all’Agenzia Fides un sacerdote greco cattolico di Aleppo, a cui Fides preferisce garantire l’anonimato per ragioni di sicurezza. Il messaggio, titolato “Vivere da cristiani nell’inferno di Aleppo”, spiega: “Da molto tempo i cristiani di Aleppo vivono in quartieri molto vicini tra loro: Sulaymaniyah, Aziziyah, Villas,Telefon Hawaii, Al Jabiriyah, Al Maydan, Al Surian, Al Tilal. Queste aree sono attualmente sotto il controllo dell’esercito regolare siriano, mentre aree vicine sono occupate dall’opposizione armata. Per questo i nostri quartieri sono quotidianamente oggetto di bombardamenti e dei tiri dei cecchini fra i ribelli. I bombardamenti sono a volte ciechi, senza uno scopo, e questo causa forti danni alle case, o vittime innocenti come i passanti”.

domenica 28 ottobre 2012

ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE: NOSTRO SIGNORE GESÚ CRISTO RE. "DÓMINI NOSTRI IESU CHRISTI REGIS".

 Domenica 28 ottobre 2012, festa di Cristo Re:
all'oratorio di Rimini S. Messa ore 11. all'oratorio di Pescara S. Messa ore 18.30.
Da sottolineare "l'ermeneutica della rottura" tra la festa di Cristo Re del Messale di San Pio V l'ultima dom. di ottobre (in onore della regalità sociale di NSGC contro gli errori del laicismo) e la festa nel "messale" di Paolo VI al termine dell'anno liturgico (la regalità escatologica che non disturba i laicisti). "Don Ugo Carandino" (Mater Boni Consilii)


PRIMI VESPRI - UFFICIO LETTURE - LODI MATTUTINE
ORA MEDIA
- SECONDI VESPRICOMPIETA

  Æterne Deus: Qui unigenitum Filium tuum Dominum nostrum Jesum Christum, Sacerdotem æternum et universorum Regem, oleo exultationis unxisti: ut seipsum in ara crucis, hostiam immaculatam et pacificam offerens, redemptionis humanæ sacramenta perageret: et suo subjectis imperio omnibus creaturis, æternum et universale regnum immensæ tuæ traderet Maiestati: regnum veritatis et vitæ; regnum sanctitatis et gratiæ; regnum justitiæ, amoris et pacis.
(Eterno Iddio, che con sublime consacrazione hai unto Sacerdote eterno e Re dell’universo, l’Unigenito Figlio tuo e Signore nostro Gesù Cristo; perché sull’altare della Croce, offrendo se stesso, qual vittima immacolata, compisse il mistero dell’umana redenzione; e perché assoggettando al suo comando tutte le creature, acquistasse alla tua immensa maestà un regno non destinato a perire ed universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace.)

EVANGÉLIUM
Sequéntia S. Evangélii secundum Ioánnem, 18, 33-37

In illo témpore: Dixit Pilátus ad Iesum: Tu es Rex Iudæórum? Respóndit Iesus: A temetípso hoc dicis, an álii dixérunt tibi de me? Respóndit Pilátus: Numquid ego Iudǽus sum? Gens tua, et pontífices tradidérunt te mihi: quid fecísti? Respóndit Iesus: Regnum meum non est de hoc mundo. Si ex hoc mundo esset regnum meum, minístri mei útique decertárent ut non tráderer Iudǽis: nunc áutem regnum meum non est hinc. Dixit ítaque ei Pilátus: Ergo Rex es tu? Respóndit Iesus: Tu dicis, quia Rex sum ego. Ego in hoc natus sum, et ad hoc veni in mundum, ut testimónium perhíbeam veritáti: omnis qui est ex veritáte, áudit vocem meam.
M. - Laus tibi Christe.

In quel tempo, Pilato rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: "Tu sei il re dei Giudei?". Gesù rispose: "Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?". Pilato rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?". Rispose Gesù: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". Allora Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?". Rispose Gesù: "Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce".
M. - Laus tibi Christe.

sabato 27 ottobre 2012

IMPORTANTE DECISIONE...

"Commenti Eleison" di Mons. Williamson

Numero CCLXXVI (276)
27 ottobre 2012
IMPORTANTE DECISIONE
Così, l’esclusione dalla Fraternità San Pio X di uno dei quattro vescovi consacrati nel 1988 da Mons. Lefebvre per servirla, è adesso ufficiale. Si tratta di una decisione importante da parte dei capi della FSSPX, non tanto per motivi personali, quanto perché equivale alla rimozione di ciò che molte persone pensano essere stato il più grande ostacolo dentro della FSSPX a qualsiasi falsa riconciliazione fra la Tradizione cattolica e la Roma conciliare. Ora che l’ostacolo è rimosso, la FSSPX potrà più facilmente continuare il suo slittamento verso il liberalismo più comodo.
Se il problema fosse stato la persona, non ci sarebbero state serie conseguenze. Si tratta infatti di un 72enne (“più o meno rimbambito”) con ancora non tanti anni di attività davanti a sé. Egli avrebbe potuto essere tranquillamente ignorato o ulteriormente screditato se necessario, lasciato a sbraitare e a farneticare nel suo isolato ritiro. Ma se invece la sua esclusione significa il rigetto dell’opposizione a Roma Conciliare che egli rappresentava, la FSSPX è in difficoltà, e lungi dal risolvere le sue tensioni interne per mezzo dell’esempio dato con lui, adesso rischia di essere dilaniata dal dissenso silenzioso o dall’aperta contestazione.
Questo perché Mons. Lefebvre ha fondato la FSSPX per resistere alla distruzione della Chiesa: della fede cattolica operata dal Concilio con i suoi 16 documenti, e della pratica della fede soprattutto tramite la nuova Messa. La resistenza al Concilio fece parte, dall’inizio, della natura della FSSPX. Ora, non si può cancellare la natura di una cosa senza cancellare la cosa. Ne consegue che con questa esclusione, la FSSPX di Mons. Lefebvre è sulla buona strada per essere cancellata ed essere rimpiazzata con qualcosa di diverso. In realtà, questa trasformazione la si è potuta osservare da diversi anni. L’esclusione è semplicemente un colpo finale.
Non che Monsignore fosse primariamente o solo contro il Concilio. Innanzi tutto era cattolico, un vescovo cattolico, un vero pastore d’anime, come si evince chiaramente dai suoi scritti anteriori al Concilio. Ma una volta che quello disastro indicibile della Chiesa ebbe fine, egli si accorse che il compito più urgente in difesa della fede, era resistere alla rivoluzione del Vaticano II, che stava contaminando milioni e milioni di cuori e menti cattoliche. Da qui la fondazione nel 1970 della FSSPX, che avrebbe utilizzato esclusivamente il rito tridentino della Messa. Da qui la sua famosa dichiarazione del novembre 1974, che fu come una carta dei principi cattolici che ispiravano la resistenza della FSSPX. Solo l’inversione e la conversione delle autorità della Chiesa alla vera fede può giustificare l’abbandono di questi principi. Tale inversione o conversione ha avuto luogo? Nient’affatto. Al contrario.
E il futuro? Per riempire il vuoto lasciato dall’abbandono degli scopi di Monsignore, probabilmente i dirigenti della FSSPX si affretteranno a gettarsi nelle braccia di Roma, specialmente se la coscienza di Benedetto XVI lo muove perché ponga fine prima di morire allo “scisma”. L’esclusione del vescovo può essere stata o meno una precondizione di Roma per un accordo Roma-FSSPX, ma in ogni caso certamente lo favorirà. I sacerdoti della FSSPX che ci vedono chiaro, per il momento potrebbero tenere un profilo basso e aspettare che tutti i nodi vengano al pettine. I laici della FSSPX per il momento potrebbero assistere alle Messe della FSSPX, ma stando attenti al momento in cui la suindicata trasformazione incominci a minacciare la loro fede. Circa il vescovo escluso, tutte donazioni per lui e per la sua causa dovranno aspettare un poco. Bisogna sistemare il metodo per riceverle. Questo è certo: non pensa al pensionamento.
Tenersi stretti, tutti. Siamo in una sarabanda. Che ci si lasci fare un giro in Cielo!
Kyrie eleison.

L'illecita esclusione di Monsignor Williamson...

 
Fonte Unavox...
Mons. Williamson si trova nel suo giusto diritto e il giudizio della FSSPX basato sui motivi addotti per la sua “esclusione” è privo di effetti...
In questo articolo non giudicheremo la forma, ma il fondo, non ci occuperemo dei fatti rimproverati, poiché non ci interessano, ma solo del diritto, del fondamento.
Se Mons. Williamson arrivasse in Cassazione, davanti al tribunale romano che sembra piacere tanto a Mons. Fellay, egli la spunterebbe facilmente, le sentenze di Mons. Fellay sono nulle e non pronunciate, esse devono essere prive di effetti, come spiega in questa sintesi un canonista.



Un vescovo della Fraternità può esprimersi liberamente?

1/ CIC 1917, can. 627.

§ 1. Religiosus, renuntiatus Cardinalis aut Episcopus sive residentialis sive titularis, manet religiosus, particeps privilegiorum suae religionis, votis ceterisque suae professionis obligationibus adstrictus, exceptis iis quas cum sua dignitate ipse prudenter iudicet componi non posse, salvo praescripto can. 628.

§ 2. Eximitur tamen a potestate Superiorum et, vi voti obedientiae, uni Romano Pontifici manet obnoxius.

§ 1. Il religioso, eletto Cardinale o Vescovo, residenziale o titolare, rimane religioso, partecipa dei privilegi della sua religione, è soggetto ai voti e a tutte le altre obbligazioni della sua professione, eccetto quelle che, in base alla sua prudenza, egli stimi come non compatibili con la sua dignità, salvo quanto prescritto dal Can. 628. [il Can. 628 tratta solo il diritto dei beni materiali].
§ 2. Egli è esente comunque dalla potestà dei suoi Superiori e, in forza del suo voto d’obbedienza, rimane sottomesso solo al Romano Pontefice.


2/ CIC 1983, can. 705.
  
Religiosus ad episcopatum evectus instituti sui sodalis remanet, sed vi voti oboedientiae uni Romano Pontifici obnoxius est, et obligationibus non adstringitur, quas ipse prudenter iudicet cum sua condicione componi non posse.

Il religioso elevato all’episcopato continua ad essere membro del suo istituto, ma in forza del voto di obbedienza è soggetto solamente al Romano Pontefice e non è vincolato da quegli obblighi che, nella sua prudenza, egli stesso giudichi incompatibili con la propria condizione.

venerdì 26 ottobre 2012

Don Curzio Nitoglia: "Espulsione di Mons. Williamson: non lasciamolo solo!"...


Monsignor Richard Williamson è stato espulso dalla Fraternità San Pio X, perché “da diversi anni aveva preso le distanze dalla direzione e dal governo della Fraternità” (Comunicato della Casa Generalizia, Menzingen 24 ottobre 2012).

In realtà è la direzione della Fraternità che da diversi anni – e specialmente dal 2009 – ha preso una posizione pericolosa di dialogo azzardato e di eccessiva apertura verso le novità  del Concilio Vaticano II nonché di accettazione della shoah quale condizione richiesta da Benedetto XVI per essere considerati in piena comunione ecclesiale. È soprattutto l’opposizione a questi cedimenti che viene  rimproverata a monsignor Williamson, mascherata sotto l’aspetto disciplinare.
Lo stesso Superiore generale della Fraternità aveva riconosciuto – nel settembre del 2012 – che era stato ingannato e che Benedetto XVI voleva l’accettazione della Nuova Messa e del Concilio Vaticano II da parte della Fraternità. Ora ciò è proprio quello da cui monsignor Williamson “aveva preso le distanze” cercando di farle prendere anche alla direzione della Fraternità.
Se un Superiore generale si dichiara ingannato, dopo diversi anni, da un interlocutore che ha parlato apertamente e non ha nascosto il suo fine, o non è capace di governare o è in collusione con il nemico-interlocutore, “tertium non datur”. Benedetto XVI non ha mai nascosto che, secondo lui, il Concilio Vaticano II e il Novus Ordo Missae sono in continuità con la Tradizione. Voler far credere che per anni interi si è potuto pensare il contrario è una menzogna inaccettabile ed un insulto al buon senso di ogni uomo. A Napoli si dice: “qui nessuno è stupido”. Il Superiore in questione avrebbe dovuto ringraziare monsignor Williamson per averlo messo in guardia, e non espellerlo. Anzi avrebbe dovuto dimettersi personalmente.

Andreas Steiner, portavoce della FSSPX in Germania: "LA DECISIONE (espulsione di Williamson) CERTAMENTE FACILITERA' I COLLOQUI"...

Aggiornamento...
Apprendiamo che la Fraternità, del distretto Italiano, ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
 

"In occasione della dolorosa esclusione di Mons. Williamson dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Distretto italiano ribadisce che questa è stata giustificata da motivi puramente disciplinari, che duravano da più anni.
Voler collegare questo triste avvenimento ad una volontà di cedimento dottrinale nei confronti della “chiesa conciliare” è puramente arbitrario, calunnioso ed ingiustificabile alla luce della dichiarazione dell’ultimo Capitolo Generale e dei recenti avvenimenti, come anche il futuro dimostrerà in maniera inequivocabile.
Don Pierpaolo Maria Petrucci, superiore e tutti i sacerdoti del Distretto d’Italia della Fraternità San Pio X"

Non giudichiamo le intenzioni di questa dichiarazione ma ci sembra doveroso riportare ciò che ha detto "l'accordista" Andreas Steiner, potavoce della Fraternità in Germania, all'agenzia di stampa tedesca: "La decisione certamente faciliterà i colloqui". Su una cosa ci esprimiamo: è evidente che non tutti i distretti Nazionali della Fraternità parlano la stessa lingua, quindi prima di rilasciare delle dichiarazioni ufficiali almeno si mettessero d'accordo tutti circa la stessa versione da dare. E la versione dalla Germania conferma ciò che Monsignor Williamson ha scritto a Monsignor Fellay: che la ragione della sua esclusione dalla Fraternità ha radice nei recenti contatti "accordisti" con gli assassini della fede e non nelle cosiddette disubbidienze di Monsignor Williamson, fatte passare come se lui fosse uno  scolaretto capriccioso, il quale altro non ha fatto che denunciare che un accordo pratico con i modernisti, occupanti abusivamente le Sacre mura Vaticane, sarebbe stato ed è un suicidio per il movimento Tradizionale cattolico, oltre che un tradimento dell'opera di Monsignor Lefebvre.

Inoltre nell'ultima sua conferenza, Monsignor De Galarreta afferma: 


(eccone uno stralcio:) "E in questo Capitolo è stato anche deciso che mai la Casa generalizia potrà pervenire a qualcosa di valido e di interessante con queste condizioni, vi sarà un Capitolo deliberativo, il che significa che la sua decisione vincolerà necessariamente (i membri della Fraternità). Quando vi è un Capitolo consultivo, si chiede consiglio, e dopo l’autorità decide liberamente. Un Capitolo deliberativo significa che la decisione presa dalla maggioranza assoluta – la metà più uno, cosa che ci è sembrata ragionevole – tale decisione sarà seguita dalla Fraternità. Come ha provato il recente Capitolo, il giorno in cui abbiamo potuto parlare tra noi, come si doveva, abbiamo superato il problema dei disaccordi che avevamo conosciuti. È evidente che un Capitolo deliberativo costituisce una misura molto saggia e sufficiente per approvare eventualmente ciò che si sarà potuto ottenere da Roma. Poiché è quasi impossibile che la maggioranza, il Superiore della Fraternità – dopo una discussione franca, un’analisi approfondita di tutti gli aspetti, di tutti i pro e i contro -, è impensabile che la maggioranza si sbagli in materia prudenziale."

Questa dichiarazione già sottintende la certezza di futuri accordi pratici con la Roma modernista, del resto già decisi in sede capitolare attraverso le famose sei condizioni preparate e manifestate pubblicamente a Roma.  In questo, Mons. De Galarreta si rimangia completamente la sua dichiarazione sui colloqui dottrinali pronunciata lo scorso anno.  Ma non finisce qui... apprendiamo che  il sito DICI nel pubblicare questa conferenza omette di scrivere questa inquietante affermazione: "Y si, por casualidad, lo imposible sucede, entonces que así sea, de todos modos, vamos a hacer lo que la mayoría piensa".

Capito bene? Se anche dovesse accadere "l'impossibile" - e cioè che durante un capitolo (convocato straordinariamente), dopo che tutto fosse stato ponderato col Superiore, (anche se un eventuale proposta Vaticana risultasse inaccettabile), se la maggioranza la dovesse approvare - "...e allora che così sia! Si farà quello che la maggioranza pensa.

..." Il documento proposto non fa che confermarci che è illusorio e irrealistico credere che noi si possa giungere ad un buon accordo pratico, conveniente e garantito, e anche semplicemente accettabile per le due parti. Date le circostanze, è certo che alla fine, dopo lunghe discussioni, arriveremo assolutamente a niente. Allora, a che scopo impegnarci?

Ragioni di un rifiuto

Sulla base della proposta romana, la vera domanda, la cruciale, è la seguente: dobbiamo, possiamo impegnarci sulla strada di un «possibile» accordo innanzi tutto pratico? È prudente e conveniente mantenere dei contatti con Roma in vista di tale accordo?
Per me la risposta è chiara: noi dobbiamo rifiutare questa strada perché non possiamo fare un male perché ne derivi un bene (peraltro molto incerto) e perché questo genererà necessariamente dei mali (molto certi) per il bene comune che possediamo, per la Fraternità e per la famiglia della Tradizione"...

Quindi, in barba alla verità, in barba alla lotta per la Tradizione, in definitiva l'aspetto dottrinario passerà in secondo piano pur di avere un accordo con la Roma modernista. Non è forse su questo che Monsignor Williamson si è messo di traverso? Noi pensiamo di si.
Sarebbe stato anche corretto mettere per intero, nei vari siti della Fraternità, la lettera di Monsignor Williamson che spiega interamente la sua cosidetta "disubbidienza", ma notiamo che di quello che dice il Monsignore ad alcuni della Fraternità poco importa, ebbene lo facciamo noi semplici fedeli.

Quindi l'affermazione della dichiarazione del Distretto italiano della Fraternità che dice: "come anche il futuro dimostrerà in maniera inequivocabile", risulta clamorosamente smentita da più parti e sarà tutta da dimostrare non a parole ma  a fatti. Per ora, l'unico fatto è che chiunque non sia stato d'accordo con la linea "accordista" è stato impietosamente buttato fuori dalla Fraternità, il resto sono dei meri tentativi di giustificazione, che sono fuori dalla battaglia per la Tradizione. 
La terribile affermazione di Monsignor Fellay che dice di accettare il "95% del conciliabolo Vaticano II", implica che noi tutti dovremo, insieme a lui ed in maniera totalmente sottomessa, accogliere e fare nostra questa percentuale di accettazione del concilio, per far contento il modernista Ratzinger ed aver così l'accordo pratico che mette in secondo piano la Dottrina (quella vera) che la Roma modernista, in primis Ratzinger, continuamente misconosce per andare dietro a tutte le novità liberali, quindi eretiche, del conciliabolo Vaticano II.

Per quanto ci riguarda, considerati questi elementi concreti ed innegabili, siamo da capo con il problema di una Fraternità, in alcuni suoi esponenti, disposta a mettere da parte la Fede, per scendere a compromessi con gli assassini della Fede ubicati a Roma, pur di ottenere un riconoscimento da quattro soldi, da parte di gente già tutta scomunicata dal Magistero Pontificio di sempre, e se in futuro saremo smentiti su questo pensiero, saremo ben felici di ricrederci e di fare delle pubbliche scuse. 
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Cruccas Gianluca.
Anna Rita Onofri.

giovedì 25 ottobre 2012

Monsignor Williamson: "Io sono uno dei suoi vescovi, come voi, da quasi un quarto di secolo. Questo non si cancella con un tratto di penna, per cui membro della Fraternità io lo resto."

"Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gia acceso! C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;  padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera." (Lc 12)

Papa Leone XIII nell’enciclica Diuturnum del 29 giugno 1881 insegna che: «Una sola ragione possono avere gli uomini di non obbedire, se cioè si pretende da essi qualsiasi cosa che contraddica chiaramente al diritto divino e naturale, poiché ogni cosa, nella quale si vìola la legge di natura e la volontà di Dio, è egualmente iniquità sia il comandarla che l’eseguirla. Quindi se capita a qualcuno di vedersi costretto a scegliere tra queste due alternative, vale a dire infrangere i comandamenti di Dio o quelli dei Governanti, si deve obbedire a Gesù Cristo, […], e ad esempio degli Apostoli si deve coraggiosamente dire: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Act. V, 29). Perciò, non si possono accusare coloro che hanno agito così di aver mancato all’obbedienza, poiché se il volere dei Prìncipi [civili ed ecclesiastici] contraddice quello di Dio, essi sorpassano il limite della loro Autorità e pervertono il diritto e la giustizia. Dunque in tal caso non vale la loro Autorità, la quale è nulla quando è contro la giustizia».
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Lettera aperta di S.E Mons Williamson a S.E. Mons. Fellay riguardo all'imminente “esclusione” (che poi è avvenuta) dalla Fraternita San Pio X.

Ringraziamo una nostra carissima amica per la traduzione in Italiano...


Londra, 19 ottobre 2012
Eccellenza,
grazie per la vostra lettera del 4 ottobre, con la quale mi comunicate da parte vostra, del Consiglio Generale e del Capitolo Generale, la vostra “constatazione”, “dichiarazione” e “decisione” che io non sono più membro della Fraternità San Pio X. Le ragioni da voi riferite che motivano la vostra decisione di escludere il vostro servitore sarebbero le seguenti: ha continuato a pubblicare i “Commenti Eleison”; ha attaccato le autorità della Fraternità; ha fatto opera di apostolato indipendente; ha seminato confusione tra i fedeli; ha sostenuto confratelli ribelli; ha disobbedito in modo formale, ostinato e “pertinace”; si è separato dalla Fraternità; non si subordina ad alcuna autorità.
Non possiamo riassumere tutte queste motivazioni e considerarle essenzialmente  “disubbidienza”? Certamente, nel corso di questi ultimi dodici anni, il vostro servitore ha espresso parole e gesti che sono risultati inappropriati ed eccessivi davanti a Dio, ma credo sarebbe stato sufficiente segnalarglielo perché se ne fosse scusato, secondo verità e giustizia. Ma siamo altrettanto certamente d’accordo che il problema di fondo non si trova nei dettagli, ma si riassume in una sola parola: disobbedienza.
Allora, cominciamo analizzando quanti ordini più o meno sgradevoli del Superiore Generale il vostro servitore ha rispettato senza ribattere. Nel 2003 ha abbandonato un importante e fruttuoso apostolato negli Stati Uniti per trasferirsi in Argentina. Nel 2009 ha rinunciato al proprio incarico di direttore del seminario e ha lasciato l’Argentina per ammuffire in una mansarda di Londra, privato della parola e del ministero episcopale che gli era stato proibito. Virtualmente non gli rimaneva che il ministero del “Commento eleison”, il cui rifiuto di sospensione rappresenta la parte essenziale di questa “disobbedienza” che gli viene rimproverata. E a partire dal 2009 i Superiori della Fraternità si sono permessi di discreditarlo ed ingiuriarlo a loro piacimento, ed in tutto il mondo hanno incoraggiato ogni membro della Fraternità che ne avesse voglia a fare lo stesso. Il vostro servitore non ha quasi reagito, preferendo il silenzio a qualsiasi confronto scandaloso. Si potrebbe persino dire che si è sforzato di non disubbidire. Ma andiamo oltre, poiché il vero problema non è questo.

Allora, dove si trova il vero problema? Per rispondere, permettete all’accusato di fare una rapida analisi della storia della Fraternità dalla quale si pretende che egli si stia separando. In realtà, il problema centrale ha radici nel passato. A partire dalla Rivoluzione francese della fine del XVIII secolo, in molti stati un tempo cristiani si è imposto un nuovo ordine mondiale, concepito dai nemici della Chiesa per cacciare Dio dalla sua creazione. Si è cominciato sostituendo l’antico regime, dove il trono sosteneva l’altare, con la separazione tra Chiesa e Stato. Ne è derivata una struttura della società radicalmente nuova, difficile per la Chiesa, poiché lo Stato, ormai implicitamente ateo, ha cominciato ad opporsi con tutte le sue forze alla religione di Dio. In realtà, la massoneria vuole sostituire il vero culto di Dio con il suo culto della libertà la cui neutralità in campo religioso non è che uno strumento (per raggiungere l’obiettivo). Comincia così nei tempi moderni una guerra impietosa tra la religione di Dio, difesa dalla Chiesa Cattolica, e la nuova religione dell’uomo, liberata da Dio e liberale. Queste due religioni sono inconciliabili tanto quanto Dio e il demonio. Bisogna scegliere tra cattolicesimo e liberalismo.

mercoledì 24 ottobre 2012

Mons. Williamson espulso dalla FSSPX. Don Floriano Abrahamowicz: è una vergogna, come lo fu per me tre anni fa...

COMUNICATO STAMPA CIRCA L’ESPULSIONE DI MGR WILLIAMSON DA PARTE DI MGR FELLAY
di don Floriano Abrahamowicz
Esprimo la mia vicinanza a Mgr Richard Williamson per la scandalosa espulsione che ha subito da Mgr Fellay.  Le pressioni da parte del mondo sionista hanno costretto Mgr  Fellay a offrire in olocausto prima il sottoscritto (nel 2009) e adesso  anche il vescovo Williamson. Che vergogna! Mgr Williamson, come il sottoscritto e altri sacerdoti cacciati o fuorusciti dalla Fraternità San Pio X sono cattolici tradizionalisti che non si riconoscono nella nuova chiesa del concilio vaticano II perché ” non rappresenta la chiesa visibile fondata da Nostro signore Gesù Cristo” secondo le parole di Mgr Lefebvre. Mgr Fellay invece, con la dirigenza della Fraternità San Pio X,  ha dichiarato nel 2008 nella rivista francese ‘Fideliter’  di prendere le distanze dalle posizioni del loro fondatore Mgr Lefebvre. Oggi Fellay e i suoi seguaci sono ‘la destra’ di questa nuova chiesa.  Noi rimaniamo cattolici.
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  Dal Sito, nostro omonimo, è stata pubblicata la risposta di monsignor Williamson a Fellay. Se qualche buon anima potesse fare la traduzione in Italiano glie ne saremmo molto grati....
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Nota de Rivarol


Al momento que cerramos este número (24 de octubre) nos enteramos que Monseñor Williamson acaba de ser expulsado oficialmente de la FSSPX por Monseñor Fellay. Regresaremos a este acontecimiento en nuestra próxima edición. Mientras tanto, publicamos el comunicado de la casa general anunciando la expulsión definitiva de la FSSPX del prelado Británico y, en exclusiva para Rivarol, la carta abierta que Monseñor WIlliamson le ha dirigido al superior general de la Fraternidad el 19 de octubre, y la cual fue su voluntad que apareciera en nuestro semanarios. Los subtítulos son de la redacción. JB.


Londres,  19 octubre 2012.


Excelencia :

martedì 23 ottobre 2012

Monsignor Fellay ha espulso Monsignor Williamson dalla Fraternità San Pio X...

Comunicato della Casa Generalizia

Monsignor Richard Williamson, che da diversi anni aveva preso le distanze dalla direzione e dal governo della Fraternità Sacerdotale San Pio X, rifiutando di manifestare il rispetto e l’obbedienza dovuti ai suoi legittimi superiori, è stato dichiarato escluso dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X per decisione del Superiore generale e del suo Consiglio, il 4 ottobre 2012. Un ultimo lasso di tempo gli era stato accordato per sottomettersi, al termine del quale egli ha annunciato la diffusione di una ”lettera aperta” in cui chiede al Superiore generale di dare le dimissioni.
Questa dolorosa decisione si è resa necessaria per la cura del bene comune della Fraternità San Pio X e del suo buon governo, conformemente a ciò che Mons. Lefebvre denunciava: “E’ la distruzione dell’autorità. Come l’autorità può esercitarsi se deve chiedere a tutti i membri di partecipare all’esercizio dell’autorità stessa?” (Ecône, 29 giugno 1987)
Menzingen, 24 ottobre 2012
Fonte: DICI
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L'ufficialità dell'espulsione di Monsignor Williamson dalla fraternità San Pio X pare che sia arrivata.
Monsignor Fellay, in previsione di una regolarizzazione, nella "falsa Chiesa cattolica conciliare", con gli assassini della fede che da 50 anni hanno occupato abusivamente il Vaticano tramite il conciliabolo Vaticano II, ha aggiunto un altro tassello alla sua opera di sbragamento  della Fraternità Sacerdotale San Pio X fondata da Monsignor Marcel lefebvre.
In definitiva il tradimento dell'opera del venerato Monsignor Lefebvre avanza per opera di traditori che si sono asserviti alla Roma modernista.
Quindi per Monsignor Fellay le cosidette autorità Romane, che continuamente proclamano pubblicamente eresie di tutte le specie, sono più attendibili e affidabili di Monsignor Williamson, che ha la colpa di essere un cattolico integrale. 
 
Nessuna obbedienza và data a chi, "volontariamente", ha messo la Fraternità nelle mani dei "modernisti vaticani conciliari" fautori e creatori di una falsa Chiesa ecumenica, ma al contrario una fiera contrapposizione per l'onore di Gesù Cristo, che è il nostro Dio e Signore...




Per quanto ci riguarda pieno appoggio al Cattolico integrale Monsignor Williamson che ora sarà libero di agire e predicare senza stare sotto le braghe degli accordisti con gli assassini della fede.

Cruccas Gianluca
Annarita Onofri

lunedì 22 ottobre 2012

L'opera di Maria Valtorta, "Il poema dell'uomo-Dio" uno dei rimedi contro il modernismo strisciante di oggi...

Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  20 ottobre 2012
LETTURA DOMESTICA
Quando, un po’ di tempo fa, questi “Commenti” hanno consigliato ai lettori di fortificare le proprie case nel caso in cui i bastioni pubblici della fede, a causa della malvagità dei tempi, dimostrassero di essere un monumento del passato, alcuni lettori hanno scritto per sapere come si possano fortificare le case. In realtà, in precedenti numeri dei “Commenti” sono stati suggeriti vari mezzi spirituali e materiali per difendere la casa e la famiglia, in particolare, naturalmente, il Santo Rosario, ma non è stata indicata una fortificazione che io proverei ad usare in alternativa della televisione, se avessi una famiglia da difendere: la lettura serale a voce alta ai bambini di capitoli selezionati del Poema dell’Uomo-Dio di Maria Valtorta. E una volta arrivati alla fine dell’ultimo volume, ripartire dall’inizio, e così via fino a quando tutti i bambini non lascerebbero la casa!
Eppure, il Poema ha molti ed eloquenti nemici. Esso si compone di episodi della vita di Nostro Signore e della Madonna, dalla sua immacolata concezione fino alla sua assunzione in cielo, derivati da visioni ricevute verosimilmente dal Cielo, durante la seconda guerra mondiale in Nord Italia, da Maria Valtorta, una donna in età matura, non sposata, che giaceva a letto malata perché paralizzata in modo irreversibile a causa di un infortunio alla schiena occorsole anni prima. Le note incluse nell’edizione italiana (che compongono più di quatro mila pagine raccolte in dieci volumi) mostrano come lei avesse paura di essere ingannata dal Diavolo, e in effetti molte persone non sono convinte che il Poema venga veramente da Dio. Vediamo tre importanti obiezioni.
Per prima cosa, il Poema fu messo nell’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa, nel 1950, prima che Roma diventasse neo-modernista negli anni 60. Il motivo addotto per la condanna fu la forma romanzata e la sentimentalizzazione degli eventi del Vangelo. Secondariamente, il Poema è accusato di contenere errori dottrinali. Terza cosa, Mons. Lefebvre obiettava che il Poema fornisse troppi dettagli fisici sulla vita quotidiana di Nostro Signore, tale da renderlo troppo materiale e da abbassare troppo il livello spirituale dei quattro Vangeli.
Ora, in primo luogo, i modernisti come avrebbero potuto prendere il sopravvento a Roma negli anni 60, come hanno fatto, se non fossero stati insediati a Roma già nel 1950? Il Poema, come i Vangeli (p. e. Gv. XI, 35, ecc), è pieno di sentimento, ma sempre in proporzione al suo oggetto. A mio avviso, il Poema, secondo un sano giudizio, non è né sentimentale né romanzato. Secondariamente, gli apparenti errori dottrinali non sembrano difficili da spiegare, uno ad uno, come è stato fatto da un teologo competente nelle note che si trovano nell’edizione italiana del Poema stesso. Terzo, con tutto il dovuto rispetto per Mons. Lefebvre, io ritengo che l’uomo moderno abbia bisogno di dettagli materiali per tornare a credere alla realtà dei Vangeli. Non c’è troppa spiritualità nel relegare Nostro Signore al piano nobile, per così dire, mentre si lascia che il cinema e la televisione despiritualizino il senso della realtà dell’uomo moderno al piano terra? Invece siccome Nostro Signore fu vero Dio e vero uomo, così il Poema è ad ogni passo sia totalmente spirituale sia totalmente materiale.
Da una lettura domestica non elettronica del Poema, riesco a immaginare molti benefici, oltre al reale rapporto vitale tra genitori che leggono e figli che ascoltano. I bambini assorbono dall’ambiente in cui si trovano, come le spugne nell’acqua. Dalla lettura dei capitoli del Poema, selezionati in base all’età dei bambini, riesco a immaginare che vi sarà un grande continuo apprendimento su Nostro Signore e la Madonna. E le domande che farebbero! E le risposte che dovrebbero dare i genitori! Credo che il Poema possa fortificare notevolmente una casa.
Kyrie eleison.

domenica 21 ottobre 2012

L'HAERETICUS MAGNUS Muller, ne ha sparata un'altra delle sue...Ma quelli della San Pio X non dovrebbero difendere i loro Vescovi dagli assalti degli "assasini della fede modernista conciliare"?...

Il gentilissimo Andrea Carancini segnala, dal suo Blog, l'ennesima invettiva dell'eretico Muller, nominato dal modernista Ratzinger "capo della nuova Chiesa Conciliare", contro il Vescovo Cattolico Williamson: 
..."National Catholic Register: “È possibile una riconciliazione con il Vescovo Williamson[2] all’interno della Fraternità S. Pio X”?
Arcivescovo Müller: “Williamson è un problema a parte in questo processo di riconciliazione. È semplicemente inaccettabile che un cristiano, o ancor più un vescovo – naturalmente lui non è un Vescovo cattolico, poiché un vescovo è cattolico solo quando è in piena comunione con il Papa, il successore di Pietro, cosa che Williamson non è – nega tutto quello che i nazisti hanno fatto contro il popolo ebraico, i loro stermini. Come è possibile essere così indifferenti a tutto ciò? È assolutamente inaccettabile, ma questo è un problema a parte” (FINE DELLA CITAZIONE)"...
Non ce ne vogliano i produttori del buonissimo Yogurt Muller, ma la fine dell'articolo sopracitato finisce con un interessante commento alle ultime parole dell'eretico Muller, che da del "non cattolico" a Monsignor Williamson perchè non sta in comunione con il suo capo modernista, quindi "non cattolico", Ratzinger, e perchè - sempre secondo Muller - avrebbe negato il genocidio Ebraico dell'ultima guerra, peraltro organizzata dalla massoneria ebraica. Ebbene Monsignor Williamson ha solamente messo in dubbio il numero degli uccisi dai massoni ebraici, che hanno finanziato Hitler e il nascente regime comunista, e non negato l'evento, quindi Muller ha mentito; la seconda considerazione è: da quando i morti della seconda guerra mondiale sarebbero diventati un dogma? Naturalmente mai. Terza ed ultima considerazione: Muller è un eretico quindi lui non è nemmeno cattolico, e nemmeno Vescovo, in quanto il suo essere eretico pubblico gli ha fatto decadere ogni carica all'intero della Chiesa Cattolica. Oh! scusate... Muller è Vescovo della "nuova Chiesa Conciliare" quindi è lecito solo per gli assasini della fede, dunque per loro è lecitamente al suo posto...
Una delle ultime eresie di Muller:
"Müller, protestanti e giustificazione
Mons. Gerhard Müller, capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, considera i Protestanti come parte della Chiesa. L’11 ottobre 2011, in un discorso in onore del vescovo protestante Johannes Friedrich in Baviera, il vescovo Müller ha detto queste parole:
 “Il Battesimo è il segno fondamentale che ci unisce sacramentalmente in Cristo, e che ci rende l’unica Chiesa davanti al mondo.
Pertanto, noi cristiani, cattolici e protestanti, siamo uniti anche in quello che noi chiamiamo la Chiesa visibile. A rigor di termini, non ci sono diverse chiese, ma siamo uno accanto all’altro -. Piuttosto, sono le divisioni e separazioni a rompere l’unità nell’ unica casa di Dio. Ma se i protestanti sono già nella Chiesa cattolica, non necessita che si convertano”.





Avviso per la Congregazione della Dottrina della Fede:
lo yogurt è scaduto. Ripeto: yogurt scaduto.

sabato 20 ottobre 2012

Ratzinger "capo della nuova Chiesa conciliare" continua a lodare le dottrine eterodosse massoniche del Conciliabolo Vaticano II...

Molti si chiedono come sia possibile che il volto della chiesa sia stato deturpato in maniera radicale negli ultimi 50 anni, dal conciliabolo sino ad oggi: Seminari che si svuotano ed insegnano abitualmente ciò che la Chiesa aveva sempre condannato con la conseguenza di "consacrare persone" che a malapena concoscono il catechismo, quello vero, la sovversione della Liturgia con l'invenzione di una "nuova Messa" che teologicamente si allontana in maniera drastica dalgi insegnamenti dogmatici di Trento, portando in maniera pubblica, sacrilegi di ogni specie, vedi Neocatecumenali, l'insegnamento pubblico dei Pontefici Conciliari e post Conciliari del modernismo più sfrenato, Ecumenismo massonico, Libertà religiosa massonica e rapporti con autentici delinquenti della fede e non, comunisti e massoni stabilmente introdotti in Vaticano grazie agli assasini della fede che oggi governano le sacre mura.

 
Per esempio leggiamo cosa ha detto oggi Ratzinger nella consegna del premio intitolato a suo nome: " Ecco, a 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, mi piacerebbe rileggere insieme con loro due documenti conciliari: la Dichiarazione Nostra aetate sulle religioni non cristiane e il Decreto Unitatis redintegratio sull’ecumenismo, a cui aggiungerei però un altro documento che si è rivelato di straordinaria importanza: la dichiarazione Dignitatis humanae sulla libertà religiosa. Sicuramente sarebbe molto interessante, caro Padre e caro Professore, ascoltare le vostre riflessioni e anche le vostre esperienze in questi campi, dove si gioca una parte rilevante del dialogo della Chiesa con il mondo contemporaneo". 
E con questo elenco si potrebbe andare ancora avanti. Come allora comprendere del perchè questa crisi che non ha precedenti nella storia bimillenaria della Chiesa? Come comprendere del perchè un cosidetto sucessore di Pietro possa pubblicamente promuovere dottrine eterodosse massoniche?. (e questi cosidetti sucessori di pietro sono ben cinque, gli ultimi, che ripetono queste dottrine). Ebbene ci viene in soccorso il grande Monsignor Lefebvre che in questo video , mandatomi da un zelante sacerdote tradizionale, denuncia cio' che oramai da tempo si conosce: LA MASSONERIA HA PRESO IN CONSEGNA IL VATICANO DAL CONCILIABOLO IN POI.
Di questo fatto  ne abbiamo un serio indizio da parte di chi era addentrato nelle cose del Vaticano, ossia il Conte Franco Bellegrandi, con la testimonianza del suo libro «Nichitaroncalli» (NR), in recente seconda edizione da EILES, Roma.
Nel settembre 1958, all’incirca sette, otto giorni prima del Conclave, mi trovavo al Santuario di Oropa, a uno dei consueti pranzi del gruppo di Attilio Botto… era invitato un personaggio che conoscevo come un’alta autorità massonica in contatto col Vaticano. Costui mi disse, accompagnandomi a casa in automobile, che “… il prossimo papa non sarebbe stato Siri, come si mormorava in alcuni circoli rimani, perché era un cardinale troppo autoritario. Sarebbe stato eletto un papa di conciliazione. È già stato scelto il patriarca di Venezia Roncalli”. Replicai sorpreso: “scelto da chi?” “Dai nostri massoni rappresentati nel conclave” mi rispose serenamente. Al che mi venne detto: “Ci sono massoni nel conclave?” “Certo”, mi sentii rispondere, “la Chiesa è in nostre mani”. Incalzai interdetto: “Allora chi è che comanda nella Chiesa?” Dopo un breve silenzio, la voce del mio accompagnatore scandì precisa: “Nessuno può dire dove sono i vertici. I vertici sono occulti”. (ib., 62). Il conte Stella il giorno dopo trascrisse in un documento ufficiale che oggi è conservato nella cassaforte di un notaio, il nome e il cognome di quel personaggio e la sua stupefacente dichiarazione completa dell’anno, del mese, del giorno e dell’ora. Che di lì a pochi giorni si rivelò assolutamente esatta.” (ib. p. 62)
Indizio? “Parimenti difficile di scollegare dalle sue amicizie massoniche il fatto che avendo avuto da Roma l’onore della porpora cardinalizia, scelse di ricevere la berretta all’Eliseo, “dalle mani del presidente Vincent Auriol. Socialista, untraprogressista e miscredente. E suo amico personale da vecchia data. Roncalli, come vuole il cerimoniale, deve piegare le ginocchia e si deve prostrare davanti all’ateo Auriol, che in quel momento rappresenta il Pontefice.” (ib., p. 65)

«Abbiamo bisogno di un Concilio e di un Papa che lo convochi»

(Rudolf Steiner, appartenente alla setta rosacroce, 1910)

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Ascoltiamo ora cio' che dice Monsignor Lefebvre, anche se è in Francese si comprende ciò che dice...



Lo stesso  Carlo Alberto Agnoli da tempo và denunciando questo terribile fatto, la massoneria è entrata nei sacri palazzi attraverso il conciliabolo da loro preparato da tempo e portato avanti dai loro adepti travestiti da Vescovi e Cardinali.

venerdì 19 ottobre 2012

La follia regna nella diocesi modernista di Fano: Don Guiducci, il pretarello delle messe-rock, si è "autosospeso" dal Sacerdozio.....

Non c'è pace per la diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola. Dopo lo scandalo estivo di Don Giangiacomo Ruggeri (ex Parroco di Orciano e collaboratore del Vescovo Armando Trasarti), beccato dal bagnino in spiaggia a lanciarsi in effusioni varie con una tredicenne, sua parrocchiana, incapace di sottrarsi alle sue "attenzioni", e quindi incarcerato per il reato di pedofilia... ...dopo ulteriori denuncie, da parte di un altro sacerdote, di altri presunti episodi di pedofilia commessi in passato da vari preti della zona.... dopo le chiacchierate Messe-rock del Parroco di Piagge, arriva ora un'altra notizia, che getta nella confusione i poveri fedeli di questa diocesi, martoriati dai nefasti frutti del Modernismo conciliare.
Don Giuseppe Guiducci
Vi ricordate il pretarello blasfemo della parrocchia di Piagge?
"Ci dice però che è una via faticosa ma che merita di essere percorsa. Gli piace essere contemporaneo ed anche molto concreto: la sua predicazione è esperienziale per questo la tradizione gli sta un po’ stretta. «È paradossale che spesso siano i ragazzi a dire di voler cambiare, poi li trovi sempre al bar o in partenza per la discoteca» afferma provocatoriamente. Il don Giuseppe “innovatore” è anche quello della messa domenicale delle 11, quella dove ci sono più giovani. È qui che da sfogo alla sua cultura musicale e ai registri linguistici che i giovani comprendono meglio: si passa da un canto d’inizio di Bon Jovi, al segno della pace con le musiche di Irene Grandi. Celine Dion  viene usata per il canto di comunione mentre tra i canti finali c’è anche Waka Waka. Ogni Domenica una colonna sonora diversa in base al messaggio del Vangelo che, tiene a sottolineare, è lo stesso di 2000 anni fa. «La musica riesce a veicolare tanti messaggi – ci dice -  e qualsiasi cosa del nostro quotidiano, se letta nel modo giusto, ci parla di Dio». Nel suo predicare prende esempi dai giornali, dalla pubblicità".




Ora, questo Consacrato del Signore, dallo sguardo così limpido e tutto concentrato nelle "cose di lassù"... dopo averci “deliziato” con le sue atrocità liturgiche, ed aver traviato non pochi giovani, stoltamente entusiasmati dalle sue dissacranti commistioni fra sacro e profano, ci è giunta notizia che, da Parroco di S. Lucia in Piagge, sia sparito dalla sua parrocchia e che voglia abbandonare l'abito, che tanto ha sporcato con le sue riprovevoli opere moderniste. Ha scritto una lettera al suo vescovo, avvertendolo della sua decisione di voler vivere la sua vita, da laico, come fanno tutti gli altri.... Già qualche tempo fa aveva deciso di prendersi un "anno sabatico" per andarsi a laureare fuori sede, e poi farsi nominare Vicario giudiziale della diocesi. Ma conosciamolo meglio........

giovedì 18 ottobre 2012

La vera Chiesa Cattolica non è ecumenica ma missionaria...Gli eretici e scismatici ritornino all'ovile rigettando le loro perverse dottrine...

Fonte: San Pio X...
Pubblichiamo questa Lettera Apostolica con la quale il Papa Pio IX, all'occasione della convocazione del Concilio Vaticano I, invitava i "fratelli separati" a rientrare nella Chiesa cattolica.  In questo importante documento, molti spunti interessanti mettono in rilievo le contraddizioni delle nuove dottrine del Concilio Vaticano II e del post-concilio con il magistero perenne della Chiesa.
Prima di tutto Pio IX mostra quello che è sempre stato lo scopo di un Concilio Ecumenico, e per cui gli è garantita l'assistenza divina, cioè la condanna degli errori e la diffusione della fede. Notevole poi l'appello accorato a tutti  coloro che si trovano in comunità religiose fuori della Chiesa, per spingerli alla conversione e a rientrare nell'ovile di Cristo, al di fuori del quale nessuno può essere sicuro della propria salvezza. Il Papa afferma chiaramente che in nessuna di quelle società religiose si può identificare la Chiesa di Gesù Cristo che è soltanto la Chiesa cattolica, condannando così "ante litteram" l'affermazione della costituzione Lumen Gentium  dell'ultimo concilio (n° 8), secondo cui la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica. Il Pontefice sottolinea poi come il diffondersi delle sette produca gravi danni anche per la società civile. Se ne deduce quindi che esse non hanno nessun diritto a non essere impedite di diffondersi pubblicamente. (Come invece sostiene Dignitatis Humanae n° 2). Il Papa termina la lettera mostrando come il motivo di questo appello sia dettato dal suo preciso dovere fare tutto il possibile per la salvezza delle anime e per il bene della società cristiana.
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Pio IX
Iam vos omnes

Tutti voi sarete senz’altro a conoscenza che Noi, innalzati, pur senza alcun merito, a questa Cattedra di Pietro e posti quindi a capo del supremo governo e della cura dell’intera Chiesa Cattolica dallo stesso Signore Nostro Gesù Cristo, abbiamo ritenuto opportuno convocare presso di Noi i Venerabili Fratelli Vescovi di tutto il mondo e di riunirli, nel prossimo anno, in Concilio Ecumenico, per approntare, con gli stessi Venerabili Fratelli chiamati a condividere la Nostra sollecitudine pastorale, quei provvedimenti che risulteranno più idonei e più incisivi sia a dissipare le tenebre di tanti pestiferi errori che ovunque, con sommo danno delle anime, ogni giorno più si affermano e trionfano, sia a dare sempre più consistenza e a diffondere nei popoli cristiani, affidati alla Nostra vigilanza, il regno della vera fede, della giustizia e dell’autentica pace di Dio.