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domenica 13 marzo 2011

LE PRASSI SEGRETE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE - Ennesima testimonianza....

Riceviamo la testimonianza di un amico, come ennesima dimostrazione di quale sia la natura interna del Cammino - quella che chi non entra nel Cammino non scoprirà mai - e di quali siano i veri "frutti" che genera nelle anime. Ringraziamo Carlo per il suo contributo e pubblichiamo:

Mi chiamo Carlo D'Ignoti, ho 30 anni e sono di Catania. Sono qui per portare la mia testimonianza da ex-neocatecumenale (circa 10 anni in comunità a CATANIA), affinché non vengano accettati i neocatecumenali nelle varie diocesi, ma che si possa rimanere nella semplicità della fede e della carità cristiana. Avevo appena 18 anni, quando conobbi il cammino neocatecumenale attraverso la mia prima ragazza, la quale ha il fratello e la cognata che sono catechisti e fanno parte a Catania della I Comunità nata dapprima presso la parrocchia S.M. delle Grazie e dopo, spostati a S.M. Ausiliatrice e S. Domenico Savio. Premetto che non ho mai dubitato dell'esistenza di Dio, di amarLo e cercare la Sua volontà, dell'efficacia della preghiera e delle Verità sulla dottrina di Santa Madre Chiesa. Quella la vidi come un'occasione per me, di poter conoscere ed amare meglio il Signore. All'inizio sembrava tutto bello, allegro, ci si chiamava fratello e sorella, si ascoltava la Parola di Dio, la si commentava, si davano le esperienze, ma senza andare oltre la dignità e l'intimo della persona. Pian piano, la comunità camminava sola, con l'ausilio dei catechisti e del Parroco, fino a quando non eravamo in grado di poter celebrare l'incontro settimanale senza nessuno di essi. Di tanto in tanto, i catechisti ci visitavano per vedere l'andamento della comunità attraverso le convivenze domenicali o quelle di riporto, o durante le celebrazioni settimanali. Con il tempo, i catechisti ci dicevano sempre che in una comunità dove tutto sembra andar bene con i fratelli, allora c'è qualcosa che non va. Da lì, si iniziavano dibattiti, che finivano poi in vere e proprie guerre di critiche e giudizi. Così, i catechisti, compiaciuti dei problemi che loro avevano previsto dicevano: 
Vedete che Kiko ha ragione? Quando in una comunità non si litiga, allora qualcosa non va!.” Ripensandoci ora, forse non dice S. Paolo in Col. 3, 12-13: “Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi...”? Invece di far uscire eventuali problemi con i fratelli in maniera serena, gli piaceva attuare in questo modo, irrompendo psicologicamente e nell'anima del fratello. Se uno faceva delle domande sconvenienti, allora potevamo alzarci ed andarcene, oppure obbedire in silenzio per "testare la nostra umiltà". Quanto mi pento adesso di essere sempre stato zitto! Avevano sempre e solo ragione loro, ed il Sacerdote stava col capo chino ed interveniva solo per confermare quanto dicevano i catechisti, i quali stavano adagiati accanto al Sacerdote con braccia conserte ed aria di superiorità, come se solo loro possedessero in mano la verità assoluta. Tante volte ripetevano le stesse cose: un vero e proprio lavaggio di cervello, così' che la maggior parte delle volte ti facevano credere quanto dicevano: “Gli altri, al di fuori, non possono comprendere. Noi siamo la nuova famiglia, perché tra di noi sappiamo il perché lasciamo i nostri impegni, le nostre cose. Nessuno ci può capire!” Tant'è vero che i miei genitori videro che ero diverso, sempre nervoso... Si arrivò quasi a farci pensare (io ero uno di questi) che, al di fuori del Cammino non v'è salvezza! Altra cosa di cui mi dolgo, riguarda la partecipazione all'Eucaristia. Ancor oggi in ginocchio, chiedo al Signore Gesù di perdonarmi per tutte quelle volte che ho osato prenderLo indegnamente e ancor più irrispettosamente, in quanto si prendeva seduti (ora so che devono alzarsi in piedi) e nelle mani. Purtroppo, lì ci si sente puliti con una celebrazione Penitenziale al mese e poi ogni sabato prendere Gesù Eucaristico! Provo vergogna verso me stesso, perché tutti sono convinti che basta l'Atto di Dolore (il Confiteor) che recitiamo col Sacerdote durante la Santa Messa e riconoscere i peccati, per potersi Comunicare. Per non parlare del modo di stare alla Celebrazione Eucaristica, catechisti compresi (dovrebbero invece dare l'esempio): braccia conserte anche durante la consacrazione del Pane e del Vino, chi mastica gomme e/o caramelle, chi parla, chi ride, chi dorme, i bimbi stanno con le babysitter invece di condurli a Gesù attraverso la Santa Messa, chi mangia prima di ricevere Gesù, dimenticando il digiuno Eucaristico e qualora lo si facesse presente, si è derisi. Per non parlare delle varie tappe del cammino, che chiedono cose davvero imbarazzanti, scrutando nel tuo intimo e denigrando la tua dignità di Figlio di Dio! 


Ce ne sono parecchie di testimonianze simili alla mia. Forse scriviamo la stessa cosa, ma è proprio questa cosa che accomuna coloro che hanno avuto la grazia di Dio, di uscire da questa setta. Paramenti, Croci, ceri, leggio, copri leggio, Bibbia (che chiamano il Libro della Vita, ma sappiamo che il Libro della Vita è nelle Mani di Dio che scrive di coloro che gli appartengono), coppe in argento dodecagonali, patena argentata per il pane azzimo, il quadro della Vergine Maria...tutto deve essere firmato KIKO ARGUELLO! Altrimenti non è buono, non è nel simbolismo del Cammino! Una volta un catechista, pieno di orgoglio, mi fece vedere la stanza dove si riuniscono loro, tutta addobbata di fiori e tappeti e mi disse: “Questo è il luogo della Shekinà di Dio!.” Che superbia! Ma forse non si ricorda che quel luogo siamo noi stessi? Non è forse il nostro corpo, il Tempio dello Spirito Santo? E lo Spirito Santo non è Dio? O forse rinnegano lo Spirito Santo come Persona di Dio? Gesù ci chiama sepolcri imbiancati! Quanto più reale è questa parola oggi! Pian piano, vedevo come la mia vita si stesse plasmando alla forma-mentis del Cammino e delle sue trappole. Negli incontri di celebrazione settimanale della Parola di Dio (aiutandoci con il Leon Dufour), se non eri arrivato ad una precisa tappa del Cammino, non potevi leggere e riportare una parte della Bibbia (seppure il Dufour stesso ne richiamava la lettura) come: Libri Sapienziali, Apocalisse ed altri; non potevi fare determinati canti...Tutto perché ancora non potevamo capire il significato pieno! Insomma, mi vedevo limitato nella mia conoscenza di Dio e delle Sue Parole di Vita. E da lì iniziò un risveglio interiore, tanto che iniziai a riportare le letture che non potevamo fare, suscitando non pochi commenti. Poi c'è il fatto delle raccolte di denaro con il sacco nero, per le spese comunitarie (ad esempio fiori e vino per l'Eucaristia del sabato), per acquistare i paramenti neocatecumenali, per il Redemptoris Mater, la Domus Aurea, la Domus Galileae, per i seminaristi, le famiglie in missione etc.. Nel 2004 e per 2 anni consecutivi, ebbi un periodo nero nel quale fui lasciato dalla mia seconda ragazza (che faceva parte della mia stessa comunità) e stavo per cadere in depressione. La comunità non fece nulla per aiutarmi, anzi mi buttava sempre più a terra perché gridavo aiuto e nessuno mi ascoltava. Un grande amico mio (che non fa parte di nessuna comunità), nella sua semplicità di cattolico, mi aiutò ad uscire da questo periodo. Da notare, che poi ci sono le rivalità tra le comunità interne, di altre parrocchie e di altri movimenti, come il Rinnovamento dello Spirito, i Focolarini, etc...Rivalità che anche io provavo. Veri e propri giudizi uscivano dai neocatecumenali, nei confronti del Rinnovamento in quanto non credono a ciò che fanno, che lo Spirito Santo possa operare in quel modo. Solo noi eravamo i dotti e le nostre dottrine erano perfette. Che ingannato ero! Eravamo minacciati dai catechisti, a non rivelare ciò che avevamo visto ed attuato durante le convivenze o le celebrazioni, in quanto ne avremmo risposto a Dio. Io purtroppo, porto ancora con me, gli strascichi del loro modo di farmi vedere Dio. Io, a volte, ho paura (non timore) di Dio, della Sua Giustizia perfetta. Ti fanno sentire un peccatore immondo, senza speranza, che sempre avrai peccati e non li potrai evitare...Insomma, un Dio-Giustizia per primo, invece di presentare un Dio Padre. Lo fanno solo all'inizio, durante le catechesi...poi ti fanno capire in modo subdolo che il modo di essere perdonato da Dio, è seguire il Cammino. E per questo molti ci cadono! Io il primo. Molte volte, quel mio stesso amico che ho citato prima, dopo la confessione mi dice: “Carlo, Dio ti ha perdonato. Ora perdonati tu stesso! Dio è Padre, prima di essere Giustizia! Non essere troppo severo con te stesso!.” Da qui, si capisce il condizionamento del Cammino sulle anime. E come poter dimenticare che i catechisti e altri membri di comunità con anni di cammino e di tappe, nonché benestanti, quasi ti guardano con aria sdegnata e a mala pena ti rivolgono un saluto. Loro si trovano bene solo con coloro che hanno la stessa tappa di Cammino o con chi abbia una condizione sociale elevata. Non ti degnano di uno sguardo e ti guardano dall'alto in basso. Hanno creato in me un senso d'inferiorità, in maniera che loro guadagnassero il rispetto e le dovute distanze da me, povero peccatore, che ancora ero un novizio e non potevo arrivare a loro. La stessa cosa, provavo nei confronti di Dio: un Dio inavvicinabile, che ascoltava solo i giusti, un Dio severo e che mi giudicava! Non cadete in questa trappola! Leggete altre testimonianze e ricavate le conclusioni. Col cuore in mano, vi consiglio di servire Dio in Spirito e Verità, nella vera fede Cattolica.  

Carlo D’Ignoti

20 commenti:

  1. Pur avendo letto tantissime testimonianze come questa, mi stupisco ancora ogni volta che ne leggo un'altra. Mi stupisco di quanto il Cammino produca sempre ed ovunque gli stessi frutti.

    Ora, la peggior maledizione che si può lanciare al CNC è ricordare che papa Benedetto XVI ha detto che il Cammino è un "dono dello Spirito".

    E da questa testimonianza emerge che il "dono dello Spirito" era solo il buon cuore di Carlo e il suo desiderio di avvicinarsi di più a Cristo, e di quelli come Carlo.

    Il resto, con netta evidenza, non può essere "dono dello Spirito". Le confessioni pubbliche, le celebrazioni chiassosamente sacrileghe, lo sfruttamento economico della fede dei semplici, l'orgoglio e l'arroganza dei leader... come si può tacere di fronte a tutto questo?

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  2. By Tripudio ha perfettamente ragione. Ed io vorrei andare oltre alle considerazioni che ha fatto ed insistere su di una, in particolare...Che dire di un papa che promuove una setta per averla contattata da anni, senza mai correggere nulla di quanto risulta evidente di eretico e destruente per la psiche degli incauti cadutici dentro? Che dire di un papa che sforna libri su libri (non di Magistero, per fortuna...) ma rinuncia sistematicamente a punire e correggere così, le storture liturgiche e le profanazioni della messa e della dottrina? Mi fermo qui perchè le altre osservazioni pertinenti e logiche tutti le possono trovare su questo blog nei vari passaggi nel tempo ! Aggiungo solo che lessi tempo fa un libro analitico della società moderna e che denunciava come ora arrivi ad essere ad un livello elevato chi non meriterebbe. Così si trova una persona che arriva al suo "livello di inadeguatezza". Da questo livello che non gli competerebbe, uno combina guai perchè non in grado di gestire la situazione. Ebbene, ognuno di noi dovrebbe capire fino a che punto può arrivare, per non arrivare, sia pur spinto da altri, al suo "livello di inadeguatezza". E se ci arriva, dovrebbe capire per tempo, ridiscendere di livello ritirarsi per non fare guai....Per chiarezza, ho lanciato questa informazione prescindendo dalle possibilità dello Spirito Santo che illumina.Ma ci sarebbe da chiedere a questo punto se certe elezioni recenti di papi sono state frutto davvero di illuminazione...o non di scelte umane e "politiche" da parte di cardinali meno cattolici e più massoni o quantomeno poco cattolici ortodossi, con tutto quel che ne consegue, prima fra tutti il fatto che lo Spirito non può agire dove Gli viene negato il Diritto e la Potestà. Sedevacantismo?Non credo poichè non sono certo, ma è un'ipotesi inquietante surrogata da dati di fatto ed informazioni inquietanti, supportata da profezie ben chiare e riconosciute dalla Chiesa.

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  3. Siano rese grazie a Dio per questa pecorella che era stata smarrita ed ora è stata ritrovata!
    CVCRCI

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  4. Siamo come nei tempi di papa Liberio: siamo in tempi in cui il Papa non è realmente libero di agire.

    Quando il Papa ha un minimo margine di libertà, lo sfrutta: Summorum Pontificum, comunione in ginocchio, lettera di Arinze... Quando invece è sottoposto a pressioni, ricatti, "fatti compiuti", allora non può far altro che cercare il male minore. Che -lo vediamo bene- è pur sempre un male.

    Il sedevacantismo (ma anche lo scisma) è solo un tentativo ingenuo di spiegare ciò che non si conosce. Non sappiamo quali siano esattamente le minacce che pendono sul collo del Papa; ne vediamo solo gli effetti. Se un giorno mi vedeste rinnegare tutto ciò che ho scritto sul Cammino, pensereste che sono rincitrullito, oppure che sono stato minacciato?

    Questo Papa è stato minacciato fin dalla sua ascesa al soglio. La prima cosa che chiese fu preghiera affinché lui non soccombesse di fronte ai lupi che lo circondano.

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  5. Caro By Tripudio, volesse il Cielo che fosse così come supponi, sarebbe il male minore. Come pensi che possa agire un cardinale nominato papa ma che si sente minacciare?Parlo in nome del buon senso e della fede comune a tutti noi. Direbbe" quando sarò papa farò ciò che considero giusto e se intendete eliminarmi eliminatemi!" Oppure rinuncia a priori dicendo "quando fossi papa non starei certo ad ascoltare le vostre intimidazioni, quindi o mi votate oppure dimenticate il mio nome!" NON TI PARE? L'ipotesi che sia ricattato dventa sempre più remota col tempo che passa ed ogni suo gesto e parola indicano il modernismo che lo muove fin da parecchi decenni fa.

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  6. Per Trypudio:
    "Quando il Papa ha un minimo margine di libertà, lo sfrutta: Summorum Pontificum, comunione in ginocchio, lettera di Arinze... Quando invece è sottoposto a pressioni, ricatti, "fatti compiuti", allora non può far altro che cercare il male minore. Che -lo vediamo bene- è pur sempre un male."

    Quindi, carissimo,
    ...se approvare il Cammino, lasciare che siano state approvate le catechesi, inviarli a predicare ognidove, è stato, come dici, "pur sempre un male"...evidentemente anche dichiarare, da parte del Papa, che il Cammino sarebbe "un dono", anche quest'affermazione è a rigpre di logica "un male minore" e perciò "pur sempre un male". Dunque, carissimo, che il Cammino sia "un dono", ti prego...non ripeterlo più.

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  7. ...anche perchè se dici che: "il "dono dello Spirito" era solo il buon cuore di Carlo e il suo desiderio di avvicinarsi di più a Cristo, e di quelli come Carlo", vuol dire che "il dono" sta nei singoli che cercano in buona fede il Signore, e perciò è presente, grazie al Battesimo, nel popolo santo di Dio, ed il Cammino non c'entra nulla.

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  8. Ringrazio pubblicamente Carlo,
    per la sua disponibilità, il suo cristallino coraggio, la sua generosità nel raccontarci la sua storia. E lo invito, se ci sta leggendo, ad intervenire liberamente, con il nostro più sincero "benvenuto".

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  9. In effetti, in tempi oscuri, si perde di vista la Grazia che continuamente agisce sulle persone.Non solo Carlo è un graziato dal Signore, ma è anche un uomo che ha il coraggio di presentare la sua testimonianza per tutti coloro che vogliono aprire gli occhi. Rispetto a questo fratello di fede che si è liberato da catene settarie. La sua liberazione e la sua testimonianza serviranno ad altri per avere il coraggio di dire "basta" e la Chiesa militante ne guadagnerà di certo e la Chiesa Trionfante ne gioirà dall'Alto.

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  10. Sempre grande, Mardunolbo!...
    :-)

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  11. Nato a Venezia nel 1943, Spandri aveva studiato giurisprudenza a Venezia e, durante gli studi universitari alla fine degli anni Sessanta, aveva vissuto in prima persona il travaglio della Fuci, l’associazione universitaria dei cattolici: Spandri si era distinto per una ricerca di fede e di interiorità che lo portò con la moglie Bruna a studiare teologia a Tubinga. Anche qui si trovò in un’università divisa dalla contestazione e si avvicinò al professor Ratzinger e lo seguì quando questi si trasferì a Regensburg.

    Attraverso un compagno di studi, Stefano Gennarini, conobbe il Cammino Neocatecumenale e contribuì alla sua introduzione nella diocesi di Venezia, grazie all’appoggio dell’allora Cardinale Albino Luciani. Quando nella parrocchia di S. Maria Formosa a Venezia nacque la prima comunità Neocatecumenale, Toni fu eletto suo responsabile. Successivamente, insieme a Bruna e a Stefano Gennarini comunicarono al professor Ratzinger la loro esperienza del cammino.

    “Io ero professore a Tübingen – scrisse nel 1999 il futuro Benedetto XVI, ricordando quegli incontri – e vennero da me alcuni neocatecumeni, tra cui Toni Spandri che è stato poi mio studente per molti anni e che adesso lavora a Monaco. Quei giovani erano toccati dalla scoperta che la Chiesa ha bisogno di un nuovo catecumenato post battesimale, che deve realizzare di nuovo l’appropriazione personale e comunitaria del Battesimo in un cammino comune. Io, riflettendo sul Battesimo mi ero accorto da tempo che il Battesimo è quasi il sacramento dimenticato nella Chiesa, mentre è il fondamento del nostro essere cristiani. Avendo studiato i Padri, in particolare, avevo appreso da loro come il sacramento si realizzi in un cammino di iniziazione e per questo fui felice che si desse un nuovo inizio di questa esperienza. Quello che il Cammino Neocatecumenale aveva compreso, infatti, era appunto che, anche se siamo battezzati da bambini, dobbiamo entrare nella realtà del nostro Battesimo, dobbiamo in tutta la nostra vita, in tappe diverse, naturalmente, entrare in questa iniziazione alla comunione con Cristo nella Chiesa. Fui felice, quindi, che si aprisse così un cammino di rinnovamento di questa esperienza fondamentale della Chiesa e questo soprattutto in un tempo in cui la famiglia e la scuola non erano già più, come in passato, luoghi di iniziazione alla fede e alla comunione con Cristo nella Chiesa”.

    Fu poi proprio il professor Ratzinger ad introdurre il Cammino a Monaco di Baviera scrivendo a due parroci suoi amici.

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  12. Non conosco approfonditamente i problemi legati ai neocat, ma penso basti quanto leggo a proposito e quanto vedo in varie foto nel web. Una mi ha colpito particolarmente, il Kiko che riceve la comunione dal papa a braccia incrociate e la prima impressione ricevuta è quella di un atto aperto di sfida: vinto, perchè BXVI non ha detto e fatto nulla, mentre poteva benissimo riprenderlo o addirittura negargli la comunione. La realtà è che non sarà questa chiesa a fermare Kiko e nemmeno a mettergli un freno e lui lo sa.
    Patrizia

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  13. ...E allora, Anonimo?....
    Conosciamo tutti molto bene l'ottima impressione "di facciata" che presenta il Cammino quando si propone all'attenzione della Gerarchia e dei cristiani. La conosciamo bene perchè l'impressione che ricevette il Prof. Ratzinger è su per giù quella che ricevemmo tutti noi che entrammo in Cammino....per riscoprire la potenza di Grazia del Sacramento del Battesimo, attraverso un cammino di crescita della Fede Cattolica e di progressivo approfondimento del rapporto di intimità con nostro Signore Gesù Cristo che segna il percorso di santificazione (a cui tutti siamo chiamati), fino all'aderenza completa di noi stessi a Cristo, nel raggiungimento dello stato di "uomo perfetto" che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo cercavamo e per questo siamo entrati....
    Peccato che una volta dentro abbiamo dovuto prendere atto del fatto che a parole si predica questo e purtroppo anche ben altro, poichè la dottrina predicata nel Cammino comincia dal Luteranesimo più smaccato, per terminare nel Giudaismo più bieco, quello infestato di Gnosticismo e Cabalismo. Le conseguenze di questa predicazione ed indottrinamento ideologico, accompagnato con le prassi totalmente settarie che si adottano all'interno di quel sistema, producono la distruzione interna ed esteriore che ascoltiamo nelle centinaia di terstimonianze, come questa, che circolano in nternet ed anche altrove. Ma naturalmente la Gerarchia, Ratzinger compreso, che non abbia "fatto io Cammino", cioè che non lo abbia conosciuto dall'interno queste cose non può saperle, e neanche immaginarle se non parlassero i fuorisciti.....per questo normalmente approvano l'idea fondamentale che ne sta alla base, ma non possono essere portati ad esempio di ortodossia, perchè non essendoci passati, non sanno con chi hanno a che fare....

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  14. Fatemi capire, Ratzinger ha avuto tra i suoi allievi a ratisbona 2 dei massimi esponenti del CNC e non sa'?


    Che poi voglio dire parliamo di r.a.t.z.i.g.e.r. il pastore d'acciaio!

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  15. Anonimo,
    non fingere di non capire quanto ho detto:
    vedersi illustrare "formalmente" il Cammino neocatecumenale, da chi ti pare, fosse anche Kiko in persona, non significa poterlo inquadrare con la stessa concretezza e lucidità di chi ha un vissuto quotidiano da raccontare, per esserci personalmente stato dentro. Un conto è il Cammino spiegato "a tavolino", che assume una fisionomia (di potenzialità teoretica) che dista anni luce dalla reale attualizzazione, anche perchè molte prassi interne di dubbia natura (predicazione eretica, scrutini, decima, pressioni psicologiche, monopolizzazione della vita e dei contatti dell'adepto, kiko-latrìa e idolatria del Cammino stesso)non vengono certo raccontate, o al massimo mistificate, ma sono la prassi.

    E questo nemmeno r.a.t.z.i.n.g.e.r., che non è un "pastore d'acciaio" (o peggio un "pastore tedesco" come lo ha chiamato kiko con una battuta dal significato cinofilo!)ma solo un Pastore in carne ed ossa, può inventarselo, se qualcuno non glielo racconta....

    O per lo meno c'è sempre la speranza che Egli "non sappia", cioè non si renda conto fino in fondo,delle terribili dinamiche interne del Cammino che pesano sulle individualità degli aderenti (questo per fare salva la sua buona fede), perchè se sapesse tutto, la sua responsabilità davanti a Dio, di aver approvato una realtà del genere, sarebbe terrificante.

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  16. Salve a tutti. Sono Carlo D'Ignoti e ho avuto il piacere di leggere i vostri commenti. Vi ringrazio per il supporto spirituale che mi state dimostrando. La mia testimonianza spero che davvero sia di giovamento, affinchè si rendano conto del pericolo a cui vanno incontro. Sono convinto che presto tutti i nodi verranno al pettine e il CN si dissolverà come polvere. Dio vi benedica

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  17. Dio benedica anche te e che sia fatta la Sua Volontà.
    Patrizia

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  18. Benvenuto, carissimo Carlo!
    grazie ancora PER IL TUO CONTRIBUTO
    :-)))))))))))

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  19. salve a tutti,e che la pace del Signore sia con tutti voi. io faccio questo cammino da 10 anni,e tutt'ora continuo a seguire il cammino,ma devo sinceramente ammettere che ci sono alcuni punti sui quali bisogna fare luce.in generale i doni del cammino sono buoni,ma ci sono prassi che non sono contenute all'interno degli statuti,che tutt'oggi continuano a persistere e che dovrebbero avere la giusta attenzione.parlo ad esempio della richiesta di obbedienza che viene avanzata dai catechisti delle comunità,e che a volte cozza con la coscienza della persona se non addirittura in casi estremi con la Chiesa diocesana.nel cammino si è liberi....si è vero,si può uscire ,lasciare;ma perchè rinunciare a tanti doni solo perchè dei laici si nascondono dietro la richiesta di obbedienza(voto che nel cammino non si è mai fatto,e che lo statuto non prevede)?arrivando poi a parlare dei passaggi,è vero ciò che si legge spesso nelle testimonianze di pressioni dei catechisti all'interno della comunità(come succede nel secondo passaggio),io parlo per l'esperienza maturatà nella mia diocesi di brescia. a tal proposito in umiltà mi permetto di dare un consiglio che spero arrivi a chi di dovere nella mia diocesi;basterebbe semplicemente mettere a garante dei passaggi,un sacerdote,esterno al cammino e designato dalla diocesi che seguisse i passaggi neocatecumenali.in tal modo chi cammina potrà camminare in serenità ...e chi è preposto al controllo,darà un servizio in più alla comunità cristiana e i fratelli ....buona Pasqua a tutti e in particolare alla diocesi di brescia

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  20. fratelli.. quanto mi fa male leggere e vedere i vostri cuori così induriti.. il demonio si annida in questo astio che provate nei confront del cammino.. è il demonio che ve lo suscita...
    vi dovrebbe far interrogare il fatto che la Santa Romana Chiesa legge il cammino Neocatecumenale come un dono dello Spirito Santo (così come ha riconosciuto un dono molte altre realtà nate dopo il concilio vaticano secondo). da questo punto di vista dovreste sentirvi tutelati, perchè il Signore non avrebbe mai permesso che il Papa in persona non solo accettasse ma ringraziasse Dio per il cammino.
    a prescindere da questo volevo darvi la mia testimonianza:
    io faccio parte del cammino (cosa intuibile dal mio schieramento del preambolo) e per me è un continuo mezzo di conversione. ho sempre fatto parte della chiesa, ma le messe domenicali erano per me troppo poco: non le sentivo per me e le vivevo freddamente, senza sentire nessuna crescita in me.
    entrando nel cammino mi si è manifestato un mondo, anche la mia natura di peccato (come dice s.teresa sono nulla più il peccato) e mi ha fatto bene... oggi so che Cristo mi ama nonostante quella che sono, e i miei fratelli -che tanto giudico, e con i quali non è sempre rosa e fiori- sono proprio quelli che Dio ha pensato per me per la mia conversione.
    fratelli cari non pensate che basti ascoltare una tantum la messa perchè si possa essere salvi... il demonio è sempre alle porte... non lasiatevi vincere, combattete.....
    a proposito della testimonianza di Carlo e di altri sopra riguardo i catechisti: loro sono i nostri garanti della fede, e ci servono perchè sono un occhio estraneo ed esperto che ti mette in guardia su dove andrai a sbattere se continui in questo indirizzo!
    per quanto riguarda il modo di prendere l'Eucarestia, ridendo, scherzando... beh... questo dipende molto da quanto una persona non abbia ancora capito la maestosità di quello che si sta compiendo in quel momento... ammetto che nella mia comunità era questa la condizione iniziale... ma poi il Signore ci ha toccati, ed oggi il momento dell'Eucarestia è un momento davvero santo, dove si prega in silenzio, o lodando Dio con canti!!
    la Pasqua di Cristo risorto sciolga da voi questi legacci che vi tengono indurito il cuore e vi conceda di risorgere con Cristo in questo santo periodo.
    La Pace

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