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lunedì 13 dicembre 2010

BOLLA PAOLO IV , Costituzione Apostolica emanata in forma Bullae “Cum ex Apostolatus officio” il 15 marzo 1559.

Documento importante per tutti coloro che appoggiano, benedicono e danno mandati Apostolici, per la cosidetta Nuova Evangelizzazione, alla setta eretica Neocatecumenale...

 



Omelia del Santo Padre in visita Pastorale alla Parrocchia S. M. Kolbe in Roma (nella foto l'altare dove San Massimiliano celebrò la prima Messa, mentre Questa è la "nuova" parrocchia a lui dedicata, diventata nel frattempo una spelonca Neocatecumenale)


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Cari fratelli e sorelle della Parrocchia di San Massimiliano Kolbe! Vivete con impegno il cammino personale e comunitario nel seguire il Signore. L’Avvento è un forte invito per tutti a lasciare entrare sempre di più Dio nella nostra vita, nelle nostre case, nei nostri quartieri, nelle nostre comunità, per avere una luce in mezzo alle tante ombre, alle tante fatiche di ogni giorno. Cari amici! Sono molto contento di essere in mezzo a voi, oggi, per celebrare il Giorno del Signore, la terza domenica dell'Avvento, domenica della gioia. Saluto cordialmente il Cardinale Vicario, il Vescovo Ausiliare del Settore, il vostro Parroco, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi, e il Vicario parrocchiale. Saluto quanti sono attivi nell’ambito della Parrocchia: i catechisti, i membri dei vari gruppi, come pure i numerosi aderenti al Cammino Neocatecumenale. Apprezzo molto la scelta di dare spazio all’adorazione eucaristica, e vi ringrazio delle preghiere che mi riservate davanti al Santissimo Sacramento. Vorrei estendere il mio pensiero a tutti gli abitanti del quartiere, specialmente agli anziani, ai malati, alle persone sole e in difficoltà. Tutti e ciascuno ricordo in questa Messa.

Ammiro insieme con voi questa nuova chiesa e gli edifici parrocchiali e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive che siete voi stessi. Conosco le tante e significative opere di evangelizzazione che state attuando. Esorto tutti i fedeli a dare il proprio contributo per l’edificazione della comunità, in particolare nel campo della catechesi, della liturgia e della carità – pilastri della vita cristiana – in comunione con tutta la Diocesi di Roma. Nessuna comunità può vivere come una cellula isolata dal contesto diocesano; deve essere invece espressione viva della bellezza della Chiesa che, sotto la guida del Vescovo – e, nella Parrocchia, sotto la guida del Parroco che ne fa le veci –, cammina in comunione verso il Regno di Dio. Rivolgo uno speciale pensiero alle famiglie, accompagnandolo con l’augurio che esse possano pienamente realizzare la propria vocazione all’amore con generosità e perseveranza. Anche quando dovessero presentarsi difficoltà nella vita coniugale e nel rapporto con i figli, gli sposi non cessino mai di rimanere fedeli a quel fondamentale “sì” che hanno pronunciato davanti a Dio e vicendevolmente nel giorno del matrimonio, ricordando che la fedeltà alla propria vocazione esige coraggio, generosità e sacrificio.

La vostra comunità comprende al proprio interno molte famiglie venute dall’Italia centrale e meridionale in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Col passare del tempo, la comunità è cresciuta e si è in parte trasformata, con l’arrivo di numerose persone dai Paesi dell’Est europeo e da altri Paesi. Proprio a partire da questa situazione concreta della Parrocchia, sforzatevi di crescere sempre più nella comunione con tutti: è importante creare occasioni di dialogo e favorire la reciproca comprensione tra persone provenienti da culture, modelli di vita e condizioni sociali differenti. Ma occorre soprattutto cercare di coinvolgerle nella vita cristiana, mediante una pastorale attenta ai reali bisogni di ciascuno. Qui, come in ogni Parrocchia, occorre partire dai “vicini” per giungere fino ai “lontani”, per portare una presenza evangelica negli ambienti di vita e di lavoro. Tutti devono poter trovare in Parrocchia cammini adeguati di formazione e fare esperienza di quella dimensione comunitaria che è una caratteristica fondamentale della vita cristiana. In tal modo saranno incoraggiati a riscoprire la bellezza di seguire Cristo e di fare parte della sua Chiesa.

Sappiate, dunque, fare comunità con tutti, uniti nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dei Sacramenti, in particolare dell’Eucaristia. A questo proposito, la verifica pastorale diocesana in atto, sul tema “Eucaristia domenicale e testimonianza della carità”, è un’occasione propizia per approfondire e vivere meglio queste due componenti fondamentali della vita e della missione della Chiesa e di ogni singolo credente, cioè l’Eucaristia della domenica e la pratica della carità. Riuniti attorno all’Eucaristia, sentiamo più facilmente come la missione di ogni comunità cristiana sia quella di portare il messaggio dell’amore di Dio a tutti gli uomini. Ecco perché è importante che l’Eucaristia sia sempre il cuore della vita dei fedeli. Vorrei anche dirigere una speciale parola di affetto e di amicizia a voi, cari ragazzi e giovani che mi ascoltate, e ai vostri coetanei che vivono in questa Parrocchia. La Chiesa si aspetta molto da voi, dal vostro entusiasmo, dalla vostra capacità di guardare avanti e dal vostro desiderio di radicalità nelle scelte di vita. Sentitevi veri protagonisti nella Parrocchia, mettendo le vostre fresche energie e tutta la vostra vita a servizio di Dio e dei fratelli.

Cari fratelli e sorelle, accanto all’invito alla gioia, la liturgia odierna – con le parole di san Giacomo che abbiamo sentito - ci rivolge anche quello ad essere costanti e pazienti nell’attesa del Signore che viene, e ad esserlo insieme, come comunità, evitando lamentele e giudizi (cfr Gc 5,7-10).

Abbiamo sentito nel Vangelo la domanda del Battista che si trova in carcere; il Battista, che aveva annunciato la venuta del Giudice che cambia il mondo, e adesso sente che il mondo rimane lo stesso. Fa chiedere, quindi, a Gesù: “Sei tu quello che deve venire? O dobbiamo aspettare un altro? Sei tu o dobbiamo aspettare un altro?”. Negli ultimi due, tre secoli molti hanno chiesto: “Ma realmente sei tu? O il mondo deve essere cambiato in modo più radicale? Tu non lo fai?”. E sono venuti tanti profeti, ideologi e dittatori, che hanno detto: “Non è lui! Non ha cambiato il mondo! Siamo noi!”. Ed hanno creato i loro imperi, le loro dittature, il loro totalitarismo che avrebbe cambiato il mondo. E lo ha cambiato, ma in modo distruttivo. Oggi sappiamo che di queste grandi promesse non è rimasto che un grande vuoto e grande distruzione. Non erano loro.

E così dobbiamo di nuovo vedere Cristo e chiedere a Cristo: “Sei tu?”. Il Signore, nel modo silenzioso che gli è proprio, risponde: “Vedete cosa ho fatto io. Non ho fatto una rivoluzione cruenta, non ho cambiato con forza il mondo, ma ho acceso tante luci che formano, nel frattempo, una grande strada di luce nei millenni”.

Cominciamo qui, nella nostra Parrocchia: San Massimiliano Kolbe, che si offre di morire di fame per salvare un padre di famiglia. Che grande luce è divenuto lui! Quanta luce è venuta da questa figura ed ha incoraggiato altri a donarsi, ad essere vicini ai sofferenti, agli oppressi! Pensiamo al padre che era per i lebbrosi Damiano de Veuster, il quale è vissuto ed è morto con e per i lebbrosi, e così ha portato luce in questa comunità. Pensiamo a Madre Teresa, che ha dato tanta luce a persone, che, dopo una vita senza luce, sono morte con un sorriso, perché erano toccate dalla luce dell’amore di Dio.

E così potremmo continuare e vedremmo, come il Signore ha detto nella risposta a Giovanni, che non è la violenta rivoluzione del mondo, non sono le grandi promesse che cambiano il mondo, ma è la silenziosa luce della verità, della bontà di Dio che è il segno della Sua presenza e ci dà la certezza che siamo amati fino in fondo e che non siamo dimenticati, non siamo un prodotto del caso, ma di una volontà di amore.

Così possiamo vivere, possiamo sentire la vicinanza di Dio. “Dio è vicino”, dice la Prima Lettura di oggi, è vicino, ma noi siamo spesso lontani. Avviciniamoci, andiamo alla presenza della Sua luce, preghiamo il Signore e nel contatto della preghiera diventiamo noi stessi luce per gli altri.

E questo è proprio anche il senso della Chiesa parrocchiale: entrare qui, entrare in colloquio, in contatto con Gesù, con il Figlio di Dio, così che noi stessi diventiamo una delle più piccole luci che Lui ha acceso e portiamo luce nel mondo che sente di essere redento.

Il nostro spirito deve aprirsi a questo invito e così camminiamo con gioia incontro al Natale, imitando la Vergine Maria, che ha atteso nella preghiera, con intima e gioiosa trepidazione, la nascita del Redentore. Amen!

IL DOCUMENTO


Qui di seguito è pubblicata integralmente (per la prima volta in lingua italiana), la Costituzione Apostolica emanata in forma Bullae “Cum ex Apostolatus officio” il 15 marzo 1559.
La traduzione della Bolla, a causa della grand’estensione dei periodi nell’originale in lingua latina, è parsa opera difficile, perciò certe traduzioni pubblicate in altre riviste appaiono scorrette. La causa di tale infedeltà è dovuta non solo alla tendenziosità di certi traduttori che distorsero il senso originale a favore di opinioni opposte, ma alla difficoltà di certi periodi latini, molto lunghi e di forme verbali assai complicate. Il testo in lingua latina è tratto dal “Bullarium Romanum” edizione tipica pubblicata a Torino nel 1860.


 
File:Paolo IV.jpg
PAPA PAOLO IV

“Ad perpetuam rei memoriam”


Esordio :
Impedire il Magistero dell’errore

Poiché, a causa della carica d’Apostolato affidataci da Dio, benché con meriti non condicevoli, incombe su di noi il dovere d’avere cura generale del gregge del Signore. E siccome per questo motivo, siamo tenuti a vigilare assiduamente per la custodia fedele e per la sua salvifica direzione e diligentemente provvedere come vigilante Pastore, a che siano respinti dall’ovile di Cristo coloro i quali, in questi nostri tempi, indottivi dai loro peccati, poggiandosi oltre il lecito nella propria prudenza, insorgono contro la disciplina della vera ortodossia e pervertendo il modo di comprendere le Sacre Scritture, per mezzo di fittizie invenzioni, tentano di scindere l’unità della Chiesa Cattolica e la tunica inconsutile del Signore, ed affinché non possano continuare nel magistero dell’errore coloro che hanno sdegnato di essere discepoli della verità.

1 - Finalità della Costituzione:
Allontanare i lupi dal gregge di Cristo.

Noi, riteniamo che una siffatta materia sia talmente grave e pericolosa che lo stesso Romano Pontefice, il quale agisce in terra quale Vicario di Dio e di Nostro Signore Gesù Cristo ed ha avuto piena potestà su tutti i popoli ed i regni, e tutti giudica senza che da nessuno possa essere giudicato, qualora sia riconosciuto deviato dalla fede possa essere redarguito (possit a fide devius, redargui), e che quanto maggiore è il pericolo, tanto più diligentemente ed in modo completo si deve provvedere, con lo scopo d’impedire che dei falsi profeti o altre persone investite di giurisdizione secolare possano miserevolmente irretire le anime semplici e trascinare con sé alla perdizione ed alla morte eterna innumerevoli popoli, affidati alle loro cure e governo per le necessità spirituali o temporali; né accada in alcun tempo di vedere nel luogo santo l’abominio della desolazione predetta dal Profeta Daniele, desiderosi come siamo, per quanto ci è possibile con l’aiuto di Dio e come c’impone il nostro dovere di Pastore, di catturare le volpi indaffarate a distruggere la vigna del Signore e di tener lontani i lupi dagli ovili, per non apparire come cani muti che non hanno voglia di abbaiare, per non subire la condanna dei cattivi agricoltori o essere assimilati al mercenario.

2 - Approvazione e rinnovo delle pene precedenti contro gli eretici.

Dopo approfondito esame di tale questione con i nostri venerabili fratelli i Cardinali di Santa Romana Chiesa, con il loro parere ed unanime consenso, Noi, con Apostolica autorità, approviamo e rinnoviamo tutte e ciascuna, le sentenze, censure e pene di scomunica, sospensione, interdizione e privazione, in qualsiasi modo proferite e promulgate contro gli eretici e gli scismatici da qualsiasi dei Romani Pontefici, nostri predecessori o esistenti in nome loro, comprese le loro lettere non collezionate, ovvero dai sacri concili ricevute dalla Chiesa di Dio, o dai decreti dei Santi Padri, o dei sacri canoni, o dalle Costituzioni ed Ordinamenti Apostolici, e vogliamo e decretiamo che essi siano in perpetuo osservati e che si torni alla loro vigente osservanza ove essa sia per caso in disuso, ma doveva essere vigenti; inoltre che incorrano nelle predette sentenze, censure e pene tutti coloro che siano stati, fino ad ora, sorpresi sul fatto o abbiano confessato o siano stati convinti o di aver deviato dalla fede, o di essere caduti in qualche eresia, od incorsi in uno scisma, per averli promossi o commessi, di qualunque stato (uniuscuiusque status), grado, ordine, condizione e preminenza essi godano, anche se episcopale (etiam episcopali), arciepiscopale, primaziale o di altra maggiore dignità (aut alia maiori dignitate ecclesiastica) quale l’onore del cardinalato o l’incarico (munus) della legazione della Sede Apostolica in qualsiasi luogo, sia perpetua che temporanea; quanto che risplenda con l’autorità e l’eccellenza mondana quale la comitale, la baronale, la marchionale, la ducale, la regia o imperiale.

3 - Sulle pene da imporre alla gerarchia
deviata dalla fede. Legge e definizione
dottrinale: privazione «ipso facto»
delle cariche ecclesiastiche.

Considerando non di meno che, coloro i quali non si astengono dal male per amore della virtù, meritano di essere distolti per timore delle pene e che i vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali, legati, conti, baroni, marchesi, duchi, re ed imperatori, i quali debbono istruire gli altri e dare loro il buon esempio per conservarli nella fede cattolica, prevaricando peccano più gravemente degli altri in quanto dannano non solo se stessi, ma trascinano con se alla perdizione nell’abisso della morte altri innumerevoli popoli affidati alla loro cura o governo, o in altro modo a loro sottomessi; Noi, su simile avviso ed assenso (dei cardinali) con questa nostra Costituzione valida in perpetuo (perpetuum valitura), in odio a così grave crimine, in rapporto al quale nessun altro può essere più grave e pernicioso nella Chiesa di Dio, nella pienezza della Apostolica potestà (de Apostolica potestatis plenitudine), sanzioniamo, stabiliamo, decretiamo e definiamo (et definimus), che permangano nella loro forza ed efficacia le predette sentenze, censure e pene e producano i loro effetti, per tutti e ciascuno (omnes et singuli) dei vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali, legati, conti, baroni, marchesi, duchi, re ed imperatori i quali, come prima è stato stabilito fino ad oggi, siano stati colti sul fatto, o abbiano confessato o ne siano stati convinti per aver deviato dalla fede o siano caduti in eresia o siano incorsi in uno scisma per averlo promosso o commesso, oppure quelli che nel futuro, siano colti sul fatto per aver deviato dalla fede o per esser caduti in eresia o incorsi in uno scisma, per averlo suscitato o commesso, tanto se lo confesseranno come se ne saranno stati convinti, poiché tali crimini li rendono più inescusabili degli altri, oltre le sentenze, censure e pene suddette, essi siano anche (sint etiam), per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di alcuna altra procedura di diritto o di fatto, (absque aliquo iuris aut facti ministerio) interamente e totalmente privati in perpetuo (penitus et in totum perpetuo privati) dei loro Ordini, delle loro chiese cattedrali, anche metropolitane, patriarcali e primaziali, della loro dignità cardinalizia e di ogni incarico di Legato, come pure di ogni voce attiva e passiva e di ogni autorità, nonché‚ di monasteri, benefici ed uffici ecclesiastici (et officiis ecclesiasticis) con o senza cura di anime, siano essi secolari o regolari di qualunque ordine che avessero ottenuto per qualsiasi concessione o dispensa Apostolica, o altre come titolari, commendatari, amministratori od in qualunque altra maniera e nei quali beneficiassero di qualche diritto, benché‚ saranno parimenti privati di tutti i frutti, rendite e proventi annuali a loro riservati ed assegnati, anche contee, baronie, marchesati, ducati, regni ed imperi; inoltre, tutti costoro saranno considerati come inabili ed incapaci (inhabiles et incapaces) a tali funzioni come dei relapsi e dei sovversivi in tutto e per tutto (in omnibus et per omnia), per cui, anche se prima abiurassero in pubblico giudizio tali eresie, mai ed in nessun momento potranno essere restituiti, rimessi, reintegrati e riabilitati nel loro primitivo stato nelle chiese cattedrali, metropolitane, patriarcali e primaziali o nella dignità del Cardinalato od in qualsiasi altra dignità maggiore o minore, (aut quamvis aliam maiorem vel minorem dignitatem) nella loro voce attiva o passiva, nella loro autorità, nei loro monasteri e benefici ossia nella loro contea, baronia, marchesato, ducato, regno ed impero; al contrario, siano abbandonati all’arbitrio del potere secolare che rivendichi il diritto di punirli, a meno che mostrando i segni di un vero pentimento ed i frutti di una dovuta penitenza, per la benignità e la clemenza della stessa Sede, non siano relegati in qualche monastero od altro luogo soggetto a regola per darsi a perpetua penitenza con il pane del dolore e l’acqua dell’afflizione.
Essi saranno considerati come tali (relapsi e sovversivi) da tutti, di qualunque stato, grado, condizione e preminenza siano e di qualunque dignità anche episcopale, arciepiscopale, patriarcale, primaziale o altra maggiore ecclesiastica anche cardinalizia, ovvero che siano rivestiti di qualsiasi autorità ed eccellenza secolare, come la comitale, la baronale, la marchionale, la ducale, la regale e l’imperiale, e come persone di tale specie dovranno essere evitate (evitari) ed escluse da ogni umana consolazione.

4 - Estinzione della vacanza
delle cariche ecclesiastiche

Coloro i quali pretendono di avere un diritto di patronato (ius patronatus) e di nomina delle persone idonee a reggere le chiese cattedrali, comprese le metropolitane, patriarcali, primaziali o anche monasteri ed altri benefici ecclesiastici resisi vacanti a seguito di tali privazioni (per privationem huiusmodi vacantia), affinchè‚ non siano esposti agli inconvenienti di una diuturna vacanza (vacationis), ma dopo averli strappati alla servitù degli eretici, siano affidati a persone idonee a dirigere fedelmente i popoli nella via della giustizia, dovranno presentare a Noi o al Romano Pontefice allora regnante, queste persone idonee alle necessità di queste chiese, monasteri ed altri benefici, nei limiti di tempo fissati dal diritto o stabiliti da particolari accordi con la Sede, altrimenti, trascorso il termine come sopra prescritto, la libera disposizione, delle chiese e monasteri, o anche dei benefici predetti, sia devoluto di pieno diritto a Noi od al Romano Pontefice suddetto.

5 - Pene per il delitto di favoreggiamento delle eresie.

Inoltre, incorreranno nella sentenza di scomunica «ipso facto», tutti quelli che scientemente (scienter) si assumeranno la responsabilità d’accogliere (receptare) e difendere, o favorire (eis favere) coloro che, come già detto, siano colti sul fatto, o confessino o siano convinti in giudizio, oppure diano loro attendibilità (credere) o insegnino i loro dogmi (eorum dogmata dogmatizare); e siano tenuti come infami; né siano ammessi, né possano esserlo (nec admitti possint) con voce, sia di persona, sia per iscritto o a mezzo delegato o di procuratore per cariche pubbliche o private, consigli, o sinodi o concilio generale o provinciale, né conclave di cardinali, né alcuna congregazione di fedeli od elezione di qualcuno, né potranno testimoniare; non saranno intestabili, né chiamati a successione ereditaria, e nessuno sarà tenuto a rispondere ad essi in alcun affare; se poi abbiano la funzione di giudici, le loro sentenze non avranno alcun valore e nessuna causa andrà portata alle loro udienze; se avvocati il loro patrocinio sia totalmente rifiutato; se notai, i rogiti da loro redatti siano senza forza o validità.
Oltre a ciò, siano i chierici privati di tutte e ciascuna delle loro chiese, anche cattedrali, metropolitane, patriarcali e primaziali, delle loro dignità, monasteri, benefici e cariche ecclesiastiche (et officiis ecclesiasticis) in qualsivoglia modo, come sopra riferito, dalle qualifiche ottenute anche regolarmente, da loro come dai laici, anche se rivestiti, come si è detto, regolarmente delle suddette dignità, siano privati «ipso facto», anche se in possesso regolare, di ogni regno, ducato, dominio, feudo e di ogni bene temporale posseduto; i loro regni, ducati, domini, feudi e gli altri beni di questo tipo, diverranno per diritto, di pubblica proprietà o anche proprietà di quei primi occupanti che siano nella sincerità della fede e nell’unità con la Santa Romana Chiesa sotto la nostra obbedienza o quella dei nostri successori, i Romani Pontefici canonicamente eletti.

6 - Nullità della giurisdizione ordinaria
e pontificale in tutti gli eretici.

Aggiungiamo che, se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo, anche se agisce in qualità di arcivescovo o di patriarca o primate od un cardinale di Romana Chiesa, come detto, od un legato, oppure lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore (nulla, irrita et inanis existat), la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione (adoratio) dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata da tutti e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima, e si giudichi aver attribuito od attribuire una facoltà nulla, per amministrare (nullam ... facultatem) a tali persone promosse come vescovi od arcivescovi o patriarchi o primati od assunte come cardinali o come Romano Pontefice, in cose spirituali o temporali; ma difettino di qualsiasi forza (viribus careant) tutte e ciascuna (omnia et singula) di qualsivoglia loro parola, azione, opera di amministrazione o ad esse conseguenti, non possano conferire nessuna fermezza di diritto (nullam prorsus firmitatem nec ius), e le persone stesse che fossero state così promosse od elevate, siano per il fatto stesso (eo ipso) e senza bisogno di una ulteriore dichiarazione (absque aliqua desuper facienda declaratione), private (sint privati) di ogni dignità, posto, onore, titolo, autorità, carica e potere (auctoritate, officio et potestate).

7 - La liceità delle persone subordinate di recedere impunemente
dall’obbedienza e devozione alle autorità deviate dalla fede.

E sia lecito a tutte ed a ciascuna delle persone subordinate a coloro che siano stati in tal modo promossi od elevati, ove non abbiano precedentemente deviato dalla fede, né siano state eretiche e non siano incorse in uno scisma o questo abbiano provocato o commesso, e tanto ai chierici secolari e regolari così come ai laici (quam etiam laicis) come pure ai cardinali, compresi quelli che avessero partecipato all’elezione di un Pontefice che in precedenza aveva deviato dalla fede o fosse eretico o scismatico o avesse aderito ad altre dottrine, anche se gli avessero prestato obbedienza e lo avessero adorato e così pure  ai castellani, ai prefetti, ai capitani e funzionari, compresi quelli della nostra alma Urbe e di tutto lo Stato Ecclesiastico, anche quelli obbligati e vincolati a coloro così promossi od elevati per vassallaggio o giuramento o per cauzione, sia lecito (liceat) ritenersi in qualsiasi tempo ed impunemente liberati dalla obbedienza e devozione (ab ipsorum obedientia et devotione, impune quandocumque cedere) verso quelli in tal modo promossi ed elevati, evitandoli (evitare eos) quali maghi, pagani, pubblicani ed eresiarchi, fermo tuttavia da parte di queste medesime persone sottoposte, l’obbligo di fedeltà e di obbedienza da prestarsi ai futuri vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali e Romano Pontefice canonicamente subentranti [ai deviati].
Ed a maggior confusione di quelli in tale modo promossi ed elevati, ove pretendano di continuare l’amministrazione, sia lecito richiedere l’aiuto del braccio secolare, né per questo, coloro che si sottraggono alla fedeltà ed all’obbedienza verso quelli che fossero stati nel modo già detto promossi ed elevati, siano soggetti ad alcuna di quelle censure e punizioni comminate a quanti vorrebbero scindere la tunica del Signore.

8 - Permanenza dei documenti precedenti e deroga dei contrari

Non ostano all’applicabilità di queste disposizioni, le costituzioni ed ordinamenti apostolici, né i privilegi, gli indulti e le lettere apostoliche dirette ai vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati e cardinali, né qualsiasi altro disposto di qualunque tenore e forma e con qualsivoglia clausola e neppure i decreti anche se emanati «motu proprio» (etiam motu proprio) e con scienza certa nella pienezza della potestà Apostolica, o promulgati concistorialmente od in qualsiasi altro modo e reiteratamente approvati e rinnovati od inseriti nel «corpus iuris», né qualsivoglia capitolo di conclave, anche se corroborati da giuramento o dalla conferma apostolica o rinforzate in qualsiasi altro modo, compreso il giuramento da parte del medesimo.
Tenute presenti tutte le risoluzioni sopra precisate, esse debbono aversi come inserite, parola per parola, in quelle che dovranno restare in vigore (alias in suo robore permansuris), mentre per la presente deroghiamo tutte le altre disposizioni ad esse contrarie, soltanto in modo speciale ed espresso (dum taxat specialiter et espresse).

9 - Mandato di pubblicazione solenne

Affinché‚ pervenga notizia delle presenti lettere a coloro che ne hanno interesse, vogliamo che esse, od una loro copia (che dovrà essere autenticata mediante sottoscrizione di un pubblico notaio e l’apposizione del sigillo di persona investita di dignità ecclesiastica), siano pubblicate ed affisse sulle porte della Basilica del Principe degli Apostoli in Roma e della Cancelleria Apostolica e messe all’angolo del Campo dei Fiori da uno dei nostri corrieri; e che copia di esse sia lasciata affissa nello stesso luogo, e che l’ordine di pubblicazione, di affissione e di lasciare affisse le copie sia sufficiente allo scopo e sia pertanto solenne e legittima la pubblicazione, senza che si debba richiedere o aspettare altra.

10 - Illiceità degli Atti contrari
e sanzioni penali e divine

Pertanto, a nessun uomo sia lecito (liceat) infrangere questo foglio di nostra approvazione, innovazione, sanzione, statuto, derogazione, volontà e decreto, né contraddirlo con temeraria audacia.
Che se qualcuno avesse la presunzione d’attentarvisi, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei suoi Beati Apostoli Pietro e Paolo.

Data a Roma, in San Pietro, nell’anno 1559 dall’Incarnazione del Signore, il giorno 15 marzo, IV anno del Nostro Pontificato.

† Io Paolo
Vescovo della Chiesa Cattolica

 † Io Giovanni Bellaio, Vescovo d’Ostia
† Io R. Card. di Carpo, Vescovo di Porto e Santa Ruffina
† Io F. Card. Pisano, Vescovo di Tuscolo
† Io Fed. Card. Cesio, Vescovo di Palestrina
† Io P. Card. Vescovo di Albano
† Io R. Card. di Sant’Angelo Penitenziere Maggiore
† Io T. Card. Crispo
† Io Fulvio Card. di Perugia
† Io Michele Card. Saraceno
† Io Giovanni Card. di San Vitale
† Io Giovanni Card. Pozzo
† Io Gerolamo, Card. di Imola
† Io B. Card. di Trani
† Io Diomede, Card. d’Ariano
† Io Scipione, Card. di Pisa
† Io  Card. Reumano
† Io Antonio, Card. di San Pancrazio
† Io Taddeo, Card. Gaddo
† Io Virgilio Card. di Spoleto
† Io F. Michele Card. Alessandrino
† Io Clemente Moniliano, Card. di Santa Maria in Ara Coeli
† Io G. Asc., Diacono Card. Camerario (Camerlengo)
† Io N., Card. di Sermoneta
† Io Giacomo Card. Sabello
† Io Gerolamo, Card. di San Giorgio
† Io Innocenzo, Card. del Monte
† Io Luigi, Card. Cornelio
† Io Carlo, Card. Carafa
† Io Alfonso, Card. di Napoli
† Io Vitellio, Card. Vitelli
† Io Giovanni Battista, Card. consigliere.   

19 commenti:

  1. Peccato che non si possano modificare i commenti quando si sbaglia a scrivere ... comunque ... credo che il Santo Padre conosca a suffienza questo documento :)

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  2. povera Chiesa Cattolica..!!!

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  3. Tabità così sicura che il Santo Padre conosca bene il documento? Se conoscesse bene non sarebbe opportuno quantomeno dire che non vale più, tanto per calmare fedeli agguerriti come qui ? (E darne dimostrazione che non valga più,ovviamente !)O forse non ricorda ? Tabità, (fanciulla haitiana) sa che il papa Giov PaoloII con le sue esternazioni tipo baciare il Corano pubblicamente o permettere le messe ad Assisis con elementi religiosi estranei al cattolicesimo, è colpito da anatema, "ipso facto" ? Tabità sa che anche il papa attuale naviga su lama di rasoio (non perchè lo dice o scrive un povero come me o Gianluca od altri, ma perchè vi sono bolle e espressioni ben chiare su chi permette eresie)? Poveri noi se siamo costretti a spiegare ad altri poveri fedeli in che guaio siam finiti !

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  4. Sapete quale è la cosa buffa? Vedere dei "cattolici" dare dell'eretico ad altri quando sono si è i primi a credersi come Lutero gli unici illuminati al punto da criticare chi Dio sceglie come pastore della Chiesa.

    E quando al Santo Padre Giovanni Paolo II che baciò il Corano, visto che siete tanto amanti della chiesa del passato ... andatevi a leggere sulle Fonti Francescane cosa disse San Francesco dei libri scritti dai pagani :) se così vogliamo chiamare gli Islamici, nome improprio forse amando anche loro il Dio di Abramo.

    Davvero ridicolo vedere dei semplici fedeli credersi al di sopra del Santo Padre e di chi è Capo della Chiesa :)
    Andate a sostituire Padre Cantalamessa così potrete colmare le "lacune" di Papa Benedetto :D

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  5. La tua logorroicità ti denuncia sempre più per cripto-neocatecumenale....

    Lutero è andato consapevolmente contro l'intero Magistero della Chiesa Cattolica, con la precisa volontà di ingannare i suoi seguaci, trascinandoli nella menzogna...
    noi, al contrario, combattiamo affinchè il Magistero della Chiesa sia rispettato ed applicato.

    Perchè non ci illumini tu, se conosci i testi delle Fonti Francescane, su ciò che diceva San Francesco circa gli scritti dei pagani? Così facciamo prima.

    (Temo che gli islamici il Dio di Abramo, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, lo conoscano ben poco- come anche gli ebrei - visto che Gesù ha detto che "chi non possiede il Figlio, non ha neppure il Padre" e che "nessuno arriva al Padre, se non per mezzo di Me". Ciao Tabità

    RispondiElimina
  6. Grazie infinite, Mardunolbo, per la tua prontezza di intervento e per la tua costanza in questo blog....
    Hai perfettamente centrato il problema della realtà attuale.

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  7. Tabità è un'altra anima molto confusa per via della situazione ecclesiale odierna. Aggiungasi che come la maggior parte delle pecorelle, delega i suoi ragionamenti ai predisposti, cioè sacerdoti, vescovi e cardinali e papi, non sapendo, data la limitatezza di fonti che ha, che in certi momenti della storia dei miseri laici hanno dovuto gestire la Chiesa e le sue scissioni ed eresie.Non sa neanche che al di là della vulgata pacifista su S.Francesco, costui partecipò ad una crociata, ben convinto di questa e si presentò davanti all'infedele armato di vangelo ed esigendo la sua conversione, pena l'attacco con le armi. Ma queste cose sgomentano ormai la maggior parte dei cattolici che hanno perduto il senso della Fede vera, quella dei martiri, dei Padri, dei santi che hanno costellato nei secoli la Chiesa, in ogni nazione. L'unica cosa che detesto è l'aprir bocca con presunzione palesando la propria ignoranza, cosa che si verifica puntualmente in chi accede qui sprovvisto di ogni conoscenza storica e dogmatica!

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  8. Carissima a.Rita, visto che io sono una delle povere anime confuse mentre voi siete gli illuminati che pretendono di conoscere il magistero più di chi è sul Trono di Pietro, prenditi le Fonti Francescane e trovati il passo di cui ho parlato.

    E carissimo mardunolbo io sono francescana, ho un frate conventuale in famiglia oltre ad avere un buon padre spirituale cappuccino ed aver frequentato per 3 anni l'Ordine Francescano Secolare. So bene chi è San Francesco, e la sua vicenda nelle Crociate. E so anche come le Fonti sono state redatte e scritte. L'episodio delle crociate è per lo più narrata dalle fonti come un dialogo pacifico dei due. Nelle biografie di Tommaso da Celano (tra le prime biografie) si narra il profondo rispetto che aveva suscitato nel sultano, non certo come hai descritto tu esigento la convesione pena l'attacco delle armi, mentre Bonaventura descrive come Francesco difese l'operato dei crociati, ma sempre con rispetto per chi aveva davanti. E' probabile che avrai letto l'episodio del fioretto che è una narrazione più vicino alla favola che alla realtà ;) dove sfida il Sultano e i suoi a camminare sui carboni ardenti.

    Sono stata nell'Ordine Francescano Secolare per quasi 3 anni e me ne sono andata proprio perchè c'era un lassismo estenuante ed una conoscenza di San Francesco ridotta al ridicolo, quindi prima di pensare di conoscere chi si ha "davanti" mettete in modo la testa.

    La vera Fede è la fede nella Chiesa e nell'obbedienza alla Chiesa e al Santo Padre anche quando è scomoda, come fece Francesco, non pretendere di saperne più del Papa stesso ed essere sedevacantisti, cosa che di fatto siete.

    E caro mardunolbo tanta sapienza dogmatica non salva, sopratutto quanto fa andare contro la Chiesa, per cui non me ne vanterei tanto nel tuo caso.

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  10. "E caro mardunolbo tanta sapienza dogmatica non salva, sopratutto quanto fa andare contro la Chiesa, per cui non me ne vanterei tanto nel tuo caso. "

    Mi dispiace, sorella mia, ma questa frase è una contraddizione in termini: la sapienza dogmatica salva eccome perchè permette di restare uniti alla Verità, rivelata dal Signore Gesù, e che è Lui stesso....
    ..e soprattutto tutto può fare tranne che "far andare contro la Chiesa", perchè i Santi Dogmi sono stati proclamati tutti ex Cattedra, quindi sotto diretta ispirazione dello Spirito Santo, per cui se seguire i Dogmi, oggi come oggi, conduce lontano dalla Chiesa-Istituzione giuridica, ciò vuol dire soltanto che è stata la Chiesa-Istituzione ad essersi allontanata dai Dogmi, che sono il Suo Sacro deposito di Fede, cioè si è allontanata dalla Verità Rivelata e perciò anche dalla Volontà di Dio. La Chiesa è tale quando segue l'insegnamento del Suo Signore Gesù, se prende altre strade, sia pur in buona fede, inevitabilmente diventa un'altra cosa.

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  11. Carissima a.Rita io credo in tutti i dogma della Santa Madre Chiesa, e non c'e' bisogno che una semplice fedele sedevacantista come te me lo venga a ricordare :) ed una semplice anziana analfabeta che recita il suo rosario ogni sera e crede in quello che il parroco le dice dal pulpito in spirito di ubbidienza ed umiltà vale per Dio 10000 volte tanto di tanti sapientoni che discutono di dogmatica, patristica e altro.

    Bernadette che per neppure conosceva tutto il Catechismo ne è la prova.

    Detto questo contro la Chiesa a.Rita siete voi ad andarci convinti per altro di essere nel giusto, per cui evita di fare la maestrina con me. Non sei tu a dover insegnare cosa sia o non sia in linea con la Verità rivelata. Ti ripeto non sei tu a dover confermare la Fede nei fratelli.

    Detto questo buona serata.

    13 dicembre 2010 21:33

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  12. Se sai cosa sono i Dogmi allora evita di dire sciocchezze, così mi eviti la fatica di dover rispondere alle osservazioni inutili, volte soltanto, come stai facendo da parecchi post a questa parte, ad insultare gratuitamente gente che neanche conosci, continuando imperretita ad affibbiarci , molto ignorantemente, l'epiteto di "sedevacantisti" e dimostrando di non sapere neanche che significa: significa considerare la Sede di "Pietro" come VACANTE, cioè occupata da un finto papa, cioè significa considerare il Papa incarica illeggittimo. Bene, questo a noi non è mai passato nemmeno per l'aniticamera del cervello, altrimenti invece di mostrare le nostre perplessità riguardo a certe scelte, semplicemente ce ne fregheremmo....ma invece, siccome è proprio il contrario, siccome questo è proprio il NOSTRO PAPA, proprio per questo ci prendiamo a cuore il suo agire, come anche quello di tutta la Gerarchia della Chiesa, e non perchè vogliamo insegnare loro qualcosa (che non ne hanno alcun bisogno)ma per manifestare semplicemente il nostro diritto di battezzati e cresimati di difendere la nostra Fede, come Papa Giovanni Paolo II auspicò che ogni credente faccia, perchè ne ha il diritto, nella "Redemptionis Sacramentum". Spero che non serva più ripetere questa cosa. Detto questo buona notte.

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  13. Buon giorno a.Rita.

    Non credo proprio di aver detto una sciocchezza, perchè basta vedere appunto Bernadette che fu scelta da Dio per vedere la Sua Madre quando neppure era a conoscensa della proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione. Dio guarda più al cuore delle persone. San Francesco voleva che i suoi frati fossero persone semplici che non amassero i libri proprio perchè la certezza di aver studiato può generare superbia nei confronti di chi non ha studiato :)

    Ti ringrazio ancora una volta per aver ipotizzato che abbia parlato senza conoscere il termine "sedevacantismo". Ma purtroppo per te lo conosco bene quel termine e basta leggere certe considerazioni sul Santo Padre e i suoi ultimi predecessori ... molto probabilmente neppure lo ammetterete a voi stessi. E difendere la propria Fede è un atto lodevole ma quando si ha la pretesa di difenderla dal Capo della Chiesa e dalle Sue scelte perchè abbiamo una visione tutta nostra di Chiesa ... i conti non tornano.

    Buon proseguimento.

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  14. Su quanto dice Tabità riguardo agli umili, citando S.Bernadette, nulla da eccepire. Infatti è proprio vero che Dio tramite la Madonna si manifesta agli umili specialmente ai bambini per comunicare le gravi situazioni della Chiesa (guarda caso!)ammonendo tramite i più innocenti di quel che accade.Noi siamo semplicemente informati di quanto possibile e ci facciamo "voce che grida nel desrto" per ammonire degli errori della Chiesa dei nostri giorni! Non abbiamo affatto la pretesa di essere i sapienti, ma conosciamo abbastanza e Gianluca ogni giorno ha modo, per grazia del Signore, di spiegare e raccontare ciò che fu scritto da papi di ben altra levatura teologica. Purtroppo gli ultimi due risentono in modo terribile delle realtà particolari e nazionali del loro tempo ed in tale modo furono ben condizionati.L'avvicinamento e l'equiparazione degli ebrei a "nostri fratelli maggiori" irridendo quindi tutti i convertiti e martirizzati (compresa Suor Maria Benedetta della Croce-Edith Stein)non ti dice nulla? obbedire e basta ? Mi dispiace, ma io non ci sto! I miei fratelli maggiori sono gli ebrei convertiti per i quali provo commozione per le sofferenze che hanno ora e che hanno provato. Questo è solo uno degli esempi vergognosi di sincretismo ed omologazione provocati da imposizioni "dogmatiche" di un Karol Woityla che doveva farsi perdonare tante cose e che ora è in Cielo e accetterà quanto dico di lui con amore di Verità! Povera Tabità, taci, impara ancora tanto, prega e basta,anche per noi tutti e per il Papa, qui non hai ancora da insegnare.

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  15. "...ed una semplice anziana analfabeta che recita il suo rosario ogni sera e crede in quello che il parroco le dice dal pulpito in spirito di ubbidienza ed umiltà vale per Dio 10000 volte tanto di tanti sapientoni che discutono di dogmatica, patristica e altro.
    Bernadette che per neppure conosceva tutto il Catechismo ne è la prova."
    "basta vedere appunto Bernadette che fu scelta da Dio per vedere la Sua Madre quando neppure era a conoscensa della proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione. Dio guarda più al cuore delle persone."

    Queste cosa, Tabità, le sanno anche i sassi e nessuno le mette in discussione: le anime umili e semplici hanno meno possibilità di cadere in superbia rispetto a chi ha acquistato maggiori conoscenze e consapevolezze. E tutti sappiamo che il cuore di Dio ama l'umiltà, la mitezza e la semplicità, le virtù proprie dei piccoli, tanto cari a nostro Signore. Ma questo non vuol dire - non bisogna generalizzare - che chi abbia compreso e appreso altro sia SICURAMENTE caduto in superbia, sia un tronfio pieno di sè, un "sapientone" - come ti esprimi tu - e che "la dogmatica, la patristica e altro" siano strumenti di peccato anzichè di avvicinamento al Signore. Cosa ne sai tu se Sant'Agostino, Sant'Atanasio o San Crisostomo fossero meno cari al Cuore di Gesù, rispetto ad una vecchietta analfabeta?? Sei tu forse nel Cuore di Dio, per poter affermare questo? Non è stato forse Gesù-Sapienza Divina a donare loro quelle capacità intellettive? Non sai che la conoscienza e lo studio possono nascondere anche un'anima umilissima (anzi: il vero sapiente è solo colui che resta semplice e umile, altrimenti non è Sapienza che venga da Dio) e che al contrario l'ignoranza può anche portare alla durezza di cuore e all'orgoglio di disprezzare chiunque sia diverso da sè? Non possiamo fare di tutta l'erba un fascio, ogni singola anima ha una storia e un'identità davanti a Dio, e sarebbe il caso che i giudizi li lasciassimo a Lui....

    Inoltre il fatto che Bernadette avesse ricevuto le visite della Santa Vergine senza conoscere il Dogma dell'Immacolata, non toglie affatto al Dogma l'importanza di essere stato proclamato e creduto, ma casomai glie la rafforza e conferma. la Vergine Santa disse "Io sono l'Immacolata Concezione" proprio per confermare l'azione dogmatica del Papa Pio IX.

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  16. ...Se poi ti risultiamo tanto insopportabili ed odiosi per i nostri punti di vista, come ti ha inculcato bene nella testa colui che segui tanto assiduamente, sul blog difensore del Cammino Neocatecumenale, che risponde al nick "laveritàvifaràliberi" (persona con evidentissimi problemi, e mi fermo qui...), il quale appunto continua a ripetere con una ossessività... preoccupante il nostro presunto sedevacantismo, oltre a molti altri insulti, calunnie e diffamazioni varie....
    perchè continui a leggerci?

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  17. A.Rita, devi proprio avere dei problemi per non capire quello che volevo dire e mi sa che hai il vizio di ingigantire le cose anche quando sono semplici. Io non ho assolutamente detto che la dogmatica e la patristica sono strumenti di peccato, non mi esprimo mai in questo modo per altro uno stile che vi appartiene. Vatti a rileggere chi ha scritto che sono una poveretta che non ha conoscenze dogmatiche e storiche e comprenderai cosa volevo dire.

    Ma parli di lasciare il giudizio agli altri proprio tu che in questo blog non fai che giudicare le scelte della Chiesa, del Santo Padre, di chi ha una spiritualità diversa dalla tua ma ugualmente approvata dalla Chiesa? Ma non fare ridere per piacere :)

    E su Bernadette e il Dogma dell'Immacolata ho forse detto che non va creduto o proclamato? Proprio a me che sono di spiritualità francescana e che ho nel cuore proprio il dogma dell'Immacolata Concezione? Ti ho solo mostrato come spesso Dio opera fuori dalle righe e dagli schemi rigidi che amate quì.

    Scrivo nel blog che hai citato credo da due giorni o tre al massimo e che ho trovato per caso come il tuo. Non ho niente da nascondere, io non sono parte del NC ma non lo odio e apprezzo molti lati della loro spiritualità e non ho proprio nessun problema a dirlo visto che è un cammino nella Chiesa valido quanto gli altri :) Non è detto che in futuro non ne faccia parte ... al momento seguo solo la mia Parrocchia dopo la deludente esperienza nell'OFS.

    Quel blog si difende, difende un cammino della Chiesa che altri diffamano continuamente tra cui voi che non avete altro da dire che parlare male del NC e se continuo a leggervi è perchè questo è un blog aperto e sono liberissima di leggerlo ed è bene conoscere fino a che punto di arriva a criticare il Magistero e il Pontificato del Santo Padre da parte di chi si definisce "cattolico".

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  18. Tu non sai proprio parlare, senza insultare???

    Non sei capace di argomentare senza sputare veleno, ingiustificato, perchè rivolto contro chi non conosci e che personalmente a te non ha fatto nulla di male???

    Non sei capace di entrare rispettosamente in casa d'altri, senza scatenare volontariamente polemiche, con una ostilità ripeto assurda, perchè io non ti conosco,e soprattutto deviando continuamente dall'argomento principale del thread, che è quello che dovrebbe essere trattato?

    Oltre tutto travisi continuamente quello che ti viene detto, trascinando la persona con cui ti "confronti" a doverti per forza rincorrere nei tuoi giri mentali, per poter rispondere ai tuoi ragionamenti a vuoto...decidendo tu, e non ti compete, l'andamento degli argomenti di discussione....

    Molto bene: qui ci sono diciotto interventi, e tra questi ben otto (due cancellati da te)sono soltanto i tuoi, segno evidente che tendi a monopolizzare il discorso; inoltre in otto interventi, NESSUNO trattava l'argomento dell'articolo.

    Perciò ti avverto che il prossimo post che inserisci, che presenti ancora un linguaggio fazioso e gratuitamente offensivo, o che non sia in tema con l'argomento del thread, verrà eliminato.

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  19. Brava A.Rita e bravo mardunolbo sono pienamente d'accordo con voi è da sempre che Tabità non affronta il tema e non approfondisce gli argomenti, accusando e facendo illazioni infondate.
    Per questioni di spazio ricordo poche cose riguardo all'obbedienza al papa:
    1)esempio di Antiochia
    2)l'anatema ad Onorio
    3)La lettera di Girolamo a papa Damaso 15,2
    4)Papa Innocenzo III (Sermo IV in cons. Pont.. P.L. 217.670)

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