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mercoledì 15 agosto 2012

Don...: "La Fraternità Sacerdotale San Pio X era in pace, adesso è in ebollizione. Perché? Perché il suo Superiore è stato vittima di “illusioni” che gli hanno fatto credere che conducesse una politica “sostenibile” quando invece essa era inaccettabile".

La grazia di stato

di Don… un sacerdote della Fraternità
Fonte: Unavox...


La maggior parte di coloro che hanno creduto di dover difendere la politica di Menzingen, ultimamente hanno utilizzato l'argomento dell’obbedienza al Superiore, a ragione della sua grazia di stato. Di che si tratta? Quanto vale veramente quest’argomento?

Si può non amare l’espressione «grazia di stato», ma non si potrebbe misconoscere la verità che essa esprime, perché è convinzione cristiana che ci siano sempre delle grazie accordate all’uomo per vivere in modo soprannaturale secondo le necessità della sua funzione. Ma secondo il dizionario Littré, sul significato di «grazia di stato», il linguaggio familiare ha conservato solo quello di «illusioni associate ad una condizione e che la rendono sopportabile»: Dio accorderebbe il suo aiuto per permettere all’uomo di cavarsela a buon mercato nelle difficoltà inerenti alla sua professione o alla sua missione.


Il Dictionnaire de Spiritualité, che dedica un articolo interessante a questo argomento, osserva a proposito: «se il senso ne viene caricaturato, la caricatura non è sorta senza motivo».
La recente crisi della Fraternità Sacerdotale San Pio X sta lì ad illustrarla.

La Grazia Di Stato ha per fondamento una duplice origine; una scritturale: i “carismi” di San Paolo, l’altra scolastica: la
gratia gratis data [la grazia data gratis].

In effetti, la Scrittura ci rivela l’esistenza di “carismi”: discorsi di saggezza, potenza di guarigioni, potere di operare miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, dono delle lingue, vocazione di ospedaliere, apostolo, evangelista, dottore, pastore, e così via. Il termine è impiegato anche per designare uno stato di vita permanente o una vocazione particolare nello Spirito (matrimonio, celibato).

Il carisma può definirsi come un dono gratuito, soprannaturale, conferito in vista dell’edificazione del Corpo di Cristo. Esso sostiene la fede della Chiesa, perfezionando la conoscenza del messaggio evangelico o incitando ad una più ferma adesione a questo messaggio. I carismi sono dunque destinati ad aiutare i battezzati «affinché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio» (Ef. 4, 13) e così cresciamo nella carità (Cf. Ef. 4, 16).

I carismi di San Paolo sono trattati nella teologia scolastica sotto l’etichetta di “
gratiae gratis datae” [grazie date gratis]. San Bonaventura estende la nozione ad ogni azione divina, richiamo o parola, che stimolano l’anima di un uomo in date circostanze. San Tommaso d’Aquino definisce la “gratia gratis data” come una grazia per cooperare alla salvezza altrui. Ma un po’ la volta l’attenzione dei manuali di teologia si sposta verso l’individuo a cui il dono è fatto e, in relazione al bene altrui, non si menzionerà più esplicitamente la Chiesa.
È in questo contesto che fa la sua comparsa la grazia di stato.

Ne fanno uso alcuni autori mistici, Sant’Ignazio di Loyola, Santa Teresa D’Avila, Bourdalue. Nella predicazione, la grazia di stato diventa allora la grazia che Dio dona a ciascuno per compiere cristianamente il suo dovere di stato.

Il che non è falso, ma si è lontani dal carisma. La grazia di stato è dunque ogni grazia attuale donata da Dio – lume per l’intelligenza e forza per la volontà – per aiutare il cristiano ad assumere in termini soprannaturali le funzioni e le circostanze in cui si trova.

Dopo questi sviluppi il dizionario
Dictionnaire de Spiritualité fa delle osservazioni per evitare l’uso abusivo di questa nozione:
«Occorre guardarsi dal concepire le grazie di stato come delle rivelazioni o delle illuminazioni miracolose, che verrebbero ad insegnare all’uomo ciò che non sa, o come delle forze che si sostituirebbero puramente e semplicemente alla debolezza umana, alle carenze e ai cedimenti. La grazia, in generale, giunge all'uomo seguendo solo le vie naturali. (…) non si contesta che Dio possa, se lo vuole, creare in un soggetto delle attitudini nuove per un dato compito. Tuttavia, come regola ordinaria, noi non dobbiamo contare su questo miracolo. (…)
«È ugualmente erroneo concepire le grazie di stato come dei soccorsi che verrebbero a supplire automaticamente alle insufficienze del temperamento, delle attitudini, della preparazione, come se bastasse essere incaricati di un compito per essere resi capaci di compierlo, dovendo Dio accordarci le grazie di stato compensatrici. La grazia di stato non è garanzia di infallibilità per i superiori, non è acquisizione della scienza per l’ignorante divenuto professore, e così via; essa non è una panacea. (.....)
«Bisogna disporsi verso le grazie di stato come per ogni grazia, meritarle per quanto possibile, attraverso una completa e continua docilità agli inviti dello Spirito Santo. In effetti, sarebbe un’illusione immaginare che Dio accordi le grazie di stato per così dire meccanicamente. Se Dio offre sempre le sue grazie, esse sono ricevute solo in misura delle disposizioni del soggetto.»  (Dictionnaire de Spiritualité)

Applichiamo ora queste riflessioni al caso che ora occupa la nostra attenzione: quello della FSSPX.
Il Superiore generale della FSSPX aveva, sì o no, le grazie di stato per condurre la sua politica di dialogo con la Roma conciliare, così com’è stata condotta (ricerca di un accordo puramente pratico)?

1) Innanzi tutto è evidente che, grazia di stato o no, il Superiore generale non gode dell’infallibilità. E, se grazia di stato c’è: «essa non è una panacea. (…) sarebbe un’illusione immaginare che Dio accordi le grazie di stato per così dire meccanicamente».


2) Per di più, le pressanti prese di posizione del Superiore generale, di una leggerezza stupefacente, come:


«Per il bene comune della Fraternità noi preferiremmo di gran lunga la soluzione attuale di status quo intermedio, ma chiaramente Roma non lo tollera più». (Risposta ai tre vescovi, 14 aprile 2012);
«Resta vero – secondo il diritto della Chiesa – che per aprire una nuova cappella o fondare un’opera, sarà necessario avere il permesso dell’ordinario del luogo. Evidentemente, noi abbiamo rappresentato a Roma quanto sia difficile la nostra attuale situazione nelle diocesi, e Roma ci sta ancora lavorando. Qui o là, questa difficoltà sarà reale, ma quando mai la vita è senza difficoltà? (intervista a DICI dell’8 giugno 2012);

manifestano che il Superiore generale non gode del carisma del Fondatore della FSSPX :

«Non bisogna stupirsi che non arriviamo ad intenderci con Roma. Ciò non sarà possibile fintanto che Roma non ritornerà alla fede nel regno di Nostro Signore Gesù Cristo, fintanto che darà l'impressione che tutte le religioni sono buone. Noi ci scontriamo su un punto della fede cattolica, come si sono scontrati il cardinale Bea e il cardinale Ottaviani, e come si sono scontrati tutti i papi con il liberalismo» (Conferenza a Sierre, Svizzera, 27 novembre 1988, su Fideliter n. 89, settembre 1992, p. 12).

3) Inoltre: «la grazia, in generale, giunge all'uomo seguendo solo le vie naturali». Ciò vuol dire che in generale la luce arriva al superiore attraverso il consiglio. I tre vescovi, dei superiori, dei priori, delle comunità amiche, dei fedeli, hanno scritto e parlato a Menzingen per mettere in guardia e prevenire gli effetti disastrosi della politica in corso.
Nel 2011 Mons. De Galarreta scriveva :

«Andare in direzione di un accordo pratico significherebbe rinnegare la nostra parola e il nostro impegno nei confronti dei nostri sacerdoti, dei nostri fedeli, di Roma e del mondo intero. Questo avrebbe delle conseguenze enormi ad intra et ad extra.
Dal punto di vista dottrinale, da parte di Roma non vi è alcun cambiamento, tale da giustificare il nostro. Al contrario, i colloqui hanno dimostrato che essi non accettano in niente le nostre critiche.
«Sarebbe assurdo da parte nostra andare in direzione di un accordo pratico, dopo il risultato e le constatazioni dei colloqui. (…) Un tale comportamento manifesterebbe una grave debolezza diplomatica da parte della Fraternità. A dire il vero: più che diplomatica. Sarebbe una mancanza di coerenza, di dirittura e di fermezza che avrebbe come effetto la perdita della credibilità e dell’autorità morale di cui godiamo.
«Il semplice fatto di impegnarci su questa strada, genererebbe tra noi il dubbio, dispute, sfiducie, partiti e soprattutto divisioni. Molti dei Superiori e dei sacerdoti avrebbero legittimi problemi di coscienza e vi si opporrebbero. L’autorità e lo stesso principio di autorità sarebbero posti in questione, minati. (…) Di conseguenza, non è il momento di cambiare la decisione del Capitolo del  2006 (nessun accordo pratico senza la soluzione della questione dottrinale), non è corretto né prudente lanciarsi a preparare gli spiriti in senso contrario prima che tra noi vi sia la convinzione, il consenso e la decisione di cambiare. (…) Il contrario provocherebbe solo la divisione e per reazione i battibecchi e l’anarchia.
«Per il bene della Fraternità e della Tradizione, bisogna richiudere al più presto il “vaso di Pandora”, per evitare il discredito e la demolizione dell’autorità, per evitare le contestazioni, le discordie e le divisioni, forse senza ritorno.» (Intervento alla riunione dei Superiori ad Albano, 14 settembre 2011).
La reazione di Menzingen fu emotiva, irrazionale e dialettica: «voi mancate di fede, di realismo, voi siete dei rivoluzionari, obbedienza, grazia del superiore, il papa ci vuole, i nostri nuovi amici di Roma ...»
Nel marzo 2012, in Cor Unum, Mons. Fellay motivava la decisione di andare avanti con Roma fino ad un accordo pratico nonostante il fatto che non si fosse d’accordo su nulla. Egli distruggeva con un sofisma le volontà del Capitolo del 2006.
Il risultato fu immediato. Nello spazio di qualche settimana tutto quello che Mons. de Galarreta aveva scritto si avverò. Lui aveva realmente avuto un carisma per difendere la fede dei battezzati, mentre l’altro non riusciva a uscire dalle sue “illusioni associate ad una condizione e che la rendono sopportabile”. Tutto era stato stradetto, ma il superiore non volle ascoltare nulla. Perché ascoltare non è sentire e poi disprezzare, ma comprendere, argomentare e se del caso confutare con un pensiero oggettivo e non con affermazioni gratuite e intrise di volontarismo e di idealismo.

4) Infine e soprattutto, il Superiore generale deve “disporsi alla grazie di stato” . Raul Naz, nel suo
Traité de droit canonique, scrive : 
«Il capitolo è (…) una persona morale rappresentante tutto l'Istituto (capitolo generale) o una provincia o una comunità. Eccetto che in alcuni ordini molto antichi, il capitolo generale ha più poteri del superiore generale che esso elegge. Esso può emanare delle leggi o quantomeno prendere dei provvedimenti che devono restare in vigore fino al capitolo successivo. Il capitolo generale si riunisce, secondo le costituzioni, alla morte del superiore generale o allo scadere dei suoi poteri, ad esempio dopo sei anni, o ancora, in certi casi, ad una data straordinaria. » (T 1, n° 816 § 1)
Ora la volontà del Capitolo generale del 2006, a proposito delle relazioni con Roma, era duplice: «Nel caso in cui un accordo con la Santa Sede fosse seriamente in vista, sarà convocato un Capitolo straordinario per trattare la questione» (Cor Unum ottobre 2006). «Infatti, i contatti che essa [FSSPX] mantiene sporadicamente con le autorità romane hanno per unico scopo di aiutarle a riappropriarsi della Tradizione che la Chiesa non può perdere senza rinnegare la propria identità, e non la ricerca di un vantaggio per se stessa, o di giungere ad un impossibile “accordo” puramente pratico.» (Dichiarazione del Capitolo generale, 16 luglio 2006).

Ora su questi due punti il Superiore generale ha contraddetto pubblicamente le volontà del Capitolo. Egli ha cercato di realizzare un accordo puramente pratico e non ha convocato per questo un Capitolo generale straordinario, né ha detto che il Capitolo amministrativo previsto da lunga data ne avrebbe tenuto vece.

Un Superiore generale che contraddice apertamente le volontà del Capitolo della sua Congregazione può ancora invocare la grazia di stato?
Mancare gravemente ai doveri della sua carica, è questo il modo migliore di “disporsi verso le grazie di stato” e di meritarle “attraverso una completa e continua docilità agli inviti dello Spirito Santo.”?
Come avere fiducia in un Superiore generale che disprezza le volontà del Capitolo della sua Congregazione?
Se il Capitolo del 2012 non rinnega quello del 2006, esso non potrà fare a meno di biasimare un tale Superiore, e potrebbe perfino destituirlo molto legittimamente e canonicamente.

Ad ogni modo, queste osservazioni dimostrano a sufficienza l’inanità dell’argomento della grazia di stato per giustificare la politica di Menzingen.


La Fraternità Sacerdotale San Pio X era in pace, adesso è in ebollizione. Perché? Perché il suo Superiore è stato vittima di “illusioni” che gli hanno fatto credere che conducesse una politica “sostenibile” quando invece essa era inaccettabile.

La posizione della Fraternità Sacerdotale San Pio X è chiara: l’“accordo” puramente pratico è impossibile.

Overe Beatanox

29 commenti:

  1. Ubi maior, minor cessat.

    Se la grazia di stato la dà Dio,
    se crediamo che Egli abbia scelto il papa come timoniere e guida della fede della Chiesa,
    mi chiedo
    come possa essere efficace un presunto "carisma"
    che non si sottometta alla parola definitiva del vicario di Cristo,
    oppure,
    non si ritiene che
    Benedetto XVI lo sia!
    Non vedo alternative.
    Tenco

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    Risposte
    1. Le alternative ci sono eccome!
      Il Papa, quando è eletto correttamente ed è quindi valido, riceve da Dio la Grazia di Stato per fare il suo Ministero santamente e condurre il gregge di Dio a salvezza eterna.
      Ma se il Papa, pur essendo validamente tale, non custodisce il gregge affidatogli, non garantisce l'insegnamento integrale del suo Signore, ma conduce la Chiesa su altre strade fuori dall'ortodossia cattolica, pecca gravemente e perde la Grazia di Stato, perchè la rifiuta liberamente, agendo perciò non più sospinto dallo Spirito Santo, ma dalla sua semplice natura umana, fallibilissima.

      Se si pente e ritratta i suoi errori, riacquista la Grazia di Stato, torna in grazia di Dio, ri-ottiene lo Spirito Santo e solo allora può "confermare i suoi fratelli", come disse Gesù a Pietro. Ora purtroppo questa non è la condizione dell'attuale Pontefice, il quale continua imperterrito a predicare solo e soltanto "il Concilio Vaticano II", ricettacolo di tutte le eresie moderniste, e quindi già condannato da tutti i Papi precedenti.

      In una simile situazione chiunque non si sottometta a questo andamento ecclesiastico, fa atto meritorio davanti a Dio (anche se purtroppo deve opporsi non ad uno qualunque ma al Papa in persona, come a suo tempo fu costretto a fare Sant'Atanasio contro Papa Liberio), difendendo la propria anima dalle eresie che minano la propria salvezza eterna e quella di tante anime.

      Qui non si tratta di avere nessun "carisma" particolare, ma solamente quello del Sacramento della Cresima, quello di soldato di Cristo, difensore della Fede cattolica, anche contro un papa, se necessario per custodire integro l'insegnamento del Vangelo.

      Quindi si può disobbedire santamente ad un papa valido, ma che abbia deragliato su dottrine non cattoliche. Perchè l'importante non è la fedeltà a Pietro (se costui non è fedele alla Chiesa di sempre) ma è importante la fedeltà a Cristo.

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  2. "La Fraternità Sacerdotale San Pio X era in pace, adesso è in ebollizione"
    Come poteva essere in pace se in rotta con il Pontefice?
    Strana coscienza! Strana pace!
    Padre Pio si sottometteva ai superiori
    -perchè aveva fede sufficiente da credere che Dio potesse attuare la Sua volontà ANCHE senza di lui
    -perchè sapeva che rimanere in grazia era la scelta migliore che potesse fare per la sua santità e per quella delle persone che erano a lui affidate.
    Certo, era in pace con Dio, ma non in situazione pacifica, come mi sembra di ritenere che la Fraternità, invece, desideri tornare!

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    1. Non credo al sabotaggio, ho piena fiducia nella congregazione per la fede, del resto qualche settimana fa un comunicato di padre Federico Lombardi dichiarava su tale questione che vi sono stati incoraggianti passi in avanti, fra la chiesa di Roma e la Fraternità San Pio X, quindi io che sono guelfo, quindi pro Papa per tutta la vita, penso che vi sia alcun sabotaggio, credo vi siano alcune questioni spinose da risolvere come si sta facendo per portare il dialogo di riconciliazione fra la chiesa di Roma e la Fraternità San Pio X.

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    2. "Come poteva essere in pace se in rotta con il Pontefice?"

      Già risposto sopra.

      Inoltre va precisato che PADRE PIO si sottometteva ai superiori quando si trattava di sopportare persecuzioni sulla propria persona, quando cioè gli errori della Gerarchia danneggavano non la Fede ma la sua stessa persona. Allora Padre Pio "saliva sulla croce" e sopportava tutto in sulenzio e in obbedienza.

      Non così invece quando riguardava la Fede, infatti chiese esplicitamente il permesso di continuare a celebrare la Messa Antica, perchè lui diceva: "Dio Padre non è contento della nuova Messa", e questo permesso, per Grazia e Provvidenza divina, gli fu accordato. (Infatti Paolo VI dispose che i Sacerdoti anziani o malati potessero continuare, se lo desideravano, a celebrare con il vecchio rito, senza cambiare le loro abitudini. In un certo senso egli lasciò "ai poveri vecchietti rimbambiti" la possibilità di non sforzare la loro "povera mente anziana" per imparare un nuovo messale rivoluzionato.)

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    3. Dove c'è il demonio c'è confusione.
      Alberto

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    4. Certo Alberto,
      dove c'è il demonio c'è confusione...e non è difficile che questo si realizzi in ogni ambito, anche all'interno della Chiesa. Per esempio, quando in una fraternità si abbandona la linea del Fondatore per entrare in affari con la finanza ebraica, quella di stampo sionista, quindi massonico, e quando un Superiore chiama un sionista ebreo (che si fa passare per cattolico tradizionalista)a diventare suo socio nell'amministrazione dei beni della Fraternità, diventando di fatto schiavo dei sionisti che sono dietro a tutto il sistema della finanza ebraica, è chiaro che i suoi sottoposti vadano come minimo in confusione, vedendo un rovesciamento del comportamento del loro superiore, che va dicendo il contrario di quello che affermava pochi anni prima...

      Ma attenzione: il demonio non è presente in chi si trova confuso, a causa dell'incoerenza che riscontra nel superiore, bensì si trova nella causa della confusione,cioè nel rovesciamento di comportamento attuato dal superiore, che ha abbandonato la linea cattolica precedente, tradendola clamorosamente, per sottomettersi ai nemici di Cristo e della Chiesa, con le conseguenze che stiamo vedendo.

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  3. L'unica soluzione per ritrovare l'unità della Fraternità era far si che Mons Fellay, durante il capitolo fosse deposto, questo non è avvenuto, anzi finito l'evento monco del suo rappresentante più " carismatico "...la maggior parte dei Sacerdoti contrari comunque a questa disastrosa politica si sono auto-censurati, appiattiti dietro una pseudo unità ancora tutta da verificare...
    Che in questo giorno di festa la Madonna ci assista nel mantenere sempre e nonostante tutto la retta via per la nostra salvezza ( unico vero fine al quale dobbiamo sempre mirare )
    CZC

    RispondiElimina
  4. Se il Santo Padre in persona ha scritto di sua mano la richiesta di accettazione del concilio vat II a prescindere dalle interpretazioni, le strade per voi sono solo due:
    -SI' ed essere nella chiesa cattolica sotto Pietro a conferma della fede,
    -NO ed essere un'altra delle tante chiese, con una fede discussa e votata democraticamente a maggioranza, che è il punto d'arrivo dei modernisti.
    Siete sicuri che tra di voi non ci sia qualche massone che stia cercando di impedire l'unità della Chiesa?
    Tenco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è un commento demenziale.
      Primo, perchè sono due anni che metiamo articoli sul Vat. II per dimostrare la matrice massonica e modernista di questo concilio, quindi che un papa totalmente modernista, come quello attuale, pretenda l'accettazione di un concilio modernista, oltre ad essere una cosa tragicamente ovvia, è inaccettabile per un vero cattolico, e non è neanche da prendere in considerazione.

      Secondo perchè chi accetta la pretesa di un papa modernista e si sottomette al suo modernismo, non è certo un cattolico, ma uno che si sottomette al modernismo.

      Terzo perchè chi rifiuta il modernismo del concilio e dell'attuale papa, è autenticamente cattolico, quindi non sta in nessuna chiesa "delle tante" ma nell'unica chiesa cattolica, apostolica, romana.

      Quarto perchè stando nell'unica chiesa fondata da nostro Signore, la fede professata non è discussa da nessuno perchè è quella di duemila anni di storia cattolica e non ha bisogno di essere votata "democraticamente" da nessuno, perchè è la fede del magistero di sempre che si basa sulla dottrina degli Apostoli.

      Quinto perchè evidentemente la cattolicità integrale non ha nessun punto in comune coi modernisti.

      Sesto perchè l'unità nella Chiesa dipende dalla unità della dottrina. Se questa unità dottrinale non esiste è unitile che si finga una unità falsa che è solo una presa in giro, un teatrino buono da far digerire agli ipocriti, che accettano messe in scena del genere.

      Settimo, infine, non esistendo nessuna unità da impedire, perchè non esiste unità dottrinale, cerchiamo per favore di non inventarci idiozie di presunti "massoni" in questo blog, che detesta e denuncia la massoneria dal primo giorno che è stato aperto.

      Tenco, non sprecherò altro tempo a rispondere a simili demenzialità, se non vuole in furuto essere censurato come disturbatore, sia serio e faccia commenti concreti.

      Elimina
    2. Sai solo offendere chi la pensa diversamente, sei piena di bile. Poverina.

      Elimina
    3. Ma quale bile? Ma quale "offendere"?
      Le tue frasi sono piene di contraddizioni e di assunti sbagliati in partenza, ed io l'ho dimostrato. Se non consideri giusto quello che ho replicato, argomenta dove sarebbero gli errori.

      Perchè, caro Tenco, anche questa storia che "ognuno la pensa diversamente", cioè come più gli aggrada, è molto pericolosa, perchè presuppone che non esista una Verità unica per tutti, che è invece il succo dell'annuncio di Nostro Signore, il Quale è venuto proprio a darci una Verità unica per tutti e buona per la salvezza eterna, che va ricercata con buona volontà, anche in un blog cattolico, come questo cerca di essere.

      Passare il messaggio che ognuno possa pensarla come gli pare, equivale a predicare il relativismo, che - guarda caso - è figlio diretto del modernismo. Con questo specifico che non sto affermando che tu la debba pensare COME ME, ma COME INSEGNA LA DOTTRINA CATTOLICA.

      Spero che si possa essere tutti d'accordo almeno sul fatto che tutti dovremmo pensare secondo l'insegnamento della Chiesa, che coincide col pensiero del Pontefice SOLO quando il Pontefice rimane fedele alla dottrina della Chiesa (cioè a Cristo)di cui lui è il GARANTE ed il CUSTODE, non l'interprete libero, non il rinnovatore, non il rielaboratore a seconda delle mode di pensiero che si succedono lungo i secoli.

      Elimina
  5. Visto che riportate le visioni della beata Emmerich, quindi suppongo che le ritienate crediili, ricordo questo passo
    ""Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema.
    Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa
    e li mantenga in vigore
    anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano".
    Tenco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Interessante questa visione della Emmerick, Tenco, davvero interessante .. ma non mi meraviglia visto che il Santo Padre è Cristo sulla terra!

      Elimina
    2. La Emmerick era una povera psicotica, in Germania la portarono come esempio di personalità scissa al convegno "Psicopatologia e religione" nel 2008.
      Giorgio

      Elimina
    3. MA STAI ZITTO, PEZZO DI MISCREDENTE!
      Adesso, per sminuire le profezie dei servi che Dio si sceglie, ci inventiamo di tirare fuori le tesi squinternate degli schiavi della Scienza razionalistica e laicista, quella che viene totalmente snaturata dalla sua essenza fondamentale, perchè viene staccata dalla sua Sorgente che è Dio-Spirito Santo, autore di ogni scienza!

      La psichiatria moderna, poi, che si rifà o al massone Freud, che è morto pazzo, o al suo discepolo cabalista Yung, di questo andazzo porta la bandiera! Non sai che la caduta da cavallo di San Paolo, con conseguente conversione a Cristo Signore, da questa gente viene definita come autosuggestione, una patologia mentale che loro chiamano "il complesso paolino"?? Cerchiamo di essere seri, per favore, e di non scadere nel ridicolo.

      Elimina
    4. Non hai nessun titolo per criticare la psichiatria, psicologia e psicoanalisi. Sono scienze riconosciute a livello mondiale e non sono superstizioni come le tue che possono indebolirle, ma, se ti fa piacere, continua a latrare come una cagna nel deserto.

      Elimina
  6. Albino Mettifogo16 agosto 2012 15:49

    Interessante anche l 'ultimo commento del signor Tenco.
    Detto in altri termini, ciò significa che Giovanni XXIII, Paolo VI, e tutti gli altri vescovi e sacerdoti artefici dell' apertura della Chiesa al comunismo sono "ipso facto" degli scomunicati per effetto stesso delle scelte da loro operate.
    Non dimentichiamo che Pio XII aveva emanato una bolla di scomunica immediata per qualunque cattolico avesse collaborato con i comunisti, bolla che non è mai stata revocata.
    Lascio ai frequentatori del blog il compito di trarre le conclusioni in proposito. Mi meraviglia però come si possa tirare fuori, con tale leggerezza, la visione di una santa per dimostrare una tesi, dato che il buon senso porta direttamente a concludere che se i membri della Fraternità San Pio X sono scomunicati, ancor di più lo sono coloro che hanno promosso e indetto il Concilio Vaticano II.
    Nulla da dire sulla visione in sè, ma sarebbe opportuno fermarsi un attimo a riflettere su chi siano in realtà questi "ecclesiastici scomunicati che non sembrano curarsene". Sinceramente non credo proprio che la Emmerich si riferisse alla San Pio X, ma sia chiaro che questa è solo la mia opinione.
    Albino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bravissimo Albino!
      Hai messo il dito nella piaga, come si dice, ma ovviamente Tenco non raccoglierà la tua logicissima osservazione, ignorerà l'evidenza schiacciante di quello che dici - perchè lui "la pensa in un altro modo" - non replicherà nulla, come è d'abitudine per i modernisti quando vengono smascherati, e cambierà discorso...

      Elimina
  7. Per a.rita
    Si dimostra, dunque, che P Pio ubbidiva al papa e che OTTENNE IL PERMESSO da Paolo VI!
    Da oggi in poi per essere cattolico non farò più riferimento al papa ma a a.rita? MA FATEMI IL PIACERE!!!
    Si dice, poi
    “l'insegnamento della Chiesa, che coincide col pensiero del Pontefice SOLO quando il Pontefice rimane fedele alla dottrina della Chiesa (cioè a Cristo)di cui lui è il GARANTE “ E dove è scritto? L'avete sognato questa notte?

    Allora, adesso due cose:
    o nominare l’antipapa
    o fare a meno del pontefice e seguire la vostra fraternità, quindi essere protestanti!

    Per ragioni di coscienza io seguo il Santo Padre (in arte Benedetto XVI, come leggo scritto nel sito!!!) sapendo che Cristo in Persona supplirà alle deficienze del suo vicario.

    Ad Albino Mettifogo
    Le scomuniche le dà il papa e si danno al papa?
    Quale modernismo!
    Proprio vero che gli opposti si attraggono! Arrivate, modernisti e tradizionalisti, allo STESSO punto: eretici e speculari!

    Per quanto riguarda la visione della Emmerich, a cui faccio riferimento proprio perchè evidenziata nel sito,
    la frase che deve far pensare è
    "Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa
    e li mantenga in vigore
    anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano".
    Se non fosse Dio a sostenere e ad aiutare il papa, quale uomo potrebbe prendere un onere simile?
    La mia fede è nelle Promesse di Cristo!
    Tenco


    RispondiElimina
  8. Albino Mettifogo17 agosto 2012 22:08

    Signor Tenco,
    le rispondo solo per un cristiano senso di carità, perchè le sue insinuazioni meriterebbero di essere censurate immediatamente, dato che il mio intento era solo di invitare a riflettere sul senso da dare alle visioni.
    Parto proprio dalla citazione da lei fatta e cercherò di chiarire meglio il concetto (quantunque non ne veda la necessità, dato che basta non essere prevenuti e avere un briciolo di senso critico per capirlo!):

    "Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, ESSI VENGONO SCOMUNICATI QUANDO COOPERANO CON IMPRESE, ENTRANO IN ASSOCIAZIONI E ABBRACCIANO OPINIONI SU CUI E' STATO LANCIATO UN ANATEMA".

    Se Pio XII emana una bolla di scomunica per chiunque collabori o aderisca sia pure lontanamente al comunismo e, immediatamente dopo la sua morte, i suoi successori lo fanno tranquillamente senza curarsi per nulla della scomunica (tuttora in vigore, peraltro!), come li devo considerare? Sono scomunicati di fatto oppure no?

    E dove sta scritto che un papa non può essere scomunicato? La scomunica dunque colpisce tutti i cattolici ma non può colpire il papa che è, per definizione, il custode della Fede cattolica? Se l'è sognato anche lei di notte, questo? Mi citi la fonte da dove ha tratto questa certezza. Sarebbe un bell' argomento di discussione per il blog!

    Comunque il mio intento non era certo di definire scomunicati Giovanni XXIII e Paolo VI, nè tantomeno Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Non mi sembrava ci volesse molto per capirlo, ma evidentemente i tradizionalisti non sono i soli prevenuti all' interno della Chiesa Cattolica. Lei signor Tenco ne è stato una chiara dimostrazione in tutti i suoi interventi in questa discussione!. E quanto all' accusa che mi ha rivolto di essere eretico...non perdo nemmeno tempo a replicare, si commenta da sola!

    Aggiungo solo una postilla: il fatto stesso che a cinquant' anni di distanza il Concilio Vaticano II continui a generare dissensi, dubbi interpretativi, dispute, persino scomuniche e minacce di scisma all' interno della Chiesa Cattolica è, a mio avviso, la miglior prova della sua malvagità. Se non fosse stato per il Concilio Vaticano II io, lei, Annarita, Gianluca (scusate se vi cito) e tutti gli altri frequentatori di questo blog non saremmo qui a discutere e a scambiarci reciproche accuse di eresia e apostasia. La FSSPX non sarebbe mai nata e la Chiesa Cattolica sarebbe una e integra come lo è sempre stata. Un albero si riconosce dai suoi frutti! Quali prove le servono ancora, signor Tenco, per comprendere che l' albero del concilio porta indelebilmente impresso il marchio di satana, omicida e divisore fin dal principio?
    A proposito: anche la mia fede, come quella di tutti qui, è nelle Promesse di Cristo!
    Tanto le dovevo per risposta!
    Albino


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  9. Albino Mettifogo17 agosto 2012 22:42

    Carissimi Gialuca e Annarita, avevo inviato una mail di risposta al signor Tenco, ma vedo che non è stata pubblicata. Spero che vi sia arrivata comunque e la possiate caricare, anche perchè è piuttosto lunga e non mi va di riscriverla.
    In ogni caso avete tutta la mia personale solidarietà per quanto vi costa, in termini di persecuzione, il mantenere aperto questo sito.
    Evidentemente state dando fastidio a parecchia gente. Se così non fosse non ci sarebbero così tanti interventi di gente più o meno anonima fatti al solo scopo di mettervi in cattiva luce, anche dal punto di vista personale.
    Dio ve ne renderà merito.
    L' unico appunto che mi sento di farvi è di cercare di essere meno sanguigni quando replicate alle accuse che vi vengono rivolte (soprattuto Annarita), pur rendendomi conto che di fronte alle calunnie è difficile mantenere la calma.
    Un abbraccio.
    Albino

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    1. Grazie, Albino,
      per la tua lealtà e sincerità. La tua risposta a Tenco era finita nella pagina interna degli spam....
      Quanto alle mie risposte... "sanguigne" rivolte a certa gente, non credo che cambierò tono, avendone individuato l'identità: nonostante i continui camuffamenti dietro ad innumerevoli nick, ogni volta che con un account viene censurato, se ne inventa un altro ricominciando da capo con le sue deliranti filippiche.
      Cambiano gli accounts di questa persona, ma le banalità che scrive son sempre le stesse. Detto ciò, annuncio che anche l'ennesimo account "TENCO" verrà presto censurato.

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  10. In sintesi, ricordo che
    - Cristo non ci ha dato un libro di norme o di dogmi, ma Pietro con gli apostoli e che in essi è l'unità;
    - che per i nati dopo il 1970 il Conc Vat II è tradizione;
    - che oggi si usano termini tipo "cattolico integrale" "umanità del Cristo integrale" "cattolici tradizionalisti" "cattolici adulti" ecc. che è un altro modo per dirsi "non cattolici", perchè si cerca di distinguersi dal cattolicesimo (una volta si chiamavano protestanti)
    - se S Francesco avesse riparato la Chiesa non sottomettendosi al papa sarebbe stato un eretico come tanti,
    - che la Fraternità è un’opera nata per i bisogni della Chiesa e che se vuol vivere di luce propria diventa una setta.
    Saluto
    In Cristo Gesù
    Tenco

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  11. Albino Mettifogo19 agosto 2012 19:03

    Signor Tenco,

    questo è un tipo di risposta che mi piace: corretto, civile, aperto al confronto.
    Quindi, altrettanto civilmente, le rispondo.
    Premetto che non faccio parte della FSSPX, pur condividendone le opinioni sul Concilio e sullo stato attuale della Chiesa. Le condivido perchè certe cose le ho viste con i miei occhi e le ho sperimentate sulla mia pelle.
    Non mi ritengo quindi né tradizionalista, né modernista, né integrale, né adulto, ma semplicemente cattolico.
    Sono d' accordissimo con lei che Cristo ci ha dato Pietro e gli Apostoli e che in essi è l' unità: infatti, qui nessuno è sedevacantista.
    Ciò detto mi permetta di fare alcune osservazioni sui punti da lei citati: se è vero che S. Francesco si è sottomesso al papa, è altrettanto vero che Innocenzo III, pur con tutti i suoi difetti, non ha mai promosso eresie, né ha compiuto atti di apostasia. Ha sempre difeso l' integrità della Fede cattolica come qualunque vero papa farebbe.
    Ciò non si può dire (ahimé) per i papi attuali. Di fronte ad atti come quelli compiuti da Benedetto XVI, di andare (per esempio) in Germania a riabilitare di fatto Martin Lutero, oppure di promuovere un raduno panteistico ad Assisi fra tutte le persone di “buona volontà” (molto massonico, come concetto...) per pregare per la pace nel mondo, un cattolico non può non tacere, anche se questi gesti sono compiuti dal papa.
    E questo perchè non solo la tradizione, ma il Vangelo stesso, ci insegnano diversamente.
    Se il primo dei comandamenti recita espressamente “Non avrai altro Dio di fronte a me”, e il papa (il papa!) raduna persone per pregare ciascuno il proprio dio per la pace, invece di ribadire che l' unico vero Dio è Cristo Gesù e che tutti gli altri “sono demoni”(come direbbe San Paolo), e che l' unica vera pace è quella che ci dona Cristo Gesù (Vangelo di Giovanni), cosa ne deve pensare un cattolico? Non ha forse il papa abiurato pubblicamente la Fede cattolica con quel gesto?
    E che dire di Martin Lutero, che ha spaccato la Chiesa e, con le sue eresie, ha trascinato con sé molte anime all' inferno?
    Eppure la Chiesa Cattolica, nonostante tutto questo scempio, sostiene nel Concilio che le chiese protestanti sono “in una certa qual misura, anche se imperfetta, in comunione con Cristo” (sic!), sbugiardando quindi apertamente quanto dice Nostro Signore, quando afferma: “Chi non è con Me, è contro di Me, e chi è contro di Me è contro Colui che mi ha mandato”.
    Addirittura il Concilio arriva ad affermare che anche nelle altre religioni esiste un fondo di verità a cui bisogna attingere, distruggendo così di fatto il valore salvifico della croce di Cristo, che è l' unica vera Via, Verità e Vita.
    Mi fermo qui, ma potrei fare decine di altri esempi. Il punto che mi preme sottolineare è questo: non metto affatto in dubbio che i papi post-concilio siano veri papi, canonicamente eletti. Ma, mi chiedo, stanno ancora insegnando la dottrina cattolica trasmessaci da San Pietro, San Paolo e tutti gli Apostoli? I fatti dicono di no.
    Quanto al considerare che potrebbero essere tutti scomunicati di fatto, a partire da Roncalli, è un interrogativo su cui non mi azzardo a rispondere, perchè non era mai accaduto prima nella storia della Chiesa che venissero eletti al soglio di Pietro individui la cui integrità di Fede fosse così profondamente minata, e che solo cent' anni fa non sarebbero mai diventati papi. Lascio a Dio il compito di deciderlo, Lui che certamente conosce meglio di noi il cuore dei suoi Vicari. Il dubbio però rimane.
    Cordialmente,
    Albino

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  12. Premetto che anch’io condivido le critiche che la Fraternità fa sul concilio Vat II, anzi aggiungo che a causa dello spirito che reputavo massonico in chi conduceva la chiesa di Milano, sono stato pellegrino e ho avvicinato movimenti vari senza aderirvi, ma attingendo alla loro fonte per i sacramenti e per le catechesi.
    In questa situazione di disagio e di ripugnanza spirituale mi sono abituato a seguire le catechesi del mercoledì del papa e le sue encicliche (miracolo della tecnologia!): così ho sentito nel mio cuore riaccendersi il fuoco dell’adesione a Cristo
    Con il card Scola mi sono sentito nella cattolicità e sono tornato nella parrocchia.

    Non tollero che si parli con negatività del Magistero papale,
    apponendo a scusa il bene della Chiesa
    a meno che lo facciano studiosi e critici per motivi storici.

    Cristo ha messo il suo vicario direttamente sotto di Sé,
    se io lo giudico, vuol dire che sono sopra il papa,
    perché chi giudica è superiore al giudicato;
    La promessa di Cristo è in lui
    E io seguo lui.

    Il papato è importante non solo per l’unità, per la guida nella fede,
    ma, soprattutto per affrontare le sfide della storia umana,
    la lotta tra la chiesa e Satana,
    e le indicazioni dei papi mi aiutano a orientarmi e a combattere nel MOMENTO STORICO ATTUALE
    gli errori caratteristici del nostro tempo.
    Leggere e meditare le encicliche dei momenti storici dei nostri avi, bene,
    ma io OGGI DEVO leggere, meditare e cercare di vivere quelle di Benedetto XVI
    per vincere le sfide tipiche della storia di oggi.
    Avrei altro da scrivere, ma mi fermo qui per evitare di annoiare.
    Tenco
    Soltanto cattolico

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  13. "Non tollero che si parli con negatività del Magistero papale,apponendo a scusa il bene della Chiesa a meno che lo facciano studiosi e critici per motivi storici. "

    Questo è esattamente quello che cerchiamo di fare in questo blog: non mettiamo certo cose dette da noi, né ci siamo mai inventati niente, ma pubblichiamo sempre documenti e studi di teologi, critici, storici, e comunque sempre di addetti ai lavori. Oltre che naturalmente encicliche, bolle papali, dichiarazioni pontificie e molti documenti del Magistero infallibile e della tradizione, SEMPRE VALIDA, della Chiesa Cattolica Romana.

    "Cristo ha messo il suo vicario direttamente sotto di Sé, se io lo giudico, vuol dire che sono sopra il papa,perché chi giudica è superiore al giudicato;
    La promessa di Cristo è in lui E io seguo lui."

    Dici bene: Cristo ha messo il suo Vicario sotto di Se', e non sopra. Ora non è colpa nostra se gli ultimi 5 papi si sono messi sopra Gesù Cristo, rovesciando quello che Lui ha insegnato, e quello che la Chiesa ha predicato per diciotto secoli, ed hanno cominciato a dire tutto il contrario.

    Questo chiunque abbia ricevuto l'unzione battesimale e quella crismale della confermazione nello Spirito Santo, è in grado di distinguerlo, se ci mette buona volontà ed obiettività mentale.
    E non si tratta di mettersi sopra al Vicario, ma di restare fedeli alla dottrina di Cristo, obbedendo a San paolo che raccomandava: "se anche un angelo dal Cielo, venisse a predicarvi un Vangelo diverso da quello che avete ricevuto, SIA ANATEMA!"

    Inoltre ricordiamoci che le promesse di Cristo non sono per "Pietro", sul quale ha detto che avrebbe "fondato" la Chiesa (e lo ha fatto), ma sulla Chiesa stessa, quando ha promesso che "le porte degli inferi" non avrebbero prevalso su di Essa.

    Quanto a Pietro, invece, ha fatto ben capire che si sarebbe smarrito molte volte nei secoli, e che "ogni volta che si sarebbe ravveduto" avrebbe dovuto "confermare nella fede i suoi fratelli".

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  14. <<<
    "Leggere e meditare le encicliche dei momenti storici dei nostri avi, bene,
    ma io OGGI DEVO leggere, meditare e cercare di vivere quelle di Benedetto XVI
    per vincere le sfide tipiche della storia di oggi."

    In verità, Tenco, tu hai un concetto di Magistero pontificio totalmente modernista. Non è colpa tua, è quello che hai respirato dagli attuali insegnamenti della Chiesa, che non sono cattolici.
    Le encicliche dei papi, riflettono e proclamano delle verità eterne, che come tali non sono soggette a cambiamenti nel corso del tempo, e sono SEMPRE VALIDE, per ogni tempo, proprio perchè si rifanno alla parola di Dio che è eterna e che non passa mai.
    Quindi non è che il cristiano debba seguire solo i documenti del papa del suo tempo, come se quelli precedenti dicesse cose NON ADATTE al tempo successivo. Questa è una cosa irreale, perchè la dottrina cattolica vale per tutti i secoli, e non passa di moda. E quello che insegnava Papa Pio IX (Magistero pontificio), o San Francesco di Assisi (Tradizione dei Santi) che è vissuto nel Medioevo, sono cose attualissime, anzi oggi lo sono più che mai, ed il cristiano ha il dovere di applicarle proprio oggi, perchè fanno parte della Dottrina Cattolica, che non muta col mutare dei tempi, ma è eterna e uguale a se stessa.

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  15. Non voglio mettermi in polemiche
    perchè ho espresso già come ritengo che sia giusto.

    In questo scorcio storico
    in cui io vivo
    ho Pietro
    che mi dà indicazioni
    con le sue encicliche
    per combattere la lotta tra la Chiesa e il dragone
    nell'oggi e per vincere
    con Cristo,
    le nuove sfide.
    Certo, il premio è la vita eterna,
    perchè ci sarà in questa lotta
    chi dovrà essere imprigionato,
    chi dovrà morire.
    L'Apocalisse è il vero libro di Storia
    perchè rivela quello che c'è dietro
    la storia umana
    collettiva e individuale.
    Quello che veramente conta
    è la Salvezza eterna:
    speriamo di ricordarlo,
    perchè, presi dalle vicende quotidiane
    perdiamo di vista la meta della nostra vita.
    In Cristo Gesù
    Tenco

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