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lunedì 29 novembre 2010

Il Papa sulla Comunita' San Pio X , sul ministero Pietrino e sul messaggio di Fatima, dalle sue parole definitivamente affossato nella sua forza profetica e quindi nella sua interezza...



Pag. 41/43:  la questione della revoca della scomunica alla FSSPX (Fraternità Sacerdotale San Pio X)
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- La revoca della scomunica è stata un errore?
Forse è il caso di fare qualche precisazione rispetto alla revoca della scomunica in sé; perchè sono state diffuse moltissime stupidaggini, perfino da presunti dotti teologici.
Non è vero che quei quattro vescovi, come spesso si è voluto sottendere, siano stati scomunicati a causa del loro atteggiamento negativo nei confronti del Concilio Vaticano II.
In realtà erano stati scomunicati perché avevano ricevuto la consacrazione episcopale senza il mandato del Papa.
E quindi si era proceduto secondo il relativo canone vigente, un canone già presente nell'antico Diritto ecclesiastico.
Secondo di esso [sic], la scomunica viene inflitta a coloro, che, senza mandato del Papa, conferiscono ad altri la consacrazione episcopale, ed anche a coloro che si lasciano consacrare.
Furono quindi scomunicati perchè avevano agito contro il Primato.
Esiste una situazione analoga in Cina; anche lì sono stati consacrati dei vescovi senza il mandato del Papa e per questo sono stati scomunicati.
Ora, non appena uno di questi vescovi dichiara di riconoscere il Primato in generale nonchè quello del Pontefice regnante in particolare, la sua scomunica viene revocata perché non più giustificata.
Questo è quello che stiamo facendo in Cina - e speriamo in questo modo di riuscire pian piano a risolvere lo scisma - e così abbiamo agito anche nei casi in questione.
In breve: per il fatto stesso di essere stati consacrati senza il mandato del Papa sono stati scomunicati; e per il fatto stesso di aver riconosciuto il Papa - anche se non lo seguono ancora in tutto - la loro scomunica è stata revocata.
In sé, è un processo giuridico assolutamente normale.
Devo dire a questo proposito che su questo punto il nostro lavoro di comunicazione non è riuscito bene.
Non è stato spiegato abbastanza perchè questi vescovi fossero stati scomunicati e perché poi, già solo per ragioni giuridiche, quella scomunica doveva essere revocata."

- Nell'opinione pubblica nacque l'impressione che Roma trattasse con riguardo gruppi conservatori di destra, mentre riducesse subito al silenzio esponenti liberali e di sinistra.
Si è trattato semplicemente di una situazione giuridica molto chiara. Il Vaticano II non c'entrava assolutamente nulla; e nemmeno altre posizioni teologiche.
Nel momento in cui questi Vescovi riconoscevano il Primato del Papa, giuridicamente dovevano essere liberati dalla scomunica; senza che per questo mantenessero i loro incarichi nella Chiesa e senza che per ciò stesso fosse accettata la posizione da loro assunta nei riguardi del Concilio Vaticano II".


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pag. 21/26 Sul Primato petrino e il ruolo del Pontefice

Cosi' si demolisce l’Autorità Pontificia: Benedetto XVI “Il Papa è una persona assolutamente impotente”.

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- Lei oggi è il Papa più potente di tutti i tempi. Mai prima d'ora la Chiesa Cattolica ha avuto tanti fedeli, mai un'estensione simile, letteralmente fino ai confini della terra.
Sono statistiche che certo hanno la loro importanza. Mostrano quanto la Chiesa sia vasta, quanto ampia sia in realtà questa comunità che abbraccia razze e popoli, continenti, culture e persone di ogni genere.
Ma il potere del Papa non è in questi numeri.

- Perchè no?
La comunione con il Papa è di tipo diverso, e naturalmente anche l'appartenenza alla Chiesa.
Tra quel miliardo e 200 milioni di persone ce ne sono molte che poi in realtà nel loro intimo non ne fanno parte.
Già ai suoi tempi, sant'Agostino diceva: molti che sembrano stare dentro, sono fuori; e molti che sembrano stare fuori, sono dentro.
In una questione come la fede e l'appartenenza alla Chiesa Cattolica, il dentro e il fuori sono intrecciati misteriosamente.
Stalin aveva effettivamente ragione quando diceva che il Papa non ha divisioni e non può intimare o imporre nulla.
Non possiede nemmeno una grande impresa, nella quale, per così dire, tutti i fedeli della Chiesa sarebbero suoi dipendenti o subalterni.
In questo senso, da un lato il Papa è una persona assolutamente impotente.
Dall'altro ha una grande responsabilità.
Egli è, in un certo senso, il capo, il rappresentante e allo stesso tempo il responsabile del fatto che quella fede che tiene uniti gli uomini sia creduta, che rimanga viva e che rimanga integra nella sua identità.
Ma unicamente il Signore ha il potere di conservare gli uomini nella fede.

- Per la Chiesa Cattolica il Papa è Vicarius Christi, il rappresentante di Cristo in terra. Ma lei veramente può parlare a nome di Gesù?
Nell'annuncio della fede e nell'amministrazione dei sacramenti, ogni sacerdote parla e agisce su mandato di Gesù Cristo, per Gesù Cristo.
Cristo ha affidato la sua Parola alla Chiesa.
Questa Parola vive nella Chiesa.
E se nel mio intimo accolgo e vivo la fede di questa Chiesa, se parlo e penso a partire da questa fede, allora quando annuncio Lui parlo "per Lui", anche se è chiaro che nel dettaglio possono sempre esserci delle insufficienze, delle debolezze.
Quel che conta è che io non esponga le mie idee ma cerchi di pensare e di vivere la fede della Chiesa, di agire su Suo mandato in modo obbediente.

- Il Papa è veramente "infallibile", nel senso in cui a volte lo presentano i mass media? E' cioè un sovrano assoluto il cui pensiero e la cui volontà sono legge?
Questo è sbagliato.
Il concetto dell'infallibilità è andato sviluppandosi nel corso dei secoli.
Esso è nato di fronte alla questione se esistesse da qualche parte un ultimo organo, un ultimo grado che potesse decidere.
Il Concilio Vaticano I - rifacendosi ad una lunga tradizione che risaliva alla cristianità primitiva - alla fine ha stabilito che quest'ultimo grado esiste.
Non rimane tutto sospeso!
In determinate circostanze e a determinate condizioni, il Papa può prendere decisioni in ultimo vincolanti grazie alle quali diviene chiaro cosa è la fede della Chiesa, e cosa non è.
Il che non significa che il Papa possa di continuo produrre "infallibilità".
Normalmente il Vescovo di Roma si comporta come qualsiasi altro vescovo che professa la propria fede, la annuncia ed è fedele alla Chiesa.
Solo in determinate condizioni, quando la tradizione è chiara ed egli sa che in quel momento non agisce arbitrariamente, allora il Papa può dire: "Questa determinata cosa è fede della Chiesa e la negazione ad essa non è fede della Chiesa".
In questo senso il Concilio Vaticano I ha definito la facoltà della decisione ultima: affinchè la fede potesse conservare il suo carattere vincolante.

- Il ministero petrino - così Lei spiegava - garantisce la concordanza con la verità e la tradizione autentica. La comunione con il Papa è presupposto per una fede retta e per la libertà. Sant'Agostino aveva espresso questa idea così: dove c'è Pietro, c'è la Chiesa, e lì c'è anche Dio. Ma è un'espressione che viene da altri tempi, oggi non è più valida....
In realtà l'espressione non è formulata in questi termini e non è di Agostino, ma ora non è questo il punto.
In ogni caso si tratta di un assioma antico della Chiesa Cattolica: dove c'è Pietro, c'è la Chiesa.
Ovviamente il Papa può avere opinioni personali sbagliate!
Ma come detto: quando parla come Pastore Supremo della Chiesa, nella consapevolezza della sua responsabilità, allora non esprime più la sua opinione, quello che gli passa per la mente in quel momento.
Il quel momento egli è consapevole della sua grande responsabilità e, al tempo stesso, della protezione del Signore; per cui egli non condurrà, con una siffatta decisione, la Chiesa nell'errore ma al contrario, garantirà la sua unione con il passato, il presente e il futuro e soprattutto con il Signore.
Questo è il nocciolo della faccenda e questo è quello che percepiscono anche le altre comunità cristiane.

- Durante un simposio svoltosi nel 1977 in occasione dell'80esimo compleanno di Paolo VI, Lei tenne una relazione su cosa e come dovrebbe essere un Papa. Citando il cardinale inglese Reginald Pole, disse che un Papa dovrebbe "considerarsi come il più piccolo degli uomini"; che dovrebbe ammettere "di non conoscere altro se non quell'unica cosa che gli è stata insegnata da Dio Padre attraverso Cristo".
Vicarius Christi, diceva, significa rendere presente il potere di Cristo come contrafforte al potere del mondo. E questo non sotto forma di qualsivoglia dominio, ma piuttosto portando questo peso sovrumano sulle proprie spalle umane. In questo senso, il luogo autentico del Vicarius Christi è la Croce.
Si, anche oggi ritengo che questo sia vero.
Il primato si è sviluppato fin dall'inizio come primato del martirio. Nei primi tre secoli, Roma, è stata fulcro e capitale delle persecuzioni dei cristiani. Tenere testa a queste persecuzioni e rendere testimonianza a Cristo fu il compito particolare della sede episcopale di Roma.
Possiamo considerare provvidenziale il fatto che, nel momento stesso in cui il Cristianesimo si riappacificò con lo Stato, l'impero si trasferisse a Costantinopoli, sul Bosforo.
Roma, per così dire, era divenuta provincia.
Così fu più facile per il Vescovo di Roma evidenziare l'indipendenza della Chiesa, la sua distinzione dallo Stato.
Non è necessario cercare sempre lo scontro, è chiaro, quanto piuttosto mirare al consenso, all'accordo. Ma sempre la Chiesa, il cristiano, e soprattutto il Papa deve essere cosciente del fatto che la testimonianza che deve rendere possa divenire scandalo, che non venga accettata e che quindi egli si trovi costretto nella condizione del testimone, di Cristo sofferente.
Il fatto che i primi Papi siano stati tutti martiri, ha il suo significato!
Essere Papa non significa porsi come un sovrano colmo di gloria, quanto piuttosto rendere testimonianza a Colui che è stato crocifisso, ed essere disposto ad esercitare il proprio ministero anche in questa forma, in unione a Lui.


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...Per l’arroganza di certi innovatori della Dottrina Cattolica, che hanno agito in combutta con i nemici di sempre della vera Chiesa Cattolica, si sta’ rinunciando al rimedio di tutti i mali che ci circondano: pensano forse che Maria sia oppressiva? Forse pensano che Maria sia invasiva? Forse pensano che Maria non sia portatrice di un bel niente?
Quale arroganza nei confronti della Regina del Cielo e della Terra! Parliamo dei PONTEFICI che fino ad oggi hanno affossato il Messaggio di Fatima, dato da Maria per tutta l’umanità, i quali hanno impedito – non pubblicandone l’intero contenuto e non facendo correttamente la Preghiera di Consacrazione - che la Chiesa ed il mondo intero ne traessero Grazie di Vita eterna; parliamo dei CARDINALI e dei VESCOVI asserviti (direttamente o indirettamente, poco cambia!) al Principe delle Tenebre i quali, non appoggiando i Pontefici favorevoli a Fatima e coalizzandosi con quelli già contrari, hanno loro impedito di ubbidire a Maria SS. Regina del Cielo e della Terra. Codesti personaggi non si rendono conto di quali responsabilità pesano sulle loro coscienze: il destino eterno delle loro anime e di quelle dei fedeli che Cristo ha loro affidato.

A questo si sta’ rinunciando: ALLE GRAZIE DI MARIA SANTISSIMA ANNUNCIATE A FATIMA!

“Io come una vite ho prodotto  germogli graziosi e i miei fiori,  frutti di gloria e ricchezza. Io sono la madre del bell'amore e del timore e della scienza e della santa speranza. In me vi è ogni grazia della via  e della verità, in me è ogni speranza della vita e della virtù. Avvicinatevi a  me, voi che mi desiderate,  e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di  me è più dolce del miele, e la mia  eredità  è più  dolce del  favo di miele. Il  mio ricordo vivrà nei secoli, per sempre. Quanti si nutrono di me avranno ancora  fame e quanti bevono di me avranno ancora  sete. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà. Coloro che mi faranno conoscere, avranno la vita  eterna. Io sono come un canale derivante da un fiume, e come un corso di acqua sono uscita verso un giardino.  Ho  detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ed ecco il mio canale è  diventato  un fiume, il  mio  fiume è diventato un  mare. Farò ancora splendere la  mia dottrina come l'aurora,  la farò  brillare molto lontano. Penetrerò in tutte le parti inferiori della terra, getterò lo sguardo su tutti i  dormienti,  e illuminerò tutti quelli che sperano nel Signore. Riverserò ancora la dottrina come una profezia la lascerò per  le generazioni future,  per quanti cercano  la sapienza, e non cesserò mai di annunziarla.” (Siracide, 24)

Ma a questo si andrà incontro se non si UBBIDIRA’ alla Madonna:

“Vidi il Signore che stava presso l'altare e mi diceva:  «Percuoti il capitello e siano scossi gli architravi, spezza la testa di tutti e io ucciderò il resto con la spada; nessuno di essi riuscirà a fuggire, nessuno di essi scamperà. Anche se penetrano negli inferi, di là li strapperà la mia mano; se salgono al cielo, di là li tirerò giù; se si nascondono in vetta al Carmelo, di là li scoverò e li prenderò; se si occultano al mio sguardo in fondo al mare, là comanderò al serpente di morderli; se vanno in schiavitù davanti ai loro nemici, là comanderò alla spada di ucciderli. Io volgerò gli occhi su di loro per il male e non per il bene». Il Signore, Dio degli eserciti, colpisce la terra ed essa si fonde e tutti i suoi abitanti prendono il lutto; essa si solleva tutta come il Nilo e si abbassa come il fiume d'Egitto. Egli costruisce nel cielo il suo soglio e fonda la sua volta sulla terra; egli chiama le acque del mare e le riversa sulla terra; Signore è il suo nome. Non siete voi per me come gli Etiopi, Israeliti?  Parola del Signore. Non io ho fatto uscire Israele dal paese d'Egitto, i Filistei da Caftor e gli Aramei da Kir? Ecco, lo sguardo del Signore Dio è rivolto contro il regno peccatore: io lo sterminerò dalla terra, ma non sterminerò del tutto la casa di Giacobbe,  oracolo del Signore. Ecco infatti, io darò ordini e scuoterò, fra tutti i popoli, la casa d'Israele come si scuote il setaccio e non cade un sassolino per terra. Di spada periranno tutti i peccatori del mio popolo,  essi che dicevano: «Non si avvicinerà, non giungerà fino a noi la sventura.”


pag. 225/229 Maria, il culto a Maria e Fatima

- Al contrario del suo predecessore, Lei è considerato un teologo con un orientamento più cristologico che mariano. Eppure solo un mese dopo la Sua elezione Lei esortò i credenti radunati a Piazza san Pietro ad affidarsi alla Madonna di Fatima. Nel corso della sua visita a Fatima nel maggio 2010 usò parole spettacolari: l'avvenimento di 93 anni fa, quando il cielo si è aperto proprio sul Portogallo, è "come una finestra di speranza che Dio apre quando l'uomo Gli chiude la porta".
Proprio il Papa che il mondo conosce come il difensore della ragione ora dice: "La Vergine Maria è venuta dal Cielo per ricordarci la verità del Vangelo".
E' vero, sono cresciuto in una pietà anzitutto cristocentrica, come si era andata sviluppando tra le due guerre attraverso un rinnovato accostarsi alla Bibbia e ai Padri; in una religiosità che coscientemente ed in misura pronunciata veniva nutrita attraverso la Bibbia e dunque era orientata a Cristo.
Di questo però fa sempre parte certamente la Madre di Dio, la Madre del Signore.
Nella Bibbia, in Luca e Giovanni, compare relativamente tardi, ma in modo tanto più splendente, ed in questo senso è sempre appartenuta alla vita cristiana.
Nelle Chiese d'Oriente già molto presto Ella acquisì grande importanza, si pensi ad esempio al Concilio di Efeso del 431. E di continuo, attraverso tutta la storia, Dio se ne è servito come della luce perchè Egli possa condurci a sè.
In America Latina, ad esempio, il Messico è divenuto cristiano nel momento in cui è apparsa la Madonna di Guadalupe.
Allora gli uomini compresero: "Sì, è questa la nostra fede; con essa veramente arriviamo a Dio; in essa è trasformata e ricompresa tutta la ricchezza delle nostre religioni".
In America Latina, hanno portato le persone alla fede in ultimo due figure:
da una parte la Madre, dall'altra Dio che patisce, che patisce anche per tutto quello che di violento ciascuno di loro ha dovuto sopportare.
Così bisogna dire che la fede ha una storia. L'ha evidenziato il cardinale Newman. La fede si sviluppa. E di questo fa parte anche una manifestazione sempre più potente della Madre di Dio nel mondo, come guida, come luce di Dio, come la Madre attraverso la quale possiamo riconoscere il Padre e il Figlio.
Dio ci ha dato perciò dei segni; proprio nel XX secolo.
Nel nostro razionalismo e di fronte alle nascenti dittature, ci mostra l'umiltà della Madre che appare a dei bambini dicendo loro l'essenziale: fede, speranza, amore, penitenza.
E così capisco anche che le persone qui si trovino per così dire delle finestre. A Fatima ho visto centinaia di migliaia di persone che, attraverso quello che Maria aveva confidato a dei bambini, in questo mondo pieno di sbarramenti e chiusure, ritrovano in certo qual modo l'accesso a Dio.

- Il famoso "Terzo segreto di Fatima" venne pubblicato solo nell'anno 2000 dal cardinale Joseph Ratzinger si disposizione di Giovanni Paolo II. Il testo parla di un vescovo vestito di bianco, che cade a terra, ucciso da un gruppo di soldati che gli sparano vari colpi di arma da fuoco, scena questa che venne interpretata come prefigurazione dell'attentato subito da Giovanni Paolo II.
Ora Lei dice: "Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa".
Cosa intende? Significa che il messaggio di Fatima in realtà ancora non si è compiuto?
Nel messaggio di Fatima bisogna tenere distinte due cose: vi è da un lato un preciso avvenimento, rappresentato in forma di visione, dall'altro la cosa fondamentale, della quale si tratta.
Il punto non era soddisfare una curiosità. In questo caso avremmo dovuto pubblicare il testo molto prima! No, il punto è lasciare intendere un momento critico nella storia: quello nel quale si scatena tutta la forza del male che si è cristallizzata nelle grandi dittature e che, in altra forma, agisce anche oggi.
Si trattava poi della risposta a questa sfida. Questa risposta non consiste in grandi azioni politiche, ma ultimamente può giungere solo dalla trasformazione dei cuori: attraverso la fede, la speranza, l'amore e la penitenza. In questo senso il messaggio di Fatima non è concluso, anche se le due grandi dittature sono scomparse.
Rimane la sofferenza della Chiesa, resta la minaccia agli uomini e con essa permane anche la questione della risposta; rimane perciò anche l'indicazione che ci ha dato Maria.
Anche ora vi sono tribolazioni. Anche oggi il potere minaccia di calpestare la fede in tutte le forme possibili. Anche oggi è perciò necessaria la risposta della quale la Madre di Dio ha parlato ai bambini.

- La sua predica del 13 maggio a Fatima ha toni drammatici: "L'uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore", ha detto, "ma non riesce ad interromperlo...".
Quel giorno, di fronte a mezzo milione di persone espresse una supplica che in fin dei conti è impressionante: " Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni, affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità".
Significa che il Papa, che detiene un mandato profetico, ritiene possibile che nell'arco dei prossimi sette anni la Santa Madre di Dio si manifesterà in un modo che equivarrà ad un trionfo?
Ho detto che il "trionfo" si avvicinerà.
Dal punto di vista contenutistico è la stessa cosa di quando preghiamo che venga il Regno di Dio. E' una parola che non va intesa come se io mi aspetti che adesso avvenga una grande svolta e la storia improvvisamente cambi radicalmente corso: sono forse troppo razionalista per questo; volevo dire che la potenza del male deve essere sempre di nuovo arrestata; che sempre nella forza della Madre si mostra la forza di Dio stesso, e la tiene viva.
La Chiesa è sempre chiamata a fare ciò per cui Abramo pregò Dio, e cioè avere cura che vi siano abbastanza giusti per tenere a freno il male e la distruzione.
Ho voluto dire che le forze del bene possono sempre crescere di nuovo. In questo senso i trionfi di Dio, i trionfi di Maria sono silenziosi, e tuttavia reali.

8 commenti:

  1. A parte il fatto che sarebbe corretto che si indicasse la provenienza dei testi integrali, in questo caso, da Messainlatino....

    secondo aspetto è scorretto dire che il Papa con una frase estrapolata dal testo, abbia inteso distruggere il Primato Petrino...
    il Papa non è un supermen... e non lo è mai stato ed ha il diritto di modificare I MODI ATTRAVERSO I QUALI ESERCITARE IL PRIMATO....
    inoltre egli ribadisce dal Vaticano Primo il dogma incontestabile del potere del Pontefice e della sua infallibilità...

    Facile estrapolare una frase e fargli dire il contrario....
    prova ad argomentare L'INTERA RISPOSTA di Benedetto XVI ed evitare di prestare il fianco a chi vuole vedere in lui un NEMICO DELLA CHIESA...

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  2. Caterina63 hai perfettamente ragione.

    Questa estrapolazione con relativo commento è un'operazione a dir poco scandalosa.
    Questi signori non si rendono conto che così facendo non promuovono alcun bene, ma danneggiano immensamente la Chiesa.
    Anche le parole di Mons. Lefebvre, poste a commento, sono un insulto. Il Presule le pronunciò evidentemente in un momento di grande sconforto...ma come non rendersi conto che sono PIENAMENTE SEDEVACANTISTE? "Roma è nell'apostasia; Roma ha perduto la fede"...dunque Roma è eretica. E non ditemi che non è così perchè tutti i gruppi sedevacantisti, a cominciare dalla Mater Boni Consilii, si giovano di quelle precise parole per dire che in fondo anche Mons. Lefebvre è morto sedevacantista.

    ...Osservo tra l'altro quanto sia singolare che un Blog di "duri e puri" come questo usi un'immagine di una liturgia Novus Ordo (perfino con la concelebrazione!!!) come propria bandiera.... Mons. Lefebre vi criticherebbe molto: "La nuova messa, anche se vestita di seta resta sempre la nuova messa"(M. Lefebvre).

    ...in sintesi fate ridere i polli.

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  3. Leggo spesso i giornali e sempre hanno un titolo che sinteticamente deve attirare l'interesse per la lettura dell'articolo. Qui non siamo ad un giornale ma capisco che l'interesse dei lettori non si fermi sul titolo solamente ma sul contenuto.Il papa comunque non ha detto cose sconvolgenti sul primato di Pietro e l'infallibilità, ma ha ribadito quando essa vi sia e come vi sia. Riguardo all'analis sul papa che "non può intimare od imporre nulla.." vorrei si riflettesse molto specialmente i papalini che qui leggono. E' ovvio che se si intende la forza, il papa non ha una milizia che possa imporre, ma ha altre armi tutte spirituali e l'arma delle parole per imporre, basta che voglia! Ma queste parole, riflettete bene, hanno il preciso scopo di far capire che è finito il tempo delle imposizioni teologiche e liturgiche poichè da dopo il Concilio NON si VUOLE PIU' IMPORRE, poichè esiste soltanto la COMUNITA' dei vescovi alla quale ogni papa fa ora riferimento unico.E' un discorso chiaro che rappresenta la "modernizzazione" e la "democratizzazione finale" della Chiesa...Più chiaro di così ! E come si può intitolare questa notizia? "COSI' SI DEMOLISCE L'AUTORITA' PONTIFICIA...." o no ?

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  4. No caro mardunolbo....e questo proprio perchè tale primato e tale Istituzione non è opera degli uomini: e le porte degli inferi non prevarranno!

    Senza dubbio è verissimo che una certa interpretazione del Concilio ha SPEZZATO nella Chiesa la sua unità teologica e dottrinale MA NON HA SPEZZATO LA CHIESA...
    qui invece si confonde troppo spesso LA CHIESA che è UNA e SANTA.... dalle MEMBRA della Chiesa, compreso il suo Vicario le quali CAMMINANO nel tempo e nella storia e dunque con la LEGITTIMITA' DI CAMBIARE I MODI ATTRAVERSO I QUALI DARE LA SANA DOTTRINA!

    Se ci occupiamo esclusivamente del campo DOTTRINALE allora siamo d'accordo: si denuncino le eresie... ma senza usare mons. Lefebvre piuttosto usiamo L'OGGI e il cammino stesso che la FSSPX sta portando avanti NELLA CHIESA E CON LA CHIESA....

    SENZA PIETRO nessuno di noi avrebbe il diritto di esporre la dottrina della Chiesa è lui che da il mandato!
    diversamente, se si vuole riempire il web di OPINIONI PERSONALE ASSUNTE A VERITA' solo perchè si vorrebbe UNA PROPRIA IMMAGINE DI CHIESE, allora si cadrebbe e si cade nell'errore, un errore non minore dei progressisti....

    ;-)

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  5. "Senza dubbio è verissimo che una certa interpretazione del Concilio ha SPEZZATO nella Chiesa la sua unità teologica e dottrinale MA NON HA SPEZZATO LA CHIESA...
    qui invece si confonde troppo spesso LA CHIESA che è UNA e SANTA.... dalle MEMBRA della Chiesa"

    Non è "UNA CERTA INTERPRETAZIONE" del Concilio, che ha spezzato l'unità teologica e dottrinale della Chiesa, ma il Concilio stesso. Nei documenti del Vaticano II quando si tratta del Matrimonio, c'è scritto che lo stato matrimoniale "non è incompatibile con il Sacerdozio". Bene, questa è una eresia, perchè annulla la Dichiarazione ufficiale del II Concilio Lateranense del 1139, che al Canone 7 proclamava come unico lecito lo stato del Celibato per chi è ordinato Sacerdote, e che addirittuara chi contrae matrimonio dopo essere stato ordinato Sacerdote, il suo matrimonio è invalido! Certo che tutto ciò NON SPEZZA LA CHIESA, perchè finchè resterà sulla terra un piccolo, magari malato ed infermo, che offre le sue sofferenze a Cristo per la salvezza delle anime, unendo la sua passione a quella del Redentore, la Chiesa esisterà e vivrà... nonostante una certa Gerarchia.
    Quindi, QUI, non si confonde proprio nulla, vatti a leggere sull'home page, in alto a sinistra, "Il perchè di questo blog" e vedrai che non confondiamo.

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  6. "qui invece si confonde troppo spesso LA CHIESA che è UNA e SANTA.... dalle MEMBRA della Chiesa, compreso il suo Vicario le quali CAMMINANO nel tempo e nella storia e dunque con la LEGITTIMITA' DI CAMBIARE I MODI ATTRAVERSO I QUALI DARE LA SANA DOTTRINA!"

    Esatto, possono cambiare I MODI, ma non I CONTENUTI, altrimenti non sarà più SANA DOTTRINA!

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  7. "Se ci occupiamo esclusivamente del campo DOTTRINALE allora siamo d'accordo: si denuncino le eresie... ma senza usare mons. Lefebvre piuttosto usiamo L'OGGI e il cammino stesso che la FSSPX sta portando avanti NELLA CHIESA E CON LA CHIESA...."

    Noi usiamo le parole delle persone che più vediamo conformi alla Dottrina della Chiesa di Sempre. Se possiamo riflettere sulle parole di Fellay o di Pagliarani, perchè non dovremmo farlo vieppiù per le parole di colui che è stato la loro guida spirituale e ne ha tracciato le scelte, l'identità sacerdotale e la rettitudine teologica? Lefebvre è colui che più di ogni altro è stato e perciò simboleggia "la fedeltà" alla Tradizione della Chiesa. Come mai da tanto fastidio il suo nome, come mai disturba che egli venga nominato? Forse perchè la sua predicazione mette più che mai in evidenza quanto l'attuale posizione della Chiesa si discosti dall'insegnamento di Cristo e dai Vangeli? Ma proprio per questo noi continueremo a prenderlo ad esempio di predicazione cristallinamente cattolica. Poi, prenderemo - perchè no? - anche l'oggi della FSSPX, e finchè la Fraternità non si allontanerà mai, nelle scelte e nelle azioni, dall'eredità morale e dottrinale lasciata ad essa dal proprio fondatore, non avrà certo da temere alcun confronto.

    RispondiElimina
  8. "SENZA PIETRO nessuno di noi avrebbe il diritto di esporre la dottrina della Chiesa è lui che da il mandato!
    diversamente, se si vuole riempire il web di OPINIONI PERSONALE ASSUNTE A VERITA' solo perchè si vorrebbe UNA PROPRIA IMMAGINE DI CHIESE, allora si cadrebbe e si cade nell'errore, un errore non minore dei progressisti...."

    Ogni battezzato, che abbia ricevuto anche l'effusione dello Spirito Santo, per l'imposizione delle mani del Vescovo, nel Sacramento della Santa Cresima, è non solo abilitato, ma espressamente chiamato a testimoniare Cristo e a difendere ciò che ha ricevuto con i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana, ivi compresa l'Eucaristia.
    Ora che cosa significa "senza Pietro"? Chi ha mai detto di voler fare a meno di Pietro? Proprio perchè Pietro è il garante della Fede ricevuta, sorge un problema nel momento in cui non i singoli laici, ma proprio "Pietro" rilascia dichiarazioni che hanno tutta l'aria di essere OPINIONI PERSONALI destinate ad essere ASSUNTE A VERITA',prendendo così la dottrina della Chiesa e cercando di darle una fisionomia che è ad IMMAGINE DEL PROPRIO PENSIERO PERSONALE.

    Cosa hai detto? Che si può esporre la Dottrina della Chiesa solo se Pietro da il mandato?
    Beh, non è che ultimamente i mandati missionari siano stati garanti dell'ortodossia dottrinale cattolica, visto che uno è stato assegnato ai neocatecumenali.

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