Leggiamo ora una pertinente analisi di uno dei pensieri eterodossi del falso "Papa emerito" (il papato emerito nella dottrina cattolica non esiste), per confermare il fatto che questi signori, che occupano a sbaffo la Santa Sede da 50 anni, non sono Cattolici...
Il liberalismo è un’assurdità eretica
Benedetto XVI è un apostolo instancabile della libertà religiosa. La sua teologia, malgrado le apparenze cattoliche, è più quella di un lupo rivestito con una pelle d’agnello che quella di un buon pastore.
Per intenderlo bene, è necessario rendersi conto fino a che punto la Chiesa di Cristo aborra questa libertà religiosa tanto vantata dai nostri moderni.
Il Vaticano II, bussola dei conciliari, dichiara che
Mons. Lefebvre poneva così il problema:
Il nuovo diritto si basa sulla (supposta) volontà del numero (manovrata dal potere occulto) e non sul rispetto dell’autorità divina, sovrana legislatrice delle società. Accettare il terreno del diritto comune, quando le circostanze lo impongono, può essere legittimo, ma attenersi solo ad esso ed impegnarsi in esso, come fosse un dovere, è cosa inaccettabile, poiché significa riconoscere indirettamente il diritto all’errore.
Ora, «ciò che non risponde alla verità e alla norma morale, non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione.» (3). I papi, dopo le Rivoluzione, e specialmente Leone XIII nella sua enciclica sulla costituzione cristiana degli Stati, hanno costantemente riprovato questo nuovo diritto fondato su questa mostruosa libertà religiosa:
Benedetto XVI dice di credere in Dio, ma quando si reca in sinagoga o nel tempio luterano, lascia intendere che questi culti sono “ugualmente accetti a Dio».
In un’altra famosa e splendida enciclica, Leone XII insegna:
Ora, è un fatto che Giovanni Paolo II e la Santa Sede abbiano chiesto alle Conferenze Episcopali di impegnare gli Stati a sopprimere il primo articolo della loro costituzione che diceva che la Chiesa cattolica era la sola religione riconosciuta ufficialmente. Questo rinnegamento pubblico di Nostro Signore non è avvenuto, come per il passato, per un atto unilaterale ed arrogante di uno Stato agnostico e anticlericale, e con le proteste dei papi e dei vescovi, ma di comune accordo con la Santa Sede e sulla base della nuova dottrina della Dignitatis Humanae.
Se lo Stato deve avere una religione di Stato e se questa religione di Stato dev’essere la religione cattolica (5), la Chiesa non condanna affatto una certa tolleranza in una società in cui non esiste più l’unità cristiana:
«Tuttavia la Chiesa, con intelligenza materna, considera il grave peso della umana fragilità e non ignora quale sia il corso degli animi e delle vicende da cui è trascinata la nostra età. Per queste ragioni, senza attribuire diritti se non alla verità e alla rettitudine, la Chiesa non vieta che il pubblico potere tolleri qualcosa non conforme alla verità e alla giustizia, o per evitare un male maggiore o per conseguire e preservare un bene. […] Tuttavia, come complemento a quanto detto, se a causa del bene comune e soltanto per questo motivo la legge degli uomini può o anche deve tollerare il male, non può né deve approvarlo o volerlo in quanto tale […] è pur sempre eternamente vero che codesta libertà di tutti e per tutti non è desiderabile di per se stessa, come più volte abbiamo detto, poiché ripugna alla ragione che la menzogna abbia gli stessi diritti della verità. E per quanto riguarda la tolleranza, sorprende quanto siano distanti dalla equità e dalla prudenza della Chiesa coloro che professano il Liberalismo.» (6).
Dunque, lo Stato può tollerare l’esistenza delle sette, ma deve proteggere la vera Chiesa. Ora, Benedetto XVI rifiuta questo insegnamento apostolico:
Se la buona ortografia non «si impone che per la forza della verità stessa» e se dev’essere adottata dalle persone «solo mediante il processo del convincimento», allora ogni allievo avrebbe il diritto alla sua libertà ortografica, frutto della sua convinzione; così che l’espressione “apparentemente sana” si potrà scrivere “ha parente con mente sana”, o l’espressione “amore eterno” si potrà scrivere “ha le more e un terno”… tutte forme che essendo frutto della singola dignità umana si equivarrebbero e avrebbero diritto di essere riprodotte. Ed allora, se non si ha più il diritto di sanzionare l’allievo con uno zero, in forza delle regole ortografiche e grammaticali, perché significherebbe esercitare contro di lui una violenza, è inevitabile che non solo si distruggeranno le regole, ma anche il linguaggio, con la conseguenza che si istituirà solo una grande confusione.
Come uscire da questo delirio soggettivo, se non col diritto esclusivo della norma oggettiva? Come abbiamo conosciuto la natura della nostra lingua? Non l’abbiamo scoperta, ma l’abbiamo ricevuta da un’autorità che ce l’ha trasmessa, con una tradizione che ha usato il suo potere coercitivo per obbligarci a padroneggiare queste regole. È questa forza o violenza esteriore che ci ha aiutati a liberarci dall’ignoranza. Senza di essa sarebbe il caos. La libertà religiosa, come la libertà ortografica, equivale alla distruzione della società e dell’individuo.
Per concludere con le parole stesse di Gregorio XVI e di Leone XIII,
noi diciamo che Benedetto XVI “delira” quando rifiuta agli Stati il diritto di restringere la libertà religiosa ad una coscienza falsata o ad una comunità che professa una falsa religione. Diciamo che il Vaticano II è un’“assurdità” quando proclama che la libertà religiosa appartiene naturalmente, “senza distinzione e discernimento”, alla dignità umana.
Diciamo che la sana laicità predicata da Benedetto XVI e dai conciliari non è altro che “ateismo”, poiché «si tace dell’autorità divina, come se Dio non esistesse».
Diciamo che la Chiesa conciliare, con la sua falsa dignità umana «si distacca sia dal diritto cristiano, sia dallo stesso diritto naturale».
Diciamo che il male che propaga è «opposto al bene comune» e che questi insegnamenti «ripugnano alla ragione».
Si comprende allora che predicare il diritto della Chiesa ad essere la sola religione di Stato, significa predicare la divinità della Chiesa e quindi la divinità del suo fondatore. Niente di meno!
Ma come persuadere gli uomini di questo secolo che bisogna introdurre la religione nella legge?
Nella sua summa contro il cattolicesimo liberale, Don J. Morel rispondeva: «Facilmente e insieme difficilmente, occorre persuaderli che bisogna credere all’Incarnazione del Verbo, alla castità nel matrimonio e all’inferno eterno. Come diceva San Paolo davanti a Festo, discutendo di fede e giustizia, di castità e del tremendo giudizio.»
NOTE
1 – Mons. Lefebvre, Ecône, 28 gennaio 1986.
2 - In un rapporto del 2010 sulla libertà religiosa nel mondo, la Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre, ha indicato che oggi il 75% delle persecuzioni religiose nel mondo riguardano i cristiani.
3 - Pio XII, Ci Riesce, 6 dicembre 1953.
4 - Leone XIII, Libertas præstantissimum, 1888.
5 - «In effetti, numerosissime ed eclatanti prove: la verità delle profezie, la moltitudine dei miracoli, la prodigiosa rapidità della propagazione della fede, anche in mezzo ai suoi nemici a dispetto dei più grandi ostacoli, la testimonianza dei martiri ed altri argomenti simili, provano chiaramente che la sola vera religione è quella che Gesù Cristo ha lui stesso istituito e per la quale ha assegnato alla Sua Chiesa la missione di conservarla e di propagarla.» Leone XIII, Sulla Costituzione Cristiana degli Stati, 1888.
6 - Leone XIII, Libertas præstantissimum, 1888.
7 – Benedetto XVI, Ecclesia in medio oriente, Beirut, Libano, 14 settembre 2012.
8 - Concilio Vaticano II, Dignitatis Humanae, n° 1.
9 - Benedetto XVI, Discorso alla Curia romana, 22 dicembre 2005.
10 – Leone XIII, Lettera apostolica per il suo giubileo pontificale, 19 marzo 1902.
Stupenda e chiarissima analisi che mette a confronto due dottrine:la cattolica e la "furba".
RispondiEliminaQuale sia più corretta, lo si lascia decidere a chi legge, perchè possa identificarsi meglio ,"secondo la propria libertà"
:-))
Pio XII nel 10 febbraio 1952 disse giustamente “Il mondo di oggi corre verso la propria rovina, è tutto un mondo che bisogna rifare dalle fondamenta”. Le fondamenta di cui parla Pio XII, non sono solo religiose,
RispondiEliminama politiche, economiche, finanziarie, scientifiche, ecc. E' inutile parlare di stato quando questo di fatto è marcio fino al midollo, poichè da strumento per servire il popolo è stato trasformato in strumento per servirsi del popolo e fare i profitti dei partiti, delle multinazionali, delle banche, di tutte le corporation in generale. Cosa ci si può aspettare da uno stato così?
Tuttavia questa volta (ma solo questa volta!...) sono d'accordo con Benedetto XVI quando afferma che "la verità non si impone che per la forza della verità stessa".
Questa è una legge organica del pensiero e della natura umana.
La conversione si ottiene mediante la Verità, quella Verità che la Chiesa ha più volte tradito perchè era impegnata a vendere indulgenze,
o benedire l'imperialismo d'oltre oceano (Bolla unam sanctam),
o accomodarsi una nobiltà cosidetta "cattolica" che a tutto pensava fuorchè ai bisogni del popolo (Fatevi raccontare dagli anziani di quando si lavorava a mezzadria come venivano trattati i contadini....).
Chiunque sia stato un chiaro esempio coerente delle Verità dei Vangeli, chiunque sia stato un alter Christus ha fatto conversioni ed edificato pezzi importanti della Chiesa di Cristo...
Il fatto è che, proprio come nella politca una casta ha preso le leve del potere e ha trasformato lo Stato in una azienda privata che sfrutta i cittadini, così nella Chiesa una casta (di chierici) ha preso le leve del potere trasformandola in una struttura che sfrutta la disponibilità dei credenti per fini personali.
RispondiEliminaLa stessa canonizzazione di Giovanni Paolo II, che ora si annuncia sicuramente per la fine dell'anno, è un segno di questo.
Dal punto di vista della Chiesa di sempre, da quando in qua un santo è tale quando bacia il Corano per compiacere gli arabi mussulmani scandalizzando gli arabi cristiani? Solo questo fatto è tale da annullare in quest'uomo ogni tipo e genere di attendibilità cristiana, non solo una supposta santità!
Ma la casta clericale lo proclama santo assai probabilmente perché è spinta dal nazionalismo polacco che, forse, ha pagato a peso d'oro questa canonizzazione!
Si dice che il papa polacco abbia fatto un miracolo. La cosa non mi impressiona se penso che nella famosa trasmissione "Miracoli" di alcuni anni fa' una signora sosteneva con sicumera di essere guarita dal cancro per intercessione di Sai Baba. Eventi inspiegabili accadono anche fuori dal Cristianesimo. Ma il santo è solo colui che associa all'operare miracoli una vita veramente esemplare e una immacolata confessione della fede. E almeno quest'ultimo dato non appartiene a Giovanni Paolo II.
Una Chiesa che fa Santi che santi non sono non è Chiesa ma inganno!
Che diranno i tradizionalisti accordisti e quelli "Ecclesia Dei"??
"La verità non si impone che per la forza della verità stessa.."
RispondiEliminaGià,già, l'uomo è buono per natura e predilige la verità per istinto..
Infatti Lenin,Stalin,Mao Tse Dong, Maometto,Gandhi ed altri nobili personaggi della storia, per un verso o per altro tuttora osannati, si sono imposti e tuttora si impongono per la forza della verità stessa!.Dimenticavo qualche altro taumaturgo della Rivoluzione Francese o la realtà attuale, dove la verità furoreggia ovunque ed ovunque trionfa...
Ohibò, sembra proprio che Ratzingo non ne dica una giusta quando filosofeggia ! E chi lo segue, pure !
A conferma di quel che dice e suggerisce Ratzingo, difatti un "papa" che bacia il Corano che trasuda vendetta quasi ad ogni versetto e che fa "mea culpa" per colpe inesistenti , può essere fatto santo!
Certo chi ha elevato Ratzinger prescegliendolo ad altri viene declamato santo dallo stesso Ratzinger per onorarlo, ma non è motivazione sufficiente secondo i criteri della Chiesa di Tradizione.
Ora si fa di tutto poichè la chiesa attuale non può più riconoscersi come la chiesa di Tradizione.
A meno che ora "santo" venga definito chi opera con l'avvallo dei media e per la carica di simpatia universale che suscita in tutti perchè poco di quel che dice disturba i "padroni del vapore".
Che brutti tempi !
No mardunolbo... Lenin,Stalin,Mao NON hanno mai detto la Verità. Si sono imposti con la forza, la propaganda e tutti i mezzi materiali messi a disposizione dalla stessa oligarchia finanziaria che oggi controlla tutto. Questo è uno dei tanti libri che riportano tutti i finanziamenti al comunismo fatti da suddetta oligarchia: https://sites.google.com/site/000contronozioni000/finanziamenti-del-comunismo
RispondiEliminaInfatti, intendevo dire che la verità non si impone con la forza della verità stessa, altrimenti saremmo tutti buoni e senza peccato originale.
RispondiEliminaLe encicliche dei papi sul modernismo e sul liberalismo hanno sempre insistito sul fatto che i governi, dopo la Chiesa, DEVONO indirizzare i cittadini verso il Regno di Cristo ,quindi spingere con leggi giuste , considerando l'unica Chiesa apostolica, come faro di segnalazione di Verità.
Altrimenti la verità sarà soffocata ora e sempre.
E' proprio ciò che Ratzinger e soci non indicano più, seguendo la stortura liberale della nuova chiesa post-conciliare
Il discorso non è banale, ma vale la pena dedicarci 5 minuti per fare qualche considerazione.
RispondiEliminaE' necessario mettere le cose al loro posto; purtroppo siamo vittima del paradigma della dissociazione e dividiamo religione, politica, economia, finanza, scienza, ecc. come se potessero procedere in maniera indipendente le une dalle altre, perchè così fa comodo all'oligarchia che vuole il controllo totale.
La politica, l'economia, la finanza, le scienze, ecc. sono degli strumenti, come tali sono estensioni delle facoltà umane.
Ma chi definisce il FINE di questi strumenti?
Dovrebbe essere l'ETICA, di cui non si parla mai!...
Questa dovrebbe definire il fine in maniera conforme al "bene comune", non al "profitto" o l'utile di "alcuni"...
Chi definisce i principi a cui dovrebbe ispirarsi l'etica?
A questo punto entra la Religione Cristiana, non più relegata al ruolo di solo "culto", bensì perno fondamentale di tutta la "società organica"...
Tutto questo non si può certo chiedere allo "stato costituzionale" nato con la rivoluzione francese!... un fantasma giuridico dietro cui lavorano a pieno ritmo le massonerie per arrivare al governo mondiale dove gli "eletti" saranno i padroni tutta la moneta elettronica che controlleranno fino al centesimo....
Concludo le mie considerazioni: non solo lo "stato", ma tutte le istituzioni politiche, giuridiche, economiche, finanziarie, educative, scientifiche, ecc. dovrebbero procedere in modo conforme alla Verità di Nostro Signore Gesù Cristo.
....manca l'ultimo pezzo:
RispondiElimina...“instaurare omnia in Christo”....
...se non si è cristiani interiormente e veramente non si può restaurare la Cristianità, se si conquista il potere del Governo e si fanno leggi cristiane, ma il Governante non è cristiano e neppure i cittadini, la “restaurazione” è solo esteriore e superficiale. Prima viene l’individuo che unito ad altri forma una famiglia, la quale assieme ad altre famiglie forma un nucleo e più nuclei uno Stato...questo è l'ordine.
Leone XIII insegna che i primi e veri cristiani “fecero in pochissimo tempo penetrare il Cristianesimo non solo nelle loro famiglie, ma nell’esercito, nel senato e perfino nel palazzo dell’Imperatore”[4]. Non si è cominciato dal Palazzo imperiale, ma dal singolo cristiano per giungere al Palazzo....