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venerdì 10 dicembre 2010

FAMOSA CROCE ROVESCIATA SUL "TRONO" IDEATO DA KIKO ARGUELLO PER PAPA GIOVANNI PAOLO II ...

 

Dichiariamo di prendere le distanze dalla prima didascalia del video, che definisce Giovanni Paolo II  " il 4° Papa abusivo " e precisiamo che questo video è stato inserito per le immagini che mettono in risalto la croce rovesciata, ben visibile sul trono papale.

Sembra una forzatura considerare un "segno di Pietro" la croce rovesciata (v. foto a lato) disegnata da Kiko nella sedia occupata dal Papa durante la celebrazione (viaggio in Terra Santa 2000), nella casa del Monte delle Beatitudini, come quella davanti all'ambone da cui si proclamava la Parola di Dio. La tradizione della crocifissione di S. Pietro col capo all'ingiù è dovuta a S. Girolamo, ed è anche accettabile, perché quel modo di crocefiggere era già in uso al tempo di Nerone, come conferma Seneca ed anche Origene. Non è quindi esclusivo di S. Pietro.

La croce rovesciata non è stata mai usata per indicare S. Pietro. Non c'è in tutta l'iconografia riguardante Pietro e il suo magistero, il segno della croce rovesciata. Secondo noi cade la simbologia data dai neocatecumenali alla croce disegnata da Kiko e che essi accettano acriticamente bollando quanti non la ritengono un simbolo cristiano.

Vogliamo ricordare che, se il tipo di crocifissione dell'Apostolo Pietro ha avuto numerose rappresentazioni nell'arte medioevale, nella rappresentazione di Pietro, in tutto il medio evo e successivamente, le caratteristiche iconografiche sono soltanto due:

    * il gallo, che ricorda la triplice negazione dell'Apostolo
    * e le chiavi, simbolo del potere a lui conferito dal Divino Maestro.

Da sottolineare che Kiko usa il simbolo della croce rovesciata, non solo nello schienale della poltrona del Papa per indicare - dicono i neocatecumenali - che egli è il successore di Pietro, ma anche nelle sue catechesi quando parla della Parrocchia, dove la rappresenta con un circolo con la croce rovesciata (cfr. "Orientamenti alle equipe dei catechisti per la fase di conversione", pag. 29), e a pag. 85, dove egli parla dei tre tipi di persone che formano la Chiesa (secondo lui). Anche in quelle pagine, dove non c'è un minimo accenno a S. Pietro, la croce è disegnata "rovesciata"! Non crediamo che il fatto non sia motivato!

Se da un lato potrebbe essere tollerata, spiegata (ma non giustificata) la croce rovesciata posta sullo scranno destinato al Papa, non è assolutamente giustificabile l'uso di tale simbolo, evidentemente non riferito al martirio dell'Apostolo - oltre che nelle catechesi su ricordate - su molti degli arredi liturgici neocatecumenali disegnati da Kiko e diffusissimi almeno fino a qualche tempo fa in parecchie comunità. Ci riferiamo, ad esempio, al panno usato quale coprileggìo o addirittura alle stole usate dai presbiteri durante le penitenziali o altre celebrazioni.

Per ogni artista ogni figura ha un significato, che i seguaci di Kiko interpretano nel modo appena ricordato per le catechesi. Sarebbe opportuno che lo stesso Kiko, essendo ancora in vita, dicesse qual era il suo, quando ha disegnato quella croce capovolta. Fino a quando non ci sarà una sua risposta tutti sono autorizzati a dare la loro: tanto più che quel simbolo - la croce rovesciata - era ed è usato da altri movimenti non certamente favorevoli alla fede cristiana e con ben altre finalità; proprio per questo sarebbe bene che lo stesso non venisse utilizzato da un movimento che si dice "ecclesiale".

Comunque è opportuno aggiunger qualche riflessione. Ebbene, se vi è una costante nel Cammino neocatecumenale, questa è il rovesciamento simbolico e dottrinale.

Nella teorizzazione e prassi del Cammino nulla viene mantenuto nella configurazione originaria: le Scritture vengono reinterpretate, i templi riprogettati, i luoghi e spazi liturgici cambiati (tabernacolo, altare, presbiterio, fonte battesimale, ecc.) le musiche e l'estetica, fino ad intaccare il simbolo cardine del cattolicesimo: la croce.

Ora, sebbene i capi neocatecumenali si siano preparati a rispondere alle eventuali obiezioni con la giustificazione del richiamo al sacrificio di Pietro, in realtà- come ricordato - i simboli dell'apostolo sono il gallo e le chiavi, non la croce rovesciata.

Considerato che l'inversione simbolica è tipica di tutte le sette esoteriche e sataniche, i capi del Cammino non potevano ignorare che la croce rovesciata è comunemente inserita nel pentacolo satanico.

Si è mai visto un solo parroco o un ministro di Dio che abbia introdotto nella propria parrocchia la croce rovesciata? Sicuramente no, ben sapendosi che si tratta di simbolo blasfemo associato tra l'altro all'Anticristo.

E poiché per ogni "artista" - tale infatti si ritiene l'Argüello - nessun simbolo è utilizzato a caso, occorre trovare altre spiegazioni a quelle addotte dai capi del Cammino.

A nostro parere quel rovesciamento simbolico condensa altri significati, e precisamente:

    *

      negare la supremazia di Cristo sulla morte vincolandolo alla sua condizione umana e non divina
    *

      condensare in un segno chiave tutta la filosofia rivolgimentale del Cammino, che è quella di capovolgere la dottrina e la missione della Chiesa
    *

      dare uno schiaffo alla Chiesa ed al suo Pastore, sottomettendolo a tale simbolo nel cuore della neocatecumenalità quale è la Domus Galileae
    *

      lanciare a tutti gli adepti il messaggio identitario sovversivo del Cammino stesso, condensato proprio nella croce rovesciata.

Ora, ciò che stupisce maggiormente non è quanto messo in atto dai capi del Cammino, comprensibile nella logica eretica del movimento, ma che il Papa e le gerarchie vaticane si siano prestate a tale gioco.

È mai possibile che, a partire da Giovanni Paolo II, nessuno si sia accorto di tale ambiguità? È mai possibile che i consiglieri, i teologi, gli esegeti del Vaticano non abbiano segnalato al Santo Padre una cosa così anomala?

Era così difficile imporre ai neocatecumenali di eliminare immediatamente quel simbolo da quel luogo e da qualsiasi altra collocazione, magari con una nota scritta?

Anche questo contribuisce a confondere e sgomentare i credenti...

Una nostra lettrice siciliana ci ha inviato questa foto (potete cliccare per ingrandirla), che pubblichiamo come ulteriore documentazione dell'uso di questo simbolo che, dai riferimenti ai contenuti negli insegnamenti kikiani, è legittimo considerare ambiguo

Strana raffigurazione NC di S.Pietro

Per completezza vogliamo indicare i tre autentici simboli del papato:

    *

      Il primo simbolo che caratterizza la figura di Pietro e dei suoi successori è la ‘Cattedra’, segno della potestà di insegnare, confermare, guidare e governare il popolo cristiano, la ‘cattedra’ è inserita nel grande capolavoro della “Gloria” del Bernini, che sovrasta l’altare maggiore in fondo alla Basilica Vaticana, a sua volta sovrastata dall’allegoria della colomba, raffigurante lo Spirito Santo che l’assiste e lo guida.
    *

      Il secondo simbolo, il più diffuso, è lo stemma pontificio, comprendente una tiara, copricapo esclusivo del papa con le chiavi incrociate. La tiara porta tre corone sovrapposte, quale simbolo dell’immensa potestà del pontefice (nel pontificale romano del 1596, la tiara o triregno, stava ad indicare il papa come padre dei principi e dei re, rettore del mondo cattolico e Vicario di Cristo). Questo simbolo perpetuato e arricchito nei secoli da artisti insigni, nelle loro opere di pittura, scultura, araldica, raffiguranti i vari papi, oggi non è più usato e nelle cerimonie d’incoronazione è stato sostituito dalla mitria vescovile. Questo ad indicare che il papa più che essere al disopra di tutti regnanti, è invece vescovo tra i vescovi e che il suo primato è tale perché vescovo di Roma, a cui la tradizione apostolica millenaria aveva affidato tale compito.
    *

      Le chiavi simboleggiano la potestà di aprire e chiudere il regno dei cieli, come detto da Gesù a Pietro.

Sarebbe interessante a questo punto chiedersi se il simbolo con cui Kiko Arguello rappresenta la parrocchia, ovvero un cerchio con una croce rovesciata, o la singola croce rovesciata che egli ha disegnato nella sedia di Giovanni Paolo II sul Monte delle Beatitudini nel 2000, verrà bandito insieme alle altre 'peculiarità' introdotte nella celebrazione eucaristica indicate nella Lettera del Pontificio Consiglio per il Culto Divino.

Simbolo iniziale della croce del cammino, era l'ancora, prefigurante, potremmo dire, dire un albero con le radici che partono da terra (no hay vida cristiana sin comunidad), la "comunità di chi viene dall'inferno pieno di ferite e di disprezzo", esclusivamente tramite la quale per Kiko si arriva al cielo ed alla vita eterna.

La croce che simboleggia la parrocchia e quella posta sul seggio del servo di Dio Giovanni Paolo II sono invece rovesciate: mentre il cammino prenderebbe dalla terra e porterebbe al cielo la gerarchia ecclesiastica prenderebbe dal cielo e porterebbe alla terra, esalterebbe la carne a detrimento dello spirito.

Con la croce rovesciata viene verosimilmente indicata la “grande prostituta che siede sui sette colli”, la città grande che regna su tutti i re della terra vedi Ap. 17, 1-18 ed Ap. 18, 1-8, in assoluto contrasto con la “Galilea delle genti” del CNC e probabilmente con la città santa, Gerusalemme, di Ap. 21, 10-27, che sarebbe prefigurata dal testo di Isaia 9, 1-3(4) cui si riferisce Matteo 4, 12-16 che i NC citano sempre a proposito della Domus... Un altro testo che citano spesso è Matteo 23...

Naturalmente tutte queste interpretazioni sono fondamentaliste ed errate, tuttavia darebbero ragione della Domus e della basilare importanza della “Galilea delle genti” neocatecumenale.

Dato che un simbolo fa sempre riferimento ad un sostrato culturale condiviso, è molto difficile da sostenere che la croce rovesciata di Kiko sia un simbolo medievale dell'apostolo Pietro, dato che Kiko rifiuta questo periodo della storia della Chiesa e dato che oggi questo significato è irrimediabilmente perduto anche perché attualmente il simbolo possiede un significato denotativo fortemente negativo che anche gli atei conoscono: chi lo avesse nel proprio stemma (che non fosse satanista) si affretterebbe a toglierlo.

È noto infatti che la croce al contrario, soprattutto all'interno di un cerchio, come viene usata nelle catechesi, non è mai stato simbolo cristiano. È contraddittorio quindi, oltre che di cattivo gusto che venga utilizzata da un movimento che si definisce ''ecclesiale''.

Il simbolo kikiano ha un suo sostrato condiviso, ma è solo per una sua ristrettissima cerchia. I comuni mortali ne sono esclusi, come in ogni setta che si rispetti. È ben noto, infatti il "segreto" che ricopre insegnamenti e simboli per "quelli di fuori".

Torniamo al contesto in cui questo inquietante simbolo ha attirato la nostra attenzione: il 'megaraduno' neocatecumenale del 2000 alla Domus Galileae, in occasione del viaggio in Terra Santa di Giovanni Paolo II. Ebbene, una foto dell'evento (qui a lato) dimostra come l'enorme immagine di Cristo, il cui volto dipinto è quello di Kiko, [dettaglio che è possibile verificare in altra pagina] faceva 'sparire' la figura del Papa, seduto sulla famosa 'cattedra' con la croce rovesciata che vi era collocata sotto. Vi presentiamo l'immagine del Papa da altra angolazione, dalla quale il simbolo della 'cattedra' è maggiormente visibile.

Il luogo dell'evento è la cosiddetta 'tenda del convegno', uno dei tanti scenografici e rutilanti ambienti della Domus Galileae, la faraonica costruzione, che abbiamo già qualificato come sedicente 'presenza cattolica' in Israele, perché purtroppo come tale viene presentata. Essa ha già di per sé, ma le viene anche data, una grande visibilità, per effetto degli eventi che il Cammino neocatecumenale vi organizza ed anche per i significati simbolici che le attribuisce. Il che non può non essere considerato e vissuto con preoccupazione e anche con rammarico per la realtà 'ecclesiale' che veicola, da chi, nella Chiesa di Cristo, è impegnato nell'autentico e 'difficile' dialogo con i nostri fratelli ebrei.

Il cammino neocatecumenale del resto non ha nel suo nome alcun riferimento a San Pietro apostolo, è stato fondato dopo il concilio Vaticano II e come si sa aborre le tradizioni cattoliche da Costantino al Vaticano II: dunque l'aver risuscitato il simbolo della croce rovesciata ai giorni nostri attribuendolo a Giovanni Paolo II dal punto di vista storico è ancora più inquietante.


Per correttezza e amore di verità pubblichiamo, insieme alla nostra risposta, questa mail fattaci pervenire da un lettore:

Salve...
Mi chiamo Dan e ho appena letto l'articolo "A proposito della croce rovesciata". Nell'articolo si legge:

[...]

Leggendo mi è suonato strano siccome da pochi giorni sono stato a Roma e nella visita al Carcere Mamertino, che come ben saprete è stato il luogo dove sono stati incarcerati Pietro e Paolo, mi è rimasto impresso un particolare curioso guardando l'altare. Infatti sull'Altare vi è una Croce rovesciata. Per convalidare le mie parole allego la foto ed un link della foto ad alta risoluzione tratto da wikipedia. Da wikipedia perchè penso sia imparziale e poi comunque la foto parla da sola.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia
/commons/a/af/
AltarinMamertinePrison.jpg

Detto questo desidero rivolgervi questa domanda:

Come spiegate ciò? che in una chiesa romana (e non una chiesa qualsiasi...) ci sia questo simbolo? secondo voi è una manipolazione fotografica? o Kiko è andato a girare la Croce? oppure non so, qualche neocatecumenale è andato al posto di Kiko? [...]

Secondo me il fatto che in uno dei luoghi di Roma privilegiati dalla storia degli Apostoli in cui Santa Romana Chiesa (e non Kiko Arguello) ha costruito quella cappella (nel IV secolo dopo Cristo, diciamo che forse Kiko non era neanche nei pensieri del Padre Eterno) ci sia quel simbolo lì non è casuale. Forse la croce rovesciata subito non ci ricorderà s.Pietro, ma arrivare a dire: [...]

Spero di ricevere presto una vostra risposta a questo mio quesito in cui possiate darmi una risposta più che chiara. Perchè le questioni sono due: o voi avete toppato e quindi penso che per amore della verità dovreste scrivere qualcosa a proposito (scusandovi magari con i neocatecumenali bollati come acritici) oppure avete ragione e quindi la mia era solo una curiosità (nonostante la croce rovesciata resti lì dov'è, costituendo quindi un precedente che giustificherebbe l'opera realizzata da Kiko Arguello). [...]

Rispondiamo:

Il problema sta nei significati storicamente sovrapposti. In ogni caso il Carcere Mamertino o Tullianum risale al IV secolo e sicuramente non può essere paragonato ai luoghi sacri ai pellegrini di ogni tempo, nei quali è attestata storicamente la presenza dell'Apostolo: Vaticano, S. Sebastiano...

In ogni caso nel IV secolo ci si riferiva all'Apostolo Pietro (e non al papato), ed i satanisti come oggi li conosciamo non esistevano ancora. Per giustificare la scelta di Kiko occorrerebbe trovare invece croci rovesciate riferite al papato nell'ultimo secolo, dove invece disegnare croci rovesciate sui muri non è affatto indice di pietà cattolica (provare per credere).

La lettura dei simboli grafici non è affatto soggettiva in senso assoluto, ma ha ovvie implicazioni socioculturali. Lo dimostra la svastica, che disegnata sul muro di una sinagoga un secolo fa avrebbe fatto un certo effetto, oggi ne farebbe un'altro del tutto differente, e ciò indipendentemente dalle disposizioni del soggetto disegnante. Se poi il Papa stesso avesse oggi al petto una croce celtica, lascio immaginare cosa accadrebbe! Il cristiano deve invece essere prudente al massimo, affinché l'unica vera Religione non abbia detrimento da un inutile scandalo. Siccome i simboli grafici cristiani non sono segreti ma pubblici, occorre tener conto del loro impatto nella società attuale. Un cristiano non si può permettere di essere ambiguo.

Si può definire il simbolo come entità o immagine che rinvia ad un'altra o che suscita la memoria di una determinata esperienza sensoria o intellettiva. Nella storia il significato di molti simboli ha conosciuto una variazione soprattutto a motivo di sovrapposizione dei significati. Se agli esordi del cristianesimo una croce rovesciata poteva richiamare solamente il supplizio inflitto all'apostolo Pietro, oggi sono emersi altri significati, ben più conosciuti dalla gran massa delle persone e che quindi non si possono trascurare, provenienti da ambienti esoterico-satanisti, per cui l'uso di un simbolo come questo OGGI anche tra gli stessi cristiani è divenuto ambiguo e quindi da evitarsi. Sarebbe comunque assurdo demolire le croci rovesciate del IV secolo: è sufficiente una guida o un cartello che spieghi agli attoniti visitatori che non lo conoscessero il significato di quel simbolo al tempo in cui fu elaborato.

Da ricordare che la sovrapposizione di significati su simboli ebraico-cristiani è specialità tutta massonica (vedi I.N.R.I., che per i framassoni significa tra l'altro Igne Natura Renovatur Integra).

Un'ultimo appunto: Kiko, come noi tutti che non viviamo nel IV secolo ma nel "terzo millennio", conosceva sicuramente l'ambiguità del simbolo che ha usato. Aveva molte alternative per esprimere artisticamente il ruolo del successore di S. Pietro: perché ha scelto l'unica espressione fortemente ambigua?

Resta comunque strano che in un periodo della storia qual è l'attuale, nel quale i simboli di un partito o di una Nazione, rappresentati capovolti o gettati a terra, indicano il disprezzo e la sconfitta della realtà o ideologia rappresentata, il fondatore di un movimento che si definisce ecclesiale e che afferma di voler rifondare la Chiesa di Cristo, per indicare il successore del primo Vicario del Divino Maestro, abbia scelto un simbolo inesistente tra i numerosissimi graffiti trovati nei luoghi storici della presenza di Pietro, che mostrano - come già ricordato - la raffigurazione del gallo, a ricordo del rinnegamento e quella delle chiavi, a ricordo del primato ricevuto dal Divino Maestro.

Per quanto riguarda l'accettazione passiva dei prelati presenti (data l'età del Papa di allora) sarebbe bene chiederne conto al Maestro delle cerimonie allora in carica. Il responsabile era lui.


Qualche altra considerazione in libertà

Ci sembra il classico caso in cui anche l'eccezione conferma la regola.
Infatti non stiamo parlando di un'affermazione assoluta nel campo della matematica (per smontare la quale è sufficiente un solo controesempio). Siamo invece nel campo della storia, dove talvolta le eccezioni (purché rare) finiscono per confermare l'asserto che si vuole dimostrare.

Esempio: la storicità dei Vangeli. I Vangeli in alcuni punti si contraddicono (il discorso della montagna è stato fatto "sulla montagna" o in una "pianura"? chi arrivò per primo al sepolcro vuoto? eccetera. Ciononostante li si reputa storicamente attendibili. Li si reputa storicamente attendibili poiché se fossero stati perfettamente coerenti, qualunque storico avrebbe sostenuto che gli autori avevano concordato cosa scrivere e cosa no (concordando cioè uno spot pubblicitario, piuttosto che il resoconto dei fatti scritto da quattro diversi "cronisti" con le loro fonti e i loro punti di vista).

Ora, veniamo alla foto che ci è stata mandata. Si converrà che l'altare della foto è molto recente (non è certo stato costruito nei primi secoli del cristianesimo: eppure quello sarebbe il Carcere Mamertino, costruito nel IV secolo dove tra l'altro, come già detto, NON fu rinchiuso mai Pietro Apostolo), per cui già questo non tocca l'asserzione che "non è mai stato usato quel simbolo" almeno per i primi quindici-sedici secoli di storia cristiana.

L'onere della dimostrazione resta a chi ha posto il problema. Resta a lui dimostrare come mai il simbolo della croce rovesciata, utilizzato lì, non sia mai stato imitato da nessun'altra parte.

Sul pavimento di una chiesa romana è possibile vedere il cerchio con i segni dello zodiaco (un segno tutt'altro che cristiano): ma nessuno può ragionevolmente negare che "lo zodiaco non è mai stato parte della simbologia cristiana".

Tra i dipinti di una chiesa torinese è possibile vedere, in un quadro in cui sono rappresentati alcuni santi di Torino, anche la figura di Gandhi, del cardinale di Torino, e del parroco che ha fatto dipingere il quadro: ma nessuno può ragionevolmente negare che questi ultimi tre, a tutt'oggi, non siano mai stato oggetto di venerazione da parte dei fedeli cattolici (perlomeno quelli sani di mente).

Insomma, ringraziamo per la collaborazione, ma facciamo presente che il metodo andava bene per la matematica, non per la storia.

Se poi si voglia cercare in giro (tanto per cambiare, su "google") il testo "croce rovesciata", si troveranno conferme a quanto andiamo dicendo: laddove non si parla dei neocatecumenali, si parla esclusivamente di satanisti e aspiranti tali. Numerosissimi indizi: e sono gravi, precisi e concordanti.

I simboli comunicano moltissimo.

Non è stata la massoneria ad inventare il compasso e la squadra, ma se tu li usi nello stemma della tua associazione, chiunque ci vedrebbe un riferimento alla massoneria: e non saresti scusato dall'ignoranza. Hitler non è stato il primo ad usare la svastica: ma se sulla porta di casa tua ostenti un'elegante svastica, chiunque penserà che lì abita un nazista, e non saresti affatto scusato dall'eventuale ignoranza.

Per cui è indifendibile un Kiko che usa la croce rovesciata, simbolo troppo facilmente riconoscibile come satanico. Pietro si fece "crocifiggere a testa in giù", ma la sua intenzione non era di rovesciare la croce. Kiko ha fatto sedere il successore di Pietro su un trono con la croce rovesciata: e c'è qualcosa di davvero malefico, in questo.

Il simbolo tipico di Pietro sono le chiavi: chi ci ha scritto conoscerà certamente il simbolo "PE", graffitato frequentemente nelle catacombe romane, con la "E" incastrata nella gamba della "P", a formare il simbolo di una chiave. Le chiavi, la rete da pescatore, la crocifissione a testa in giù.

Ebbene, Kiko lì non ha proposto un trono con le chiavi (o col pesce, o con altro simbolo cristiano), ma un simbolo che ha preteso di interpretare come il martirio di Pietro; se per assurdo le cose stessero come dice Kiko, allora è come aver augurato al Papa di morire presto.
I simboli "parlano". Se ci fosse stato il pesce, sarebbe stato come dire a tutti che il Papa è la nostra guida nella fede. Se ci fossero state le chiavi, sarebbe stato come riconoscere il Papa capo della Chiesa voluta da Cristo stesso.

E invece no. C'era la croce rovesciata, nuda, verticale. C'è da supporre che il Papa, messo davanti al "fatto compiuto", abbia per puro spirito di carità evitato di rovinare la festa neocatecumenale, sedendosi lì, ma certamente non sarà stato allegro per lo scherzaccio.

25 commenti:

  1. Che prima di allora sia stato usato il gallo e le chiavi per rappresentare San Pietro non significa che non debbano cambiare le cosa. Nei primi secoli non si rappresentava neppure Nostro Signore in Croce ... le cose cambiano.

    Seguendo il vostro assurdo ragionamento (che vede eretici ovunque tranne dove voi credete che non ci siano) la Chiesa sarebbe dovuta rimanere quella dei 12 Apostoli perchè ogni innovazione o cambiamento sarebbe stata vista in negativo ... e sappiamo bene quando la Chiesa primitiva fosse diversa dalla Chiesa medioevale di cui tanto avete nostargia, dove guarda caso non c'erano merletti, liturgie complesse, ostie ... ma focacce non lievitate ad esempio.

    Per fortuna la Chiesa ha chi la guida dall'Alto e continua a farlo.

    Le supposizioni sul Santo Padre Giovanni Paolo II rasentano poi la follia ... e c'e' da capirlo. Non doveva starvi molto simpatico visto l'aria fresca che ha portato in tutta la Chiesa!

    RispondiElimina
  2. “Che prima di allora sia stato usato il gallo e le chiavi per rappresentare San Pietro non significa che non debbano cambiare le cosa. Nei primi secoli non si rappresentava neppure Nostro Signore in Croce ... le cose cambiano”
    Gli uomini cambiano Dio e ciò che gli appartiene no! anche la simbologia
    Anche Ozzy Osbourne sa che la croce rovesciata è il simbolo di satana e non la usa certo per indicare il papa!oppure è NC.
    “Seguendo il vostro assurdo ragionamento (che vede eretici ovunque tranne dove voi credete che non ci siano) la Chiesa sarebbe dovuta rimanere quella dei 12 Apostoli perchè ogni innovazione o cambiamento sarebbe stata vista in negativo ... e sappiamo bene quando la Chiesa primitiva fosse diversa dalla Chiesa medioevale di cui tanto avete nostargia, dove guarda caso non c'erano merletti, liturgie complesse, ostie ... ma focacce non lievitate ad esempio.”
    Seguendo il suo di ragionamento la chiesa non deve essere come quella degli apostoli (primitiva) perché deve cambiare ma non deve cambiare per essere neanche come quella medievale.
    Cioè deve essere come la sua!o quella delle cene NC, pardon protestanti.
    Si, più si rimane attaccati al giorno della nascita della Chiesa e più si è vicini a Cristo, più si avanti così più ci si allontana da Dio perchè è lo Spirito che ci ricorderà quanto ha detto e la chiesa conciliare non lo sta ascoltando.
    La Chiesa primitiva, come ben sa, prima di costruire chiese ha un tantino sofferto.
    Dopo si è iniziato finalmente a rendere culto all'unico vero Dio anche nella forma.
    Sono sicuro che la sua casa è davvero brutta.
    "Per fortuna la Chiesa ha chi la guida dall'Alto e continua a farlo."
    No è per grazia dello Spirito Santo.
    Egli assiste sempre la Chiesa come corpo mistico di Cristo di cui è il capo, non le membra però.
    “Le supposizioni sul Santo Padre Giovanni Paolo II rasentano poi la follia ... e c'e' da capirlo. Non doveva starvi molto simpatico visto l'aria fresca che ha portato in tutta la Chiesa!”
    Aria fresca o fumo di satana?
    Primavera o inverno gelido?

    RispondiElimina
  3. Definire la spiritualità di Giovanni Paolo II fumo di satana la dice lunga ... mi fate solo sorridere. Come ho già scritto qualche commento fa, sareste stati tra i farisei responsabili della morte di Nostro Signore perchè "fuori dalle righe" :)

    RispondiElimina
  4. Caro Stettino,
    senza nulla togliere alle responsabilità del pontificato di GPII, va comunque detto - a mio parere - che casomai "il fumo di satana" non lo portò Papa Wojtyla, ma ce lo trovò già bello e confezionato da qualche decennio...ed aggiungo che non è così scontato comprendere l'inganno che si celava dietro al Vaticano II, specie per coloro che hanno respirato la sua aria, durante la sua preparazione...non era scontato per i Pontefici come per nessuno...comprendere l'inganno del CVII, è un dono di Dio...
    GPII ha compiuto i suoi errori e "per riparare a quelli" - come Lui stesso disse - ha accettato di cuore la sofferenza fisica che lo ha visitato, facendone un testimone autentico della Croce di Cristo, cosa che a mio avviso lo ha di molto riabilitato....e sicuramente lo ha santificato di fronte a Dio.

    RispondiElimina
  5. Detto questo, vorrei dire che io c'ero sotto quel palco, nel 2000: giunsi lì sotto per le chiamate vocazionali del Cammino, e quando alzai gli occhi e vidi quella croce rovesciata, non solo sul trono papale ma anche scolpita sull'ambone della Parola, restai di stucco e, dopo un primo istante di shock, decisi di non credere ai miei occhi, giustificando la lunghezza del braccio superiore della croce con esigenze architettoniche( il sedile è molto lungo, per questo hanno allungato il braccio superiore...). Insomma ero talmente annullata nella mente dal Cammino che stavo seguendo che mi sarei inventata di tutto pur di giustificare l'ingiustificabile. Per questo provo un pò di pietà per Tabità, che è neocatecumenale (lo capisco dal linguaggio, li riconoscerei tra migliaia) e non mi stupisce la sciocchezza di voler applicare a quella croce il simbolo di San Pietro martirizzato...come se ognuno, alzandosi la mattina, potesse inventare i simboli della Chiesa...per favore...

    Invece, ripensandoci, su quel palco c'erano centinaia fra Vescovi , Sacerdoti e anche dei Cardinali, oltre naturalmente al Papa....possibile che nessuno abbia notato un simile affronto? O che avendolo notato, abbia preferito far finta di niente???! Eppure è stato così....a dimostrazione dello strapotere che Kiko Arguello esercita sulla Gerarchia tutta, disposta pur di non contraddirlo ad ignorare vere e proprie dichiarazioni - come questa - di guerra alla Persona di Cristo e alla Sua Chiesa. Non so come Papa Wojtyla abbia potuto sopportare di sedersi su una sedia maledetta con sopra il segno dell'Anticristo, mi piace pensare che, malato com'era, non se ne sia accorto.
    Ma questo la dice lunga sulla sfacciataggine dell'eretico fondatore.

    RispondiElimina
  6. "Come ho già scritto qualche commento fa, sareste stati tra i farisei responsabili della morte di Nostro Signore perchè "fuori dalle righe" :) "

    Ma caro Tabità...... ^__^
    ...se noi stessi non fossimo "fuori dalle righe" questo blog non esisterebbe, perchè vive della profonda esigenza di testimoniare Cristo e la Sua Verità...proprio al di là del rispetto umano e "delle righe" decise dagli uomini, affinchè nessuno si permetta di sorpassarle...atteggiamento di fronte al quale - quando esso si scontri con la Sana Dottrina Cattolica di sempre - noi rispondiamo NON POSSUMUS, preferendo obbedire a Dio anzichè all'uomo....

    Non credo perciò che questa posizione assomigli molto a quella farisaica che, come tu dici, preferiva così tanto "le righe" a Dio, da aver pensato stoltamente di poterlo eliminare.... ^__^

    RispondiElimina
  7. Infatti l'espressione fu di PVI io volevo parafrasare l'espressione "respirare aria fresca" oppure tabità lei non conosceva questa famosissima frase?Siiiiii cerrrrrto che la conosceva.
    Se poi GPII sia santo io non lo so ma ci sono molti dubbi in proposito (vedi Sac. Luigi Villa) e non li sollevo certo io, comunque io il corano non lo bacerei di certo anche fosse solo per tigna!!!
    In realtà i farisei erano dentro le righe casomai quelli di Cristo, Egli conosce i suoi, sono fuori dalle righe.
    Per A.Rita:
    di dove sei?Se posso chiederlo

    RispondiElimina
  8. Vedi cara a.Rita tu hai scritto "...se noi stessi non fossimo "fuori dalle righe" questo blog non esisterebbe, perchè vive della profonda esigenza di testimoniare Cristo e la Sua Verità..."

    Il brutto è che l'intero blog parla della vostra visione di Cristo e la vostra idea di Verità che non è quella della Chiesa, o almeno è parte della Chiesa come tanti altri carismi che voi continuate a chiamare eretici.

    E questo la dice lunga.

    RispondiElimina
  9. Gentile tabità
    Quali sarebbero i vostri?
    la glossolalia, la guarigione, l'imposizione delle mani o forse l'impostura delle mani anche io come A.Rita ho fatto parte di un gruppo carismatico che di fatto è protestante (rns), noi, almeno credo di interpretare cosa vuol di re A.Rita, senza farle da avvocato chiarammente, ci atteniamo a quello che la Chiesa da sempre ha insegnato e che oggi è palesemente contrario grazie al CVII ed ai modernisti.
    I carismi come dice lei non sono eretici sono gli uomini che ne fanno un uso sbagliato e li rendono condanna di loro stessi.
    "Signore abbiamo fatto prodigi in tuo nome, andate via operatori di iniquità non vi conosco" chi pensa gli abbia dato il potere di fare prodigi?
    Tutto viene da Dio fuorchè il male:
    "Uomo il male è opera tua, tu sei opera di Dio" diceva Sant'agostino.
    La nostra non è visione, non è idea, è verità.
    Mi porti una sola frase od un concetto che sia in contrasto con il magistero infallibile della Chiesa, se lo trova sarò felice perchè sarò corretto è sempre nel seno dell'unica sposa di Cristo, la Chiesa Cattolica.
    Semmai si accorgerà che forse è lei che si sta facendo una chiesa (termine che non vorrei mai usare) tutta sua a misura d'uomo e forse saprà discernere (carisma) "la religione del Dio che si è fatto uomo" "con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio" Paolo VI docet!

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  10. Io al momento non sono parte di nessun movimento e la vostra non è la Verità , ma la vostra verità cosa ben diversa e per altro è il classico comportamento di chi è rimasto scottato in un movimento e uscendone trova ogni scusa per parlarne male.

    Ripeto, quando qualcuno di voi siederà sul trovo di S. Pietro ne potremo riparlare, ma fino ad allora la Verità per me è quella che insegna la Chiesa Cattolica con a capo Papa Benedetto XVI. Non certo le idee ristrette di chi vede solo la Chiesa del Passato, come se per altro la Chiesa non sia cambiata nelle forme liturgiche e nei carismi nei 2000 anni di storia.

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  11. Non certo le idee ristrette di chi vede solo la Chiesa del Passato, come se per altro la Chiesa non sia cambiata nelle forme liturgiche e nei carismi nei 2000 anni di storia.

    La Chiesa nei suoi carismi è profondamente cambiata negli ultimi 42 anni e solo un cieco non vede tutto cio', difatti se si attribuisce ad un eretico impenitente come Kiko il titolo di profeta, la chiesa cessa' di essesre di Gesu' Cristo e diventa un falsa chiesa tutta umana piena di menzogna...

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  12. La Chiesa è sempre stata in movimento e se negli ultimi tempi è cambiata in modo radicale, è semplicemente perchè così doveva accadere per volontà di Dio e personalmente lo ritengo una Grazia pur (al contrario vostro) non rinnegando il buono della Chiesa del passato.

    La superbia di certe vostre opinioni basta a qualificarvi :)

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  13. Hai dichiarato che non sei del CN che non conosci nulla del CN, quindi non si capisce perche esprimi pensieri dettati dall'ignoranza, informati meglio poi ne riparleremo...

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  14. "Per A.Rita:
    di dove sei?Se posso chiederlo"

    per Stettino: carissimo, sono del Centro-Italia, ma
    per i ragguagli personali, ci sentiamo via mail: annarita.2009@gmail.com
    Ciao :-)

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  15. "La superbia di certe vostre opinioni basta a qualificarvi :) "

    Caro Tabità,
    ti consiglio di fare una visitina al blog neocatecumenali.blogspot.com per leggere l'ultima dichiarazione di Kiko Arguello, che ha affermato che se i vescovi giapponesi non si piegano ad essere comandati a bacchetta da lui e dal suo Cammino, lui è pronto a scatenare UNO SCISMA nella Chiesa Cattolica.
    HAI CAPITO BENE????? Questo delinquente (altro che Carismi e "aria fresca"!!!!) avrebbe intenzione di strappare i suoi seicentomila adepti dal seno della Chiesa Madre, portandoli dietro a sè in braccio al demonio, e probabilmente trascinando con sè anche tutta quella gerarchia ecclesiastica (Vescovi e Cardinali) che tanto soffre il suo "fascino" da radunarsi nella sua Domus Galileae per scrivere degli ultimatum al Papa, come fu per l'approvazione degli ultimi statuti! E' questo che ispira li Spirito Santo? Gli scismi??? E' questa la "Grazia" della Chiesa "in movimento"? E' questa la volontà di Dio per la sua Chiesa???
    Adesso, caro Tabità che non conosci Kiko e il Cammino ma li difendi lo stesso, ti è un pò più chiaro con chi abbiamo a che fare????

    ...E meno male che le nostre opinioni erano superbe...meno male che i superbi siamo noi...un eretico invece, che si è spacciato in 40 anni per il salvatore della Chiesa e che ora finalmente si manifesta per quello che è: un distruttore,lui invece è "un carismatico"!

    Cari interlocutori difensori dell'indifendibile, siete pregati da oggi in poi, se volete intervenire per replicare agli argomenti qui trattati, di farlo non con i soliti inutili slogan post-conciliari, ma esibendo uno straccio di contenuto a sostegno delle vostre argomentazioni. GRAZIE.

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  16. @gianluca: che non ne faccia parte non significa che non conosca il movimento e non mi sia informata sui tanti "scandali" che i fissati come voi denunciano.

    @Rita: tu sei una semplice fedele come me suppongo, per cui non è tuo compito giudicare il prossimo, ma affidare alla Chiesa decisioni importanti come approvare o meno un associazione o movimento ... e pregare. Non c'e' altro da aggiungere e viste le grazie del CN nella mia diocesi credo ben poco alle accuse di eresia che sistematicamente indirizzate a Kiko e altri, spesso estrapolando pezzi di frasi o montando teorie pi che ridicole come nel caso di questo blog.

    E se vi da il mal di pancia che chi non la pensa come voi passa a commentare il vostro blog, mettere la moderazione così ve la cantate e suonate come volete convinti di essere gli unici illuminati che comprendono il volere di Dio a discapito del Santo Padre e degli uomini chiamati da Dio a pascolare il Suo Gregge. Non ho bisogno di argomentare proprio niente ... bastano le parole della Chiesa di Cristo a chiudervi la bocca.

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  17. "che non ne faccia parte non significa che non conosca il movimento e non mi sia informata sui tanti "scandali" che i fissati come voi denunciano."

    Ma sì, è chiarissimo, sei stata nel Cammino (si capisce dal linguaggio che usi, dalla cieca cocciutaggine con cui difendi il CN, e dalle stupidaggini - pure contraddittorie - che hai messo nel primo post, con cui ti hanno riempito la testa i catechisti), ora magari non lo frequenti più per chissà quale futile motivo, ma sicuramente non ci hai capito nulla, visto che ti sei bevuta tutta la predicazione eretica che ti hanno dato, senza neanche riconoscervi gli ENOOOOOORMI ERRORI DOTTRINALI di cui pullula. Eh sì, perchè se capissi qualcosa non diresti che "credi ben poco alle accuse di eresia", visto che non si tratta di "credere" ma di far funzionare il cervello che Dio ci ha dato, e riconoscere la verità dalla Menzogna. Ma tu continui a parlare non comprendendo nulla di Dottrina Cattolica, come la maggior parte delle persone accalappiate dal Cn, che può fare facilmente presa proprio per l'ignoranza dottrinale di chi si beve tutto quello che gli dicono.

    E quindi ti rispondo che come cattolica battezzata e cresimata io non ho solo il diritto ma anche il dovere di fare discernimento sulle dottrine che incontro nella vita e che il primo profeta dei miei stivali vorrebbe ammannirmi come verità evangelica. Altro che staccare il cervello! Quello, se ti aggrada, continua a farlo tu, sei libera di farti prendere in giro da chi ti pare. Ma non dire che non eri stata avvertita e che non ne sapevi nulla, perchè io ieri ti ho dato la notizia - uscita dalla stessa bocca di Kiko - che ha intenzione di fare uno scisma nella Chiesa! Ma a te questo non interessa, fai finta di nulla, coome se fosse una cosetta da poco; quindi o sei d'accordo con il pensiero di quello scismatico e sei in mala fede, oppure davvero hai staccato il cervello e non comprendi la gravità della situazione reale.
    Certo che non argomenti nulla, perchè non hai argomentazioni...non sai che dire, se non negare l'evidenza e scambiare le modificazioni mentali subite dai neocatecumeni per grazie di Dio.

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  18. "affidare alla Chiesa decisioni importanti come approvare o meno un'associazione.." Sarebbe giusto e doveroso in tempi normali. ma quel che bisogna capire è che non siamo in tempi normali per mille motivi. Persino il cammino neocat. contuna a suggerire che siamo in situazione drammatica e persino si arroga il diritto di essere lui chiesa, ora...Vi sono tempi, e sono questi, in cui i laici che hanno una fede ed un'impronta dottrinale e di catechismo devono darsi da fare per puntare il dito sulle eresie entrate nella Chiesa anche tramite papi! E non è la prima volta nella storia come mi disse uno storico della Chiesa.Giov. Paolo II ha proferito alcune cose eretiche in buona fede, certo, data la poca cultura seminariale fatta.E questo è l'esempio più famoso.Non si può accusare papa Benedetto di eresie, ma di incapacità o, meglio, di non voglia di prendere decisioni gravi ed impopolari, sì, tanto che si è rimangiato in più di una occasione quel che disse prima!Queste situazioni indicano un'emergenza che OBBLIGA ogni laico a prendere una posizione e lo stesso
    cammino dà una forte valenza ai laici, rendendosi conto, il fondatore, che con molti preti non si ricava alcuna "verve". Evidentemente la sua ombra don Pezzali o Pezzotti o come si chiama, ne è l'esempio più illuminante e si traggono le conclusioni consequenziali.

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  19. Mi dispiace carissima Rita che hai la presunzione di conoscere anche chi non conosci ... non ne faccio parte nè ne ho mai fatto parte fino ad oggi. Ma tant'è tu sai tutti di tutti e poverina non sei superba ... :)

    E quando a quello che hai scritto dello scisma ... attendo le decisioni del Santo Padre che ha convocato per domani ... ti ripeto non devo argomentare ...perchè lo fa la Chiesa per me.

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  20. Aspetta, aspetta Tabità, aspetta e spera che già l'ora s'avvicina.... Fai la pecorella poichè la Chiesa agisce e decide per te. E' una modalità di "azione" cristiana che non tiene conto dei "segni dei tempi". Sarai forse più perdonata di noi per questa obbedienza, ma non per non aver voluto vedere l'emergenza che i segni indicano.Perchè in questo caso l'obbedienza è la scelta più comoda: non si deve riflettere,leggere e documentarsi(tanto altri fanno per te) non si deve scontrarsi, si "galleggia" e ci si accorda con tutti con spirito ecumenico. Avanti così....e magari ti senti felice!

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  21. "Mi dispiace carissima Rita che hai la presunzione di conoscere anche chi non conosci ... non ne faccio parte nè ne ho mai fatto parte fino ad oggi. Ma tant'è tu sai tutti di tutti e poverina non sei superba ... :)"

    Sì, va bene, Tabità...
    ciao.

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  22. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  23. @a.Rita: liberissima di credere o meno, non ho la presunzione di sapere a priori chi e cosa fanno gli altri come fai tu. Non sono nel NC ma questo non significa non approvare una certa spiritiualità presente nel Nc che approvo. Sono stata due anni nell'Ordine Francescano Secolare e ne sono scappata per la mancanza di Fede e serietà della fraternità. Poi pensala come ti pare.

    @mardunolbo: io preferisco stare nella Chiesa di Cristo, una scelta che non tutti nel corso della Storia hanno deciso di fare perchè è più facile (al contrario di quello che hai detto) obbedire e rimanere nella Chiesa anche quando non è comodo. Staccarsi e crearsi una Chiesa a proprio uso e consumo è sicuramente più facile. Questo però non significa non leggere, non documentarsi e lasciare che gli altri lo facciano per me. Semplicemente io non sono una sedevacantista, riconosco il Papa come il successore di San Pietro scelto da Dio per guidare la Chiesa, e sono totalmente d'accordo con i cambiamento del Consilio Vaticano II pur non rigettando il passato della Chiesa.

    Buon proseguimento.

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  24. Caro tabità
    @gianluca: che non ne faccia parte non significa che non conosca il movimento e non mi sia informata sui tanti "scandali" che i fissati come voi denunciano.

    Se lei è informata di questo allora ci deve dar ragione perché se ha comparato le sue catechesi con il magistero della Chiesa si sarà accorto delle divergenze, oltre ciò queste accuse sono state avanzate non solo da laici ma da sacerdoti che, da buoni custodi della fede fanno la volontà di Dio.
    Vede estrapolare una frase è importante perché è vero che alcune sono da vedersi nel contesto, vale per chiunque, ma il concetto è l’affermazione non si possono mal interpretare altrimenti nasce l’errore e a volte l’eresia quindi le ambiguità vanno rettificate, ogni parola del Signore è importante ed ogni nostra parola che proferiamo in relazione a Lui è importante infatti il Signore disse il vostro parlare sia si,si, no,no ed aggiunse: tutto il resto (l’ambiguità, la menzogna) viene dal demonio.
    La congiunzione “e”, come saprà fu l’inizio, ma non la sola causa del più grande scisma.

    @Rita: tu sei una semplice fedele come me suppongo, per cui non è tuo compito giudicare il prossimo,

    Ora anche qui, mi perdoni, si evidenzia una certa mancanza di attenzione per il magistero e le scritture.
    Infatti nessuno può giudicare una persona perché questo spetta all’unico giusto Giudice ma la Chiesa deve condannare e giudicare l’errore e mostrare misericordia e carità all’errante e questo lo può e deve fare ogni fedele che testimoni la Verità non con il suo pensiero ma in relazione al deposito del Divin redentore custodito dall’unica e santa Chiesa cattolica.
    Se qualcuno nega l’unione ipostatica di NSGC a buon diritto si deve dire che erra ma alla stessa maniera facendolo notare gli usa misericordia testimoniando la Verità non condannando la persona, ma l’errore va condannato altrimenti “l’errore cui non si resiste viene approvato”(Innocenzo III)

    ma affidare alla Chiesa decisioni importanti come approvare o meno un associazione o movimento ... e pregare.

    Lei saprà senz’altro che la Chiesa (IV Concilio Lateranense XIII) impedì la nascita di nuovi ordini, ripeto ordini, per evitare una confusione all’interno della stessa e preservarla nell’unità, come mai invece si fanno proliferare i movimenti ecclesiali? oltre a quelli” riconosciuti” sa quanti ce ne sono?
    Ora se la Chiesa impedì la nascita di nuovi ordini come si può caldeggiare la nascita di movimenti, questo è chiaro indice di disgregazione della Chiesa, nel segno della “molteplicità che diviene unità, unità che rimane comunque molteplicità.” (BXVI in O.R. 30.6.2005).
    Questo secondo lei è parlare sisi,nono?
    Caro mardunolbo non so quale fosse il grado di preparazione di GPII ma BXVI è uno preparato quindi…….

    Non c'e' altro da aggiungere e viste le grazie del CN nella mia diocesi credo ben poco alle accuse di eresia che sistematicamente indirizzate a Kiko e altri, spesso estrapolando pezzi di frasi o montando teorie pi che ridicole come nel caso di questo blog.

    Se sono teorie ridicole lo si dimostri.

    E se vi da il mal di pancia

    No a me procura sofferenza come l’uomo si sia fatto verità di se stesso.

    che chi non la pensa come voi passa a commentare il vostro blog, mettere la moderazione così ve la cantate e suonate come volete convinti di essere gli unici illuminati che comprendono il volere di Dio a discapito del Santo Padre e degli uomini chiamati da Dio a pascolare il Suo Gregge. Non ho bisogno di argomentare proprio niente ... bastano le parole della Chiesa di Cristo a chiudervi la bocca.

    Quali mi scusi, quali parole, quale chiesa di Cristo, quella che “subsistit in” o quella che “est”?
    Le ho già chiesto di dimostrarci una sola cosa errata in quello che diciamo, se sbagliamo noi sbaglia la Chiesa perché nulla di ciò che dico viene da me o da noi, perché se così fosse sarei io il primo a dire che ciò è sbagliato, nulla posso aggiungere a ciò che è già perfetto.
    Si evolva pure ma in “eodem sensu eademque sententia” dice il CVI.

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  25. D'accordo con mardunolbo:
    Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me; e chi ama il figlio o la figlia più di me, non è degno di me (Mt 10,37)
    Chi ci potrà difendere nel giorno del giudizio? Quale scusa troveremo all’essere stati per così lungo tempo in silenzio.
    Quale discorso potrà allora giustificare il nostro silenzio?
    Quando la fede è offesa, vada pure alla malora la riverenza verso i parenti, come qualcosa di
    stantio e pericoloso; passi in secondo piano anche la norma che ci obbliga all’affetto verso i figli e i fratelli, e sia preferibile per le persone pie la morte alla vita, affinché trovino una migliore risurrezione (Eb. 11;35), come sta scritto. (Cirillo di Alessandria - Terza lettera a Nestorio 1)

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