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venerdì 3 agosto 2012

VADE RETRO A SATANA E AI SUOI SERVI....

Don Giuseppe GuiducciPIAGGE – Se pensate che la Chiesa sia qualcosa di vecchio e stantio, conoscendo questo prete vi farete un’opinione sicuramente diversa. Don Giuseppe Guiducci, 43 anni «portati bene» come tiene a sottolineare lui, è parroco di S. Lucia, una parrocchia che conta 1.024 fedeli. Sacerdote dal 2001, arriva a Piagge nel 2009.
Parlando con lui, si capisce subito che non si ha a che fare con il “solito” prete.
Don Giuseppe ci racconta che, in parrocchia, oltre all’attività classica si organizzano feste a tema: western, spagnola ed anche un concorso canoro, “Cantando sotto le stelle”: una specie di karaoke in grande stile che quest’anno si terrà il 18 giugno.Don Giuseppe sottolinea, in modo positivo, l’attaccamento delle persone alle tradizioni. Ma lui è  anche convinto che il messaggio cristiano possa passare attraverso tutti gli strumenti disponibili e i nuovi linguaggi apprezzati dai giovani. Ci dice però che è una via faticosa ma che merita di essere percorsa. Gli piace essere contemporaneo ed anche molto concreto: la sua predicazione è esperienziale per questo la tradizione gli sta un po’ stretta. «È paradossale che spesso siano i ragazzi a dire di voler cambiare, poi li trovi sempre al bar o in partenza per la discoteca» afferma provocatoriamente. Il don Giuseppe “innovatore” è anche quello della messa domenicale delle 11, quella dove ci sono più giovani. È qui che da sfogo alla sua cultura musicale e ai registri linguistici che i giovani comprendono meglio: si passa da un canto d’inizio di Bon Jovi, al segno della pace con le musiche di Irene Grandi. Celine Dion  viene usata per il canto di comunione mentre tra i canti finali c’è anche Waka Waka. Ogni Domenica una colonna sonora diversa in base al messaggio del Vangelo che, tiene a sottolineare, è lo stesso di 2000 anni fa. «La musica riesce a veicolare tanti messaggi – ci dice -  e qualsiasi cosa del nostro quotidiano, se letta nel modo giusto, ci parla di Dio». Nel suo predicare prende esempi dai giornali, dalla pubblicità.

«E poi è sempre importante essere chiari» sottolinea. Lui lo fa, ad esempio, trattando anche temi scottanti come la pedofilia tra i sacerdoti. Don Giuseppe rappresenta sicuramente il volto di una Chiesa che sta sperimentando forme e linguaggi per portare il messaggio evangelico con nuova linfa vitale nel territorio. 

14 commenti:

  1. come si possa dire che questo prete celebri sacrilegamente non lo so.
    Quindi invito a stare un po' attenti...perché come si misura si sarà misurati!
    qui vediamo un prete in moto, nulla di più. Stare in moto è peccato grave? No. Giudicare a volte si.

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    1. ma perdi anche tempo a fare un commento del genere ? ma che senso ha il tuo " misurare" ?
      Studia un po' il catechismo e quello che dicevano i Santi, aggiungi un po' di sensus fidei ed evita di bacchettare le persone a casaccio...

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    2. Chi di voi due anonimi sta bacchettando?

      direi...messa profanata più che sacrilega!

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    3. come si possa dire che questo prete celebri sacrilegamente non lo so.
      Quindi invito a stare un po' attenti...perché come si misura si sarà misurati!
      qui vediamo un prete in moto, nulla di più. Stare in moto è peccato grave? No. Giudicare a volte si.

      Senti anonimo ma sai leggere o fai finta non riuscirci, questo prete indegno parla è fà le sue sacrileghe opere in pubblico quindi si espone al giudizio da solo, secondo è chiaro che il foro interno del sacrilego prete conciliare lo giudicherà Dio, ma le opere in quanto non sono persone si possono giudicare, e le opere di questo insensato prete conciliare sono e rimangono sacrileghe.
      Difatti l'articolo non metteve in risalto il sacrilego prete in moto ma quello che abitualmente fà...

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    4. Ruy de Saintclaire7 agosto 2012 09:22

      I suoi continui insuccessi ad Oristano ( lo sa come viene chiamato tra i fedeli?!?) le hanno dato alla testa. Smetta di puntare il dito contro tutto e tutti, non si è reso sufficientemente ridicolo? Lei rifiuta Cristo tutti i giorni, è un indemoniato.

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    5. Gianluca manca da Oristano da oltre dieci anni, per cui non ha alcun insuccesso in nessun campo ed i fedeli non lo chiamano in nessun modo perchè non lo conoscono.
      Come vede, oltre ad essere un menzognero di prima cartella qui di indemoniato evidentemente c'è solo LEI.

      DA QUESTO PRECISO MOMENTO VERRA' INCONDIZIONATAMENTE CENSURATO. VADA NEL SUO CAMMINO NEOCATECUMENALE A CALUNNIARE IL PROSSIMO, VISTO CHE LI' E' PERMESSO QUESTO E MOLTO ALTRO. ADDIO.

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  2. Beh, caro anonimo, certamente andare in moto non è peccato, ma certamente utilizzare quelle "musiche" in chiesa e per di più durante la Santa Messa che è un tesoro inestimabile... mi sembra che sia un motivo ben valido per pensare che il comportamento di questo ministro di Dio sia certamente indegno e forse anche sacrilego. Padre Pio a proposito della Santa Messa diceva che era più facile che il mondo funzionasse senza il sole che senza la celebrazione della Santa Messa.

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    1. forse sacrilego, dici bene!
      certamente indegno? ognuno guardi la sua indegnità!
      Il foro interno lo conosce solo Dio.
      è nostro diritto avere una liturgia che rispetti le norme sacre, ma non abbiamo il diritto di giudicare, solo il dovere di pregare. I santi facevano così.
      La denuncia del male sappia amare il peccatore, e supporre una retta intenzione

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    2. caro\a maestrina il foro interno solo Dio lo può giudicare ma quando si tratta di difendere la Fede e la dignità di Nostro Signore sempre più oltraggiato da questi Sacerdoti, abbiamo il dovere di impugnare la spada e difenderLo, Dio vomita i tiepidi....le tue parole valgono sino a quando si sa che la liturgia (come questa di sto poveretto) non fà perdere la Fede a chi (lui si in buona fede) si avvicina.
      Basta con ste manfrine buoniste

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  3. C'è una espressione che sintetizza tutto. E' stranissimo che gente tradizionalista non la noti e la rimarchi: "la tradizione gli sta un po’ stretta".

    La chiave di tutto è qui per cui farei alcune domande (non è necessario rispondervi):

    1) per questo prete cos'è la tradizione?
    2) Ha senso per lui la tradizione?
    3) Perché la tradizione gli è stretta?
    4) Ha ancora qualcosa della tradizione nella sua identità, nelle sue liturgie e nel suo pensiero?

    Una volta che si risponde a queste domande (e lo dovrebbe fare lui!) si può iniziare a dire il resto, anche se ci sono già evidenti elementi di dubbio e di "disgusto".

    Paradosi

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  4. "Don Giuseppe rappresenta sicuramente il volto di una Chiesa che sta sperimentando forme e linguaggi per portare il messaggio evangelico con nuova linfa vitale nel territorio".

    Quando si esamina la straordinaria prudenza e la plurisecolare purificazione della cultura pagana nel Cristianesimo, si rimane allibiti di fronte a tanta leggerezza. Ma questa leggerezza è tipica dei nostri tempi, al punto che, pure nel cosiddetto tradizionalismo, esistono personaggi della stessa pasta (per quanto di apparenza classica).

    Paradosi

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  5. Waka-Waka per Nostro Signore che si immola sulla Croce per lavare i nostri peccati col Suo sangue...
    Quante sberle gli mollerebbe San Pio da Pietralcina!
    E che penitenza gli imporrebbe il Santo Curato d'Ars?!
    Ma ci sono ancora individui - non si capisce se in mala fede o solo cerebrolesi - pronti a giustificare, avvallare, tollerare....
    Pagherete, pagherete caro, pagherete tutto. A tempo debito.

    CHB

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  6. Dal libro azzurro di don Gobbi (7,3,76): ...E' sonno anche il modo con cui cercate di adattarvi al mondo, di riuscire simpatici, accolti e compresi da questo mondo. E' sonno tutto ciò che di umano vi appesantisce. Dove sono i miei figli che ancora oggi vogliono vegliare?

    Il prete catapultato al centro dell'assemblea, se non si mantiene basso sull'esempio del curato d'Ars, diventa un pagliaccio e Satana ride come per il trionfo della scimmia insegnata a scuola quale nostro progenitore. Di tale degrado andiamo fieri preti compresi, che vergogna!
    A immagine e somiglianza del suo Signore, il prete deve cercare Quel Volto insanguinato tendendo l'orecchio alle Parole sussurrate da Gesù che ansimando e dando spettacolo (quale scandalo!) rivive la Passione ignominiosa per la perdita di tante anime.
    Preghiamo che cada il velo dai loro occhi - come per gli ebrei (prima nemici, divennero amici, dice il Vangelo, guarda un pò!) -
    Allora gli verrà una tale nausea come venne a Pietro, che si vorrà aver sputato sui giornali, si rimpiangerà di non aver udito quei sussurri di Cristo dati a noi nei messaggi autentici e bellissimi che non fanno audience, eppur ci preparano allo scombussolamento che tra breve avverrà. Che faranno i giovani che hanno frequentato tali ecclesiastiche personalità in quei frangenti? Balleranno il Waka waka mentre la terra tremerà e cadranno le stelle ringraziando il don all'avanguardia? No, diranno che indietro, molto indietro era rimasto, a dormire appunto. Ai tempi sorpassati dell'inganno della scimmia era rimasto!

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  7. Ridateci una Kolyma qualsiasi ove mandare questo pretame badogliano a farsi una lunga vacanza!
    Riccardo

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