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sabato 21 settembre 2013

"IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" di Don Félix Sardà y Salvany, (Capitolo 19°)...



Continuiamo la publicazione del  LIBRO "IL LIBERALISMO E' UN PECCATO" DI Don Félix Sardà y Salvany.
 
«La parte dottrinale di cotesto libro, la quale riguarda il liberalismo, è eccellente, conforme ai documenti di Pio IX e di Leone XIII, e giudicata dalla Sacra Congregazione dell'Indice dottrina sana.» La Civiltà Cattolica, anno XXXIX, vol. IX della serie XIII, Roma 1888, pag. 346. 
 
 http://www.seldelaterre.fr/I-Grande-12040-le-liberalisme-est-un-peche-nouvelle-edition.net.jpg
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Il liberalismo è un peccato: capitolo 19
principali regole di prudenza cristiana che deve osservare ogni buon cattolico nei suoi rapporti con i liberali.

Tuttavia, non ingannatevi o lettori! Bisogna, nel nostro secolo, vivere a contatto con i liberali esaltati, liberali moderati e i cattolici miserabilmente intaccati di liberalismo.
Così vissero i cattolici con gli ariani nel quarto secolo, con i pelagiani nel quinto, con i giansenisti nel diciassettesimo. È impossibile non avere qualche relazione con loro, poiché lì si incontra ovunque; negli affari, negli svaghi, nelle visite, perfino nelle chiese e talvolta nella stessa nostra famiglia. Dunque come si comporterà il buon cattolico nelle sue relazioni con tali appestati? Come riuscirà a prevenire, evitare o almeno a diminuire, i rischi continui di infezione che egli corre?
È estremamente difficile indicare delle regole precise per ciascun caso, ma si possono dare le massime generali di condotta, e lasciare alla prudenza di ciascuno la cura di applicarle in ciò che lo concerne individualmente.
Ci sembra, per prima cosa, convenga distinguere tre classi di relazioni possibili tra un cattolico e il liberalismo, o meglio tra un cattolico e un liberale.
Ci esprimiamo in questo modo, poiché, in pratica, le idee non possono considerarsi come separate dalle persone che le professano e le sostengono.  Il liberalismo ideologico reale e pratico risiede nelle istituzioni, le persone, i libri e i giornali liberali. Ebbene dunque, si possono supporre tre classi di relazione tra un cattolico e un liberale:
1) relazioni necessarie,
2) relazioni utili,
3) relazioni di pura affezione e di svago.

Relazioni necessarie. -Le relazioni necessarie sono imposte a ciascuno dal suo stato dalla sua posizione particolare: esse non possono essere evitate.
Tali sono quelle che debbono esistere tra un padre un figlio, un marito una moglie, fratelli e sorelle, inferiori e superiori, padrone di casa e domestici, discepoli e  professori.
È evidente che, se un figlio credente ha la disgrazia di  avere un padre liberale, egli non deve abbandonarlo per questo, né la moglie  il marito,né il fratello la propria sorella, né un genitore un membro della propria famiglia, a parte il caso in cui liberalismo di queste persone non arrivasse a esigere dai loro inferiori rispettivi degli atti essenzialmente contrari  alla religione, inducendoli all'apostasia formale; non sarebbe sufficiente che costui solamente ostacolasse il credente nell'adempimento dei precetti della Chiesa. Si sa che la Chiesa non intende mai obbligare le persone quando si trovino, come in questo caso, " sub gravi incommodo".

In tutti questi casi il cattolico deve sopportare con pazienza la sua penosa situazione e mettere in atto tutte le precauzioni che può per evitare il contagio del malvagio esempio. Come tutti trattati sulla tentazione consigliano, egli deve mantenere il suo cuore elevato verso Dio, pregare ogni giorno per la propria salvezza e per le disgraziate vittime dell'errore, qfuggire per quanto possibile le conversazioni alle discussioni su queste materie, e non accettarle se non ben provvisto di “ armi “offensive e difensive. Queste armi mi saranno fornite dalla lettura di libri e giornali giudicati buoni da un direttore spirituale prudente. Controbilanciare l'influenza di persone infettate da questi errori con la frequentazione di altre persone provviste di scienze autorità, in possesso di una sana dottrina, obbedire al proprio superiore in tutto ciò che non si oppone alla fede e alla morale cattolica, ma rinnovare sovente il fermo proposito di rifiutare l'obbedienza a chicchessia, in tutto ciò che direttamente o indirettamente fosse in opposizione con l'integrità del cattolicesimo. In una simile necessità, non bisogna affatto perdere coraggio: Dio che ci vuole sostenere nella lotta non ci rifiuterà i soccorsi di cui avremo bisogno.
Cade a proposito qui costatare che i buoni cattolici appartenenti ad dei paesi liberati e delle famiglie liberali, si distinguono, quando sono veramente buoni, per un vigore una tempra di spirito particolare.
 Questo è il modo costante in cui la Grazia procede, il suo aiuto è tanto più forte quanto la necessità è più urgente.

Relazioni utili
vi sono altre  relazioni che non sono assolutamente indispensabili ma che lo sono moralmente poiché, senza esse, la vita sociale, che riposa su uno scambio mutuo di servizi, sarebbe quasi impossibile. Tali sono le relazioni nel commercio, quelle tra imprenditore e operaio, tra l'artigiano ai suoi clienti,etc. etc. Ma, in questo caso, lo stretto rapporto di soggezione di cui abbiamo parlato più in alto non esiste affatto; di conseguenza, si può agire con più indipendenza.
La regola fondamentale è di non entrare in contatto con tali persone più di quanto esiga l'ingranaggio della macchina sociale.
Se voi siete commercianti, non abbiate con essi altre relazioni che non siano quelle che comporta il commercio; se siete domestici, limitatevi a quelle relazioni che il servizio esige; se siete artigiani, contentatevi delle consegne e ricevute che comporta il vostro mestiere. Con l'aiuto di questa regola e a patto che si tenga conto delle precauzioni raccomandate precedentemente, si può vivere senza danno per la propria fede, anche in mezzo a una popolazione di giudei, senza tuttavia dimenticare che, in questo caso, non deve esserci alcuna ragione di vassallaggio e che l'indipendenza cattolica ha il dovere di manifestarsi sovente per imporre il rispetto a quelli che pretendono di annichilirla con il loro sfrontato liberalismo. Tuttavia, se il caso di un arbitrio evidente si presentasse, occorrerebbe opporsi in tutta franchezza, levandosi in faccia settario che volesse imporlo, con tutta la nobile ferma semplicità di un discepolo della Fede.

Relazioni di semplice amicizia
queste sono quelle che noi nutriamo e intratteniamo per nostro piacere inclinazione è che possiamo rompere liberamente per il solo fatto di volerlo. Noi dobbiamo evitare qualsiasi relazione di questo genere con i liberali, in quanto pericoli certi per la nostra salvezza. La parola del Salvatore" chi ama il pericolo vi perirà" si applica veramente a questo caso. È oneroso? Non importa, occorre rompere il legame dannoso che ci mette in pericolo; e per riuscirci aiutiamoci con le seguenti considerazioni che senza dubbio produrranno in noi la convinzione e senza le quali otterremmo solo, in noi,  una gran confusione. Se questa persona fosse affetta da un male contagioso, la frequentereste? Sicuramente no. Se la vostra relazione con loro compromettesse la vostra reputazione, continuereste a frequentarli? Certamente non più. Andresti a frequentarla se condannasse la vostra famiglia? No, certamente.
Ebbene! In questa questione che tocca l'onore di Dio e la nostra salute spirituale, facciamo ciò che la prudenza umana ci consiglierebbe di fare per il nostro interesse materiale e per il nostro onore umano.
Noi ci ricordiamo, a questo proposito, di aver sentito dire a un personaggio d'oggi altolocato nella Chiesa:" niente in comune con i liberali! Non frequentate le loro case, non coltivate la loro amicizia." Del resto l'apostolo San Paolo l'aveva già detto riguardo ai i loro congeneri:" non vi mischiate con loro. Ne conmisceamini…”,” Non sedetevi neppure alla loro tavola. Cum ejusmodi nec cibum sumere “.
Orrore dunque, abbiate orrore dell'eresia, di questo male al di sopra di ogni male!
La prima cosa da fare è un paese infettato dalla peste, è di isolarlo. Ah! Chi ci darà il potere di stabilire oggi un cordone sanitario assoluto tra i cattolici e i settari del liberalismo!

1 commento:

  1. considerato il mondo di oggi credo che non si possa fare a meno di frequentare dei cosiddetti liberali ed avere con loro rapporti di amicizia
    ormai sono la assoluta maggioranza e se non li si frequenta ci si trova totalmente isolati
    tutto sta a non farsi condizionare da essi a far presente serenamente che si è cattolici e si va a messa ogni domenica
    io mi comporto così e le persone che conosco anche atei o anticlericali, rispettano le mie convinzioni religiose, in mia presenza non assumono atteggiamenti anti religiosi e non criticano la religione e non dicono barzellette blasfeme

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