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domenica 11 marzo 2012

BATTISTERO DI BIELLA CONCESSO IN USO AI NON CATTOLICI...

  Papa Pio XI:
“A tale scopo si organizzano congressi, incontri e conferenze a cui partecipa ampio concorso di uditori, dove tutti senza distinzione, non credenti di ogni tipo, come anche Cristiani, e perfino coloro che hanno infelicemente rifiutato Cristo e negato la Sua Divina Natura o missione, sono invitati ad unirsi alla discussione. Orbene, tali sforzi non possono ottenere alcun tipo di approvazione fra i Cattolici. Essi presuppongono l’erronea veduta che tutte le religioni siano più o meno buone ed apprezzabili, in quanto tutte danno espressione, sotto varie forme, a quel senso innato che conduce gli uomini a Dio ed al riconoscimento obbediente della Sua legge... favorire questa opinione, pertanto, ed incoraggiare tali intraprese, equivale ad abbandonare la religione rivelata da Dio”...“Stando così le cose, è chiaro che la Sede Apostolica non può in alcun modo prender parte a queste assemblee, né è lecito in alcun modo ai Cattolici di dare a tali intraprese il loro incoraggiamento o supporto. Se lo facessero, darebbero espressione ad una falsa Cristianità del tutto aliena rispetto all’unica Chiesa di Cristo.”
Canone 1258 §1: I fedeli non possono in alcun modo assistere attivamente o prender parte attiva nelle cerimonie religiose degli acattolici. (communicatio in sacris)
Canone 2316: Chi coopera in qualsiasi modo spontaneamente e scientemente alla propagazione dell’eresia o chi pratica communicatio in sacris con gli eretici, contro il dettato del canone 1258 è sospetto di eresia.
Qui siamo al cospetto dell’abominio della desolazione che è entrato nel luogo santo: non un imprevedibile accadimento, ma un chiaro monito profetizzato fin nel Vecchio Testamento.
Sta scritto: “Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato” (Gv. 15, 22).

Preghiamo.  
Che il Signore abbia pietà delle nostre anime
e salvi la Sua Chiesa dalle conseguenze 
delle colpe degli uomini di Chiesa.
Testimonianza di Albino Mettifogo...
Spett.le Redazione,
Vi scrivo per mettervi a conoscenza di una iniziativa che è stata promossa dal Vescovo della Diocesi di Biella, monsignor Gabriele Mana, (nella foto), di concedere in uso il Battistero della Cattedrale (la mia parrocchia) alle confessioni protestanti (in particolare quella valdese) e ortodosse, per celebrare i loro riti del battesimo.
Si tratta di un’ iniziativa che, come cattolico, non mi vede per nulla d’ accordo e ho cercato di esprimere il mio punto di vista sul giornale “Il Biellese”, bisettimanale locale d’ informazione gestito dalla Diocesi.
Ho spedito loro ben tre lettere (una addirittura due volte), ma soltanto una di esse è stata pubblicata. Le altre sono state ignorate o, addirittura, censurate.
Ma andiamo con ordine.
Tutto è cominciato lo scorso mese di gennaio quando, in occasione della settimana di preghiera per l’ unità dei cristiani, il nostro parroco don Carlo Gariazzo ha annunciato, durante la messa domenicale del 22 gennaio, che il Vescovo aveva deciso di aprire l’ uso del nostro Battistero anche ai protestanti e agli ortodossi.  La motivazione addotta è stata la seguente:
“Il battistero di Biella è stato edificato da fedeli della Chiesa indivisa – prima dell’ anno 1054 in cui si consumò la separazione tra oriente e occidente cristiano – perciò è un’ iniziativa molto bella concedere a tutti quanti si vantano del nome di cristiani di poter celebrare il loro rito del battesimo nello stesso luogo, perché il Battesimo amministrato nel nome della Trinità è il fortissimo legame che unisce tutti i cristiani, indipendentemente dalla confessione di appartenenza”[Ma  San Giovanni non aveva forse scritto nella sua prima lettera: “Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri.” (1GV -2,19)?]
Successivamente è stato promosso un incontro tra i rappresentanti delle varie confessioni per presentare al pubblico l’ iniziativa, incontro che ha avuto spazio su un’ intera pagina del giornale ”Il Biellese”. Sarebbe troppo lungo riportare l’ articolo per intero comunque, per chi volesse leggerlo,  è alla pagina 17 de “Il Biellese” di martedì 31 gennaio 2012. Cercherò di riportare gli interventi più significativi dello stesso (le annotazioni in parentesi quadra e grassetto sono le mie perplessità). Eccoli qui:
“Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Il Battistero di Biella”. Questo il titolo del momento conclusivo della settimana di preghiera per l’ unità dei cristiani di quest’ anno. L’ incontro intendeva presentare ai cristiani di Biella l’ offerta da parte della Diocesi e della parrocchia del Duomo dell’ uso del battistero per la celebrazione del battesimo di tutti i cristiani del biellese, indipendentemente dalla confessione di appartenenza: un piccolo ma significativo passo in avanti nella giusta direzione del dialogo ecumenico. Bene ha fatto fratel Guido Dotti, della Comunità monastica di Bose (una comunità ecumenica situata a Magnano, in provincia di Biella), a citare testualmente il documento conciliare “Unitatis Redintegratio”:
-Nella Chiesa di Dio una e unica, sono sorte fin dai primissimi tempi alcune scissioni, condannate con gravi parole dall’ Apostolo; ma nei secoli posteriori sono nate dissensioni più ampie e comunità non piccole si staccarono dalla piena comunione della Chiesa Cattolica, talora non senza colpa di uomini d’ entrambe le parti. [E l’ esortazione di Gesù a mettere in pratica ciò che dicono i farisei e i maestri della legge, ma di non fare come fanno loro, dove è andata a finire?] Quelli poi che ora nascono e sono istruiti nella fede di Cristo in tali Comunità [qui mi si deve spiegare quale fede in Cristo possa esserci al di fuori della Chiesa Universale], non possono essere accusati di peccato di separazione[ ma non è una loro libera scelta, quella di restare fuori dalla Chiesa Cattolica? Forse che loro non hanno la possibilità di conoscere l’ insegnamento del Magistero?], e la Chiesa li abbraccia con fraterno rispetto e amore. Quelli infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto debitamente il Battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa Cattolica.[Questa, a mio avviso, è una vera e propria bestemmia, perché lo Spirito Santo che ci purifica dal peccato originale o c’è o non c’è. Come fa ad esserci in un battesimo amministrato da persone eretiche come i pastori valdesi o i preti ortodossi, rimane per me un mistero] Non v’è dubbio che, per le divergenze che in vari modi esistono tra loro e la Chiesa Cattolica … impedimenti  non pochi e talora gravi, si oppongono alla piena comunione ecclesiastica … Nondimeno, giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo [altra grave bestemmia; ma Cristo non aveva forse detto “Chi non è con Me è contro di Me, e chi è contro di Me è contro Colui che mi ha mandato”? Come possono essere “incorporati a Cristo” coloro che rifiutano di seguire il Magistero della Chiesa, che Lui stesso ha fondato su Pietro e sui suoi successori, è per me un altro grande mistero] e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani, e dai figli della Chiesa Cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore.-
Tutti gli intervenuti hanno voluto sottolineare come l’ opportunità di avere un luogo comune ove amministrare, ciascuno secondo il proprio rito, il sacramento del battesimo, non potrà che portare ad accrescere la fraternità tra i fedeli delle diverse chiese, e ampliare le occasioni di pregare insieme durante l’ anno, e non solamente durante l ‘ottavario per l’ unità dei cristiani” [E dove è andato a finire il divieto assoluto per un cattolico di prendere parte a celebrazioni ecumeniche con chi non si riconosce nella Chiesa Universale?  Mi pare che sia una grave colpa, espressamente citata come tale nel Codice di Diritto Canonico, che trae il suo fondamento dal pericolo di restare contagiati dalle false dottrine propugnate dagli eretici].
Sulla base di tutte le perplessità da me enunciate qui sopra, ho deciso dunque di scrivere una prima lettera al bisettimanale diocesano d’ informazione, in cui chiedevo conto direttamente a monsignor Vescovo delle ragioni di tale decisione. Purtroppo tale lettera non posso citarvela perché l’ ho cestinata, comunque gli chiedevo esplicitamente alcune cose:

    Se il Battesimo, inteso in senso “cattolico”, ha ancora qualche significato per noi cattolici. In altre parole se abbiamo ancora la certezza che nel battesimo cattolico “qualcosa” di concreto avviene (la purificazione dal peccato originale), anche se fisicamente non possiamo vederlo e, per contro, cosa mai possa avvenire in un “battesimo” protestante o ortodosso;

2   Sulla base di quanto sopra, che senso ha concedere un luogo “sacro” come il Battistero in uso ai protestanti e agli ortodossi.

 3  Che senso ha l’ ecumenismo. E su questo punto gli facevo presente che l’ unica possibilità di riunificare i cristiani è che tali confessioni ritornino nella Chiesa Cattolica, e che ciò può avvenire solo mediante una loro sincera conversione del cuore, non certo zerbinandoci e annacquando gli insegnamenti che il Magistero della Chiesa ci ha sempre tramandato;
In ultimo, nel nome e per amore del Signore Nostro Gesù Cristo, supplicavo  monsignor Vescovo a ritornare sulla sua decisione, ricordandogli che un giorno dovremo rendere conto a Dio delle nostre azioni, e ciò vale in misura maggiore per i suoi Ministri, cioè per coloro che hanno scelto di seguirlo fedelmente nei suoi insegnamenti.

Questa lettera, inviata via mail, non è stata pubblicata, ufficialmente perché(come ho letto poi sul giornale), per poter essere pubblicata una lettera necessita dell‘ indirizzo e del numero di telefono di chi la scrive. L’ ho dunque rispedita, stavolta includendo i miei dati personali. Anche in questo caso silenzio assoluto da parte del giornale. In compenso, qualche giorno dopo, mi telefona don Paolo Boffa Sandalina, responsabile liturgico del bisettimanale diocesano, che mi convoca in Seminario per poter parlare con me in privato della lettera che ho spedito (preciso che lo conosco di persona, avendo egli svolto il servizio presso la nostra parrocchia prima di essere ordinato sacerdote).
L’ incontro, pur restando nei termini del reciproco rispetto, mi lascia addosso un grande disagio. In primis mi viene spiegato che la lettera non è stata pubblicata perchè conteneva svariati errori teologici riguardo il battesimo, che lui ha cercato di correggere alla luce dei documenti del Concilio Vaticano II e del Magistero della Chiesa. Quando io gli pongo sotto il naso l’ articolo di giornale con le mie perplessità sui documenti conciliari (non esito, in sua presenza, a definire bestemmie i passi della “Unitatis Redintegratio” sopra citati) lui mi replica che allora sono io a pormi al di fuori della Chiesa Cattolica, perché quel documento è stato redatto da 2500 vescovi e che da quasi la totalità di essi (tranne una minoranza) è stato accettato e approvato. Non posso, dunque, come fedele, avere l’ ardire di confutare ciò che un Concilio ha stabilito, anche se (ma questo non gliel’ ho detto) quello stesso Concilio su quei punti rompe decisamente col Magistero di sempre (ivi incluse dichiarazioni ex-cathedra di papi pure dichiarati santi). Don Paolo prosegue, poi, con la velata (ma chiara) accusa di aver usato in quella missiva un linguaggio inadatto ad una questione così delicata, spiegandomi le difficoltà incontrate nel dialogo ecumenico che la nostra Diocesi ha deciso di intraprendere, emerse in particolare con i valdesi. Sono stato troppo duro? Troppo arrogante? Non lo so. Ma se dire le cose con chiarezza per qualcuno significa “usare un linguaggio inadatto”, allora vuol dire che sono giunti veramente tempi bui per la Chiesa e per tutta la Civiltà. Quanto alle difficoltà nel dialogo ecumenico, non mi meraviglia che ci siano (“Che altro vi aspettavate”- penso-“ da persone che negano dogmi fondamentali della Chiesa Cattolica?”). Infine mi viene rivolto l’ invito ad informarmi un po’ di più sulla questione e a leggere i documenti conciliari, tipo “Gaudium et Spes” (invito che però non ho seguito), unito a quello (anch’ esso velato, ma palese) di evitare di cercare di parlare ancora pubblicamente di queste cose, perché in tal caso sarebbero stati costretti a rispondermi a loro volta pubblicamente (con tutta la buona volontà, ancora adesso non riesco a non vedere in questo “consiglio” una sottile minaccia).
Passo ventiquattr’ ore tormentato dai dubbi. Starò facendo la cosa giusta, mi chiedo? Poi, il giorno dopo, durante la mia preghiera  quotidiana del Rosario, sento come una forza irresistibile che mi invita a non fermarmi di fronte a questa difficoltà. E’ come se mi dicesse che ho il dovere di denunciare pubblicamente lo scandalo di questa iniziativa e che, se non lo facessi, mi renderei complice di chi lo sta perpetrando.
Decido dunque di inviare una seconda lettera al giornale, che scrivo di getto e che vi allego qui di seguito:


Caro Direttore,

nelle scorse settimane avevo inviato una lettera al Vostro giornale, in cui facevo a monsignor Vescovo le mie personali osservazioni circa la sua recente decisione di concedere il Battistero di Biella in uso anche alle confessioni protestanti e ortodosse.
La lettera non è stata pubblicata perchè, come spiegatomi da don Paolo Boffa, conteneva svariati errori teologici, che lui ha cercato di chiarire con me in un incontro privato svoltosi ieri (11 febbraio).
Tuttavia, pur rispettando le sue spiegazioni in merito, lungi dall' essere chiarificatore, quell' incontro ha avuto l' effetto di aumentare i dubbi personali e di fede che nutro sulla questione.
Prima di proseguire vorrei chiarire che io non amo affatto esprimere pubblicamente i miei pensieri, né mi ha fatto piacere scrivere quanto ho esposto in quella lettera (per di più su temi così delicati).
Proprio per questo non posso accettare la velata (ma palese) accusa di aver usato in quella missiva un linguaggio inadatto alla questione, come mi è stato detto.
Se in essa sono apparso troppo duro o arrogante, non era certo quella la mia intenzione.
Ciò precisato, torno all' argomento principale, vale a dire l' ecumenismo.
Dal Concilio Vaticano II in poi, si parla dell' ecumenismo e del dialogo come strumenti privilegiati per recuperare l' unità dei cristiani. E' stato ripetutamente detto che il più grande scandalo del nostro tempo è la divisione dei cristiani, e perciò la nostra riunificazione deve essere vista come una priorità. Ma siamo sicuri che sia davvero così?
A me sembra che esista uno scandalo ancora più grave, e cioè che la Chiesa abdichi alla propria missione di apostolato e testimonianza della Fede; quella Fede che ha ricevuto direttamente da Gesù attraverso l' insegnamento degli Apostoli.
Da questa missione di apostolato deriva un' importante conseguenza: se come cristiano io devo avere la Carità, e non posso permettermi di giudicare coloro che (a modo loro) stanno cercando Dio,
è altrettanto vero che io non posso esimermi dal testimoniare con chiarezza che Gesù ha parlato una volta per tutte, e quindi che al di fuori della Chiesa Cattolica non esiste salvezza.
Il fatto di dissentire dal concedere ai protestanti e agli ortodossi i nostri luoghi sacri per i loro culti risponde, malgrado le apparenze, ad una precisa esigenza di Carità.
Se infatti, come cattolico, ho il dovere di rispettare le loro scelte religiose, non posso però rendermi responsabile di favorire (in nome di un distorto concetto di carità e di accoglienza) il proliferare e il proseguire di riti e culti che non solo non hanno nulla di cristiano, ma che spingono invece le anime sempre più verso il baratro dell' Inferno e della dannazione (fermo restando, beninteso, che il Giudizio ultimo spetta a Dio). Con tutta la buona volontà, non riesco proprio a considerare cristiano chi, pur parlando di Gesù e usando il Suo nome, per precise scelte dogmatiche e dottrinali sceglie, poi, di restare fuori dalla Chiesa Universale.
Mi si perdoni questo nuovo sfogo, ma non posso esimermi dal dire queste cose. La mia fede, la Fede che mi è stata insegnata fin da ragazzo, non mi consente di tacere e fare finta di nulla su argomenti del genere, anche a costo di attirarmi addosso ulteriori critiche.
Cordiali Saluti.

Albino Mettifogo


Stavolta, anche se non integralmente, la lettera viene pubblicata nel numero di venerdì 17 febbraio 2012, con ad essa allegata la risposta di quel fratel Guido Dotti della comunità monastica ecumenica di Bose, più sopra citato, delegato diocesano per l’ Ecumenismo e il dialogo. Eccola:

Gentile signor Albino Mettifogo, la ricerca dell’ unità dei cristiani è la risposta che i discepoli del Signore Gesù possono e devono dare alla preghiera di Gesù stesso nell’ Ultima Cena quando, per ben tre volte, ha chiesto al Padre che tutti i suoi discepoli “siano una cosa sola” GV 17, 11. 21-22). Sono proprio tra le parole che Gesù, come dice lei, ha pronunciato una volta per tutte. Questo desiderio di unità non è quindi in contraddizione con la fede tramandataci dagli Apostoli attraverso il magistero della Chiesa, ma ne è parte integrante. E protestanti e ortodossi non appartengono a un’ altra religione ma, come ricorda il Concilio – che è la massima autorità nella Chiesa cattolica – “sono giustificati nel Battesimo dalla fede, sono incorporati a Cristo, e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani”. Il gesto del Vescovo – che ha concesso di celebrare nel Battistero non chissà quali riti o culti strani, ma il sacramento del battesimo nel nome della Santa Trinità – ha voluto dare un segno che mostrasse quello che ancora il Concilio ricorda: i cristiani di altre confessioni “dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti quali fratelli nel Signore.
 Firmato Fratel Guido Dotti – Delegato diocesano per l’ Ecumenismo e il dialogo.
 

Si tratta, ovviamente, di una risposta di un vuoto disarmante perché, oltre ad un generico richiamo al Concilio Vaticano II, lascia (volutamente?) sul vago le gravi questioni di Fede da me poste. Anzi, nemmeno le tocca. A quanto pare, secondo fratel Guido Dotti (che pure tutti stimano come un luminare in campo teologico) il Concilio Vaticano II avrebbe il potere di abolire gli insegnamenti della Chiesa di sempre. Non posso accettare che una questione di tale importanza venga liquidata così. Decido dunque, in pochi minuti, di inviare una terza lettera al “Biellese”, che riporto qui di seguito, in cui replico alle parole di quel monaco:

Caro Direttore,

la ringrazio per aver pubblicato la mia lettera precedente con le mie perplessità. Mi consenta quindi di replicare a fratel Guido Dotti, relativamente alla sua risposta sulla ricerca dell' Unità dei Cristiani.
Il fatto che Gesù abbia chiesto al Padre che tutti i discepoli "siano una cosa sola", non dovrebbe farci dimenticare che dopo la Risurrezione ha dato agli Apostoli un preciso mandato, quello di ammaestrare le nazioni "nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Ma questo mandato lo ha dato "agli Apostoli", cioè ai Vescovi e ai loro successori. Mi è stato spiegato che un Battesimo, in determinati casi (es. in punto di morte o di grave pericolo di vita del battezzando), può all' occorrenza essere amministrato anche da un laico. Questi però sono casi straordinari. Non riesco dunque a capire come si possa ritenere "valido" un Battesimo, in condizioni normali, amministrato da un pastore valdese o da un prete ortodosso, dal momento che per loro scelte dogmatiche e dottrinali hanno deciso di restare fuori dalla comunione con la Chiesa Universale, cioè da quella fondata da Cristo proprio su Pietro e sugli Apostoli.
Vorrei ricordare che le varie confessioni protestanti si sono staccate da Roma cinquecento anni fa, quelle ortodosse addirittura da mille. Come mai dunque, in tutto questo tempo, i papi, fino a Pio XII, hanno sempre rigettato qualsiasi forma di dialogo con loro, condannando anzi apertamente le dottrine da essi professate?
Forse che mancavano del discernimento necessario, e questo sarebbe poi arrivato, all' improvviso, col Concilio Vaticano II? Ma fra essi sono annoverati numerosi santi, come ad esempio San Pio X.
Le dichiarazioni sull' ecumenismo del Concilio, riportate nella Unitatis Redintegratio, alla luce di tutto il magistero precedente al 1958 mi sembrano, almeno nella mia ignoranza, quanto meno temerarie.
A proposito: nell' Ultima Cena, Gesù ha anche dichiarato "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di Voi ha odiato Me. Nessun servo è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi".
Mi sembra una parola quanto mai chiara: è assolutamente inutile cercare una pace e una convivenza tra i popoli come la vorrebbe il mondo. Un cattolico deve dire apertamente che l' unica forma di pace possibile è la comunione con Cristo e con la Sua Santa Chiesa. Tutti gli altri tentativi ecumenici (come ad esempio la preghiere di tutte le religioni per la pace fatte da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI ad Assisi) sono, per espressa parola di Gesù completamente inutili e, per di più, in aperto contrasto con il dovere di testimonianza che Egli ci ha comandato. Non sto a ricordare che tanti cattolici sono stati nei secoli perseguitati e uccisi per il solo fatto di aver detto apertamente al mondo ciò che io, nel mio piccolo, affido alle pagine di questo giornale. Una piccola rinfrescata alla nostra memoria non guasterebbe.
Cordiali Saluti.

Albino Mettifogo

Sono ormai passati dodici giorni dal giorno in cui ho spedito quest’ ultima missiva. In questo tempo il giornale è uscito per ben tre volte, ma non ho trovato nessuna traccia di essa. Da qui a concludere che è stata anch’ essa censurata il passo è breve.
Sicchè, dal momento che la mia Diocesi ha di fatto deciso di mettermi a tacere, ho ritenuto opportuno portare a conoscenza di queste cose anche la vostra redazione, certo che il materiale che vi ho inviato sarà ai vostri occhi sicuramente interessante. Inoltre mi aspetto, da Voi che sicuramente avete più competenza di me su questi argomenti, un parere su tutta la questione. Ho fatto bene? Ho fatto male? Tra l’altro dimenticavo di dirvi che da qualche anno ben due chiese cattoliche di Biella sono concesse in uso agli ortodossi. Si tratta della chiesa di Sant’ Anna, nel borgo collinare di Biella Piazzo, e della chiesa della Santissima Trinità, dietro la Cattedrale, nel pieno centro della città, benché quest’ ultima solo il sabato. Oggi la Chiesa della Santissima Trinità, causa lavori di restauro nel Duomo, è tornata a disposizione della Parrocchia per tutta la durata degli stessi, ma il sacrilegio (se davvero di questo si tratta) è già stato compiuto.

Vi ringrazio per l’ attenzione e la pazienza accordatami nel leggere questo mio documento, sicuramente abbastanza prolisso.
Cordiali Saluti

Albino Mettifogo

14 commenti:

  1. Chiarissimo! bravo, ma questi fratelli di bose su quali base hanno dei riconoscimenti ecclesiastici o per lo degli incarichi ufficiali dalla curia? Carlo Maria

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  2. Caro Albino Mettifogo hai fatto benissimo a parlarne pubblicamente, ma ti sfugge qualcosa:
    Le gerarchie ecclesiastiche(anche se sono leggittime) non sono più cattoliche, ma sono divenute modernistiche, cioè sono eretiche(salvo qualche vescovo o cardinale). La chiesa di papa Benedetto XVI non è più la vera chiesa cattolica, ma è una nuova chiesa che si fonda sull'eresia e sulla menzogna.
    Di conseguenza ogni dialogo con le gerarchie modernistiche è del tutto inutile, perchè rispettosamente parlando sono ciechi, sordi e insensati.
    Ma comunque occore essere fiduciosi, perchè vari sacerdoti e ordini religiosi, si stanno avvicinando alla tradizione cattolica.
    In conclusione occorre pregare per la conversione delle eretiche gerarchie ecclesiastiche e per il papa affinche si convertano di nuovo a Gesù Cristo e ai suoi veri insegnamenti.

    RispondiElimina
  3. Aggiungo che il fratelli è tra virgolette. carlo maria

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  4. Caro Albino, la tua testimonianza è la triste realtà di quanti si trovano a rispondere con il loro intelletto e dottrina di fronte alla castronerie e ciarlatanerie di tanti.
    Ovvero dei tanti che, come giustamente ricordi,si aggrappano alle parole del concilio ultimo che fanno a pugni con quelle di molti concilii ed encicliche precedenti.
    Perchè questo aggrapparsi al concilio ultimo ?

    O per IGNORANZA DI QUANTO DETTO negli anni PRIMA (perchè andare a scartabellare cose del passato quando è più comodo leggere cose "fresche" e dottrinalmente + comode ?).

    O per aver venduto la propria dottrina per poter scambiarsi tanti sorrisi con i "nemici" di sempre, poichè la vita, si sa, è già triste di per sè...

    Quindi?
    Una bella pentolata tutti insieme per cementare l'unità dei cristiani, e se poi si aggiungono islamici ed ebrei che desiderano qualche concessione, perchè no? "siam tutti figli di Dio" direbbero in tanti, Vaticano compreso.

    Visto che poi è Biella, terra alpina, questo ammucchio con concessioni, irriverenti quantomeno, mi ricorda ben altre pentolate, quelle sì sane e pacificanti, che fanno gli alpini nei paesi ove c'è un gruppo loro.

    Ma le pentolate "alpine" accomunano valligiani senza distinzioni politiche o di paese,e non hanno alcuna pretesa religiosa, ma le "pentolate" vescovili, come questa segnalata, di ordine religioso "ecumenista-comunista" mi ricordano le miscelazioni chimiche fatte a casaccio che provocano reazioni esotermiche pericolose e che infine non producono nulla se non sporcare l'alambicco di croste difficili da asportare.

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    Risposte
    1. Chiedo scusa , dopo questa mia "sbrodolata" che mi è sfuggita di mano, non ho detto la cosa più importante:
      HAI FATTO BENISSIMO A SCRIVERE QUELLE LETTERE,SONO PIENAMENTE D'ACCORDO CON TE, AVREI FATTO LO STESSO, ANZI SEI STATO BEN PIU' TEMPERANTE DI ME!
      Grazie della tua testimonianza.

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  5. Albino Mettifogo12 marzo 2012 15:32

    Carissimi,

    scrivo solo per puntualizzare alcune cose, in particolare per Carlo Maria. Confesso che sulla Comunità di Bose non conosco molto. Quello che so è quanto segue:
    si tratta di una comunità monastica fondata negli anni sessanta (o settanta) da Padre Enzo Bianchi, che ne è tuttora il Priore. Forse qualcuno di voi ha già sentito parlare di lui, comunque è molto conosciuto anche a livello nazionale, perchè scrive abbastanza regolarmente sul quotidiano "La Stampa" e sul periodico "Famiglia Cristiana".
    In origine questa comunità era rigorosamente cattolica. E' diventata ecumenica quando alcuni protestanti hanno chiesto di poterne fare parte e sono stati in essa accettati. Ciò precisato, però, non so dirvi se i riti in essa seguiti sono tuttora cattolici (ergo, se i protestanti ivi ammessi si sono adeguati alla liturgia cattolica) o se gli stessi sono stati modificati per l' esigenza. Solo una volta, un paio d' anni fa, mi è toccato con la mia comunità parrocchiale di partecipare ai loro vespri, e mi sono parsi molto simili al salterio benedettino. Ma ammetto di non aver approfondito il tema.
    Devo anzi aggiungere che, all' epoca, non mi facevo neppure molte domande sul vero significato dell' ecumenismo. La ragione sta nel fatto che certi argomenti non sono mai stati affrontati seriamente nella mia comunità: i documenti e le encicliche papali precedenti al 1958 erano per me (e non solo per me) degli illustri sconosciuti.
    E' stato solo capitando per caso su questo blog e sul sito di Chiesa Viva di don Luigi Villa (e cercando di leggere quello qui riportato senza preconcetti) che ho cominciato a pormi i primi seri dubbi se la chiesa che sto seguendo è ancora quella Cattolica fondata da Gesù Cristo.
    Di ciò devo perciò ringraziare infinitamente persone come Gianluca ed Annarita, che si prodigano per tenere in piedi questa iniziativa, anche se spesso sono vittime dell' incomprensione di parecchie persone, come purtroppo ho letto sovente nei commenti ai loro post.
    Nulla accade per caso, e io credo sia stata proprio la Grazia di Dio a portarmi su questo sito.
    Sull' articolo di sopra mi è già toccato di confrontarmi con qualche amico, e ho potuto constatare come sia duro far presente, anche alle persone più care, che la dottrina della Chiesa Cattolica è ben diversa da quella che ci è stata inculcata dal Concilio Vaticano II in poi. Anch' essi sono stati tenuti nell' ignoranza come il sottoscritto, perciò ritengono che quanto da me scritto sopra sia solo una opinione personale.
    E' veramente difficile dovergli dire che non si tratta affatto di farina del mio sacco, bensì del Magistero di sempre della Chiesa Cattolica.
    Sono certo che anche voi siete andati incontro a difficoltà analoghe, per cui penso di non dirvi nulla di nuovo. Preghiamo il Signore che ci dia la forza di perseverare in quest' opera, perchè, come diceva Pio XI, qui in gioco non ci sono opinioni personali, bensì "la salvezza o la dannazione".
    Vi abbraccio tutti.
    Albino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo Albino,
      ti ringrazio molto per l'incoraggiamento...
      Non so perchè venga definita monastica, la Comunità di Bose...per quanto ne so è una comunità laicale, ed Enzo Bianchi non è un consacrato, ma un laico lui stesso. "Priore" è un appellativo che si è dato da solo...In compenso lla sua impostazione è ampiamente protestante: quando venne nella mia città, disse in un convegno che non tutte la parole del Vecchio Testamento sono di ispirazione divina, ma frutto della cultura del tempo...
      E' stato anche in televisione ospite di Fazio, e in quell'occasione disse che i consacrati "non servono a nulla".

      Elimina
  6. Attenti! Vi state staccando dalla Chiesa cattolica e dal papa. Ne è prova il vostro continuo attacco al Cammino NC.!

    RispondiElimina
  7. Albino Mettifogo12 marzo 2012 17:36

    Nella mia testimonianza il cammino NC non è neppure menzionato (cosa c' entra con essa?). Se mi sto staccando dalla Chiesa cattolica e dal papa, pazienza. Vorrà dire che diventerò un eretico in più. Del resto qualcuno me lo ha anche già detto. In ogni caso, quando sarò nella fornace ardente, "là dove è pianto e stridore di denti", sono sicuro che ci troverò anche lei, anonimo, e potremo disperarci insieme delle nostre disavventure.
    Cordialmente,
    Albino

    RispondiElimina
  8. Gentile Albino Mettifogo,

    trovo alcuni suoi appunti a dir poco racapricianti e frutto di pesante ignoranza religiosa. Quando mai la Chiesa cattolica ha deto che i sacramenti della Chiesa ortodossa sono invalidi? Mi citi un solo esempio, se è in grado di trovarne! Anche nei periodi di maggior polemica, il mondo cattolico ha sempre parlato di "scisma", mai di eresia!
    Per parlare di eresia bisogna che la teologia sia rovinata da una interpretazione individuale, parziale, rovinante la comune eredità antica, che includa una reale novità in grando di romperre col passato.
    Ma il Cattolicesimo si è guardato bene di parlare di eresia, dal momento che anche la stessa polemica sul Filioque è avvalorata, da parte ortodossa, da una prassi conforme alle scelte antiche e che il cattolicesimo, per motivi suoi, ha deciso di cambiare.

    Si guarda bene di parlare di eresia, per quanto riguarda la posizione ortodossa sull'infallibilità papale, perché SA BENE che anticamente non esistevano queste modalità ma gli equilibri erano ben diversi.

    So che lei non concorderà con quanto le presento ma abbia almeno il buon gusto di non assumere posizioni che né il Cattolicesimo di oggi né quello di ieri ammettono.

    E in effetti ad un sacerdote ortodosso che dovesse passare al cattolicesimo non viene rifatto né battesimo, né ordine sacro. Se fossero invalidi si rifarebbero e il Cattolicesimo sa bene che questo non è vero.

    Non così nel caso contrario, invece! A qualche sacerdote cattolico divenuto ortodosso (l'abbé Guetté nel 1800 ad esempio) fu rifato il battesimo e riordinato all'Ordine Sacro, cosa che avviene anche oggi (anche se non si fa pubblicità di questo).

    S'informi prima di scrivere.

    Ortodosso

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  9. Albino Mettifogo12 marzo 2012 23:18

    Mi rendo conto della mia ignoranza. Infatti mi sembra di aver anche detto che mi aspettavo chiarimenti sull' argomento da gente che sicuramente era più competente di me. In merito, quello da lei scritto concorda con quanto dettomi da don Paolo Boffa. Ciò precisato, però, continuo a non capire sulla base di cosa un battesimo possa ritenersi valido. In un battesimo ortodosso, lo Spirito Santo che ci purifica dal peccato originale c'è o non c'è? Per me la validità di un battesimo dipende esclusivamente da quello, e su quello si gioca tutto. Può quindi essere valido un battesimo amministrato da chi si chiama fuori dalla Chiesa di Roma? Se leggo il Vangelo la risposta è no. Poi se sono un ignorante in ambito teologico, tanto meglio. E' un' ottima occasione per imparare, anche se (detto in tutta franchezza) parlare con chi mi aggredisce come ha appena fatto lei mi dà molto fastidio (per usare un eufemismo).
    Albino

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  10. Gentile signor Albino,

    non interverò ancora a lungo in questo blog che non mi appartiene e del quale ringrazio l'ospitalità. Sappia però che io non l'ho agredita ma mi sono semplicemente indignato di come lei osi affermare l'invalidità dei sacramenti e del battesimo ortodosso quando la sua Chiesa da sempre non lo ha mai fato.
    E se la sua Chiesa non lo ha mai fato questo vuol dire che ha coscienza che qui si conserva la verità antica, nonostante i peccati degli uomini. Se lei ha dubbi sul battesimo cerchi preghiere ortodosse per il battesimo e vedrà con quale enfasi sullo Spirito che tale battesimo viene dato. Qualcosa troverà qui: http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/testilit/battesimo.htm

    Noi ortodossi crediamo che la struttura papale non sia divinamente voluta e quindi non sia essenziale per il governo della Chiesa e tantomeno indispensabile per la validità di un Sacramento. La validità dei Sacramenti si fa sulla base della rette fede in Cristo, non sulla base della fede in un uomo, in questo caso il papa. Ma su questo lei non concorderà con me. Ritenga, almeno, che l'essenziale per la validità dei sacramenti è la fede in Cristo, nella sua Rivelazione e nella sua divino-umanità. Ebbene il mondo ortodosso ha tutto questo che era apunto la fede della Chiesa antica. Lo stesso sant'Agostino non credeva che il "Tu sei Pietro e su questa Pietrà edificherò la mia chiesa" significasse privilegio per Pietro! Lo dice chiaro. Con questo potrebbe mai la Chiesa antica avere avuto invalidità dei sacramenti? No! E allora perché noi la dovremo avere??? Il fatto che Roma ci abbia sempre convalidato sacramentalmente è una prova indiretta che il papato non appartiene all'essenza del Credo e della Rivelazione. Lei non ci crederà ma non puo' non aderire a quanto la sua Chiesa le impone di credere. E tra le cose a cui le impone di credere c'è anche questa: la validità della nostra tradizione apostolica e dei nostri sacramenti. Se ha dei problemi con la sua Chiesa con queste cose ne parli a loro e non acusi noi inutilmente e vanamente.

    La saluto.

    Ortodosso

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  11. All'ortodosso.
    La polemica instaurata con Albino è provocatoria ed inutile, poichè le osservazioni di Albino vertono FONDAMENTALMENTE sul fatto da sè assurdo ed inutile pure, di prestare un battistero per altre fedi cristiane.

    Farei personalmente una differenza tra la fede ortodossa e la fede protestante, che hanno delle differenze abissali.
    Ma il punto di tutto, e lei forse l'ha capito benissimo, non era questo, quanto il "calamento di brache"delle gerarchie cattoliche con chiunque.

    Personalmente, ripeto, farei una distinzione netta ospitando in battistero degli ortodossi e giammai dei protestanti, ma, ripeto ancora, non era questo il problema e non c'era bisogno di sfoggio di erudizione.
    Grazie !

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  12. Albino Mettifogo13 marzo 2012 09:47

    Grazie, signor Mardunolbo, per aver puntualizzato che la mia testimonianza non era assolutamente un attacco alla chiesa ortodossa, nè a quelle protestanti, bensì una critica all' atteggiamento dei Vescovi e del Papa, e in particolare alla dottrina dell' ecumenismo propugnata dal Concilio Vaticano II.
    Riguardo allo specifico della polemica che è stata instaurata con me su ciò che penso degli ortodossi, mi rifaccio alle precise parole di Cristo: "Sia il vostro parlare sì, sì, no, no. Il resto viene dal maligno."
    Dirò di più: il fatto stesso di essere attaccato così è la dimostrazione più chiara che l' ecumenismo non può (e non potrà)venire a capo di nulla. E' inutile cercare ciò che ci unisce, perchè ciò che ci divide è infinitamente più grande. Trovare ciò che ci unisce è un po' come scoprire l' acqua calda: ci mancherebbe solo che non ci fossero punti in comune, tra noi e le altre chiese! Gli ortodossi facevano perte della Chiesa Universale!
    Ma ciò che ci divide è qualcosa di molto grave. E, per citare lo stesso Sant' Agostino, mi pare che avesse detto: "Siamo uniti in 99 cose su 100, ma per quell' unica cosa che ci divide, non potremo andare mai d' accordo".
    Relativamente al punto: "l'essenziale per la validità dei sacramenti è la fede in Cristo, nella sua Rivelazione e nella sua divino-umanità" ritengo si tratti di un concetto molto ecumenico. La Chiesa Cattolica mi pare che presupponga ben altro. La rivelazione presuppone anche che solo i ministri regolarmente ordinati dalla Chiesa Universale abbiano l' autorità di impartire i sacramenti. Diversamente ognuno potrebbe fare di testa sua (come in effetti già fanno i protestanti): qui non si tratta di preghiere enfatiche, ma di presenza reale o assenza dello Spirito Santo (mi sembra di averlo ripetutamente detto). Io non voglio mettermi a discutere perchè la Chiesa Cattolica consideri valido il battesimo ortodosso (da questo punto di vista, voi ortodossi che non lo fate siete molto più coerenti), ma se leggo il Vangelo la risposta è no, non può essere valido.
    Quanto al riconoscere l' autorità del Papa (o, se si preferisce, del Vescovo di Roma), la mancanza di ciò pone voi ortodossi in situazione di colpa grave, perchè va contro ciò che Gesù stesso ha stabilito. Non state rinnegando l' autorità un uomo, bensì una precisa volontà di Dio, che ha ordinato a Pietro: "pasci le mie pecorelle".
    Poi, con ciò, non ho nessuna intenzione di obbligarla ad aderire alla fede Cattolica. Se c'è una cosa che Dio ci ha concesso è la libertà di sceglierlo o di rinnegarlo (assumendocene però la responsabilità). Ma non sarei un Cattolico se non dicessi queste cose: non posso tacere ciò che mi è stato insegnato. Ne va della salvezza della sua anima, signor ortodosso e, ancor di più, della mia.
    Albino

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