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martedì 28 gennaio 2014

"Quando Pietro, diventato eretico incorreggibile viene deposto dalla Chiesa è giudicato e deposto da una potestà superiore non al papato ma all'unione tra il papato e Pietro".

Molti si chiedono chi potrebbe deporre un Papa notoriamente eretico, quando lo stesso Pontefice non ha nessuno sulla terra superiore a lui che lo possa deporre?
La risposta si può trovare in questo scritto del Cardinale De Vio Gaetano che fa la distinzione tra colui che assume il papato, eletto dalla Chiesa, e il Papato che viene conferito all'eletto, (se non ha degli impedimenti) direttamente da Nostro Signore. 
La Chiesa ha il potere di intervenire sulla persona che assume il Papato ma non sul Papato, infatti quest'ultima è una prerogativa solo di nostro Signore.

" Poiché dunque è certo che un Papa che è diventato eretico incorreggibile non è automaticamente destituito e deve essere destituito dalla Chiesa e che la Chiesa non ha potestà sopra il Papato, e che la Chiesa ha potestà sopra l'unione di Pietro con il Papato, in quanto è opera sua, bisogna dire che, quando Pietro, diventato eretico incorreggibile viene deposto dalla Chiesa è giudicato e deposto da una potestà superiore non al papato ma all'unione tra il papato e Pietro".


San Roberto Bellarmino S.J.
De Romano Pontefice I. 2, c. 17.

Bisogna osservare che nel Pontefice coesistono tre elementi: nel Pontificato stesso (precisamente il primato), che è una certa forma: la persona che è il soggetto del Pontificato (o primato) e l'unione dell'uno con l'altro. Di questi elementi, il primo, cioè il Pontificato stesso proviene soltanto da Cristo; la persona invece in quanto tale procede senza dubbio dalle sue cause naturali, ma in quanto eletta e designata al Pontificato procede dagli elettori; spetta a loro designare la persona: ma l'unione stessa procede da Cristo, mediante (o presupponendo) l'atto umano degli elettori... Si dice quindi in verità che gli elettori creano il Pontefice e sono la causa per cui un tale sia Pontefice... tuttavia non sono gli elettori che danno l'autorità né sono causa dell'autorità. Come nella generazione degli uomini l'anima è infusa soltanto da Dio e tuttavia, poiché il padre che genera disponendo la materia è causa dell'unione dell'anima col corpo, si dice che è un uomo che genera un altro uomo ma non si dice che l'uomo crea l'anima dell'uomo. 
 
DAGLI SCRITTI DI TOMASO DE VIO CARDINALE GAETANO
De Comparatione Auctoritatis papae et Concilii, e. XX 1511.

http://www.predicazione.it/progetti_e_sogni/Montesinos/immagini/1%20vio%20tommaso%20de002.jpg

Premessa la certezza dei seguenti tre punti, cioè che il Papa per il fatto che è diventato eretico non è automaticamente deposto per diritto umano o divino, e che il Papa non ha superiore in terra e che il Papa se devia dalla fede deve essere deposto, come detto nel cap. Si Papa, XL D., rimane una grande incertezza quanto al come e da chi il Papa da deporre debba essere giudicato per essere effettivamente deposto, perché un giudice in quanto giudice è superiore a chi è giudicato.
Perciò l'Apostolo nella lettera ai Romani XIV, 4 dice: "Chi sei tu, che vuoi giudicare il servo altrui? Per il suo padrone sta o cade" e San Tommaso nella IIa IIae, q 67 dichiara che il giudice può giudicare soltanto il suddito e come è detto anche nelle Decretali D. XXI, cap. Inferior.
Se infatti il Papa deve essere giudicato e deposto da un Concilio Universale, ne consegue immediatamente che, rimanendo Papa ha sopra di sé il Concilio Universale, per lo meno in caso di eresia. Se invece né il Concilio, né la Chiesa sono al di sopra del Papa, ne consegue immediatamente che un Papa che devia dalla fede debba essere giudicato e deposto e tuttavia nessuno possa giudicarlo e deporlo. E questo è assurdo.
Che diremo dunque per evitare questi due estremi? Non possiamo fare altro che rivolgerci alla via mediana, alla quale si arriva difficilmente: nel cui raggiungimento consiste quella virtù che normalmente risolve molte questioni.
Diciamo quindi che esistono due vie estreme, ambedue false. Una è quella per cui il Papa diventato eretico è deposto ipso facto per diritto divino, senza giudizio umano: l'altra è quella per cui il Papa, rimanendo Papa, in terra ha sopra di sé un potere superiore dal quale può essere deposto.
Ma la via mediana si divide ancora in due: una dice che il Papa non ha assolutamente superiori in terra, ma che in caso di eresia ha come superiore in terra la Chiesa universale, l'altra dice che il Papa né simpliciter né per un singolo caso particolare ha un superiore in terra ma è sottoposto al potere ministeriale della Chiesa universale soltanto per quanto concerne la destituzione. 
 http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130907_francescoebenedetto111111.jpg

La prima via è fondata nella forza coercitiva e giudicativa della Chiesa su Pietro Papa in caso di eresia: infatti per essere giudicati bisogna essere sudditi e costretti. Questa è la via comunemente seguita per quanto ho visto sin qui.
Contro questa via c'è il fatto che, come abbiamo visto, il Papa per diritto divino è al di sopra del Concilio e della Chiesa; ne consegue che se in qualche caso particolare ne è suddito, bisognerebbe che questa eccezione fosse stabilita dal diritto divino. Infatti è evidente come nessun altro diritto inferiore possa stabilire questa eccezione. Ora nel diritto divino quando si stabilisce l'eccezione del caso di eresia non si parla di soggezione bensì di separazione, come appare chiaramente in ognuno dei testi della Sacra Scrittura allegati: Num. XVI, 26 è detto: "Allontanatevi"; ad Gal. 1,8: "Anatema", vale a dire: "sia separato"; ad Thess. m, 6: "Sottraetevi"; 2 ad Cor. VI, 7: "Non lasciatevi mettere il giogo"; 2 Joan. XI: ''Non ricevete, né dite AVE"; ad Tit. IH, 10: "Evita". In breve, in nessun luogo trovo che il diritto divino parli di superiorità o inferiorità in caso di eresia, ma soltanto di separazione. Infatti è noto che la Chiesa può separarsi dal Papa soltanto mediante quella potestà ministeriale con la quale può eleggerlo. Dunque, dal fatto che per diritto divino è stato sancito che l'eretico sia evitato e sia estraneo alla Chiesa, non occorre che vi sia una potestà maggiore di quella ministeriale: per cui essa è sufficiente e si trova nella Chiesa.
A conferma di ciò si noti che non si deve attribuire al diritto divino quanto non si trova in esso o non consegue necessariamente da ciò che vi è espresso. Ora nel diritto divino non si parla in senso stretto di un potere sopra il Papa in caso di eresia, e neppure lo si può dedurre come conseguenza necessaria del diritto divino. Quindi si prova la minore: che non esista, penso sia evidente a chi legge. Dico "penso" perché uno scisma imminente mi ha indotto inaspettatamente a scrivere questo breve saggio nello spazio di due mesi. E che in verità non si possa dedurre, appare evidente dal fatto che, poiché non conviene moltiplicare gli enti senza necessità, meglio è stabilire un principio che stabilirne molti. Poiché la potestà ministeriale è sufficiente, non c'è bisogno di un'altra. 

http://1.bp.blogspot.com/-nvlO_Y3hsJY/UaCd3EAEYOI/AAAAAAAABRw/61DC6CTJl0w/s1600/santagostino-schiaccia-eretici.jpg

Sarà dunque la via mediana anche la vera via, perché un Papa diventato eretico e che perseveri nell'eresia, in terra ha una potestà non a lui superiore, ma una potestà ministeriale per la sua destituzione.
Quindi, per provare ciò, risalendo un poco più indietro, bisogna premettere tre punti. In primo luogo: nel papa vi sono tre elementi, il papato, la persona che è papa, per esempio Pietro, e l'unione di questi due elementi cioè il Papato in Pietro e da questa unione risulta Pietro Papa.
In secondo luogo: riconoscendo e applicando ogni causa all'effetto che le è proprio, troviamo che il papato proviene immediatamente da Dio, Pietro proviene da suo padre, ecc; ma l'unione del Papato in Pietro, dopo che il primo Pietro è stato istituito in maniera immediata da Cristo, non viene da Dio ma da un uomo, come appare evidente; perché avviene attraverso una elezione da parte di uomini.
A causare questo effetto concorrono due consensi umani, cioè quello degli elettori e quello dell'eletto: infatti è necessario che gli elettori volontariamente eleggano e che la persona eletta volontariamente accetti l'elezione, altrimenti non accade nulla. Quindi, l'unione del Papato in Pietro non proviene da Dio in maniera immediata ma mediante un ministero umano, sia dalla parte degli elettori, sia dalla parte dell'eletto.
Il ministero umano per produrre questa unione non agisce come quando si unisce l'attivo al passivo o il fuoco alle stoppie o la virtù della passione di Cristo al soggetto, come fa chi battezza e amministra i sacramenti, perché qui non viene unito nessun attivo ma la sola volontà umana degli elettori e dell'eletto: Non sarebbe facile immaginare qualche cosa d'altro di attivo. Ma dal fatto che l'unione del papato con Pietro è un effetto della volontà umana, quando la stessa costituisce Pietro Papa ne consegue che benché Papa dipenda soltanto da Dio in esse e in fieri, tuttavia Pietro Papa dipende anche dall'uomo in fieri. Infatti Pietro è fatto Papa dall'uomo quando, eletto dagli uomini, l'uomo eletto accetta, e così il papato è unito a Pietro.
In terzo luogo: poiché sicuramente nulla è tanto naturale come il fatto che ogni cosa accada per mezzo di determinate cause, inversamente (è naturale che) per la medesime cause si annulli, com'è detto nel cap. Omnis, de regulis juris; quindi Pietro Papa, che ha la propria causa nel consenso suo e degli elettori, dalla stessa causa in senso contrario può essere annullato. E ciò è stato stabilito col fatto di Celestino V, e dalla Decretale di Bonifacio VIII, inVI°, de renunciatione, cap. I. 

Da queste tre premesse in primo luogo appare certo e senza ombra di dubbio che Pietro Papa, e nell'essere fatto e nell'essere disfatto, dipende da una potestà umana non superiore o uguale alla potestà del Papa, ma minore perché né per fare da Pietro non Papa a Pietro Papa né per fare da Pietro Papa a Pietro non Papa è necessaria un'altra facoltà se non la facoltà della volontà umana, cioè dell'eletto e degli elettori. Né nella questione di cui ci occupiamo si deve guardare la buona o cattiva coscienza, o se sono mossi da buona o cattiva intenzione o ragione; in questa questione basta attenersi ai fatti perché in verità Pietro sia o non sia Papa.
Che anche questa potestà sia inferiore alla potestà del Papa è evidente anche senza altra prova dal fatto che, morto un Papa, anche senza decisione di diritto positivo questa potestà si trova nella Chiesa e non si estende a quelle cose alle quali si estende l'autorità del Sommo Pontefice: altrimenti vi sarebbero nella Chiesa due supreme potestà e Cristo non avrebbe istituito un regime ecclesiastico monarchico. E siccome il pari non ha potere sul proprio pari, i Pontefici non avrebbero potuto imporre a questa potestà il modo di esecuzione: cioè per mezzo di chi, da quanti e come debba aver luogo l'elezione e l'invalidità dell'atto, se sarà stata fatta diversamente. Tutto ciò dimostra che questa potestà non è né minore né pari ma inferiore alla potestà del Papa; infatti è proprio di una virtù superiore disporre con autorità riguardo a un atto di un inferiore cosicché, se compiuto diversamente, non sia valido, come si trova nella questione di cui ci occupiamo. In secondo luogo è certissimo che una cosa è aver potestà al di sopra della congiunzione da fare o da disfare di Pietro e del Papato, altro è aver potestà sul Papa. Dal fatto che la potestà minore del papato, cioè la semplice volontà dell'eletto e degli elettori, può fare o disfare questa unione e che una potestà di tal genere essendo minore del papato non ha potere sopra il Papa, chiaramente si dimostra che una cosa è aver potere sopra quell'unione e altra cosa è aver potere sopra il Papa. Quindi non si trova potestà sopra il Papa se non in Nostro Signor Gesù Cristo, invece la potestà sopra l'unione del papato e di Pietro si trova in terra e a ragione, perché il papato è opera di Dio immediatamente mentre l'unione del papato e di Pietro è opera nostra. 

Né tu che ti professi filosofo stupirai del fatto che si trovi una potestà sopra l'unione della forma con la materia, che non è sopra la forma, perché l'unione della forma con la materia viene dopo. Il tuo stupore cesserà se avrai considerato che l'unione della forma e della materia può essere considerata da due punti di vista, dalla parte della materia e dalla parte della forma e che ciò che ha potere sopra l'unione della forma e della materia da parte di tutte e due o da parte della forma ha anche potere sopra la forma, ma ciò che ha potere sopra quell'unione dalla parte della materia non è necessario che abbia potere sopra la forma, come è evidente nella generazione dell'uomo. "Il sole e l'uomo generano l'uomo" (11) che consiste nell'unione del corpo e dell'anima intellettiva o risulta da quell'unione e si sa che il sole e l'uomo non hanno potere sopra l'anima intellettiva che viene dal di fuori, ma hanno potere sopra quell'unione da parte del corpo, che è materia. Così accade nella questione di cui ci occupiamo: infatti il papato e Pietro sono come materia e forma e solo Gesù Cristo ha potere sopra la loro unione dalla parte del papato e di conseguenza di tutte e due le parti, e per questa ragione lui solo può porre dei limiti e stabilire la potestà del Papa; la Chiesa ha potere sopra la loro unione soltanto da parte di Pietro e per questa ragione non può nulla sopra il Papa, ma soltanto sopra l'unione.
E poiché la rimozione del Papa sia per rinunzia, sia per destituzione, sia per espulsione non è dissolvimento del papato né di Pietro ma dell'unione del papato e di Pietro, perciò occorre che con la massima diligenza e prudenza quando si tratta della rimozione di un Papa si abbia sempre alla mente che ciò non necessita di una potestà superiore al papa, ma superiore all'unione tra Pietro e il papato.
Per essere più chiari: bisogna sapere che è certo che Pietro Papa vivente può essere rimosso dal papato in tre modi: primo, per espulsione da parte di Nostro Signor Gesù Cristo; secondo per propria rinunzia spontanea; terzo per destituzione non voluta per eresia incorreggibile, da parte della Chiesa. Ma in tutti questi modi non cessa di esistere il papato e neanche Pietro; viene meno soltanto l'unione dei due, ma in maniera diversa per ognuno dei modi. Nel primo modo, cioè per espulsione da parte di Nostro Signor Gesù Cristo quell'unione è sciolta da una potestà superiore non soltanto rispetto all'unione, ma anche rispetto al papato: infatti l'autorità del Signore sta sopra quell'unione dalla parte della forma. E poiché, come è stato detto, non c'è altra potestà al di sopra del Papa e per questo nessun'altra potestà può toccare quest'unione dalla parte della forma, ne consegue che nessun'altra potestà possa rimuovere il Papa come potenza superiore al Papa, ma questo è proprio del nostro Salvatore. 

E proprio in questa maniera deve essere interpretato quanto dice Papa Anacleto D. LXXIX, Eiectionem che afferma: "II Signore riservò a se stesso l'espulsione dei Sommi Pontefici". Infatti la differenza tra il Papa e gli altri Pontefici si trova in questo, che gli altri Pontefici possono essere espulsi da una potestà superiore alle stesse potestà dei Pontefici, il Papa invece no; perché nella Chiesa terrestre si trova una potestà superiore alla potestà giurisdizìonale del vescovo, ma non si trova una potestà superiore alla potestà del Papa. Da ciò deriva che il Signore ha accordato al Papa la loro espulsione con l'attribuirgli una potestà superiore, ma ha riservato per sé l'espulsione del Papa non concedendo a nessuno una potestà superiore a quella del papato. Quindi, se Papa Giovanni espellesse un vescovo dalla pienezza della potestà, questo vescovo sarebbe espulso e non avrebbe più potestà di giurisdizione, ma nella Chiesa il Signore non ha lasciato nessuna potestà che possa agire allo stesso modo contro Pietro Papa. Nel secondo modo, cioè per rinuncia e nel terzo, cioè per destituzione, quell'unione viene sciolta non da una potestà che sta sopra al papato ma da una potestà che sta sopra soltanto all'unione, perché né la volontà di Pietro né la volontà della Chiesa sono sopra al papato ed è proprio da queste volontà che quell'unione proviene e viene sciolta, come appare evidente.
Poiché dunque è certo che un Papa che è diventato eretico incorreggibile non è automaticamente destituito e deve essere destituito dalla Chiesa e che la Chiesa non ha potestà sopra il Papato, e che la Chiesa ha potestà sopra l'unione di Pietro con il Papato, in quanto è opera sua, bisogna dire che, quando Pietro, diventato eretico incorreggibile viene deposto dalla Chiesa è giudicato e deposto da una potestà superiore non al papato ma all'unione tra il papato e Pietro.

13 commenti:

  1. Molto bene. É di grande aiuto. Ma... adesso viene la domanda: qual'è la Chiesa oggi? Dov'è? Chi potrebbe deporre Francesco se tutti lo applaudono? Si vá in circolo...

    Nel fondo sembra tutta una questione di semantica...

    Qdo è uscita la notizia - falsa - che Francesco avrebbe detto che Adamo e Eva non sono esistiti ecc. ecc. e prima di venire a balla la verità, hanno notiziato che alcuni Cardinali e molti vescovi hanno mormorato... Potrebbe essere una bella notizia, ma chi è rimasto di cattolico in quella Chiesa? Chi è il vescovo cattolico che San Bellarmino proclama???

    Grazie

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    1. leggiti gli ultimi numeri del bollettino di "si si nno no"
      -Piccolo catechismo sulla chiesa e il magistero
      e potresti avere la risposta

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    2. Per Resistecia Catolica.
      Anche nella chiesa ufficiale, ex cattolica, sono presenti ancora vescovi autenticamente cattolici. Il problema per loro e dei loro fedeli, è che non hanno ancora capito o deciso la posizione di resistenza agli pseudo-papi ed alla pseudo-gerarchia che riempie il Vaticano.
      Parlano da cattolici ed agiscono da cattolici ma non si sono ancora staccati formalmente dalla chiesa ufficiale.
      Si spera lo facciano presto e si riuniscano presto per indicare la decadenza dalla cattedra sia dell'attuale, sia dei precedenti seduti sulla cattedra di Pietro.

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  2. Chiedo agli eventuali fedeli qui presenti della FSSPX: che cosa si dice lì dentro circa la situazione di sfacelo eretico-apsotatico, (con spinta sccelerata dal vertice) che si aggrava di giorno in giorno, nell'incoscienza quasi generale del popolo(bue), pago e contento delle frasette pop del vdr ?
    qual è l'opinione e il sentimento in proposito, di mons. tissier, di mons. De Galarreta ?
    conforme o difforme da quello di mons. Fellay ?
    sul sito sanpiox.it è tutto esplicitato, o si legge solo la punta dell'iceberg ?
    mi interessa molto sapere se possibile, che cosa dicono ai loro sacerdoti e fedeli, come fanno il punto della situazione. Grazie.
    ingrid

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    1. >pardon.....scusate i refusi (x caratteri piccoli....)

      -sfacelo eretico-apostatico
      -spinta accelerata
      ingrid

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  3. Spero non proseguano nella assurda tesi " il papa è capo veramente ma non si può obbedire!" .
    E' una posizione ormai assurda, senza logica e dottrinalmente sbagliata.
    Capisco che la crisi è strana ed inusuale, ma se la posizione dei vescovi e sacerdoti della Fraternità, fosse la solita, è la fine della fraternità che ha difeso i valori cattolici per decenni.

    Non si possono condannare frasi, encicliche e detti dei papi post-conciliari e poi insistere a dire che hanno tutta l'autorità papale !
    Non torna la logica e non torna la dottrina dell'infallibilità, nè quella della continuità della tradizione !

    L'insistenza alla Fellay sembra parare il colpo se dovessero "rientrare" nella comunità della chiesa ufficiale. "Dicevamo solo che sbagliava, non che non fosse papa....!"
    Così capra e cavoli sono a posto.
    Già da tempo sacerdoti di coraggio hanno formato comunità
    Il fedele che vuole invece essere fedele alla Chiesa cattolica DEVE farsi carico di queste riflessioni e prendere le decisioni più drastiche e logiche senza aspettare decisioni dall'alto della gerarchia.

    Già da tempo sacerdoti di coraggio hanno formato comunità cattoliche che non possono riconoscere nei papi attuali (sono pure due, ora...)alcuna autorità anche poichè recidivi nel considerare il Concilio VatII come ottimo ed innovatore nonostante l'evidente sfacelo.
    Verrà il tempo in cui mons Guerard des Lauriers sarà riconosciuto come il teologo che ha salvato la dottrina cattolica ed ha mostrato la strada da percorrere per mantenere la fede cattolica !

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  4. La questione dell'autorità nella Chiesa cattolica
    La questione dell'autorità nella chiesa cattolica in stato di deprivazione cioè del "Papa eretico "(vero e proprio ossimoro !) è ad un tempo parziale e storicamente nuova. Parziale perché parte di una questione più grande; nuova in quanto mai verificatasi prima nella quasi bimillenaria storia della Chiesa.
    Per quanto riguarda l'eresia…
    La sacra scrittura comanda di togliere l'uomo malvagio di mezzo alla Chiesa ( 1Cor.5,13) e di separarsi dall'uomo eretico (Ti 3,10).
    Insegnamento infallibile della Chiesa - al fine che "non accada di vedere nel luogo santo l'abominio della desolazione"- è che qualsiasi ecclesiastico di qualsiasi grado, sia anche sommo pontefice, sia caduto in eresia uscita ma, sia privato ipso facto della sua autorità, siano totalmente nulli i suoi atti, sia assolutamente lecito per i sottoposti recedere dall’ obbedienza, devozione e frequentazione.
    Questo è molto altro comanda la bolla del 1559 -valida in perpetuo -di Papa Paolo IV "Cum ex Apostolatus " dal canto suo il codice di diritto canonico del 1917 all'articolo 188 § 4 giudica invalida l'elezione al Sommo Soglio di un eretico.
    Dal canto suo, il codice di diritto canonico (del 1917) all'articolo 188 § 4 giudica invalida l'elezione di diversi soggetti tra cui gli eretici.
    Secondo l’Aquinate ( S.T. – II-II, Q. 10; Art. 12 ) questi giudizi della Chiesa sono sufficienti a dirimere la questione in quanto il giudizio infallibile della Chiesa prevale sempre su quello dei suoi dottori per quanto sapienti.
    Prevale anche rispetto a quella tesi che giudica valida l'elezione da parte dei cardinali eretici di veri eresiarchi quale sono stati gli ultimi falsi papi che in quanto legalmente (?) eletti sarebbero “papi materiali più o meno eretici” (dicono: chi può giudicare il loro cuore ? Risposta: ma perché il Signore per combattere l'eresia ci ha chiesto di scrutare il cuore di costoro oppure di giudicarne le parole e le azioni(che sono ben visibili e giudicabili) ? Due piccole osservazioni ancora su questa tesi che, a questo punto, lo stesso Guérard De Lauriérs, dati i fatti, avrebbe abbandonato:

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  5. continua...

    1) mi sembra che quando alcuni dicono Papa materiale, l'accento venga sempre posto sulla parola "Papa", volendo, credo, significare con ciò che in qualche modo un Papa "cattolico" vi sia. Dunque vi sia una qualche autorità sui cattolici. Ecco il pericolo e il sottile (auto) inganno.
    2) inoltre si dice: "va bene, sbaglia ma forse Dio con un miracolo lo convertirà, e allora sarà Papa". Ma cosa dice la S. Scrittura degli eretici che tutti i santi giorni contristano lo Spirito Santo di Dio ? Dobbiamo aspettarci la conversione di Bergoglio ?
    2 Tm 3:12,13: "del resto tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannatori e ingannati nello stesso tempo.
    E inoltre Rm 11 : 7b-10 "che dunque? Quel che cerca Israele (gli eretici) non l'ha ottenuto, l'hanno ottenuto gli eletti. Gli altri sono stati accecati, conforme sta scritto: "diede loro Iddio uno spirito di stordimento, occhi da non vedere, orecchi da non sentire, fino al giorno d'oggi". E Davide dice: "La loro mensa (la falsa eucaristia ?) sia per essi un laccio e un cappio e un inciampo e giusta punizione; siano oscurati i loro occhi da non vederci più e la loro schiena incurvata del tutto".

    Dunque nessun eretico può essere Papa e ove riuscisse ad infiltrarsi deve essere prima redarguito e poi disubbidito ed evitato, infine cacciato dalla Chiesa. Questo nella Chiesa in ordine.

    RispondiElimina
  6. continua...

    Ma oggi dopo 50 anni di grande apostasia -situazione mai verificatasi prima nella Chiesa cattolica -chi può applicare questi comandamenti e leggi ?
    Terribilmente, l'apostasia ha privato -pro tempore - la Chiesa del suo pastore universale (ma non del suo Signore Gesù Cristo che è rimasto al suo fianco ), della stragrande maggioranza dei suoi vescovi (ma significativamente non di tutti ! La successione apostolica è preservata), di molti luoghi in cui si celebravano i Sacramenti (ma non tutti ! In diversi luoghi della terra continua a essere offerta all'Oblazione Pura )…
    Si, terribilmente (ne va della salvezza di milioni di anime!), la Chiesa è divenuta un piccolo gregge, disperso, incerto (ma non nella Fede ! ), divisa nei suoi pastori (io sono di Paolo, io di Apollo…1 Cor. 1,12) ma ricca della compagnia del suo Signore Gesù, di Fede Speranza e Carità, di Vescovi dotati della successione apostolica, di veri sacerdoti cattolici, dei Sacramenti di Cristo e di fedeli sparsi in tutto il mondo.
    La sua povertà non sarebbe un problema, se non si soffrisse così tanto per l’assenza di un vero Papa, fonte di unità e di giurisdizione.
    Ma sussistendo la vera Chiesa sussiste anche la missione affidatale da Cristo: la salvezza delle anime, fine supremo della Chiesa e quindi della legge che la governa.

    RispondiElimina
  7. continua...

    Quindi i vescovi non possono continuare ad evitare la questione della legislazione di supplenza in attesa che il Soglio sia rioccupato o Cristo decida diversamente.
    Ove fosse, in futuro, eventualmente, rieletto un vero Papa cattolico, allora i vescovi potrebbero rimettere nelle sue mani tutto il loro operato al fine che fosse confermato o meno.
    Inoltre i vescovi cattolici potrebbero e dovrebbero raggiungere un nuovo livello di unità tra di loro in modo che le comunità cattoliche sparse nel mondo tornino ad essere una lampada posta in alto in vista di tutte le anime.
    Tale comportamento dei nostri vescovi darebbe nuova vita alla Chiesa dando nuovo impulso alla sua missione universale che certamente soffre molto per la disunione attuale.
    Ma prima ancora di ogni effetto benefico immaginabile, l'unione dei vescovi cattolici porrebbe in alto e glorificherebbe il nome stesso della Santissima Trinità e di Cristo con una rinnovata esposizione del Depositum Fidei dopo decenni di apostasia e sacrilegi.
    Oggi invece la situazione è abbastanza confusa e deprimente: ogni vescovo cura il proprio orticello…
    Firmato : Stat Veritas

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  8. Perfettamente d'accordo !
    La tesi di Cassiciacum non poteva che definire il "materialiter" ed il "formaliter" per cercare di dirimere questa strana e nuova situazione che dura da 50 anni.
    Certo Dio non ci chiede di investigare nel cuore di ogni pseudo-papa per capire se sia anche materialmente papa !
    Ci chiede di starne lontano, come giustamente sono state inserite le frasi della S.Scrittura, senza ascoltare celebrazioni che siano offerte "con il papa" ma siano offerte con il Signore Gesù e non altri...
    Credo che la tribolazione di molti vescovi ancora cattolici sia proprio il dubbio ,per loro tragico, se riconoscere l'apostasia di papi o no e, di conseguenza , se riconoscerne l'autorità o no.
    La conseguenza di non riconoscerne l'autorità è di dichiararlo pubblicamente per salvare i fedeli.
    E' quanto fece Lefebvre come primo atto.
    Il secondo è quello di dichiarare nulle le elezioni ed i papi del post-concilio.
    Ma questi passaggi saranno non brevi per il timore di vescovi (vedi Williamson) ad esporsi così tanto.
    Questo coraggio non è venuto meno a quel vescovo greco-cattolico dell'Ucraina (se non mi sbaglio)che ha apertamente dichiarato eretico Ratzinger e poi Bergoglio.
    Che quel coraggio divampi in tutto il mondo !
    Il Signore sta mostrando tutte le falle di Bergoglio perchè i veri fedeli possano aprire gli occhi.

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    Risposte
    1. Ottimo ! sono considerato un bastardo da un eretico papolatra, amante del conciliabolo Vat II, e probabilmente un settario della "neocatecumenali & associati".
      Credo di provare la stessa sensazione che ebbe mons. Lefebvre quando lo pseudo-papa Wotyla credette di scomunicarlo...
      Infatti quella "scomunica" fu nulla per ragioni dottrinali, canoniche; tanto che persino il successore, emerito Ratzinger, dichiarò come fosse non perfettamente valida e la ritirò !

      Elimina
  9. Colui che trattiene è stato rimosso. Le chiavi della Chiesa ritornano nelle mani di Pietro, il primo apostolo e la profezia di Malachia è compiuta.

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