Per la maggior Gloria di Nostro Signore cerchiamo persone disponibili ad eventuali Traduzioni da altre lingue verso l'Italiano. per chi si rendesse disponibile puo' scrivere all'indirizzo Mail: cruccasgianluca@gmail.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

venerdì 27 maggio 2011

Il “golpe” che ha cambiato il volto della Chiesa Cattolica mediante il concilio Vaticano II...

IL GOLPE TACIUTO

Interessante articolo da leggere con attenzione....
Il “golpe” che ha cambiato il volto della Chiesa Cattolica mediante il concilio Vaticano II, non è stato il frutto di un’improvvisazione, ma l’esecuzione di un progetto elaborato nei secoli passati da determinate società segrete. L’attentato supremo contro la Chiesa ordito dalle sette occulte-liberali, non è una “teoria della cospirazione” o una leggenda, poiché la sua esistenza è autenticata dal papato stesso alla fine del XIX secolo. Le carte segrete dell’Alta vendita dei Carbonari (una branca della massoneria), che coprono un periodo che va dal 1820 al 1846, attestano l’esistenza di un complotto. Esse caddero nelle mani di papa Gregorio XVI  e furono pubblicate, su richiesta di papa Pio IX, da Crétineau-Joly nella sua opera “L’Eglise romaine et la revolution” nel 1859. E con il breve di approvazione del 25 febbraio 1861 che indirizzò all’autore, Pio IX consacrò l’autenticità di questi documenti, ma non permise che venissero divulgati i nomi dei membri dell’Alta Vendita implicati nel carteggio. Se i papi hanno permesso che i documenti fossero pubblicati è perché i fedeli fossero messi al corrente della congiura ordita contro la Chiesa dalle società segrete, perché ne conoscessero il piano e fossero premuniti contro la sua eventuale realizzazione. Leggendo queste carte si rimane stupefatti nel constatare che, non solo questi piani sono stati realizzati, ma la realtà attuale li supera in senso negativo. Si riportano quelle parti più significative dei documenti in questione (per la versione integrale ciccare qui):

Il Papa, chiunque sia, non verrà mai alle Società segrete; tocca alle Società segrete di fare il primo passo verso la Chiesa e verso il Papa, collo scopo di vincerli tutti e due. Il lavoro al quale noi ci accingiamo non è l'opera d'un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo: ma nelle nostre file il soldato muore e la guerra continua. Noi non intendiamo già di guadagnare il Papa alla nostra causa, né di farne un neofita dei nostri principii, od un propagatore delle nostre idee. Sarebbe questo un sogno ridicolo; ed in qualunque modo siano per volgere gli avvenimenti, se anche accadesse che qualche Cardinale o qualche Prelato, di piena sua buona voglia o per insidia, entrasse a parte dei nostri segreti, non sarebbe questa una ragione per desiderare la sua elevazione alla Sede di Pietro. Questa elevazione sarebbe anzi la nostra ruina. Giacché, siccome egli sarebbe stato condotto all'apostasia per sola ambizione, così il bisogno del potere lo condurrebbe necessariamente a sacrificarci. Quello che noi dobbiamo cercare ed aspettare, come gli ebrei aspettano il Messia, si è un Papa secondo i nostri bisogni. […] Con questo solo noi andremo più sicuramente all'assalto della Chiesa, che non cogli opuscoletti dei nostri fratelli di Francia e coll'oro stesso dell'Inghilterra. E volete sapere il perché? Perché, con questo solo, per istritolare lo scoglio sopra cui Dio ha fabbricato la sua Chiesa, noi non abbiamo più bisogno dell'aceto di Annibale, né della polvere da cannone e nemmeno delle nostre braccia. Noi abbiamo il dito mignolo del successore di Pietro ingaggiato nel complotto, e questo dito mignolo val per questa crociata tutti gli Urbani II e tutti i S. Bernardi della Cristianità. Noi non dubitiamo punto di arrivare a questo termine supremo dei nostri sforzi. Ma quando? e come? L'incognita non si vede ancora. Ciò nonostante, siccome nulla ci dee smuovere dal piano tracciato, che anzi al contrario tutto vi deve concorrere, come se il successo dovesse coronare domani l'opera appena abbozzata, noi vogliamo, in questa istruzione, che dovrà tenersi celata ai semplici iniziati, dare ai preposti della Vendita suprema alcuni consigli ch'essi dovranno inculcare a tutti i fratelli sotto forma d'insegnamento o di memorandum. […] Or dunque, per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore, si tratta prima di tutto, di formare, a questo Papa, una generazione degna del regno che noi desideriamo. Lasciate in disparte i vecchi e gli uomini maturi; andate, invece, diritto alla gioventù, e, se è possibile, anche all'infanzia […] vi farete, con poca spesa, una riputazione di buon cattolico e di buon patriota. Questa riputazione di buon cattolico e di buon patriota, aprirà alle nostre dottrine il cuore del giovine clero e degli stessi conventi. Tra qualche anno questo giovane clero avrà, per la forza delle cose, invasi tutti gli uffici. Egli governerà, amministrerà, giudicherà, formerà il consiglio del sovrano, e sarà chiamato ad eleggere il Papa futuro. Questo Papa, come la più parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente più o meno imbevuto, anche lui, dei principii italiani ed umanitarii che noi cominciamo ora a mettere in circolazione. È un piccolo grano di senapa che noi confidiamo alla terra, ma il sole di giustizia lo svilupperà fino alla più alta potenza; e voi vedrete un giorno qual ricca messe produrrà questo piccolo seme. Nella via che noi tracciamo ai nostri fratelli, vi sono grandi ostacoli da vincere e difficoltà di più sorta da sormontare. Se ne trionferà coll'esperienza e colla sagacia. La mèta è sì bella che merita la pena di spiegar tutte le vele al vento per arrivarvi. Volete voi rivoluzionare l'Italia? Cercate il Papa di cui noi vi abbiamo fatto il ritratto. Volete stabilire il regno degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia? Fate che il Clero cammini sotto la vostra bandiera, credendo di camminare sotto la bandiera delle Chiavi apostoliche. Volete far sparire l'ultimo vestigio dei tiranni e degli oppressori? Tendete le vostre reti come Simone Barjona: tendetele al fondo delle sacrestie, dei seminari e dei conventi, anziché al fondo del mare; e se voi non precipiterete nulla, noi vi promettiamo una pesca più miracolosa della sua. Il pescatore di pesci diventò pescatore d'uomini: voi pescherete degli amici e li condurrete ai piedi della Cattedra Apostolica. Voi avrete così pescato una rivoluzione in tiara e piviale, preceduta dalla croce e dal gonfalone; una rivoluzione che non avrà bisogno che di ben piccolo aiuto per appiccare il fuoco ai quattro angoli del mondo.

Ecco ancora un estratto di una lettera del nome in codice Nubius, capo dell’Alta Vendita, a Volpe, datata 3 aprile 1824:

mi hanno caricate le spalle d'un pesante fardello. Devo fare l'educazione immorale della Chiesa, e giungere con piccoli mezzi ben graduati, benché mal definiti, al trionfo dell'idea rivoluzionaria per mezzo del Papa. In questo progetto che mi è sempre sembrato stupendamente calcolato, noi camminiamo ancora barcollando

Questo piano, che mira alla perversione della gerarchia ecclesiastica, è davvero d’ispirazione diabolica e di realizzazione diabolica. Ma non sono soltanto i nemici della Chiesa ad averlo rivelato, anche i Papi lo hanno più volte denunciato e svelato esplicitamente. Un primo esempio è il piccolo esorcismo composto da Leone XIII, nella sua versione integrale contenuta nel motu proprio del 25 settembre del 1888, il quale a distanza di oltre un secolo ci svela una bruciante verità:

Ecco che astutissimi nemici hanno colmato d’amarezza la Chiesa sposa dell’Agnello immacolato, l’hanno abbeverata d’assenzio, hanno gettato empie mani su tutto quel che in essa è desiderabile. Là dove il Soglio del beato Pietro e la Cattedra della verità accertata furono come una luce per le nazioni, là essi hanno posto il trono dell’abominio della loro empietà; affinché, una volta colpito il pastore, potessero disperdere il gregge.  

San Pio X, nella sua prima enciclica E supremi apostolatus, del 4 ottobre 1903, esprime il timore che l’epoca di apostasia in cui la Chiesa entrava fosse il tempo dell’Anticristo:

ci atterriscono, sopra ogni altra cosa, le funestissime condizioni, in cui ora versa l'umano consorzio. Giacché chi non scorge che la società umana, più che nelle passate età, trovasi ora in preda ad un malessere gravissimo e profondo, che, crescendo ogni dì più e corrodendola insino all'intimo, la trae alla rovina? Voi comprendete, o Venerabili Fratelli, quale sia questo morbo: l'apostasia nei confronti di Dio, e senza dubbio non c’è nulla che conduca più sicuramente alla rovina, stante la parola del profeta: «Ecco che coloro i quali da te si dilungano, periranno» (Psal. LXXII, 26). […] Del che se dubitassimo, dovremmo, ingiustamente, ritenervi o inconsci o noncuranti di quella guerra sacrilega che ora, può darsi in ogni luogo, si muove e si mantiene contro Dio. Giacché veramente contro il proprio Creatore «fremettero le genti e i popoli meditarono cose vane» (Psal. II, 1), talché è comune il grido dei nemici di Dio: «Allontanati da noi» (Iob. XXI, 14). E conforme a ciò, vediamo nei più degli uomini estinto ogni rispetto verso Iddio Eterno, senza più riguardo al suo supremo volere nelle manifestazioni della vita privata e pubblica; che anzi, con ogni sforzo, con ogni artifizio si cerca che fin la memoria di Dio e la Sua conoscenza sia del tutto distrutta. Chi tutto questo considera, bene ha ragione di temere che siffatta perversità di menti sia quasi un saggio e forse il cominciamento dei mali, che agli estremi tempi son riservati; che già sia nel mondo il figlio di perdizione, di cui parla l'Apostolo (II Thess. II, 5). Tanta infatti è l'audacia e l'ira con cui si perseguita dappertutto la religione, si combattono i dogmi della fede e si adopera sfrontatamente a sterpare, ad annientare ogni rapporto dell'uomo colla Divinità! In quella vece, ciò che appunto, secondo il dire del medesimo Apostolo (Sap. XI, 24), è il carattere proprio dell'Anticristo, l'uomo stesso, con infinita temerità si e posto in luogo di Dio, sollevandosi soprattutto contro ciò che chiamasi Iddio; per modo che, quantunque non possa spegnere interamente in se stesso ogni notizia di Dio, pure, manomessa la maestà di Lui, ha fatto dell'universo quasi un tempio a sé medesimo per esservi adorato: «Si asside nel tempio di Dio mostrandosi quasi fosse Dio» (II Thess. II, 2).
(PIO X, Lettera Enciclica, E supremi apostolatus, 1903)


Ancora san Pio X, nell’enciclica Pascendi dell’8 settembre 1907, tratta della setta modernista, che è alleata alla setta liberale, e della sua infiltrazione nella Chiesa al fine di sovvertire, confondere e plagiare il clero:

ed a rompere senza più gl'indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell'errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gettano su quanto vi è di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo. [….] Fanno le meraviglie costoro perché Noi li annoveriamo fra i nemici della Chiesa; ma non potrà stupirsene chiunque, poste da parte le intenzioni di cui Dio solo è giudice, si faccia ad esaminare le loro dottrine e la loro maniera di parlare e di operare. Per verità non si allontana dal vero chi li ritenga fra i nemici della Chiesa i più dannosi. Imperocché, come già abbiam detto, i lor consigli di distruzione non li agitano costoro al di fuori della Chiesa, ma dentro di essa; ond'è che il pericolo si appiatta quasi nelle vene stesse e nelle viscere di lei, con rovina tanto più certa, quanto essi la conoscono più addentro. Di più, non pongono già la scure ai rami od ai germogli; ma alla radice medesima, cioè alla fede ed alle fibre di lei più profonde. Intaccata poi questa radice della immortalità, continuano a far correre il veleno per tutto l'albero in guisa, che niuna parte risparmiano della cattolica verità, niuna che non cerchino di contaminare. […] Inoltre, nell'adoperare le loro mille arti per nuocere, niuno li supera di accortezza e di astuzia: giacché la fanno promiscuamente da razionalisti e da cattolici, e ciò con sì fina simulazione da trarre agevolmente in inganno ogni incauto; e poiché sono temerari quanto altri mai, non vi è conseguenza da cui rifuggano e che non ispaccino con animo franco ed imperterrito. Si aggiunga di più, e ciò è acconcissimo a confonderle menti, il menar che essi fanno una vita operosissima, un'assidua e forte applicazione ad ogni fatta di studi, e, il più sovente, la fama di una condotta austera. […] Ma voi sapete, o Venerabili Fratelli, come tutto riuscì indarno: sembrarono abbassai la fronte per un istante, mala rialzarono subito con maggiore alterigia. […] E poiché è artificio astutissimo dei modernisti (ché con siffatto nome son chiamati costoro a ragione comunemente) presentare le loro dottrine non già coordinate e raccolte quasi in un tutto, ma sparse invece e disgiunte l'una dall'altra, allo scopo di passare essi per dubbiosi e come incerti, mentre di fatto sono fermi e determinati; gioverà innanzi tutto raccogliere qui le dottrine stesse in un sol quadro, per passar poi a ricercar le fonti di tanto traviamento ed a prescrivere le misure per impedirne i danni. […] E così continuano il lor cammino, continuano benché ripresi e condannati, celando un'incredibile audacia col velo di un'apparente umiltà. Piegano fintamente il capo: ma la mano e la mente proseguono con più ardimento il loro lavoro. E così essi operano scientemente e volentemente; sì perché è loro regola che l'autorità debba essere spinta, non rovesciata; si perché hanno bisogno di non uscire dalla cerchia della Chiesa per poter cangiare a poco a poco la coscienza collettiva; il che quando dicono, non si accorgono di confessare che la coscienza collettiva dissente da loro, e che quindi con nessun diritto essi si dànno interpreti della medesima.
(PIO X, Lettera enciclica, Pascendi dominaci gregis, 1907)

Pervertendo dal basso verso l’alto l’intera gerarchia cattolica, il modernismo ha diffuso il liberalismo nella Chiesa. Questo piano sovversivo ha richiesto molto tempo prima di giungere ad una completa maturazione, da un lato per la complessità dell’operazione che si estendeva su una realtà molto vasta quale l’intero corpo ecclesiale, dall’altro perché fino a Pio XII i papi continuarono a mantenere intatta la verità della dottrina condannando ogni deviazione. Tuttavia la maturazione avvenne, ed il golpe liberale quale fu quello del 1789 in Francia, si concretizzò in un concilio ecumenico, anch’esso pianificato e predetto dalle società segrete. 


In tal senso ha un ruolo di primaria importanza l’abate Paul Roca (1830-1893), condannato e interdetto dal Sant’Uffizio nel 1888. Sacerdote nel 1858 e canonico onorario nel 1869, oltre ad essere modernista, fu anche socialista e massone, con frequentazioni nel mondo dell’occultismo. Mons. Rudolf Graber, nel suo libro Athanase (Cfr. GRABER, Rudolf, Sant’Atanasio e la Chiesa del nostro tempo, Edizioni Civiltà, Brescia, 1974), cita alcune opere di Roca in cui parla spesso di una “Chiesa novellamente illuminata” dal socialismo di Gesù e dei suoi apostoli. Afferma che «la nuova Chiesa che probabilmente non potrà conservare più nulla dell’insegnamento e della forma primitiva dell’antica Chiesa, riceverà tuttavia la benedizione e la giurisdizione canonica di Roma». Dice inoltre che «il culto divino, cioè la liturgia, il cerimoniale, il rituale, quali sono stati regolati dalle prescrizioni della Chiesa romana, subiranno una trasformazione in seguito a un concilio ecumenico […] che renderà loro la semplicità esemplare dell’età d’oro apostolica, in armonia con la nuova condizione della coscienza e della civiltà moderna». Roca precisa i frutti di questo concilio: «ne verrà fuori una cosa che lascerà il mondo stupefatto, e che getterà il mondo in ginocchio davanti al suo redentore. Questa cosa sarà la civiltà moderna e l’idealità del Cristo e del suo Vangelo. Sarà la consacrazione del Nuovo Ordine Mondiale e il battesimo solenne della civiltà moderna». Aggiunge inoltre che: «un sacrificio si prepara, che offrirà una penitenza solenne […]. Il papato cadrà, morrà sotto il sacro coltello che i Padri dell’ultimo concilio forgeranno. Il Cesare pontificale sarà l’ostia consumata per il sacrificio». Roca è sicuro che tutte queste cose accadranno, a meno che il Signore non lo impedisca. Prevede inoltre che si sarebbe giunti ad una religiosità e ad una «universalità di un cristianesimo col quale si metteranno in armonia tutti i centri religiosi della terra», annuncia inoltre una serie di innovazioni come una nuova religione dell’uomo, annunciata da nuovi preti progressisti, non più celibi, senza abito talare, ecc.
Il modello di Chiesa profetizzato da Roca, oggi è una realtà! Ma il fatto rilevante è che, in anticipo di un secolo, abbia individuato in un concilio ecumenico la definitiva consacrazione del cambiamento della Chiesa. Ciò che è accaduto negli anni sessanta del secolo scorso, quindi, è stato un vero e proprio golpe, ossia un cambio di regime, che ha portato ai vertici della Chiesa i modernisti e i liberali. I piani meditati nelle società segrete, si sono realizzati…c’è dell’altro?

29 commenti:

  1. Suvvia "profeti di sventura" abbiamo avuto un nuova pentecoste....
    CVCRCI

    RispondiElimina
  2. C'e' poco da essere "profeti di sventura" ... per chi non ha la fortuna di frequentare la vera Messa, ce ne vuole per non perdere la fede.

    RispondiElimina
  3. Volevo ringraziarvi per questo blog. Io sono fresca nella fede e mi sono riavvicinata da poco meno di 3 anni, ma sinceramente ho fin da subito notato cose che non quadravano. S. Messe frettolose, chiacchericcio in parrocchia alla stregua del mercato, gente che passa davanti al Tabernacolo con noncuranza e il mio cuore che gridava "ma lì c'e' Cristo, c'e' Nostro Signore, ma ve ne rendete conto????" Ho sempre rispettato il Santo Padre, ma ultimamente dopo certe sue scelte e certe sue risposte (mi ha scnadalizzato la risposta in tv sulla non presenza di carne biologica nell'ostia consacrata) inizio ad avere dubbi pesanti ... e solo l'amore per Cristo e la Chiese mi mantiene ferma, altrimenti non so quante volte sarei andata giòà alla deriva. Mi conforta sapere che non sono l'unica a vedere tutto questo e a soffrirne.

    RispondiElimina
  4. Non sei l'unica, sappi però che è un po' il nostro fardello, supplire alla disfatta generale della Chiesa e dei suoi "fedeli".
    Non siamo certo migliori degli altri, abbiamo ricevuto di più e di più dobbiamo dare, tra questo la sofferenza dovuta allo stato dei fatti.
    Bisogna pregare per il Santo Padre affinchè si ravveda e confermi i fratelli (Lc 22,32).
    Per adesso sembrerebbe confermarli nella fede conciliare.
    Confidiamo in Maria Santissima, la strada giusta è il Sacrficio della Messa.
    I dubbi l'assaliranno sempre, come può essere altrimenti?
    C'è un rapporto di 1:10000, umanamente è comprensibile chiedersi:sono io che sbaglio?
    Guardanod alla Chiesa di sempre ai suoi Padri e Santi dottori non si sbaglia mai.

    RispondiElimina
  5. Ciao .. anche io mi sono avvicinato da poco tempo, ho avuto una sorta di conversione per tutta una serie di vicissitudini personali, ma non solo, che non sto qui a raccontare .. come dice stettino, guardando alla Chiesa di sempre non si può sbagliare .. ma ci sono anche i continui appelli e messaggi della Santissima Vergine Maria, che sta ATTUALMENTE apparendo in tutto il mondo per avvertirci .. messaggi e appelli (che vi invito a leggere) che vengono continuamente nascosti o ignorati, arrivando a sfidare addirittura il volere divino (come il messaggio della Madonna di Amsterdam, che ho postato alcune settimane fà, forse l'unico caso in cui si pronuncia esplicitamente la parola CONCILIO) .. Tutto questo mi porta a credere che siamo dalla "parte giusta", pur sempre con le nostre miserie e i nostri peccati ..

    Marco (Roma)

    RispondiElimina
  6. C'è una cosa che mi preoccupa molto. Il fatto che la Madonna apparirebbe spesso in questi tempi. Se fossero false apparizioni, ci sarebbe da rilfettere comunque poichè si svelerebbero "gli ultimi tempi" in cui venne profetizzato che "appariranno molti falsi cristi e molti porfeti..". Ma se sono vere, certamente i tempi lunghi della Chiesa nel portare discernimento non ci permetterebbero di conoscere la verità. Aggiungo anche un dubbio terribie: come possiamo ora essere sicuri di una pronuncia ecclesiale valida se il card. Bertone e Joseph Ratzinger hanno o mentito o quantomeno insabbiato ed annacquato l'ultima parte del segreto di Fatima che doveva essere svelato?
    Ormai si va avanti timonando a vista e confidando nell'aiuto della Madonna e di Gesù. E' vero anche che la nostra Madre celeste non ha mai trascurato di avvertirci e, quando i tempi sono gravi , personalemente ritengo che Lei si dia ancor più da fare a comunicare il più possibile visto che la Chiesa è cieca e sorda...

    RispondiElimina
  7. Aggiungo, per riprendere l'argomento centrale, che da tempo esistono testimonianze inerenti il "gioco" della massoneria sul concilio, avendo ottenuto l'avvallo del pontefice Roncalli, che sarebbe stato eletto con l'apporto concreto di cardinali ormai massoni...quindi arrivò il Concilio vatII con quel che ne seguì e con i papi che ne seguirono, eredi di quei cardinali massoni che vinsero al concilio e che aumentarono di numero perchè eletti dai papi successivi a quello. Possiamo ipotizzare situazioni differenti dopo che il papa attuale nomina un laico inventore di liturgie differenti ed eretiche (pur in linea avanzata col concilio)come membro della nuova evangelizzazione? Non bisogna illudersi, andrà ancora peggio!

    RispondiElimina
  8. Ciao Mardunolbo, come ho già scritto un pò ti tempo fà, in diverse apparizioni, la Santissima Vergine Maria ribadisce più volte che siamo ormai alla "fine dei tempi" e che questo è il tempo della conversione e del cambiamento delle nostre vite .. ma, ripeto, tutto viene nascosto o sottaciuto, lasciando i poveri fedeli nell'ignoranza .. tu stesso hai ricordato come Bertone e Ratzinger abbiano annacquato o insabbiato il segreto di Fatima, che DOVEVA ESSERE LETTO a tutto il mondo!
    E' vero che nostro Signore Gesù Cristo ha predetto molti falsi profeti, ma limitiamoci allora ai casi UFFICIALMENTE riconosciuti dalla Chiesa .. Ecco un messaggio della Santissima Vergine Maria alla STIGMATIZZATA Teresa Musco del 1976:

    "Vedrai una grande rivoluzione nella Mia casa, i COMUNISTI al potere. E nella Mia casa a Roma già ci sono, ma si manifesteranno solo quando possono comandare liberamente, senza ostacoli. Allora ci sarà spargimento di sangue innocente"

    un altro illuminate messaggio a Suor Agnese Sasagawa ad Akita, Giappone (anche queste apparizioni sono ufficialmente riconosciute):

    "L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli...chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che ACCETTANO COMPROMESSI, e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della Mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.."

    che ne dite?

    Marco (Roma)

    RispondiElimina
  9. Ringrazio molto tutti voi che intervenite...
    Saluto "Vigila et ora" e le do il benvenuto in questo blog. Saluto il caro Marco e ringrazio di cuore gli amici Stettino e Mardunolbo per la loro fedele assiduità. :-)

    "...che ne dite?
    Marco (Roma)"

    Caro Marco,
    io dico che ciò che la Santa Madre ha detto sia a Teresa Musco che a Suor Agnese si è già concretizzato, compreso lo "spargimento di sangue innocente", che io vedo realizzato in questi orribili delitti commessi dai consacrati sui piccoli. Non dimentiachiamo neanche che con il rilassamento morale dilagato dopo il Concilio, e causato (come ben dice Mons. Pagliarani) dal rilassamento e dalla desacralizzazione della Liturgia, abbiamo avuto la conseguenza della piaga della legalizzazione dell'aborto: altro genocidio legalizzato di vittime innocenti. Quella legge fu votata anche da molti cristiani e molti sedicenti cattolici, i quali ormai corrotti dalla protestantizzazione della lex orandi e della lex credendi operate dalla gerarchia, hanno contribuito alla discesa della società nel baratro delle uccisioni in massa di "sangue innocente".

    RispondiElimina
  10. "Aggiungo anche un dubbio terribie: come possiamo ora essere sicuri di una pronuncia ecclesiale valida se il card. Bertone e Joseph Ratzinger hanno o mentito o quantomeno insabbiato ed annacquato l'ultima parte del segreto di Fatima che doveva essere svelato?"

    Carissimo Mardu,
    è lo stesso pensiero che passa spesso nella mia mente...e la risposta che mi sono data, almeno per il caso di Medjugorje, è che se i "veggenti" cedono alle pressioni della Gerarchia che esige che essi svelino a loro (magari "in virtù di santa obbedienza")i dieci segreti che avrebbe dato loro la Gospa, se costoro cedoono e li svelano prima che la Madonna voglia, allora era tutto falso: la Chiesa ci provò anche con Bernadette ed in altri casi a carpire "a modo loro" i segreti delle rivelazioni, ma con i veri santi non l'hanno mai spuntata. Ora, siccome la Gospa avrebbe detto che "con Medjugorje è venuta a completare l'opera iniziata a Fatima" e facilmente i dieci segreti di Medjugorje altro non sono che il testo ancora occultato del terzo segreto di Fatima, non vorrei che la gerarchia volesse mettere mano anche a questi per neutralizzare anche questi ultimi. Quindi se i veggenti cedono, vuol dire che non hanno nessuna grazia dalla Madonna di difendere le rivelazioni da possibili manomissioni. Stiamo a vedere...comunque c'è poco da dormire sui giudizi di questa chiesa conciliare.

    RispondiElimina
  11. Cara Annarita io però con Medjugorie andrei cauto: 25 anni di apparizioni!, veggenti che si sposano!, segni che domani arrivano e da 24 anni non si vedono!, due resconti negativi dei vescovi di Mostar( qui magari potrebbe essere anche il contrario)! le strane cose che la "Gospa" avrebbe fatto fare ai veggenti, le strane cose dette riportate negli atti, l'incredibile paura avuta alle prime apparzizioni. MHMHMH
    Preferisco FAtima, Rue du Bac e La salette e le rivelazionio private molto più attendibli.
    Vedasi Chiesa viva e il sito di Marco Corvaglia (ma sicuramente già lo saprete)
    Forse sbaglierò però.....
    Ucci ucci li ci sono i carismatucci.
    CVCRCI

    RispondiElimina
  12. Hahhhahhhah, Stettino.... i "carismatucci" ...^_____^
    e ci sono anche grandi lodi ai neocatecumenatucci...

    Hai ragione...infatti oltre a rispondere a Mardu che condividevo il suo dubbio su un giudizio veritiero della Chiesa, ponevo il problema del fatto che la Chiesa vorrebbe appropriarsi di rivelazioni in modo DIVERSO dalla volontà di chi rivela... sarà l'atteggiamento sia della Chiesa, sia di quei "veggenti" a smascherare la menzogna, se ce ne fosse.

    Certo...l'ultima che ho sentito a Radio Maria mi ha fatto molto pensare...quando è morto Woityla, pare che i Veggenti abbiano chiesto alla Gospa notizie del papa, e che lei abbia risposto: "E' qui con me."
    Mmm..... °_°

    RispondiElimina
  13. «… Io sostengo che noi siamo in grado di farvi crollare e vi faremo crollare… Ebbene noi siamo un esercito, il cui Condottiero vi conosce ad uno ad uno, ha osservato e osserva ogni vostra azione, ascolta ogni vostra parola, anzi, nemmeno uno dei vostri pensieri sfugge alla sua attenzione. Sapete come si chiama questo nostro Condottiero? È l’Immacolata, il rifugio dei peccatori, ma anche la debellatrice del serpente infernale. Ella vi schiaccerà il capo! Ma ecco, il nostro Condottiero, l’Immacolata, chiede per voi misericordia, il prolungamento della vostra vita, affinché abbiate ancora la possibilità di rientrare in voi stessi».
    In queste parole indirizzate ai massoni, Padre Kolbe usa un’espressione “debellatrice del serpente infernale” riportata spesso nei suoi scritti e non a caso. E’ infatti un concetto kolbiano quello di associare la Massoneria alla testa del serpente infernale e ciò può trovare la sua origine non solo nella Genesi e nei Protocolli di Sion che il padre aveva letto attentamente, ma anche negli stessi scritti massonici. La Massoneria si definisce infatti Serpente Verde identificandosi con satana il serpente tentatore ed il serpente è un simbolo molto presente negli scritti massonici. Tanto per fare qualche esempio, il massone di 33° Ulisse Bacci, nel suo libro pubblicizzato sulla rivista del Grande Oriente d’Italia - stiamo parlando dei primi del 900 - scrisse: «il serpente, che si piega su sé stesso e si morde la coda, è l’emblema delle rivoluzioni solari, e, in altri termini, dell’eternità» e per il maestro Reghini, reggente di una loggia chiamata Lucifero, fu il Serpente della Genesi e non Dio, colui che nell’Antico Testamento promise all’uomo l’immortalità. Per il massone francese Wirth , il Serpente della Genesi era l’istinto di elevazione nell’uomo e perciò venerato da tutti gli iniziati, visto che il programma di iniziazione massonica è appunto la divinizzazione dell’uomo, mentre il maestro inglese John Ward, presentò lo stesso Serpente come il simbolo della divina sapienza e quindi erroneamente giudicato quale nemico dell’uomo. Come osservò Ward, “ il fermaglio della cintura del grembiule di Maestro Massone ha proprio la forma di serpente, il che sta ad indicare che il massone è circondato dalla sapienza divina.”

    Padre Kolbe era consapevole che la massoneria fosse d’ispirazione satanica per rifiutare i dogmi cattolici e che la sua opera stessa fosse quella del serpente infernale, quindi chi meglio dell’Immacolata poteva schiacciarne il capo?

    Concludo con quanto apparso su di una rivista massona agli inizi del secolo scorso:” passarono centinaia di secoli e mai si spense la fiaccola della ribellione nostra: se Lucifero fu cacciato dai cieli, non bastarono a vincerlo né le schiere, né gli inferni, egli risorge più possente che mai e fronteggia gli Dei nelle debellate fortezze del dogma cattolico» .
    Attuale.
    Patrizia

    RispondiElimina
  14. Per quanto riguarda Medju, fenomeno che conosco personalmente MOLTO bene, sono d'accordo con Stettino e ribadisco: è tutto falso.
    Ma non è questo l'argomento del 3d, spero avremo l'occasione di parlarne in futuro.
    Patrizia

    RispondiElimina
  15. Patrizia,
    grazie per il meraviglioso intervento...se hai questi scritti di Padre Kolbe, mandali a Gianluca che ne facciamo un bel trhead!
    Grazie ancora!

    RispondiElimina
  16. Grazie a voi che mi permettete di rileggerli con più attenzione.
    Padre Kolbe ha lasciato tantissimi scritti, di una profondità meravigliosa anche nelle più semplici lettere indirizzate alla madre, ma cercherò di trovare quelle più pertinenti alle nostre discussioni.
    Patrizia

    RispondiElimina
  17. VIVA IL CONCILIO VATICANO II che voi non avete capito!!! Voi, che non avete vissuto il periodo "tridentino" vi permettete di giudicare il Concilio Vaticano II!!!! Non so quanti preti, terminata la disciplina tridentina si sono sentiti leggeri e felici, senza pesanti fardelli per cui tutto era peccato mortale!!! Voi non vi rendete conto di quanto ha fatto felice lo spirito del concilio vaticano II e lo giudicate!!! Dio abbia pietà di voi!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  18. Ultimamente questo blog è frequentato da buontemponi, dev'essere l'aria delle vacanze ormai vicine.
    Patrizia

    RispondiElimina
  19. INFORMATEVI NON RIMANETE NEL PASSATISMO CHE SA DI STANTIO!!! IL VESCOVO DEL VIDEO (85 ANNI) HA UN PENSIERO INFINITAMENTE PIU' GIOVANE DI VOI!!!!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=6Lg9TJp5Opk&NR=1

    RispondiElimina
  20. Se i bontemponi frequentano questo sito fanno bene: è talmente serio, in senso preoccupantemente fanatico, che non si può che prenderlo in giro.....

    RispondiElimina
  21. A quanto pare difendere l'ortodossia della fede cattolica, adesso si chiama fanatismo: ben venga, allora!
    C'è un proverbio toscano che dice: "attenti a non finire come il bischero di padule".
    Patrizia

    RispondiElimina
  22. Per chi non fosse toscano, spiego il significato del proverbio. Il bischero di padule è un arbusto che cresce nei fossi d'acqua stagnante o nelle paludi. All'estremità di un lungo, esile gambo, si trova un pesante pennacchio e così l'arbusto è destinato ad ondeggiare alla minima corrente d'aria, ogni piccola ventata lo muove da ogni parte. Medesima sorte è destinata all' anima che non poggia la propria fede e salvezza sulla roccia possente della Tradizione millenaria della Chiesa: sballottata a destra e a manca, perderà inevitabilmente forza e vigore, finanche, purtroppo, a seccarsi.
    Patrizia

    RispondiElimina
  23. bla bla bla bla......

    RispondiElimina
  24. Coda di paglia? :)
    Patrizia

    RispondiElimina
  25. blaterate come i testimoni di Geova!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  26. LEGGETE E IMPARATE (ma non penso capirete). VOI PROPUGNATE QUESTI MODELLI ORRIBILI (dietro al vostro pietismo e fideismo):

    Yves CONGAR è stato un profeta della chiesa cattolica come la conosciamo adesso, con le sue aperture, i suoi «mea culpa», i suoi slanci verso il mondo esterno. Come tutti i profeti - e non fu solo: basti pensare a De Lubac, a Chenu, allo stesso Jean Danielou - pagò il prezzo dell’incomprensione, della resistenza della vecchia struttura.

    Il Sant’Uffizio: «Odio la Gestapo OVUNQUE ESSA SI TROVI», scrive il teologo preso di mira. Roma non è più la città «scoperta» con freschezza nel dopoguerra: è un idra dalle sette teste, anzi la «Bestia dell’Apocalisse», un mostro da combattere affinchè «le generazioni a venire non ne subiscano il potere». Sembra di leggere un polemista protestante del sedicesimo secolo, e invece no: CONGAR, mite, introverso, non accetta di essere accusato di deviazioni dottrinali, senza potersi difendere in maniera efficace «contro un SISTEMA POLIZIESCO» che agisce in segreto. Cerca di dialogare, di capire, ma riceve ogni volta la stessa risposta, riportata nelle sue pagine del Journal d’un theologien: «Altolà! Segreto del Sant’Uffizio».

    Si lamenta: «Dappertutto ci si scontra contro questo segreto tenebroso, contro natura, strumento di un’OPPRESSIONE che attenta alla vita delle persone e al rispetto del pensiero». Pio XII, Papa Pacelli, lo riceve in udienze, e gli lascia un’impressione positiva; non così alcuni stretti collaboratori del Pontefice. Nel 1950 però l’enciclica Humani generis apre il fuoco contro «le nuove tendenze che si agitano nelle scienze sacre». È lo stesso anno in cui CONGAR pubblica «Vera e falsa riforma nella Chiesa», un manifesto CONTRO L'INTEGRALISMO, un appello al ritorno alle fonti bibliche. Inizia il suo calvario, che raggiunge il culmine nel 1954, i domenicani francesi, troppo favorevoli ai «preti operai» e disponibili a «coprire» i teologi scomodi sono nella tempesta, CONGAR va in «esilio»: Gerusalemme, Strasburgo e Cambridge.

    Soffre: «Ciò che mi colpisce di più è il CRETINISMO, l’INVEROSIMILE POVERTA' D'INTELLIGENZA E DI CARATTERE. Il sistema ha fabbricato SERVITORI a sua immagine». È veramente il deserto, per il teologo domenicano: «Devo fare i conti con un SISTEMA SPIETATO, un sistema che non può correggersi e neppure riconoscere le sue ingiustizie, e che è servito da uomini disarmanti per bontà e pietà». In quella notte dell’anima Yves CONGAR giunge persino a considerare l’ipotesi del suicidio, di fronte al fallimento a far capire la necessità per la Chiesa di «liquidare la teologia barocca». «Sono stritolato, distrutto, fottuto, scomunicato da tutto». Si percepisce persino - in quel mondo in parte reale, in parte immaginario, popolato da delatori e mestatori, complici di un potere ostile, il soffio della paranoia: il teologo teme agguati continui, insidie, doppiezze.

    Il diario si chiude nel 1956, e le ultime pagine sono improntate al pessimismo più cupo. Eppure la fine della lunga stagione invernale per CONGAR non è lontana: due anni più tardi al soglio di Pietro giunge Giovanni XXIII, e con il Concilio le «eresie» di CONGAR si trasformano in LEGGI DELLA CHIESA.

    CULTURA Mercoledì 28 Febbraio 2001

    RispondiElimina
  27. GRANDE PADRE YVES CONGAR!!! MEMORIA ETERNA!!!

    RispondiElimina
  28. Povero Congar, che Nostro Signore abbia avuto pietà di lui...

    RispondiElimina
  29. "In quella notte dell’anima Yves CONGAR giunge persino a considerare l’ipotesi del suicidio, di fronte al fallimento a far capire la necessità per la Chiesa di «liquidare la teologia barocca». «Sono stritolato, distrutto, fottuto, scomunicato da tutto». Si percepisce persino - in quel mondo in parte reale, in parte immaginario, popolato da delatori e mestatori, complici di un potere ostile, il soffio della paranoia: il teologo teme agguati continui, insidie, doppiezze.
    Il diario si chiude nel 1956, e le ultime pagine sono improntate al pessimismo più cupo. Eppure la fine della lunga stagione invernale per CONGAR non è lontana: due anni più tardi al soglio di Pietro giunge Giovanni XXIII, e con il Concilio le «eresie» di CONGAR si trasformano in LEGGI DELLA CHIESA."

    E bravo Pasqualino ...vieni qui ad imbrattare questo blog con le bieche "notti della fede" di pseudo teologi che la propria fede l'hanno prima distrutta con la loro immensa superbia, e poi hanno finito per lamentarsi di essere cupi, pessimisti, e con tendenze suicide! Ma da te stesso ti metti in scacco, perché chi legge queste losche ed inutili(perchè non redentive)sofferenze, non può non cogliere lo stesso comune elemento angosciante che unisce questo disgraziato/disperato alla tristissima fine dannata del suo padre nella fede: Martin LUTERO. Normale che colui che la Fede di Cristo Signore l'ha deturpata e schiacciata sotto i propri miserabili piedi, tocchi la soglia della follia, della paranoia, si senta scomunicato e braccato da tutte le parti...è l'angoscia di colui che ha confidato in se stesso anziché in Dio, e poi si ritrova SOLO con i suoi fantasmi, nel suo inferno. Dio abbia pietà di lui, speriamo che non abbia fatto la fine di Lutero, all'inferno,come è stato visto in visione da più di un Beato della Chiesa Cattolica.
    Ecco, l'ultima frase da l'idea di chi sia stato Giovannone(Giov. XXIII): colui che prendeva le peggiori eresie e ne faceva delle "leggi per la Chiesa". Un eretico modernista anche lui. Ed eretica la sua "creatura": il Concilio.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.