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giovedì 19 aprile 2012

Per tutti i ciarlatani divulgatori di false notizie... Ecco i comunicati ufficiali dei diretti interessati: "Si tratta quindi di una tappa e non di una conclusione".

Nel 1966, e cioè un anno dopo il Concilio, Mons.Lefebvre, alle domande poste del Prefetto del Sant’Uffizio, il Cardinale Ottaviani, sulla situazione della Chiesa, rispondeva nel modo seguente:

« […] Oso dire che il male attuale mi sembra molto più grave della negazione o della messa in dubbio di una verità della nostra fede. Esso, ai giorni nostri, si manifesta con una estrema confusione delle idee, con la disgregazione delle istituzioni della Chiesa: istituzioni religiose, seminari, scuole cattoliche, insomma di tutto quello che è stato il sostegno permanente della Chiesa. Ma esso non è altro che la logica continuazione delle eresie e degli errori che minano la Chiesa a partire dagli ultimi secoli, specialmente a partire dal liberalismo del secolo scorso, che si è sforzato in tutti i modi di conciliare la Chiesa con le idee partorite dalla Rivoluzione. 
« Nella misura in cui la Chiesa si è opposta a queste idee, che sono contrarie alla sana filosofia e alla teologia, essa ha progredito; mentre invece ogni compromesso con queste idee sovversive ha provocato un allineamento della Chiesa sulla scia del diritto comune nonché il rischio di renderla schiava delle società civili.
« D’altronde, ogni volta che dei gruppi di cattolici si sono lasciati attrarre da questi miti, i Papi, coraggiosamente, li hanno richiamati all’ordine, li hanno illuminati e se necessario condannati. Il liberalismo cattolico fu condannato da Pio IX, il modernismo da Leone XIII, il sillonismo da san Pio X, il comunismo da Pio XI, il neomodernismo da Pio XII. Grazie a questa mirabile vigilanza la Chiesa si è consolidata e sviluppata. Le conversioni dei pagani, dei protestanti, sono molto numerose; l’eresia è in rotta completa, gli Stati accettano una legislazione più cattolica.
« Tuttavia, dei gruppi di religiosi imbevuti di queste false idee, sono riusciti a diffonderle nell’Azione Cattolica, nei seminari, grazie ad una certa indulgenza dei vescovi e alla tolleranza di certi dicasteri romani. Ed è tra questi preti che furono scelti i vescovi.
È in questo contesto che si colloca il Concilio che, con le Commissioni preparatorie, si apprestava a proclamare la verità a fronte di questi errori, allo scopo di farli sparire per lungo tempo dall’ambito della Chiesa. Sarebbe stata la fine del protestantesimo e l’inizio di una nuova era feconda per la Chiesa.
« Ebbene, questa preparazione è stata odiosamente rigettata per far posto alla più grave tragedia che la Chiesa abbia mai subita. Abbiamo assistito al matrimonio tra la Chiesa e le idee liberali.
E significherebbe negare l’evidenza, chiudere gli occhi, se si omettesse di affermare coraggiosamente che, a coloro che professavano gli errori e le tendenze prima elencate e condannate dai Papi, il Concilio ha permesso di credere legittimamente che le loro dottrine fossero ormai approvate
[…]
« Si può e si deve sfortunatamente affermare che, in maniera quasi generale, allorché il Concilio ha innovato, ha fatto vacillare la certezza delle verità insegnate dal Magistero autentico della Chiesa in quanto facenti parte definitivamente del tesoro della Tradizione.
« La trasmissione della giurisdizione dei vescovi, le due fonti della Rivelazione, l’ispirazione scritturale, la necessità della grazia per la giustificazione, la necessità del battesimo cattolico, la vita di grazia presso eretici, scismatici e pagani, i fini del matrimonio, la libertà religiosa, i fini ultimi, ecc.: su questi punti fondamentali la dottrina tradizionale era chiara e unanimemente insegnata nelle università cattoliche. Adesso, numerosi testi del Concilio su queste verità permettono ormai di dubitarne.
« Subito ne sono state tratte le conseguenze, e sono state applicate alla vita della Chiesa:
- I dubbi sulla necessità della Chiesa e dei Sacramenti, comportano la sparizione delle vocazioni sacerdotali. - I dubbi sulla necessità e la natura della “conversione” di tutte le anime, comportano la sparizione delle vocazioni religiose, la rovina della spiritualità tradizionale nei noviziati, l’inutilità delle missioni.
- I dubbi sulla legittimità dell’autorità e sull’esigenza dell’ubbidienza, provocati dall’esaltazione della dignità umana, dell’autonomia della coscienza, della libertà, fanno vacillare tutte le società, a cominciare dalla Chiesa alle società religiose, alle diocesi, alla società civile, alla famiglia. 
L’orgoglio ha per normale conseguenza le concupiscenze degli occhi e della carne. E vedere a che punto di decadenza morale sia giunta la maggior parte delle pubblicazioni cattoliche, è forse una delle più spaventose constatazioni della nostra epoca. Senza alcun ritegno, vi si parla della sessualità, della limitazione delle nascite con tutti i mezzi, della legittimità del divorzio, dell’educazione in ambienti misti, del flirt, dei balli come mezzi necessari per l’educazione cristiana, del celibato dei preti, ecc.

- I dubbi sulla necessità della grazia per essere salvati, provocano la disistima del battesimo, rimandato ormai a più tardi, l’abbandono del sacramento della penitenza. Peraltro, qui si tratta soprattutto dell’attitudine dei preti e non dei fedeli. Lo stesso dicasi per la Presenza Reale, sono i preti che agiscono come se non vi credessero più: nascondendo il Santissimo Sacramento, sopprimendo tutti i segni di rispetto verso di Esso e tutte le cerimonie in Suo onore.
- I dubbi sulla necessità delle Chiesa come unica fonte di salvezza, sulla Chiesa cattolica come la sola vera religione, che derivano dalle dichiarazioni sull’ecumenismo e sulla libertà religiosa, distruggono l’autorità del Magistero della Chiesa. Infatti, Roma non è più la “Magistra Veritas” unica e necessaria.
« Messi con le spalle al muro dai fatti, occorre dunque concludere che il Concilio ha favorito in maniera inconcepibile la diffusione degli errori liberali. 
La fede, la morale, la disciplina ecclesiastica tremano fin nelle fondamenta, secondo la predizione di tutti i Papi.
La distruzione della Chiesa avanza a passi rapidi. 
Il Sovrano Pontefice è ridotto all’impotenza dall’autorità esagerata concessa alle conferenze episcopali. 
Quanti esempi dolorosi in un solo anno! 
E tuttavia solo il Successore di Pietro può salvare la Chiesa. »
Ed ecco le soluzioni raccomandate da Mons. Lefebvre:
« Che il Santo Padre si circondi di vigorosi difensori della fede, che li designi nei dicasteri più importanti. 
Che si degni di proclamare la verità e condannare l’errore con dei documenti importanti, senza timore delle contraddizioni, senza timore degli scismi, senza timore di rimettere in discussione le disposizioni pastorali del Concilio. Si degni il Santo Padre: di incoraggiare i vescovi a raddrizzare la fede e i costumi, ciascuno nelle loro rispettive diocesi, come conviene ad ogni buon pastore; di sostenere i vescovi coraggiosi, incitarli a riformare i loro seminari e a restaurarvi gli studi secondo San Tommaso; di incoraggiare i superiori generali a mantenere nei noviziati e nelle comunità i principi fondamentali di ogni ascesi cristiana, soprattutto l’obbedienza; di incoraggiare lo sviluppo delle scuole cattoliche, la stampa della sana dottrina, le associazioni delle famiglie cristiane; e infine di reprimere i fautori degli errori e ridurli al silenzio. 
Le allocuzioni del mercoledì non possono sostituire le encicliche, le lettere pastorali, le lettere ai vescovi.
Senza dubbio io sono molto temerario nell’esprimermi in questo modo! 
Ma è con amore ardente che compongo queste righe, amore per la gloria di Dio, amore per Gesù, amore per Maria, per la sua Chiesa, per il Successore di Pietro, Vescovo di Roma, Vicario di Gesù Cristo.
[…] »

Prima di leggere i comunicati ufficiali è interessante leggere il tentativo da parte dell'ECCLESIA DEI all'istituto Buon Pastore di completo traviamento nel solco del modernista conciliabolo Vaticano II, questo è un chiaro comportamento malizioso e pertinace di chi vuole far sparire la tradizione, quella vera, dalla Chiesa Cattolica:

 ...In questi ultimi giorni è apparso su internet il resoconto della visita canonica della commissione Ecclesia Dei all’Istituto del Buon Pastore. Questa comunità composta inizialmente da ex membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fu riconosciuta da Roma con il privilegio di celebrare esclusivamente la Messa tradizionale e di poter apportare “una critica seria e costruttiva” al Concilio Vaticano II.
Le note che fanno seguito alla visita canonica mostrano chiaramente come la volontà della commissione Ecclesia Dei sia di ricondurre il Buon Pastore all’accettazione, almeno in via di principio, della liturgia moderna, nello spirito del Motu proprio Summorum Pontificum. Allo stesso modo si spinge a riconoscere la validità dell’insegnamento del Catechismo della Chiesa cattolica che sintetizza, con dottrina tradizionale, le novità del Concilio Vaticano II, in opposizione al magistero perenne della Chiesa. Nessuna volontà quindi di un ritorno alla tradizione ma pressioni progressive per amalgamare i “dissidenti” e ricondurli nel girone della “chiesa conciliare” e delle sue dottrine che devono essere insegnate nel seminario dell’istituto.
Il problema di coscienza che si pone per ogni cattolico, maggiormente per un sacerdote e per una comunità religiosa, è rinunciare ad opporsi al nuovo rito, e questo non per un attaccamento nostalgico alla liturgia tradizionale, ma perché, come lo ricordavano i Cardinali Bacci ed Ottaviani, “si allontana in maniera impressionante dalla teologia cattolica della Messa come è stata definita dal Concilio di Trento.”[1] Inaccettabili dal punta di vista della fede sono anche le nuove dottrine come quella sul valore salvifico di tutte le religioni; sull’ecumenismo e la non perfetta identità fra la Chiesa di Cristo e la Chiesa Cattolica; sulla libertà religiosa; sulla collegialità episcopale etc.
Una pubblica e coraggiosa opposizione a questi errori, senza ambiguità e malgrado qualunque persecuzione, oltre ad essere un dovere, è anche indispensabile per il bene della Chiesa poiché è così che si potrà contribuire a farla uscirà dalla terribile crisi che subisce oggi.
don Pierpaolo Maria Petrucci


[1] Lettera di accompagnamento al Breve esame critico del Novus Ordo Missae

 
La stampa annuncia che Mons. Bernard Fellay ha indirizzato una “risposta positiva” alla Congregazione per la Dottrina della Fede e che, di conseguenza, la questione dottrinale è ormai risolta fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X.

La realtà è diversa.

In una lettera del 17 aprile 2012, il Superiore generale della Fraternità San Pio X ha risposo alla domanda di chiarimenti che gli aveva posto, il 16 marzo, il Cardinal William Levada, riguardo al Preambolo dottrinale consegnato il 14 settembre 2011. Come indica il comunicato stampa della Pontificia Commissione Ecclesia Dei di oggi, il testo di questa risposta “sarà esaminato dal Dicastero (Congregazione per la Dottrina della Fede) e in seguito sottoposto al giudizio del Santo Padre”.
Si tratta quindi di una tappa e non di una conclusione.
Menzingen, 18 aprile 2012

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Precedentemente al Comunicato della Fraternità è stato comunicato ufficialmente:

COMUNICATO DELLA PONTIFICIA COMMISSIONE ECCLESIA DEI - 18.04.2012


In data 17 aprile 2012 è pervenuto, come richiesto nell’incontro del 16 marzo 2012, svoltosi presso la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il testo della risposta di S.E. Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il suddetto testo sarà esaminato dal Dicastero e successivamente sottoposto al giudizio del Santo Padre.


***


Le texte de la réponse de Son Excellence Monseigneur Bernard Fellay, Supérieur général de la Fraternité sacerdotale saint Pie X, requise au cours de la rencontre du 16 mars 2012 au siège de la Congrégation pour la Doctrine de la Foi, est parvenu le 17 avril 2012. Ce texte sera examiné par le Dicastère et soumis ensuite au jugement du Saint-Père.

fonte:
vatican.va
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 DICHIARAZIONE DI PADRE FEDERICO LOMBARDI a Radio Vaticana...
 
"La novità di oggi, è che ieri la risposta di Mons. Fellay che era stata richiesta dal Card. Levada durante l'ultimo incontro è giunta alla Commissione Ecclesia Dei e alla Congregazione per la Dottrina per la Fede.
Dunque, questa risposta è una risposta che, secondo le testimonianze di chi ha potuto leggerla, è una risposta molto differente rispetto alla precedente, e questo è incoraggiante: si sono fatti dei passi avanti.
Ma naturalmente nella risposta c'è anche la proposta di alcune precisazioni o integrazioni al testo del preambolo dottrinale che era stato proposto dalla Congregazione per un accordo dottrinale, e questa risposta sarà discussa, sarà esaminata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede durante una delle riunioni delle prossime settimane, e dopo sarà anche esaminata, naturalmente, dal Papa.
Si può dire che si sono fatti dei passi avanti, vale a dire che la risposta, questa nuova risposta è piuttosto incoraggiante ma ci sono ancora degli degli approfondimenti da fare e da vedere e delle decisioni da prendere durante le prossime settimane.
Io penso che non si dovrà aspettare molto poichè c'è il desiderio di arrivare a delle conclusioni durante questi colloqui e in questi contatti."
p. Federico Lombardi, in onda su Radio Vaticana, il 18.04.2012

67 commenti:

  1. E' da tempo ormai che dico quale sarà la fine degli istituti ED e la risposta di don Pierpaolo fa chiaramente capire che loro sanno quale sarà la fine con l'accettazione di un accordo che sia in qualche modo vincolante, nulla dei modernisti può essere accettato anzi si con l'accetta!
    CVCRCI

    RispondiElimina
  2. La sai l ultima...19 aprile 2012 11:36

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHHA

    E' inutile che vi illudete.
    Mons. Fellay ha accettato.
    Avete tempo per "barzellettare" fino alla comunicazione ufficiale da parte della Santa Sede.
    Poi non vi resta altro da fare che trovarvi un ippodromo nei paraggi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti conviene cambiare analista. Quello a cui vai ti sta facendo peggiorare la salute psichica...

      Elimina
    2. Tutte queste risate ti hanno sciacquato il cervello.

      Non ti entra proprio in testa che questo blog diffonde la Dottrina cattolica tradizionale e continuerà a farlo INDIPENDENTEMENTE da chiunque, da QUALUNQUE ACCORDO FATTO O NON FATTO, da qualunque corrente di pensiero o decisione ufficiale o privata, presa da chicchessia.

      Fattene una ragione.

      Elimina
  3. Sono rimasto impressionato a vedere la foto di don Pierpaolo Petrucci. Me lo ricordo ancora quando, ragazzo con capigliatura bionda, stava in seminario ad Econe o quando, appena prete, fece la sua prima messa nel Priorato di Rimini.

    Il tempo è corso rapidamente ma i ricordi di ieri sono così vividi che mi pare incredibile vederlo oggi come se fosse esteriormente tutta un'altra persona.

    Le sue parole, però, sono perfette e nel tempo non sono affatto cambiate.
    Rispetto a quello che ha detto non c'è molto da aggiungere.

    Mons. Lefebvre, a suo tempo, diceva che se si entra in un'atmosfera contraria alla propria, o prima o poi, se ne è influenzati. E' esattamente per questo che fece i 4 vescovi scegliendoli dal suo clero e non aspettandosi che venissero da fuori.

    Non possiamo chiedere che la Chiesa conciliare rinunci ai suoi feticci (messa riformata, riforme conciliari). Fintanto che possono maschereranno queste cose, indoreranno la pillola, come si dice, ma non vogliono essere contraddetti.

    E non deve meravigliare questa pertinacia.

    Per questo motivo le crisi nella Chiesa non durano mai poco tempo.

    La storia ci dimostra come, in Oriente, la crisi iconoclasta durò moltissimi anni (prima metà VII sec. - 843).

    Analogamente a quei fenomeni, non avremo vere soluzioni a breve termine, contrariamente a quello che pensano le bislacche ed accecate menti dei conciliari.

    La crisi conciliare è sostanzialmente un fenomeno di secolarizzazione della Chiesa. Questo fenomeno, lungi dall'estinguersi, è in continua evoluzione a volte mascherandosi, a volte scoppiando clamorosamente in determinati fatti, per poi inabissarsi per un certo tempo. Però è sempre lì che lavora e rode le anime.

    Lo notiamo anche dall'atteggiamento del clero. Negli anni '70, nonostante fosse già decollata la riforma conciliare, c'erano ancora molti preti con mentalità tradizionale ed è grazie a loro che l'atmosfera in qualche modo non conosceva certi eccessi, specialmente qui in Italia.

    Ora tutto quel clero è morto. Abbiamo gente che si è "formata" nei seminari conciliari. In gran parte sono di una pochezza e di una evanescenza spaventosa.

    Il vero crollo, dunque, non c'è stato tanto sotto Paolo VI ma sotto Giovanni Paolo II il quale ne porta le responsabilità non meno di papa Montini.

    Oggi la situazione si è ancor più abbassata. Un solo esempio: esiste un fenomeno quasi sommerso ma reale di preti che convivono (con donne e addirittura con uomini). Non sono pochi, se ascoltiamo certe fonti particolarmente informate su teli cose! E tutto questo è segno della progressiva rovina della Chiesa conciliare sempre più stritolata dal secolarismo.

    Mons. Lefebvre è stato solo una semplice spia che ha denunciato questo fenomeno di portata talmente ampia e profonda da sfuggire al controllo di vescovi e papi (che pure coscientemente o meno, in buona fede o meno, l'hanno alimentato).

    Quello che allora è essenziale non è tanto firmare accordi o carte ma tenere più che si può lo spirito buono della Chiesa di sempre, spirito di preghiera, di sobrietà, di chiarezza dottrinale, spirito che sta lontano dalle commistioni con il mondo e da assurdi ecumenismi (intra od extra ecclesiali).

    Questo è essenziale.

    Poi un giorno sarà la Chiesa stessa ad uscire dal tunnel nel quale si trova, magari fortemente indebolita e provata, ma di certo purificata.

    Chi, invece, punta su accordi e sistemazioni canoniche di facciata non si rende conto dei pesanti rischi ai quali va incontro: finisce per mescolarsi in un lazzaretto di appestati credendoli sani.

    Paradosi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande stima per il caro Don Pierpaolo Petrucci, che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere a Narni, nel Convento delle Consolatrici del Sacro Cuore.

      Apprezzo moltissimo il suo linguaggio chiaro, diretto ed aderente "sine glossa" allo spirito del Vangelo e alla santa Dottrina Cattolica di sempre.

      Elimina
  4. Il vero problema non è se la Fraternità san Pio X firma o non firma l'accordo. Questo è totalmente irrisorio.

    Il vero problema è se la Chiesa cattolica guarisce o meno dal modernismo evidente o mascerato che la devasta. Questo è il vero problema.

    La Fraternità potrebbe anche sparire, essere totalmente annullata. Questo non sarebbe niente.

    Ma se è la Chiesa cattolica che viene annullata, dal modernismo che la continua a rovinare, allora qui si che ci sarebbe un grosso problema.

    Il combattimento di mons. Lefebvre non era per un ghetto, per conservare una "riserva Sioux tradizionalista". Il combattimento di mons. Lefebvre era per la Chiesa.

    Solo chi è ignorante, accecato, cortocircuitato nell'anima non lo puo' capire e vedere.

    E infatti tutti gli interventi dei conciliari dimostrano chiaramente come essi siano completamente lontani dal vero nodo del problema.
    D'altronde chi cresce malato può benissimo pensare d'essere normale e non si pone domande in tal senso!

    Paradosi

    RispondiElimina
  5. Ho letto la nota di mons. Pozzo all'abbé Laguerie dell'Istituto Buon Pastore.

    E' chiaro che:

    1) mentre per mons. Lefebvre il problema era nella Chiesa cattolica rovinata dalle riforme uscite dal CVII, un problema da risolvere predicando chiaramente e istituendo clero ben formato tale da isolare il modernismo e soffocarlo;

    2) per mons. Pozzo il problema è isolare le comunità tradizionaliste in un ghetto e farle assorbire poco a poco dallo spirito delle riforme uscite dal CVII.

    Questa è la realtà.

    Paradosi

    RispondiElimina
  6. ECCO COSA PENSAVA MONS. LEFEBVRE A PROPOSITO DI UN ACCORDO CON ROMA
    (Alla faccia dei vari conciliari e neocatecumenali, tali Caterina, Pasquale, ecc.)


    MEDITATE, MEDITATE....

    http://www.youtube.com/watch?v=P7WQJlAhy0c&feature=related

    RispondiElimina
  7. Mons.Fellay può firmare quello che vuole Roma, poi a Roma ci va da solo.

    RispondiElimina
  8. MONSIGNOR LEFEBVRE DAVANTI AD UN POSSIBILE ACCORDO CON ROMA

    http://www.youtube.com/watch?v=P7WQJlAhy0c&feature=related

    "[Ci vogliono delle condizioni per mantenere intatto il nostro spirito] ... ma la risposta è negativa sui due punti da me richiesti, ossia i tre vescovi e la maggioranza dei membri nel Consiglio [di discussione sul Concilio VaticanoII], ciò che mi sembrano essere sempre elementi indispensabili per mantenere la tradizione nel nostro ambiente.

    E SOPRATTUTTO SE C'E' UN ACCORDO, ancor più poiché, saremo invasi da un sacco di gente che verrà da noi dicendo: "Oh, voi avete la tradizione riconosciuta da Roma, allora veniamo da voi".

    Avremo molte persone che vogliono conservare il loro spirito moderno e liberale ma che, ciononostante, verranno da noi per il piacere d'avere, di tanto in tanto, una cerimonia tradizionale, avere dei contatti con i tradizionalisti. Questo sarà molto dannoso per il nostro ambiente.

    Se saremo invasi da quella gente, che diverrà la tradizione? Poco a poco si produrrà una specie di consenso attorno a temi tipo: "Beh, dopo tutto, la nuova messa non è male come si dice, non bisogna esagerare".

    Molto delicatamente, finiremo per non vedere più la distinzione tra il Liberalismo e la Tradizione e questo sarà molto pericoloso, consideratelo!

    Quando si è contaminati dalle idee liberali si è come affetti da una malattia contagiosa. E' molto pericolso, molto pericoloso! Al momento siamo perfettamente nella Tradizione, qui nella Fraternità e lo saremo il più fermamente possibile.

    Ma se non abbiamo i mezzi per difenderci, sia a Roma, sia attraverso i vescovi che dobbiamo avere per essere protetti, vescovi che hanno lo stesso nostro pensiero, che predicano come noi, che hanno le nostre stesse idee e che manterranno, conseguentemente, la fede cattolica nei nostri ambienti, saremo persi, saremo persi! Non potremo più difenderci, non sarà più possibile!

    Per questo, cari amici, se ci sono alcuni tra voi che non sono d'accordo con la consacrazione dei vescovi o che dissentono davanti a certi problemi come quello di rifiutare la nuova messa o nei riguardi della libertà religiosa - alcuni pensano che non sia un male e che è un errore combatterla - non devono rimanere con noi. E' una contaminazione. Sono soggetti contaminati. E se ci sono dei contaminati tra noi, impalpabilmente, da uno, a due, a tre, a quattro a cinque, le idee cominceranno ad indebolire il combattimento. Se ci sono soldati che non hanno più il coraggio di combattere e iniziano a mettersi in disparte dicendo: "Oh, oh, non so se possiamo impegnarci o no", allora è finita. Guardate l'influenza che avviene sugli altri. Ve ne sono alcuni che stanno indietro e non vogliono combattere. Allora questo demoralizza i combattenti. Eh sì!!

    Potrei leggervi qualcosa.... mi sto perdendo in tutte queste carte, da tante che ce ne sono! Lettere su lettere, su lettere... Ecco!

    "Un accordo sta per essere portato al papa e si attendono le reazioni dei presidenti delle Commissioni episcopali. E' necessaria l'accettazione pubblica del Concilio Vaticano II da parte di Mons. Lefebvre".

    Possono ben attendere!, Non è certo per oggi!! [ride scherzando]".

    Mons. Marcel Lefebvre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei tu, Paradosi,
      ad aver tradotto questo fantastico video, dal francese??? Chiunque tu sia, Dio ti benedica! E' di una ricchezza vivissima questo testo, ed anche il video che documenta storicamente il pensiero di Monsignore su accordi, et similia...
      Ancora grazie infinite!

      Elimina
    2. Io sono ammirato da come monsignore, pur intristendosi profondamente per la Chiesa, era animato da una santa letizia. Senti come riesce a sorridere e a sollevare l'uditorio? Questa è sempre stata la caratteristica dei santi.

      Infatti si dice che pure lo stesso sant'Atanasio, nel buio della più profonda crisi ariana, riuscisse ad essere con lo spirito sollevato dalla grazia, pur soffrendo.

      Queste sono cose che i disgraziati conciliari non conosceranno mai.

      Paradosi

      Elimina
  9. Questa è troppo forte.....19 aprile 2012 15:06

    Si osa parlare di "ciarlatani? Proprio qui?

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHHHHHAAA
    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHHA

    SIETE IL MASSIMO! TROPPO FORTI!

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHHA

    Che barzellettari!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiamate il centro di Psichiatria, il signore non sta bene!!!

      Elimina
    2. E' veramente preoccupante! Forse invece di uno psichiatra cattolico, questo necessita di un neocatecumenale che gli ordini di non perdersi nei blog cattolici e di rientrare nei ranghi ..(è pericoloso...)Questo a furia di leggerci sta perdendo neuroni a milioni, bruciati dallo sforzo e rimane solo la risata isterica continua.

      Ecco, a frequentare certe sette,come si diventa, chiunque lo può constatare di persona !

      Elimina
  10. quanta sapienza e morale caristiana è poi? Aborti,oppure figli si, ma massimo 2,eutanasia?si meglio non far soffrire,genitori anziani?che accogliere in casa ma siete matti .badante ucraina e vai,e si dimenticano i comandamenti del Signore :non uccidere,onora il padre e la madre ecc.ecc.,questo vale per i Cristiani cattolici post e pre conciliari come dite voi,invece di perdere tempo dietro alla teologia,iniziamo tutti nelle cose spicciole della vita,comprese quelle elencate sopra inizieremo a conoscere e comprendere DIO E FORSE UN DOMANI PER GRAZIA IL SIGNORE ci donerà di comprendere la storia che sta permettendo da secoli nella sua CHIESA.Impariamo a fare i figli i papà e le mamme le nonne gli operai.........

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le buona teologia non è una perdita di tempo ma è adesione al Vangelo.

      Cristo prima di confermare san Pietro gli ha fatto una domanda: "Chi dite che io sia?". Attendeva una confessione di fede. Cristo prima di fare un miracolo ha chiesto "Credi al Figlio dell'uomo?".

      Senza quella confessione di fede anche i nostri migliori atti non servono: "Chi non raccoglie con me DISPERDE!", dice il Vangelo.

      Ma siccome i preti (degenerati dalle riforme conciliari) non vi raccontano più questo (che poi è vangelo), allora la buttate solo sul moralismo: tutto si risolverebbe in un comportarsi meglio, il resto è opzionale.

      No quello che dici rasenta la bestialità, non è della Chiesa ma della loggia massonica (i quali possono essere moralissimi e benefattori ma poi tutto finisce lì).

      E' necessario vivere bene ma, contemporaneamente, CREDERE BENE e, pure, ESSERE CONSAPEVOLI, non delegando ad un clero decadente che ci da la sua versione dei fatti con la quale copre pedofilie, abusi, sfruttamenti, eresie, svuotamenti di senso nella fede e nella Chiesa intera.

      Attento a quello che costoro ti raccontano, sei nato col cervello: fallo funzionare!

      Paradosi

      Elimina
    2. Essere consapevoli? Che dici Paradosi? Il neocatecumenizzato obbedisce ai suoi gestori chiamati "catechisti" anche se non sanno una sverza di catechismo; così come sono chiamati "anziani" gli analoghi nei testimoni di Genova:"fate figli!" e se ne sfornano 7 od 8 tanto poi ci pensa la comunità...

      "Vai in missione!" e senza sapere dove od avere idea, vanno in missione all'estero, tanto chi li mantiene è la comunità...

      Anche se la realtà sono divisioni, litigi, frustrazioni famigliari profonde per questi figli allo sbando,tutto si tace perchè la comunità così chiede...

      Adelante kikos: la proliferacion indiscriminada es la victoria del pueblo kikiano contro la degenerazion de lo cristianos

      Elimina
  11. Insomma cari Gianluca e Annarita senza offesa siete ridicoli in questo tentativo di negare l'evidenza.Addirittura avete chiamato il sito MIL non
    tradizionalista.A me MIL non piace neanche un poco come piace ancora di meno il termine tradizionalista ma mi sembra che stiate esagerando.
    E su lasciate perdere continuare è inutile,una perdita di tempo.Dedicatevi a cose più importanti.Avete sbagliato,poco male.

    Ma poi continuate a citare Mons.Lefebrve come se fosse il "messia".In fondo è morto scomunicato è stato un Vescovo scismatico.Io credo che se lo osannate come un santo non fate un servizio alla verità perchè non è stato un santo e solo Dio sa se si è salvato.

    Perdonate la mia insistenza ma chiudete questo blog,fatelo per voi stessi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. caro anonimo, ma perchè invochi la censura? se non ti piace questo blog, perchè continui a frequentarlo? non ti piace ciò che sostiene? bene, non seguirlo più! "avete sbagliato" chi sei tu per dirlo? Gesù? Dio? mha.. torna dal tuo Kiko Arguello che è meglio.. Andrea

      Elimina
    2. Anonimo come fai danno a te stesso. Mi fai tanta compassione dato che non ti rendi conto di quanto il tuo rancore ti porti ad esse cieco e sordo. Anche se malauguratamente chiudessero questo blog (cosa che non avverrà mai) come vorresti tu ed il tuo padrone cornutone, la verità rimarrà sempre tale!
      Christus vincit! Christus regnat! Christus ímperat!

      Elimina
    3. L'unico "problema" di mons. Lefebvre è stato quello di denunciare il modernismo nella Chiesa cattolica. Per aver detto a tutti che "il re è nudo" è stato condannato. Quell'uomo ha vissuto un dramma simile a san Massimo il Confessore, morto in esilio, condannato per essersi opposto al monotelitismo che invase tutta la Chiesa di allora.
      Citare quell'uomo retto, puro, onesto è un onore. Se tutti i vescovi cattolici fossero stati come lui oggi non stavamo a scrivere queste cose, a vedere un cattolicesimo sempre più agonizzante con centinaia e centinaia di preti pedofili, migliaia di preti spretati, un infinito numero di credenti apostati, ecc.
      E dopo tutto questo si deve chiudere questo blog e dire che "tutto va bene"? Voi siete ciechi e complici del male!

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    4. Anonimo desiderante la chiusura del blog, lei è di una noia avvilente.
      Sono certa che con un briciolo di volontà maggiore, riuscirà a trovare impieghi migliori del suo tempo.
      Si faccia del bene.
      Patrizia

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    5. anonimo ma perchè non va a scrivere il suo nulla sul sito messa in latino li trovera'compagnia degna di lei! auguri

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    6. Sì, anche lui apparterrà a quegli estetici del latino che non ci azzeccano una mazza di teologia e se domani il papa dice un'eresia lo applaudono pure basta che conceda loro lo spettacolino estetico.

      Ben a ragione mons. Lefebvre diffidava di questa fauna estetizzante (vedasi il discorso riportato più in basso)...

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  12. Cari Gianluca e Annarita, vi chiedo umilmente di non farvi traviare dalle lusinghe e dal vuoto ciarlare di questi modernisti-conciliaristi-ecumenistici-eretici.
    La verità esiste e si fà trovare da coloro che la cercano e la amano. Purtroppo non si vuole amare più la verità e tantomeno cercarla, ecco perchè siamo arrivati in questa situazione.
    Personalmente ne ho fatta molta di strada anche grazie al vostro sapiente blog, perchè essendo nato e cresciuto con lo spirito modernistico ho pian piano riscoperto e approfondito la verità della santa Tradizione Cattolica anche grazie a voi.
    Davanti a Dio vi debbo molto, ed è perquesto che vi dico che Sembra essere quasi giunto il tempo di mettere da parte le vane prudenze umane e di richiamarci alla mente l'infallibile bolla di papa Paolo IV che proprio voi mi avete fatto riscoprire.
    E' chiaro che ormai non ha nessun senso definire il papa di oggi leggittimo, perchè non ha mai avuto la fede cattolica ne da sacerdote ne da vescovo e tantomeno da papa. Ricordate che chi è eretico(sacerdote, vescovo, papa) non fa quello che intende fare la Santa Chiesa, quindi nullo sono la loro giuristizione e nullo sono i loro sacramenti.
    Pertanto vi invito a riflettere che se la FSSPX firma il preambolo, di fatto diventano eretici e per tanto invalida sarà la loro supplenza.

    Spero proprio di sbagliarmi con queste mie affermazioni, ma più passa il tempo e più è chiaro che la sede è vacante e le gerarchie della chiesa non leggittime.

    Abbiamo fiducia in Dio, perchè non ci abbandonerà, infatti ci sono ancora dei vescovi veramente cattolici sparsi nel mondo, quindi la Santa Chiesa è viva grazie a loro, quindi ecco che le forze degl'inferi non hanno tuttora prevalso e mai prevarranno.

    Vi chiedo di pregare per me, perchè anche se sono arrivato a queste sante conoscenze, nelle mie opere c'è molto di marcio e a causa di molti miei mali, non ho più la forza di fare determinate scelte, e di fatto mi ritrovo ancora con le mani legate con la chiesa conciliare.

    vi ringrazio della cortese attenzione e mi scuso per essermi un pò allungato nel mio commento.

    PS: se possibile vorrei tanto parlare con voi(gianluca e annarita) tramite telefono.

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    1. Celestino,
      intanto sentiamoci via mail:

      cruccasgianluca@gmail.com
      annarita.2009@gmail.com

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    2. ...e non preoccuparti per le chiacchiere dei pasqualoidi, che più parlano più ci convincono di quanto sia utile ed urgente continuare nel NOSTRO impegno (non solo di Gianluca e mio, ma di TUTTI VOI che ci aiutate contribuendo con i vostri commenti)di tenere aperto questo blog. ;))

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    3. Annarita, se lo ritieni opportuno metti pure in un post il testo di mons. Lefebvre al quale corrisponde un video pubblicato in questi ultimi giorni.
      Metti pure il testo su san Massimo il confessore in un post.

      Sono veramente allibito dalla pochezza di questi kikiani-conciliari. Essi non hanno veramente alcun argomento tranne quello d'invitare a chiudere il blog.

      Sono nudi!

      Paradosi

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    4. AGGIUDICATO!
      IL Video ed il testo di Lefebvre, e questo preziosissimo testo su San Massimo, che è stato un grandissimo santo, degno di esser preso da ogni cattolico come Protettore personale.
      Paradosi, GRAZIE E CHE DIO TI BENEDICA

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    5. Alla fine, verso il basso, trovi pure la parte di un discorso di mons. Lefebvre su Fede e Papa, per aiutare i dubbiosi. Questo discorso fa da eco a quanto è stato scritto riguardo san Massimo il Confessore.

      Paradosi

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  13. VI INCLUDO QUALCHE PAGINA DI UN LIBRO CHE AVREI VOLUTO FARE PUBBLICARE (da una editrice cattolica che si è rifiutata di farlo).

    Riguarda san Massimo Confessore al tempo dell'eresia monotelita che ha conquistato tutti i patriarcati di allora e stava per conquistare pure Roma.

    San Massimo davanti all'eresia che invade tutta la Chiesa ha una precisa linea che, per certi versi, fa veramente pensare a quella di mons. Lefebvre.

    Si riassume in due principi:

    1) la Chiesa cattolica esiste laddove è confessata la fede di sempre;
    2) la testificazione dell'appartenenza alla Chiesa cattolica, davanti all'apostasia delle gerarchie, è data da una coscienza pienamente formata, coscienza che san Massimo chiama "ecclesiale".

    Questi principi mostrati da un grande santo del VII secolo mettono a tacere le idee idiote e la disinformazione che conciliari e kikiani stanno diffondendo nei commenti di questo blog.

    Paradosi

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  14. 1) IL CRITERIO PER APPARTENERE ALLA CATTOLICITA'

    Agli occhi di San Massimo il Confessore, ciò che fonda l’unione (o la riunione) e la comunione con la Chiesa, è la confessione della fede ortodossa; ciò che causa e mantiene la rottura di tale comunione, è la professione d’una fede eterodossa . Il ruolo del papa com’è presentato nel caso del patriarca Pirro è quello di pronunciare l’esclusione o la reintegrazione nella Chiesa e nella comunione, non attraverso un’arbitraria decisione o attraverso un atto che deriva dalla sua unica autorità, ma in quanto testimone e garante, in nome della Chiesa, di questa confessione di fede che viene fatta in sua presenza ma, come sottolinea Massimo, prima di tutto davanti a Dio e davanti agli apostoli . Lo stesso papa è sottomesso, nel suo potere di legare e di sciogliere, alla confessione di fede ortodossa la quale determina la sua appartenenza alla Chiesa cattolica e apostolica e condiziona la sua autorità.

    Così egli scrive:
    "Soprattutto il grande, il primo rimedio per la nostra salvezza, l’eredità luminosa della fede, è quella di confessare di cuore e con le labbra quanto i Padri ci hanno insegnato, di seguire coloro che sono stati testimoni oculari e ministri del Verbo sin dall’inizio".

    Benché Massimo affermi che, perché una affermazione dogmatica possa essere considerata conforme alla fede ortodossa è necessario che sia conforme all’insegnamento “o di un concilio, o di un Padre, o della Scrittura” , nessuna di tali componenti della Tradizione ha per lui autorità assoluta, se presa isolatamente, ma solo se in accordo con le altre e con tutto il resto. Come sottolinea J. Pelikan, per Massimo, “la Scrittura ha un’autorità suprema ma solo se è interpretata in modo spirituale e ortodosso. I Padri sono normativi ma solo se sono in armonia con gli altri e con la Scrittura dalla quale hanno attinto. I concili sono decisivi ma solo in quanto voce dell’unica dottrina apostolica, profetica e patristica” . Massimo potrebbe qui sottoscrivere un principio ben conosciuto enunciato da san Vincenzo di Lerino: “Nella Chiesa cattolica bisogna vigilare scrupolosamente e attenersi a quanto è stato creduto dappertutto, sempre e da tutti” , principio che enuncia lui stesso sotto forme differenti ma nello stesso senso scrivendo, ad esempio, che la regola della fede cattolica è “l’opinione” o “la credenza comune dei cristiani” , che tale fede è “quanto è stato confessato fermamente e creduto in modo ortodosso da tutti e dappertutto conformemente a quanto hanno esposto i Dottori stabiliti da Dio” , o ancora che “la discordanza caratterizza quant’è eterodosso, la concordanza quant’è ortodosso” .

    Quando san Massimo, al quale la tradizione ecclesiastica attribuisce il titolo di Confessore, risponde a coloro che lo volevano obbligare a comunicare con i monoteliti: ‘Se pure l’universo intero (l’ οἰκουμένη) comunica con voi, io solo non comunicherò’, egli oppone la sua cattolicità a una presunta ecumenicità eretica.

    Confessando e difendendo la fede ortodossa, Massimo ha coscienza di confessare e difendere “il dogma [...] che è comune alla Chiesa cattolica” , ossia la fede che gli apostoli, i Padri, i concili, il clero e i fedeli ortodossi hanno sempre confessato ovunque. Colui che confessa la fede ortodossa integra o reintegra la Chiesa cattolica e la sua comunione ; colui che professa una dottrina che non è conforme alla fede ortodossa s’esclude dalla Chiesa cattolica e ne dev’essere escluso . Questo principio vale per le persone ma pure per le Chiese particolari: esse appartengono alla Chiesa cattolica o, piuttosto, s’identificano con essa tanto in quanto confessano la fede ortodossa. Esse ne sono escluse (anche se esse continuano istituzionalmente a essere delle Chiese e a portare il nome di Chiesa) se professano dottrine estranee alla fede ortodossa com’è stata definita dagli apostoli, i Padri e i concili.

    (continua)

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  15. ....

    Quando gli apocrisari romani sembrano pronti ad accettare la dottrina eretica del patriarca Pirro, Massimo stima che “la situazione di quasi tutta la Chiesa cattolica e apostolica fondata da Dio è, perciò, in grave pericolo”. Contemporaneamente, le Chiese di Costantinopoli, Antiochia, Alessandria e Gerusalemme sono al di fuori della Chiesa cattolica e al di fuori della sua comunione anche se sono in comunione tra loro per la ragione ch’esse aderiscono all’eresia .

    Tutte le Chiese, la storia lo ha mostrato, sono entrate, in un momento o in un altro, nell’eresia e dunque si sono poste al di fuori della Chiesa cattolica. In certi momenti, tutte le Chiese erano cadute nell’eresia e la Chiesa cattolica non sussisteva che in qualche fedele il quale continuava a confessare la fede ortodossa. Se, dunque, le porte dell’inferno non possono prevalere contro la Chiesa, è per la grazia di Dio da essa ricevuta in quanto corpo di cui il Cristo è la testa o in quanto sposa del Cristo. Massimo scrive che “la Chiesa cattolica, la sposa del Signore”, è da Lui stesso “conservata in sicurezza perché possiamo essere salvati dall’aggressione dei nemici” . La Chiesa cattolica non può perdere la sua integrità né la sua cattolicità perché, fondamentalmente, è una realtà mistica che s’identifica con il Corpo di Cristo. Quest’ideale visione della Chiesa appare all’inizio del capitolo 63 delle Questioni a Talassio.

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  16. 2) LA COSCIENZA COME APPARTENENZA ALLA CHIESA CATTOLICA

    Abbiamo visto che Massimo sottolinea a più riprese come i principi da lui difesi, a differenza di quelli degli eretici, non hanno il fine di distinguersi né di opporsi, non sono delle invenzioni individuali, non riflettono le sue idee particolari, non perseguono la realizzazione d’un proprio progetto , ma si conformano in ogni punto alla Scrittura, ai concili e ai Padri e vogliono testimoniare una realtà che li supera e alla quale si sottomettono. In breve, la sua coscienza personale riflette la coscienza ecclesiale, quella della Chiesa cattolica, dietro alla quale si cancella con umiltà e alla quale si rende totalmente trasparente. “Io – proclama Massimo – non ho dogmi particolari, se non ciò che è comune alla Chiesa cattolica. Non ho mai alzato la voce per affermare un dogma che mi era particolare” . Questa coscienza ecclesiale non è una coscienza naturale: essa si forma nella stessa Chiesa cattolica, nella fedeltà al suo insegnamento, nell’umile conformazione (che testimonia frequentemente Massimo) alla Tradizione e in una vita spirituale dove l’ascesi permette al cuore e allo spirito d’essere purificati e conseguentemente schiariti dalla grazia . Massimo, prendendo come esempio i Padri, si compiace di sottolineare che, nella loro difesa e illustrazione della fede ortodossa, essi erano “ispirati da Dio” , non parlavano da loro stessi ma a causa di Cristo che abitava in loro: il Cristo “è divenuto l’anima della loro anima manifestando a tutti attraverso tutte le loro opere, parole e pensieri, che questi non arrivano da se stessi, ma che Cristo si sostituiva a essi secondo la grazia” . Così, l’autorità dei Padri non è loro propria ma, piuttosto, è quella de “la Verità che parla e ha parlato attraverso loro” .

    E' questo tipo di coscienza che testifica a Massimo la sua appartenenza alla Chiesa cattolica.

    Massimo riconosce e apprezza particolarmente il fondamentale ruolo giocato dalle origini della Chiesa, particolarmente per la difesa del dogma, la Chiesa di Roma e i papi che la presiedevano (testimonia, a esempio, una grande stima per papa Leone I a causa della sua determinante azione per il trionfo dell’ortodossia al concilio di Calcedonia ) e manifesta speranza ch’essi continuino a esercitare il loro ruolo. Ciononostante, per lui è possibile che anche questa sede possa farsi corrompere, seppure momentaneamente. Quando lo avvisano che sta per accettare l’eresia alla quale aderiscono gli altri patriarchi, non gli pare impossibile .

    La gerarchia che Massimo stabilisce tra le Chiese e i loro rappresentanti ha per fondamentale criterio il fatto che confessino o meno la fede ortodossa . Le Chiese che confessano la fede ortodossa appartengono, o più precisamente, sono la Chiesa cattolica; quelle che non la confessano sono al di fuori di essa. La Chiesa di Roma è da lui assimilata alla Chiesa cattolica nella misura in cui confessa la fede ortodossa e, nel suo momento storico, essa è la sola a confessarla.

    Ma nel malaugurato caso in cui pure essa dovesse cedere è la coscienza ecclesiale di san Massimo che gli testifica la sua appartenenza alla Chiesa cattolica alla quale anche Roma potrebbe escludersi.

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  17. Il livello spirituale di kikiani e conciliari è talmente offuscato, ignorante e basso che essi:

    1) al tempo di Ario avrebbero assunto le posizioni ariane, poiché tutta la Chiesa o quasi le confessava;

    2) al tempo del monotelitismo (= in Cristo si confessa una sola volontà, quella divina) avrebbero assunto le posizioni monotelite, poiché tutta la Chiesa o quasi le confessava;

    3) al tempo dell'iconoclastia (la lotta e distruzione delle immagini sacre) avrebbero assunto le posizioni iconoclaste, poiché tutta la Chiesa o quasi (ad eccezione di Roma che però per lungo tempo si mantenne piuttosto neutra) le confessava;

    Se in quel tempo fossero esistiti blog e internet, avrebbero supplicato gli oppositori di smetterla e di adeguarsi.

    E a quali oppositori si sarebbero opposti??

    A santi: sant'Atanasio, san Massimo il Confessore, san Giovanni Damasceno....

    A quel tempo quei santi li avrebbero insultati con un nome: "etiopi", il che allora era sinonimo di demoni!

    Sì questa gente che scrive qui, senza sapere che dice, sono come "etiopi", ossia come demoni.

    Paradosi

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  18. Non lo ha pubblicato la casa editrice voleva pubblicarlo qua?Cari Annarita e Gianluca ascoltate un consiglio spassionato.Non perdete più tempo con questi blog.Pensate a voi,ascoltatemi.Non ha senso continuare lo dico per voi soltanto.Chi vi dice di continuare non vuole veramente il vostro bene.

    Se non sarà oggi sarà domani la FSSPX firmerà e si accorderà d'altronde che alternativa ha?Se non si accorda sparirà o dovrà fare altre ordinazioni non autorizzate.La miglior cosa è chiudere questo blog e pensare alla vostra vita.Le cose più grandi non ci riguardano è un problema di Dio.

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    1. Vade retro Satana! +

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    2. Siete proprio tonti o fate finta di esserlo!

      Parlare a voi è come lavare il muso dell'asino: perdi l'acqua e il sapone!

      Se san Massimo il Confessore vi avrebbe dato retta, certamente non gli avrebbero tagliato la mano destra e la lingua e non sarebbe neppure morto in esilio. Pero' non avrebbe confessato la fede cattolica e non sarebbe stato santo.

      Sarebbe sparito dal ricordo di tutti.

      Voi predicate di adeguarsi alla maggioranza, all'autorità che stabilisce certe cose.

      La legge nella Chiesa, invece, è l'esatto contrario: la verità si testimonia "opportune importune" perché è quella che sta sopra tutti e fonda l'autorità dei vescovi e del papa.

      Senza verità non c'è autorità. Con una verità compromessa anche l'autorità è compromessa.

      Ma a voi che importa della verità? A voi importa attaccarvi al carro di chi ritenete vincitore al momento poiché manco sapete chi siete.

      - Oggi lodate i mussulmani, quando il papa ne bacia il Corano.
      - Domani loderete i pagani, quando il papa si farà segnare da loro.
      - Dopodomani loderete gli aderenti alla religione ebraica, quando il papa entrerà nelle sinagoghe e li chiamerà "fratelli maggiori".
      - Postdomani loderete gli eretici neocatecumenali quando il papa li accoglierà benevolmente.
      - Infine loderete i tradizionalisti, se alcuni di questi acconsentiranno ad entrare in questo Pantheon di credenze in cui non si capisce più che ruolo pratico abbia Gesù Cristo (presidente o rappresentante delle altre religioni?).

      Voi siete così, un poco di tutto e un poco di niente.

      E dalla bassezza di tanta statura venite in questo blog e date ordini???

      Ma andate a farvi friggere impannati!

      Paradosi

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    3. L'anonimo delle 9:21 parla proprio come un satanico tentatore

      "Chi ve lo fa fare di testimoniare la fede Cristiana col martirio? Dai, la vita è bella, godetevela, mettete un solo granellino d'incenso, uno solo, al feticcio conciliare come sta per metterlo mons. Fellay, chiudete questo blog".

      C'è una tale puzza di zolfo in queste parole che la si sente a 100 km di distanza. Uno così avrebbe cercato di convincere pure i martiri cristiani a mettere incenso alla divinità imperiale.

      E poi questi sono seguaci di Gesù Cristo? Ma dove?????

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    4. "Non lo ha pubblicato la casa editrice voleva pubblicarlo qua?"

      Certo!!! Non chiederò di sicuro permesso a te.
      Queste righe sono dogmaticamente ineccepibili, per questo hanno fatto paura. D'altronde sono in grado di guidare chi in questi momenti potrebbe sentirsi disorientato.

      Noi abbiamo bisogno di Cristo e del suo vangelo.

      Voi, al contrario, cercate sulla terra qualche Duce o qualche Furer (qualunque esso sia), incapaci come siete di vedere oltre alle cose umane, agli interessi e alle convenienze secolari.

      Paradosi

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    5. Anonimo delle 9.21 ( non costerebbe nulla uno straccio di firma), lei afferma che "Le cose più grandi non ci riguardano è un problema di Dio."
      Sant'Isidoro di Pelusio, in una delle sue lettere, le avrebbe così risposto:

      "E' ben vero che Dio è assai potente da farsi giustizia; ma Egli vuole che gli operatori di bene detestino il peccato e lo facciano detestare ed è in questa condotta zelante che i santi facevano consistere la virtù e la vera filosofia."

      E' solo un esempio fra tanti.
      Patrizia

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    6. Tanto quelli capiscono solo il verbo kikiano e neppure quello, che se lo capissero sul serio si accorgerebbero che è eretico e contraddittorio.

      A loro basta un capo da non discutere. Sono nati schiavi nello spirito.

      Paradosi

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  19. "Le cose più grandi non ci riguardano è un problema di Dio". Suggerimento satanico.

    Cristo, invece, dirà: per quanto ti è stato possibile, cos'hai fatto per la mia Chiesa?

    Mons. Lefebvre aggiungeva: "Non voglio morire e sentirmi dire da Cristo 'Anche tu hai contribuito a distruggere la Chiesa' ".

    Esiste il peccato di essere modernisti (come voi). Ma esiste anche il peccato di omissione per quei tradizionalisti che pensano che, tacendo e solo pregando, hanno fatto la loro opera.

    Nella parabola dei talenti, Cristo chiede a tutti come li hanno fatti fruttificare e odierà sentirsi rispondere: "E' una cosa più grande di me, è un problema di Dio".
    A quel punto leverà l'unico talento al servo iniquo e lo getterà dov'è pianto e stridore di denti.

    Leggiti il vangelo, modernista eretico.

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  20. Altro bellissimo discorso d'incoraggiamento di mons. Lefebvre davanti all'eresia modernista che strazia e svuota la Chiesa:

    http://gloria.tv/?media=96065

    Se qualcuno lo vuole ascoltare e tradurre ne potrebbe uscire un post per questo blog.

    Grazie monsignore Lefebvre!!!!!!!!!!!!!!!

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  21. Cari amici, San Giovanni Crisostomo scriveva:

    "Soltanto colui che si arrabbia senza motivo è colpevole; chi si adira per un motivo giusto non incorre in nessuna colpa. Poiché, se mancasse la collera, non progredirebbe la conoscenza di Dio, i giudizi non avrebbero consistenza ed i crimini non sarebbero repressi.

    Ed ancor più: chi non si incollerisce quando lo esige la ragione, commette un peccato grave, poiché la pazienza non regolata dalla ragione propaga i vizi, favorisce le negligenze e porta al male, non soltanto i cattivi ma, soprattutto, i buoni. "

    Facciamo tesoro di queste parole, sempre e solo a maggior gloria di Dio.
    Patrizia

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    1. Verissimo Patrizia.
      Grandi Grandi Grandi quando leggo le cose che riportate, ognuno con il dono della Grazia concessagli, riesco a vedere la perfezione della Santa Chiesa Cattolica le cui meravigliose fila sono composte da pochi ma grandi e coraggiosi fedeli, invincibili!
      A lode e Gloria dell'Onnipotente Nostro Signore che regnerà nei secoli a dispetto di satana ed i sui satelliti.
      CVCRCI

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  22. "Essi [i conciliari] hanno detto: la società civile è incapace di riconoscere la vera religione.
    Ma sono bestie o sono uomini a capo della società civile? Se sono uomini sono capaci di riconoscere la vera religione! E' insensato dire il contrario. Ma loro lo hanno messo nero su bianco. E' impossibile discutere con gente del genere". Mons. Marcel Lefebvre

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  23. IL PAPA O LA FEDE?

    "Tutte le obiezioni si risolvono facilmente quando si pensa che il papa è a servizio della fede, la fede è prima dell'autorità, l'obbedienza alla fede precede l'obbedienza all'autorità. Perché? Perché l'autorità è a servizio della fede. Bisogna prima di tutto fare il possibile per mantenere la fede ed è quello che hanno fatto i martiri. Cos'hanno fatto? Hanno agito per Dio, perché la fede è una virtù teologale che ci unisce a Dio, hanno preferito legarsi a Dio piuttosto che mantenere un legame con un'autorità che voleva far abbandonare loro questa fede, questo legame con Dio. E lo stesso quando si trattava di autorità ecclesiastiche. Santa Giovanna d'Arco ha disobbedito a dei vescovi per conservare il legame con Dio. E' la stessa cosa. L'autorità è fatta per sostenere la fede e non il contrario. E' per questo che se Roma fosse stata come un tempo non c'erano problemi. Penso a Pio XII e a tutti quei papi e mi dico: com'è successo che siamo arrivati in questi tempi, in questo stato di cose? Se penso che non avevamo mai avuto problemi così in quel tempo, mai problemi di fede. Potevano esserci problemi tutto sommato insignificanti ma mai problemi di fede. Dopo questo concilio dagli anni sessanta si è prodotta una situazione inimmaginabile precedentemente. Noi non dobbiamo minimizzare. Il papa è una creatura del buon Dio che deve servire la fede della Chiesa e non altro.

    Bene, cari amici, vi ho voluto parlare ed incoraggiare sperando che voi entriate bene in questa prospettiva e la capiate. Io trovo così bello lavorare per il regno di nostro Signore Gesù Cristo, di non vivere che per questo, di non aver altre occupazioni se non di farlo venire nelle anime, nelle famiglie e nella società, fare venire la sua Croce. La messa non è solo il simbolo di questo ma la causa delle grazie per il regno di nostro signore Gesù Cristo. Dio regna attraverso la sua croce. La messa ci porta verso la croce attraverso il suo regno.
    La messa nuova distrugge questo senso, è orizzontale, determina un nuovo regno tra uomini, tra persone, non ha più quest'orientamento verso i cieli e la verità.... Loro fanno della loro nuova messa una bandiera, una vera bandiera rivoluzionaria. Per questo vogliono imporcela ad ogni costo. Non vogliono che ci opponiamo. ...
    E' penoso essere apparentemente contro Roma, apparentemente contro il papa. Nulla è così penoso. Se si pensa che siamo cattolici al cento per cento e papisti, questo è un martirio, un vero martirio. Ma bisogna accettare questo martirio per la difesa della nostra fede perché i nuovi vescovi saranno di certo disprezzati e rigettati. Ma perché Cristo regni bisognerà anche versare il nostro sangue e dare la nostra vita".

    Mons. Marcel Lefebvre

    http://gloria.tv/?media=96065

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  24. Questo discorso di monsignor Lefebvre e la testimonianza antica qui riportata di Massimo il Confessore dimostrano chiaramente che i rivoluzionari conciliari (l'attuale papa in misura più o meno piena, la maggioranza dei vescovi e dei preti) hanno nella pratica rovesciato i riferimenti tradizionali. Infatti:

    1) per la Tradizione la FEDE precede, genera e sostiene l'AUTORITA' ecclesiastica che la serve.

    2) Nella Chiesa conciliare CVII, l'AUTORITA' precede, genera e sostiene la FEDE che la deve servire. (Vedasi il nuovo concetto di "tradizione vivente", come modalità di credere vincolata all'oggi, non al passato, stabilita dal magistero odierno).

    Il secondo principio, attuato nella pratica, è un principio sovvertitore della Chiesa, di origine probabilmente massonica, volto, alla fine, alla distruzione della Chiesa stessa e della fede cristiana. Infatti finisce inevitabilmente per far collidere il passato con il presente.

    E davanti a tutto questo i cattolici conciliari dormono e bevono, bevono tutte le scemenze che sentono nei loro ambienti malati.
    Poi vengono qui e dettano legge, senza accorgersi d'essere divenuti inconsci strumenti per la demolizione.

    Paradosi

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  25. a coloro che affermano: <>, si può rispondere dicendo che se un nostro amico si buttasse sotto un treno, non è detto che mi devo buttare anche io. O si potrebbe più semplicemente dire che se tutto il mondo vuole peccare ciò non toglie che a me singolarmente rimane l'obligo morale di non peccare.
    Ai falsi tradizionalisti che vogliono fare ecumenismo con la chiesa modernistica, occorre ricordare che anche se tutto il mondo si sottometterebbe al concilio, ciò non toglie che quando andremo davanti a Dio dovremo rispondere del nostro agire e non dell'agire degli altri; quindi occorre preoccuparsi di rimanere noi stessi cattolici, poi quello che faranno gli altri sono loro problemi.
    ah.... se cercaste veramente con cuore sinciero la sapienza, Dio ve la concederebbe tranquillamente, ma voi non l'amate, ma amate il vostro comodo quindi rimarrete induriti.
    O Kikiani e falsi tradizionalisti aprite il vostro cuore a Dio e domandategli di vero cuore la sapienza è allora si opereranno prodigi di conversioni, perchè il Signore dona a chi vuol ricevere.
    Questi miei commenti li faccio con umiltà e mitezza, sperando che possano entrare nei vostri cuori, perchè la carità più grande è quella di far conoscere la verità a coloro che ancora non la conoscono.

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  26. SCUSATE VI E' UN ERRORE NEL CARICAMENTO, tra le <> ci doveva essere scritto: a coloro che affermano che se la FSSPX si sottomettesse al concilio ci dovremo sottomettere anche tutti noi, si può rispondere dicendo che se un nostro amico.....(TUTTO COME SOPRA)

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    1. Infatti il Concilio Vaticano II è stato un disastro ma siamo solo noi ad avere la libertà di dirlo, poiché questo è ancora tabù nella chiesa conciliare.

      Un concilio che si rivela fallimento è destinato ad essere fagocitato dalla storia. Se questo non avverrà il cattolicesimo stesso corre il rischio di fissarsi nelle risoluzioni di un'assemblea ubriacata dagli ottimismi degli anni sessanta, riflesso di una società e di presupposti oramai inesistenti.

      Fare dogma questo concilio, riflesso di una mentalità legata ad un tempo preciso, significa non aver capito nulla.

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  27. Grazie a Paradosi e grazie a Patrizia poichè ho potuto arraffare golosamente gli scritti che pubblicano e prometto che non farò indigestione!

    Di Patrizia avevo già preso la prima parte della citazione di San Crisostomo, ora ne prenderò anche la seconda...;-))

    Se sapessero esercitare l'umiltà i gasati kikiani che qui hanno deciso di imperversare, come pidocchi conciliari, avrebbero di che imparare!

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    1. Oggi mentre viaggiAVo verso mio cognato dicevo a mia mamma, "vedi il problemma dell'attuale genere umano" è l'aver accettato l'inganno diabolico di sovvertire l'ordine naturale delle cose che rende impossibile usare quel mezzo, ordinato da Dio, che è la ragione per arrivare alla sUA conoscenza.
      Infatti una mente normale, sana capirebbe che tutto questo casino è frutto di un'inganno.
      i kikiani, i modernisti, tutti in genere quelli che inveiscono contro di noi ci dicono i musulmani si salvano, i buddisti si salvano i pagani appartengono all'anima della chiesa, P. Angelo Bellon dice che la grazia può essere data rimanendo buddisti o musulmani, i protestanti si salvano tutti sono nella Chiesa, l'unica cosa che NON si capisce è che FUORI DELLA CHIESA CE STAMO IO; GIALLUCA, ANNARITA,MARDU, PARADOSI,GHERGON, PATRIZIA,BERNI, BLAISE;CELESTINO MONS. LEFEBVRE e QUELLI DELLA FSSPX, IN PRATICA L'INFERNO LO RIEMPIMO SOLO NOI!
      QUALCOSA NON QUADRA.
      Uno che ragionasse in modo corretto almeno direbbe: "beh pure questi se sarveno si sarveno tutti".
      Invece no tutti se sarveno meno che noi, tutti so boni l'unici cattivi semo noi, tutti c'hanno la carità meno che noi L'UNICI CHE DOVEMO RIENTRà SEMO NOI!
      QUALCOSA NON QUADRA!
      Come direbbe Maurizio Battista: VOI NUN STATE BENE FRATELLI!
      CVCRCI

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    2. Il modernismo è la perversione degli spiriti, la malattia dell'intelligenza. Ma un'intelligenza malata non è in grado di analizzarsi.
      Per questo mons. Lefebvre aveva paura di mescolarsi con questi ambienti: essendo malati poco alla volta fanno ammalare anche i sani.

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  29. In un mare di dubbi navigano tanti piccoli cattolici perplessi, che non esultano per l'accordo ma non lo considerano un pericolo assoluto....pieno di rischi, ma anche di possibili benefici.
    Si tratta di capire se è secondo la volontà di Dio. Può esserlo ? Si può negare che lo sia ?
    E' un bene, facendo il bilancio di costi/benefici, il rientro-regolarizzazione della DSSPX o non lo è ?

    Non dobbiamo credere che l'intera Chiesa può essere OGGI, proprio per lo stato di necessità che perdura, e di cui il papa regnante sembra consapevole, una "terra" di missione per i tradizionalisti, che possono rievangelizzarla in modo serio diversamente dai neo-carismatici di ogni risma ?
    Non pensate che questa può essere la volontà di Dio di OGGI per la FSSPX, un'azione diretta, a beneficio dell'intero Corpo Mistico martoriato ?

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    1. in sintesi: se finora la FSSPX, seguendo mons. Lefebvre, aveva scelto la linea difensiva, pregando una cum i pontefici "conciliaristi" di cui non condividevano le scelte, non è giunto oggi il momento di passare alla fase offensiva (nel senso buono della santa battaglia) per riconquistare finalmente milioni di anime alla vera Fede perduta, nel tempo A VENIRE, nel terreno concreto delle diocesi e parrocchie, e con l'aiuto indispensabile dello Spirito Santo ?
      potrebbe essere questo il senso di una scelta di adesione riunificativa da parte di Fellay, senza però cedere un mm sulla Dottrina ?
      dove sarebbe l'imprudenza insanabile e/o irreparabile da cui dovremmo guardarci, in qualità di fedeli amanti della Tradizione, (sia che siamo o che non siamo aderenti alla FSSPX) ?

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    2. Se si precorrono tutti gli interventi di questo post, c'è materiale a iosa per dare una risposta a questi dubbi.

      Lo stesso mons. Lefebvre in un intervento di cui qui si riporta il testo ha dato la risposta. Basta leggere.

      Personalmente ritengo che la Fraternità debba aspettare ancora. I tempi non sono maturi e i rischi di un suo assorbimento-traviamento sono ancora troppo forti.

      In Oriente c'è una bella frase: "Se vuoi aiutare qualcuno, fallo col bastone", questo per indicare che se uno sta per cadere nel precipizio, non gli devi dare la tua mano (altrimenti potresti cadere pure tu) ma un bastone e con quello tirarlo su.

      Questa frase ha una sapienza popolare che spesso dalle nostre parti dimentichiamo. La Chiesa conciliare è stracolma di gente sull'orlo del precipizio. Non perché i tradizionalisti siano tutti buoni e i conciliari tutti cattivi, ma perché la maggioranza dei conciliari vive in un'atmosfera spirituale malata, pervertita o azzerata.
      Un tradizionalista potrà essere peccatore, ma non vive in quell'atmosfera, questo è certo!

      Se dunque un tradizionalista tende la mano a un conciliare sull'orlo dell'abisso, corre forti rischi. Gli deve passare un bastone.

      Il bastone, fino ad ora, è stata la sua condizione canonica irregolare (per la Chiesa conciliare). Era questo che non lo metteva a contatto diretto.

      Se dunque toglieremo quel bastone, cosa accadrà? Il rischio di contaminazione è alto.

      Il nodo di tutto il discorso, infatti, non è tanto sulla Fraternità san Pio X, quando sulla Chiesa cattolica ufficiale e si esprime con questa domanda:

      Quando guarirà dal modernismo che la sta svuotando?

      Paradosi

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    3. Il suo discorso sarebbe bello se non fosse assurdo, perchè tutto ciò non è necessario, perchè, dico, perchè è così necessario l'accordo? Tutti quanti possono tornare alla Fede Cattolica quella di sempre, ora, in questo istante se lo volessero.
      Cosa cambierebbe per la Fede della gente se la FSSPX ha una prelatura oppure no? i detrattori continueranno a chiamarli lefevriani o scismatici magari ironicamente mettendo davanti un ex, continuaranno nei tentativi di distruggerla, la F. è nella Chiesa se non si comprende questo è tutto inutile, l'ho detto sopra ironicamente, come si fa a considare chiese tutti quelli fuori dai confini visibili e poi chiedere alla FSSPX di "rientrare" oppure di essere "in piena comunione", ma quando si dice che gli ebrei si salvano senza Cristo chi è in comunione con Cristo?.
      Suvvia usate la retta ragione, la Fede deve rimanere integra in noi stessi e la F. deve rimenere integra per trasmetterla.
      Potete farcela, potete cambiare rotta e tornare alla sana dottrina cattolica anche senza l'accordo, chiedete la Santa Messa ai vostri vescovi oppure prenedete la macchina e fatevi 200 Km per andare a partecipare al Sacrificio di Cristo ed ascoltare le omelie Cattoliche dei sacerdoti FSSPX come fanno tanti, il Signore vi renderà merito oppure volete solo le carte bollate?
      All''indomani dell'accordo forse vedrò don Emanuele cambiare? Si forse si ma in peggio dovuto a questo rispetto umano (IBP docet!) che ci fa mettere prima l'uomo invece che Dio e Dio non voglia!
      SE si deve soffrire si soffra!
      CVCRCI

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    4. Paradosi: un quadro perfetto!
      Ma se non lo si vuol capire......
      CVCRCI

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    5. Concordo totalmente Gavazzi, questa gente non cerca lo Spirito ma l'approvazione e i timbri degli uomini.

      Essi dimenticano che oggi un timbro non prova automaticamente l'esistenza di una verità DOC.

      Sono, infatti, troppo pieni di rispetto umano e ce lo mettono pure dove non si deve porlo anteponendo gli uomini a Dio.

      Paradosi

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    6. Cristo dice: "Vi ho chiamato amici, non schiavi perché lo schiavo non sa cosa fa il suo padrone".

      Molti cattolici preferiscono essere schiavi di uomini (chierici modernisti), non amici di Dio.

      Per questo si scandalizzano davanti a situazioni come quelle della fraternità e non le possono capire.

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  30. "Paradosi: un quadro perfetto!
    Ma se non lo si vuol capire......
    CVCRCI"

    Incredibile come la mente di questa gente, teoricamente sana, davanti a queste cose torce le ali e stramazza a terra. Non ce la fanno a capire una cosa elementare!

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