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martedì 13 luglio 2010

Aberrazione liturgica Neocatecumenale

In questo video si puo' incredibilmente notare, in un passaggio, che i pani della Consacrazione, posti sopra la cosidetta mensa sono accatastati l'uno sopra l'altro







LAMENTI DEL SIGNORE GESU' A PADRE PIO

PER GLI OLTRAGGI CHE RICEVE NEL SS. SACRAMENTO

(Epistolario I ,342)

“Sentite Padre mio, i giusti lamenti del nostro dolcissimo Gesù: “Con quanta ingratitudine viene ripagato il mio amore verso gli uomini! Sarei stato meno offeso da costoro se l'avessi amati di meno. Mio Padre non vuole più sopportarli. Io vorrei cessare di amarli ... (e qui Gesù si tacque e sospirava e dopo riprese) ma ahimè! Il Mio Cuore è fatto per amare! Gli uomini vili e fiacchi non si fanno nessuna violenza per vicersi nelle tentazioni, che anzi si dilettano nelle loro iniquità. Le anime da Me più predilette, messe alla prova, Mi vengono meno, le deboli si abbandonano all'isgomento ed alla disperazione, le forti si vanno rilassando a poco a poco. Mi rimangono solo, di notte, di giorno, nelle chiese. NON SI CURANO PIU' DEL SACRAMENTO DELL'ALTARE; non si parla mai di questo Sacramento d'amore; ed anche quelli che ne parlano ahimè! Con che indifferenza, conche freddezza.

Il Mio Cuore è dimenticato; nessuno si cura più del Mio Amore; Io sono sempre contristato. La Mia casa è divenuta per molti un teatro di divertimento; anche i Miei ministri che Io ho sempre riguardati con predilezione, che lo ho amati come la pupilla dell'occhio Mio; essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze; essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece chi lo crederebbe?! Da essi debbo ricevere ingratitudine e sconoscenze. Vedo, figlio Mio, molti di costoro che ... (qui si Chetò, i singhiozzi gli strinsero la gola, pianse in silenzio) che sotto ipocrite sembianze, Mi tradiscono con comunioni sacrileghe, calpestando i lumi e le forze che continuamente do a essi...»Tratto dall'epistolario 1, 342.

“IL VALORE E LA QUALITA' DI UN SACERDOTE SI MISURA DA QUANTE ORE PASSA DAVANTI AL TABERNACOLO”

S.Alfonso M. de Liguori, Dottore della Chiesa

PERDONACI O SIGNORE

Per tutti i sacrilegi eucaristici, perdonaci, o Signore.

Per tutte le Sante comunioni fatte in peccato mortale, perdonaci, o Signore.

Per le profanazioni eucaristiche, perdonaci, o Signore.

Per le irriverenze nelle chiese, perdonaci, o Signore.

Per gli oltraggi e disprezzi dei tabernacoli, perdonaci, o Signore.

Per il disprezzo delle cose sacre, perdonaci, o Signore.

Per l'abbandono delle chiese, perdonaci, o Signore.

Per i peccati di immoralità, perdonaci, o Signore.

Per le anime senza Dio, perdonaci, o Signore.

Per le bestemmie contro il tuo Santissimo Nome, perdonaci, o Signore.

Per l'indifferenza verso il tuo Amore, perdonaci, o Signore.

Per gli oltraggi verso la persona dei Papa, perdonaci, o Signore.

Per il disprezzo verso i Vescovi e i Sacerdoti, perdonaci, o Signore.

Per le bestemmie contro il nome di Maria, perdonaci, o Signore.

Per i disprezzi contro la sua Immacolata Concezione, perdonaci, o Signore.

Per l'abbandono della venerazione a Maria, perdonaci, o Signore.

Per i disprezzi contro le immagini di Maria, perdonaci, o Signore.

Per l'abbandono del Santo Rosario, perdonaci, o Signore.

Per l'indifferenza all'amore materno di Maria, perdonaci, o Signore.

4 commenti:

  1. non ci sono parole.
    I giovani neocatecumenali sarnno "quelli che porteranno la Chiesa nel terzo millennio". Così dice la catechista.
    Bene! Ringraziamo anche il card. Caffarra... culpa in vigilando?

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  2. I pani accatastati non sono consocrati

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  3. Ma pensate che i Vescovi che accolgono il CAMMINO NEOCATECUMENALE sono tutti degli stupidi? Se continuate in questa maniera, li considerate tali. Lo stesso dicasi dei Papi ad incominciare da Paolo VI per finire con Benedetto XVI. E poi dico: "MA NON AVETE ALTRO DA FARE?".

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  4. Inops, potentem dum vult imitari, perit.
    In prato quondam rana conspexit bovem,
    et tacta invidia tantae magnitudinis
    rugosam inflavit pellem. Tum natos suos
    interrogavit an bove esset latior.
    Illi negarunt. Rursus intendit cutem
    maiore nisu, et simili quaesivit modo,
    quis maior esset. Illi dixerunt 'bovem'.
    Novissime indignata, dum vult validius
    inflare sese, rupto iacuit corpore.

    L'HO SCRITTO COSI' TANTO PER FAVI SAPERE CHE CONOSCO IL LATINO ANCHE IO.

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