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domenica 20 maggio 2012

"Un ramo sano innestato nella malsana pianta conciliare finirebbe col prendere necessariamente la malattia conciliare. In nessun modo un semplice ramo può guarire questa malattia.".

Già nel 1943 (più di vent’anni prima del Concilio Vaticano II), Ernesto Bonaiuti (v. n. 436 di “Chiesa viva”) famoso prete modernista e scomunicato, aveva scritto: «Il Modernismo si propone (...) di trasformare il cattolicesimo dall’interno, lasciando intatto, nei limiti del possibile, l’involucro esteriore della Chiesa (...). Il culto esteriore durerà sempre come la Gerarchia, ma la Chiesa, in quanto maestra dei sacramenti e dei suoi ordini, modificherà la gerarchia e il culto, secondo i tempi...
Ora questo farneticare di questo insensato modernista, si è avverato alla perfezione ed oggi nè abbiamo una notevole conferma dall'agire di quasi tutti i cosidetti consacrati della "Nuova Chiersa Conciliare" compresi i più autorevoli rappresentanti "I PONTEFICI POST CONCILIABOLO"....


 Ha ben spiegato Mons. Lefebvre ne "Il colpo da maestro di Satana": "Satana ha inventato delle parole chiave che hanno permesso la penetrazione nel Concilio degli errori moderni e modernisti: la libertà si è introdotta per mezzo della libertà religiosa o delle religioni; l'uguaglianza per mezzo della collegialità, che introduce i principi dell'egualitarismo democratico nella Chiesa e, infine, la fraternità per mezzo dell'ecumenismo, che abbraccia tutte le eresie, tutti gli errori e tende la mano a tutti i nemici della Chiesa. Il colpo da maestro di Satana sarà dunque la diffusione dei principi rivoluzionari, introdotti nella Chiesa dall'autorità della Chiesa stessa, ponendo questa autorità in una situazione di incoerenza e di contraddizione permanente. Fino a quando questo equivoco non sarà chiarito, i disastri si moltiplicheranno in seno alla Chiesa. Diventata equivoca la liturgia, altrettanto avviene per il sacerdozio e per il catechismo: la Fede, che non può reggere che sulla Verità, si sgretola. La stessa gerarchia della Chiesa vive in un permanente equivoco fra l'autorità personale, ricevuta col sacramento dell'Ordine e la Missione di Pietro o del Vescovo, e i principi democratici. Bisogna riconoscere che l'inganno è stato ben architettato e la menzogna di Satana utilizzata in modo meraviglioso. Attraverso l'obbedienza la Chiesa si sta distruggendo con le sue stesse mani e si convertità al mondo eretico, giudeo e pagano, per mezzo di una liturgia equivoca, di un catechismo ambiguo, pieno di omissioni e di nuove istituzioni, basate su principi democratici".

 
 Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X
  19 maggio 2012
L’ECUMENISMO DI BENEDETTO - V
A causa della necessità di frazionare un lungo argomento in più pezzi, i lettori possono aver perso il filo dei vari Commenti su “L'ecumenismo di Benedetto”. Cerchiamo di riassumere l'argomento fino ad oggi: -
CE 241 ha fissato alcuni principi di base: la Chiesa cattolica è un tutto organico, e se qualcuno seleziona e sceglie fra le sue credenze, come tale è eretico. Inoltre, se questi porta una credenza cattolica fuori dalla Chiesa, questa non rimarrà la stessa, al pari dell’ossigeno che fosse tratto dall’acqua per elettrolisi, cessando così di far parte di un liquido per trasformarsi in un gas. L’ecumenismo conciliare suppone che ci siano delle credenze che i non-cattolici condividano con i cattolici, ma in effetti anche “Io credo in Dio” rischia di essere molto diverso a seconda che sia incorporato in un sistema di credenze, o credo, protestante o cattolico.
CE 247 ha utilizzato un altro confronto per illustrare come le parti di un tutto cattolico non rimangano le stesse quanto vengono portate fuori da esso. Le monete d’oro rimangono se stesse quando sono separate da un mucchio di monete, ma un ramo tagliato da un albero vivo diventa qualcosa di molto diverso: del legno morto. La Chiesa è più simile all’albero che al mucchio di monete, perché Nostro Signore ha paragonato la Sua Chiesa a una vite, infatti ha detto che ogni tralcio tagliato viene gettato nel fuoco e bruciato (Gv XV, 6 – Interessante notare come nessun ramo vivo è così fruttuoso come il tralcio della vite, mentre nessun legno morto è così inutile come il legno del vitigno). Così che le parti recise dalla Chiesa cattolica non rimangono cattoliche, come pretende l’ecumenismo Conciliare.
CE 249 ha mostrato come i documenti del Vaticano II promuovano queste false idee di ecumenismo, ma prima CE 248 ha dovuto mettere sull’avviso circa il fatto che tali documenti sono noti per la loro ambiguità, facendo l’esempio di come la Dei Verbum 8 abbia aperto la porta alla falsa nozione di “tradizione vivente” dei modernisti. Di conseguenza CE 249 ha presentato tre testi del Concilio, cruciali per l’ecumenismo dei modernisti: Lumen Gentium 8, che suggerisce che la “vera” Chiesa di Cristo si estende oltre la “ristretta” Chiesa cattolica; e Unitatis Redintegratio 3, che suggerisce per prima cosa che la Chiesa è costituita da “elementi” o parti che si possono trovare ugualmente dentro o fuori la Chiesa cattolica (come le monete dentro o fuori il mucchio) e secondariamente che di conseguenza questi elementi possono servire per salvare le anime dentro o fuori la Chiesa cattolica.
CE 251 infine ha parlato particolarmente dell’ecumenismo di Benedetto XVI. Delle citazioni di Don Joseph Ratzinger, presentate dal Dr. Schüler nel suo libro Benedetto XVI e l’auto-comprensione della Chiesa cattolica, hanno mostrato come il giovane teologo negli anni 1960 ragionasse interamente secondo la logica delle monete d’oro che possono stare dentro o fuori il mucchio. E delle citazioni successive hanno mostrato come l’anziano cardinale e Papa abbia cercato continuamente di mantenere l’equilibrio tra la Chiesa come un mucchio di monete e la Chiesa come un tutto organico, ma, come sostiene il Dr. Schüler, questa stessa azione di bilanciamento presuppone che metà di lui creda ancora alla Chiesa come fosse un mucchio di monete. 
 
A meno che i lettori non chiedano delle citazioni testuali di Joseph Ratzinger per provare che esse non siano state mescolate o tratte fuori dal contesto, l’ultimo CE di questa serie concluderà con una applicazione delle sue lezioni alla situazione della Fraternità San Pio X di Mons. Lefebvre. Per un verso la FSSPX è parte del vero insieme cattolico, dell’“una, santa, cattolica e apostolica”; per l’altro ha fatto meglio ad evitare di far parte dell’insieme malsano conciliare. Un ramo sano innestato nella malsana pianta conciliare finirebbe col prendere necessariamente la malattia conciliare. In nessun modo un semplice ramo può guarire questa malattia.
Kyrie eleison.

22 commenti:

  1. Il realismo di mons. Williamson è ineccepibile: Un ramo sano non può innestarsi in un albero malato.

    Ma come si è ammalato questo albero? Faccio qualche breve osservazione.

    1) Prima di tutto un malato non potrà mai ammettere d'essere tale e farà di tutto per pensare d'essere sano. Provate a dire ad un luterano che è nell'errore e vedete se lo accetta. Perché, dunque, dovrebbe accettarlo un "cattolico-conciliare"? Ovvio che non lo fa.

    2) Quando il Cristianesimo ha qualcosa di strano al suo interno è sempre perché un corpo estraneo si è inserito in lui.
    L'iconomachìa, in Oriente, durò 200 anni e s'impose a causa di un imperatore che, per disegni politici, voleva che tutte le chiese si sbarazzassero d'immagini di santi. Diverse immagini di Madonne nei nostri santuari vengono da quest'epoca: i marinai le pescavano dal mare perché in Oriente se n'erano sbarazzati.
    In questo modo l'imperatore credeva d'avere migliori relazioni con l'Islam (che non ammette le immagini) e trarne vantaggi politici. Ma la Chiesa soffrì per moltissimo tempo.

    Dottrine che nel Cattolicesimo sono state lungamente condannate e che in soli 5 anni vengono accolte, fanno pensare allo stesso fenomeno: come se qualche centro esterno avesse convinto il Vaticano a cambiare linea per fini di politica internazionale. Avere delle concezioni di Chiesa tipo "sacco di monete d'oro", come dice mons. Williamson, è funzionale ad una mondializzazione, ad una politica di uniformizzazione che sta già avvenendo ovunque.

    Per tal fine - che ha evidenti riscontri economici - è necessario eliminare più barriere possibili, fossero queste pure religiose.

    3) Quelle realtà che non si adattano a questa normalizzazione politico-sociale-religiosa sono ovviamente perseguitate, per quanto siano fenomeni fisiologicamente previsti quindi subito isolati. Si fa, allora, in modo di emarginarle per renderle inoffensive. Se tuttavia esse dovessero entrare in una Chiesa già "adeguata", allora bisogna addomesticarle. Non lo vogliono? Peggio per loro!

    In tutto questo fenomeno credo - come ho già ribadito - che il Vaticano non sia per nulla libero. L'idea che il Cattolicesimo sia indipendente e libero è veramente una "Leggenda metropolitana", oggi più che mai!

    Paradosi

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  2. "Adeguare" una Chiesa al corso politico non è fantapolitica.
    Le Chiese si sono spesso sottomesse alla politica. Lo vediamo chiaramente in Oriente in cui le Chiese bizantine sono finite per essere una sorta di "organismo statale" in sostengno dello spirito nazionale.

    In tutto questo ci si può legittimamente chiedere dove mai sia finito lo spirito della Chiesa universale?

    D'altra parte la Chiesa orientale aveva un respiro universale fintanto che sosteneva un impero che, almeno teoricamente, voleva avere uno slancio universale (oykoymenikos). Politica e Chiesa sono andate sempre a braccetto.

    In Occidente ci hanno abituato alla "favola" che il Cattolicesimo è libero da influenze politiche (che invece avrebbe l'Oriente). Non ci credo davvero.

    Non si tratta solo di evocare vere e prorie situazioni di sottomissione allo Stato, che ci sono state, ma anche al fatto che lo stesso papa, quando contrastava i personaggi politici, se li vedeva contro. (Come secoli prima con l'imperatore bizantino).

    Personalmente sono rimasto molto impressionato a vedere la presenza di molti capi di stato e del presidente USA ai funerali di GPII. Quella gente non si muove per puri motivi di pietà ma per omaggiare chi ha reso loro un gran servizio!

    E che la massoneria sia uno dei canali con i quali ci si comunica e scambia tali servizi è ben noto.

    Per tornare in Oriente (ma la lezione serve e illumina anche noi) una delle riforme liturgiche antitradizionali e imposte dall'alto che ha caratterizzato la Chiesa bizantina nei nostri tempi, è stata quella del calendario: il patriarca costantinopolitano Meletios IV adottò il calendario gregoriano e lo impose di forza dove poteva. Ora, non è un caso che Meletios fosse massone (come Athenagoras che incontrò Paolo VI) e che questi cambiamenti liturgici servissero ad uno scopo ben più ampio rispetto a questioni puramente cultuali.

    E' sempre la stessa legge: quando in una Chiesa succedono cose strane, neppure immaginate prima, è segno che si sono inserite forze non ecclesiali per modificare la Chiesa per fini mondani.

    Il Vaticano II è stato il punto in cui sono stati dati al Cattolicesimo molti colpi funzionali non tanto alla Chiesa ma a centri di potere esterni. Lo sapeva sicuramente Paolo VI di ritorno dall'Onu quando molto accalorato pensava che tutto il mondo fosse più vicino che mai al vangelo. Illuso! Era più vicino che mai ai suoi interessi e si è servito di lui!

    Paradosi

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    Risposte
    1. Roberto Martelli21 maggio 2012 14:18

      Ottima analisi

      Elimina
    2. Montini non fu un illuso, ma un illusionista. Non un ingannato, ma un ingannatore. Non un agnello, ma un lupo feroce. Un frammassone modernista, traditore di Sua Santità Pio XII, e un invertito sessuale.

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  3. Realista ma meglio che taccia!
    Come fecero i modernisti a demolire ....? "Riformare Roma con Roma....non senza Roma"
    Bisogna confidare nella potenza della Grazia, nell'onnipotenza di Dio! Il piccolo ramo sano, se mette da parte superbia e presunzione farà tanto bene!
    Fede, fede! Carità, carita! Speranza, speranza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Realista ma meglio che taccia!"

      Chi è lei, scusi, per intimare ad un vescovo di TACERE? Se il vescovo è realista, cioè descrive correttamente la realtà, quindi quello che dice è giusto e lucido, ci spiega perchè caspita dovrebbe tacere??

      "Riformare Roma con Roma....non senza Roma"

      Questo implicherebbe che adesso i tradizionali dovrebbero "riformare Roma Con Roma"? Ma DOVE e QUANDO Dio avrebbe ufficialmente assegnato alla FSSPX la Mission di "riformare" la chiesa conciliare?? E' forse apparso sulle nubi dando a Fellay questo incarico? E' STATO FORSE CHIESTO DAL PAPA O DALLA GERARCHIA ROMANA UN AIUTO ALLA FSSPX, PER "FARE DEL BENE" ALLA CHIESA CONCILIARE??
      No, tutto il contrario, da Roma non arriva il benchè minimo spiraglio di ripensamento sulle loro eretiche posizioni. Se ci fosse questo, si potrebbe pensare che la Proovvidenza stia aprendo delle strade, ma non c'è questo, perciò la Provvidenza non sta aprendo proprio nulla. Quindi a me pare che la superbia e la presunzione stiano da ben altra parte!

      STATE MOLTO ATTENTI A NON INVENTARVI MISSIONI CHE DIO NON VI CHIEDE, PERCHE' CI POTRESTE RIMANERE SCHIACCIATI SOTTO.

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    2. "Realista ma meglio che taccia!"

      Tipico discorso da "minuns habens".

      "Realista ma meglio che taccia!"

      Dice il mafioso quando vede uno che lo ha scoperto rubare e vorrebbe denunciarlo.

      "Realista ma meglio che taccia!"

      Dice il pedofilo clericale nella paura di essere denunciato dalla vittima che ha appena abusato.

      "Realista ma meglio che taccia!".

      Dice chiunque preferisce alla verità la menzogna.

      MA CHE TESTA HA CERTA GENTE?????????????????

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    3. errata corrige: minuns-minus

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    4. Olà A. Rita! Vedo che mi sta superando a destra. me ne compiaccio.
      Riccardo da Aosta

      Elimina
    5. Olà Riccardo!
      Sì, se si riferisce al post delle 10.07, no se si riferisce a quello delle 10.50... perché non è mio....
      ;)))

      Elimina
  4. per me e' difficile accettare il discorso di anonimo, perche' avevo 18 anni al momento delle consacrazioni episcopali di Lefevbre, e poi di seguito ho visto tutti i giochetti che sono stati fatti sugli istituti ecclesia dei, non ultimo quello sul Buon Pastore.
    Immaginatevi se alla destra di queste congregazioni nn ci fosse la fraternita' dotata di 4 vescovi refrattari, che di fatto indirettamente pongono un freno ai giochi sulle comunita' ecclesia dei.
    Sarebbero spazzate in un anno.

    Un accordo possibile? si ma con assolute garanzie e di successione episcopale sana.......(immaginatevi che la santa sede scelga come successore un prete biritualista all'interno della fraternita') e con un preambolo che tuteli al 100 x 100 la posizione dottrinale cattolico -tradizionale, senza alcun cedimento sui testi conciliari di rottura con essa.

    Non credo che le condizioni oggi ci siano e peccare di ingenuita' nella vita costa moltissimo.

    RispondiElimina
  5. Certo o Anonimo del 20 maggio 2012 22:02, probabilmente Pasquale, certo!

    Questo è il solito discorso di chi pensa le cose facili facili e si adatta alle convenzioni.

    La situazione è talmente drammatica che questo spirito piccolo borghese pauroso non serve a nulla per risolverla.

    Mi fai ricordare il famoso prete condannato per insidie sessuali, don Gino Burresi, il quale si faceva arie da gran santo e davanti a me osava dire: "Preferisco andare in Inferno col papa che in Paradiso senza".

    Certo, detto da un abusatore o dichiarato tale oggi è tutto chiaro!

    Ma questo detto dimostra a qual perversione è arrivato il cattolicesimo conciliare: sottomettere Cristo al papa!

    Certo a parole se gli si dice questo tutti si scandalizzano e dicono "come?? Non è vero!!!" poi in pratica è così o peggio!

    "Preferisco andare in Inferno col papa che in paradiso senza": è tutto un programma di vita di cui pure tu sei erede. Complimenti vivissimi!


    Paradosi

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    Risposte
    1. Il problema non sussiste, carissimo. Wojtyla ha ben insegnato che l'inferno, ammesso che ci sia, vuoto è. I Pastorelli di Fatima, profeti di sventura, fumavano le canne di nascosto.
      Riccardo da Aosta

      Elimina
    2. Concordo! L'Inferno per Woityla, il matrigiudeo, se esiste è vuoto. Son tutti in Paradiso con lui.
      E Roncalli, dispensatore di sorrisi, incoraggiava l'uomo moderno a pensare più alla gioia che alla silenziosa umiltà

      Elimina
  6. Sì se alla destra delle comunità "ecclesia Dei" non ci fossero i tradizionalisti queste ultime sarebbero spazzate, altro che le illusioni fideistiche del solito Pasquale o presunto tale!!!!

    E' la storia che si ripete: solo gli ignoranti NC non la sanno.

    Le chiese unite a Roma hanno i loro privilegi unicamente perché alla loro destra ci sono gli ortodossi. Se non ci fossero gli ortodossi toglierebbero i privilegi e farebbero come nella storia hanno tentato di fare con la latinizzazione per l'assorbimento totale.

    E' la stessa e identica mentalità con la differenza che al posto della Chiesa cattolica c'è la Chiesa conciliare, al posto delle comunità unite ci sono le comunità "Ecclesia Dei" e al posto degli ortodossi i "lefebvriani".

    Paradosi

    RispondiElimina
  7. http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/05/santa-sede-fsspx-parla-mons-fellay.html


    W mons. Fellay!!!! Lui si che è cattolico!

    RispondiElimina
  8. certo sarebbe una meraviglia se Dio stesso volesse che i 4 vescovi continuassero l'opera di mons. Lefebvre salvando la Chiesa dal crollo totale, lavorandovi dentro, in mezzo agli intossicati. Sarebbe bellissimo se fossimo certi che è Dio a volere il rientro perchè la FSSPX possa agire in modo diretto dentro il campo infestato da serpi ed erbe avvelenate. Ma....chi ci dice se Dio vuole questo o che le posizioni rimangano invariate ?
    E' un momento di grande buio...anche mons. Fellay mostra ora gravi incertezze e scoramento.
    Legge questo suo ultimo discorso:

    "Certo, miei ​​cari fedeli, vorrete sapere qualcosa su ciò che sta accadendo a Roma. È una questione delicata. Sappiamo che la questione riguarda il nostro futuro. Pertanto, non è una cosa facile. Che cosa accadrà? Saremo accolti? Oppure non ci vogliono?

    "So che ci sono molte paure. Siamo stati testimoni di tante cose! Temiamo, appunto, che le cose possano andar male. In gran parte, questi timori sono comprensibili. Non faremo certo un passo ad occhi chiusi. Questo è molto, molto chiaro. Ma in questo momento, non posso neanche dire se accadrà, o no! Perché, non è ancora chiaro. Abbiamo bisogno di garanzie che possiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora. E in questo senso, alcune cose non sono ancora chiare. Semplicemente non sono chiare.
    "E io posso dire: si è scatenato l'inferno! [ Der Teufel ist los - anche : loose rotto tutti i dell'inferno ] E, beh, veramente ovunque. Quindi per noi, una cosa è chiara: pregare! Dobbiamo pregare come mai prima...."
    ecc.
    (su roratecaeli)
    Che ve ne pare ?
    Ripete che "alcune cose non sono chiare".
    Ma non lo sapeva prima di mostrare entusiasmo, quando pareva prontissimo a firmare l'accordo ?
    Ora non pare più nè tanto sicuro, nè ottimista sulle conseguenze dell'accordo.
    Che Dio abbia misericordia della sua Chiesa, mentre il buio si addensa su tutto e tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà l'argomento di domani, ne facciamo un articolo...
      Secondo me ci sono delle "frasi chiave" in questo discorso...
      Domani vedremo..

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  9. Oh Anonimo del 21 maggio 2012 (22,38),

    Va a nanna che Carosello è finito!

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  10. A Parigi persone ben informate nel milieu tradizionalista parlano di "altissima tensione" all'interno della Fraternità. Quello che fino ad ora ha ottenuto il Vaticano (sono esperti nel far questo!) è creare casino.

    Se chi si allea con Dio unisce per disunire così ci si può solo alleare con un personaggio con i cornetti...

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  11. Siete a due passi dal sedevacantismo. O chissà ci siete già.

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    Risposte
    1. Lo sbocco delle nostre riflessioni potrebbe anche non essere il sedevacantismo, se non emergono prove nuove. Il papa potrebbe essere autentico, ma inpedito nell'esercizio libero del suo ministero. Chi non è libero, è prigioniero del nemico. Anche in questo caso non ci si accorda con chi è prigioniero per diventare prigionieri a propria volta. Così non si aiuterebbe la liberazione della chiesa, ma si consoliderebbe la sua schiavitù. L'unica cosa sensata è stare fuori dall'istituzione ufficiale, senza compromessi e combattere ancora per la sua purificazione. Però, in linea di principio, aggravandosi palesemente e inesorabilmente la sua professione eretica, la costatazione di sede vacante non sarebbe da escludersi. Sembrerebbe la morte della Chiesa, ma non è così, almeno definitivamente. Come Gesù è morto, anche la Chiesa potrebbe morire, nel capo visibile del suo corpo, ma le porte degli inferi (Morte) non avrebbero l'ultima parola su di lei come lo fu per il Cristo, che avrebbe i mezzi soprannaturali intrinseci per farla risorgere. Ciò corrisponderebbe alla visione della beata Anna Maria Taigi. Non facciamoci perciò bloccare da questi tabù: Dio sa già come risolvere le questioni che sembrano impossibili. Noi dobbiamo soltanto riconoscere la verità oggettiva per quello che è, dove è e per come è.

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