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venerdì 6 maggio 2011

Dal Catechismo detto di San Pio X: "Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine".

“Le anime da Me più predilette, messe alla prova, Mi vengono meno, le deboli si abbandonano all'isgomento ed alla disperazione, le forti si vanno rilassando a poco a poco. Mi rimangono solo, di notte, di giorno, nelle chiese. NON SI CURANO PIU' DEL SACRAMENTO DELL'ALTARE; non si parla mai di questo Sacramento d'amore; ed anche quelli che ne parlano ahimè! Con che indifferenza, conche freddezza.
Il Mio Cuore è dimenticato; nessuno si cura più del Mio Amore; Io sono sempre contristato. La Mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimento; anche i Miei ministri che Io ho sempre riguardati con predilezione, che lo ho amati come la pupilla dell'occhio Mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?! Da essi debbo ricevere ingratitudine e sconoscenze. Vedo, figlio Mio, molti di costoro che ... (qui si Chetò, i singhiozzi gli strinsero la gola, pianse in silenzio) che sotto ipocrite sembianze, Mi tradiscono con comunioni sacrileghe, calpestando i lumi e le forze che continuamente do a essi..”
Gesù a Padre Pio - Epistolario I, 342 

CANONI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’EUCARESTIA
1. Se qualcuno negherà che nel santissimo sacramento dell’eucarestia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il corpo e il sangue di nostro signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità, e, quindi, tutto il Cristo, ma dirà che esso vi è solo come in un simbolo o una figura, o solo con la sua potenza, sia anatema.

 
Dal Catechismo detto di San Pio X:
322. Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine?
Nell'Eucaristia c'è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine.
325. Dopo la consacrazione che cos'è l'ostia?
Dopo la consacrazione l'ostia è il vero Corpo del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del pane.

327. Dopo la consacrazione che c'è nel calice?
Nel calice dopo la consacrazione c'è il vero Sangue del Nostro Signor Gesù Cristo sotto le apparenze del vino.
330. Che cosa sono le specie o apparenze?
Le specie o apparenze sono tutto ciò che cade sotto i sensi, come la figura, i1 colore, l'odore, il sapore del pane e del vino.

Quindi questa dottrina sul Santissimo Sacramento è chiara, in essa si trova, biologicamente, il Corpo e il Sangue del Signore, leggiamo cosa dice in proposito il Papa:

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Una delle risposte  del Papa trasmesse il Venerdì Santo in TV:
D. – Santità, quando le donne giungono al sepolcro, la domenica dopo la morte di Gesù, non riconoscono il Maestro, lo confondono con un altro. Succede anche agli apostoli: Gesù deve mostrare le ferite, spezzare il pane per essere riconosciuto, appunto, dai gesti. È un corpo vero, di carne, ma anche un corpo glorioso. Il fatto che il suo corpo risorto non abbia le stesse fattezze di quello di prima, che cosa vuol dire? Cosa significa, esattamente, corpo glorioso? E la risurrezione sarà per noi così?

R. – Naturalmente, non possiamo definire il corpo glorioso, perché sta oltre le nostre esperienze. Possiamo solo registrare i segni che Gesù ci ha dato per capire almeno un po’ in quale direzione dobbiamo cercare questa realtà.

Primo segno: la tomba è vuota. Cioè, Gesù non ha lasciato il suo corpo alla corruzione, ci ha mostrato che anche la materia è destinata all’eternità, che realmente è risorto, che non rimane una cosa perduta. Gesù ha preso anche la materia con sé, e così la materia ha anche la promessa dell’eternità.

Ma poi ha assunto questa materia in una nuova condizione di vita, questo è il secondo punto: Gesù non muore più, cioè sta sopra le leggi della biologia, della fisica, perché sottomesso a queste uno muore. Quindi c’è una condizione nuova, diversa, che noi non conosciamo, ma che si mostra nel fatto di Gesù, ed è la grande promessa per noi tutti che c’è un mondo nuovo, una vita nuova, verso la quale noi siamo in cammino. E, essendo in queste condizioni, Gesù ha la possibilità di farsi palpare, di dare la mano ai suoi, di mangiare con i suoi, ma tuttavia sta sopra le condizioni della vita biologica, come noi la viviamo. E sappiamo che, da una parte, è un vero uomo, non un fantasma, che vive una vera vita, ma una vita nuova che non è più sottomessa alla morte e che è la nostra grande promessa.

È importante capire questo, almeno quanto si può, per l’eucaristia. Nell’Eucaristia il Signore ci dona il suo corpo glorioso, non ci dona carne da mangiare nel senso della biologia, ci dà se stesso. Questa novità che lui è entra nel nostro essere uomini, nel nostro, nel mio essere persona, come persona, e ci tocca interiormente con il suo essere, così che possiamo lasciarci penetrare dalla sua presenza, trasformare nella sua presenza. È un punto importante, perché così siamo già in contatto con questa nuova vita, questo nuovo tipo di vita, essendo lui entrato in me, e io sono uscito da me e mi estendo verso una nuova dimensione di vita.

Io penso che questo aspetto della promessa, della realtà che lui si dà a me e mi tira fuori da me, in alto, è il punto più importante: non si tratta di registrare cose che non possiamo capire, ma di essere in cammino verso la novità che comincia, sempre, di nuovo, nell’eucaristia.

 Dal concilio di Trento:
Capitolo III.
Eccellenza della santissima eucarestia sugli altri sacramenti.
La santissima eucarestia ha questo di comune con gli altri sacramenti: che è simbolo di una cosa sacra e forma visibile della grazia invisibile (213).
Tuttavia in essa vi è questo di eccellente e di singolare: che gli altri sacramenti hanno il potere di santificare solo quando uno li riceve, mentre nell’eucarestia vi è l’autore della santità già prima dell’uso. Difatti gli apostoli non avevano ancora ricevuto l’eucarestia dalla mano del Signore (214) e già Egli affermava che quello che Egli dava era il suo corpo. Sempre vi è stata nella chiesa di Dio questa fede, che, cioè, subito dopo la consacrazione, vi sia, sotto l’apparenza del pane e del vino, il vero corpo di nostro Signore e il suo vero sangue, insieme con la sua anima e divinità. In forza delle parole, il corpo è sotto la specie del pane e il sangue sotto la specie del vino; ma lo stesso corpo sotto la specie del vino, e il sangue sotto quella del pane, e l’anima sotto l’una e l’altra specie, in forza di quella naturale unione e concomitanza, per cui le parti di Cristo Signore, che ormai è risorto dai morti e non muore più (215), sono unite fra loro; ed inoltre la divinità per quella sua ammirabile unione ipostatica col corpo e con l’anima.
È quindi verissimo che sotto una sola specie si contiene tanto, quanto sotto l’una e l’altra. Cristo, infatti, è tutto e intero sotto la specie del pane e sotto qualsiasi parte di questa specie; e similmente è tutto sotto la specie del vino e sotto le sue parti.
Capitolo IV.
La transustanziazione.
Poiché, poi, Cristo, nostro redentore, disse che era veramente il suo corpo ciò che dava sotto la specie del pane (216), perciò fu sempre persuasione, nella chiesa di Dio, - e lo dichiara ora di nuovo questo santo concilio - che con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, nostro signore (217), e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue.
Questa trasformazione, quindi, in modo adatto e proprio è chiamata dalla santa chiesa cattolica transustanziazione.
Dalle «Catechesi» di Gerusalemme
(Catech. 22, Mistagogica 4, 1. 3-6. 9; PG 33, 1098-1106)



Il pane del cielo e la bevanda di salvezza
«Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue» (1 Cor 11,23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «Questo è il mio corpo», chi oserà ancora dubitare? E poiché egli ha affermato e detto: «Questo è il mio sangue» chi mai dubiterà, affermando che non è il suo sangue?
Perciò riceviamoli con tutta certezza come corpo e sangue di Cristo. Nel segno del pane ti vien dato il corpo e nel segno del vino ti vien dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. Avendo ricevuto in noi il suo corpo e il suo sangue, ci trasformiamo in portatori di Cristo, anzi, secondo san Pietro, diventiamo consorti della natura divina.
Un giorno Cristo, disputando con i Giudei, disse: Se non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue, non avrete in voi la vita (cfr. Gv 6, 53). E poiché quelli non capirono nel giusto senso spirituale le cose dette, se ne andarono via urtati, pensando che li esortasse a mangiare le carni.
C'erano anche nell'antica alleanza i pani dell'offerta, ma poiché appartenevano all'Antico Testamento, ebbero termine. Nel Nuovo Testamento c'è un pane celeste e una bevanda di salvezza, che santificano l'anima e il corpo. Come infatti il pane fa bene al corpo, così anche il Verbo giova immensamente all'anima.
Perciò non guardare al pane e al vino eucaristici come se fossero semplici e comuni elementi. Sono il corpo e il sangue di Cristo, secondo l'affermazione del Signore. Anche se i sensi ti fanno dubitare, la fede deve renderti certo e sicuro.
Bene istruito su queste cose e animato da saldissima fede, credi che quanto sembra pane, pane non è, anche se al gusto è tale, ma corpo di Cristo. Credi che quanto sembra vino, vino non è, anche se così si presenta al palato, ma sangue di Cristo. Di queste divine realtà già in antico David diceva nei Salmi: «Il pane che sostiene il suo vigore e l'olio che fa brillare il suo volto» (Sal 103, 15). Ebbene sostieni la tua anima, prendendo quel pane come pane spirituale, e fa' brillare il volto della tua anima.
Voglia il cielo che con la faccia illuminata da una coscienza pura, contempli la gloria del Signore, come in uno specchio, e proceda di gloria in gloria, in Cristo Gesù, Signore nostro. A lui onore, potestà e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Quindi, a differenza di cio' che dice il Papa, nell'Eucarestia si trova mirabilmente e biologicamente il Corpo e il Sangue del Signore...

15 commenti:

  1. Direi che non è bene trovare il pelo nell'uovo.

    La risposta del Santo Padre non ha nulla di eretico. In effetti nella SS. Eucaristia Nostro Signore ci dà Se stesso ma "nelle specie" consacrate.
    La SS. Eucaristia è la carne di Cristo quanto alla sostanza, negli accidenti permane l'apparenza del pane/vino sospesi.
    Quando il papa dice "nel senso della biologia" non fa altro che proporre con altro linguaggio, più comprensibile ai non addetti ai lavori, la dottrina di sempre.

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  2. Caro anonimo, manco per niente.....
    direi che è "molto bene" cercare il pelo nell'uovo, quando si tratta di dottrina e segnatamente della dottrina più importante e determinante per la nostra vita e per la SALVEZZA ETERNA: QUELLA SULL'EUCARESTIA.
    Intanto nessuno ha detto che il papa sia eretico: bisognerebbe capire PERCHE' si esprime in questo modo, pur conoscendo a menadito la dottrina di sempre....ed una spiegazione potrebbe essere quella che tu dai qui sotto: parlare ai non addetti ai lavori. Questo andrebbe benissimo se non si usassero frasi che per spiegare più semplicemente una realtà finiscono poi per trasformarla....
    Sì, perchè la frase del Papa finisce per affermere cose diverse da quelle che la dottrina ha sempre sostenuto. Basta confrontare la sua frase con l'assunto sopra pubblicato del Catechismo di San Pio X, per capire che le due frasi si contraddicono a vicenda. Ma se il Papa pensa veramente quello che dice, allora, sì, è eretico.
    Se tu affermi che nell'Eucarestia Cristo "ci da Se stesso" (frase molto generica, che dice tutto e non dice nulla), "ma" nelle Specie consacrate, stai dicendo che la Presenza di Cristo non è materiale, perchè la materia è quella visibile delle specie (pane e vino), quindi secondo la tua affermazione, Cristo sarebbe presente solo in Spirito e Potenza.

    Ma non è così: Cristo è presente, secondo la dottrina cattolica, in CORPO, SANGUE, ANIMA E DIVINITA', cioè in tutte le componenti che Egli aveva già quando viveva sulla terra.
    E visto che ci siamo, specifichiamo anche che l'eucarestia ha in sè la potenza della Risurrezione ed è stata compiuta in anticipo, anche in vista della Risurrezione, ma è stata realizzata prima dell'evento della Risurrezione, perciò quello che noi mangiamo è, sì, il Cristo Risorto, ma anche il Cristo Maestro che camminava per la Palestina, il Cristo penante nel Getsemani, il Cristo Crocifisso sul Calvario, il Cristo morto nel sepolcro... il Cristo tutto intero! E se tutto inero è, allora c'è anche la sua santissima Carne ed il suo santissimo Sangue, così come viveva e respirava prima della sua Passione. Perciò la sia biologia, LO DOBBIAMO CREDERE PER FEDE, è presente anche se noi non la percepiamo.
    Dire che manca la biologia nell'eucarwestia, vale a identificare la comunione Sacramentale con la Comunione spirituale: ma siccome c'è tra le due, una precisa differenza (la differenza consiste nella presenza SACRAMENTALE) è chiaro che IL SACRAMENTO, abbia in più proprio l'aspetto biologico del Corpo e del Sangue.

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  3. In effetti, sono un po' perplesso..
    Premesso che sono al corrente di tutto lo studio di Joseph Ratzinger, che non ha mai recusato, inerente Karl Rhaner e le varie teorie proprio "moderniste" come venivano chiamate dai precedenti papi, c'è da chiedersi cosa intendesse dire il papa attuale. Non poteva ripetere le parole del catechismo e procedere con una spiegazione? Quando dice che Gesù non ci dona carne da mangiare nel senso della biologia, avrebbe anche ragione, poichè la biologia (che è scienza)indica le caratteristiche di un materia vivente, quindi di un alimento,e da lì non si scappa...Giustamente il Concilio di Trento intuì che la connotazione del corpo e del sangue sono stravolti per i nostri sensi e quindi coniò il termine efficacissimo della "TRANSUSTANZIAZIONE" che identifica meravigliosamente il mistero di un Corpo, Sangue, Anima e Divinità che sono presenti in forma a noi accessibile.Le parole del papa non sono erronee in modo evidente, ma lasciano quella vaghezza ben delineata da mons. Williamson, come in tutti gli atteggiamenti papali.Insomma, è proprio materia molto delicata di cui parlare, quindi abbiamo l'esigenza o la pretesa, se qualcuno vuole intenderla così, che il papa parli chiaro, lineare e senza frapporre alcuna frase interpretabile. Ma forse non è proprio nella sua mentalità ciò. A questo punto possiamo benignamente supporre che non sia nella sua mentalità essere lineare e più esplicito per gli studi fatti, anche quelli devianti dall'ortodossia, che lasciano uno strascico nelle modalità dialogative!

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  4. Caro anonimo sicuramente il Santo Padre non ha detto un’eresia e l’argomento è difficile però dobbiamo vedere bene se ciò è conforme a quanto insegna la Chiesa.
    Userò l’autorità dell’Angelico dottore per cercare di risolvere il quesito nella ST pIII q76 a2 ad3 e nella SCG L. IV cap. LXI San Tommaso insegna che noi celebriamo questo Santo Mistero in ripetizione ed in ricordo della passione e morte di Nostro Signore Gesù.
    Ora avvenne che il corpo ed il sangue solamente furono separati prima della sua resurrezione e la Chiesa da il copro di Cristo separatamente al sangue di Cristo per aderire alla Verità, in modo da avere in questo sacramento il ricordo e la rappresentazione della passione del Signore (SCG supra)
    Ma noi sappiamo che Gesù nell’ultima cena agli apostoli quando istituì l’eucarestia diede da mangiare realmente il suo corpo ed il suo sangue sotto le specie del pane e del vino quindi se per fede noi crediamo di ricevere il corpo ed il sangue di Cristo dopo la sua resurrezione dobbiamo credere e pensare che gli apostoli ricevettero il medesimo Corpo e Sangue di quando Gesù era in vita, siccome in vita Egli era biologicamente Cristo, come il suo sangue si separò dal corpo ed alla stessa maniera noi celebriamo ciò che risulta a Verità alla stessa maniera dobbiamo credere che biologicamente riceviamo il corpo e sangue di Cristo non nella sostanza in virtù del sacramento ma per concomitanza naturale.
    Viene così risolto il dubbio con l’aiuto del dottore Angelico.
    Spero sia chiaro
    A voi le conclusioni.
    CVCRCI

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  5. ^__^ per una volta tanto concordo con mardunolbo ^__^

    Io penso che vada considerato anche il fatto che le risposte date in italiano, da uno che è di un'altra nazionalità, per quanto lo parli bene, crea sempre una difficoltà dialogica nell'esprimersi... se si fa attenzione a seguire il Papa quando parla a braccio (mi capita spesso), si avverte immediatamente la difficoltà di quel TROVARE LE PAROLE GIUSTE...

    Piuttosto mi chiedo: che necessità c'è di scomodare il Papa, selezionando migliaia di domande, restringendo le risposte a poche battute per MOTIVI DI TEMPO quando ci troviamo di fronte a domande che hanno impegnato duemila anni di storia per essere DIFESE E SOSTENUTE e 1500 anni prima a che il Concilio tridentino ne stabilisse DEFINITIVAMENTE la dottrina?
    ;-)

    Ritorno a quel concetto del libro intervista: è necessario che il Papa per ricevere APPLAUSI e farsi "conoscere" debba intervenire AL DI FUORI dei suoi compiti, rilasciando interviste e riducendo a tre minuti risposte che esigono almeno una buona mezz'ora di ESEGESI E TEOLOGIA PURA?
    ^__^

    questo è lo sbaglio fondamentale dal quale, con le risposte FRETTOLOSE, si crea inevitabilmente la frase ambigua...ambigua NON per il Papa, ma per chi ascoltando la può interpretare diversamente....

    Va bene dunque citare il Catechismo san Pio X ma non per affermare che il Papa oggi abbia detto una dottrina diversa da quella...
    ;-)

    RispondiElimina
  6. Ma se lo parla bene come può esprimersi male?
    Boh!
    Invece l'esegesi ragionata sul Vangelo di Matteo...
    CVCRCI

    RispondiElimina
  7. Se non mi sbaglio l'esegesi ragionata su S.Matteo sono le teorie ratzingheriane su Gesù e gli ebrei? Be, lì intenderebbe dire che i Vangeli vanno interpretati,... forse anche quelli alla luce dell'ermeneutica. Dopo il Concilio, chissà perchè deve essere interpretato tutto. Quel che era chiaro va reinterpretato, il catechsimo va reinterpretato, i Vangeli vanno reinterpretati perchè quelli venuti prima del teologo di Tubinga non avevano capito un tubingo e forse gli stessi Evangelisti, costretti da situazioni emozionali contingenti non hanno scritto così ben chiaro come il teologo di Tubinga del 2000 dopo Cristo,eletto papa. Ora invece dopo l'eccelso libro sembra tutto chiaro...gli evangelisti, ebrei, hanno peccato di eccesso di zelo religioso contro gli ex correligionari e quindi vanno compresi alla luce della ragione dell'uomo del duemila e quindi reinter- pretati. Quanto pretame!

    RispondiElimina
  8. a.rita ha pienamente ragione, perchè volete a tutti i costi giustificare il Papa per queste sue ennesime eresie? Che sono eresie la riprova è che il Papa non ha parlato ex cattedra, pertanto non non c'è infallibilità, se invece avesse voluto esprimersi come Capo infallibile della Chiesa, lo stesso sarebbe incorso in eresia in quanto negerebbe il magistero di Santa Romana Chiesa.
    Pregate invece affinchè il Papa ritorni sulla retta via!

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  9. Aspetta anonimo...
    se è vero che il Papa non ha l'infallibilità assicurata quando non parla ex cattedra, è altrettanto vero che è prassi normale che Egli si esprima come Capo ufficiale della Chiesa anche senza ricorrere alla Cattedra di Pietro.
    Ad esempio: in tutti i discorsi pubblici, durante le omelie, durante le udienze del mercoledì, egli parla come Capo della Chiesa, anche se non proclama ex cattedra...e non è affatto detto che Egli affermi eresie solo perchè non si pronuncia della Cattedra.
    Anzi, c'è da dire che durante un Pontificato, i pronunciamenti ex cattedra siano l'eccezione e non la norma quotidiana. Ci sono stati molti Pontificati in cui il papa non ha mai proclamato un dogma dalla Cattedra, ma non per questo quei papi sono stati sicuramente eretici...
    Il fatto perciò, secondo me, è che invece queste risposte di Benedetto XVI, date ufficialmente alle grandi masse, da un mezzo pubblico come la televisione, sono da intendersi come affermate proprio come Capo della Chiesa, ed è per questo che hanno la risoonanza che hanno e l'importanza che gli stiamo prestando. Ed è ben per questo che dobbiamo capire bene ciò che dicono e perchè lo dicono.

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  10. Guarda caso ho postato sul blog ieri la forma del consenso del Papa tratto dal Concilio di Basilea è interessante intravedere proprio ciò che tu dici in un passo dice "occhio a quello che fai perchè tu sei l'esempio di ogni cosa" chiaramente parafrasato.
    CVCRCI

    RispondiElimina
  11. Infatti caro Stettino,
    l'ho letto...ed è davvero bello ed edificante.
    A proposito del passo di San Tommaso che hai postato sopra: non ho compreso bene il termine "concomitanza naturale" e a cosa è riferito.
    Puoi spiegare?

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  12. Gentile a.rita,che il Papa parli ex cattedra o come Capo della Chiesa non toglie nulla alle sue parole, hai scritto nel tuo post: "Ma se il Papa pensa veramente quello che dice, allora, sì, è eretico."
    Ora, come giustamente fai notare è impensabile, inaccettabile e inammissibile che un Papa non pensi veramente a ciò che dice!
    Se chiunque o ancora peggio un Pontefice, afferma che nella Santa Eucarestia non vi è la Carne e Sangue(soprattutto biologica)di NSGC, allora questa è PURA ERESIA ( affermazioni che farebbero arrossire anche lutero!).
    Non abbiate paura di richiamare l'autorità così come S.Paolo ammonì San Pietro (Gal. 2:14), ecco il comportamento saggio, ecco il comportamento da tenere nei confronti di un Ministro del Vangelo (quand’anche fosse potente in parole e in opere) quando egli si mette a insegnare cose false, cose contrarie alla sana dottrina o un altro Vangelo. Non si deve andargli dietro come delle pecore senza discernimento, quasi che fosse Dio in terra per cui qualsiasi cosa egli faccia o dica la si deve accettare, ma si deve accettare il suo comportamento o il suo insegnamento solo se è corretto rispetto alla verità del Vangelo. Se invece esso è contrario alla verità del Vangelo, allora va rigettato, e il ministro ammonito.

    "Se vien qualcuno tra voi e non porta questa dottrina non lo ricevete in casa e nemmeno salutatelo "(Giov.IIª, 10)

    Se i cattolici accettano questi ERRORI diffusi e sparsi ai quattro venti con gli attuali mezzi mediatici, vedrete che come hanno fatto con il suo predecessore acclamadolo "santo subito" non aspetteranno, anzi, lo acclameranno "santo vivo", forse è questo ciò che auspica per se stesso BXVI?

    RispondiElimina
  13. Certo che no, caro anonimo...
    al Papa non interessa certamente essere considerato "santo vivo" o "santo prima", come quancun'altro dice parlando di Kiko Arguello....

    Il Papa ha detto una cosa, apparentemente logica e sensata, ma in aperto e chiiaro conflitto con la dottrina cattolica di sempre, e confesso che ho dovuto fare uno sforzo su me stessa per applicare quell'aggettivo al Santo Padre, che io amo profondissimamente, ed è per questo che mi turbo spesso per le sue parole per molti suoi gesti, già compiuti ed altri annunciati come prossimi. Ed è per questo, oltre che per un rispetto istintivo che viene da portare al Vicario di Cristo, che quell'aggettivo l'ho espresso facendomi una certa violenza....perchè ho pensato: no, occorre chiarezza! Noon può andar bene tutto, ed il contrario di tutto. Perciò la mia conclusione ha solo due uscite: o il Papa in questa dichiarazione è volutamente ambiguo (vai a capire perchè?...)oppure ha un pensiero eretico in merito a questa materia, perchè Cristo Signore ha detto una parola semplicissima:"QUESTO E' IL MIO CORPO", "QUESTO E' IL MIO SANGUE." Quindi, basta. Sono Corpo e Sangue di Cristo. Questo richiede la Fede, di non far giri e riigiri di fronte alle sue Parole, ma di accoglierle così coome sono.

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  14. Quanto al carissimo Mardunolbo...
    "per una volta tanto, non concordo con lui"...ahahah ^__^ ...ma solo su questo:

    "Quando dice che Gesù non ci dona carne da mangiare nel senso della biologia, avrebbe anche ragione, poichè la biologia (che è scienza)indica le caratteristiche di un materia vivente, quindi di un alimento,e da lì non si scappa..."

    Osserverei due cose, che poi si collegano...
    Primo: l'errore sta nell'applicare l'aggettivo "biologico" non alla sostanza profonda dell'Eucarestia, ma agli accidenti visibili, che sappiamo essere solo un'apparenza volutamente lasciata tale da Dio, per la nostra debolezza (noi, che non riusciremmo a bere veramente SANGUE dal Calice, come puntualmente succedeva a Padre Pio). Che è la stessa differenza che passa fra le stigmate visibili e quelle invisibili (sono identiche, solo le seconde sembra che non ci siano, perchè non si vedono...ma chi le porta, le sente!)

    Secondo: chi ha detto che analizzando il Pane eucaristico, questo risulterebbe scontatamente la molecola chimica complessa della farina mischiata con quella dell'acqua?
    Nel Miracolo Eucaristico di Lanciano del 1500, tanto per citarne uno delle decine di migliaia che il Signore ha operato nella storia della Chiesa cattolica, l'analisi biologica dell'Ostia manifestata in Carne è stata: "tessuto muscolare di tipo CARDIACO" (Dio ci dà da mangiare il suo Cuore!)e l'analisi dei cinque grumi induriti di Sangue (il tutto ancora perfettamente conservato dopo sei secoli),in cui si è manifestato il vino durante la Consacrazione, è la seguente: "sangue umano,di tipo maschile, del gruppo AB,Rh:Positivo." Si può dunque veramente affermare che con la santissima Eucarestia la biologia non centri nulla? :-)

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  15. Ehhh, Annarita, la questione è questione di parole, come spesso succede. E secondo come si intendono si da' una sensazione. Premesso che personalmente credo al Sangue Corpo, Anima e Divinità presenti nell'Eucaristia, avrei qualche problema a mangiare un Suo pezzo di cuore crudo (fosse cotto, farei meno problemi) e sangue pure,ed anche!.Quindi venendo incontro alle esigenze nostre, ecco che la immagine e la forma che vediamo rimane quella benedetta dal sacerdote, pur essendo trasformata intimamente( a livello molecolare o "sostanziale" ovvero nella strutturazione che i nostri sensi non sono in grado di percepire, pur diventando struttura differente?) Nel miracolo di Lanciano, dove un prete dubitò, ovvio che la risposta del Signore fu di rendere immediata la visione e la struttura come diventa "sostanzialmente",ovvero -sub-stantia-Quindi le analisi fisico-chimiche diedero una risposta biologicamente idonea:frammento di cuore umano e sangue umano.Ciò ad indicare, dal Signore, di non dubitare di ciò che è l'Ostia una volta benedetta con la formula sacrificale.Non dubitare neanche se si continua a vedere tutto immutato, ma credere comunque che lì dentro vi sia il Suo Corpo ed il Suo Sangue.Non so, non mi risulta che sia stata mai fatta analisi fisico-chimica di un 'Ostia consacrata; se fosse successo ed avesse dato una mutazione fisico-chimica si potrebbe parlare anche di mutazione biologica evidente agli esami. Altrimenti bisogna per forza parlare di aspetto "biologicamente" normale (cioè di strutturazione a farina di base, e vino)ma "sostanzialmente" differente e non percepibile nè ai sensi, nè alle indagini scientifiche.Purtroppo le parole del papa, che possono indurre in errore poichè ha voluto arzigogolarci sopra, hanno complicato invece di semplificare.Addosso la colpa al papa....

    RispondiElimina

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