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domenica 11 maggio 2014

"Per quanto riguarda i bambini, per cui il pericolo di morte è spesso presete e per i quali l’unico rimedio disponibile è il Sacramento del Battesimo, mediante il quale sono strappati alla dominazione del demonio ed adottati come figli di Dio".....

Della necessità del Battesimo per conseguire la salvezza eterna ne avevamo già scritto in questo articolo,

FUORI DELLA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA NESSUNA SALVEZZA...

 scritto da fratel M. Dimond o.s.b.

Papa Eugenio IV, concilio di Firenze, Sess. 8, 22 novembre 1439, ex-cathedra: "Chiunque vuole essere salvato deve prima di tutto avere la fede cattolica, poiché se qualcuno non la conserva intera e inviolata, senza alcun dubbio perirà per tutta l'eternità."[4].
Papa Eugenio IV, concilio di Firenze, "Cantate Domino", 1441, ex-cathedra: "Essa (la  Santa Chiesa Romana) crede fermamente, professa e predica che nessuno di quelli che si trovano al di fuori della Chiesa cattolica, non solamente pagani ma anche giudei o eretici e scismatici, potrà partecipare alla vita eterna, ma andrà nel fuoco eterno che è preparato per il diavolo ai suoi angeli a meno che prima della fine della sua vita non sia stato aggregato (associato) alla stessa Santa Chiesa Cattolica. La Chiesa professa anche che l'unità del corpo della Chiesa ha un tale potere che i sacramenti della Chiesa non hanno utilità per la Salvezza che per coloro che restano in essa, solo per essi digiuni, elemosine e tutti gli altri doveri della pietà e gli esercizi della milizia cristiana causano le ricompense eterne, e che nessuno può essere salvato, grandi che siano le sue elemosine, anche se egli versa il suo sangue per il nome di Cristo, se non è restato nel seno e nell'unità della Chiesa cattolica."
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di Mons. Donald J. Sanborn

Introduzione Hai probabilmente letto articoli sull’incombente soppressione del Limbo da parte di Ratzinger (Benedetto XVI).
Sul New York Times del 28 dicembre 2005 (festa dei Santi Innocenti) è apparso un lungo articolo in prima pagina su questo tema.
Ratzinger, negli anni Ottanta, disse di aver mai creduto al Limbo.
La difesa che i modernisti fanno al loro rifiuto del Limbo si basa sul fatto che esso non è un dogma della Chiesa. Quest’è vero. Si potrebbe negare il Limbo senza essere eretici.
Se noi neghiamo il Limbo, comunque, siamo obbligati dal dogma Cattolico a mettere i bambini non battezzati tra le fiamme dell’inferno. È assolutamente impossibile ai bambini avere la visione beatifica senza aver ricevuto il Sacramento del Battesimo o senza il Battesimo di sangue. Se non finiscono nel Limbo, allora soffrono le pene dei dannati.
Fatemi spiegare.

La Visione Beatifica: impossibile senza Giustificazione A causa del peccato originale, è fisicamente impossibile che un uomo abbia la visione beatifica —la visione diretta dell’essenza di Dio— dopo la morte senza essere prima giustificato. La giustificazione è l’atto mediante cui ogni uomo transita dallo stato di peccato allo stato di grazia santificante. La grazia santificante è il principio della vita soprannaturale dell’anima, ed è ciò che ci dà la capacità di vedere Dio dopo la morte, quando è trasformata in ciò che si conosce come luce della gloria.
Per essere giustificati dobbiamo o ricevere il Sacramento del Battesimo, o subire il martirio, o compiere certi atti giustificanti sotto l’influenza della grazia attuale, un atto di Fede soprannaturale, una perfetta contrizione per i peccati, e la carità, ossia amore di Dio.
È chiaro che gl’infanti e coloro i quali sono permanentemente privati dell’uso di ragione non possono compiere atti giustificanti. Dunque l’unica strada loro aperta per essere giustificati, a parte il martirio, è l’acqua del Sacramento del Battesimo.
Papa Pio XII attestò chiaramente questo nel suo discorso al Congresso dell’Unione Cattolica Italiana Ostetriche (29 ottobre 1951): «Se ciò che abbiamo detto finora riguarda la protezione e la cura della vita naturale, a ben piú forte ragione deve valere per la vita soprannaturale, che il neonato riceve col Battesimo. Nella presente economia non vi è altro mezzo per comunicare questa vita al bambino, che non ha ancora l’uso della ragione. E tuttavia lo stato di grazia nel momento della morte è assolutamente necessario per la salvezza; senza di esso non è possibile di giungere alla felicità soprannaturale, alla visione beatifica di Dio. Un atto di amore può bastare all’adulto per conseguire la grazia santificante e supplire al difetto del Battesimo: al non ancora nato o al neonato bambino questa via non è aperta».
Sant’Agostino disse: «Se desideri diventare un Cattolico, non credere né dire né insegnare che i bambini che muoiono prima del Battesimo possono ottenere la remissione del peccato originale» (III de Anima). Disse anche, in una lettera a San Girolamo (n. 27): «Chiunque dica che anche i bambini sono vivificati in Cristo quando muoiono senza la partecipazione al Suo Sacramento [Battesimo], si oppone all’insegnamento apostolico e condanna la Chiesa che si affretta a battezzare i bambini, perché crede senza esistazione che altrimenti non possono essere vivificati in Cristo».

Gli eretici negarono la necessità del Battesimo per i neonati La necessità del Battesimo fu negata dall’eretico del XIV secolo Wycliff, come dai riformatori protestanti Bucer e Zwingli. Calvino disse che i figli di genitori credenti sono santificati nel grembo, e sono liberati dal peccato originale senza Battesimo.
Quanche teologo Cattolico nel passato, tra cui il Gaetano, disse qualcosa di simile, ossia che i bambini non battezzati nel grembo possono essere salvati attraverso un atto di desiderio dei genitori. Comunque San Pio V ordinò che questa teoria fosse espunta dal commentario di San Tommaso dello stesso teologo.

Chi muore in peccato originale va all’inferno Il Concilio di Firenze disse: «Per quanto riguarda i bambini, per cui il pericolo di morte è spesso presete e per i quali l’unico rimedio disponibile è il Sacramento del Battesimo, mediante il quale sono strappati alla dominazione del demonio ed adottati come figli di Dio, ordiniamo che il Sacro Battesimo non sia rimandato per quaranta o ottanta giorni o qualsiasi altro periodo di tempo, com’è uso di certe persone, ma piuttosto sia conferito quanto prima convenientemente si possa; e se c’è imminente pericolo di morte, il bambino sia battezzato subito senza alcun ritardo, anche da un laico uomo o donna nella forma della Chiesa, se non c’è un sacerdote, com’è contenuto piú pienamente nel decreto sugli Armeni» (Decreto per i Giacobiti, Denz. 696).
Il Concilio di Trento disse: «E questa translazione [ossia questo andare dallo stato di peccato originale a quello di grazia], a partire dall’annunciazione del Vangelo, non può essere effettuata senza l’acqua di rigenerazione, o senza il suo desiderio, come sta scritto: “se un uomo non rinasce di acqua e Spirito Santo, non può entrare nel Regno di Dio”» (Sessione VI, capitolo 4). Il Concilio dice anche: «Se qualcuno dice che il Battesimo non è necessario alla salvezza, sia anatema» (Sessione VII, can. 5).
Deve essere aggiunto che i bambini sono capaci del Battesimo di sangue, se vengono martirizzati. Questo è il caso dei Santi Innocenti, che la Chiesa ha sempre considerati martiri, e dunque Santi nel Paradiso. Ma questo fatto non deve in alcun modo distorcere il senso dei concilii e dei Padri per quanto concerne la necessità del Battesimo, in quanto loro parlano del rimedio ordinario al peccato, stabilito da Dio.
Il Concilio di Firenze ha anche definito, nella VI sessione, quanto segue: «Ma le anime di coloro i quali muoiono in peccato mortale, o nel solo peccato originale, vanno subito all’inferno per essere puniti, ma con pene diseguali». Questa stessa dottrina si fonda nella Confessione di Fede che fu data all’Imperatore d’Oriente Michele Paleologo nel 1267 da Papa Clemente IV, e che fu accettata dallo stesso imperatore alla presenza di Papa Gregorio X al Secondo Concilio di Lione nel 1274. Questa stessa dottrina si fonda anche sulla Professione di Fede data ai greci da Papa Gregorio XIII, ed in ciò che fu prescritto per gli scismatici orientali dai Papi Urbano VIII e Benedetto XIV.

Le due pene dell’inferno L’inferno consiste in due cose: la privazione della visione beatifica, che è la punizione per il peccato originale, e la pena del senso, il fuoco, che è la punizione per il peccato attuale. Se dopo la morte qualcuno è privato della visione beatifica, dunque egli è in inferno — in senso lato. Dico “in senso lato” poiché nella comprensione comune l’inferno è l’inferno dei dannati, l’inferno del fuoco e dell’agonia. Questo è l’inferno nel senso stretto del termine.
Siccome i bambini non battezzati hanno solamente il peccato originale, i teologi comunemente concludono che c’è un posto dell’inferno —in senso lato— dove loro sarebbero privati della visione beatifica, ma non sarebbero soggetti alla pena del senso, siccome non hanno commesso peccato attuale. Questa conclusione o teoria, che appartiene a quasi tutti i teologi degli ultimi ottocento anni, è in linea col pronunciamento di Papa Innocenzo III (III Decr. 42:3): «La punizione per il peccato originale è la privazione della visione beatifica di Dio; del peccato originale, i dolori eterni dell’inferno».
Il termine “Limbo” deriva da una parola latina che significa “orlo”, ed i teologi hanno chiamato il posto dei bambini non battezzati orlo o confine esterno dell’inferno. È una conclusione molto ragionevole.

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L’incombente nuova eresia di Ratzinger Ma Ratzinger sa piú che San Tommaso d’Aquino, San Bonaventura, e praticamente ogni altro teologo. Lui è piú intelligente. Lui dice che il Limbo è qualcosa d’incompatibile coll’uomo moderno.
Dunque arriviamo al bivio. In accordo colla dottrina Cattolica, se si elimina il Limbo, i piccoli bambini sono condannati all’inferno dei dannati, insieme agli omicidi, ai ladri, agli adulteri, ai pervertiti, agli eretici etc. Ratzinger abbraccerà quest’opinione?
No, senza dubbio prenderà l’altra strada, che è dire che i piccoli vanno in Paradiso. Quanto felici ciò renderà le madri. Ma ciò implica l’eresia secondo cui i bambini che muoiono senza Battesimo possono raggiungere la salvezza eterna. Abbiamo già dimostrato come ciò sia contrario alla Fede.
Dunque l’arci-modernista Ratzinger sta preparando una nuova eresia. Ma la promulgherà attraverso la porta del retro, come usuale. Apparirà al mondo come il buon vecchio —come un babbo natale ecclesiastico— che dona il Paradiso ai piccoli bambini. Ma sotto giace una perniciosa eresia.
Gli apologeti del Vaticano II, dunque, si ritroveranno con altre crepe nella diga. Il peso di chiamare Cattolico ciò che chiaramente Cattolico non è grava sui conservatori N. O. Dovranno tendere e piegare come hanno mai fatto prima per allontanare l’accusa di eresia. Diviene sempre piú difficile pei difensori del re nudo convincere le persone del fatto che Ratzinger stia vestendo i panni dell’ortodossia.

Newsletter del Seminario della Santissima Trinità, Gennaio 2006
[Clicca qui per leggere l’originale in inglese]

10 commenti:

  1. Il papa ha detto che il limbo non esiste. Aggiornatevi!!!!

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  2. Il Leone di Giuda12 maggio 2014 06:36

    Fortunatamente solo 1/3 di nuovi nati in Italia viene battezzato. Basta superstizione. Punto.

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  3. Tre commenti che ben si adattano a quelli che li emettono, ovvero esseri che credono solo a ciò che vedono con i sensi . Strano che codesti esseri, pur non vedendo le onde hertziane, credano nell'uso del cellulare solo poichè ne vedono gli effetti.
    Se potessero vedere gli effetti dei loro discorsi morirebbero di spavento, visto che svariati episodi della storia umana e della Bibbia, in particolare, indicano l'esistenza di un'altra vita.
    Quella stessa "altra vita" che i popoli più rozzi hanno sempre ritenuto e che i nostri progenitori di Cro-Magnon e gli altri coevi Neanderthaliani (ritenuti seguendo la teoria evoluzionista, precedenti) avevano così bene in mente da seppellire i morti con attrezzi e cibo per proseguire la loro vita successiva !
    Ma ora la vita, riempita di accessori tecnici fa dimenticare quell' "altra" che aspetta ognuno di noi, alla morte fisica..
    Vito Mancuso, poverino, dopo aver mal frequentato il seminario, come Stalin, se n'è uscito "trovando" le sue verità e le propaganda come fosse La Verità. Ormai è scettico su tutto e da conforto agli scettici come lui.
    La fede è un salto ad occhi chiusi che si fa dopo la conoscenza delle cose.Se non si vuole fare questo salto il Signore non prenderà mai tra le Sue braccia per illuminare la povera mente umana. Mancuso , e lui come tanti, si è rifiutato di fare il salto !

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    Risposte
    1. Non credere nel peccato originale non significa non credere nell'altra vita, anzi!
      Significa non credere in un Dio gretto e vendicativo (la sua immagine e somiglianza non è ai nostri difetti!!) ma credere veramente che Deus Caritas est.

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  4. "La fede è un salto ad occhi chiusi che si fa dopo la conoscenza delle cose"
    Scusa mi vuoi spiegare in cosa consisterebbe la conoscenza da fare prima del salto ad occhi chiusi?

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  5. Grazie anonimo Ratzinger delle 16,30, la tua risposta mi ha illuminato di dottrina !

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  6. Carissimi, rimando al post sui marziani un'altra osservazione, per quanto riguarda questo post ed in particolare per mardunolbo vorrei dire alcune cose:

    L'esistenza del peccato originale e il "Limbo" non possono essere messi sullo stesso piano.
    Il peccato originale è la storia della caduta dell'umanità che scegle il male. Non so cosa dica Mancuso, ma il Catechismo è molto chiaro in merito. Il peccato originale è la metafora della divisione dell'amicizia tra Dio e l'umanità, il battesimo sana questa ferita e pone l'uomo nella condizione di accogliere la grazia di Dio. Attenzione non "assolve" l'individuo dal peccato originale, lo pone nella condizione di essere amico e soprattutto figlio di Dio.

    418 In conseguenza del peccato originale, la natura umana è indebolita nelle sue forze, sottoposta all'ignoranza, alla sofferenza, al potere della morte, e inclinata al peccato (inclinazione che è chiamata « concupiscenza »).

    1213 Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (« vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione:4 « Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo – Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola ».5

    1250 Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo43 per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio,44 alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita.45

    1251 I genitori cristiani riconosceranno che questa pratica corrisponde pure al loro ruolo di alimentare la vita che Dio ha loro affidato.46

    Quindi il battesimo deve essere dato subito ai bambini non per non mandarli nel limbo, ma per dargli la possibilità di essere uniti nella fede alla Chiesa e diventare figli di Dio.

    Inoltre secondo alcuni anche i non nati (aborti, embrioni da fecondazioni) e i nati morti dovrebbero finire nel Limbo. Cosa che collide con il principio della giustificazione direi. Non c'è differenza tra un non nato e un bimbo che muore entro i primi anni della sua vita.

    Per un genitore è molto più importante far diventare il proprio figlio "figlio di Dio" che pensare al Limbo.

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    Risposte
    1. Sono quello che Mardunolbo chiama "anonimo Ratzinger" (lo considero un complimento anche se immeritato perchè B XVI è un grande teologo ed io un ignorante in materia) e quindi per evitare equivoci d'ora in poi mi firmerò così.
      Concordo che il "peccato originale" sia una metafora, del resto alla storiella della mela e del serpente non ci credono più nemmeno i Cardinali (es. Ravasi), anche se il racconto biblico mantiene un indiscusso valore sapienziale (il che non è poco...).
      Quello che non mi è chiaro nella della Sua risposta è la sorte dei bambini non battezzati visto che, se non vado errato, anche Lei esclude il Limbo.
      JR

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    2. Se ho definito il peccato originale una metafora ciò non esclude che sia una realtà teologica, ossia la ferita e la separazione tra l'uomo e Dio.
      I bimbi non battezzati sono nella misericordia di Dio si veda http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20070419_un-baptised-infants_it.html
      che è il contestato documento redatto su autorizzazione di Benedetto XVI

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  7. Anche voi anonimi sapete più che San Tommaso d'Aquino e definite meglio che svariati Concilii precedenti l'unico a cui vi appendete, sempre se vi dichiarate cattolici. Che sorte avervi tra i piedi!

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