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mercoledì 25 marzo 2015

"Noi siamo Cattolici-Romani integrali. Come l’indica questa parola, il Cattolico-Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direzioni della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e per la società. Esso è «papalino», «clericale», antimodernista, antiliberale, antisettario".


 Papa Leone XIII, Sapientiae Christianae, 10 Gennaio 1890: “Come dice San Tommaso: “ciascuno è tenuto a manifestare pubblicamente la sua Fede, sia per istruire incoraggiare gli altri fedeli, sia per respingere gli attacchi degli avversari”. Indietreggiare davanti al nemico e conservare il silenzio, quando da tutte le parti si alzano tali clamori contro la Verità, è il comportamento di un uomo senza carattere, o che dubita della verità delle sue credenze.”
 

Con questo scritto non si vuole mettere in dubbio la validità e la leicità della Consacrazione svolta da Monsignor Williamson ma si vuole solo analizzare quali siano state le motivazioni per cui si è svolto l’evento.
 
Prima di fare un breve commento alle parole lette durante il “Mandato Romano” che autorizzava l’elezione del Nuovo Vescovo da parte di Monsignor Williamson e di un passaggio dell’intervista fatta a Monsignor Faure leggiamo cosa asserisce il Supremo magistero della Chiesa Cattolica rispetto a chi si aggrava del delitto di scisma dalla Suprema Autorità della Chiesa, chiaramente in un tempo di normalità e di ordine:

 
http://3.bp.blogspot.com/-gOrKxs4KVpA/U_03H7hYrQI/AAAAAAAAAQ4/336H9BwxcPk/s1600/papa-pio-ix.jpg6. La frode più usata per ottenere il nuovo scisma è il nome di cattolico, che gli autori e i loro seguaci assumono ed usurpano malgrado siano stati ripresi dalla Nostra autorità e condannati con Nostra sentenza. Fu sempre cosa importante per eretici e scismatici dichiararsi cattolici e dirlo pubblicamente, gloriandosene, per indurre in errore popoli e Principi. E questo lo attestò tra gli altri il Presbitero San Girolamo : "Sono soliti gli eretici dire al loro Re o al loro Faraone: siamo figli di quei sapienti che fin dall’inizio ci tramandarono la dottrina degli Apostoli; siamo figli di quegli antichi re che si chiamano i re dei Filosofi e abbiamo unito la scienza delle Scritture con la sapienza del mondo"…
8. Che fosse subdola e capziosa la formula di fede da essi pubblicata è confermato anche dal fatto che avevano respinto la dichiarazione o professione di fede proposta ritualmente dalla Nostra autorità, e che il Venerabile Fratello Antonio Giuseppe, Arcivescovo di Tiane, Delegato Apostolico a Costantinopoli, aveva ordinato loro di sottoscrivere con lettera monitoria, ad essi inviata il 29 settembre dello stesso anno. È alieno sia dal divino ordinamento della Chiesa, sia dalla sua perpetua e costante tradizione, che qualcuno possa affermare la propria fede e asserire di essere veramente cattolico, se non partecipa di questa Sede Apostolica. A questa Sede Apostolica , per il suo particolarissimo primato, tutta la Chiesa, ossia i fedeli, ovunque si trovino, devono aderire, e chiunque abbandona la Cattedra di Pietro sulla quale è fondata la Chiesa, soltanto falsamente può affermare di appartenere alla Chiesa. Pertanto è già scismatico e peccatore colui che colloca un’altra cattedra in contrapposizione all’unica Cattedra del Beato Pietro, dalla quale promanano, verso tutti, i diritti di una veneranda comunione.
9. Certamente, tutto questo non era sconosciuto ai preclarissimi Vescovi delle Chiese Orientali. Infatti, nel Concilio di Costantinopoli celebrato nell’anno 536, Menna, Vescovo di quella città apertamente dichiarava ai Padri, che approvavano: "Noi, come la vostra carità già conosce, seguiamo la Sede Apostolica e le obbediamo; riconosciamo in comunione con essa i suoi membri che l’approvano, mentre condanniamo coloro che essa condanna". Ancora più apertamente ed espressamente San Massimo , Abate di Crisopoli e confessore della fede, parlando di Pirro Monotelita dichiarava: "Se non vuole essere eretico e non vuole sentirselo dire, non si metta dalla parte di questo o di quello: ciò è inutile e irragionevole perché se c’è uno che si scandalizza di lui, tutti sono scandalizzati, e se uno è appagato, tutti senza dubbio sono appagati. Quindi si affretti ad accordarsi su tutto con la Sede Romana. Una volta accordatosi con essa, tutti insieme e ovunque lo riterranno pio e ortodosso. Infatti parla inutilmente chi crede che una persona siffatta debba essere persuasa e sottratta al castigo da me; egli non dà garanzie e implora il beatissimo Papa della santissima Chiesa dei Romani, cioè la Sede Apostolica, la quale dallo stesso Verbo di Dio incarnato, ma anche da tutti i santi Sinodi, secondo i sacri canoni ricevette e detiene il governo, l’autorità e il potere di legare e di sciogliere in tutto e su tutto, quanto si riferisce alle sante Chiese di Dio che esistono su tutta la terra". Perciò Giovanni, Vescovo di Costantinopoli, dichiarava ciò che poi avvenne nell’ottavo Concilio Ecumenico, cioè "che i separati dalla comunione della Chiesa Cattolica, cioè coloro che non sono in accordo con la Sede Apostolica, non dovevano essere nominati nella celebrazione dei Sacri Misteri"; con ciò si significava palesemente che essi non venivano riconosciuti come veri cattolici.
È alieno sia dal divino ordinamento della Chiesa, sia dalla sua perpetua e costante tradizione, che qualcuno possa affermare la propria fede e asserire di essere veramente cattolico, se non partecipa di questa Sede Apostolica. A questa Sede Apostolica , per il suo particolarissimo primato, tutta la Chiesa, ossia i fedeli, ovunque si trovino, devono aderire, e chiunque abbandona la Cattedra di Pietro sulla quale è fondata la Chiesa, soltanto falsamente può affermare di appartenere alla Chiesa. Pertanto è già scismatico e peccatore colui che colloca un’altra cattedra in contrapposizione all’unica Cattedra del Beato Pietro, dalla quale promanano, verso tutti, i diritti di una veneranda comunione…
12. Ma, affermano i Neoscismatici, non si è trattato di dogmi, ma di disciplina a questa infatti si riferisce la Nostra Costituzione Reversurus pubblicata il 12 luglio 1867 ; quindi a coloro che la contestano non possono non essere negati il nome e le prerogative di cattolici: e Noi non dubitiamo che a voi non sfuggirà quanto sia futile e vano questo sotterfugio. Infatti, tutti coloro che ostinatamente resistono ai legittimi Prelati della Chiesa, specialmente al sommo Pastore di tutti, e si rifiutano di eseguire i loro ordini, non riconoscendo la loro dignità, dalla Chiesa Cattolica sono sempre stati ritenuti scismatici. Per quanto hanno fatto i sostenitori della fazione Armena di Costantinopoli, nessuno potrà ritenerli immuni dal reato di scisma, anche se non sono stati condannati come tali dall’autorità apostolica. La Chiesa, come hanno insegnato di Padri è un popolo riunito con un sacerdote; è un gregge che aderisce al suo Pastore: perciò il Vescovo è nella Chiesa, e la Chiesa nel Vescovo, e chi non è con il Vescovo, non è nella Chiesa. Del resto, come ammoniva il Nostro Predecessore Pio VI nella lettera Apostolica con cui condannò in Francia la costituzione civile del Clero, spesso la disciplina aderisce talmente al dogma e influisce a tal punto sulla conservazione della sua purezza che i sacri Concilii in moltissimi casi non hanno dubitato di separare con anatemi dalla comunione della Chiesa i violatori della disciplina.
13. Questi Neoscismatici sono andati veramente oltre dal momento che vanno dicendo che "nessuno scisma è per se stesso un’eresia, tale da essere visto rettamente come allontanamento dalla Chiesa" . Infatti non si sono fatti scrupolo di accusare la Sede Apostolica come se, oltrepassando i limiti della Nostra potestà, avessimo avuto la presunzione di porre mano alla falce in campo altrui, pubblicando alcune norme di disciplina da osservarsi nel patriarcato Armeno; come se le Chiese degli Orientali dovessero osservare con Noi la sola comunione e unità di fede, e non fossero sottomesse alla potestà apostolica del Beato Pietro in tutte le materie che riguardano la disciplina. Inoltre, siffatta dottrina non solo è eretica dopo che sono state deliberate dal Concilio Ecumenico Vaticano la definizione e la proclamazione del potere e della natura del primato pontificio, ma anche perché come tale l’ha sempre ritenuta e condannata la Chiesa Cattolica. Fin d’allora i Vescovi del Concilio Ecumenico di Calcedonia professarono chiaramente nei loro Atti la suprema autorità della Sede Apostolica, e richiedevano umilmente dal Nostro Predecessore San Leone la conferma e la validità dei loro decreti, anche di quelli che riguardavano la disciplina.
14. E in realtà il successore del Beato Pietro , per il fatto stesso che per successione tiene il posto di Pietro, vede assegnato a sé per diritto divino tutto il gregge di Cristo, avendo ricevuto assieme all’Episcopato il potere del governo universale, mentre agli altri Vescovi viene assegnata una particolare porzione del gregge, non per diritto divino, ma per diritto ecclesiastico, non per bocca di Cristo, ma per l’ordinamento gerarchico onde poter esercitare in esso una ordinaria potestà di governo. Se la suprema autorità dell’assegnazione venisse tolta a San Pietro e ai suoi successori, prima di tutto vacillerebbero le stesse fondamenta delle principali Chiese e le loro prerogative. "Se Cristo volle che ci fosse qualcosa in comune fra Pietro e gli altri pastori, non concesse mai alcunché se non per mezzo di lui"…
(Enciclica Quartus supra del Beato Sua Santità Pio IX)

Infine:
 
http://www.papapionono.it/img/fotopionono.jpg…Proclamiamo quindi e dichiariamo che la Chiesa Romana, per disposizione del Signore, detiene il primato del potere ordinario su tutte le altre, e che questo potere di giurisdizione del Romano Pontefice, vero potere episcopale, è immediato: tutti, pastori e fedeli, di qualsivoglia rito e dignità, sono vincolati, nei suoi confronti, dall’obbligo della subordinazione gerarchica e della vera obbedienza, non solo nelle cose che appartengono alla fede e ai costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa, in tutto il mondo. In questo modo, avendo salvaguardato l’unità della comunione e della professione della stessa fede con il Romano Pontefice, la Chiesa di Cristo sarà un solo gregge sotto un solo sommo pastore. Questa è la dottrina della verità cattolica, dalla quale nessuno può allontanarsi senza perdita della fede e pericolo della salvezza…
(Pastor aeternus del Beato Sua Santità Pio IX)
 
Come si evince da ciò che è scritto in questi infallibili documenti e che i fedeli cattolici, sia laici che Consacrati, che si pongono fuori di questa dottrina di fatto si collocano nel delitto di Scisma dalla Suprema autorità della Chiesa che è il Sommo Pontefice:
sono vincolati, nei suoi confronti, dall’obbligo della subordinazione gerarchica e della vera obbedienza, non solo nelle cose che appartengono alla fede e ai costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa, in tutto il mondo (Pastur Aeternus)”.

 
 
Per questo, prima di ogni commento all’evento della Consacrazione a Vescovo di Monsignor Faure, è stato giusto ricordare cosa afferma il Supremo magistero della Chiesa affinché non si dica che le nostre affermazioni vengono da noi e non dalla Chiesa, in definitiva si deve obbedienza al Sommo Pontefice (e di conseguenza ai Vescovi residenziali a Lui sottomessi) sia nella cose che riguardano la fede e la morale ma anche quelle relative alla disciplina, quindi se si riconosce come vera autorità l’attuale gerarchia eretica della falsa Chiesa Conciliare gli si dovrebbe totale ubbidienza in tutto, ma come si vedrà il permesso al presunto “Pontefice” per effettuare la nuova Consacrazione non è stata nemmeno chiesta ma si è agito a prescindere da essa causa l’eresia che essi proclamano dalla mattina alla sera dal conciliabolo sino ad oggi, tutto questo è avvenuto al contrario, (nonostante che nel personale mandato si affermi che si desidera seguire la linea di Lefebvre), di come fece Monsignor Lefebvre che si adoperò in varie trattative con i Vaticanosecondisti per ottenere il mandato Pontificio per la consacrazione Vescovile.
 
In questa vicenda la prima domanda che sorge spontanea è questa:
In questo tempo di disordine all’interno della chiesa è necessario Consacrare nuovi Vescovi secondo il rito Tradizionale? Assolutamente si, dato che ad oggi la cosiddetta “Sessio” è assente in quanto la Sede Apostolica è vacante, (per causa dell’eresia modernista materiale e formale dei Vaticanosecondisti che hanno usurpato tutte le sedi della Chiesa), di un Pontefice Cattolico ed è necessario avere dei Vescovi Cattolici integrali per mantenere inalterata la “Missio”, per la salvezza delle anime, in attesa che la “Sessio” sia ristabilita, con l’elezione di un legittimo Pontefice Cattolico, e la Chiesa ritorni in ordine.
 
La dottrina della Chiesa rispetto alla “Sessio” afferma: (cf can. 108 § 3 del CjC, 1917): “Per divina istituzione, la sacra gerarchia è composta, in ragione dell’ordine, di vescovi, sacerdoti e ministri; in ragione della giurisdizione del pontificato supremo e dell’episcopato subordinato”.
 
La seconda è Questa: la Consacrazione di Monsignor Faure è avvenuta secondo la retta fede Cattolica, o è stata inficiata da motivazioni che non permetteranno di ristabilire la “Sessio”, che è un potere prettamente Papale? Noi pensiamo di si, a causa del continuo riconoscimento a presunte "Autorita", una ciurma di delinquenti della fede:
Leggiamo il Mandato Apostolico, chiamato durante il Rito di Ordinazione di “emergenza”:
 
“…Come molti già sanno, le prime parole del Rito della Consacrazione Episcopale sono quelle della dichiarazione che l’assistente anziano fa al vescovo consacrante:
“Reverendíssime Pater, póstulat sancta mater Ecclésia cathólica, ut hunc praeséntem Presbyterum ad onus Episcopátus sublevétis”
“Reverendissimo Padre, nostra santa Madre la Chiesa cattolica, Le chiede di elevare questo qui presente presbitero all’onere dell’Episcopato.”


(Dato che Williamson, la San Pio X e le vedove inconsolabili Ratzingeriane riconoscono come autentiche le autorità eretiche Vaticanosecondiste non si capisce come si possa affermare che la Chiesa ha chiesto di Consacrare un nuovo Vescovo quando in realtà non gli è stato nemmeno chiesto quindi per quanto ci riguarda questa affermazione è falsa)

In risposta, il vescovo consacrante chiede se l’assistente ha il “Mandato Apostolico”:
Habétis mandátum apostólicum?
L’assistente risponde: Habémus - l’abbiamo.
(Come detto sopra dato che si riconoscono gli eretici vaticanosecondisti come autorità legittime il Mandato Apostolico Vaticano in realtà non esiste anzi quello che hanno ottenuto è una scomunica, dagli eretici vaticanosecondisti, latae sententiae per il delitto di scisma )
 
Il vescovo consacrante: Legátur - sia letto.
Ciò che è stato letto in questa celebrazione di giovedì scorso, in risposta all’invito di Mons. Williamson – e che è servito sia come strumento nel rito liturgico celebrato, sia come pubblica spiegazione della motivazione della cerimonia, come previsto dai partecipanti - è quello che segue.
I lettori avranno interesse a sapere che i primi paragrafi di questo documento seguono da vicino il linguaggio usato da Mons. Lefebvre il 30 giugno 1988.

 

Mandato
Noi l’abbiamo dalla Chiesa Romana che, fedele alle sante tradizioni ricevute dagli Apostoli, ci comanda di trasmettere fedelmente queste sante tradizioni – e cioè il Deposito della Fede – a tutti gli uomini, in ragione del loro dovere di salvare le loro amine.
(Se si fosse affermato che la Consacrazione è avvenuta perché la sede Petrina e vacante causa usurpazione eretica e quindi diviene necessario Consacrare vescovi tradizionali per continuare la vera “Missio” della Chiesa e per il ristabilimento della vera “Sessio” saremo stati d’accordo ma continuare ad asserire che la Chiesa del passato, quindi i Pontefici, gli abbiano dato il permesso al contrario di coloro che si riconoscono come tali ma non vengono nemmeno interpellati, causa eresia, è inaccettabile e a sua volta nella prassi e nell’insegnamento ai fedeli che li seguono diviene essa stessa eretica (Gallicanesimo).
 
Ora, per un verso, le autorità della Chiesa Romana, a partire dal concilio Vaticano II e fino ad oggi, sono animate dallo spirito del modernismo, che sovverte profondamente la Santa Tradizione fino a pervertirne la stessa nozione: «non sopporteranno più la sana dottrina, rifiuteranno di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole», come dice San Paolo a Timoteo nella seconda lettera (IV, 3, 5).
A che serve chiedere a tali autorità un mandato per consacrare un vescovo che si opporrà interamente ai loro errori così gravi? 
(In questa affermazione stà il nocciolo del problema, si afferma che da un lato sono modernisti, quindi eretici manifesti, per poi far intendere che nei cialtroni vaticanosecondisti ci sarebbe ancora un lato cattolico, questo è assurdo o si è integralmente cattolici o si è integralmente modernisti anticattolici. Qui sta tutto l’inganno si insegna che un Pontefice possa essere legalmente l’autorità quando in materia di fede di morale e di disciplina agisce in stato di eresia manifesta, tutto ciò è falso e contraddice il Dogma di fede sull’infallibilità Pontificia del Concilio Vaticano I, di fatto si riconosce come la Vera Chiesa Cattolica quella Vaticanosecondista con i suoi gerarchi e si dice che non serve a niente chiedere a loro il permesso di Consacrare un nuovo Vescovo, dato che sono modernisti eretici, perché il cosiddetto nuovo Vescovo gli si opporrà. Come abbiamo affermato subito sopra questo pensiero è riconducibile all’eresia del Gallicanesimo)
 
Papa Pio IX, Concilio Vaticano Primo, 1870, ex-cathedra: “Questo carisma di Verità e di Fede per sempre indefettibile è stato accordato da Dio a Pietro e ai suoi successori in questa cattedra... ”
Papa Pio IX, Concilio Vaticano primo, 1870, ex-cathedra: “... La Sede di Pietro resta pura da qualsiasi errore, nei termini della promessa divina del nostro Signore Salvatore [fatta] al capo dei suoi discepoli: Io ho pregato per te affinché la tua Fede non venga meno... ”
Papa Pio IX, Concilio Vaticano Primo, Sezione tre, Capitolo due, sulla Rivelazione; 1870, ex cathedra: “di conseguenza, il senso dei dogmi sacri che deve essere conservato in perpetuo è quello che nostra Santa Madre Chiesa ha presentato una volta per tutte e giammai è permesso di allontanarsene sotto il pretesto o nel nome di una comprensione più profonda.”
Papa San Gelasio I, epistola 42, o Decretum Gelasianum, 495: “La prima sede dell'apostolo Pietro è dunque la Chiesa romana che non ha né macchie né ruga né niente di simile.” [Efesini 5:27].
 
Per l’altro verso, i pochi cattolici che ne comprendono l’importanza, per avere un tale vescovo, dopo il Vaticano II, potevano sperare che venisse loro dalla Fraternità San Pio X fondata da Mons. Marcel Lefebvre, così come egli consacrò loro nel 1988 quattro vescovi per un primo mandato di supplenza. Purtroppo, però, quando si vede che le autorità di questa Fraternità hanno intrapreso lo stesso cammino modernista, dirigendosi costantemente verso le autorità romane, questa speranza si rivela vana.
(Qui ancora si fa intendere che le “autorità” sono inficiate di eresia modernista e come abbiamo visto prima, in virtù del Concilio Vaticano I, questo è impossibile in quando in materia di fede e di morale il Sommo Pontefice della Vera Chiesa Cattolica non può errare, in più si disprezza il fatto che i Gallicani della San Pio X si dirigano periodicamente dai modernisti Romani quando lo stesso Monsignor Faure ha dichiarato nella sua intervista, che vedremo dopo, che è disposto a percorrere la stessa strada)
 
E allora, questi cattolici credenti, da dove otterranno questi vescovi essenziali per la sopravvivenza della loro vera Fede? In un mondo che ogni giorno di più si accanisce contro Dio e contro la Sua Chiesa, il pericolo sembra tale che non si può più far dipendere questa sopravvivenza da un solo vescovo pienamente antimodernista. È la Santa Chiesa stessa che gli chiede di farsi affiancare da un secondo vescovo: in questo caso il Reverendo Don Jean Michel Faure.
(Che Williamson sia pienamente antimodernista non corrisponde alla verità dato che, come gli altri Vescovi della ex Fratenità San Pio X, promuove l’eresia Gallicana, quindi Monsignor Faure seguendo la loro linea si espone alla stessa eresia)
 
Con questa trasmissione del potere episcopale dell’Ordine, non si ha alcuna presunzione di trasmettere o di concedere il potere episcopale di giurisdizione, e quando Dio interverrà per salvare la Sua Chiesa, alla quale non rimane alcuna speranza umana di salvataggio, gli effetti di questa trasmissione e di questo mandato di supplenza, saranno rimessi senza indugio nelle mani di un Papa di nuovo interamente cattolico”.
(Infine ancora si afferma che nella Chiesa ci possa essere un Papa che non è completamente Cattolico, questo è assurdo è non corrisponde alla vera natura Soprannaturale della Chiesa Cattolica che ricordiamo è fondata su Pietro)
 
Per concludere questo breve commento al fantasioso ed inventato “Mandato Apostolico” della chiesa passata pur riconoscendo quella falsa Vaticanosecondista aggiungiamo che se fosse stata presa una posizione veramente Cattolica integrale rispetto agli usurpatori Conciliari dichiarandoli fasulli saremo stati d’accordo, difatti il mandato di supplenza, causa sede Vacante, avrebbe un senso chiaro e integralmente cattolico per portare le anime veramente soggette a Nostro Signore attraverso la Sua Vera Chiesa, momentaneamente priva di Pontefice. Si ha la sensazione che nel mondo Tradizionale regni una terribile confusione e divisione che porta tanti gruppuscoli più o meno numerosi a crearsi una propria chiesa personale.
Come si è letto in altri scritti di Monsignor Williamson e di altri autori si pensa che i Pontefici Conciliari sarebbero dei poveri “padri” nella fede che ad un tratto sono diventati “pazzi”, quindi non pienamente coscienti di quello che fanno, per poi passare il tempo, 50 anni, a proferire eresie di ogni specie e allo stesso tempo rimanere delle autentiche autorità della vera Chiesa Cattolica.
Ma questi presunti “Pontefici” sono veramente pazzi?

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Vediamo cosa affermava Monsignor Lefebvre di Paolo VI:
nell’agosto del 1976:
La gente mi chiede cosa penso di Papa <Paolo VI>. È un mistero incredibile. Il vero Papa è l’unità della Chiesa, ispirato dallo Spirito Santo e protetto dalla promessa di Nostro Signore a sostegno della Fede. Ma a partire dal Vaticano II, Paolo VI sta sistematicamente distruggendo la Chiesa. Nulla è risparmiato: catechismo, università, Congregazioni, seminari, scuole. Ogni cosa cattolica viene distrutta. Si cerca una soluzione.
Diverse false soluzioni possono essere scartate a priori, ad esempio, Paolo VI è prigioniero, drogato, vittima di suoi subalterni, ecc… Quando ha benedetto i Carismatici o baciato il piede del Patriarca Ortodosso, aveva una pistola puntata alla testa? Nelle udienze pubbliche, l’ho visto parlare con abilità, presenza di spirito, pertinenza e con l’intelligenza di un uomo nel pieno possesso delle sue facoltà. Il Cardinale Benelli mi ha detto che è stato il Papa stesso a scrivermi quelle lettere, che frantumano la Tradizione, che egli è pienamente informato, che sa esattamente quello che sta facendo, è la sua volontà, sono le sue decisioni. Il Cardinale ha detto che egli riferisce al Papa tutti i giorni e l’avrebbe fatto di nuovo subito dopo la nostra conversazione.
Quindi, può Paolo VI non essere un vero Papa? Questa è un’ipotesi possibile. I teologi hanno studiato il problema. Io non lo so. Non mi si faccia dire quello che non dico. Ma il problema sembra teologicamente insolubile”.

Come si evince da ciò che dice Monsignor Lefebvre l’agire di Paolo VI era pienamente cosciente quindi asserire che i vari Pontefici Vaticanosecondisti siano dei poveri “pazzi” è una falsità. Questi modernisti agiscono in piena consapevolezza di quello che fanno quindi sulle loro intenzioni non ci sta’ nessun dubbio, sono modernisti eretici, quindi inabili ad assumere un qualsiasi ufficio nella chiesa Cattolica fondata da Nostro Signore Gesù Cristo.
Infine ci stanno coloro che affermano che il Conciliabolo sia stato solo Pastorale e non Dogmatico e quindi si può liberamente contestare senza entrare in una disubbidienza fattiva tutto questo avviene a causa la negazione del Supremo Magistero Ordinario del Pontefice che è infallibile quanto quello straordinario, dichiarazioni Ex Cathedra.
Lo stesso Montini richiamava il Solenne Magistero Ordinario, dando semplicemente eco, (chiaramente a sproposito in quanto i documenti del Conciliabolo erano e sono facenti parte di una dottrina eretica), alla dottrina, dogmatica del Concilio Vaticano I, per richiamare all’ubbidienza coloro che, giustamente, contestavano i documenti del Concilio:
 
Vi è chi si domanda quale sia l’autorità, la qualificazione teologica, che il Concilio ha voluto attribuire ai suoi insegnamenti, sapendo che esso ha evitato di dare definizioni dogmatiche solenni, impegnanti l’infallibilità del magistero ecclesiastico. E la risposta è nota per chi ricorda la dichiarazione conciliare del 6 marzo 1964, ripetuta il 16 novembre 1964: dato il carattere pastorale del Concilio, esso ha evitato di pronunciare in modo straordinario dogmi dotati della nota di infallibilità; ma esso ha tuttavia munito i suoi insegnamenti dell’autorità del supremo magistero ordinario il quale magistero ordinario e così palesemente autentico deve essere accolto docilmente e sinceramente da tutti i fedeli, secondo la mente del Concilio circa la natura e gli scopi dei singoli documenti.
 
Insomma inventarsi capre e cavoli pur di vedere qualcuno vestito di bianco seduto sulla sedia Papale è un insulto all’intelligenza umana.

 
 
Per concludere questo articolo riportiamo due brevi stralci dell’intervista a Monsignor Faure prima della Sua Consacrazione a Vescovo:
 
 
Se in avvenire Lei fosse invitato a recarsi a Roma per parlare col Papa, ci andrebbe? Che ne dice?
In primo luogo consulterei tutti i nostri amici della Resistenza. Ci andrei con Mons. Williamson ed altri bravissimi sacerdoti che conducono la battaglia della Resistenza con molto coraggio. Quindi, manterrei informati tutti i nostri amici in piena trasparenza.
(In questo passaggio si dimostra che nonostante l’eresia evidente dei modernisti vaticanosecondisti si intende seguire la stessa linea che in realtà ha seguito prima Monsignor Lefebvre e poi i liberali della ex San Pio X che ha prodotto solo una scissione all’interno della stessa San Pio X in più aggiungiamo che questa affermazione smentisce cio che si afferma nel fantasioso “Mandato Romano" letto durante il rito di Consacrazione).
 
Francesco, essendo un efficace demolitore della Chiesa ed un distruttore oggettivo della Fede, è un vero Papa?
 
Secondo la mia opinione non si può dire che Francesco sia peggio di Paolo VI, che è stato quello che ha messo la Chiesa su una strada diversa dalla sua. E allora, noi dobbiamo conservare l’attitudine di Mons. Lefebvre, l’attitudine prudente che esclude il sedevacantismo. Mons. Lefebvre ha sempre rifiutato di ordinare un seminarista che fosse sedevacantista. Questa è stata la politica della Fraternità fino alla sua morte. Quindi, che non ci si dica che Monsignore ha detto così o cosà.
(Abbiamo visto dove tutta sta prudenza ha portato, (mantenere dentro la San Pio X i modernisti liberali travestiti da Sacerdoti Tradizionali e buttare fuori coloro che integralmente rifiutavano tutto ciò che proveniva dalla Roma invasa dagli apostati Vaticanosecondisti), un tremendo scisma interno e la San Pio X amministrata da coloro che oramai fremono per far parte della falsa Chiesa Conciliare)
 
In definitiva ad oggi è stato Consacrato un vero Vescovo, ma Gallicano nella prassi come gli altri quattro della ex San Pio X. Continuare a celebrare la Vera Messa Cattolica in comunione con dei Falsi Papi espone i celebranti ed i fedeli ad un Sacrilegio pratico insopportabile...
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S.E.R. Monsignor Lorenzo Gastaldi, vescovo di Saluzzo, poi Arcivescovo di Torino (1815-1883)Estratti da un discorso tenuto il 30 maggio 1870 al Concilio Vaticano

[...]Il Concilio di Firenze stabilì che il Papa è il dottore di tutta la Chiesa e di tutti i cristiani.
Dottore di errore o di verità?
Chi insegna errori è forse un dottore? Non è un dottore ma un corruttore delle menti. Al Sommo Pontefice, nel Beato Pietro, è stata data piena potestà di pascere.[...] Pascere significa dare il cibo a tutti i cristiani. Errore è forse cibo per la mente?
Mi è sempre stato chiarissimo e solare che l'errore non è cibo ma veleno della mente. La verità sola nutre e vivifica il nostro spirito, l'errore lo mortifica, lo uccide, lo annienta.[...]Potremmo mai credere a una Chiesa che da maestra, che siamo certi non possa errare, possa allontanarsi dalla verità, possa essere abbandonata da Nostro Signor Gesù Cristo?[...]
[...]Sempre affermerò che la Santa Sede in tutto quello che fa pubblicamente e solennemente, non possa mai essere accusata in nulla: tutte le sue decisioni e decreti possono essere difesi. L'Inghilterra abbandonò l'unità cattolica per tre ragioni: per il cesarismo, per il calvinismo e per la tiepidezza dei cattolici verso la Santa Sede.
Il cesarismo si mostrò già nel secolo XII come si evince dalla storia di Sant'Anselmo e di San Tommaso di Canterbury. E perciò per quel che riguarda San Tommaso di Canterbury, notate che egli ebbe contro quasi tutti i vescovi di Inghilterra che dicevano: tu sei causa dei mali, guarda le minacce che Enrico proferisce, se tutta l'Inghilterra andrà in rovina, sarà causa tua. San Tommaso resistette indomito ed il suo nome è ora tra i santi e i nomi di quei vescovi sono schiacciati dal silenzio. Quando Enrico VIII voleva ergersi contro il Sommo Pontefice, tutti i vescovi di Inghilterra piegarono il capo tranne il fortissimo
Giovanni Battista Fisher, che cadde martire. Gli altri dicevano: è necessario cedere all'opinione pubblica, eviteremo i mali, salveremo quel che possiamo. Il Calvinismo dilagò in Inghilterra al tempo di Enrico VIII che mandava nel medesimo tempo davanti al carnefice tutti quelli che non lo veneravano come PAPA.[...] Nel frattempo il calvinismo serpeggiava mentre Crammer, Arcivescovo dalla cattedra di Canterbury, vomitava per dieci lunghi anni bestemmie e ingiurie, spergiurando di celebrare la vera messa con la
transustanziazione. Dopo la morte di Enrico VIII, il calvinismo furoreggiava in Inghilterra.
Morto Edoardo VI, sotto Maria la Cattolica che usò contro i calvinisti il ferro e il fuoco, tuttavia il calvinismo non potè essere sradicato. Era infatti favorito da ELisabetta nel palazzo regio e attorno a lei si adunavano quelli che poi avrebbero preso il potere.
E quando poi al cardinal Pole, ultimo arcivescovo cattolico di Canterbury, fu riferito che Maria era morta, esclamò: Ohime! Mia Inghilterra, per la Santa Chiesa cattolica è finita in questo regno. E quindici giorni dopo la sua ascesa al trono, Elisabetta proibì l'elevazione dell'Ostia, negando la Transustanziazione. Il sacerdote non obbedì e lei lo mise in fuga e così fu proposta la legge di restaurare il calvinismo in Inghilterra. Si temeva non avesse i suffragi necessari. Che si fece? Si incarcerarono tre cattolici per alto tradimento e così poterono avere la maggioranza per intronizzare il calvinismo.
Troppo vero, troppo tragicamente vero che i cattolici di quei tempi, come consta dalle lettere di Tommaso Moro, anche lui martire e testimone della Suprema Potestà romana, non erano ben legati all'autorità apostolica. Pensavano di poter essere cattolici andando a messa, confessandosi, stando sottomessi ai loro vescovi, ma curandosi di poco o nulla della Santa Sede.
E gia da trecento anni e più un placet regio è stato imposto a tutto quel clero sotto pena di lesa maestà. Ecco perchè l'Inghilterra ha apostatato. La Santa Sede non avrebbe mai potuto approvare quel giuramento che condannava se stessa, che condannava l'immenso Gregorio VII, che condannava il primo concilio di Lione, il quarto concilio Lateranense.[...]
Questa definizione [dell'Infallibilità pontificia] nel momento stesso in cui sarà proclamata, produrrà tanto gaudio in cielo, poichè la Chiesa trionfante godrà della pace e della concordia della Chiesa militante, sua sorella.
Produrrà tanta gioia nella Chiesa militante che potrà combattere le battaglie esterne, senza dover combattere quelle interne.
In quel giorno sarà tristezza e terrore per la potestà infernale, che sempre di più sarà schiacciata sotto il piede della Beatissima Vergine

19 commenti:

  1. Purtroppo è proprio così ! Al di lè del mio entusiasmo iniziale, devo ricredermi poichè Williamson sta procedendo sulla stessa linea scismatica della fraternità che lo accoglieva.
    E questa consacrazione a che serve? Ad uno scisma interno ed a gabellare i poveri cattolici tradizionali illudendoli ancora di più ....

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  2. Non vi va bene neppure Williamson... Fra non molto non vi avrà bene neppure la vostra attuale linea. Dove andrete? Con quelli della jihad?

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  3. Vedo la solita rabbia e frustrazione sedevacantista in questo articolo!
    Ma soprattutto, veramente pensate di saperne di più del Vescovo Williamson?
    Il Vescovo Williamson è persona integra che conosce la vera fede cattolica!

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  4. Tornate da papa Francesco! Oboedientia et pax!

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  5. Non torniamo da Bergoglio pseudo-papa, non cerchiamo uno pseudo-papa sedevacantista, non accettiamo la consacrazione di Williamson perchè scismatica, non andremo nell'Isis ,non abbiamo rabbia nè frustrazione bensì tristezza; ma resteremo nella fede cattolica di sempre sentendo le messe/Sacrificio in scantinati finchè vorrà il Signore !
    A Gloria di Lui e del Suo Santo Nome !

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  6. La posizione sedevacantista (con la conseguente invalidità dei nuovi Sacramenti promulgati da Paolo VI), viene messa in dubbio (se non smentita categoricamente) dai miracoli eucaristici di Buenos Aires avvenuti negli anni '90 del XX° secolo (le Ostie furono consacrate con il rito di Paolo VI). Con quel che ho scritto, sia ben chiaro, non intendo sostenere la bontà delle riforme moderniste del Concilio Vaticano II, ma soltanto prendere atto di fatti miracolosi avvenuti nonostante la devastazione conciliare.

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  7. Interessante ! Quali sono i miracoli eucaristici degli anni 90 ? Con Bergoglio sacerdote immagino...
    Mi piacerebbe sapere e trovare il sito che ne parli.
    Strano che Bergoglio stesso non ne parli, nè si strombazzi ovunque di questi miracoli !
    Non è che siano miracoli come quelli di Medjugorje ?

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    1. Gentile Mardunolbo,

      di seguito le posterò alcuni link di articoli d'approfondimento sul caso dei miracoli eucaristici di Buenos Aires:

      - http://www.antoniosocci.com/una-clamorosa-e-sconosciuta-serie-di-miracoli-eucaristici-a-buenos-aires-con-bergoglio-vescovo/

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    2. Gentile Mardunolbo,

      di seguito le posterò alcuni link di articoli d'approfondimento sul caso dei miracoli eucaristici di Buenos Aires:

      - http://www.antoniosocci.com/una-clamorosa-e-sconosciuta-serie-di-miracoli-eucaristici-a-buenos-aires-con-bergoglio-vescovo/

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    3. http://www.uccronline.it/2013/07/03/il-miracolo-eucaristico-di-buenos-aires-e-le-analisi-scientifiche/

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    4. http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV521_Miracolo_eucaristico_Buenos-Aires.html

      Buona lettura.

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    5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. @Dan. Grazie dei preziosi riferimenti. Devo riconoscere che la cosa mi colpisce profondamente. I miracoli eucaristici sono sempre avvenuti in ragione dell'incredulità dei celebranti e dei fedeli, no? Ma in questo caso che significato dare loro? Vero è che i cosiddetti "sedevacantisti" hanno sempre sostenuto, al di là delle opinioni personali, che i nuovi riti fossero di dubbia validità, non di sicura invalidità (discorso a parte fanno, mi sia consentito, i sostenitori di certe tendenze conclaviste). Fatto cioè salvo che un rito promulgato dalla Chiesa non può essere dubbio e ingenerare l'errore, si è sempre ripetuto che rimangano sicuramente validi p. es. anche tutti i riti degli scismatici scomunicati ("in cui però Nostro Signore è condotto come in ceppi") : lì Gesù c'è, ma non per questo bisogna parteciparvi (salvo "caso di Coscienza"). Personalmente penso che qui sarebbe da vedere "chi" ha consacrato e in quali condizioni. Se però ordinazioni, consacrazioni, n.o.m., riti riformati, etc., fossero davvero tutti validi - rimanendo illeciti - ci sarebbe ancora da vedere in virtù di cosa lo sarebbero e se ciò basterebbe a riaccreditarne la frequenza, dato che in questo caso, rispetto agli Orientali, è proprio la riforma liturgica ad essere in questione. Riguardo alla ri-frequentazione dei riti riformati io, manco a dirlo, in generale mi sento di escluderla (sebbene non, per fare un esempio, in caso di necessità, per un sacerdote anziano ordinato con il rito antico che amministra la Confessione in nome della Chiesa). Ammesso insomma che il n.o.m. sia rimasto valido, c'è da vedere se lo sia davvero solo in virtù o nonostante le intenzioni e la buona coscienza dei celebranti. Io direi la prima. Grazie ancora.

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    1. Gentile johannes borgen, di niente.

      I miracoli eucaristici di Buenos Aires hanno colpito profondamente anche me. Lei domanda che significato dare a questi miracoli, la sua è una bella domanda. Proverò a dare una risposta (ovviamente la mia "risposta" è una personale interpretazione dell'accaduto) al suo quesito. Penso che Nostro Signore con i miracoli eucaristici abbia voluto manifestare e confermare la Sua Presenza Reale nelle specie consacrate per sconfessare e spazzare via tutte quelle eresie moderniste filo-protestanti, negatrici della transustanziazione e diffuse nel mondo cattolico negli ultimi 50 anni.
      I fatti miracolosi sono avvenuti dopo una consacrazione con il NOM, questo però non significa che il Novus Ordo sia un rito buono e lecito, anzi il rito in sé è illecito perché si allontana in modo impressionante dalla Tradizione Cattolica.
      È probabile che il rito di Paolo VI sia valido (nel senso che avviene la transustanziazione delle specie consacrate) perché, nonostante tutti i tentativi di alterazione dei riformatori conciliari, ha conservato gli elementi essenziali come la materia (pane di frumento e vino d'uva), la forma ("Questo è il mio Corpo", "Questo è il mio Sangue") e, in alcuni casi, anche l'intenzione cattolica del Sacerdote officiante.
      Per quanto riguarda la frequentazione o la ri-frequentazione del Novus Ordo Missae, anch'io la sconsiglio perché il rito è un ibrido inquinato, in modo particolare, da elementi protestanti.

      Se è interessato ad approfondire ulteriormente il caso dei miracoli eucaristici di Buenos Aires, le consiglio di procurarsi il libro inchiesta di Maurizio Blondet dal titolo "Un Cuore per la vita eterna. Perché il Papa e la Chiesa tacciono?" edito dalle Edizioni Effedieffe.

      Un cordiale saluto

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Grazie Dan della gentile risposta.

      Una segnalazione di un recente miracolo eucaristico che mi sembra di capire sia di parte scismatica: http://luceortodossamarcomannino.blogspot.it/2014/10/miracolo-eucaristico-in-grecia-il-caso.html.

      Per tornare ai fatti di Buenos Aires, non nascondo che in realtà ho ancora grossi dubbi sulla validità intrinseca del rito riformato. A parte la materia, il canone, come ben saprà, ha subito un rimaneggiamento sostanziale che ne ha oggettivamente risignificato il contenuto : gli aggettivi dimostrativi sono in realtà tutti al minuscolo perché introdotti dai due punti. Nell'intenzione oggettivamente restituita dal rito si tratta cioè di un semplice racconto o rievocazione narrativa : è insomma almeno l'intenzione oggettivamente espressa dal nuovo canone ad essere viziata, come poi venga interpretata dal celebrante è magari un altro conto. Mi fermerei quindi eventualmente solo a quei "alcuni casi" in cui, come anche lei dice, rimane in questione l'intenzione di un altrettanto validamente ordinato celebrante (vero è che a guardare in foto l'ancora giovane Padre Alejandro Pezet non si direbbe essere un sacerdote ordinato con il vecchio rito...).

      Comunque, a prescindere da tutto ciò, se mi è concesso muovere almeno uno e un solo dubbio sulle circostanze dell'avvenimento - alla maniera di un "advocatus diaboli", per intenderci -, l'evidenza palmare ed inconfutabile che quella particola sia stata consacrata dal sacerdote presente in realtà potrebbe risultare ancora problematica : e se fosse stata consacrata altrove e portata là? (La malizia del cuore umano è assai profonda sebbene non imperscrutabile). Non mi risulta sia mai accaduto che un miracolo eucaristico non abbia avuta la testimonianza più o meno temporalmente immediata ed estemporanea, o per così dire in "flagranza", del sacerdote consacrante. O no? Ma riconosco che sarebbe una eventualità almeno remota o molto poco probabile...

      Raccoglierò i suoi consigli bibliografici, stimo moltissimo anch'io per certi versi Maurizio Blondet, sebbene certi suoi giudizi in materia religiosa mi risultino spesso assai... rivedibili.

      Mi conceda di concludere con una preghiera : che il Signore illumini le nostre povere menti e fortifichi i nostri cuori, perché si possa discernere, compiere ed accettare sempre la sua Santa Volontà!

      Con il più cordiale augurio di una Santa Pasqua a lei e a tutti!

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    4. Auguri di una Santa Pasqua anche a lei.

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  9. I 62 motivi per cui è bene evitare di assistere alla nuova Messa di Paolo VI:

    http://www.unavox.it/Documenti/Doc0834_62_ragioni_VS_Nuova_Messa.html

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  10. I 62 motivi per cui è bene evitare di assistere alla nuova Messa di Paolo VI:

    http://www.unavox.it/Documenti/Doc0834_62_ragioni_VS_Nuova_Messa.html

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