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mercoledì 24 novembre 2010

La consacrazione o “santa schiavitù” verso la Madre di Dio...Atto per la salvezza della propria anima e quella dei fratelli in tutto il mondo.

La Consacrazione di sé stesso a Gesù Cristo Sapienza Incarnata per le mani di Maria di San Luigi Grignion da Montfort.


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Sotto l’influsso di fattori culturali del XVII secolo, quali l’esaltazione regale di Maria, il senso della trascendenza di Dio, la concezione pessimistica dell’uomo che ama annientarsi e sottomettersi, la monarchia assoluta che esige dipendenza passiva, si diffonde l’uso di proclamarsi schiavo di Maria. Di fronte agli abusi, i decreti di Roma prendono posizione condannando le associazioni degli schiavi di Maria (1673, 1675) e ogni atteggiamento incompatibile con la libertà umana e cristiana. Gli autori spirituali del XVII secolo, come Bérulle e Boudon, sfuggono a questa prospettiva poiché presentano la « schiavitù » come totale donazione di amore che rispetta il piano di Dio e impegna ad una vita cristiana intensa: « Dio solo è il fondamento della schiavitù della Santa Vergine… e l’unico fine di questa devozione ». Chi l’abbraccia deve compiere opere di carità, di culto e di cooperazione missionaria, nell’intera libertà di compiere i propri doveri. La santa schiavitù consiste in una « santa transazione che si fa con la Regina del cielo e della terra, con cui le si consacra la propria libertà ». È un « cambiamento di tutta la nostra vita e un rinnovamento di grazia », in quanto ci si dona a Maria senza riserva per appartenere unicamente a Gesù; è impegno totale senza altri limiti che quelli prescritti dal Dio di infinita maestà. Bérulle la presenta in modo più profondamente cristocentrico come rinnovazione dei voti o promesse battesimali.
Agli inizi del XVIII secolo, S. Luigi Grignion di Montfort († 1716) nella sua opera Trattato della vera devozione a Maria ripresenterà e perfezionerà la “schiavitù d’amore”, che consiste in una « perfetta e completa consacrazione di sé alla SS. Vergine…, o in altre parole in una perfetta rinnovazione dei voti e promesse del santo battesimo ». Egli intende introdurre nel cattolicesimo popolare del suo tempo, dimentico degli impegni battesimali, una devozione a Maria che superi il criterio delle pratiche per essere un atteggiamento e un modo per vivere responsabilmente la vita cristiana. Per il Montfort non si può restare cristiani per procura, ma occorre darsi a Cristo volontariamente e con cognizione di causa; la donazione a Maria si inserisce in questo progetto, quale elemento che « ci conforma, unisce e consacra perfettamente a Gesù Cristo ». Vivendo la consacrazione a Maria, facendo le proprie azioni per mezzo di Lei, con Lei, in Lei e per Lei, si cammina verso la maturità spirituale, nella purificazione del cuore dalle tendenze egoistiche, nell’assimilazione dello spirito e delle virtù di Maria e nell’unione con Dio. Maria infatti, rivolta essenzialmente verso gli uomini con la sua maternità spirituale, non cessa di essere « completamente relativa a Dio », colei che introduce nella santa libertà dei figli di Dio, « via facile e sicura per trovare Gesù Cristo » ed essere trasformati in Lui e per lasciarsi condurre dallo Spirito Santo. Il Trattato del Montfort, nascosto per oltre un secolo nel silenzio di un cofano secondo la previsione profetica del suo autore e ritrovato nel 1842, sosterrà in molti cristiani una spiritualità impegnata, pur suscitando alcune riserve circa qualche espressione, soprattutto per il termine schiavitù, usato per descrivere la consacrazione a Maria.
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P. Stefano De Fiores
Compagnia di Maria (Monfortani) (S.M.M.)
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La Consacrazione di sé stesso a Gesù Cristo Sapienza Incarnata per le mani di Maria di S. Luigi Grignion da Montfort.
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L’atto di consacrazione composto dal Montfort è tratto dall’opera L’Amore di Gesù Eterna Sapienza, nella quale risulta ancora più evidente il contesto cristocentrico in cui l’autore colloca la devozione mariana. Nell’opera, infatti, il Montfort tratta del Cristo prima, durante e dopo l’Incarnazione, sottolineando il movimento di amore e di solidarietà della Sapienza verso l’uomo, cui deve corrispondere il cammino dell’uomo verso la Sapienza. In questo duplice itinerario si inserisce Maria: è la creatura degna della Sapienza, che l’attira nel mondo, ed è la Vergine fedele che guida l’uomo verso la Sapienza, purificandone il cuore e preservandolo dal ritorno alla sapienza mondana. Questa dinamica porta a comprendere meglio l’Atto di consacrazione, nel quale si intrecciano le due vie: dal mistero di Cristo si giunge a Maria, la quale diventa a sua volta un cammino di fedeltà a Cristo e di impegno evangelico.
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Il testo dell'Atto di Consacrazione
O Sapienza eterna ed incarnata! O amabilissimo e adorabilissimo Gesù, vero Dio e vero Uomo, Figlio unico dell’eterno Padre e di Maria sempre Vergine! Io ti adoro profondamente nel seno e negli splendori del Padre, durante l’eternità, e nel seno verginale di Maria, tua degnissima Madre, nel tempo dell’Incarnazione.
Ti ringrazio perche ti sei annientato prendendo la forma d’uno schiavo, per liberarmi dalla crudele schiavitù del demonio; ti lodo e ti glorifico per aver voluto sottometterti a Maria, tua santa Madre, in ogni cosa, al fine di rendermi per mezzo di Lei tuo schiavo fedele.
Ma, ohimè ingrato e infedele che sono! Non ho mantenuto i voti e le promesse che ti ho fatto così solennemente nel santo Battesimo e non ho adempiuto ai miei obblighi. Non merito di essere chiamato tuo figlio e tuo schiavo. E siccome non c’è nulla in me che non meriti le tue ripulse e il tuo sdegno, non oso più avvicinarmi da solo alla tua santissima ed augustissima Maestà.
Ma ricorrerò all’intercessione della tua santa Madre, che mi hai assegnata come mediatrice presso di te: per mezzo suo spero di ottenere da te la contrizione e il perdono dei miei peccati, l’acquisto e la conservazione della Sapienza.
Ti saluto dunque, o Maria Immacolata, tabernacolo vivente della Divinità, in cui nascosta la Sapienza eterna vuol essere adorata dagli angeli e dagli uomini.
Io ti saluto, o Regina del cielo e della terra, al cui impero è sottomesso ogni suddito di Dio. Ti saluto, rifugio sicuro dei peccatori, la cui misericordia non mancò mai a nessuno. Esaudisci i desideri che ho della divina Sapienza e ricevi i voti e le offerte che la mia pochezza ti presenta.
Io N.N., peccatore infedele, rinnovo e riaffermo nelle tue mani i voti del mio Battesimo: rinunzio per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi dò interamente a Gesù Cristo, Sapienza incarnata, per portare dietro a lui la mia croce tutti i giorni della mia vita.
E affinché gli sia più fedele di quanto lo fui fin qui, io ti eleggo oggi, o Maria, alla presenza di tutta la corte celeste, per mia Madre e Padrona. Mi abbandono e consacro, come schiavo, il mio corpo e l’anima mia, i miei beni interiori ed esteriori, e il valore stesso delle mie azioni buone, passate, presenti e future, lasciandoti intero e pieno diritto di disporre di me e di quanto mi appartiene, senza eccezione, secondo il tuo beneplacito, per la maggior gloria di Dio nel tempo e nell’eternità.
Ricevi, o Vergine benigna, questa piccola offerta della mia schiavitù, in onore ed unione della sottomissione che la Sapienza eterna si compiacque avere alla tua maternità, in omaggio al potere che entrambi avete su questo miserabile peccatore, in ringraziamento dei privilegi di cui ti favorì la Santissima Trinità.
Dichiaro che d’ora innanzi io voglio, qual tuo vero schiavo, cercare il tuo onore e la tua obbedienza in ogni cosa.
O Madre ammirabile! presentami al tuo caro Figlio, in qualità d’eterno schiavo, affinché avendomi riscattato per mezzo tuo, per mezzo tuo mi riceva.
O Madre di Misericordia! concedimi la grazia di ottenere la vera sapienza di Dio e di mettermi nel numero di quelli che tu ami, ammaestri, guidi, nutri e proteggi come tuoi figli e tuoi schiavi.
O Vergine fedele, rendimi in tutte le cose un così perfetto discepolo, imitatore e schiavo della Sapienza incarnata, Gesù Cristo, tuo Figlio, affinché io giunga, per tua intercessione e a tuo esempio, alla pienezza della sua età sulla terra e della sua gloria in cielo. Amen

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