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martedì 5 giugno 2012

Mons. Tissier de Maillerais: "Quando i conciliari nella Chiesa cominceranno a mostrare pentimento noi potremo usare formule più tenui per aiutarli a tornare, ma non adesso, mentre la crisi attualmente imperversa totalmente".

Due Domeniche fa un eminente Sacerdote della San Pio X, favorevole all'accordo con la Gerarchia modernista della Chiesa post Conciliabolo, ha detto che l'accordo pratico "non riguarderebbe la fede"; noi ci permettiamo di dissentire, tutto riguarda la fede ed in particolar modo i contatti con gli assassini della Fede. La seconda osservazione fà riferimento alla dichiarazione ufficiale della Fraternità del 2006 nell'ultimo Capitolo Generale: "Negli scambi di vedute che essa ha avuto durante questi ultimi anni con Roma, la Fraternità ha potuto constatare la fondatezza e la necessità dei due preliminari richiesti (1), i quali procurerebbero un grandissimo bene alla Chiesa restituendole almeno una parte dei suoi diritti alla propria Tradizione. Non soltanto il tesoro di grazie di cui gode la Fraternità sarebbe tolto da sotto il moggio, ma apporterebbe anche la medicina di cui il Corpo mistico ha così grande bisogno per guarire.

Se, dopo la loro realizzazione, la Fraternità aspetta la possibilità di discussioni dottrinali, è solo al fine di far risuonare più fortemente nella Chiesa la voce della dottrina tradizionale. Infatti, i contatti che essa mantiene sporadicamente con le autorità romane hanno per unico scopo di aiutarle a riappropriarsi della Tradizione che la Chiesa non può perdere senza rinnegare la propria identità, e non la ricerca di un vantaggio per se stessa, o di giungere ad un impossibile “accordo” puramente pratico. Il giorno in cui la Tradizione ritroverà tutti i suoi diritti, "il problema della riconciliazione non avrà più alcuna ragione di essere e la Chiesa ritroverà una nuova giovinezza."
 Ora le false scomuniche degli scomunicati, invalide, sono state tolte: "Noi siamo scomunicati da parte di modernisti, gente che è stata condannata dai papi precedenti. Allora che cosa ci può fare ciò? Siamo condannati da gente che è condannata! Da gente che dovrebbe essere condannata pubblicamente!"(Mons. Lefebvre, Econe, giugno 1988). La Messa Antica è stata riabilitata, anche se in maniera imperfetta, ma il problema dottrinario rimane nella sua drammaticità, infatti gli assassini della fede sono pertinaci nella loro deriva dottrinale. La Fraternità infatti nel 2006 ha dichiarato che un accordo pratico rimane impossibile sino a quando la Gerarchia modernista insisterà nel portare avanti le eresie conciliari. In definitiva questo eminente Sacerdote della Fraternità ha cercato di sminuire il possibile accordo, secondo lui, "puramente pratico, che non riguarderebbe la Fede" smentendo di fatto ciò che la Fraternità aveva deciso di fare nel 2006.
Perciò la condizione per rimettersi a trattare era la conversione pubblica della Roma modernista alla Chiesa Cattolica, attraverso il ritorno ufficiale alla dottrina dei Papi preconciliari.
Supponendo che fra qualche tempo Roma ci chiami,…. Imposterò il discorso sul piano dottrinale: “siete d’accordo con le grandi encicliche di tutti papi chi vi hanno preceduti? Se non accettate la dottrina dei vostri predecessori, è inutile parlare. Finché non accetterete di riformare il Concilio considerando la dottrina di questi papi che rihanno preceduti non è possibile dialogare. E’ inutile.” Monsignor Lefebvre (Fideliter, nr.66, nov.dic.1988)
“Mettersi dentro la Chiesa, che cosa vuol dire? E anzitutto di quale chiesa si parla? Se si tratta della chiesa conciliare, noi che l’abbiamo combattuta per vent’anni perché vogliamo la chiesa cattolica, dovremmo entrare in questa chiesa conciliare, per così dire renderla cattolica? E’ un’illusione totale! Monsignor Lefebvre (Fideliter nr. 70 luglio-agosto 1989) 


 I cosidetti colloqui dottrinanali con gli assassini della fede sono falliti, quindi un accordo con questa gente rimane impossibile, sino a quando questi signorotti non faranno marcia indietro sulle loro perniciose tesi dottrinarie conciliari, ne va della fede di milioni di anime, ne va delle soppravivenza della stessa Fraternità, ne va della salvaguardia dell'opera e degli insegnamenti di Monsignor Lefebvre grande difensore della vera fede cattolica, ne va del futuro della stessa Fede Cattolica e quindi della Chiesa.  
Proponiamo ora una bellissima omelia di Monsignor Tissier de Mallerais che meglio di noi esprime le ragioni della battaglia per la difesa della vera fede Cattolica e per la Gloria di Nostro Signore Gesù Cristo...

 "Chiunque voglia salvarsi, deve anzitutto possedere la fede cattolica: Colui che non la conserva integra ed inviolata  perirà senza dubbio in eterno".
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Predica di Mons. Tissier de Mallerais a San Nicolas du Chardonnet, Parigi domenica 3 giugno 2012
 
“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.

“Mi è stato dato ogni potere in Cielo e sulla terra, andate dunque e insegnatelo a  tutte le nazioni, battezzatele nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Questa è la missione della Chiesa e la missione della Fraternità san Pio X.

E’ la fede che abbiamo nel potere di Nostro Signore Gesù Cristo; nel potere di Cristo Re e di Cristo Sacerdote che ci anima dalla nostra fondazione. Abbiamo condotto questa battaglia per il Cristo Sacerdote, per il suo sacerdozio, per i suoi sacerdoti, e per il Cristo Re, cioè per una civiltà cattolica, per uno Stato cattolico.

Noi continueremo a lottare, carissimi fedeli, come lo hanno fatto i santi dei primi secoli della Chiesa di fronte alle eresie che minavano la fede cattolica come oggi. Dobbiamo fare un paragone tra le eresie ariane, contro la SS. Trinità, e l'eresia attuale contro il Sacerdozio e la Regalità di Gesù Cristo.

Comincerò questo paragone esponendovi semplicemente tre eresie dell'antichità che sono state vinte dai santi e dai sacerdoti.

Innanzitutto l'arianesimo. Ario, sacerdote ad Alessandria d'Egitto, si erse contro il dogma cattolico dichiarando: “ No, il Verbo di Dio, il Figlio, non è uguale al Padre,  non è Dio. Il Verbo di Dio è una creatura”, e cita san Paolo a sproposito dicendo che “Egli è il primogenito tra tutte le Creature”. San Paolo ha scritto che Gesù è il primogenito di tutte le creature, considerando il piano di Dio. Dio lo ha visto per primo nel suo piano di creazione.Ha visto suo Figlio incarnato. Ario dice “ No! E' indegno che Dio diventi carne. Io ho trovato una nuova dottrina: il Verbo non è Dio”.

Allora si riunisce un concilio, un vero concilio, quello di Nicea, per condannare Ario e dichiarare che il Verbo di Dio è in tutto uguale al Padre. Il Verbo è consustanziale al Padre, come affermiamo ogni domenica nel Credo: consubstantialem Patri: il Verbo, Dio Figlio, è consustanziale a suo Padre. Insieme formano un'unica sostanza, un solo Dio.

E’ questa una parola filosofica, che non esisteva nella Bibbia ed i padri del concilio hanno esitato ad adottarla poiché proveniva dalla filosofia e dal paganesimo. Essa poteva portare a pensare cose completamente stravaganti, come il fatto che Dio Padre e Figlio sarebbero soltanto delle rappresentazioni di una sola persona. Dunque in Dio esisterebbe un'unica persona che assumerebbe di volta in volta la maschera del Padre o del Figlio. Anche sant'Atanasio ha avuto delle difficoltà ad adottare quel vocabolo, consustanziale, ma alla fine lo ha adottato, ed ha applicato il concilio di Nicea.

Per questo ha lottato, combattuto e sofferto. E’ stato mandato in esilio, si è rifugiato nel deserto: per la fede nella Santissima Trinità; per difendere l'uguaglianza assoluta del Padre e del Figlio; per difendere la divinità del Verbo di Dio. Non è forse quello che dobbiamo fare anche noi, cari fedeli, combattendo senza pietà gli eretici ariani?

Fu l’energia di Sant’Atanasio che in gran parte contribuì a sconfiggere l'eresia ariana. Dunque, non dobbiamo cessare la lotta che durerà ancora, a mio parere, vent'anni perché la crisi che subiamo attualmente è una crisi grave, quindi una crisi lunga. La storia della Chiesa mostra che tutte le grandi crisi sono durate settant'anni come l'arianesimo o il grande scisma. Quindi probabilmente la crisi conciliare durerà settant'anni, perciò dobbiamo aspettare ancora trent'anni. Non crediamo troppo in fretta alla vittoria. L’otterremo, perché Gesù ha dato ogni potere alla sua Chiesa e noi lo crediamo.

La seconda eresia sorta in seguito fu l'eresia nestoriana.
Nestorio, vescovo, patriarca di Costantinopoli, dichiara che dire che il Verbo è divenuto carne, “Verbum caro factum est”, è uno scandalo. “Affermare che Dio si unisca ad una carne, cioè al corpo di Gesù è uno scandalo. Dio è puro spirito, non può unirsi ad un corpo. Ciò ripugna alla filosofia, ed io, Nestorio, ho trovato un'altra soluzione. Gesù, l'uomo Gesù, per i suoi atti ha meritato la divinità. Così Gesù è diventato Dio, dunque Gesù è Dio”. Affermare che Gesù sia Dio è perfettamente corretto. Ma si può dire che Nestorio professasse la fede cattolica? Egli afferma che Gesù è Dio, ma in che modo? Non è Dio che si è fatto uomo, è Gesù, l' uomo Gesù, che è diventato Dio. E’ forse questa un’affermazione cattolica? No di certo. E’ un’eresia. Purtroppo è ciò che un certo professore di Ratisbona, quarant'anni fa, professava nelle sue lezioni, dicendo che Gesù va talmente al di là di se stesso, grazie alla sua carità...,si estende oltre a se stesso fino da unirsi all'Uno, cioè a Dio. Un'eresia, che assomigliava a quella nestoriana.

Dunque stiamo bene attenti, cari fedeli, a professare la fede cattolica come si deve. Non basta dire che Gesù è Dio, bisogna affermare che Dio che si è incarnato. Dio si è fatto uomo. E’ il mistero dell'Incarnazione. Allora ci sono stati dei santi, come san Cirillo d'Alessandria, che hanno lottato per questo errore, perché se Gesù non è Dio, se è un uomo, allora la Santa Vergine ha messo al mondo un uomo. Dunque la Santa Vergine non è Madre di Dio. “Santa Maria Madre di Dio, prega per noi, no, non può essere vero, la Santa Vergine è Madre dell'uomo Gesù Cristo”. Questa è' un'eresia, un'offesa alla Madonna. Come negare la sua maternità divina? San Cirillo si erse contro di essa, e con lui il concilio di Efeso, affermando che la Santissima Vergine è veramente Madre di Dio poiché ha messo al mondo Colui che è Dio da tutta l’eternità, l'Uomo-Dio, Gesù Cristo. Se Maria SS. è Madre dell'Uomo-Dio, è la Madre di Dio. Suo Figlio è Dio. La seconda Persona della SS. Trinità, Dio Figlio.

San Cirillo fu un santo che non esitò a confutare le eresie e perciò fu anche perseguitato. Egli le ha confutate spiegato la fede cattolica. Così dobbiamo fare noi oggi, cari fedeli, confutando la libertà religiosa, e spiegando la fede cattolica. La libertà religiosa vuole che si rispettino tutti quelli che professano gli errori religiosi. Vuole che lo Stato lasci la libertà a tutti gli errori, a tutte le false religioni, in nome della dignità umana. Noi diciamo di no. E’ Gesù Cristo che deve regnare, che deve regnare nei cuori e deve regnare pubblicamente nello Stato. Lo Stato deve essere cattolico.

Noi volgiamo confutare l'errore di questa falsa dignità umana; della libertà di tutti (i falsi culti), che lo Stato dovrebbe rispettare. Ciò è impossibile e falso. Dobbiamo invece affermare la Verità, cioè che solo Gesù ha il diritto di regnare pubblicamente nello Stato. Ecco cosa dobbiamo fare seguendo l'esempio di san Cirillo d'Alessandria. Non pensiamo che per il fatto che Roma oggi ci propone un accordo, una situazione ufficiale nella Chiesa, dobbiamo rinunciare a proclamare queste verità, evidentemente forti, che contraddicono il Concilio. Non dobbiamo rinunciare a combattere il Concilio e gli errori del Concilio.

Il terzo esempio che vi farò è quello dell'eresia dei Pneumatomachi.

Dopo il concilio di Efeso, alcuni affermarono che lo Spirito Santo non é Dio. Terza eresia: “Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, ma lo Spirito Santo no, non lo è. Lo Spirito Santo è una creatura. La prova? Il fatto che sia Gesù a mandarlo:“ il Paraclito, lo Spirito di Verità che vi manderò quando sarò presso il Padre ”. Se Gesù manda qualcuno significa che è una creatura”. Ecco l’errore dei Pneumatomachi.

Allora, cari figlioli, è forse vero che lo Spirito Santo non è Dio? Spero che siate pronti a protestare e a professare la vostra fede. Sì, lo Spirito Santo è Dio, come il Padre e il Figlio. Noi facciamo il segno della croce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo per mostrare che le Tre Persone divine sono tutte e tre Dio. “Nel nome del Padre”, c'è un solo nome, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Un unico Dio in Tre Persone. Lo Spirito Santo è Dio. Allora san Basilio di Cesarea, nel Ponto, si erse per protestare contro questo errore e dire: “Lo Spirito Santo è veramente Dio, noi dobbiamo adorarlo come il Padre ed il Figlio”. Egli ha lottato per questo ed ha trionfato sull'errore.

Avvicinandosi alla soluzione della crisi, dopo forse venti o trent'anni, san Basilio vedendo che gli eretici, Pneumatomachi, cominciavano a convertirsi, (sarebbe bello che ora i conciliari cominciassero a convertirsi, ma non è il caso. Nessuno. Né a Roma né nelle diocesi. Nessuno) vedendo che cominciavano a ritornare alla fede cattolica decise che non era il caso di insistere, obbligandoli a dire che lo Spirito Santo è Dio, perché questo avrebbero esitato a professarlo.

Allora ha fatto uso di una formula più tenue, dicendo che lo Spirito Santo deve adorarsi con il Padre e con il Figlio e riceve la medesima gloria del Padre e del Figlio: “Noi dobbiamo adorare lo Spirito Santo come il Padre ed il Figlio, dobbiamo tributare la medesima gloria allo Spirito Santo che al Padre ed al Figlio”. Una formula più tenue, ma che professa la fede cattolica, senza equivoci. Se dobbiamo adorare lo Spirito Santo, è perché è Dio; se noi dobbiamo la stessa gloria allo Spirito Santo che al Padre ed al Figlio, è perché lo Spirito Santo è Dio.

San Basilio non ha usato parole equivoche riguardo agli eretici, che ritornavano alla Chiesa. Ha preteso che professassero la fede cattolica integrale ma con una formula più tenue. Ha fatto uso di prudenza, cosa molto buona, ma professando la vera fede. Non accettando di firmare delle cose equivoche. Ecco cosa dobbiamo fare oggi. Rifiutare delle formule equivoche e non smettere di condannare l'errore e di professare correttamente la fede cattolica.

Quando i conciliari, fra vent'anni o venticinque anni torneranno; quando si pentiranno del Concilio, quando vedranno continuare la catastrofe con i seminari completamente vuoti, le chiese in rovina, l'apostasia e l’immoralità ovunque, vorranno fare penitenza, e riconosceranno tali errori. Quando i conciliari nella Chiesa cominceranno a mostrare pentimento noi potremo usare formule più tenui per aiutarli a tornare, ma non adesso, mentre la crisi attualmente imperversa totalmente. Ora noi dobbiamo proclamare e condannare gli errori del Concilio, specialmente la negazione della regalità di Cristo, il rifiuto di Cristo Re.

Ecco, cari fedeli, il nostro programma di battaglia. Non facciamoci illusioni, la crisi è lungi dall'essere finita. Bisognerà combattere ancora a lungo e organizzarci per perseverare e continuare a professare la fede cattolica integrale, con la totale fiducia nel potere di Nostro Signore Gesù Cristo.
“Mi è stato dato ogni potere così in Cielo come in terra, andate dunque nel mondo intero, predicate la Verità, predicate la Santissima Trinità, predicate il Cristo Re, predicate il Cristo Sacerdote, affidatevi anche alla mia Madre divina, che ha tutte le grazie, che distribuisce tutte le grazie. E' anche grazie a Lei che trionferò sui miei nemici, è grazie a Lei che riporterò la fede cattolica integra nella mia Chiesa. Affidatevi a mia Madre, Vergine, Immacolata nella sua Fede”. Che la santa Vergine ci conservi la santa fede immacolata.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, così sia.
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MONSIGNOR BERNARD TISSIER DE MAILLERAIS:

“LA FALSA TEOLOGIA DI BENEDETTO XVI”
   
d. CURZIO NITOGLIA
...

Prefazione

Nell’autunno del 2010 i Domenicani di Avrillé hanno pubblicato un bel libro di mons. Bernard Tissier de Mallerais, intitolato L’étrange théologie de Benoit XVI. Herméneutique de continuità ou roupture?, ed. Le sel de la terre (p. 178, 17 euro - http://seldelaterre.fr - dominicains-avrill@wanadoo.fr - Fax: 0033.241344049).

Esso è stato tradotto in italiano e messo sul sito www.unavox.it all’indirizzo http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV143_Tissier_La_fede_in_pericolo_0.html.

Invito caldamente a studiare il libro stesso in francese o a consultarlo in italiano nel sito, anche se è abbastanza impegnativo. Ne porgo qui un breve sunto introduttivo al lettore per facilitare l’approccio all’opera completa.

***

Il problema ermeneutico di Benedetto XVI

●Secondo Mons. Tissier il triplice problema che, secondo Benedetto XVI, l’ermeneutica doveva risolvere in Concilio e che ancora oggi deve risolvere è il seguente:

1°) La scienza moderna vìola i divieti della morale. Scienza senza coscienza è la rovina dell’anima. Come ridare una coscienza alla scienza? La Chiesa tempo fa si è screditata nei confronti della scienza con la condanna di Galileo; a quali condizioni può sperare di proporre alla ragione positivista dei valori e delle norme etiche?

2°) A fronte di una società laicizzata e ideologicamente pluralistica, come può svolgere la Chiesa il suo ruolo? Non certo volendo proporre il Regno sociale di Cristo, ma facendo ammettere alla ragione positivista, con una concorrenza leale, la sfida dei valori cristiani, debitamente purificati e resi assimilabili dal mondo uscito dal 1789.
3°) Di fronte alle «religioni mondiali» più conosciute e più diffuse, la Chiesa può ancora rivendicare l’esclusività dei valori salvifici e una posizione privilegiata rispetto allo Stato? No, certo. Ma essa vuole solo collaborare con le altre religioni alla pace mondiale, proponendo di concerto con esse i valori delle grandi “tradizioni” religiose.
Questi tre problemi ne costituiscono uno solo: ad una nuova epoca storica deve corrispondere una nuova relazione fra fede e ragione, ritiene Joseph Ratzinger. (1).
●Quarant’anni dopo la chiusura del Concilio, Benedetto XVI riconosce che «la ricezione del Concilio si è svolta in modo piuttosto difficile». Perché? Si chiede. «Ebbene, tutto dipende dalla giusta interpretazione del Concilio o – come diremmo oggi – dalla sua giusta ermeneutica». A fianco di una «ermeneutica della discontinuità e della rottura», da parte dei tradizionalisti e dei progressisti, vi è una «ermeneutica della riforma, del rinnovamento nella continuità». Questa continuità è la «continuità dell'unico soggetto-Chiesa […]; un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino».
Fede cristiana ieri e oggi: il «perché» dell’ermeneutica
«Quale è il costitutivo della fede oggi?». È questa la domanda che si poneva Joseph Ratzinger nel 1973, all’interno di un gruppo di discussione ecumenica, e che pone come primo interrogativo nel suo libro Les principes de la théologie catholique (2). «La domanda è mal posta - precisa - sarebbe più corretto chiedersi che cos’è che, dal crollo del passato, rimane ancora oggi come elemento costitutivo». Joseph Ratzinger pensa che non bisogna fare una “sintesi” degli inconciliabili, ma ricercare quale “continuità esista tra loro. Ricerchiamo quindi qual è il permanere della fede cristiana nelle fluttuazioni delle filosofie che si son succedute. È questo il tema dell’opera del professore di Tubinga, Foi chrétienne hier et aujourd’hui, [“Introduzione al Cristianesimo”] (3).
Fede oggettiva o soggettiva?
Per Benedetto XVI l’evoluzione della formulazione della fede non consiste nella ricerca della migliore precisione, ma nella necessità di proporre una formula nuova e adattata. E l’adattamento è un adattamento al credente, non un adattamento al mistero. Il compito del Concilio, dice Benedetto XVI, fu questo: la riformulazione moderna della fede; secondo un metodo moderno e seguendo i principi moderni, dunque secondo un metodo nuovo e dei principi nuovi. Poiché vi è sempre da una parte il metodo e dall’altra i principi. Applicare questo metodo e adottare questi principi sarebbe ancora, dopo quarant’anni, il compito della Chiesa. Ecco la rivoluzione operata dal Concilio. La preoccupazione del soggetto della fede che supplisce alla preoccupazione per l’oggetto della fede. Invece di cercare semplicemente di precisare ed esplicitare il dogma oggettivo, il nuovo magistero cercherà di riformularlo e di adattarlo all’uomo o soggetto umano moderno. Invece di adattare l’uomo a Dio, vuole adattare Dio all’uomo.

La “libertà religiosa”

I papi del XIX secolo hanno condannato la libertà religiosa, non solo a causa dell’indifferentismo dei suoi promotori, ma in se stessa: perché non è un diritto naturale dell’uomo: essa non è un «proprium cuiuscumque hominis ius», dice Pio IX (4), e non è uno dei «iura quae homini natura dederit», dice Leone XIII (5); e perché essa deriva da «un’idea del tutto falsa di Stato» (6), l’idea di uno Stato che non avrebbe il dovere di proteggere la vera religione contro la diffusione dell’errore religioso. Questi due motivi di condanna sono assolutamente generali, essi derivano dalla verità di Cristo e dalla sua Chiesa, dal dovere che ha lo Stato di riconoscerla e dal dovere indiretto che ha di favorire la salvezza eterna dei cittadini, non, certo, costringendoli a credere anche se non vogliono, ma proteggendoli contro l’influenza dell’errore professato socialmente, tutte cose insegnate da Pio IX e Leone XIII. Se oggi, col mutare delle circostanze, la pluralità religiosa richiede, in nome della prudenza politica, delle misure civili di tolleranza, e cioè di parità giuridica tra i diversi culti, non significa che, in nome della giustizia, potrebbe essere invocata la libertà religiosa come un diritto naturale della persona. Essa rimane un errore condannato. La dottrina della fede è immutabile, anche quando la sua applicazione integrale è impedita dalla malizia dei tempi. E il giorno in cui le circostanze ritornassero normali, quelle di una Cristianità, dovrebbero attuarsi le stesse applicazioni pratiche di repressione dei falsi culti, come al tempo del Sillabo.

Riconciliare i ‘Lumi’ e il Cristianesimo

Joseph Ratzinger ammira Kant, il filosofo dei ‘Lumi’ per eccellenza. Egli saluta «l’enorme sforzo» di chi ha saputo «cogliere la categoria del bene». Egli proclama l’attualità dei ‘Lumi’, nel suo discorso a Subiaco, il 1° aprile 2005, un mese prima di diventare Papa. Egli parla dell’attuale cultura dei ‘Lumi’, come di quella dei diritti della libertà, di cui enumera i principali, aggiungendo: «È evidente che questo canone della cultura illuminista, tutt’altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno». Ma, obietta nondimeno Joseph Ratzinger, questa cultura illuminista è una cultura laica, senza Dio, antimetafisica perché positivista e basata su un’auto-limitazione autonomistica della “ragion pratica”, in cui «l’uomo non ammette più alcuna istanza morale al di fuori dei suoi calcoli». Di conseguenza, «ci sono anche diritti dell’uomo contrastanti, come per esempio nel caso del contrasto tra la voglia di libertà della donna e il diritto alla vita del nascituro. […] Una confusa ideologia della libertà conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà» (7). Per la sua assolutezza, «questa cultura illuminista radicale» si oppone alla cultura cristiana (8). Come superare questa opposizione? Ecco la sintesi”. Per un verso, è necessario che il Cristianesimo, religione del Logos, secondo la ragione, ritrovi le sue radici nell’originario «illuminismo filosofico» che fu la sua culla e che abbandonando i miti si volse alla ricerca della verità, del bene e dell’unico Dio. Così facendo, questo Cristianesimo nascente «ha negato allo Stato il diritto di considerare la religione come una parte dell’ordinamento statale, postulando così la libertà della fede» (9). Per l’altro verso, bisogna che la cultura illuminista ritorni alle sue radici cristiane. Ma sì: proclamando la “dignità dell’uomo”, verità cristiana: «l’illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente nell’ambito della fede cristiana». Questo fu, del resto, sottolinea il futuro Benedetto XVI, il lavoro del Concilio, la sua intenzione fondamentale, esposta nella sua dichiarazione «sulla Chiesa nel mondo contemporaneo», la Gaudium et spes. Il Concilio ha nuovamente evidenziato questa profonda corrispondenza tra Cristianesimo ed illuminismo, cercando di arrivare ad una vera conciliazione tra Chiesa e modernità, che è il grande patrimonio da tutelare da entrambe le parti (10). Per far questo, il futuro Papa ritiene che Kant, malgrado il suo agnosticismo, possa essere tenuto in considerazione: Kant aveva negato che Dio possa essere conoscibile nell’ambito della “ragion pura”, ma nello stesso tempo aveva rappresentato Dio, la libertà e l’immortalità come postulati della ragione pratica, senza la quale, coerentemente, per lui non era possibile alcun agire morale. La situazione odierna del mondo non ci fa forse pensare di nuovo che Kant possa aver ragione? (11) . 

Itinerario teologico di Joseph Ratzinger

L’itinerario filosofico di Joseph Ratzinger è un vicolo cieco, poiché egli abbandona la strada della filosofia dell’essere per aderire al kantismo. Riesce l’itinerario teologico dello stesso Ratzinger ad uscirne? Riesce a trovare una via che conduca all’Essere primo, alle sue infinite perfezioni, ai suoi misteri soprannaturali? Per rispondere a queste domande occorre innanzi tutto collocare il professore di teologia di Tubinga nel quadro della teologia tedesca, dipendente dalla celebre scuola di teologia dell’università del luogo.

La “Tradizione vivente” secondo la scuola di Tubinga

Secondo il fondatore della scuola cattolica di Tubinga, Johann Sebastian von Drey (1777-1853), il divenire storico si spiega con un principio vitale spirituale: Ciò che raccoglie le diverse epoche storiche in un tutto unito o le separa invece le une dalle altre, è un certo spirito che, in un dato tempo, chiude il divenire storico in una unità piena di vita: è lo Zeitgeist, o lo “spirito del tempo”. Questo spirito è costruttore: agendo con l’uscita da sé, attira tutto intorno a sé come un centro col cerchio, che riduce le opposizioni e riorganizza secondo se stesso ciò che gli è conforme (12). La parentela di questo pensiero con quello di Dilthey è evidente, ma per Drey, lo Zeitgeist non è altro che lo “spirito di Cristo”, che coincide con lo “spirito del tempo”. La fede del teologo trasfigura il naturalismo del filosofo. Nella sua Apologetik (1838), Drey spiega che l’evoluzione è necessaria al Cristianesimo, sia come fenomeno storico, sia come Rivelazione.

Rivelazione ed evoluzione del dogma

Questa idea della Rivelazione che «appariva ora non più semplicemente come la comunicazione di alcune verità alla ragione, ma come l’agire storico di Dio, in cui la Verità si svela gradatamente» (13), diventerà la tesi su San Bonaventura presentata per l’abilitazione all’insegnamento universitario statale da Joseph Ratzinger nel 1956. L’autore sosteneva che il Dottore serafico avesse visto nella Rivelazione, non un insieme di verità, ma un atto (cosa che non è esclusa), e che «del concetto di “rivelazione” fa sempre parte anche il soggetto ricevente» (14): dunque i fedeli fanno parte del concetto di Rivelazione, cioè parte della Rivelazione stessa. Parimenti, il candidato all’abilitazione sosteneva che «alla Scrittura è legato il soggetto credente, la Chiesa [come comunità dei credenti], e con ciò è già dato anche il senso essenziale della Tradizione» (15). E Joseph Ratzinger racconta onestamente che il suo relatore, il professore Michael Schmaus, «non vedeva affatto in queste tesi una fedele ripresa del pensiero di Bonaventura […] ma un pericoloso modernismo, che doveva condurre verso la soggettivizzazione del concetto di Rivelazione» (16).

La Fede come “esperienza religiosa”

Non è solo l’idea di Tradizione, ma anche quella di Rivelazione che Joseph Ratzinger rivisita alla luce dell’idealismo soggettivistico. Riguardo alla Rivelazione, considerata come in qualche modo attuale, Joseph Ratzinger ritiene che «del concetto di “Rivelazione” fa sempre parte anche il soggetto ricevente» (17). L’autore suppone, a torto, che il soggetto recettore sia il credente, o la Chiesa - non gerarchica - ma come comunità di credenti, e non i soli Apostoli; cadendo in un errore protestante. Riguardo alla teologia, Joseph Ratzinger ritiene che «non esiste la pura ed assoluta oggettività», sia in fisica, sia in teologia. Come in fisica «entra e s’impegna anche l’osservatore stesso» e «nella risposta è sempre incluso anche un brandello della domanda e dello stesso soggetto richiedente», così in teologia «colui che s’impegna nell’esperimento della fede ottiene poi una risposta che non rispecchia oggettivamente soltanto Dio, ma anche una parte dell’interrogativo del soggetto, comunicandogli qualche conoscenza di Dio attraverso la breccia incisa nel suo animo» (18). Riguardo alla fede stessa, Joseph Ratzinger assicura che la pura oggettività non è ugualmente possibile: Pertanto, ogni qual volta ci si imbatte in una risposta spassionatamente oggettiva, in un asserto che si erge definitivamente al di sopra di ogni prevenzione pietistica esprimendosi in modo piattamente positivo e scientifico, bisogna dire che il suo portavoce è caduto in un auto-inganno. Questo tipo di oggettività è costituzionalmente proibito all’uomo. Egli non può esistere e tanto meno indagare da semplice e freddo osservatore della realtà oggettiva ed extramentale. Chi cerca a tutti i costi di essere un mero osservatore oggettivo, non impara nulla. Anche quella realtà che si chiama “Dio” può entrare nel raggio visivo solo di colui che si impegna di persona o soggetivisticamente  nell’esperimento da fare con Dio: in quell’esperimento che noi chiamiamo fede. Solo impegnandovisi, s’impara e si prova qualcosa; solo prendendo direttamente parte all’esperimento ci si premura d’indagare, e solo chi cerca e interroga riceve una risposta (19). Si obietta che, se per avere la fede, la persona deve impegnarsi «nell’esperimento da fare con Dio», molti pochi cristiani avranno la fede. La fede, adesione dell’intelligenza al mistero divino, è una cosa richiesta per la salvezza, ma l’esperienza mistica è cosa auspicabile, però non ugualmente necessaria, e in ogni caso l’esperienza di Dio, effetto del Dono di Sapienza dello Spirito Santo abitualmente vissuto, non è richiesta necessariamente. Ma, soprattutto, se si definisce la fede tramite «l’esperimento del sentimento del subconscio da fare con Dio», che non è il gusto amoroso della presenza divina in noi tramite la grazia santificante, mediante il Dono di Sapienza, si rinnova l’eresia modernista, che consacra come vere tutte le religioni, poiché tutte pretendono di avere qualche “esperienza sentimentale e subconscia” del divino (20). Riguardo, infine, al Magistero della Chiesa, anche sulle sue decisioni e definizioni, Joseph Ratzinger ha una visione dialettica o, diciamo così, dialogante, secondo lui esse devono essere delle risposte alle domande del soggetto credente o il risultato della sua sperimentazione su Dio. Ciò posto, resta il problema fondamentale: la nostra intelligenza ci permette di cogliere o no l’essere delle cose? La verità è oggettiva? Vi è una filosofia del reale? I concetti scelti e perfezionati dalla fede sono dei concetti di una particolare filosofia: platonica, aristotelica, tomista, kantiana, personalista? O sono semplicemente i concetti della più elementare filosofia dell’essere, quella del senso comune?
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86 commenti:

  1. Inutile dire che i "mastini" dello "status quo" si sono già scatenati.

    Il cattolico conservatore Massimo Introvigne, responsabile del CESNUR, un'organizzazione nazionale sulla ricerca delle Sette e delle nuove religioni, si è stracciato le vesti appena ha saputo della ristampa del libro di mons. Tissier de Mallerais.

    L'argomentazione che pone è sempre la stessa: una mancanza di argomentazioni vere! Egli da pressapoco l'impressione di dire: "Questo brutto e cattivo, che invece d'essere grato al papa per la sua apertura alla Fraternità va a pubblicare un libro contro il nostro papa buono".

    Argomentazioni da asilo infantile davanti alle quali cadono solo i "pauperes in spiritu" che, ahimé!, non sono pochi.

    Certamente Introvigne non va ad esaminare se quanto dice il vescovo tradizionalista è vero o meno. Ne registra la "riottosità" al magistero conciliare e papale per concludere che questo rappresenta un "bel problema" per la Chiesa del concilio.

    E' Tissier un bel problema o è la Chiesa del concilio un problema permanente? Ovviamente il "mastino" dello "status quo" non lo puo' dire.

    Si limita, dunque, a concludere:

    "Alla fine, il libro non è tanto interessante per quanto afferma di Benedetto XVI ma per quanto rivela della mentalità di chi lo ha scritto e di chi lo diffonde. Infatti, quanto al tema dei rapporti fra la Fraternità Sacerdotale San Pio X e la Santa Sede, forse il libro aiuta a comprendere che il problema non riguarda solo la liturgia, o solo qualche estremista presente nella Fraternità. Suoi esponenti di primissimo piano proclamano, per iscritto, un rifiuto totale di Benedetto XVI e del suo Magistero. Il cammino del dialogo, che pure continua, sembra irto di difficoltà."

    http://www.cesnur.org/2011/mi-cpx.html


    Paradosi

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    1. (Carissimo, c'è posta per te..)
      :)

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    2. Ti ho risposto! :-)

      Paradosi

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  2. Ah,Ah,Ah, Introvigne....
    E' uno di quei ferventi per Antonio De Castro Mayer (analogo di Lefebvre per il Brasile) poi ha virato insieme alla confraternita Alleanza Cattolica quando si sono accorti che, inevitabilmente, le "loro" idee e deduzioni portavano diritti a contestare i papi postconciliari.

    E,zac la retrocessione è arrivata puntuale.

    Da allora, "io sto col Papa" con Dio o senza Dio, con tradizione o senza, ma mai più scostarsi dalle sue vesti!

    Altro esempio il don Cantoni, figlio del "reggente" nazionale (sempre Alleanza Cattolica)che dopo esperienza con la San Pio X se ne esce, ottiene rifugio da mons Gherardini, ma poi fugge anche da questo poichè contrasta troppo papa e Concilio...

    E, zac, altra retrocessione alle linee conciliari ! Così si dorme più tranquilli, no ?!

    Personalmente non ho mai apprezzato gli scrittori "laici" dediti a libri su religione; si perde la concentrazione e lo spirito che possa rifarsi ad analisi corrette e prive di preconcetti.

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  3. A proposito del Cesnur,e quindi della concretezza del gruppo, mi chiedo perchè non sia mai stata fatta un'analisi, con libro annesso, della setta neocatecumenale..., visto che tutte le caratteristiche indicate anche dai libri introvegni indicano perfetta aderenza del "cammino" alle sette !

    Chissà perchè ! Forse che, "approvata" dai papi, non si tocca ?

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    1. SICURAMENTE!!!! E questo dimostra il livello di "lecchineria" di certi personaggi.... Che orrore!!! Amerei essere smentito ma... temo di no!

      Paradosi

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    2. ma Introvigne non è passato da anni dall'altra parte delle barricata?
      "da fratello a fratello..." ?

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    3. Sembrerebbe di sì, visto anche la differenziazione che fa tra la massoneria di un rito e quella di un altro, elogiando quasi la massoneria "americana".
      Vedi Don Curzio Nitoglia:
      http://www.doncurzionitoglia.com/massoneria_usa_luciferiana.htm

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  4. Anna Rita come ti dicevo TUTTI E QUATTRO i vescovi, e non solo Mons. Fellay, erano perfettamente d'accordo nell'implorare la revoca delle scomuniche.
    Ritengo incoerente e ben confuso il loro comportamento, poichè i Vescovi devono essere guide sicure nella tempesta...


    Ecco il primo documento:
    "Il Santo Padre, dopo un processo di dialogo tra la Sede Apostolica e la Fraternità Sacerdotale San Pio X, rappresentata dal suo Superiore Generale, S.E. Mons. Bernard Fellay,

    ha accolto la richiesta formulata nuovamente da detto Presule, con lettera del 15 dicembre 2008, ANCHE A NOME DEGLI ALTRI TRE VESCOVI DELLA FRATERNITA', S.E. Mons. Bernard Tissier de Mallerais, S.E. Mons. Richard Williamson e S.E. Mons. Alfonso del Gallareta, di rimettere la scomunica in cui erano incorsi vent’anni fa.


    A causa, infatti, delle consacrazioni episcopali fatte, in data 30 giugno 1988, da S.E. Mons. Marcel Lefebvre, senza mandato pontificio, i menzionati quattro Presuli erano incorsi nella scomunica latae sententiae, dichiarata formalmente dalla Congregazione per i Vescovi in data 1° luglio 1988.

    S.E. Mons. Bernard Fellay, nella citata missiva, manifestava chiaramente al Santo Padre che: "siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l’attuale situazione".

    Sua Santità Benedetto XVI, che ha seguito fin dall’inizio questo processo, ha cercato sempre di ricomporre la frattura con la Fraternità, anche incontrando personalmente S.E. Mons. Bernard Fellay, il 29 agosto 2005. In quell’occasione, il Sommo Pontefice ha manifestato la volontà di procedere per gradi e in tempi ragionevoli in tale cammino ed ora, benignamente, con sollecitudine pastorale e paterna misericordia, mediante Decreto della Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 2009, rimette la scomunica che gravava sui menzionati Presuli. Il Santo Padre è stato ispirato in questa decisione dall’auspicio che si giunga al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione".

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  5. Ed ecco invece la lettera di ringraziamento sempre firmata da tutti e quattro i Vescovi compresi i tre che ora, dinnanzi alla evidente regolarizzazione che deve seguire, per prassi e necessariamente ad una revoca, (se non si vuole statuto, regolarizzazioni, non si vanno a chiedere revoche di scomuniche...) fanno il diavolo a quattro, pardon, a tre...

    Oggi W. dopo aver firmato tutto il firmabile afferma che questa non è la Chiesa Cattolica,..."Ma Monsignore lo era forse nel 2008 e nel 2009 quando lei metteva la sua firma in calce nella supplica al Santo Padre e poi anche nel ringraziamento?
    La lettera del 15 dicembre 2008 con la richiesta della revoca non è disponibile in rete, ma il sunto sopra è ben chiaro.

    Lettera di ringraziamento dei quattro vescovi della
    Fraternità Sacerdotale San Pio X
    a S. S. Benedetto XVI


    A Sua Santità il Papa Benedetto XVI

    Santissimo Padre,
    È in azione di grazie che desideriamo esprimere a Vostra Santità la nostra profonda riconoscenza per l’atto della Sua paterna bontà e del Suo coraggio apostolico con il quale Ella ha reso inoperante la misura che ci colpì venti anni fa in seguito alla nostra consacrazione episcopale.
    Il Suo decreto del 21 gennaio 2009 riabilita in qualche modo il venerato fondatore della nostra Fraternità Sacerdotale, S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre.
    Ci sembra che esso procuri anche un gran bene alla Chiesa, facendo giustizia ai sacerdoti e ai fedeli del mondo intero che, attaccati alla Tradizione della Chiesa, non saranno più ingiustamente stigmatizzati per aver mantenuto la fede dei loro padri.

    È in ragione di questa battaglia della fede che noi assicuriamo a Vostra Santità, come Ella si augura, di " non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorità della Santa Sede le questioni ancora aperte ".
    Noi in effetti desideriamo cominciare prima possibile, con i rappresentanti di Vostra Santità, degli scambi riguardanti delle dottrine in opposizione con il Magistero di sempre.

    Con questo cammino ancora necessario, che evoca Vostra Santità, noi speriamo di aiutare la Santa Sede a porre il rimedio appropriato alla perdita della fede all’interno della Chiesa.

    La Vergine Maria Immacolata ha visibilmente guidato i passi di Vostra Santità verso di noi, e Le conserverà la sua graziosa intercessione.
    È con questa certezza che chiediamo filialmente al Pastore universale di benedire quattro dei suoi figli più attaccati al Successore di Pietro e al suo compito di pascere gli agnelli e le pecore del Signore.

    Menzingen, 29 gennaio 2009, Festa di San Francesco di Sales.

    +Bernard Fellay
    +Bernard Tissier de Mallerais
    +Richard Williamson
    +Alfonso de Galarreta

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  6. Anna rita mi hai scritto gentilmente che gli accordi tra i Vescovi FSSPX erano: nessun accordo pratico, ma solo dottrinale, o Roma esce dall'eresia, o non se ne fa niente.
    Bene.
    Ma se è nell'eresia,
    1 perchè implorare una revoca, per entrarvi in Comunione?

    2 tutti e quattro sono voluti entrare in Comunione e hanno anche chiesto, tutti e quattro, una benedizione dal Papa, hegeliano...

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  7. Ed ecco l'ulteriore riprova e conferma che tutti e quattro i Vescovi cercarono UNITI la revoca delle scomuniche.
    Perchè lo fecero?
    Ce lo spiega Monsignor De Galarreta..


    In questa intervista mons. De Galarreta parla della remissione delle scomuniche, del Papa, dei colloqui tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede, della formazione dei sacerdoti, della tenuta cattolica dei fedeli

    I.C.: Monsignore, Lei è uno dei quattro vescovi consacrati da Mons. Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988, recentemente nominato Visitatore del Seminario de La Reja al posto di Mons. Willamson. Prima di parlare della sua attuale funzione, desideriamo rivolgerle alcune domande sugli avvenimenti delle ultime settimane. Il 21 gennaio del 2009 il Vaticano ha pubblicato un decreto sulle scomuniche del 1 luglio 1988, che sanzionavano le consacrazioni episcopali fatte da Mons. Lefebvre. In un’intervista a Nouvelles de Chrétienté (n° 115 di gennaio-febbraio 2009) Mons. Fellay, riferendosi alle scomuniche del 1988, ha dichiarato: “ Questo decreto era nullo, quindi non vi fu scomunica”. Nella sua omelia del 15 marzo 2009, anche Lei ha affermato: “Abbiamo sempre affermato e abbiamo sempre ripetuto che queste censure erano assolutamente nulle, di fatto e di diritto”.
    Perché sostenere la nullità delle scomuniche dichiarate da Giovanni Paolo II nel 1988 ?

    Mons. De Galarreta: Ogni volta che abbiamo scritto a Roma ci siamo sempre preoccupati di precisare che ciò che chiedevamo era la dichiarazione di nullità delle scomuniche o, secondo una forma un po’ più accettabile per loro, il ritiro del decreto di scomunica, proprio perché esse non esistono.
    L’atto delle consacrazioni episcopali del 1988 di Mons. Lefebvre fu un atto assolutamente necessario per la continuità del sacerdozio cattolico, della Tradizione, della fede cattolica e della stessa Chiesa. Fu un atto di sopravvivenza, di salvaguardia della fede cattolica, e quindi non una mancanza passibile di un qualche tipo di condanna o di censura. Fu un atto virtuoso e a mio modo di vedere estremamente virtuoso per il bene delle ànime e della Santa Chiesa.

    I.C: Se non vi fu scomunica, non Le sembra contraddittorio aver chiesto a Roma di fare qualcosa rispetto ad essa ?

    Mons. De Galarreta: All’apparenza sì. In realtà no. Perché una cosa è la validità o meno delle scomuniche, altra cosa l’impressione che ne ricava il resto della Chiesa e l’opinione pubblica in generale. È evidente che, agli occhi di tutta la Chiesa, su di noi gravava una macchia, che era come una condanna contro ciò che noi rappresentiamo: la Tradizione cattolica. Si tratta di due aspetti distinti. L‘aspetto oggettivo è che non vi fu scomunica. L’altro aspetto invece è soggettivo, nello spirito della gente, e fu in relazione ad esso che venne chiesto che si ritirasse il decreto.

    I. C.: Come risposta Roma ha pubblicato il decreto del 21 gennaio 2009, in cui non si riconosce la nullità delle scomuniche, ma si rimuove la sanzione. Non è quello che aveva chiesto la Fraternità. E tuttavia Mons. Fellay ha fatto cantare un “Magnificat” per celebrare la cosa. Lei stesso, nella sua omelia del 15 marzo, ha detto che “ci rallegriamo e apprezziamo questo decreto”. Perché rallegrarsi, se non corrispondeva a quanto richiesto?

    Mons. De Galarreta: È innegabile che il decreto, così com’è fatto, non corrisponde né alla verità né alla giustizia, così che resta in sospeso la riabilitazione dei vescovi, inclusi Mons. Lefebvre e Mons. De Castro Mayer, e, in definitiva, una riabilitazione di tutti i membri della Tradizione. Abbiamo chiesto che si ritirasse il decreto come un segno effettivo di buona volontà e di cambio di atteggiamento di Roma rispetto alla Tradizione e a noi. Per questo ci rallegriamo. Quantunque il decreto non sia ciò che avrebbe dovuto essere, non si tratta più di persecuzione e di rottura. Si rimuove un grande ostacolo perché le ànime possano avvicinarsi alle ricchezze della Tradizione e alla vera di fede.

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  8. In pratica, han fatto un gioco di psicologia, le scomuniche OGGETTIVAMENTE non c'erano, ma i fedeli SOGGETTIVAMENTE le vedevano, e nei loro cuori erano vere: le hanno fatte togliere per loro...

    Peccato che proprio OGGETTIVAMENTE ora la FSSPX è in Comunione con la Chiesa conciliare!
    E...non si torna indietro senza stracciare il Magistero, che grida che il Papa è Papa...e come potranno dei vescovi Tradizionalisti sorvolare il Magistero?

    La Verità è che i giochi di psicologia alle volte non pagano...

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    1. "Peccato che proprio OGGETTIVAMENTE ora la FSSPX è in Comunione con la Chiesa conciliare!"

      A quanto pare Roma non la pensa come te, visto che la riabilitazione canonica non è venuta automatica insieme alla revoca delle scomuniche. Se avessero considerato che la fsspx fosse già entrata in comunione, l'avrebbero pubblicamente riabilitata da subito, senza imporre un preambolo che li obbligava ad accettare tutto il Vat.II e tutto il Magistero post conciliare.

      Segno che questa "comunione" che tu vedi, Roma non la vede affatto.

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    2. http://www.unavox.it/Documenti/doc0192_FSPX_Fine_Scom.htm

      Dal decreto di remissione, si evince, che è comunione, non piena, per via della non accettazione del CVII ma comunione a tutti gli effetti, d'altronde una remissione di scomunica non può fare altro che rimettere in comunione.

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    3. OGGETTIVAMENTE, una comunione che non condivide tutta la teologia, la dottrina e la liturgia di MEZZO SECOLO - che poi per Roma è L'UNICA che conti - non è nessuna comunione.

      Roma può dire quello che vuole...lo dice a chiacchiere, perchè i fatti dicono altro. E anche se Roma volesse simulare una comunione, l'unica comunione possibile scaturisce dalla comune dottrina, quindi di cosa stiamo parlando?...

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  9. Ghergon il fatto di ringraziare il Papa per aver revocato, peraltro giustamente, la scomunica non deve riguaradare il diritto di criticare ciò che è sbagliato altrimenti, come vuole quell'eretico di Introvigne che nel suo cesnur mette tutti meno che lui, si cade nel ripsetto umano e di lì si comincia a cedere alle lusinghe umane per rispetto, il punto è sempre lo stesso: cosa insegna il Papa?
    Se insegna la dottrina cattolica si segue se non la insegna non lo si segue anche ringraziandolo per lo "sdoganamneto della messa" e per la revoca delle scomuniche.
    Attenzione il gioco dei modernisti è proprio quello di cui si accenna sopra (vedi Paradosi), far passare per cattivoni i "fondamentalisti" Cattolici e a cui solo gli sprovveduti possono credere senza guaradre più ai fatti della dottrina, nessun si chiede:
    In cosa credono questi lefevriani?
    Se lo facessero scoprirebbero che sono cattolici e quelli che scrivono come introvigne sanno benissimo che sono loro a non esserlo.
    CVCRCI

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  10. Stettino il problema non è la critica, che è sacrosanta e deve esserci sempre fino al ritorno della purezza di Fede.
    Il problema è che una volta che sei dentro la Chiesa, devi agire come sta facendo Monsignor Fellay, cercando uno statuto canonico che appoggi tutte le tue richieste.
    Chi è in comunione deve avere uno statuto.

    Invece Williamson intesta e i tre, a priori, non vogliono statuti, affermando che questa non è la Chiesa Cattolica.

    Un paradosso!
    Sono rientrati per loro richiesta, ma ora affermano che sono rientrati in una chiesa che non è quella cattolica, e che non vogliono statuti, anzi la chiesa non cattolica deve diventare cattolica...e dunque loro sono entrati in una chiesa che non è cattolica ma eretica...
    Ma allora che cosa siete andati da piangere di farvi togliere le scomuniche?
    E si sono fatti benedire, i tre, dal Papa eretico, della chiesa che non è cattolica...
    Permettimi...impossibile appoggiare la loro linea...assurda.

    Cento volte più coerente l'IMBC, se non fossero ammalati di altri gravi mali.

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  11. caro Ghergon, vai a leggere la mia risposta nel blog prima. Non, so, forse ti risponde un poco.

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    1. ti ho risposto mardunolbo: l'energica mammina è la Chiesa, il figliuolo, legittimo, o cenerentolo, non si sa, è il bastian contrario...

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  12. Ghergon,
    innanzitutto grazie per aver riportato questi documenti, che serve a tutti di rispolverare. Ti rispondo qui sotto, anzichè ad ogni singolo post, per comodità e per semplificare il dialogo.

    La lettera di ringraziamento dei tre vescovi l'avevo trovata ieri, mentre gli altri documenti li vedo adesso, e sono molto chiarificatori. Tu vedi contraddizione in essi, in realtà non c'è contraddizione. La spigazione di mons. De Galarreta conferma quello che ti dicevo io ieri, cioè che le scomuniche erano nulle, perciò loro non soffrivano tanto per sentirsi scomunicati (che non era vero) ma per le conseguenze della non incardinazione del clero tradizionale, che pur non essendo ufficialmente "scomunicato" come i vescovi, era comunque estromesso dall'uso canonico del ministero, ed anche per i fedeli che avvicinandosi allla Fraternità potevano essere da tutti giudicati degli "scismatici".

    Questo è il motivo per cui hanno chiesto la revoca del decreto di "scomunica", non per se stessi, ma perchè il popolo di Dio non fosse più separato dalla Tradizione e fosse libero da certi scrupoli di coscienza che potevano impedire di avvicinarsi alla Messa Antica, ed anche per cominciare un percorso di riabilitazione canonica per i Sacerdoti tradizionali.

    Detto questo, nei Capitoli della Fraternità i vescovi erano tutti d'accordo nel tenere questa linea: dopo la concessione della Messa Antica (Summorum Pontificum) e della "revoca" delle scomuniche (le due condizioni indispensabili per poter avviare dei colloqui dottrinali), si sarebbe proceduto con i colloqui dottrinali, NELLA SPERANZA DI UN RIAVVICINAMENTO DI ROMA ALLA FEDE CATTOLICA.

    SOLO NEL CASO di questo riavvicinamento di Roma alla fede Cattolica, si sarebbe potuto procedere con l'accordo pratico, che avrebbe portato di nuovo all'incardinazione canonica, altrimenti ci si sarebbe ritrovati in un carrozzone non cattolico CON UN ACCORDO CHE PIùù CHE ALTRO DIVENTAVA UN ATTO ECUMENICO, inaccettabile per un cattolico.

    Purtroppo il riavvicinamento di Roma alla fede cattolica NON C'E' STATO, i colloqui dottrinali SONO FALLITI. Quindi i tre vescovi che avevano sottoscritto questo percorso e firmato insieme a Fellay le varie fasi del tutto, hanno preso atto del fatto che Roma non era più cattolica prima dei colloqui, ed ha continuato ad essere non cattolica anche dopo i colloqui. Cioè le loro speranze di un ritorno alla cattolicità da parte di Roma sono sfumate. Pertanto hanno continuato a pensare, come avevano sempre pensato, che un accordo pratico era impossibile, dato il falllimento dei colloqui.

    Non così invece Fellay, che nonostante la linea decisa con gli altri vescovi e tutti i superiori dei distretti, anche di fronte al fallimento dei colloqui ha continuato a procedere verso un accordo canonico, ingiustificato perchè non accompagnato da quello dottrinale.

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    1. Anna Rita la cosa dell'accordo canonico giustificato dall'accordo dottrinale è una presa in giro dei tre vescovi che ovviamente NON VOGLIONO AVERE RAPPORTI OPERATIVI CON LA CHIESA....perchè è chiaro che Roma non cambia per ora.
      La posizione dei tre è un assurdo dottrinale.

      Ecco un altro stralcio interessante:
      Il vescovo Williamson aveva promesso di rimanere in silenzio e continua a parlare: verrà sanzionato? se continua a sostenere che non è possibile un compromesso con Roma sul Concilio, verrà espulso?

      R: Non è vero che Williamson parla spesso. È rarissimo...una volta ha detto qualcosa...e poi non gli abbiamo chiesto di tacere su tutte le cose. Il campo su cui gli abbiamo chiesto il silenzio era molto limitato. La sua è stata un'uscita momentanea. La minimizzo al massimo...è poca roba... al momento non vedo alcuna ragione di espulsione. Dipende da lui, dalle situazioni nelle quali siè messo. Per il momento c'è un processo in corso, ha seriamente danneggiato la reputazione, non immagino adesso niente di più della situazione in cui sta già. Dipenderà da quello che dirà. E' già sufficientemente punito, messo ai margini, senza nessun incarico.

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    2. "Anna Rita la cosa dell'accordo canonico giustificato dall'accordo dottrinale è una presa in giro dei tre vescovi che ovviamente NON VOGLIONO AVERE RAPPORTI OPERATIVI CON LA CHIESA...."

      Ti giuro che non mi capacito di come fai a non capire!!

      E' una questione di FEDE, di FEDELTA' A CRISTO, di fedeltà alla dottrina cattolica, non si può fare comunella con i filo protestanti, con gli schiavetti dei Giudei inventori del concilio! Con i colloqui hanno dimostrato di non volerne sapere NIENTE di Gesù Cristo e del suo insengnamento, perciò nessuna comunione con loro esiste né può esistere, non sono cattolici, non c'è niente da fare! Se non si capisce che non ci può essere legame fra Cristo e Balial, e li vogliamo per forza mettere d'accordo, non si è capito nulla.

      I tre vescovi "prendono in giro"?? Ma chi? Ma perchè? Per quale motivo? Ma gente che ha sopportato la proscrizione per amore della Fede cattolica, che ha sopportato il disprezzo di tutti e l'emarginazione per amore di Cristo, che ha sopportato false accuse e processi-farsa per amore della verità, si metterebbero a "prendere in giro" il Superiore, la Fraternità, la gerarchia di Roma, e i loro stessi fedeli?? Come fai a pensarle anche solo per scherzo queste cose?

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    3. Credo con dispiacere che per Ghergon sia impossibile capire quanto si risponde a lui.
      Dalle risposte che mi ha dato e che continua a dare ad Annarita, deduco che sia soggetto come il Pasquale: non vuol capire ciò che urta la sua impostazione mentale/emotiva.
      Infatti gli ho suggerito il "cammino" per trovarsi a suo agio con persone che ragionano con l'emozionalità non con la razionalità.

      La deformazione delle realtà circostanti e la deviazione "razionale" incomprensibile è frutto sempre di una sensazione emotiva di base che condiziona ogni ragionamento.

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    4. Non è giusto paragonare Ghergon al tal Pasquale. Suvvia, sia onesto!

      Ghergon ha argomentato tutte le sue affermazioni senza offendere nessuno. Sinceramente, leggendo quel che ha scritto, non vi scorgo chissà quale emotività.. Ma anzi, dato che conosce in prima persona cosa sia il mettere in pratica certe tesi.

      Ricordi che giudice è solo il Signore e noi non siamo niente al suo cospetto. Possiamo solamente fare delle ipotesi e tenere gli occhi aperti sì, ma come semplici fedeli quali siamo e senza pretendere di giudicare continuamente una qualsiasi azione e parola detta dal Papa o Mons Fellay o altro sacerdote. Noi rimaniamo dei semplici fedeli, o no? Non sono i protestanti quelli che vogliono interpretare e mettere bocca su tutto elevandosi al di sopra del Papa?
      Non siamo cattolici integrali noi? Non è verità per noi? O certezza che le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa? Possibile che chi difende il Papato sia cacciato di modernista/tiepido/massone ecc.? Ma il Papa è Benedetto XVI, anche se a me non va bene, e certi suoi comportamenti mi fanno soffrire.
      Ma quale tesi potrebbero fare dei semplici fedeli ignoranti e presuntuosi quale SIAMO noi (non mi riferisco solo a lei ed a me in particolare, ma a tutte quelle persone che non abbiano una preparazione e santità paragonabile ad un San Tommaso D'Aquino od anche ad un Monsignor Guérard des Lauriers)

      Credo che faccia bene Ghergon a mettervi in guardia dai pericoli insiti nel sedevacantismo o sedeprivazionismo (IMBC) dato che con l'elezione di Bxvi la tesi di cassiciacum non è più proponibile.

      Infine ho sentito con le mie orecchie Mons Williamson dire che Mons Fellay è in buona fede e crede veramente di voler portare la tradizione a Roma facendo un atto di grande fiducia nei confronti dei sacerdoti e fedeli della fraternità, sicuro che saremo forti nel preservare la vera fede (la registrazione la trovate in questo blog in un commento di qualche settimana fa, scusate non ricordo quale). Che poi Mons Williamson non sia daccordo lo ha ribadito. Ma è importante quella registrazione per capire che Mons Fellay è in buona fede veramente, dato che lo conferma pure Mons Williamson.
      Non solo, fa quella registrazione, Mons Williamson conferma che il Superiore della Gran Bretagna come gli altri, hanno avuto dei lunghi colloqui telefonici con Mons Fellay.


      Che il Signore ci guardi

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    5. Linda, nessuno di noi può essere sicuro di quanto sta succedendo proponendo tesi che siano assoluta certezza!
      Purtroppo è quanto si vede fare invece da Ghergon, il quale, come tanti, per evitare di seguire un filo razionale, devia all'ultimo momento e segue un percorso che razionale non è più.(vedi Alleanza cattolica, che si citava sopra)

      Che ci dobbiamo fare se quel filo razionale che indirizza i ragionamenti porta al sedevacantismo?
      Dobbiamo eliminare i ragionamenti per il solo fatto emotivo che VOGLIAMO escludere questa tesi?

      Allora non ragioniamo più, ficchiamo la testa nella sabbia, trangugiamo tutto quello che ascoltiamo, va sempre bene poichè lo dice la gerarchia ecclesiale e smettiamo di fare gli analizzatori...
      Va bene così ?

      Mi spieghi cosa significa la frase ,già sentita, che con l'elezione di Ben.XVI la tesi di cassiciacum non è più proponibile.
      Quando mai?
      ha letto le tesi di Guerard des Lauriers?
      Per quale motivo l'elezione di un papa fa decadere la tesi?
      Si sbaglia, la tesi è sempre più valida se vogliamo seguire questo filo di ragionamenti!

      Queste sono le argomentazioni che si sollevano qui per indurre i cattolici a riflettere su tutto ciò che si vede e dolorosamente si ammette, senza sotterfugi e senza fingere di non vedere per non mettere in crisi le proprie sicurezze...fasulle !

      Quante volte ho scritto che sono tempi in cui nessuno può sentirsi sicuro di una tesi piuttosto di un'altra!lei ha letto queste mie frasi ripetute ?

      L'illusione puerile,AI TEMPI NOSTRI, di affidarsi totalmente ad un personaggio capo di una comunità , vedendo in questo (Fellay, Kiko Arguello, Ratzinger od altri) una specIe di duce che ha sempre ragione, PUò SOLO PORTARE ALLA ROVINA !

      Spero di essere stato chiaro per tutti.
      Sono vissuto al tempo della messa in latino, ho vissuto la rivoluzione della Chiesa e la sua devastazione. Mai prima d'ora avevo messo in dubbio quanto diceva un papa ed ora pongo dei dubbi a ragion veduta e senza alcun piacere a farlo!!!

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    6. Cara Linda purtroppo, mi rendo conto che Mardunolbo da tradizionalista in erba, convinto di avere la verità in tasca, si stizzisce molto quando non capisce, e difatti mi suggerisce una via che ha compreso solo lui.

      La verità è che per Provvidenza Divina mons Fellay è alla guida della Fraternità e che per ora siamo sicuri che è in mani di una persona coerente e retta.

      Elimina
    7. Io vorrei, SE MI E' CONSENTITA LA RICHIESTA,
      che tutti possano esprimere la propria opinione con chiarezza, sincerità, e libertà di espressione (nei limiti del rispetto altrui), dando "ragione della propria Speranza", senza che questo ingeneri critiche reciproche che possano sfociare nel tentativo di mettere in ridicolo chi abbia posizioni diverse dalle proprie.

      Lo chiedo a tutti, senza preferenze di persone.

      Questo blog ha sempre camminato in una linea di libertà verbale e di trasparenza, sia nella costruzione degli articoli, che nella gestione dei commenti, ed il fatto che al suo interno sussistano diverse linee di lettura della situazione, conferma lo spirito di libertà di esternazione del proprio pensiero, ed il fatto che questo blog non ha l'esigenza di un pensiero unico, imposto come linea generale per tutti.

      Vi chiedo perciò: se gli amministratori vi lasciano liberi di esprimervi come volete (nei limiti del rispetto reciproco), non limitatevi a vicenda, nel tentativo di portare l'altro al vostro punto di vista, o nel denigrarlo qualora non riusciste a trovare con lui un punto di incontro.

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    8. Gentile Sig Mardunolbo, le consiglio di leggere quanto scritto da Don Nitoglia al seguente link:

      http://www.doncurzionitoglia.com/IpotesiVelletri.htm

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    9. Spero che Mons Fellay sia proprio come dici tu Ghergon. E dalle suecultime dichiarazioni sembrerebbe proprio così.

      Che bello sarebbe se veramente si restaurasse tutto in Cristo.

      http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=672:intervista-di-mons-bernard-fellay-sullo-stato-attuale-delle-relazioni-della-fraternita-san-pio-x-con-roma&catid=58:informazioni-casa-generalizia&Itemid=64

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  13. Ghergon, vorrei poi sapere, anzi subito, quali mali gravi affliggono l'IMBC (non sono i missili imbc puntati contro gli Usa, bensì l'Istituto Mater Boni Consilii ;)))

    Forse il gravissimo e terribilissimo "sedevacantismo" ?

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    1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    2. Adesso intervengo io. Ora basta.

      Il commento di Ghergon l'ho eliminato IO, perchè anche se un indirizzo è reperibile da varie parti, rimane il fatto che questo blog è sotto il controllo, come abbiamo recentemente appurato, dei poteri forti di questo mondo di tenebra, Quindi (oltre al fatto che non è corretto manifestare in una discussione pubblica indirizzi privati)non vogliamo avere la responsabilità di essere i delatori di informazioni e dati che possano nuocere a chicchessia.

      Pertanto ho tolto anche gli altri due interventi di Mardu e di Patrizia, il primo che provocava su aspetti personali di vita vissuta, l'altro che riproponeva caparbiamente dei dati da me già censurati.

      Mi spiace vedere che quando ci si lascia prendere la mano dalle polemiche, NESSUNO dei diretti interessati sia capace di condurre "un contraddittorio mantenendo un comportamento corretto". Questo blog è fatto per il confronto, anche per un confronto acceso ed appassionato, NON per attacchi personali e reazioni minacciose.

      Mi auguro che la questione finisca qui, perchè altri interventi su questo tenore verranno mandati negli spam.

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    3. Anna Rita
      l'oratorio Sant'Ambrogio è una Cappella APERTA AL PUBBLICO, dove si celebra la Messa in Rito Tridentino!

      E' conosciuta da tutti coloro che sono interessati alla Tradizione nell'area dell'INTERA LOMBARDIA.

      Quindi di quale delazione stiamo parlando.

      Mi spiace che qualcuno in grave malafede ti abbia suggerito il contrario.

      Il mio commento, era ironico e non offensivo verso nessuno, ma in questa discussione ce ne sono molti altri, invece, offensivi verso la mia persona che sono ancora in bella vista.

      Ti pregherei di censurare anche quelli.

      Se si deve arrivare a cercare l'errore di sintassi, di un commento scritto fugacemente fra una faccenda e l'altra, come unica argomentazione per mettere in croce l'avversario siamo davvero alla frutta...se non al vuoto totale, di individui incapaci di affrontare un semplice contradittorio di un blog.

      Allora meglio che si diano ad altro.

      Un saluto

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    4. Ribadisco che nominare un indirizzo preciso, con numero civico, e mappa stradale per arrivarci, come hai fatto tu, non si fa. Io almeno non lo concedo, per i motivi che ho già spiegato e che non ripeterò.

      Nessuno mi ha suggerito nulla, porto un cervello e so usarlo da sola. Anche questa tua frase è offensiva. Quindi dovrei eliminarne parecchi di commenti offensivi, circa una trentina.

      E ti invito a riflettere che quando uno offende un altro, non è detto che la "figuraccia" la faccia l'offeso, il più delle volte la fa l'offensore, specie in blog come questi che si dicono cristiani, nei quali la carità fraterna dovrebbe essere un valore sottinteso. E con questo CHIUDO l'argomento.

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    5. Se posso, vorrei farti notare quanto tu sia stata particolarmente solerte nel rimproverare Ghergon e Patrizia. Quando ci sono altri che hanno offeso con ostinata pervicacia e malizia non solo loro ma addirittura sacerdoti e Monsignori, i quali pare non vengono nemmeno moderati.
      Il fatto che Mardu abbia consigliato a Ghergon di andare nel Cammino denota che non vi è stata usata alcuna pietà cristiana, ma anzi, tanta malizia! E questo rimane un fatto innegabile sotto gli occhi di tutti.

      Mi stai molto deludendo Annarita, perché purtroppo ho amaramente constatato che tu hai usato due pesi e due misure con loro. Bada bene che io non ho niente contro di te, e non mi permetterei mai di mancarti di rispetto, dato che non sono nessuno io e l'unico nostro giudice è solo Nostro Signore. E proprio perché sono cattolica non posso tacere, e se ti sto scrivendo è solo per carità fraterna.
      Se Ghergon difende Mons Fellay e lo reputa retto, non ci vedo chissà quale demerito per essere preso a bersaglio di cotanta malizia e disprezzo. Perché questo è, il vero motivo per cui sia stato preso di mira, non prendiamoci in giro.
      Altra cosa, hai scritto che i poteri forti tengono sotto controllo questo blog. Anche de fosse, ti posso assicurare di stare tranquilla e non temere nulla, dato che a loro non gli fanno né caldo né freddo quattro gatti spelacchiati che ripetono sempre le stesse cose. E poi noi cattolici abbiamo un arma invincibile: la preghiera e la certezza che il Signore ci guarda! E quelli che tu chiami poteri forti avranno anche potere in questo mondo, ma noi cattolici siamo con Cristo, e lui nostro Signore è infinitamente più forte di loro.

      Un saluto in Gesù e Maria

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    6. MI STATE SERIAMENTE FACENDO PERDERE LA PAZIENZA!

      Ma quando un moderatore, nel blog che gestisce, nel quale è padrone di lasciare o togliere dei commenti con criteri che non è neanche tenuto a giustificare, perchè sono un po' più complessi di quelli dei semplici commentatori, dice: "CHIUSO L'ARGOMENTO", in che lingua lo deve dire??

      Ho cercato di intervenire in modo garbato, ho ripetuto per TRE VOLTE di chiudere inutili polemiche che portano via tempo, energie e spazio all'articolo, e sia Ghergon, che Patrizia, che tu adesso, ve ne siete infischiati delle MIE parole, ed avete continuato ad insistere tenedo in piedi una polemica che non serve a nessuno!

      Perchè continuate a mancarmi di rispetto, portando per le lunghe polemiche inutili?? Ve ne approfittate perchè non ho l'abitudine di censurare a raffica i post "a mazzi", come fanno in altre parti, cosa che di solito non faccio per rispetto ai partecipanti?

      Io non ti DEVO DELLE GIUSTIFICAZIONI AL MIO AGIRE, perchè sono l'amministratore di questo blog, e comunque quello che dici è falso, perchè io ho tolto tre commenti, uno per persona, quindi non ho fatto preferenze a nessuno. In questi giorni di notizie importanti e coinvolgenti, NESSUNO - E RIPETO NESSUNO! - è stato senza colpe, tutti hanno deliberatamente denigrato ed insultato vescovi, papi, cardinali e chi più ne ha più ne metta...è la debolezza umana che viene fuori...quindi io "non ho preso in giro" proprio nessuno, perchè non è mia abitudine mentire!

      Non so se tu abbia mai fatto la moderatrice di un blog "a pubblicazione automatica", io non ho mai detto di compiere questo servizio "perfettamente", ma è molto facile criticare e fare prediche e correzioni "cattoliche" senza stare nei panni di chi gestisce. Se poi io ti ho "deluso", si vede che prima di essere "delusa" ti eri "illusa" di qualcosa...questo è un tuo problema che non mi riguarda, perchè la sottoscritta non fa questo servizio per piacere alle persone, ma al Signore.

      Ho già detto e ripeto che se avessi dovuto censurare tutti i commenti intemperanti, che sono stati messi da TUTTI, ne avrei dovuti togliere la metà di quelli pubblicati. Cosa che non escludo di fare da adesso in poi!
      SIETE TUTTI AVVERTITI.

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    7. Dimenticavo, Linda:
      Io e Gianluca non abbiamo paura per noi stessi, altrimenti non ci esporremmo con Nome e Cognome, cosa che - tranne Stefano - non mi pare stia facendo nessun'altro qui. Non abbiamo bisogno di "incoraggiamenti" inutili.

      Ma per una forma di prudenza (e tu nelle menti di chi ci controlla non ci stai)intendiamo tutelare tutti da possibili future ritorsioni, ed anche se queste ritorsioni non ci fossero, è comunque buona norma di rispetto ed educazione, ALL'INTERNO DI UNA DISCUSSIONE PUBBLICA, NON FARE NOMI E NON METTERE INDIRIZZI, SENZA LA ESPLICITA AUTORIZZAZIONE DEGLI INTERESSATI!

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    8. Vabbè come vuoi tu, il blog è tuo. Non continueró più questa discussione.

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  14. Capisco che le analisi di Don Nitoglia, anzi di mons Tissier de Mallerais, siano difficili da digerire per chi è digiuno di filosofia e di pensiero astratto,ma sono molto eloquenti su quale sia il pensiero eretizzante di Ratzinger, papa per volontà cardinalizia.

    Mi chiedo, per chi conosce la storia dei papi precedenti al Concilio, con che stato d'animo si riesca a definire papa un soggetto che dimostra in tutto il suo ciclo ecclesiastico una tendenza esplicita alla deviazione dottrinale in piena rottura con la sintonia della Chiesa dei secoli.

    Mah, anche questo è un mistero dogmatico riguardante i fedeli ?
    O è la misura di quanto il veleno e l'adattamento conciliar/conciliativo è penetrato?

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    1. Proprio Don Nitoglia ha dichiarato defunta, giustamente, la tesi dei sedevacantisti dell'imbc, sono contento che riconosce i meriti di questo bravo sacerdote.

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    2. nel mio italiano scrivo dopo il "che" il congiuntivo, ma si sa che chi legge il Corrierone scrive l'indicativo come certi politici.

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  15. Mi trovo d'accordo con voi ragazzi, il Soggetto Chiesa è sempre lo stesso e lo sarà fino alla fine del mondo ma la dottrina, l'oggetto, non è più il medesimo.
    Vergognarsi di Big double U è vergognarsi della verità, cosa dice di falso?
    Su questo dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
    Uno che ha il coraggio di parlare del dogma della shoa non è certo un vile nè un problema se si vuol piacere a Cristo mentre lo è se si vuol compiacere gli uomini.
    CVCRCI

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    1. Ma Stettino...la shoa non è argomento di fede. Non ha nulla a che vedere col Magistero, un Vescovo cattolico non dovrebbe minimamente entrare in discorsi politici che non gli competono, e in maniera così avventata, e così poco prudente.
      Williamson commise un grave errore senza pensare al danno che avrebbe potuto arrecare all'intera FSSPX.
      Grazie a Dio questo non è successo.

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    2. fai il solito errore che giova solo agli avversari: il dogma dell'olocausto è un problema solo religioso, non hai ancora capito a cosa puntano? la sostituzione dell'unico vero Olocausto, quello di nostro Signore, con il loro che diventa obbligatorio "credere" ( unica religione mondiale ) pena la persecuzione.
      Lascia stare Mons Williamson che ha gia patito numerosi giudizi avventati anche da chi lo doveva difendere....

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    3. L''anonimo che mi precede mi ha tolto le parole di bocca...
      Altrochè se la shoàh è un problema religioso! E altroché se abbia a che vedere col Magistero! Essa permea TUTTO IL MAGISTERO POST CONCILIARE, perchè il concilio fu concepito dai Giudai e dai gerarchi "cattolici" ad essi asserviti. Tutto il Magistero del Concilio gira attorno a Nostra Aetatae (e all'"olocausto" ebraico, anzi al dogma dell'olocausto ebraico!), oltre che alla libertà reigiosa (Dignitatis Humanae), documento sempre scritto dai massoni ebrei.

      Quindi Williamson esprimendo la posizione autenticamente CATTOLICA del fatto che quell'evento storico non sia "l'olocausto per eccellenza", ma una delle tante aberrazioni commesse nella storia dell'umanità, e che l'unico Olocausto Vero sia la morte in Croce di Gesù Cristo, ha fatto apostolato cattolico, cioè quello che gli compete di fare.

      Se poi la realtà oggigiorno è diventata impopolare, perchè tutti giaciamo sotto la dittatura mentale giudaica, e nessuno può aprire bocca sennò passa per antisemita, questo non è un problema di Williamson, ma della società schiava del pensiero giudaico massonico, imperante ovunque.

      Anzi, il fatto che la Fraternità invece di difendere Williamson lo abbia punito ed emarginato, per non scadere nel giudizio del mondo, la dice lunga su come e quanto l'attuale Superiore abbia stravolto la originale identità della FSSPX, e l'abbia resa schiava dei poteri del mondo, al pari della chiesa conciliare e degli stati laici.

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    4. Il dogma dell'olocausto un problema religioso???
      Lei confonde la limpida dottrina del deicidio che ci ha insegnato Nostro Signore con la vile politica estremista nazifascistoide del mondo.
      Questo è un errore gravissimo...
      Si confessi, mi creda, lo faccia.

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    5. Santo Dio, Ghergon!
      L'anonimo NON intende quello che hai capito tu! Rileggiti il suo commento e anche il mio sotto al suo! Sei talmente lanciato nel rispondere a tutti, che non cerchi neanche di capire quello che ti scrivono! Calmati!

      Non si sta AFFATTO confondendo la dottrina del deicidio con la politica nazi fascista: si sta dicendo che il Giudaismo sta sfruttando vilmente la compassione che l'eccidio degli ebrei suscita nei popoli, per SOSTITUIRE IL LORO "OLOCAUSTO" COLLETTIVO ALL'UNICO VERO E SANTO OLOCAUSTO MAI AVVENUTO: QUELLO DI GESU' CRISTO NOSTRO SIGNORE.

      Il Loro tentativo (degli attuali ebrei) è quello di creare la "religione dell'olocausto ebraico" che secondo la moderna tesi del "messianismo collettivo" intronizza la loro stirpe come il vero "Messia collettivo" a cui tutti i popoli devono rispetto e devozione. Sta scritto nell'ultimo articolo di Nitoglia che abbiamo pubblicato.

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    6. Nitoglia ha rilasciato semplicemente una sua opinione, e non è detto che sia per forza così.
      Invece Mons. Williamson ha detto che le evidenze storiche sono in contrasto con l'idea che 6 milioni di ebrei siano morti nell'olocausto nelle camere a gas, poichè le camere a gas non sono mai esistite.
      E questa è ben altra cosa.
      Questi sono i meriti sulla shoa?

      Per fortuna dopo ha chiesto perdono innanzi a Dio, per questo all'incauto ANONIMO difensore di Williamson ho detto chiaramente
      di confessarsi, Monsignore lo ha già fatto. Lo imiti.

      http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_26/williamson_scuse_papa_dio_59a857f8-0424-11de-8e80-00144f02aabc.shtml

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    7. Ecco qua chi offende e critica....Ghergon 06 giugno 18,47.
      Ho già detto abbastanza su chi ragiona coi visceri invece che con la zucca che sta in alto.
      Ora la riprova è documentata!
      Grazie Ghergon della dimostrazione.

      vada tra i neocatecumenali, si troverà bene!

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    8. .. e per quanto riguarda l'egregio mons Williamson, non ha chiesto perdono a Dio, bensì perdono al papa del putiferio che ha scatenato!

      Stravolgere le parole di Williamson che avevo letto al tempo della polemica, E' VERAMENTE VERGOGNOSO , a meno che non sia, come dicevo l'incapacità di capire poichè i ragionamenti sono filtrati dall'emozione!

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    9. Ma lei ha la bontà di leggere quello che gentilmente gli altri utenti le mettono a disposizione? Le ho messo un link? :D

      «Chiedo perdono davanti a Dio a tutte le anime che si sono onestamente scandalizzate per ciò che ho detto». È con questa lapidaria affermazione che Williamson è tornato sulle violente polemiche scatenate dalle sue affermazioni in merito alla Shoah e alle camere a gas per chiedere scusa e perdono per quanto ha detto

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    10. "A TUTTE LE ANIME CHE SONO O N E S T A M E N T E SCANDALIZZATE ...."
      Traduco per le dure cervici ?

      "Chiedo perdono a Dio di aver non volutamente scandalizzato i puri che ritengono offensive le mie parole su quanto loro credono.
      Per i falsi che si scandalizzano sapendo che ho detto delle verità, non chiedo alcun perdono (poichè non lo meritano)"

      Basta ?

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    11. No grazie, non basta, poichè chi si abbevera al Corriere della Sera (!!!!) ne cita articoli e si ritiene tradizionalista è solo uno pseudo-tradizionalista fellayano.
      Mi sembra proprio che williamson abbia fatto un'eccezionale figura nel chiedere perdono se avesse offeso. E'nstato un atto di umiltà eccezionale che vorremmo facesse Fellay per gli errori commessi nell'espellere persone degne dalla fraternità

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    12. Allora, anonimo delle 22.15 che per l'ennesima volta si dimentica la firma, visto che è lei quello che si ritiene tradizionalista doc, avrebbe la cortesia di dirmi da quanti anni segue la Tradizione? Da quanti anni partecipa alla S.Messa Tridentina? Da quanti anni scrive nei forum cattolici in difesa della Tradizione? Ne ha fondato almeno uno? Ne modera almeno uno? Quanti chilometri ha percorso per partecipare alla S.Messa? Quanti per convegni e conferenze? Quanti ritiri spirituali ha fatto? Quanti pellegrinaggi? Quanti giorni e quanti notti ha dedicato a reperire e scrivere materiale per la Tradizione? Quanti libri ante CVII ha acquistato per studiare e conoscere la dottrina cattolica? Per quale importo annuale ha contribuito finanziariamente al sostegno dei sacerdoti tradizionalisti? Quante S.Messe per i defunti ha fatto celebrare?
      Perchè vede, si può essere tradizionalisti in tutto, fuorchè a parole o slogan.
      Sono certa in una risposta rassicurante.
      Patrizia

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    13. per Ghergon; non credo che mi possa dire tu se devo o no confessarmi, ringrazio invece Anna Rita che ha risposto come sempre nel migliore dei modi al mio posto per spiegarti ciò che volevo dire con il mio intervento. In ultimo non non credo di dover prestare più attenzione ad un pseudo-articolo del corriere della serva, rispetto ad un articolo di Don Curzio ( e ribadisco visto come lo chiami tu Don Curzio Nitoglia...).
      Leggiti i vari padri della Chiesa o ad esempio un Don Guèranger sulla comprensione della storia unicamente tramite l'aspetto religioso ( o se credi meglio, leggiti l'ultimo libro edito da effedieffe di Don Julio Meinvielle " l'ebreo nel mistero della storia " ) allora capirai quanto poco centra il nazismo...in tutto questo discorso.

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  16. Comunque una cosa è certa che sti colloqui hanno messo solo zizzania!
    CVCRCI

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    1. Certo che si, se si voleva rimanere così come si è, non si doveva andare a chiedere nulla alla chiesa del concilio e tutto sarebbe rimasto come prima...Tutti d'accordo si sono mossi verso un fine...
      E chi incomincia deve portare a termine.

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    2. Ghergon,
      quella "chiesa del concilio" che tu dai per scontato che debba rimanere per sempre nell'errore, potrebbe invece sempre ravvedersi, se un miracolo di Grazia la toccasse, e chi parla continuamente come fai tu di Provvidenza, dovrebbe tenerlo presente. Ripeto per la millesima volta che fu in quest'ottica cdhe si tentarono i colloqui dottrinali. Ed era giusto, che a vent'anni dalle "scomuniche", e deceduto il pontefice che le aveva emesse, si ritentasse un approccio dottrinale con Roma.

      Era QUESTO il fine verso cui si erano mossi tutti insieme, il tentativo di far ragionare Roma, alla luce della vera Dottrina cattolica. Poi, le cose soono andate come sappiamo, quindi si è semplicemente PRESO ATTO del risultato dei colloqui che erano la condizione indispensabile per procedere o no verso degli accordi. Tutti, tranne uno, il Superiore, che nonostante la linea comune fosse chiara: "No accordo dottrinale - No party", ha proseguito ugualmente verso un rientro canonico in un carrozzone conciliare in cui E' ASSURDO CONVIVERE, per un cattolico fedele a Cristo.

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    3. In seno alla Chiesa ci sono dei chiari cambiamenti che andrebbero sostenuti con forze fresche, con rinforzi(FSSPX), Dio ce lo chiede, ci chiede di agire...quando scrivo "chiesa del concilio", è nell'ottica di quei tre vescovi un po' riottosi e ribelli :D

      Costoro sapevano che mandare Fellay allo sbaraglio con la richiesta del cambio di dottrina era una missione impossibile...

      Dio non forza la libertà personale degli eretici...

      Comunque Anna Rita, cosa posso aggiungere, siamo ad uno stallo.

      E allora ecco un mio breve riassunto:

      Posizione fellay: richiediamo, riceviamo, con gratitudine cerchiamo il miglior accordo per tentare di vivificare la Chiesa col sostegno di Dio.

      Posizione tre vescovi: richiediamo, riceviamo, e li mandiamo a quel paese!...MAI CON QUESTA CHIESA !!! Uno scippo...olè

      :):):);)

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    4. la fantasia galoppa...forse ci vuole stessa cura per ippodromi e cavallucci.
      cedo gratis medicinali contro allucinazioni ovine:non salteranno più i due metri d'ostacolo, ma si ammansiranno come si conviene al gregge.
      VETERINARIO

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  17. cari A.rita e bloggers, vi chiedo che ne pensate di questo art. comparso di recente:
    http://www.dici.org/documents/quelques-notes-sur-la-resolution-des-crises-dans-leglise/

    in part. dove il Padre Juan-Carlos Iscara, professore nel Seminario San Tommaso d'Aquino, a Winona (Stati Uniti), a proposito delle posizioni di attesa (e speranza) nella FSSPX, tra quei vescovi e sacerdoti piuttosto esigenti circa il ritorno necessario di Roma sui binari della retta Dottrina, prima di ogni accordo accettabile (ritorno sui propri passi conciliari, che non si intravede per ora, come ha ammesso anche Ghergon), osserva riferendosi a crisi ed errori di Roma nel passato:

    "Apprendendo dalla storia come le crisi della chiesa sono state risolte nel passato, l'attesa e/o l'esigenza di un'inversione totale delle posizioni attuali di Roma come condizione preliminare alla nostra « ri-unione » sembra essere utopica ed illusoria. Certi sembrano aspettare che il papa cada in ginocchio, piangendo il suo mea culpa, scusandosi davanti al mondo intero e rinnegando tutto ciò che è stato fatto dal Vaticano II.
    In effetti, nel passato nessuna delle crisi della Chiesa si è risolta in modo tanto chiaro. Roma non ha mai ritrattato nulla esplicitamente, né ha mai ammesso di aver commesso degli errori."

    Ester

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    1. Cara Ester...
      cosa se ne può pensare? La risposta a questa affermazione, almeno secondo me e Gianluca, sta proprio in questa splendida omelia di Mons. De Mallerais (un tantino più eminente del Sacerdote di cui sopra), che abbiamo pubblicato con la gioia di vedere che questo Vescovo esce allo scoperto con delle parole chiare ed inequivocabili. (Vorrei anche sottolineare che questa omelia l'abbiamo presa dalle pubblicazioni del sito della FSSPX d'Italia...)

      Ecco, il Sacerdote professore a Winona dice:"Certi sembrano aspettare che il papa cada in ginocchio, piangendo il suo mea culpa, scusandosi davanti al mondo intero e rinnegando tutto ciò che è stato fatto dal Vaticano II."
      Rispondiamo che ciò non è esattamente vero, perchè GPII in occasione del Giubileo del 2000 (se non ricordo male) pronunciò pubblicamente il MEA CULPA della Chiesa per tutti gli "errori" commessi nel passato. Quindi a quanto pare, per quello che pare a costoro, sanno anche "chiedere scusa"...

      E comunque il fatto che la Chiesa, in generale, abbia sempre adottato un atteggiamento di impenitenza, non giustifica certo la scelta di andare a cacciare sotto alla loro autorità, dubbia ed ambigua oggi come non mai. Perciò la frase chiave dell'omelia del vescovo De Mallerais rimane la migliore risposta all'osservazione del Sacerdote:

      "Quando i conciliari, fra vent'anni o venticinque anni torneranno; quando si pentiranno del Concilio, quando vedranno continuare la catastrofe con i seminari completamente vuoti, le chiese in rovina, l'apostasia e l’immoralità ovunque, vorranno fare penitenza, e riconosceranno tali errori. Quando i conciliari nella Chiesa cominceranno a mostrare pentimento noi potremo usare formule più tenui per aiutarli a tornare, ma non adesso, mentre la crisi attualmente imperversa totalmente. Ora noi dobbiamo proclamare e condannare gli errori del Concilio, specialmente la negazione della regalità di Cristo, il rifiuto di Cristo Re."

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    2. Pienamente d'accordo !
      Mons. de Mallerais ha scritto un'analisi bellissima su Ratzinger, che credo abbiate pubblicato anche parecchi mesi fa: molto lunga e dettagliata.

      Evidentemente pochi l'hanno letta e ne hanno dedotto qualcosa.
      La deduzione su quanto sia eretico Ratzinger non porta di necessità al credere fermamente che non sia papa, ma porta di certo a valutare se possa esserlo o no alla luce della dottrina cattolica.

      Altri papi nella storia furono eretici ,nel senso che dissero eresie, senza che per questo non fossero papi.

      Ma, aggiungo, che credo mai nella storia si sia verificata una tale convergenza di indizi tra manifestazioni soprannaturali che ammoniscono di apostasia nella Chiesa, sequela di papi uno dietro l'altro che dicono o propugnano eresie, menzogne ecclesiali riguardo segni e profezie del Cielo (es. Fatima).

      Queste cose insieme danno da pensare e molto agli spiriti attenti e non impegnati in idolatrie umane.

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    3. Magari ripassarsi qualche bel rotolamento nel fango da parte dell'eresiarca Wojtyla?! Vero è che questo Quisling in salsa carpatica chiese rigorosamente perdono per presunti peccati ed errori ALTRUI, mica per i suoi, a Dio spiacendo ed a' inimici sui...
      Riccardo

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    4. E mi permetto di aggiungere una cosa che mi sta sul gozzo da anni.
      Quando il "beato" Woityla si permise di inginocchiarsi e di chiedere perdono per gli schiavisti che partivano dall'Africa, che erano tutti cristiani, DIMENTICAVA O NON SAPEVA (per cui avrebbe potuto ben tacere!) che la schiavitù in Africa era endemica sui nemici vinti in guerra.

      DIMENTICA CHE Di ciò ne approfittavano i mercanti arabi (per questo sono ancora visti male ma con terrore dagli africani) per venderli ad altre tribù.
      Sopraggiunsero IN ULTIMO, gli europei che ne approfittarono e gestirono la tratta esportandoli nelle Americhe.
      DIMENTICAVA che furono pure I PRIMI, gli Europei, ad interrompere il commercio degli schiavi anche sotto le pressioni continue esercitate in secoli dalla Chiesa e poi dalle nazioni anche protestanti.

      Il commercio continua invece tuttora in Sudan e dove esistono commercianti arabi.

      e pure Ratzinger è andato a porre omaggio giudaico al Muro del Pianto e pure ha chiesto perdono per cose insicure della storia recente e si è pure permesso quella frase orribile, vicina alla bestemmia, chiedendosi Dio dove era nei campi di concentramento di Auschwitz. Proprio lui che forse deve farsi perdonare il servizio militare nella Wehrmacht.
      (pochi sanno che maturo' in un campo di concentramento alleato il desiderio del seminario...)

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    5. Eh già. senza dimenticare i famosi contatti dell'attuale badoglietto in sedicesimo con quell'accidente di istituto ebraico tedesco per la cooperazione. il che tradotto significa l'ennesimo tentacolo del sinedrio ad avvolgere il loro uomo all'avana...

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    6. Non so niente di queste allusioni all'istituto ebraico tedesco e all'uomo all'avana. Chiederei gentilmente all'Anonimo 11:32 di essere esplicito per verificare.

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    7. Credo che l'anonimo si riferisca alla simpatia spiccata di Ratzinger ad un istituto di studi per avvicinare ad ogni costo cattolicesimo e giudaismo...
      "il loro uomo all'Avana" è una frase tipica che presuppone una vasta cultura, ad indicare una spia. La frase è tratta da un film o romanzo che narra di una spia all'Avana (Cuba), ben nascosta, che passava ogni genere di informazioni sull'andamento governativo comunista.
      Ovviamente in questo caso "uomo all'Avana" non è l'anticomunista...

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  18. IN CAMPO DI CONCENTRAMENTO ALLEATO??????
    ora si spiegano gli atteggiamenti di sottomissione ad ogni ebreo che incontra!
    Si spiega anche perchè riceve il B'rnai-B'rith con tutti gli onori e servigi!

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    1. BOOM!!!! giocate a chi la spara più grossa? HAHAHAHAHAHA

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    2. ecco qua l'ignorante di turno, che uscito or ora da una "monizione" settale vaga sperduto in cerca di qualcosa da addentare.
      Poverino non sa che il suo ratzingo era nella Wehrmacht!

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    3. http://www.catholica.com.au/forum/index.php?id=24899
      http://www.feltrinellieditore.it/FattiLibriInterna?id_fatto=7131
      http://www.nytimes.com/2005/04/21/international/worldspecial2/21germany.html?_r=1
      http://www.scribd.com/doc/24996006/CHIESA-E-NAZISMO

      basta per il vagolante ?

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  19. Se la FSSPX cederà all'accordo alle loro condizioni non ci sarà scampo!
    Una goccia d'acqua in un otre di vino perde la sua natura (San Tommaso)
    CVCRCI

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  20. La Chiesa è stata invasa dai marrani il conciliabolo ne è il risultato.
    CVCRCI

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  21. Vero! la chiesa è stata invasa da marrani e finti tradizionalisti che portano acqua al mulino che macina le dottrine e ne fa crusca per il diavolo.

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  22. Nessuno che commenta l'opera di De Mallerais sulla strana dottrina di B.XVI?

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  23. domenica 10/06/2012 Albano Laziale: BOICOTTA

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  24. nessuno, fuorchè Mardunolbo che si è letto tutto ora e mesi fa ed ha già espresso sopra... ;-)

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  25. Strano, in effetti che, di fronte ad analisi così precise e dettagliate di un monsignore della Fraternità,pochi azzardino qualche commento positivo.
    Alcuni addirittura glissano l'argomento, spostando l'attenzione su dibattiti o querule argomentazioni se siano stati bravi o meno dei membri della FSSPX !

    Quando non si può ribattere ad argomentazioni pressanti e dense dal punto di vista filosofico e dottrinale (quelle in tema, di mons Tissier de Mallerias) allora tutto si tenta, anche intimidazioni a chi osa ribattere al "logos" assoluto e dogmatico di chi crede di avere la Tradizione in tasca !

    Già in precedente tematica , sollecitata da Annarita e Gianluca, avevo con sgomento scoperto l'origine del pensiero ratzingeriano e mi posi il dilemma di quanto male potesse fare quest'uomo che, tutto sommato, nasconde queste basi di pensiero ed esprime soltanto in fatti e frasi più sintetiche, quale sia la sua filosofia.

    Mons. Tissier, con la sua aria ascetica ed analitica insieme, ha compiuto un encomiabile sforzo nel saper toccare i punti salienti e mostrarli con logica.
    Sembra incredibile come si possa tacciare un personaggio di tale levatura filosofica e dottrinale, da voltagabbana o da "riottoso e ribelle"
    Evidentemente quando non si capisce cosa dice un personaggio siffatto, è più facile etichettarlo come disobbediente ai comandi del superiore...

    La strana dottrina di Ratzinger, sia da ecclesiastico, sia da cardinale, sia da papa, è immutata a quanto sembra!
    Poichè, cito dal tema precedente: "Alfred Lapple, vecchio professore di Ratzinger, presso il Seminario di Frisinga, ha raccontato all’Avvenire (4 febbraio 2009, p. 32) che all’origine della formazione intellettuale di Benedetto XVI vi sono, oltre de Lubac e von Balthasar, addirittura Martin Buber, colui che ha volgarizzato, reso “di massa” la cultura ebraico-chassidica mistica ed esoterica..."

    Basterebbe questa frase citata per comprendere come la devianza dottrinal-filosofica di Ratzinger sia grave abbastanza da dover tenersi alla larga da quanto predica e tale da doversi sempre fare la tara e capire cosa lo spinga a dire una frase piuttosto di un'altra.

    Ma quale fedele cattolico può spingersi ad analisi siffatte?
    Chi può tener desta l'attenzione , e per quanto tempo, se si considera il papa come Vicario di Cristo, come il Capo della Chiesa?

    Ecco dove sorgono i miei dubbi e le mie preoccupazioni sull'impatto psicologico di certe posizioni filo-papali, a prescindere da ogni attenzione e conoscenza!

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  26. A TUTTI GLI ATTENTI.
    Scusate ma mi era sfuggita una frase di Ratzinger:
    "Riguardo alla fede stessa, Joseph Ratzinger assicura che - la pura oggettività non è ugualmente possibile: Pertanto, ogni qual volta ci si imbatte in una risposta spassionatamente oggettiva, in un asserto che si erge definitivamente al di sopra di ogni prevenzione pietistica esprimendosi in modo piattamente positivo e scientifico, bisogna dire che il suo portavoce è caduto in un auto-inganno.-"

    TERRIBILE !
    Vi faccio un esempio concreto:
    quando si dice che Dio è Uno in Tre Persone Uguali e Distinte, si afferma una verità rivelata ed al contempo una risposta "oggettiva""che si erge definitivamente al di sopra di ogni prevenzione pietistica esprimendosi in modo piattamente positivo e scientifico..."

    SEMBRA CHE PER RATZINGER SIA FRUTTO DI UN AUTO-INGANNO...
    Vedete un po' voi...

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  27. ALLORA ANDIAMO A RILEGGERE QUANTO DISSE LA MADONNA A MADRE MARIANA A QUITO (EQUADOR) NEL 1600 ( dal libro "messaggio profetico della serva di Dio Madre Mariana...")
    Domanda: La Madonna HA espressamente menzionato il papa in questa apostasia generale della Chiesa nel nostro tempo?

    Risposta: In diverse occasioni riportate nel volume II, parla di una apostasia nel più alto scomparto della Chiesa. Ad esempio, nella apparizione del 2 febbraio 1634, dopo aver avvertito Madre Mariana di molti Superiori cattivi che vorrebbero distruggere lo spirito della religione,la Madonna ha detto: tempi orribili arriveranno quando QUELLI CHE DOVREBBERO DIFENDERE I DIRITTI DELLA CHIESA SARANNO ACCECATI. SENZA TIMORE ALCUNO, NE' RISPETTO UMANO si uniranno AI NEMICI DELLA CHIESA Per contribuire a soddisfare le loro ambizioni. "


    "Guai a l'errore dei SAPIENTI al consiglio direttivo DELLA CHIESA, IL PASTORE Delle moltitudini IN CUI MIO FIGLIO SANTISSIMO HA DATO LA SUA PIU 'ampia FIDUCIA IN SANTA custodia!"


    Senza andare oltre, ha aggiunto, riferendosi al ruolo di CATTIVI LEADER RELIGIOSI NELLA CRISI:
    "Ma se si guarda bene, Quando SEMBRERANNO TRIONFANTI E QUANDO L'AUTORITA' ABUSERA' DEL SUO POTERE , commettendo ingiustizie che opprimono i deboli, la loro caduta SARA' vicina. PARALIZZATI CADRANNO A TERRA" (capitolo 10)

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  28. Complimenti a Matrimoni che ha il coraggio e la capacità di esporre un po' le cose come stanno. Il riferimento alla Beata Vergine di Quito non fa che chiarire la necessità di capire che Badoglietto, al di là della questione sedevacantista, OGGETTIVAMENTE collabora coi nemico ereditari e non, di Cristo Signore e della Santa Chiesa.
    Riccardo

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  29. A Mardunolbo e Annarita: Veramente anch'io avevo letto le tesi di De Mallerais sul pensiero eretico di Benedetto XVI un anno fa. Ne ero rimasto molto scosso, anche se non posso ricordare tutti i dettagli e adesso mi manca la voglia di rileggerle: mi causano tristezza e angoscia. Mi stupivo però che durante tutto questo tempo di colloqui con Roma i sacerdoti della Fraternità ignorassero volenti o nolenti, non saprei, una bomba del genere e il Superiore generale andasse avanti imperterrito a costruire il suo castello di carte.

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