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venerdì 12 aprile 2013

SONO QUESTI I FRUTTI PER ESSERSI ACCOSTATI CON GLI ASSASINI DELLA FEDE CONCILIARI? Gli "accordisti" della Fraternità San Pio X stanno evidentemente cercando di distruggere l'opera di Monsignor Lefebvre...

Ringraziamo per la traduzione dal Francese, una nostra carissima amica...
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Perché attaccare così delle Carmelitane?
A cura di Michaël

 http://arautoveritatis.com/wp-content/uploads/2013/03/phoca_thumb_l_Einkleidung_05.jpg
Breve presentazione dei fatti nella primavera 2013.

Il Carmelo di San Giuseppe a Brilon-Wald esiste dal 2 febbraio 1984. Affonda le sue radici nel Carmelo di Quiévrain, fondato dalla sorella di Mons. Marcel Lefebvre. Attualmente il Carmelo è composto da sei suore ed una novizia che vivono in clausura.

Autorità di supplenza.

Per preservarsi dal Modernismo della chiesa "conciliare", che distrugge il clero e la vita religiosa, il Carmelo di Brilon-Wald, come il monastero-madre, si affidarono a Mons. Lefebvre e alla sua Fraternità San Pio X per l'assistenza spirituale. Mons. Lefebvre ha esercitato un'"autorità di supplenza" su questo Carmelo e su altri monasteri, dove era piuttosto un "padre, consigliere e amico che non un'autorità giuridica", secondo le parole dell'Abbé Franz Schmidberger, allora Superiore della Fraternità San Pio X, in una lettera circolare del 28 maggio 1991 a tutte le comunità religiose amiche.

Dopo la morte di Mons.Lefebvre, questa "autorità di supplenza" è stata conferita  dapprima a Mons. Fellay e, dopo la sua elezione a Superiore Generale della Fraternità nel 1994, a Mons. De Gallareta. Egli esercita questa funzione nello spirito di servizio, secondo l'abbé Schmidberger, non come membro della Fraternità San Pio X, ma come vescovo cattolico, e ogni congregazione religiosa "era assolutamente libera di rivolgersi  a lui o di non farlo". "Né lui né la Fraternità hanno la minima intenzione di appropriarsi in nessun modo di altre comunità. È parimenti importante vedere sempre nelle sue azioni una giurisdizione straordinaria e non una giurisdizione ordinaria, fino al giorno in cui le cose torneranno nella Chiesa di Dio all'ordine impartito da Dio". Questo è quanto detto nella lettera del Superiore Generale nel 1991.

Novità e strane maniere. Una decisione necessaria.

A partire dall'anno 2000, la Fraternità San Pio X, diretta dal suo Superiore Generale Fellay, ha preso una nuova direzione (cosa peraltro riconosciuta apertamente dal primo assistente, l'abbé Niklaus Pfluger, durante una riunione di sacerdoti del distretto tedesco a Stoccarda nel 2011), direzione che puntava sempre più chiaramente verso una "regolarizzazione canonica", un "accordo pratico" con la Roma conciliare. Ciò preoccupava sempre di più le Carmelitane di Brilon-Wald, poiché esse si erano affidate alla Fraternità San Pio X per essere protette proprio dalla Roma conciliare. Avrebbero dovuto dunque essere consegnate a Roma proprio dai loro protettori?

Gli avvenimenti e le turbolenze in seno alla Fraternità, soprattutto a partire dall'autunno 2011 e di li a seguire, non hanno contribuito a smorzare le loro inquietudini e a rassicurarle. In particolare, il Carmelo si è rivolto al responsabile interessato Mons. De Gallareta. Tutto subito è sembrato che egli desse loro buoni motivi per sperare, poiché si era già chiaramente espresso contro un "accordo canonico" nelle sue "Riflessioni", in occasione di una riunione dei superiori della Fraternità ad Albano, il 7 ottobre 2011, e successivamente, ancora più chiaramente nella lettera congiunta con i vescovi Williamson e Tissier de Mallerais, indirizzata al Consiglio Generale della Fraternità nell'aprile 2012.

Dopo il Capitolo Generale della Fraternità nell'estate 2012, con le sue pietose "sei condizioni" per una "capitolazione onorevole", dopo l'esclusione di Mons. Williamson prima dal Capitolo Generale, poi dalla Fraternità, senza il sostegno dei suoi fratelli vescovi, e soprattuto dopo il discorso di Mons. De Gallareta a Villepreux nell'ottobre 2012, nel quale da Paolo si trasforma in Saulo, vale a dire che da nemico dell'accordo ne diviene il difensore, dopo tutti questi avvenimenti, nulla più rimaneva della loro speranza iniziale. Non potevano più credere nella protezione dal modernismo conciliare romano da parte delle autorità della Fraternità.


http://www.unavox.it/NuoveImmagini/Copertine_libri/Pour_la_necessaire_reconciliation.jpgLa goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il libro di Padre Michel Lelong sul GREC, intitolato "Per la necessaria riconciliazione" che apertamente ha rivelato da quanto tempo e con quali metodi alcuni sacerdoti hanno operato all'interno della Fraternità per un'unione con la Roma conciliare, a che punto la Fraternità è già infettata e minata e a quale profondità sia radicato già il male.   

Nell'inverno 2012/2013, le Carmelitane di Brilon-Wald sono giunte alla conclusione che sarebbe stato necessario porre fine ai rapporti con la Fraternità San Pio X, per rimanere fedeli alla fede cattolica e non essere consegnate alla Roma conciliare. Quando si presentò l'ipotesi nel marzo 2013 di una visita di Mons. De Gallareta che in quel mese si trovava in Germania, il 25 febbraio esse gli fecero sapere che non desideravano più avvalersi della sua "autorità di supplenza" e che quindi la sua visita non era più necessaria. Questa conclusione ha fatto seguito a studi profondi, meditazione, preghiera e al consiglio,  poiché era loro diritto sacrosanto, visto che, secondo la lettera del Superiore Generale del 1991, le comunità religiose erano completamente libere di avere o non avere rapporti con Mons. De Gallareta.

Manovre per impadronirsi di una fortezza.

http://1.bp.blogspot.com/-ytBlIuyulQs/Tzt2hk3A4hI/AAAAAAAAAfc/v_A0gLlBtao/s1600/Schmidberger.jpgIl vecchio Superiore Generale e odierno Superiore del Distretto tedesco, l'abbé Franz Schmidberger, sembrò avere completamente dimenticato la sua lettera del 1991. Per cui, il giorno stesso, 25 febbraio, appena ricevuto il messaggio di Mons. De Gallareta e ancor prima di riuscire a pensare o eventualmente a riflettere - in quanto si trovava, come d'abitudine, alla casa della Fraternità nella foresta Nera a predicare un ritiro - inviò immediatamente un fax al cappellano delle Carmelitane di Brilon-Wald, col quale gli ordinava di lasciare il monastero entro tre giorni, ovvero entro il 28 febbraio alle 20,00 (curioso, esattamente nello stesso momento in cui Benedetto XVI ha abdicato), e di prendere residenza provvisoriamente presso il quartier generale del distretto a Stoccarda.  Come giustificazione, indicava che le Carmelitane volevano separarsi dalla Fraternità a causa del "cosiddetto liberalismo" nella FSSPX e che esse rifiutavano persino di parlare con il loro "superiore ecclesiastico" (probabilmente si riferiva a Mons. De Gallareta). Ebbene, l'"autorità di supplenza" senza giurisdizione appropriata, diventava improvvisamente "superiore ecclesiastico", anche se il primo assistente della FSSPX aveva dichiarato, non tanto tempo prima, in un' intervista, col pieno consenso del Superiore del Distretto di Germania e della Casa Generalizia, che la Fraternità soffriva di una "irregolarità canonica". Un clero irregolare non può certamente contemplare un "superiore ecclesiastico"...
Siccome il cappellano del Carmelo non era neppure presente a Brilon-Wald tra il 25 e il 28 febbraio, non fu in grado di soddisfare quella richiesta. Quando rientrò, la situazione aveva già preso una piega diversa. Innanzitutto, qualche sacerdote ben intenzionato aveva fatto ciò che ci si sarebbe aspettati dal Superiore del Distretto e aveva convinto le suore carmelitane a prendersi una pausa prima di una separazione definitiva dalla Fraternità e a tentare di ottenere un colloquio con Mons. De Gallareta. Dunque, si convenne di aspettare sino a Pasqua prima di prendere una decisione e venne programmata una visita del vescovo dal 20 al 23 marzo.

Successivamente, il 28 febbraio, la suora esterna lasciò il Carmelo. (Una suora esterna è una carmelitana che non vive in clausura ed è incaricata di funzioni esterne come, per esempio, fare la spesa). La suora esterna di Brilon-Wald solo di recente aveva pronunciato solennemente i suoi tre voti al Carmelo di San Giuseppe, nella festa di San Giuseppe del 2012. Tuttavia, elle non voleva saperne dei tumulti interni alla FSSPX, quindi rifiutò di annotare qualsiasi informazione. Di conseguenza, ella non dovette adeguarsi a seguire la direzione della sua comunità.

La sua Madre Superiora le chiese di aspettare sino a Pasqua assicurandola che se non fosse stata d'accordo con quanto deciso, avrebbe potuto alloggiarsi presso un altro monastero di Carmelitane. Erano già state prese le misure necessarie ed era stato trovato un Carmelo disponibile ad ospitare la suora, nel caso di un suo disaccordo. La suora esterna non ritenne però conveniente aspettare e insistette per lasciare il monastero immediatamente. A quel punto, si mise in contatto con suo fratello, che era di sede come sacerdote al quartier generale del Distretto di Stoccarda,  il quale andò immediatamente a prenderla.

Tra il ritiro che era terminato il 2 marzo e la riunione dei sacerdoti che incominciò il 4 marzo, il Superiore del Distretto tedesco aveva trovato il tempo di scrivere una lettera al cappellano del Carmelo, nella quale gli intimava nuovamente, questa volta come un "ordine sottomesso ad obbedienza", di lasciare il Carmelo entro il 7 marzo e di trattenersi alla sede del distretto di Stoccarda per 20 ore. Questa lettera fu consegnata al cappellano il 5 marzo, a mezzo raccomandata.

La Reverenda Madre Superiora si rivolse allora personalmente all'abbé Schmidberger e gli chiese gentilmente di lasciare il cappellano al monastero almeno sino a Pasqua, altrimenti, soprattutto dopo la rimozione della suora esterna, non avrebbe potuto credere alla sincerità della sue intenzioni e, di conseguenza, a quelle della FSSPX. La risposta arrivò il 6 marzo: è diritto del Superiore del Distretto trasferire i sacerdoti secondo la propria volontà, non avendo egli responsabilità alcuna per la rimozione della suora esterna, resasi tra l'altro necessaria per i suoi nervi. In più, l'abbé deplorava molto la mancanza di umiltà della Carmelitane che restavano a Brilon-Wald.

Se un ladro vuole conquistare una città o una fortezza, la prima cosa che ha cura di fare è tagliare i viveri. Una cosa analoga a quanto è accaduto qui. Dopo la rimozione della suora esterna che era incaricata di provvedere ai mezzi di sussistenza, toccava ora al cappellano ritirarsi, tagliando così anche i mezzi spirituali. Il Superiore del Distretto, evidentemente, ha cercato di impadronirsi del Carmelo di Brilon-Wald, rinnegando la sua affermazione del 1991 (diversamente non sarebbe stato possibile, poiché la proprietà con i suoi edifici, monasteri, cappella e casa spirituale è di proprietà delle religiose). Tutte le sue proteste di innocenza non cambiano i fatti. Il diritto di spostare un sacerdote non contempla il diritto di lasciare un monastero senza nutrimento spirituale e di infliggere in un certo senso un interdetto (sanzione punitiva che vieta la celebrazione pubblica di riti religiosi) dal momento che le carmelitane non erano state riconosciute colpevoli di alcuna mancanza. E, il prelievo di una religiosa dal suo monastero da parte di un sacerdote che è sotto la sua propria autorità, così come l'alloggiamento della stessa religiosa rimossa nella propria casa, non possono essere avvenuti senza il suo consenso, tanto più che egli continuava a sostenere ancora quel procedimento illegale.

L'inevitabile rottura.
 http://www.sanpiox.it/public/images/stories/P_Rimini/immagini/Cresime2010/Predica%20Mons.JPG
La situazione era ormai chiara per le Carmelitane. Informarono Mons. De Gallareta che da quel momento non avrebbe più dovuto occuparsi di loro. In tali circostanze, la collaborazione con persone simili sarebbe stata impensabile. Fu chiaro anche al Cappellano che non avrebbe potuto seguire l'ordine del Superiore del Distretto. Poiché gli ordini assurdi e ingiusti non sono obbligatori. L'ordine era assurdo perché nel breve tempo di meno di tre giorni, il cappellano non avrebbe potuto organizzare tutte le sue faccende in corso, imballare i propri effetti ed organizzare il proprio trasloco. L'ordine era ingiusto perché mirava evidentemente a privare le Carmelitane di Brilon-Wald della Santa Messa e dei sacramenti.

In effetti, il Superiore del Distretto aveva promesso a fior di labbra, nella sua "raccomandata", di provvedere ad un "sostituto" del Cappellano ma, alla data prevista del 7 marzo nessuno aveva ancora visto o sentito nulla riguardo a quel "sostituto". Almeno sino a Pasqua, l'assistenza spirituale delle suore avrebbe dovuto essere garantita, e persino oltre, per un lasso di tempo ragionevole, alfine di concedere alle religiose il tempo di trovare da sé un nuovo Cappellano. Siccome il Carmelo non era colpevole di alcuna infrazione, avendo semplicemente fatto uso del suo proprio diritto, non c'era motivo di castigarlo, soprattutto considerando gli innumerevoli meriti acquisiti dal monastero a vantaggio del distretto tedesco in quasi trent'anni.

Naturalmente, ci si dovrà aspettare che la FSSPX diffonda ogni tipo di insulto e di calunnia contro il Carmelo di Brilon-Wald e quanto meno ne parli male, non potendo conquistarlo. Inoltre, possiamo supporre che il Cappellano verrà escluso dalla FSSPX per la sua "disubbidienza". Tuttavia, bisogna ubbidire a Dio e non agli uomini. "In Deo laudabo verbum, in Domino laudabo sermonem, in Deo speravi, non timebo quid faciam mihi homo". (Salmo 55,11)

Articolo dell'Abbé Schmidberger, Superiore del distretto tedesco.

L'annuncio della rottura nel bollettino di aprile 2012 del distretto tedesco.

"A questo punto, devo comunicarvi una notizia assai dolorosa: le Carmelitane di Brilon-Wald, indotte in errore dal loro cappellano, hanno concluso la loro amicizia con noi. Questo monastero è stato fondato il 2 febbraio 1984, sotto il patronato di San Giuseppe ed attualmente ospitava otto religiose. A fine febbraio, esse hanno comunicato a Mons. De Gallareta, responsabile delle comunità religiose amiche, che a causa del liberalismo presente nella FSSPX, ponevano termine alla relazione con noi, trattandosi di una vera minaccia per la loro fede. Da un anno e mezzo esse stavano subendo un'influenza della quale non si è data  spiegazione sufficiente. In questi ultimi mesi, testi sovversivi e diffamatori sembra circolassero nel convento, scritti da sacerdoti che stanno per lasciarci o che già lo hanno fatto. È evidente che delle religiose, nel loro isolamento, non essendo "informate" che dal tocco di una sola campana, non sono armate contro tale nemico. In fin dei conti, sono state vittime del padre della menzogna e della seduzione. Pertanto non possiamo che dire, uniti a Giobbe sofferente: "Il Signore ha dato, il Signore ha ripreso, sia benedetto il nome del Signore."

Questa separazione dovrebbe ricordare a tutti noi gli avvertimenti del grande Apostolo Paolo: "Colui che crede di essere in piedi, stia attento a non cadere" (1 Corinzi, 10;12). Egli non dice "che sta in piedi" ma "che crede di essere in piedi", proprio perché molte anime che si credono sicure, si adagiano sulle loro virtù, mentre l'orgoglio e la loro propria giustizia hanno da tempo preso in trappola i loro cuori. La testardaggine, l'autocompiacimento, il disprezzo, la critica, la falsa dialettica, la presa in giro e la malizia non sono doni dello Spirito Santo, ma le caratteristiche dell'avversario di Dio. Per il diavolo è indifferente causare la dannazione di un'anima per le sue note debolezze, per l'orgoglio delle sue virtù. Troppo spesso il diavolo si trasforma in angelo di luce ed esegue il suo lavoro "sub speci boni", sotto le sembianze del bene. Se si forza troppo il diritto, per esempio, si può compiere la più grande ingiustizia. Non a caso esiste quel buon vecchio detto: summum jus, summa injuria. Se avete scansato il pericolo di una falsa obbedienza al liberalismo e al modernismo, siete lontani dall'essere al riparo da un anti-liberalismo settario. Solo l'umiltà dello spirito, e forse più ancora del cuore, ci protegge da una caduta. "Imparate da me, dice Nostro Signore, poiché io sono dolce ed umile di cuore" (Matteo, 11; 29).

Il nostro commento sulla dichiarazione dell'Abbé Schmidberger.

Ricapitoliamo le accuse del Superiore del distretto tedesco contro le suore.

Valutazioni dell'Abbé Schmidberger sulle suore:

- mancano di discernimento (sono indotte in errore dal loro cappellano, sono sedotte dal diavolo che si trasforma in angelo di luce)
- sono irresponsabili (era una vera minaccia per la loro fede)
- sono ingenue (non sono armate contro un tale nemico)
- hanno seguito il diavolo (sono state vittime del padre della menzogna e della seduzione)
- sono orgogliose ( l'orgoglio e la loro personale giustizia hanno preso in trappola i loro cuori da molto tempo, solo l'umiltà dello spirito e, forse, più ancora del cuore, ci protegge da una caduta)
- sono testarde, compiaciute di sé, sprezzanti, critiche, beffarde, maliziose (la testardaggine, l'autocompiacimento, il disprezzo, la critica, la falsa dialettica, la presa in giro e la malizia non sono doni dello Spirito Santo).

Quali prove e quali argomenti propone l'abbé Schmidberger in merito ad un dissidio che è di ordine intellettuale:
nessuna prova, nessun argomento.

Conclusioni.

Comprendiamo la delusione e il nervosismo dell'Abbé Schmidberger, Superiore del distretto tedesco e precedente Superiore generale della FSSPX a livello mondiale. Non è piacevole che una decina di suore gli tengano testa. Pur tuttavia, è questo un motivo per vilipendere queste suore, per rovesciar loro addosso una serie di epiteti gratuiti, senza fondamento, essendo il loro unico torto ufficiale l'avergli disobbedito pur non dovendogli alcuna obbedienza! Disobbedire alla FSSPX, vuol dire essere, ipso facto, sedotti dal diavolo, irresponsabili, ingenui, orgogliosi, testardi, compiaciuti di sé, sprezzanti, beffardi e maliziosi?  Non si è detto qualcosa di analogo di Mons. Lefebvre che ha disobbedito al papa e al collegio episcopale mondiale per restare fedele alla Tradizione?

Riconosciamo che si può dissentire dalle opinioni intellettuali espresse da una comunità religiosa della Tradizione, ma c'è modo e modo per dirlo... Questo testo del Superiore di Germania è indegno. L'ingiustizia verso queste suore ridicolizzate non può lasciarci indifferenti.

L'abbé Schmidberger farcisce il suo articolo con una moltitudine di ingiurie e perfide accuse, senza fornire alcun fondamento intellettuale. E termina come il fariseo del Vangelo che cita le Scritture e scruta la pagliuzza nell'occhio del suo vicino senza vedere la trave nel suo. "Solo l'umiltà dello spirito [che io, l'abbé Schmidberger, possiedo e che le Carmelitane non possiedono] e forse più ancora del cuore, ci protegge da una caduta. "Imparate da me, dice Nostro Signore, poiché io sono dolce e umile di cuore" (Matteo 11; 29).

Michaël, collaboratore del blog Avec l'Immaculée, sicuramente non possiede la santità dell'Abbé Schmidberger. Ma le persone che gli indicano il cammino verso il cielo, sono semmai le Carmelitane che, trascinate nel fango, restano silenziose e offrono le loro due ore di preghiera quotidiana per la Chiesa di sempre. L'ingiuria gratuita non attirerà mai la anime. "Imparate da me, dice Nostro Signore, poiché io sono dolce e umile di cuore".

1 commento:

  1. la parte più divertente dello scritto riguarda "testi sovversivi e diffamatori..."
    Ah,Ah,Ah,Ah ! E' proprio vero che la sfrontatezza della calunnia e della menzogna non hanno limite!
    Sono dispiaciuto per le situazioni dirompenti in seno alla fraternità S.P.X. e si rimane ogni volta meravigliati del senso di onnipotenza e autoritarismo fondato sul NULLA, di questi sacerdoti e vescovi che hanno basato la loro identità su di una rivolta alle autorità religiose, a suo tempo.
    Ma ora sono drastici e vendicativi sulle rivolte contro loro stessi!

    Invece di comprendere e di essere più caritatevoli sono di un'aggressività inconcepibile.

    Ma vadano a pelar patate !

    Fa piacere invece sentire di suore di clausura con idee chiare e decise a non farsi sopraffare da negoziatori della coscienza.
    Che il Signore aiuti le carmelitane di Brilon-Wald

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